# Raffaele Gaito

> Tecnologia e innovazione con un tocco umano


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title: Se il tuo prossimo capo fosse un agente AI?
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Gli agenti AI stanno lavorando già con e per noi: il nostro ruolo si sta evolvendo e siamo diventando manager di interi team di agenti."
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# Se il tuo prossimo capo fosse un agente AI?

## Introduzione

Ho intervistato [Gian Segato](https://giansegato.com/), ricercatore di Anthropic, ex [Replit](https://replit.com/), uno dei pochi italiani a lavorare dall’interno su Claude. La nostra chiacchierata è stata ricchissima e la trovi completa qui sotto.

C’è però un passaggio che mi ha colpito, e che rimane lì molto dopo che la conversazione è finita. Non riguarda i modelli, i benchmark, le funzionalità dell’AI o la sicurezza. **Riguarda noi** e il tipo di lavoro che ci aspetta.

Ti senti pronto o pronta a diventare un manager? **Un manager di agenti AI?**

## Il cambio di ruolo che non stiamo vedendo

Nella storia ogni volta che arriva una tecnologia che cambia davvero le cose c’è un meccanismo che si ripete. Se stai pensando alla scena della **macchina che sostituisce l’operaio**, anche se quella fa più rumore e finisce sui giornali, alimentando le paure, ti dico che non si tratta di quella. 

Parlo di quella meno drammatica e più silenziosa, in cui **il lavoro cambia forma senza che nessuno lo annunci.**

Quando arrivarono i telai meccanici, i tessitori più abili non sparirono tutti da un giorno all’altro. Cambiò quello che ci si aspettava da loro: **meno esecuzione manuale, più supervisione del processo**, più giudizio su quando intervenire e quando lasciare andare la macchina. I mestieri salirono di un piano. Chi non se ne accorse in tempo rimase al piano di sotto.

**Stiamo vivendo la stessa scena. **

Segato lo descrive con un’immagine precisa: un tempo, nel lavoro di sviluppo software, il compito era davvero granulare perchè iniziavi dal momento in cui aprivi un file, trovavi una funzione, eventualmente la modificavi e poi testavi il cambiamento. Ore, a volte giorni, passati dentro i dettagli. Oggi puoi dire a un agente di modificare un processo o una parte del software e lui lo fa. 

Non è magia e non è nemmeno una semplificazione. Dal dettaglio operativo alla [direzione strategica](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-strategia/). Dall’esecuzione alla decisione. Dalla manovalanza, anche quella intellettuale, alla supervisione.

A tutti gli effetti diventiamo manager di agenti e non di persone. 

Si tratta di qualcosa di troppo nuovo e abbiamo bisogno di interiorizzare questo cambiamento, affinché sotto i nostri occhi diventi normalità e per come tutti i cambi di ruolo nella storia, porta con sé una riflessione: siamo pronti a fare così il lavoro, o stiamo ancora cercando di fare le cose come prima?

## Il problema è che nessuno ci ha insegnato a farlo

C’è una differenza che chiunque abbia lavorato in un’agenzia o in un [team creativo](https://www.raffaelegaito.com/allenare-creativita/) conosce bene: quella tra il cliente che sa cosa vuole e quello che lo scopre solo quando vede la prima bozza.

Il secondo tipo è semplicemente qualcuno che non ha ancora fatto un lavoro di approfondimento e probabilmente potrà scaricare quella responsabilità su chi esegue, che sia un grafico, uno sviluppatore o  un agente AI. Purtroppo, però, [delegare qualcosa](https://www.raffaelegaito.com/come-delegare/) che è superficiale in partenza farà sì che l’output sarà sempre deludente, e la colpa sembrerà sempre degli altri.

Diventare buoni manager di agenti AI significa, prima di tutto, diventare il primo tipo di cliente. Quello che arriva con un’idea chiara e ben definita, che sa valutare il risultato e si assume la responsabilità di ciò che viene prodotto. 

**Bisogna sapere cosa stai chiedendo e perché**. Bisogna distinguere un output davvero buono da uno così e così e la differenza, spesso, è sottilissima e la vedi solo se hai un punto di vista tuo e delle competenze.

L’AI non ha creato questa esigenza eppure l’ha portata in superficie, t**ogliendo tutti gli alibi** che prima la nascondevano. Adesso che l’esecuzione si può delegare, quello che rimane è interamente tuo.

**Non c’è più niente dietro cui nascondersi.**

Il problema è che sono in parte delle competenze nuove, che nessuno di noi ha ancora ben chiaro come affinare e migliorare. **Lo stiamo scoprendo facendo.**

## L’esempio che spiega tutto

C’è un aneddoto che Segato racconta con una certa leggerezza, ma che invece è illuminante.

Sua moglie è un’artista. Doveva correggere la prospettiva di alcune foto dei suoi quadri per il sito web. Non sa programmare. Non ha un abbonamento a software grafici professionali. Ha aperto Claude Code e ha descritto il problema.

Claude Code ha scritto uno script Python al momento, ha aperto una finestra interattiva, le ha chiesto di cliccare sui quattro angoli dell’immagine e ha corretto la prospettiva automaticamente.

Era un task tecnico risolto da qualcuno che non ha competenze tecniche perché quella persona sapeva **cosa voleva**, sapeva **descriverlo**, e sapeva **riconoscere quando il risultato era quello giusto**.

Tre competenze da manager, non da programmatore.

## Il paradosso del lavoro più umano

C’è un punto dell’intervista in cui Segato dice una cosa che sembra quasi un paradosso.

Parla di sanità: se l’AI aiuta medici e infermieri su diagnosi e documentazione, se si fa carico della parte ripetitiva, potrebbe liberare più tempo per la relazione umana con il paziente. L’AI, togliendo la parte meno umana del lavoro, renderebbe alcuni lavori **più umani di quanto non siano già**.

È lo stesso ragionamento che vale ovunque, nei lavori creativi, intellettuali, di cura, di relazione: l’esecuzione si può delegare sempre di più. Quello che rimane è la strategia, il giudizio, l’empatia e la responsabilità. 

Attenzione, però, perché il rischio è dietro l’angolo. Il tempo liberato dall’AI si può usare in due modi: pensare meglio o produrre di più. 

Ci rendiamo subito conto che nel secondo caso non si è fatto il salto di livello: siamo operai più veloci, ma non certamente dei manager.

## Cosa significa davvero prepararsi

Ok, se questa è la direzione che possiamo fare per prepararci a questo salto? Segato non dà ricette segrete e miracolose, forse nessuno ha la soluzione in questo momento, ma fornisce qualcosa di più prezioso nel modo in cui descrive il suo lavoro quotidiano.

Parla dei suoi “**personal eval**“: domande o compiti che sa essere difficili per i modelli, che ripete ogni volta che testa una nuova versione di Claude. Quando un modello supera finalmente uno di questi test personali, è un segnale che qualcosa di reale è cambiato su una prova costruita su ciò che conta per lui, nel suo contesto e con le sue aspettative.

È esattamente l’atteggiamento da manager che non dovrebbero fidarsi dei punteggi generali, ma costruire criteri propri legati al proprio contesto. 

La competenza che serve, in fondo, non è poi così tecnica, perché rientra nella sfera di quelle [skill uniche](https://www.raffaelegaito.com/ia-content-creator/) e come la capacità di avere un punto di vista proprio e coerente, di sapere cosa si vuole, di saper riconoscere quando lo si ottiene o quando invece si deve scavare più a fondo. È una competenza antica, che l’AI non crea e non sostituisce. 

## Conclusioni

Pochissimo tempo fa ci chiedevamo se eravamo pronti ad accettare l’arrivo dell’AI. È una domanda già vecchia. Gli agenti stanno lavorando in questo momento, con noi e per noi, che tu lo abbia scelto o meno.

La domanda giusta è un’altra: siamo pronti e pronte a guidarli? A dirigere questi nuovi team artificiali senza scaricare su di loro gli errori, senza delegare la responsabilità insieme al compito?

L’AI eseguirà bene solo ciò che a monte è stato pensato bene. **Il merito e la colpa restano nostri.**


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title: I trend AI per il 2026
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Quali saranno i trend AI per il 2026? Qui alcuni spunti interessanti per il nuovo anno.
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# I trend AI per il 2026

## Introduzione

Il 2025 si è chiuso come l’anno dei record per l’Intelligenza Artificiale, ma anche come l’anno della grande confusione. Tra annunci di novità su novità e una proliferazione di tool a raffica, molte aziende si sono trovate a rincorrere l’ultima versione del modello di turno, a volte senza una vera strategia. Ma il 2026 promette di cambiare musica. 

In una lunga e illuminante conversazione con [**Vincenzo Esposito**](https://www.linkedin.com/in/vincenzo-esposito-2570ab1/), Amministratore Delegato di Microsoft Italia, abbiamo visto delinearsi i contorni di questa nuova fase. Con oltre 12 anni di esperienza nel cuore della trasformazione digitale italiana, Esposito ha raccontato dell’impatto reale dell’AI (e non solo) sulla società. Se non si è capito ancora l’AI non è più un esperimento da topi di laboratorio ma, come dice lo stesso Esposito, **è la nuova elettricità delle imprese.**

Quello che però voglio ripercorrere, ispirato dall’intervista che trovi qui sotto, sono i trend dell’AI per il 2026. 

## AI: da prodotto a servizio

Il primo grande trend che dominerà il 2026 è la progressiva **trasformazione dell’AI da semplice prodotto a servizio.**L’AI smetterà di essere percepita come un prodotto a sé stante (andare su un sito specifico per usarla) e diventerà una feature o un ingrediente invisibile già integrato nei servizi e negli strumenti che usiamo quotidianamente, come telefoni e suite di produttività. Può sembrare un paradosso, ma Esposito sottolinea che **una tecnologia raggiunge la sua massima espressione quando diventa in qualche modo trasparente.**

Dice: “Una tecnologia che ha successo è una tecnologia che scompare, perché diventa il sistema operativo di una nuova realtà” 

Nel 2026 è molto probabile che non andremo più su un sito specifico per usare l’AI, poiché sarà infusa in ogni software, dispositivo e processo. 

Si passa dal paradigma dell’**AI as a Product** (vado su [ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/chatgpt-privacy/) per una risposta) all’**AI as a Feature** (uso Word o il mio CRM e l’Intelligenza Artificiale lavora dietro le quinte). Questo passaggio permetterà un’adozione di massa anche tra i non addetti ai lavori, rendendo il vantaggio tecnologico accessibile a chiunque, purché sappia sfruttare i servizi in cui è integrata.

## Evoluzione agentica

Se il 2025 è stato l’anno delle prime sperimentazioni a riguardo, il 2026 sarà senza dubbio l’anno della super conferma degli **Agenti AI**. 

Esposito parla di gli ambienti di lavoro che diventeranno sempre più **ibridi**. Non vedremo più una separazione netta tra uomo e macchina, ma **una collaborazione continua in cui l’agente può gestire autonomamente pezzi di processo complessi**. Pensiamo alla gestione di un ordine internazionale o di una pratica burocratica: l’agente analizza la documentazione, verifica la conformità, invia le notifiche e aggiorna i database.

Tuttavia, sarà fondamentale la capacità decisionale delle persone, che manterranno la supervisione finale e la responsabilità delle scelte strategiche. **La centralità dell’essere umano** rimane l’unico modo per garantire un’adozione di nuovi sistemi ibridi responsabile e sicura.

## Small Language Models

Fino ad oggi abbiamo sentito parlare quasi esclusivamente di “Large Language Models” (LLM), giganti come GPT-4. Il 2026 vedrà però l’esplosione degli **Small Language Models (SLM)**. Perché questo trend è così importante per le aziende?

In sostanza sono le 3 le ragioni fondamentali:

- **Efficienza e costi:** Gli SLM sono più snelli, economici e possono girare su infrastrutture locali senza richiedere la potenza di calcolo mostruosa dei data center globali
- **Verticalità:** Un modello piccolo ma addestrato specificamente sui dati di un’azienda (ad esempio sui manuali tecnici o sullo storico dei clienti), è spesso più preciso di un modello generalista
- **Sovranità del dato:** Per molte industrie che operano con dati sensibili o per le istituzioni pubbliche, usare l’AI direttamente sul dato, senza inviarlo a server remoti, è una garanzia di sicurezza.

Se questo trend dovesse manifestarsi nel 2026, potremmo dire addio all’era della taglia unica (one size fits all), poiché ogni realtà potrà avere il suo piccolo cervello AI iperspecializzato nel suo ambito.

## Il divario tra aziende: AI Divide

Vincenzo Esposito lancia un monito severo sul divario che si sta creando. Il divario tra chi ha già usato e sta usando l’AI e chi, invece, ha procrastinato. Possiamo dire che l’aver accumulato **know-how interno** attraverso la sperimentazione precoce è senza dubbio un grande vantaggio competitivo..

Le aziende che hanno iniziato a sporcarsi le mani nel 2024 e 2025 hanno già imparato come integrare l’AI con i propri dati proprietari hanno tra le mani un piccolo tesoro: **la capacità di portare la precisione dell’AI a livelli più alti**, con competenze più precise e un mindset più orientato all’utilizzo. 

Nel tempo queste azienda hanno insegnato all’AI il proprio linguaggio, i propri modelli, le risposte tipiche e le regole non scritte del lavoro quotidiano. Il risultato è che l’AI è un vero assistente che conosce il contesto, riduce errori, fa risparmiare ore ogni settimana e permette alle persone di concentrarsi su ciò che conta davvero.

Chi invece sta iniziando ora si trova davanti allo stesso strumento, ma senza metodo, senza dati strutturati e senza l’abitudine mentale che **trasforma l’AI da curiosità a leva concreta di produttività.**

## Metodologia

Il consiglio più prezioso di Esposito per affrontare il 2026, e che condivido pienamnete, non riguarda quale modello scegliere, perchè quello è troppo soggettivo e dipende da troppi fattori. Riguarda, invece, il **come approcciare il problema**. 

La tecnologia deve essere lo strumento per risolvere un collo di bottiglia reale, il metodo per affrontare uno, 10 0 100 problemi. Che si tratti di un customer care che non riesce a gestire i fusi orari globali o di un processo di ricerca e sviluppo che richiede tempi di simulazione biblici, risorse etc, l’AI deve intervenire lì dove fa male. Se le aziende smetteranno di inseguire specchietti per allodole, concentrandosi su strumenti adatti al loro caso specifico allora avranno vinto.

## Conclusioni

Quando si parla di Intelligenza Artificiale non è possibile fare previsioni a lungo termine, è tutto incredibilmente veloce che le cose succedono mentre la stiamo usando. Però questi trend condivisi da Vincenzo Esposito sono una conseguenza diretta a quanto costruito e imparato fino ad ora. **Nel 2026 l’AI sarà la forza moltiplicatrice delle cose che funzionano** già bene, un’opportunità di miglioramento per le aziende. La tecnologia è pronta, i costi sono accessibili; ora tocca alla visione e alla concretezza delle persone.


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title: Sperimentare nell’era dell’Intelligenza Artificiale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cosa significa, oggi, sperimentare con l'Intelligenza Artificiale? Mentre i tool cambiano, il mindset resta."
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# Sperimentare nell’era dell’Intelligenza Artificiale

## Introduzione

Il Growth Hacking e il marketing digitale stanno vivendo un momento incredibile.

Il vecchio dogma del testare ogni singolo dettaglio, dalle sfumature dei bottoni alle caption, appartiene ormai al passato perché l’Intelligenza Artificiale ha completamente riscritto le regole del gioco, **trasformando la sperimentazione**, che resta una grande parola chiave, da una serie di piccoli passi lenti e incrementali in un vero e proprio propulsore di innovazione dirompente, che fa i fuochi d’artificio.

In linea con le riflessioni di Matteo Aliotta, [Growth manager](https://matteoaliotta.com/), che ho intervistato (puoi recuperare il video qui sotto) stiamo assistendo alla **rinascita della sperimentazione**: una versione più accelerata, profonda e, per quanto possa sembrare contraddittorio, incredibilmente più vicina alla dimensione umana.

## La fine dell’onboarding tradizionale

Partirei subito da un esempio emerso anche nell’intervista. I software-as-a-Service (SaaS) sono stati costruiti per anni sull’onboarding guidato: in sostanza un percorso a tappe che accompagna l’utente dalla registrazione alla prima azione. **L’AI ha scardinato questo modello.**Grazie alle interfacce basate sui prompt, l’utente non ha più voglia di essere istruito attraverso tutorial statici, ma vuole agire subito.

Questo trasforma radicalmente il modo di sperimentare:

- **Dall’interfaccia statica a quella dinamica:** Non si sperimenta più sui tutorial o sui passaggi guidati, ma su come l’utente interagisce con la casella vuota. La sfida è capire come far arrivare l’utente allo step finale nel minor tempo possibile navigando un’interfaccia fluida e non prescrittiva.
- **L’esperienza conversazionale:** La sperimentazione si sposta sul linguaggio e sulla capacità della macchina di rispondere agli input liberi, rendendo l’onboarding un dialogo personalizzato anziché un binario rigido.

## Tra ottimizzazione e innovazione

Per molto tempo, e l’ho toccato in prima persona, i team di [Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-in-azienda/) si sono mossi tra due direzioni: l’**ottimizzazione**, volta a migliorare piccoli e grandi dettagli, e l’**innovazione,**per creare qualcosa di radicalmente nuovo.

Prima dell’AI, l’innovazione era senza dubbio più costosa e rischiosa. Per esempio, sviluppare un’app o un software richiedeva budget enormi. Oggi, grazie a infiniti strumenti disponibili a prezzi contenuti o gratis, le barriere all’ingresso sono crollate. È possibile creare un **[MVP (Minimum Viable Product)](https://www.raffaelegaito.com/minimum-viable-product/)** funzionante a costo zero. Senza considerare il risparmio della risorsa più preziosa: [il tempo](https://www.raffaelegaito.com/tempo-e-sostanza/).

Questo permette di passare dall’ottimizzazione dei dettagli all’**innovazione orizzontale**: testare interi nuovi modelli di business o funzionalità rivoluzionarie in tempi rapidissimi, perché il [costo del fallimento](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/) è diventato quasi irrilevante.

## La velocità come fattore competitivo

Se la barriera tecnica è crollata, il nuovo collo di bottiglia è solo ed esclusivamente la **capacità strategica**. In questa era meravigliosa si sperimenta di più e più velocemente, ma non dobbiamo dimenticare che i team che eccellono sono quelli che usano l’AI per:

- **Generare ipotesi basate sui dati:** Analizzare feedback qualitativi per trovare pattern di problemi irrisolti
- **Prototipazione rapida:** Creare versioni usa e getta di un’idea per testare il mercato prima di impegnare risorse e altro
- **Personalizzazione su scala:** Sperimentare su segmenti iper-specifici, creando esperienze su misura prima impossibili, o quasi, da gestire tutte insieme.

## Sperimentazione quotidiana: il caso personale

E mentre tutto cambia, o per meglio dire si evolve, la sperimentazione resta comunque legata ad un approccio, ad un **mindset quotidiano**. Matteo Aliotta racconta di come l’AI possa diventare un assistente personale per risolvere problemi reali: dall’analizzare contratti legali per una prima scrematura, fino a fotografare il menu di un ristorante per farsi consigliare i piatti migliori compatibili con la propria alimentazione. Questa **sperimentazione personale** è la palestra migliore, fatta su casi giornalieri e super individuali, per **capire le potenzialità della tecnologia**: se impariamo a risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani con l’AI, saremo molto più efficaci nel risolvere quelli complessi della nostra azienda.

Si prende dimestichezza, si impara a migliorare i prompt, si capisce sempre meglio quanto un output sia giusto, genuino e corretto. Ci si allena, sperimentando. 

## Il nuovo mindset

Il mindset rimane, quindi, la super skill da proteggere, quell’asset prezioso da custodire e allenare. I team moderni, o anche i professionisti e le professioniste che lavorano individualmente, dovrebbero smettere di vedere l’AI come un semplice generatore di testi ( o video e immagini, etc) e iniziare a considerarla un **partner**. Sperimentare, oggi, significa avere la consapevolezza che si potrà fallire più spesso, è vero, ma se un test fallisce in due giorni invece che in due mesi, quel fallimento non è una perdita, ma un **acquisto di conoscenza a basso prezzo**.

Più fallimenti significa più prove, più esperienza che si accumula e senza dubbio più voglia di testare e sporcarsi le mani. Il rischio, tuttavia, è meno gravoso.

## Conclusioni

Abbiamo sempre gli stessi elementi, ma combinati diversamente in un equazione in cui si aggiunge una nuova incognita: la super tecnologia. **Creatività, ottimizzazione, sperimentazione, innovazione si mescolano diversamente** di fronte all’Intelligenza artificiale, ognuna acquisisce un nuovo peso e una nuova importanza. 

L’intelligenza artificiale non sta sostituendo il processo di sperimentazione ma lo sta **emancipando**. Per decenni, le migliori intuizioni di business sono rimaste chiuse in un cassetto per mancanza di tempo, budget, competenze tecniche e chi più ne ha più ne metta. Oggi, l’AI abbatte queste barriere, diventano alibi, **trasformando il costo del fallimento in un investimento.**

E se la tecnologia si fa carico della complessità esecutiva, il vero vantaggio competitivo si sposta a monte: sulla **capacità di formulare ipotesi audaci** e sulla personalizzazione dell’esperienza. In questo nuovo scenario, il ruolo dell’ottimizzatore prudente diventa marginale. È il momento dell’**innovatore seriale**: colui o colei che, liberi dai vincoli avuti fino a questo momento, **usa il proprio mindset per esplorare territori inesplorati**.

Sperimentare non è mai stato così accessibile, redditizio e, finalmente, divertente.


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title: "Intelligenza artificiale: le nuove skill per content creator"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Quali sono le nuove skill di chi fa content creation oggi? Artigianalità vs industrializzazione dei contenuti.
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# Intelligenza artificiale: le nuove skill per content creator

## Introduzione

Fino a pochi anni il mondo della content creation aveva una sorta di barriera all’ingresso, rappresentata quasi esclusivamente dalla **competenza tecnica** (saper maneggiare una telecamera professionale, dominare software di montaggio complessi o comprendere i segreti dei social etc), o almeno lo era per i e le creator di un livello alto, ben lontano da quello amatoriale o da chi era all’inizio. 

E oggi? L’Intelligenza Artificiale ha trasformato queste abilità in una commodity, perché non fanno assolutamente più la differenza. E se oggi chiunque, con un prompt, può generare immagini assurde o video già montati, cosa deve imparare un creator per non essere sostituito?

In una recente intervista che ho fatto a [**Marcello Ascani**](https://www.instagram.com/marcelloascani/), imprenditore e CEO di [Flatmates](https://www.flatmatesagency.com/), sono emersi spunti per navigare questa rivoluzione. Il messaggio è chiaro: l’IA non è la fine della creatività, ma l’inizio di una nuova era in cui il talento umano deve evolversi per diventare un vero e proprio superpotere.

## La ricerca dell’unicità

Il primo, e forse più bel consiglio di Marcello Ascani, è quello di smettere di competere esclusivamente sulla quantità. Per anni, l’algoritmo di YouTube e dei social in generale ha premiato tantissimo la frequenza: più pubblichi, più esisti. Ma l’IA è la regina della quantità. Può generare infiniti video, tutorial e articoli [SEO-friendly](https://www.raffaelegaito.com/seo-video-youtube/) in pochi secondi. **Se la tua strategia è basata solo sul volume, hai già perso**.

Il segreto per sopravvivere è **iniziare a competere sull’unicità**. Ma cosa significa essere unici in un mondo digitale saturato? 

Ascani suggerisce un esercizio di auto-analisi profonda: “Cosa mi rende speciale? Quali sono le mie passioni o le esperienze, anche le più di nicchia, che solo io posso raccontare?”.

La skill del futuro quindi si può dire che è estremamente introspettiva. I dati pubblici, quelli che alimentano i modelli come ChatGPT, appartengono a tutti. Ma i tuoi dati personali, il tuo vissuto, le tue cicatrici e i tuoi successi sono **solo tuoi**. Un’IA può spiegare come si scala una montagna (basandosi su migliaia di testi online), ma non potrà mai raccontare il tuo fiatone, la tua paura del vuoto o la sensazione del vento sulla tua pelle in cima alla vetta. **L’unicità è l’unica barriera che l’IA non può scalare.**

## Spostare il focus

In passato, per avere successo su YouTube, ad esempio, dovevi essere innanzitutto **videomaker**. Dovevi passare ore a correggere una clip o a sincronizzare i tagli audio. Oggi, grazie alla potenza degli smartphone e agli strumenti di editing assistito dall’IA, la capacità tecnica è data per scontata. **La qualità considerata il 10 di ieri è lo standard base di oggi.**

Questo cambiamento sposta il baricentro delle competenze: la skill regina non è più il montaggio o i tecnicismi in genrale, ma lo **storytelling**. L’IA deve essere vista come un assistente instancabile che si occupa dell’esecuzione, permettendo al o alla creator di **concentrarsi sulla visione**.

Il come produrre un video sta diventando irrilevante, **il cosa e il perché** dirlo rimangono compiti squisitamente umani. Un [creator oggi deve sviluppare](https://www.raffaelegaito.com/app-ai-contenuti/) la capacità di connettere punti distanti, di creare archi narrativi che risuonino con l’emotività del pubblico e di dare un senso profondo a ciò che pubblica. Se l’esecuzione è automatizzata, **la strategia narrativa diventa il vero valore aggiunto.**

## Artigianalità vs industrializzazione

Durante la nostra chiacchierata, Ascani propone una metafora potentissima per descrivere le due strade che un creator può intraprendere: **quella del lusso artigianale o quella del fast-fashion dei contenuti.**

### Il modello Zara: l’efficienza dell’algoritmo

Chi sceglie il modello Zara usa l’IA per **industrializzare**. L’obiettivo è produrre in massa, minimizzare i costi e massimizzare la distribuzione. È la strada dei canali faceless, delle news automatizzate e prodotte in immensa quantità e dei contenuti di puro servizio. Funziona? Sì, ma è una corsa al ribasso dove il margine si assottiglia sempre di più e la fedeltà del pubblico è quasi nulla. Non è che esista grandissima percezione di valore in questo modello, ma il consumo di questi contenuti c’è lo stesso e va bene cosi.

### Il modello Prada: il cuore nel processo

Dall’altra parte troviamo il modello Prada. Prada vende borse dietro le quali c’è una visione, una tradizione e un’attenzione al dettaglio che profuma tocco di mano umana. Per un creator, questa è la vera opportunità di lungo termine. Il pubblico oggi è stanco della perfezione sintetica perché cerca l’emozione, l’autenticità. Credo che cerchi persino l’imperfezione a volte.

Marcello cita l’esempio di Sanremo: milioni di persone si incollano allo schermo e non lo fanno minimamente per ascoltare suoni tecnicamente perfetti, si incollano su quei divani per vedere **esseri umani che tremano**, che si emozionano, che sbagliano una nota perché sopraffatti dalla tensione. **Quella vibrazione umana è ciò che crea il legame tra creator e communit**y. L’IA può simulare il suono, ma non può simulare il tremore di un’anima emozionata.

## L’IA come megafono: moltiplica il talento

Una delle paure più comuni è che l’IA renda i creator pigri o privi di creatività”. Ascani ribalta questa prospettiva usando **la metafora del megafono.**

L’Intelligenza Artificiale ha il potere di aumentare il volume della tua voce. Tuttavia, un megafono è utile solo se hai qualcosa di intelligente da urlare. Se metti un megafono davanti a una persona che non ha nulla da dire, otterrai solo un silenzio amplificato o, peggio, un rumore fastidioso.

- Se il tuo valore come creator (perchè hai sia visione che unicità) è **10**, l’IA può portarti a **1000**
- Se il tuo valore è **1**, l’IA ti porterà a **10**
- Se il tuo valore è **0**, il risultato sarà inevitabilmente **zero**.

Subentra un’altra skill: l’**interazione uomo-macchina**. Saper parlare all’IA per estrarre il massimo dalla propria visione è ciò che distingue un utente passivo da un super-creator. 

In questo scenario, il creator assomiglia ad **un architetto di esperienze,** perché le persone vogliono sentirsi parte integrante del contenuto e non solo consumatori voraci di cose di cui sono spettatori passivi. E come fa un creator o una creator a portarti a un livello esperienziale? Non esiste una formula magica, ognuno sarà unico a modo suo. Ma potrebbe essere un modo di salutare, le domande che fa, se fa ridere, se fa riflettere, se fa emozionare o se mi istruisce. **I motivi di unicità sono tanti quanto le persone.  **

## Conclusione

Il creator di domani non è chi sa usare meglio l’ultimo tool di intelligenza artificiale o chi riesce a pubblicare dieci Reel al giorno. Bravi o brave, ma tra di loro si faranno starda tutti coloro che hanno una visione chiara, una personalità dirompente e che sanno usare la tecnologia per **mettere a terra le proprie idee alla velocità del pensiero**.

L’IA toglie di mezzo le seccature tecniche, elimina la frizione del non so montare o non so disegnare o scrivere, ma proprio per questo alza l’asticella in modo brutale sulla qualità delle idee. Quando tutti possono produrre un video bellissimo, l’unica cosa che conta davvero è **perché quel video dovrebbe guardarlo proprio a te**.


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title: "Endowment Effect: affezionarsi ai tool (e ai prompt)"
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date: "2026-08-14T20:07:36+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L'Effetto Dotazione ci fa affezionare e sopravvalutare i tool e i prompt che usiamo. Nell'era dell'AI, questo attaccamento rischia di diventare il freno a mano per la tua produttività."
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# Endowment Effect: affezionarsi ai tool (e ai prompt)

## Introduzione

Parto da una domanda: **quand’è l’ultima volta che hai cambiato davvero uno strumento che usi ogni giorno?**

Non parlo di scaricare un’app nuova per curiosità e tornare, dopo mezz’ora, al programma di sempre. Parlo di abbandonare per davvero un tool su cui hai investito tempo, configurazioni, scorciatoie e abitudini. Se la risposta è “non me lo ricordo”, allora questo articolo ti riguarda da vicino.

Ci affezioniamo a ciò che possediamo e così finiamo per essere gestiti dalle cose che crediamo di gestire. Questo comportamento fa parte [dei bias codificati](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/) fino ad ora: l’effetto dotazione, ([endowment effect](https://en.wikipedia.org/wiki/Endowment_effect)).

Si tratta di quel meccanismo psicologico che ci porta ad attribuire più valore alle cose semplicemente perché sono nostre. E nell’era dell’intelligenza artificiale non è affatto scomparso, ma direi che si è amplificato, perché oggi non ci affezioniamo più soltanto agli oggetti, ma ai tool, ai workflow e perfino ai nostri prompt.

## Cos’è l’endowment effect

L’effetto dotazione è uno dei fenomeni più studiati dall’economia comportamentale, e il suo studio porta la firma di [Richard Thaler](https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Thaler), premio Nobel, collega di Daniel Kahneman ed Amos Tversky e tra i padri della teoria del nudge, [di cui ho già parlato qui in passato](https://www.raffaelegaito.com/nudge-marketing/).

L’esperimento più celebre dell’economista è quello della tazza. In pratica a metà dei partecipanti alla ricerca viene regalata una semplice tazza per poi chiedere a tutti loro di assegnarle un valore economico. **Il risultato è quasi comico**: chi la possiede pretende in media il doppio di quanto chi non la possiede sarebbe disposto a pagare. La tazza è identica.**L’unica differenza è il possesso.**

Lo stesso meccanismo lo vediamo all’opera continuamente. La casa che mettiamo in vendita “vale” sempre più di quanto dica il mercato. La nostra vecchia auto ha un valore affettivo che nessun listino può riconoscere. I biglietti di un concerto, poi, diventano improvvisamente inestimabili nel momento esatto in cui li abbiamo comprati.

Ma il punto più interessante è un altro: **l’effetto dotazione non riguarda soltanto gli oggetti materiali**. Riguarda tutto ciò che percepiamo come nostro. Idee, progetti, competenze, abitudini e, sempre di più, strumenti di lavoro.

## Perché sopravvalutiamo ciò che abbiamo

Se hai mai lavorato in un team, questa scena ti suonerà familiare. Immagina che qualche collega o superiore propone di chiudere un progetto che non sta funzionando, e chi lo ha ideato si oppone con una serie di argomentazioni apparentemente razionali che, però, nascondono una sola frase non detta:**“è il mio progetto”.**

Esiste persino una variante di questo bias ed è l’**effetto IKEA**. Diamo più valore alle cose che abbiamo costruito con le nostre mani, anche quando il risultato non è perfetto. Quella libreria, sempre lei, assemblata di domenica pomeriggio, con un’anta che chiude un po’ male, ai nostri occhi vale più di una identica comprata già pronta. L’abbiamo costruita noi e tanto basta.

**Nel lavoro succede esattamente la stessa cosa**. Sopravvalutiamo i progetti che abbiamo lanciato noi, anche quando ad un certo punto i dati suggeriscono di fermarli. Le idee che abbiamo proposto noi, anche quando ne esistono di migliori. Gli strumenti che abbiamo scelto noi, anche quando il mercato è ormai andato oltre.

Non è una questione di scarsa razionalità, perché succede ad una percentuale altissima di persone, come gli studi confermano. Il nostro cervello lega la gestione di quella cosa, materiale o no che sia, all’identità personale e rinunciare a qualcosa che sentiamo nostro viene vissuto come una perdita. 

Si aggiunge un tassello a questo punto: le perdite pesano psicologicamente molto più dei guadagni equivalenti. **Lasciare andare fa male più di quanto acquisire nuove esperienze faccia piacere.**

## Il tool che non riesci a cambiare (soprattutto se è AI)

[Arriviamo agli strumenti](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/) e pensa a quanto tempo hai investito per imparare davvero ad usarli: le scorciatoie da tastiera, le automazioni, i template e le varie integrazioni. Tutto questo è un investimento in termini di tempo ed energia, e ogni investimento genera un senso di possesso.

Così, quando arriva uno strumento oggettivamente migliore, almeno in un primo momento lo valutiamo con freddezza, pensando che siamo già comodi in quello attuale. **Finisce che restiamo dove siamo.**

Con l’[intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/ai-creativita-possibilita/) questo effetto si moltiplica, perché un assistente AI, dopo qualche settimana, conosce già il nostro modo di scrivere, i progetti su cui lavoriamo, le nostre preferenze e anche molte espressioni. A differenza dei tool classici, questa volta non siamo soltanto noi ad aver imparato a usarlo: in un certo senso, anche lui ha imparato a conoscere noi. Per questo sostituirlo sembra più un momento in cui [ci ritroviamo a salutare un collaboratore](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-connessione/), anziché cambiare un tool.

Subentra un altro problemino: il mercato dell’AI corre a una velocità senza precedenti, tanto che il miglior strumento di sei mesi fa oggi potrebbe essere diverso. Per cui la conseguenza è che se l’effetto dotazione ci impedisce di vedere con distacco e lucidità quello strumento, **continuiamo a pagare, ogni giorno, un costo che non vediamo**.

## Quando ci affezioniamo ai prompt

C’è però un livello ancora più sottile: “l’**affezionarsi” ai prompt**.

Pensaci un attimo. Può capitare che per ottenere un risultato ottimale hai lavorato per tanto tempo, aggiungendo istruzioni, esempi, dettagli, finché non era “perfetto”. Sembra quasi un lavoro artigianale nel senso più pieno. L’hai costruito pezzo dopo pezzo e, proprio per questo, ai tuoi occhi vale moltissimo.

Ma i modelli evolvono, basta pensare a come [la creazione degli agenti](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) abbia stravolto tantissimo il lavoro, per chi ha iniziato ad usarli.

Eppure in tanti continuano a trascinarsi dietro prompt collaudati, ereditati da versioni ormai superate, senza fermarsi a chiedersi se abbiano ancora senso.

Un paradosso perfetto: lo strumento nato per renderci più efficienti può diventare in alcuni casi la zavorra che ci rallenta.

Attenzione, però, perchè non sto dicendo che la soluzione sia cambiare di continuo. Anche saltare da uno strumento all’altro senza mai fermarsi è un problema. La differenza è che restare dovrebbe essere una scelta consapevole, non semplice inerzia.

Qualche strategia ti può aiutare a stare dietro a tutto:

- Il **test del nuovo arrivato**: se oggi partissi da zero, senza configurazioni né abitudini pregresse, sceglieresti ancora questo strumento? Se la risposta è no, con ogni probabilità sei immerso o immersa nell’endowment effect
- **Programmare revisioni periodiche**: ogni tanto rivedi tool, workflow e prompt come se appartenessero a qualcun altro, e valutali con distacco, basandoti solo ed esclusivamente sui dati, e non sulla comodità di utilizzarli
- **Considerare il costo del non cambiare**: ci concentriamo sempre sulla fatica che comporta migrare un lavoro e quasi mai sul costo silenzioso di continuare a usare qualcosa di meno efficace, giorno dopo giorno.

## Conclusioni

Il mondo dei bias cognitivi è affascinante, perché è quella zona in cui studiosi di discipline diverse, economisti, psicologi, neuroscienziati, riescono a dare un nome e un metodo ai comportamenti che tutti noi viviamo ogni giorno senza accorgercene. 

L’effetto dotazione è uno di questi: esiste da sempre, molto prima di avere un’etichetta, ma l’intelligenza artificiale gli ha dato un’intensità nuova. Più uno strumento si adatta a noi, impara il nostro linguaggio e anticipa le nostre esigenze, più in fretta lo sentiamo nostro. E più lo sentiamo nostro, più diventa difficile guardarlo con lucidità.

La domanda da portarsi a casa, allora, è semplice: quanto di ciò che usi oggi lo usi perché è davvero la scelta migliore, e quanto solo perché ormai è diventato tuo?


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title: "Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il passaggio dai chatbot tradizionali ai sistemi agentici: la differenza tra un tool che risponde e uno che agisce con esempi pratici."
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# Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo

## Introduzione

Agente: chi o cosa provoca un determinato effetto mediante la propria azione. Questa parola è tutt’altro che recente, viene dal verbo latino _agere_, che significa fare, mettere in moto, condurre. **Qualcuno che agisce**, appunto.

Tienila a mente questa definizione perché è esattamente il confine che separa il modo in cui abbiamo usato [l’intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/ai-creativita-possibilita/) fino a ieri da quello che ci sta travolgendo ora.

Per un paio d’anni ci siamo abituati a dei gesti precisi: andiamo su un qualsiasi tool AI, scriviamo il prompt e otteniamo una risposta. 

Però questa è una conversazione durante la quale lo strumento parla, noi copiamo e incolliamo, e tutto il resto resta sulle nostre spalle.

Tutto questo, però, appartiene ad una fase passata. Ora si parla di AI agentica, quella in cui l’AI lavora per te. Approfondiamo.

## Un chatbot risponde, un agente fa

Parto dalla differenza di fondo. Il 2025 è stato l’anno di [ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/chatgpt-privacy/), Gemini, Copilot e chi più ne ha più ne metta: le chat tradizionali. Vai sul sito e cominci a scrivere e a chiedere. È comodissimo, senza dubbio, ma ha un limite perché ad ogni richiesta lo strumento risponde, ma **quella conversazione resta lì, staccata dal tuo lavoro**.

**Un sistema agentico ribalta lo schema**. Nel mio corso “[Crea il tuo Agente AI con Claude Code](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/)” uso proprio Claude Code come strumento di riferimento, perché rende evidente il salto: non si lavora più in una finestra a parte, ma lo strumento abita il tuo spazio di lavoro reale. I tuoi file, le tue cartelle etc. Ha accesso diretto a ciò su cui lavori e, soprattutto, può compiere azioni al posto tuo.

È come la differenza tra un consulente a cui fai domande e un collaboratore che porta a termine i suoi compiti. Il primo è utilissimo, ma ha bisogno di te. Il secondo lavora anche mentre tu fai altro. Ed è questo il punto d’arrivo da avere in mente quando creiamo un agente: qualcosa che conosce il tuo lavoro, il tuo stile e tutte le preferenze e le tue priorità.

## L’agente impara come lavori

Il primo aspetto da considerare di tutto questo è **la memoria**. Elimiamo subito un equivoco, perché non intendo la memoria come siamo abituati a viverla nelle chat come, ad esempio,  le famose frasi ricorrenti, il tuo nome, la tua professione, qualche preferenza sparsa. 

Intendo **qualcosa di molto più profondo**.

Mentre lavori, ogni volta che fai una scelta che riguarda i tuoi processi o le tue attività, l’ambiente capisce che quella è una tua preferenza e mantiene nel tempo il tuo modo di lavorare. Se mandi sempre un preventivo con una certa struttura, se chiudi ogni documento con lo stesso schema, lui lo riconosce, lo archivia e te lo ripropone. 

Non ricorda dati sparsi, ma apprende comportamenti, e quando non è sicuro di aver capito bene, ti chiede conferma invece di tirare a indovinare.

Rispetto alla logica del prompt cambia tutto. Nella chat tradizionale ogni conversazione riparte da zero, e sei tu a dover rispiegare ogni volta chi sei e come lavori. Qui il tempo che investi si sedimenta, non è mai tempo perso.

## Il contesto

**Il secondo pilastro è il contesto**. Fino a poco tempo fa il contesto lo dovevi infilare dentro il prompt o nelle istruzioni di sistema: un lavoro manuale, talvolta rigido e che per giunta si degrada man mano che la conversazione si allunga. Chi ha usato a lungo una chat lo sa: dopo un po’ il modello si dimentica le cose dette all’inizio e la qualità cala.

In un ambiente agentico funziona al contrario. Il contesto vive in file separati, che vengono caricati in modo dinamico solo quando servono davvero. 

Ti faccio un esempio: immagina di avere un file che spiega il tuo lavoro, uno che descrive il tuo tono di voce, uno che raccoglie i tuoi processi e i tuoi clienti. Nel momento in cui scrivi “devo preparare il preventivo per il cliente X che opera nel settore Y”, lui sa da solo quali di quei file leggere e quali lasciar stare.

Il risultato pratico è **una sessione di lavoro più stabile**, senza i cali di qualità delle chat troppo lunghe. 

## Le skill

Il terzo pilastro è una delle cose più importanti da approfondire: **le skill**. Sono dei piccoli mattoncini con dentro le tue competenze, blocchi che racchiudono un’attività ricorrente e la rendono eseguibile ogni volta, senza doverla ricostruire da capo.

Puoi crearle su richiesta diretta, generandole in base alle tue esigenze. Oppure le costruisce lui in autonomia, quando riconosce **uno schema abbastanza ripetuto da meritare di diventare una procedura.**

È la differenza tra spiegare ogni volta a un collaboratore nuovo come si fa una cosa e avere un collaboratore che, una volta imparata, la sa fare per sempre.

## Cosa cambia nella pratica: tre esempi

Ti porto tre esempi, ma [nel corso](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) ne affronto tanti altri.

**Il primo è la gestione delle riunioni**. L’ambiente prende il file audio o video di una call, individua i task e le persone a cui sono stati affidati, prepara le mail di follow-up e archivia le decisioni in modo che restino recuperabili nel tempo. Mesi dopo puoi chiedergli: “ti ricordi quella call con il cliente prima della chiusura dell’anno? e lui la ritrova.”

**Il secondo è la pianificazione della giornata**. Un audio di cinque minuti perfino dettato la sera alimenta uno storico da cui, il giorno dopo, ricava le tue priorità. Tutto questo senza dover aprire calendari o rileggere appunti.

**Il terzo esempio è perfetto per chi lavora con sessioni individuali**, come consulenti, formatori e coach. Dopo ogni call il sistema prepara la mail di follow-up tenendo conto dell’intera storia del cliente: il tono che ho consolidato nel tempo, le cose emerse negli incontri precedenti. Se quel cliente lo segui da due anni, l’agente può ricordarmi che “a dicembre avevate parlato di questo, e oggi è tornato fuori”. Poi può compiere una serie di azioni successive, come preparare la mail da approvare prima di inviarla.

## Quando il tool decide al posto tuo

Torniamo alla domanda iniziale: **cosa succede quando lo strumento inizia a decidere al posto tuo?**

Qui voglio essere preciso, perché è facile scivolare nell’allarmismo o, all’opposto, nell’entusiasmo senza freni. Un agente AI pianifica e agisce, è vero. 

Sceglie quali file leggere, porta a termine sequenze di azioni senza che tu debba guidarlo passo dopo passo. In questo senso, sì: una parte delle micro-decisioni operative passa a lui.

Ma c’è un “ma” importante **nel modo in cui lo imposto io**. Il sistema chiede sempre e comunque conferma. 

Se ti propone una mail, sta a te approvarla prima di spedirla. Oppure ti mostra cosa ha capito e aspetta il tuo via libera sulle cose che contano. 

**Deleghi l’esecuzione, non il giudizio.**

Forse questo è il punto più delicato di tutta la rivoluzione agentica. Qualche mese fa, e dico davvero mese, ci chiedevamo se ’’AI fosse capace di svolgere un determinato compito. Ora sappiamo che sì, lo sa fare per cui non ci resta che **decidere cosa effettivamente delegare e cosa no**. Dove finisce il compito meccanico e dove comincia la scelta che vuoi resti tua?

## Conclusioni

Il passaggio dal chatbot all’agente è qualcosa che, per quanto possa in parte spaventare, rappresenta una svolta. Smettiamo di trattare l’AI come un oracolo a cui fare domande e iniziamo a trattarla come un collaboratore a cui affidare processi, qualcuno che conosce il nostro lavoro, il nostro stile e quello che facciamo e che ci restituisce la cosa più preziosa che abbiamo: **il tempo**.

C’è una simmetria che mi piace, per chiudere. Siamo partiti dalla definizione di “agente”: colui che agisce. Per anni abbiamo dato ordini a una macchina. Oggi, per la prima volta, ci troviamo accanto qualcosa che agisce, eppure il vero passo in avanti lo facciamo noi, nel momento in cui smettiamo di eseguire e **cominciamo a dirigere.**

Se vuoi vedere come si costruisce, passo dopo passo, un agente così, dal setup ai primi processi che deleghi davvero, [è esattamente quello che ho messo nel corso.](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) 

E allora ti lascio con una domanda semplice, ma non banale: qual è la prima cosa che, da domani, saresti disposto a smettere di fare da solo?


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title: Ho chiesto a Substack di togliermi dalla loro IA. Ecco cosa è successo
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Prima mi hanno detto di sì. Poi si sono assicurati che tu lo sapessi.
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# Ho chiesto a Substack di togliermi dalla loro IA. Ecco cosa è successo

In un recente video vi ho raccontato perché trovo che la recente caccia alle streghe verso chi usa l’IA è ridicola e pericolosa. Poi mi son detto che avrei dovuto fare qualcosa in più, oltre a un video arrabbiato.

Ho deciso quindi di scrivere a Substack (ispirato dall’[iniziativa](https://internetmania.substack.com/p/grazie-gdpr) di Andrea Camerino). Non per lamentarmi, ma per fare una richiesta formale. Come cittadino europeo, ho invocato **l’articolo 21 del GDPR**, il diritto di oppormi al processamento dei miei dati. Ho chiesto quindi di essere eliminato del tutto dalla nuova funzionalità Pangram (l’IA che ti dice se è un testo umano o meno, per capirci).

Non voglio che i miei post vengano scannerizzati. Né le mie note o i miei commenti. Non voglio che le persone possano “passarmi nell’algoritmo” per vedere se ho scritto io un testo.

Devo dare credito al fatto che mi hanno risposto in pochissime ore, sono stati veloci, educati, disponibili e anche estremamente prolissi. **Hanno accolto la mia proposta**, hanno rimosso etichette varie e gli altri utenti di Substack non possono controllare i miei contenuti con Pangram.

Tutto bene ciò che finisce bene? Non proprio…

Nella lunga email di risposta, a un certo punto arriva questo passaggio (che parafraso per semplicità e lunghezza). I lettori che decideranno di scansionare un mio contenuto riceveranno un messaggio che dice “_AI detection non disponibile_“. E la mail poi aggiunge “e non abbiamo piani di cambiare questa funzionalità con una versione neutra della stessa”.

Azz.

Prova di nuovo a rileggere il paragrafo sopra e riflettici un minuto.

Quello che ho ottenuto **non è il silenzio**. Ho ottenuto un cartello appeso fuori dalla mia porta. Non tolgono il pulsante, ma mettono un messaggio che dice che non puoi controllare questo autore.

Substack ci tiene a precisare che quel messaggio non è il risultato di una scansione AI e che quindi non possono assicurare di aver valutato il mio contenuto.

Mi pare abbastanza ovvio come questa cosa verrà interpretata da altri utenti Substack. Su altri post trovano un comodo semaforo colorato con una percentuale che li rassicura e da me trovano un “non disponibile”.

Questo mi riporta proprio alla questione “caccia alle streghe” di cui sto discutendo spesso recentemente. In una caccia alle streghe rifiutarsi di andare a processo non era un gesto neutrale. Non lo è mai stato. **Se ti rifiutavi, allora il tuo verdetto era già stato scritto. Colpevole.**

In fin dei conti, se sei innocente non hai niente da nascondere, giusto?

E quindi eccoci qua. Abbiamo un tool che nessuno ha chiesto, una procedura di opt-out che ti segna per sempre, e un’azienda privata che cerca di rassicurarti con il fatto che quel marchio non è un marchio.

Io per adesso me lo tengo. Preferisco il “non disponibile” rispetto all’essere **misurato**.

Ma continuo a chiedermi: in quanti faranno richiesta simile per non essere valutati? In quanti invece si sentiranno più sicuri se una percentuale e un bollino verde saranno associati al loro contenuto? **E cosa diventa una piattaforma verso la quale una richiesta di opt-out diventa uno statement?**


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title: "Il prompt engineering è morto, ora si fa loop"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il \"prompt engineering è morto\" è l'ennesimo titolone da hype, ma sotto c'è un cambiamento reale: si passa dal botta e risposta manuale al loop, un ciclo in cui l'agente pianifica, agisce, analizza e corregge da solo fino a completare il task."
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# Il prompt engineering è morto, ora si fa loop

## Introduzione

I prompt sono morti, ora si fanno i loop.

Ecco, l’ho detto. Ed è esattamente il tipo di frase che mi fa venire l’orticaria, perché nel mondo dell’AI ogni due settimane qualcosa muore o si reinventa e aggiorna e nasce il nuovo termine. Ti distrai un giorno e c’è già una parola nuova. Però stavolta, sotto l’hype, c’è un cambiamento vero e siccome tutti noi con questa roba ci lavoriamo, vale la pena capirlo ben bene, senza esagerare. Approfondiamo. 

## Cos’è il loop engineering

Partiamo dalla definizione, in tre righe. Il **loop engineering** è l’arte di progettare il ciclo che **fa lavorare un agente AI al posto tuo**. Invece di scrivere un prompt, leggere la risposta, correggere, riscrivere, quel botta e risposta manuale che facciamo da anni, tu imposti un obiettivo, delle regole e un punto di stop, e l’agente gira da solo finché non ha finito. In pratica passi da operatore ad architetto del tuo lavoro.

## Loop engineering vs prompt engineering: che differenza c’è?

La differenza è tutta qui, quindi fermiamoci un attimo.

Nel **prompt engineering** il protagonista sei tu. Ti siedi davanti alla chat, scrivi un prompt curato e anche super studiato, leggi l’output e inizi il ping-pong: “no, non mi convince”, “rifallo più corto”, “aggiungi questo”, “guarda in questo PDF”. Vai avanti così finché il risultato non ti piace, poi lo prendi e lo usi. Il valore sta tutto nel saper scrivere bene quella singola istruzione.

Nel **loop engineering** il protagonista è l’agente. Tu intervieni una volta sola, all’inizio: definisci cosa vuoi, come si verifica che sia fatto bene e quando ci si deve fermare. Poi parte il ciclo, loop appunto, e non torni più a scrivere prompt uno alla volta. Il lavoro lo fa lui, anzi, lo fanno i suoi subagenti, ma ci arriviamo tra poco.

Una cosa che nel dibattito a mio avviso si dice poco: la definizione di “loop engineering” non è un termine che gira da moltissimo tempo. Ha una data di nascita precisa, **giugno 2026**. L’ha coniato, infatti, [Addy Osmani](https://addyosmani.com/) in un saggio che guida l’engineering su Google Chrome, mettendo nero su bianco un’idea che stava già circolando tra chi questi strumenti li costruisce davvero, in particolare Peter Steinberger (OpenClaw) e **Boris Cherny**, la perosna che ha creato Claude Code in Anthropic. Ecco perché ne senti parlare solo adesso: gli agenti sono diventati abbastanza bravi da girare per ore in autonomia, e il collo di bottiglia si è spostato dal **come scrivere il prompt al come progettare il ciclo.**

Cherny l’ha detta nel modo più asciutto possibile: non scrive più prompt a Claude, ha dei loop che lo fanno al posto suo, **il suo lavoro ormai è scrivere loop**. Quando chi costruisce gli agenti più usati al mondo dice che ha smesso di scrivere prompt a mano, forse è il caso di drizzare le antenne.

## Come funziona un loop agentico? Le 4 fasi

Il loop, come dice la parola, è un ciclo e semplificando al massimo (ma anticipo subito che in giro trovi framework con cinquantamila fasi diverse), ne ha quattro:

1. **Pianificazione**: l’agente si fa un piano. Attenzione: non lo fai tu. Gli dai il task e lui decide che, per arrivarci, deve fare A, B, C e D
2. **Azione**: esegue quei passi
3. **Analisi**: mentre lavora controlla: questo dato non si trova, questa informazione manca, qui ho sbagliato.
4. **Correzione**: sistema e ricomincia.

Qui sta il punto: **ricomincia.** Il ciclo si ripete finché il task non è concluso. Nessuna botta e risposta, ma un motore che gira. Oggi possiamo farlo perché i modelli di ultima generazione, come Claude Code e simili, riescono a lavorare a lungo, ad accedere a strumenti esterni, a leggere e scrivere file. Roba che la semplice chat del 2023 si sognava.

## Due esempi pratici (senza scrivere una riga di codice)

Il loop nasce nel mondo della programmazione, ma la cosa interessante è che funziona benissimo anche nei lavori d’ufficio, di intelletto, creativi e di concetto. **Due esempi, zero codice.**

**Analisi dei competitor.** Dici all’agente: voglio i 10 principali competitor internazionali nel mio settore, che tu venda borracce termiche, cover per telefoni o altro. Partono i subagenti in parallelo: uno fa la ricerca social (chi sono, quanto sono seguiti, che strategia usano), uno scava nei database di startup e venture capital (round raccolti, investitori, cap table, amministratore delegato), uno recupera i dati pubblici (fatturato, dipendenti, utile). Alla fine tutto viene ricompattato dove dici tu.

Il dettaglio operativo che fa la differenza è **come imposti l’obiettivo**. Non dovrai dire più “analizzami i competitor”. Dì: “Voglio un PDF di 10 pagine, una pagina per competitor, ognuna con questi campi: nome, fatturato, dipendenti, investimenti raccolti, canali social, posizionamento”. Così l’obiettivo è concreto e soprattutto è verificabile: il loop sa di aver finito quando il PDF ha 10 schede complete secondo quello standard. 

**E-commerce da popolare da zero.** Devi caricare centinaia di prodotti, prendiamo come esempio delle sneakers su un catalogo vuoto. Partono i subagenti: uno prende i dati da un database che gli indichi, uno genera le immagini dei prodotti in contesti nuovi (immerse nella vernice, sparate nello spazio, su sfondo colorato e così via), uno traduce le schede in 14 lingue perché il negozio sarà multilingua, uno scrive i metadati ottimizzati SEO per ogni pagina.

Anche qui l’obiettivo va reso numerico. sarebbe sbagliato chiedere genericamente di popolare l’e-commerce, ma devi dire di caricare 12.000 prodotti, ognuno con scheda tradotta in 14 lingue, tre immagini e metadati SEO compilati. La regola di stop è quel numero: quando i prodotti caricati e completi sono 12.000, il loop si ferma. Senza quel numero, il ciclo non sa quando ha finito e un loop che non sa quando fermarsi è un problema, per due motivi che vediamo subito.

## Quando usare un loop (e quando no)?

Non tutto merita un loop. Anzi.

**Ha senso** quando hai tre cose insieme:

- **Un risultato verificabile.** Devi poter dire con certezza “è fatto”: 10 competitor nel PDF, 12.000 prodotti a catalogo. Se non c’è un modo oggettivo di controllare l’output, lascia perdere.
- **Un task ripetibile.** Una cosa che rifai spesso, ogni settimana, ogni mese, è il candidato perfetto: costruisci il loop una volta e lo riusi.
- **Strumenti esterni disponibili.** I subagenti devono poter accedere a database, API, ricerche sul web, i tuoi documenti. Se sono isolati non vanno da nessuna parte.

**Non ha senso** quando:

- **Il task è vago.** “Dammi qualche idea”, “scrivimi una mail al cliente in inglese”. Lì ti serve un prompt al volo, non un loop.
- **La richiesta è semplice e una tantum.** Traduci questo PDF, dammi cinque idee per giocare con mio figlio in spiaggia. Un colpo, via.
- **L’output non è verificabile.** E questo è il più insidioso, perché un loop senza traguardo oggettivo non si ferma. Continua a girare e siccome lo lasci lavorare per ore, a volte per giorni, con poca supervisione, quel giro incontrollato ti costa. La verificabilità non è un dettaglio tecnico: è quello che tiene sotto controllo il conto.

## Le 3 cose da padroneggiare per usare bene i loop

Se prima tutta la nostra attenzione andava su una cosa sola cioè scrivere bene il prompt, adesso si sposta su tre. Se impari questo hai in mano il vero mestiere del loop engineering:

1. **Obiettivi chiari.** Prima di far partire qualsiasi loop, la domanda è: qual è l’obiettivo? Sembra banale, e invece in azienda è quasi sempre la cosa che manca.
2. **Regole di verifica.** Come capiamo che il task è fatto? E soprattutto: come capiamo che è fatto bene? Se non sai rispondere tu, il loop non può saperlo per te.
3. **Regole di stop.** Quando si ferma questo ciclo? Perché se non glielo dici, va avanti per giorni.

E qui c’è la parte che mi interessa di più: nessuna di queste tre cose è un tecnicismo. Sono domande sul tuo business. Sapere qual è l’obiettivo, cosa vuol dire “fatto bene”, quando è finito significa conoscere i tuoi processi. Torna sempre lui, **il mindset**, prima degli strumenti. **La tecnologia è la parte facile; la parte difficile, come sempre, sei tu che devi sapere cosa vuoi.**

## Serve saper programmare per usare i loop?

C’è una domanda che è legittima a questo punto: devo saper programmare per usare i loop, visto che nascono nel mondo del codice? Risposta breve: no. E non lo dico per darti una pacca sulla spalla, lo dicono i dati.

Anthropic ha analizzato circa[400.000 sessioni di Claude Code](https://www.anthropic.com/research/claude-code-expertise) di 235.000 persone tra ottobre 2025 e aprile 2026 (uno studio pubblicato a giugno 2026). Il risultato più interessante è che nelle sessioni che producono codice, ognuna delle dieci professioni più rappresentate ottiene risultati a pochi punti di distanza dagli sviluppatori software. Management, vendite e ambito legale sono praticamente a pari merito con chi programma di mestiere e il management, sul metro più severo di successo verificato, è addirittura leggermente sopra.

Quello che conta davvero non è il background tecnico, ma l’**expertise di dominio**: quanto conosci il problema che stai cercando di risolvere. Chi padroneggia la propria materia guida meglio l’agente, gli fa fare più lavoro per ogni istruzione e si riprende prima quando qualcosa va storto, nel caso di errori. Che è poi esattamente il discorso di prima: obiettivi chiari, verifica, stop. Non serve saper scrivere codice, assolutamente, però è fondamentale sapere cosa vuoi e riconoscere un risultato quando ce l’hai davanti.

Detto in altri termini: diventiamo **manager di agenti** e come ogni bravo o brava manager, il valore non sta nel fare il lavoro, ma nel saperlo dirigere.

## Conclusioni

Il prompt engineering, in fondo, sappiamo bene che non è morto. È diventato il minimo sindacale per chi usa l’AI. Il loop engineering è il livello sopra e come sempre, non vince chi conosce lo strumento migliore: vince chi conosce i propri processi meglio di chiunque altro.

Se vuoi smettere di rincorrere i termini che “muoiono” ogni due settimane e imparare davvero a lavorare con gli agenti,  impostare loop, gestire i subagenti, scrivere regole di verifica e di stop senza fare danni, è esattamente quello che trovi nel **[mio corso su Claude Code](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/?landing=true)**.


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title: 21 esempi (super) di Content Marketing B2B
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Chi ha detto che il content marketing non si può fare nel B2B. Ecco una valanga di esempi e casi studio pazzeschi!"
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# 21 esempi (super) di Content Marketing B2B

## Introduzione

Un interessante [studio del CMI](https://contentmarketinginstitute.com/2019/10/success-differentiators-b2b-research/), Content Marketing Institute, ha confermato che quasi il 90% delle aziende che utilizzano il Content Marketing nel B2B hanno migliorato le proprie performance e di queste il 75% è riuscito ad a**umentare il livello di fiducia nei confronti dei propri utenti e a migliorare la propria credibilità. **

Si tratta di dati evidenti e a tal proposito ho pensato di raccogliere alcuni esempi di aziende che utilizzano il [Content Marketing](https://www.raffaelegaito.com/corso-content-marketing/). 

## Cos’è il Content Marketing nel B2B?

Partiamo dalle basi. Cosa si intende per Content Marketing B2B? La definizione semplice è che si tratta di **un metodo di creare contenuti a favore di altre aziende che hanno la potenzialità di entrare nella tua rete** o di diventare tuoi clienti. 

Da qui, poi, la spiegazione inevitabilmente si ramifica in tante direzioni poiché non esiste una sola tipologia di contenuti che è possibile creare. 

In base alla tipologia di business, al pubblico a cui ci rivolgiamo, allo scopo della creazione e della promozione dei contenuti, allora è possibile scegliere tra un ventaglio di opportunità. Blog, [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast/), video, [ebook](https://www.raffaelegaito.com/ebook/), [newsletter](https://www.raffaelegaito.com/newsletter/), ma non solo. 

**Sono tanti i canali così come le modalità di creazione e condivisione**, per cui non c’è modo migliore che appropriarsi dell’argomento con alcuni esempi concreti di Content Marketing nel B2B. 

### HubSpot, un mentore per le aziende

Con un pubblico di 6 milioni, dal 2017 HubSpot dimostra che fare contenuti per le aziende con cui collabora, a cui vende e dalle quali è stato scelto è un modo virtuoso, e anche economicamente poco impegnativo, di creare rete e [fidelizzare clienti](https://www.raffaelegaito.com/fidelizzazione-dei-clienti/) e nuovi utenti. 

I contenuti in questione sono delle vere e proprie guide, sotto forma di [ebook](https://www.raffaelegaito.com/ebook/), webinar, blog-post che **hanno lo scopo di guidare e formare le imprese**, e non solo, in tutto ciò che è importante sapere sulle vendite e sul marketing. 

I suoi contenuti, non a caso, sono [raccolti sul sito sotto la voce Education](https://www.hubspot.com/). 

### Y Combinator, contenuti di qualità

Un secondo esempio interessante che vede declinare il Content Marketing nel B2B è [Y Combinator](https://www.ycombinator.com/).

L’azienda, acceleratore di startup americana, ha puntato tutto sulla qualità dei contenuti che condivide per le altre aziende. **I testi, i post e gli articoli, infatti, sono elaborati direttamente dai grandi nomi dello scenario imprenditoriale attuale**, da Elon Musk a Mark Zuckerberg. 

In più, sul sito è possibile accedere ad una serie di contenuti realizzati dagli ex alunni della Startup School e che, nel tempo, hanno avviato i loro progetti di successo. 

### Trello, il blog per i Team

Se si parla di Team di lavoro, impossibile non pensare a strumenti come Trello. In questo caso, l’azienda ha attivato un’ottima metodologia per creare e condividere Content Marketing nel B2B. Rivolgendosi ad un target molto specifico, i Team di lavoro, Trello realizza [un blog dedicato a come gestire e organizzare le attività lavorative](https://blog.trello.com/), ma anche come trovare soluzioni a problemi comuni nel mondo lavorativo. 

Il Content Marketing di Trello ha un valore aggiunto, che è l’**internazionalità**, in quanto il blog è tradotto in sei lingue, proprio a favore dell’intercultura che caratterizza sempre di più i team di lavoro nello scenario odierno. 

### Neil Patel e il linguaggio semplice e inclusivo

Quando il tuo target non sono più solo piccole o medie imprese, ma uno scenario ampio, globale e diversificato, **la chiave è parlare a tutti loro nel modo più semplice possibile**. Il Content Marketing B2B di Neil Patel punta su questo: **semplicità e inclusione**. I suoi articoli, dedicati alla SEO, sono scritti per essere compresi dai neofiti fino ai professionisti della materia e del marketing.

Il risultato? Il suo blog ad oggi ha un flusso di circa 8 milioni di visite al mese. 

Non solo, [attraverso il suo blog ogni azienda può interagire direttamente con lui](https://neilpatel.com/blog/) per ottenere consigli e dritte. 

### A Better Lemonade Stand, qualità e quantità

[Questa azienda](https://www.abetterlemonadestand.com/) si chiama così in onore di un piccolo chiosco di limonate di quartiere, ma in realtà è uno dei punti di riferimento per tanti e-commerce nel mondo.

Il suo Content Marketing si basa su due concetti semplici: **da un lato la qualità dei contenuti, molto dettagliati, dall’altro la quantità.** I post, ad esempio, arrivano a superare anche le 10.000 parole. Questo fa sì che ogni singolo articolo diventi una guida completa, una visione enciclopedica dei vari temi trattati sull’e-commerce. 

### I podcast per il Content Marketing B2B

Non solo contenuti testuali, anche [**i podcast**](https://www.raffaelegaito.com/podcast-e-branded-podcast/)**si rivelano essere utili strumenti per ingaggiare nuovi clienti** e per fidelizzare quelli esistenti. L’empio che voglio riportare è quello del podcast [Marketing School](https://marketingschool.io/) ( in inglese) di Neil Patel ed Eric Siu che raccontano in puntate di 10 minuti chicche sulla SEO, sui social, e su tantissimi argomenti. Il podcast viene condiviso ogni giorno e sono delle vere e proprie pillole brevi e molto educative, ispirazioni e spesso anche sorprendenti. 

Tuttavia, sono decine e decine i podcast che puoi seguire in lingua straniera. [Ecco una lista molto completa e dettagliata. ](https://sweetfishmedia.com/b2b-marketing-podcasts/)

### Shopify, il pacchetto completo di Content Marketing

Perché scegliere quando puoi avere tutto? Shopify ha investito molto sulla sua strategia di Content Marketing, offrendo alle aziende e alle imprese potenziali clienti un pacchetto completo di contenuti che spaziano dai testi, quidni blog, guide e un’enciclopedia dedicata al marketing, fino ad arrivare a un forum, un podcast e perfino un pacchetto di strumenti gratuiti utili alle aziende clienti, e non solo.

Certamente **questo tipo di strategia richiede un grosso impegno, che però ripaga senza dubbio. **

[Tutti questi contenuti sono disponibili sul sito, alla categor](https://www.shopify.com/about)[ia Learn.](https://www.shopify.com/about) 

### Slidebean, canale YouTube per le aziende

[Slidebean è un canale YouTube](https://www.youtube.com/slidebean) dedicato alle aziende alle startup. I loro contenuti si muovono su una strategia semplice ma vincente intercettano quelle che sono le reali richieste dei clienti e rispondo  con dei video mirati, a quelle richieste. Il risultato è **un canale YouTube che ha le sembianze di un corso**, una serie di guide che intercettano circa 500.000 viste al mese. 

### Bright talk, l’email marketing nel B2B

Un esempio di Content Marketing B2B riguarda le email. [L’azienda Bright Talk](https://www.brighttalk.com/), una media company dedicata al settore industriale, ha organizzato la propria strategia puntando una **personalizzazione massima e completa delle campagne di email marketing** per le aziende. In questo modo, ogni azienda riceve solo ed esclusivamente contenuti di interesse, pertinenti e mitrati. Il risultato è che i tassi di apertura e di fidelizzazione sono aumentati. 

### Michelin, il marketing delle informazioni preziose

Prima in una tasca del retro del sedile di ogni automobilista, e poi tra i siti preferiti nei browser dei nostri cellulari, la guida Michelin ci accompagna nei nostri viaggi da anni. Ma come ha fatto, quest guida, a diventare il punto di riferimento che è oggi?

All’inizio, nel 1900, la guida forniva meramente informazioni sugli pneumatici, che in effetti era ed è il core business dell’azienda. L’intuizione geniale dei fratelli Michelin fu quella di fare leva sui contenuti di qualità per intercettare clienti in target (automobilisti, appassionati viaggiatori, aziende legate alle automobili). Un content marketing appassionate, preciso, ricco di informazioni preziose. Il risultato è stato che **Michelin diventasse un punto di riferimento per il pubblico**, e di conseguenza lo fosse anche per la sua attività principale: la vendita di pneumatici.

### Cisco, Content Marketing a suon di fumetti

Quando un’azienda si occupa di vendere hardware per le telecomunicazioni trovare la giusta chiave creativa con la quale dare vita a contenuti interessanti può essere una bella sfida.

Cisco, quindi, per evitare la banalità ha dato vita ad un personaggio dei fumetti, [SuperSmart](https://www.cisco.com/c/dam/en/us/products/collateral/security/firewalls/cyber-threat-response-comic-final.pdf), un simpatico super eroe con l’obiettivo di diffondere la Cyber security. Senza dubbio una trovata originale, soprattutto per **un tema così difficile da trattare in maniera fantasiosa**.

### Caterpillar, il Content Marketing è un gioco da ragazzi

Se c’è una cosa più o meno diffusa nel B2B è che la condivisione di contenuti può davvero correre il rischio di essere noiosa.

Caterpillar ha provato a rendere i suoi contenuti divertenti, originali e con il potere di intrattenere il pubblico. Come? Le macchine hanno fatto oltre il milione di visualizzazioni su Youtube mentre giocano a Jenga.

### IBM, quando i dipendenti diventano influencer

[IMB nel 2020 ha iniziato a investire su campagne dove coinvolgeva alcuni influencer](https://contentmarketinginstitute.com/articles/how-influencers-have-ignited-ibms-content-marketing/). Lo ha fatto fino a che non si sono accorti che i dipendenti, oltre a dare un contributo pratico all’azienda, erano anche i più fermi sostenitori del brand. 

Perché non coinvolgerli attivamente, quindi, in campagne di influencer marketing?

Perché loro possono trasmettere un messaggio autentico, loro capiscono davvero offerte e prodotti, valori e sono genuinamente coinvolti. 

**Non si è trattato di campagne casuali**. I dipendenti sono stati opportunamente formati per utilizzare al meglio le piattaforme social. 

### Ancora IBM, tra moda e tecnologia

IBM non si accontenta del suo esercito di dipendenti-influencer. 

Cosa hanno in comune la tecnologia IBM e la moda? Nulla apparentemente, eppure il colosso tecnologico ha avviato una campagna di Content Marketing sopra le righe con una creazione di uno stilista indiano, Gaurav Gupta, che ha dato “luce” letteralmente al [sari cognitivo](https://www.vogue.in/story/ibm-gaurav-guptas-cognitive-sari-gown-nothing-like-youve-ever-seen/), un abito di tradizione indiana capace di mettere in atto alcune delle tecnologie IBM più raffinate.

In questo caso l’azienda ha fatto leva su un percorso innovativo, interessante e che arrivasse ad un pubblico molto ampio.

### Deloitte, un framework per creare legami

Deloitte ha presentato [Business Chemistry](https://www2.deloitte.com/us/en/pages/operations/solutions/business-chemistry.html), un framework realizzato con un team di scienziati per capire la forza o la debolezza dei legami umani. Questo spiega perché alcuni team di lavoro sono affiatati mentre altri, invece, non hanno un buon equilibrio. 

Ad oggi questo framework è **utilizzato da centinaia di migliaia di professionisti** in tutto il mondo. 

### Myob, supporto finanziario

Forse non hai mai sentito parlare di [Myob](https://www.myob.com/au), azienda australiana che si occupa di supportare le azioni finanziarie di piccole e medie imprese. 

Per aumentare la [fidelizzazione](https://www.raffaelegaito.com/fidelizzazione-dei-clienti/) della sua clientela, l’azienda ha pensato di mettere a loro disposizione un calendario che ricorda quali sono i momenti fiscali più importanti dell’anno (scadenze, tasse e così via). Utilissimo ed efficace. 

**Non è solo contenuto, è contenuto da fruire, da usare, da condividere.**

### Hexagon, intrattenimento con la realtà aumentata

Immagina di essere un’azienda che si occupa di grandi ecosistemi produttivi e di essere alla ricerca di investitori.

Tema difficile e target esigente. 

bene, Hexagon ha trovato la soluzione per mantenere viva l’attenzione degli investitori: offrire loro della [reportistica eccezionale realizzata con la realtà aumentata](https://investors.hexagon.com/). Dai uno sguardo per vedere quanto è impattante questo tipo di contenuto. 

### General Electric, divulgazione d’avanguardia 

Con General Electric parliamo di divulgazione d’avanguardia. Le campagne di Content Marketing della ormai centenaria azienda nasce da un’esigenza ben precisa: **se un’azienda fa cose difficili bisogna trovare il modo più semplice e divertente di comunicarle** al pubblico. E GE ci è riuscita utilizzando dei professionisti del giornalismo e dando vita a [GE Report](https://www.youtube.com/@GEreports), contenuti dal taglio professionale ma molto pratico per condividere le notizie come storie interessanti. 

Questi contenuti sono stati fruiti da oltre mezzo milione di persone. 

### Mailchimp, Il marketing incontra l’ispirazione

Mailchimp è uno strumento che ti permette di fare decine e decine di attività per il tuo business. Tuttavia, non tutti conoscono a fondo tutte queste possibilità per cui Mailchimp ha pensato di dare vita alla [Libreria](https://mailchimp.com/it/resources/), una sorta di prontuario per fronteggiare più una funzionalità in base a quello di cui si ha bisogno. 

“_Puoi sfogliare i tutorial relativi all’avviamento, alla gestione e alla commercializzazione del tuo business, oltre ai filmati e a podcast che stimolano il pensiero, per ispirare l’imprenditore che è in te._”

### IBM training

Anche IBM punta tutto su una formazione ampia e rivolta a clienti, Business Partner e IBMer.

Su una sezione dedicata del sito è possibile accedere ad una [learning area](https://www.ibm.com/training/) con una formazione gratuita che accompagna gli interessati ad approfondire la propria esperienza con IBM, rendendola **fluida e immersiva**.

### BMW, intelligenza artificiale 

BMW ha centrato più di un obiettivo con la presentazione del [Digital twin](https://www.automotivemanufacturingsolutions.com/digitalisation-and-automation/digital-twins-making-more-of-the-data/42361.article). 

Immagina quanto siano importanti, grandi, impegnativi i processi e anche i luoghi fisici nell’automotive. 

Con il supporto dell’AI e del machine learning BMW ha inserito già in alcuni dei suoi stabilimenti il cosiddetto gemello digitale, capace di trovare guasti nei sistemi, di intervenire sulla grande quantità di dati a disposizione, di facilitare i processi produttivi. **Un cervello digitale che affianca quello umano**. 

A livello di contenuto questo si è trasformato in un messaggio importante di innovazione e di sostenibilità.

## Conclusioni

Se hai un’azienda, piccola o grande che sia, non ti resta che sperimentare e trovare il tuo giusto canale per fare dell’ottimo [Content Marketing](https://www.raffaelegaito.com/corso-content-marketing/) per altre imprese e aziende. Il risultato può sorprenderti. Gli spunti non mancano, tuttavia è evidente che il fattore comune a tutti i casi di successo è la qualità dei contenuti, pensati per un pubblico mirato.

**Sparare nel mucchio non premia mai. **


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title: "Studiare con l’IA: stai imparando davvero?"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Studiare con l’IA può accelerare l’apprendimento o bloccarlo: tutto dipende da come la usi e da quanto sei disposto a mantenere attivo il tuo pensiero."
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# Studiare con l’IA: stai imparando davvero?

## Introduzione

“Io non posso insegnare nulla. Posso solo farli pensare.”

Questa frase è stata pronunciata da Socrate oltre duemila anni fa e possiede oggi una forza quasi come una profezia. Potrebbe tranquillamente essere il “motto” perfetto di uno qualsiasi degli strumenti attuali di intelligenza artificiale, eppure nasconde un [enorme paradosso](https://www.raffaelegaito.com/paradosso-di-jevons-intelligenza-artificiale/): l’IA viene usata come un serbatoio infinito di risposte e il nostro compito, oggi più che mai, dovrebbe restare quello di **porre le domande giuste e di abitare al 100% il pensiero.** 

Tra i vari scenari, quello dello studio e dell’apprendimento in generale stanno vivendo una sorta di bivio. L’arrivo di strumenti come ChatGPT, Claude ecc. ha messo nelle mani di ogni persona, dagli studenti ai professionisti in cerca di aggiornamento, una sorta di genio della lampada capace di rispondere a tutto in un attimo. 

Cosa ci chiede in cambio questo genio dell’IA? A quale prezzo possiamo avere tutto questo sapere in uno schiocco di dita?

Ho intervistato [Alessandro De Concini](https://www.alessandrodeconcini.com/), formatore ed esperto di metodo di studio, e insieme abbiamo chiacchierato su questo tema. De Concini dice che l’IA è oggi “contemporaneamente il più grande alleato di chi vuole studiare e il più grande nemico che ci sia mai stato”. **Ma qual è il confine tra queste due identità?**

## Il motore dell’apprendimento: lo sforzo

Partiamo da una certezza che vale, se non per tutte le persone, per la maggior parte: **non esiste apprendimento senza un minimo sforzo**. Non è un’opinione personale, tutt’altro. Si tratta di un principio biologico, oggetto di [numerosissimi studi](https://bjorklab.psych.ucla.edu/wp-content/uploads/sites/13/2016/04/EBjork_RBjork_2011.pdf) sulle neuroscienze. Cercando di semplificare al massimo questi studi ed esperimenti, in sostanza il cervello non impara perché sta facendo uno sforzo in generale, ma perché quello sforzo attiva processi specifici:

- recupero dalla memoria
- costruzione di connessioni
- elaborazione profonda.

De Concini in questa intervista introduce il **concetto di neuroplasticità**, ovvero la capacità del nostro cervello di modificarsi, ristrutturarsi e creare nuove sinapsi, che non si attiva nel comfort, ma in risposta a quella che gli psicologi cognitivi chiamano “[difficoltà desiderabile](https://en.wikipedia.org/wiki/Desirable_difficulty)“. Se il processo di acquisizione di un’informazione è troppo facile, il cervello la interpreta come irrilevante e non la consolida nella nostra memoria a lungo termine.

De Concini dice_:_“Lo sforzo è il motore dell’apprendimento. Se tu quello sforzo lo deleghi alla macchina, **la macchina diventerà più intelligente, tu no**“. 

Pretendere di imparare delegando all’IA **è esattamente come mandare un robot in palestra al posto tuo e sperare che crescano i muscoli a te**. Il robot diventerà più forte e performante, mentre tu rimarrai esattamente come prima, forse con una certa illusione di aver fatto esercizio.

## L’illusione della competenza

Leggere un riassunto perfetto generato da un tool IA ci dà la sensazione di aver capito, perché il testo è fluido e segue una logica. La verità? **Abbiamo solo consumato un prodotto finito.**

Quella che si prova è l’illusione di essere competenti in qualcosa, ma non è così.

Abbiamo capito, quindi, che studiare con l’AI è uno strumento potente, ma proprio per questo amplifica il modo in cui lo usi. Da una parte può trasformarsi in una scorciatoia per evitare la fatica mentale, e quindi bloccare un reale apprendimento. Dall’altra, se usata bene, può diventare un acceleratore delle tue capacità di studio e aggiornamento, quasi come avere un tutor sempre disponibile.

Allora la domanda diventa inevitabile: **quali sono gli errori che ti fanno smettere di imparare**, e quali invece **le strategie che trasformano l’IA in uno strumento potentissimo**?

### Gli errori da evitare quando usi l’AI per studiare

Il rischio principale risiede nel delegare all’algoritmo la parte faticosa dello studio ignorando, come anticipato prima, che **è proprio quella fatica a generare memoria**. Ecco gli errori più comuni:

- **Studiare sui riassunti**(La “Pappa pronta”): Passare direttamente alla sintesi dell’IA senza leggere la fonte originale significa nutrire la mente con fonti povere e informazioni scarne. L’IA non capisce il senso, calcola probabilità statistiche. Studiare su un materiale predigerito è, per De Concini, “**la morte della formazione**“.
- **L’illusione della competenza**: Leggere un output generato dall’IA ci dà la sensazione di aver capito, ma è vero solo in parte. Non avendo interiorizzato quel contenuto, non abbiamo fatto in modo che resti solido nella nostra struttura mentale.
- **Delegare le priorità**: Chiedere all’IA di decidere cosa sia importante in un testo significa rinunciare a esercitare il giudizio personale. Se la macchina sceglie per noi, noi smettiamo di imparare a dare valore alle informazioni che leggiamo.

### Le best practice per studiare con l’IA

Se usata correttamente, invece, l’IA si trasforma in un tutor personale disponibile sempre. La vera rivoluzione è provare ad entrare in un dialogo con l’IA. Delle azioni che possiamo fare per ottimizzare il nostro apprendimento con l’intelligenza artificiale:

- **Colmare i vuoti cognitivi**: Invece di un riassunto, chiedi: “Non capisco questa specifica frase, puoi spiegarmela con una metafora pratica?” Le metafore sono potentissime per entrare nella mente con chiarezza
- **Il metodo Socratico inverso**: Chiedi all’IA di metterti alla prova: “Ho studiato questo argomento, fammi tre domande difficili per verificare la mia comprensione” 
- **Ricerca intelligente delle fonti**: Usa gli strumenti ma poi [cerca le fonti](https://www.raffaelegaito.com/ai-giornalismo/) per convalidare le informazioni ottenute
- **Generare esempi e contrasti**: Chiedi all’IA di creare esempi pratici o casi studio per rendere concreto un concetto che sui libri appare troppo astratto.

De Concini suggerisce una regoletta per questa sopravvivenza intellettuale: **“Delega quello che comunque saresti in grado di fare”**.

- Puoi delegare all’IA la formattazione di una bibliografia, perché sai come si fa ma è un compito meccanico
- Puoi delegare la correzione di una bozza per trovare refusi
- Tutti i compiti ripetitivi ma che non richiedono uno sforzo intellettuale.

**Quello che non dovresti mai delegare** è, per esempio, la creazione di uno schema, di una mappa concettuale o delle conclusioni di una ricerca.

Perché? Perché l’atto di decidere cosa è importante e cosa no e come collegare i concetti è l’essenza stessa dell’intelligenza umana. 

## Il pensiero critico: un’infezione necessaria

C’è anche un altro fatto, che non dovremmo sottovalutare quando usiamo l’AI per formarci: le allucinazioni, le risposte errate fornite con estrema sicurezza. L’IA può inventare fatti storici o citazioni con un tono estremamente convincente. 

Perciò il pensiero critico diventa una competenza di sopravvivenza, ed è una [skill](https://www.raffaelegaito.com/ia-content-creator/) che si può imparare. 

“Il pensiero critico è un’infezione: una volta che ti ho fatto vedere che certi ragionamenti non reggono, non puoi più tornare indietro”. Dice De Concini.

Un esercizio straordinario consiste nel presentare all’IA una propria convinzione e chiederle: **“Trova tutti i punti deboli nel mio ragionamento e attaccali con argomentazioni logiche”.**Questo esercizio ti permette di sottoporre il tuo pensiero ad uno stress-test per renderlo più robusto. Il pensiero critico, quindi, diventa una sedia scomoda che ti obbliga a non accettare la prima risposta, a verificare le fonti, a dubitare della macchina e, soprattutto, a dubitare di noi stessi. 

## **Conclusioni**

Sorge spontanea una domanda: se l’IA sa tutto, perché dovremmo ancora sottoporci alla tortura dello studio? **Sarebbe facile schierarsi verso la scelta più pigra e comoda**, ma la risposta risiede nel fine ultimo della formazione. Lo studio, a qualunque età lo affrontiamo, in qualunque fase della nostra vita ci troviamo, è la cosa più potente che ci permette di essere pronti e pronte ad affrontare ogni situazione personale e professionale, ci permette di avere profondità, di connettere le cose che ci si presentano davanti. 

Non dovrebbe importarci mai l’idea di possedere delle informazioni: quello c’era anche prima dell’IA, con Google e affini. 

Alla fine del percorso, cosa vogliamo essere? Persone che sanno dove trovare le risposte o persone che sono diventate capaci di generare nuove domande?

Socrate ci ha dato la risposta duemila anni fa. 


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title: "Intelligenza Artificiale: creatività e nuove possibilità"
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date: "2026-07-16T12:18:51+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L’IA è lo strumento capace di liberarci dai compiti più meccanici e ripetitivi, permettendoci di concentrarci sulla progettazione, sul senso e sull’intenzione."
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# Intelligenza Artificiale: creatività e nuove possibilità

## Introduzione

Sai qual’è la differenza tra un genio e un pazzo? È sottile: entrambi si staccano dalla realtà, ma mentre il pazzo si è perso come un palloncino che vola via, il genio tiene sempre in mano la cordicella che lo riporta a terra. La nostra umanità risiede in quello: **la capacità di pensare l’impossibile senza smarrire il senso delle cose. **

Questo è il senso di alcune parole di [Luciano Floridi](https://www.linkedin.com/in/luciano-floridi/), professore a Yale e pioniere dell’etica digitale durante una nostra chiacchierata. 

Una riflessione che oggi, nell’era dell’Intelligenza Artificiale, assume un significato incredibile. Rischiamo, infatti, di diventare dei “pazzi” tecnologici: automi che accumulano dati e compiti senza più una cordicella che ci leghi al senso di ciò che facciamo.

Secondo Floridi, l’IA non è una minaccia alla nostra creatività, affatto, ma è lo strumento che può finalmente restituirci la libertà di essere geniali.

E se seguendo le riflessioni di Luciano Floridi, provassimo a cambiare lente? Se l’IA non fosse la fine della [creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/), ma l’inizio di una sua nuova, più libera, incarnazione?

## Progettare invece di eseguire

Uno dei concetti che credo valga la pena di approfondire dalla visione di Floridi è quello del “**Distant Writing”**. Fermati un secondo e pensaci: per tutta la nostra storia, l’atto di scrivere ha significato **fatica**. Fatica fisica, mentale, tempo speso a organizzare le idee, correggere bozze su bozze, a cercare il sinonimo giusto, a impaginare.

Abbiamo sempre confuso l’atto di “mettere i mattoni” con quello di “essere architetti”. Ma con l’IA le regole del gioco sono cambiate. 

Oggi puoi chiedere a un’IA di leggersi 10 report finanziari da 50 pagine l’uno e tirarne fuori una sintesi dei punti chiave letteralmente in 10 secondi. Quella è **forza bruta intellettuale**. 

È un lavoro che richiede ore, energia e che è spesso alienante. Delegare questo compito alla macchina ti permette di concentrarti sull’unica cosa che conta davvero: **cosa dicono quei dati per il tuo business o per la tua storia. **

Non arriviamo a conclusioni affrettate: non si è meno autori in questo caso. Si sposta solo il focus di cosa l’autore continua a fare e di cosa, invece, delega.

## Cos’è un autore o un’autrice?

Negli anni 90, Floridi era alla British Library a lavorare su manoscritti antichi. Mentre aspettava i volumi che arrivavano, si guardò intorno e pensò che sarebbe bello scrivere una storia in cui i personaggi minori dei grandi romanzi inglesi si incontrassero tra di loro. Il medico di Jane Austen che incrocia la signora che affitta le stanze a Sherlock Holmes. Il maggiordomo di Doctor Jekyll che incontra qualcuno dalle pagine delle Brontë.

Le variabili erano troppe: coerenza geografica e temporale, catene sociali credibili. Ha messo tutto in un cassetto. Trent’anni dopo ha riaperto quel cassetto, e ha fatto scrivere quelle storie all’Intelligenza Artificiale, al cento per cento. Il suo ruolo? Progettare le variabili, definire i confini, decidere lo stile. In una parola: disegnare.

Questo esperimento è diventato un saggio, “[Distant Writing](https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=5232088)”, accolto dalla Columbia University Press, che pone una domanda che oggi è impossibile ignorare: cosa significa essere un autore nell’era dell’Intelligenza Artificiale?

La risposta di Floridi si distacca molto dall’essere una difesa nostalgica della penna sul foglio. È più sfumata e, secondo me, molto più interessante. Lui porta l’esempio del colonnato del Bernini: non è stato Bernini a mettere fisicamente quelle colonne. Le ha disegnate, le ha immaginate, ha scelto il marmo, ha definito la forma. Qualcun altro le ha posate, eppure nessuno si sogna di dire che il colonnato non è suo.

In musica lo abbiamo già accettato: chi compone non è necessariamente chi esegue. In fotografia pure: quando fai una foto col telefono, stai facendo delle scelte anche se lo scatto tecnico lo fa la macchina. Con la scrittura, invece, c’è ancora una sorta di resistenza.

Il punto, per lui, è un altro. Non è chi mette i mattoni a fare la differenza, ma chi ci ha messo dentro qualcosa di sé, perché ha scelto di farlo, potendo non farlo.

## Il valore del “Beautiful Glitch”

Tuttavia, c’è un limite che nessuna macchina potrà mai superare. Floridi lo chiama il **“Beautiful Glitch”**, quel bellissimo errore che ci rende unici e uniche.

Secondo Floridi mentre l’IA è un sistema di predizione statistica perfetto, capace di generare sempre ciò che è più probabile in base al passato, l’essere umano è l’unico capace di essere **improbabile**.

Il Beautiful Glitch è la nostra capacità di:

- Essere in qualche modo “matti” e pensare controcorrente
- Creare qualcosa che non ha radici nei dati esistenti
- Dare un significato emotivo e relazionale a un gesto che compiamo.

L’[Intelligenza Artificiale](https://www.raffaelegaito.com/sperimentare-ai/) può scrivere un testo impeccabile e fare altre centinaia di cose incredibili, ma siamo noi a infondergli lo spirito, quel distacco dalla realtà che ci permette di sognare ciò che ancora non esiste.

È la differenza tra una torta comprata al supermercato, perfetta, ma anonima, e quella fatta in casa: magari è meno buona, ma dentro c’è **il tuo tempo, la tua intenzione, il tuo affetto e le tue scelte** e forse anche qualche errore.

## Conclusioni

C’è una sensazione precisa, oggi: in questo momento storico non possiamo capire tutto, eppure stiamo spostando lo sguardo tutti insieme.

L’Intelligenza Artificiale ci sta dicendo una cosa enorme: può fare tutto ciò che stavamo già facendo in modo meccanico, automatico, a volte persino senza pensare. E allora ci chiede: se ora c’è qualcuno che può farlo al posto tuo, tu cosa vuoi fare davvero?

La risposta è diversa per ognuno di noi.

Guarda l’intervista completa.

![image Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1024x576.jpeg)

[](http://www.youtube.com/watch?v=H9yp21dvM7Y)


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title: "Content marketing: come creare una strategia efficace"
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date: "2019-12-21T11:08:33+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Come fare content marketing fatto bene in uno scenario in continua evoluzione? In questo post ti racconto un po' di cose che funzionano per me."
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# Content marketing: come creare una strategia efficace

## Introduzione al content marketing

### Cosa intendo quando parlo di contenuti?

Prima di parlare di **strategia di content marketing** è importante chiarire che quando si parla di contenuti non si parla solo di contenuti testuali.

Spesso si associa la parola “contenuti” esclusivamente al blog.

Il blog e i suoi post sono solo una delle possibili tipologie di contenuto che vengono adottate in una strategia digitale. Se il blog, infatti, è stato una delle prime forme di contenuto digitale, oggi la [produzione di contenuti](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-cosa-significa-come-funziona/) online spazia dal formato audio a quello video, declinandosi in molti modi diversi a seconda del canale.

### Lo scenario

Il mondo del content marketing oggi è quindi un orizzonte vastissimo al cui interno si possono trovare diverse forme di contenuti che a loro volta si suddividono in diverse tipologie.

Molteplici e diversi sono anche i canali su cui questi contenuti vengono prodotti e trovano visibilità. Da i canali storici e i social più popolari a quelli emergenti, fino a piattaforme più specifiche e verticali come i podcast, lo scenario degli ultimi anni restituisce una vera e propria galassia di canali e quindi una moltitudine di contenuti.

![piattaforme social](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/piattaforme-social.jpg)

La strategia di contenuti di cui parlerò in questo post si basa principalmente su 3 aree:

- Le fonti
- Le tattiche
- I suggerimenti

Per ciascuna di queste aree ho individuato, sulla base della mia esperienza diretta, quattro argomenti da approfondire nel dettaglio.

## Le fonti per i contenuti

Quando parlo di fonti intendo il modo in cui trovare ispirazione per la creazione di contenuti di valore. L’argomento delle fonti risponde, quindi, alla domanda: **dove prendo le idee per la mia strategia di content marketing**?

Io di solito faccio leva su questi 4 punti.

### 1. Il customer care e il content marketing

Il prendersi cura dei clienti è un argomento centrale all’interno di una strategia e che molto spesso le aziende sottovalutano; proprio per questo motivo ho dedicato diversi contenuti a questo tema.

Puoi approfondire l’argomento leggendo il mio su come [coccolare i tuoi clienti](https://www.raffaelegaito.com/coccolare-clienti/) o guardando il video del mio [talk](https://youtu.be/RFPR3ndHRgM)alla Growth Conference Europe.

Anche nella creazione di contenuti il customer care ha un ruolo centrale. Chi è in prima linea con il cliente, infatti, conosce le esigenze, le richieste, i dubbi, i desideri e le soddisfazioni dei clienti: un know-how che rappresenta uno dei punti di partenza per creare contenuti di valore e che siano orientati alle esigenze del tuo target.

Ognuna delle informazioni raccolte dal customer care **è potenzialmente un contenuto**. 

Includere il customer care nella pianificazione dei contenuti significa: anticipare le **obiezioni** dei clienti, risolvere i loro **problemi** in anticipo, migliorare la loro esperienza di acquisto, offrire contenuti che siano utili e di valore.

### 2. Chiedere feedback diretti

Anche in questo caso **il cliente è al centro** della strategia ed è la fonte diretta da cui ricavare informazioni per la creazione di contenuti. 

Il feedback non è una cosa che va chiesta una volta soltanto! La richiesta di feedback diretti è una parte del processo e dovrebbe rientrare a pieno titolo nella tua strategia generale.

Chiedere un feedback, infatti, significa avere **percezione** del cliente, conoscere il suo parere e i suoi interessi. Questo ti dirà molte cose sul tuo prodotto/servizio e ti aiuterà a orientare in modo molto preciso la pianificazione dei contenuti e a capire quali sono gli argomenti di maggiore interesse per il tuo target.

Come si chiede un feedback?

Ci sono molti modi per farlo e variano in base agli utenti e alle tue esigenze: interviste, questionari, dal vivo o attraverso canali più estemporanei come le storie di Instagram.

Ecco [cosa ho imparato sui feedback](https://www.raffaelegaito.com/feedback-startup-cosa-ho-imparato/) durante la mia esperienza.

### 3. Osservare e analizzare le interazioni

Se i primi due punti si concentrano di più su un’analisi di tipo qualitativo, non dimenticare che tra i dati da analizzare a tua disposizione ci sono anche i cosiddetti dati quantitativi. Non vanno infatti trascurati i dati numerici che possono aiutarti a capire quali sono **le tematiche ricorrenti** e quali i temi più coinvolgenti verso cui orientare la tua strategia di creazione dei contenuti.

Dove si trovano queste informazioni?

Puoi trovare i dati numerici relativi alle interazioni sulle piattaforme che hai a disposizione, sia quelle proprie (pagina Facebook, canale YouTube, Instagram), sia quelle terze (forum, gruppi e altri luoghi di discussione). 

Tutto quello che viene detto in modo ricorrente dai tuoi utenti può essere raggruppato e organizzato nelle tematiche di maggiore interesse. 

L’obiettivo qui è trovare dei **pattern ricorrenti**!

### 4. Analizza i competitor

L’analisi dei competitor è un punto fondamentale di ogni strategia. Studiare i competitor ti aiuta a capire non solo come sei collocato rispetto al mercato, ma quali sono i trend, i canali, le tematiche e le tattiche più in linea con il tuo progetto di business.

Guardare ai competitor **non significa banalmente copiare**, o meglio, copiare in modo banale, ma sfruttare in modo vantaggioso l’esperienza di chi ha già sperimentato qualcosa. In [un mio post](https://www.raffaelegaito.com/rubare/) ho parlato della differenza sottile, ma importantissima, tra copiare e rubare!

Ecco perché quando parlo di competitor mi riferisco soprattutto ai più grandi, agli stranieri e agli indiretti (vale a dire chi non produce uno stesso prodotto, ma parla a uno stesso target e risolve una medesima esigenza).

_Se ti interessa lavorare seriamente con i contenuti, dai un’occhiata al mio [corso online sul content marketing](https://gumroad.com/l/corso-content-marketing) che ti aiuta ad **essere costante e ottenere risultati con i contenuti**._

## Alcune tattiche per il content marketing

Con le tattiche scendiamo nella parte più operativa del content marketing. Anche in questo caso le quattro tattiche che ti propongo derivano dalla mia esperienza diretta e sono azioni che puoi replicare da subito, se non le fai già, nella tua strategia di contenuti.

### 1. Svelare il dietro le quinte con il content marketing

Quello che chiamo “il dietro le quinte” è un argomento  che che può essere declinato in diverse forme e tipologia di contenuti (non parlo solo di blog, come ho già detto all’inizio di questo post, ma anche di video, storie, podcast, ecc.) e che funziona con ogni tipo di business.

Se in alcuni settori e per alcuni prodotti o servizi può essere più semplice e diretto individuare il tema del “dietro le quinte”, è anche vero che qualunque business ha sempre a che fare con un [processo](https://www.raffaelegaito.com/processo/).

Svelare il dietro le quinte significa, infatti, proprio **parlare del processo che ti caratterizza**. 

In questi anni ho imparato che **c’è un pubblico per qualsiasi tipo di contenuto**, per questo non lasciarti intimorire dal fatto che il tuo prodotto o il tuo servizio è di nicchia o pensi non incontri la curiosità degli utenti.

Allo stesso tempo, raccontare cosa c’è dietro un prodotto valorizza la trasparenza aziendale  nella percezione del tuo pubblico, un valore oggi molto apprezzato. 

Inoltre, spiegare in che modo si sviluppa un processo produttivo o come è avvenuta  l’ideazione di un servizio non significa avere la presunzione di insegnare qualcosa o avere necessariamente qualcosa di nuovo da dire, ma più onestamente **condividere un’esperienza fatta**, che può essere arricchente per più utenti di quelli che credi.

### 2. Fare leva sui microcontenuti

Quello di microcontenuti è un trend americano, sdoganato e reso famoso anche ai non esperti da [Gary Vaynerchuk](https://www.garyvaynerchuk.com/the-garyvee-content-strategy-how-to-grow-and-distribute-your-brands-social-media-content/), che può essere utilizzato sempre qualunque sia il prodotto o il servizio di cui ti occupi.

Quando pensi a un contenuto, immaginalo sempre come un contenuto “macro” da cui è possibile estrarre più microcontenuti.

Quali sono i vantaggi dei microcontenuti?

In primo luogo è possibile **ottenere molta più visibilità** con un singolo contenuto, sfruttando al massimo le singole parti che lo costituiscono. 

Sfruttare i microcontenuti nel piano editoriale significa **evitare momenti di vuoto** e riempire gli spazi di tempo che intercorrono nella creazione di contenuti che richiedono un maggiore investimento di tempo e risorse.

Nella mia personale esperienza sfrutto moltissimo i microcontenuti e il mio consiglio è quello di pensare strategicamente ogni contenuto già come uno universo di microcontenuti, estraendo tutti gli elementi che possono funzionare anche da soli.

### 3. Riadattare il contenuto

Riadattare un contenuto non è la stessa cosa di creare microcontenuti, sebbene queste due tattiche siano strettamente collegate tra di loro. 

In questo caso il contenuto resta lo stesso, **quello che cambia è il formato** e la sua destinazione. 

Il vantaggio di riadattare un contenuto in diversi formati è in primo luogo quello di portare il contenuto su diverse piattaforme riuscendo a intercettare diverse tipologie di utenti. Non fare **l’errore di pensare che i tuoi utenti siano presenti tutti su tutti i canali**.

Non riadattare i contenuti potrebbe significare tenerli nascosti a fette intere del tuo pubblico.

Questa tattica è perfetta per testare nuovi canali senza dover creare contenuti da zero, ma conoscendo già e sfruttando cosa potrebbe funzionare meglio.

### 4. Riutilizzare i contenuti

Un  ulteriore modo per dare più valore ai contenuti e che si differenzia dalle tecniche precedenti è riutilizzare i contenuti, vale a dire **pubblicare più di una volta lo stesso contenuto**.

Ecco i motivi per cui i contenuti non solo possono, ma devono, essere riproposti nel tempo e ripubblicati: 

- **Gli utenti dimenticano**.  

Non avere paura di risultare ripetitivo; la soglia di attenzione online è sempre più bassa e la quantità di informazioni sempre maggiore. 
- **Il pubblico cambia**.  

Non pensare che la tua percezione di un contenuto sia la stessa dei tuoi utenti, ma considera che il tuo pubblico si rinnova costantemente e che gli interessi, e dunque l’attenzione a un contenuto, si modificano.
- **La reach non è mai al 100%**.  

Non farti l’illusione che tutti i tuoi follower vedono quello che pubblichi, è esattamente il contrario. Solo una parte dei tuoi utenti visualizza i tuoi contenuti, ripubblicarli ti aiuta ad aumentarne la visibilità.

## I consigli su una strategia di content marketing

In questa ultima parte voglio lasciarti dei suggerimenti sparsi.

Come ho detto questa strategia è il frutto della mia esperienza sul campo; alcune cose ti sembreranno ovvie, ma quello che ho imparato in questi anni è che la differenza tra chi fallisce e chi ha successo  sta, non solo nel mettere in pratica quello che sembra ovvio, ma nella capacità di **rendere queste cose sistematiche e parte integrante di una strategia**.

### 1. Dai il tuo punto di vista

Dare il tuo punto di vista significa dare un valore aggiunto a quello che fai e non avere paura del fatto che non stai dicendo nulla di nuovo. Non rincorrere la novità; **nessuno dice nulla di nuovo**, quello che ti farà emergere è il modo in cui lo dici.  

Ecco perché è indispensabile schierarsi e far valere la propria idea; soprattutto quando si tratta di un brand, rafforza la reputazione e la vision aziendale.

### 2. Includi sempre il blog

Non rinunciare ad avere una piattaforma proprietaria.

Gli algoritmi, la reach, l’advertising, le norme di pubblicazione dei contenuti, sono elementi esterni che impattano moltissimo sulla strategia di creazione dei contenuti e costringono a una continua revisione del piano editoriale e dei contenuti stessi.

Avere un proprio canale, come il blog, è invece l’unico investimento a lungo termine che **ti rende libero nella gestione dei contenuti** e che, nel corso del tempo, può rappresenta un vero e proprio **asset**.

### 3. Nel content marketing è importante la quantità

La quantità è fondamentale tanto quanto la qualità.

**La qualità si raggiunge attraverso l’esercizio e la sperimentazione**, soprattutto in una fase iniziale. La qualità si raggiunge nel tempo, sporcandosi le mani e attraverso una continua sperimentazione che è possibile solo producendo una grande quantità di contenuti.

### 4. Parti subito

Non puoi aspettare la perfezione per iniziare.

Se hai letto questo post fino a questo punto e ci stai ancora pensando il mio consiglio è: **inizia subito a sperimentare** mettendo in pratica tutto quello che hai letto. Non dimenticare che anche i migliori hanno avuto una fase iniziale e quello che sono oggi lo hanno costruito nel tempo.

Poniti obiettivi realistici; i contenuti sono fondamentali nella tua strategia, ma i risultati si raggiungono nel tempo e due sono gli atteggiamenti fondamentali per avere successo: la [pazienza](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-business-vita/)e la [costanza](https://www.raffaelegaito.com/costanza/).

## Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Oggi abbiamo un altro incredibile tassello: l’AI. Se fino a poco tempo fa il Content Marketing era un processo quasi esclusivamente manuale e ad alta intensità di tempo, l’integrazione dell’AI ha ribaltato i paradigmi della produttività. Lo scopo è quello di **usare l’AI come un “potenziatore” strategico**: dalla ricerca rapida di insight di mercato alla generazione di strutture ottimizzate per i motori di ricerca, fino al repurposing intelligente dei contenuti esistenti.

L’AI ci permette di abbattere le barriere tecniche, trasformando un singolo articolo in un intero ecosistema di micro-contenuti per social, newsletter, video e tanti altri formati. In questo scenario, il ruolo del copywriter evolve: da semplice esecutore a vero e proprio regista editoriale che guida la tecnologia per garantire che ogni contenuto non sia solo generato, ma sia soprattutto rilevante, autorevole e profondamente umano.

Esistono tantissime strade per la produzione di contenuti con l’AI, [ecco qui qualche spunto](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/).


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title: "Che cos’è, esattamente, un lead magnet?"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Spieghiamo una volta per tutte cos'è un lead magnet con alcuni esempi facili e concreti, qual è il suo significato e come crearne uno."
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# Che cos’è, esattamente, un lead magnet?

## Riepilogo sui lead magnet

- Il lead magnet è un incentivo che dai agli utenti in cambio di un contatto.
- Ogni industria ha i lead magnet che funzionano meglio.
- Devi concentrarti sul creare valore per l’interlocutore.
- Si basa sul principio di reciprocità.

## Introduzione e significato

A quante **newsletter** ti sei iscritto per avere l’omaggio che ti era stato promesso?

Ecco, la definizione di lead magnet è proprio questa: **un incentivo offerto agli utenti del tuo sito**, per convincerli a lasciare il proprio indirizzo email oppure altri dati che potrebbero risultare utili per un successivo contatto di vendita.

Dunque la **traduzione di lead magnet** potrebbe essere quella di **strumento per attrarre [lead](https://www.raffaelegaito.com/lead-generation-cosa-significa-come-funziona/)**: le persone sono decisamente più propense a fornirti i loro dati personali se in cambio hanno qualcosa di utile.

Alcuni esempi di lead magnet possono essere un ebook, o un manuale in pdf, o un video, un mini-corso di formazione… La lista può essere veramente lunga.

Il lead magnet è**uno dei più potenti strumenti per ottenere contatti** o spingere le persone a sottoscrivere newsletter o membership di altro tipo.

Se non hai un lead magnet e non hai mai pensato di offrirne uno, è tempo di iniziare a pensarci.

## Come funziona un lead magnet

Dunque abbiamo detto che lo scopo e il significato di lead magnet stanno nello spingere le persone che fruiscono dei tuoi contenuti a iscriversi alla tua mailing list.

Ovviamente il tuo obiettivo è convertire questi lettori in veri e propri clienti.

Stiamo parlando, dunque, di** **un**elemento assolutamente vitale nella tua strategia di marketing.**

Ricordati: i tuoi utenti non si iscriveranno alla tua newsletter semplicemente perché gli mostri il form lungo il loro percorso di lettura.

“Iscriviti alla mia newsletter” non è una _call-to-action_ sufficiente. Quello che serve è dare loro in cambio qualcosa che abbia un valore, che sia utile.

![lead magnet esempi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/02/lead-magnet-esempi.jpg)

## Cosa significa creare lead magnet di valore

**Innanzitutto pensa ai tuoi utenti**: cosa stanno cercando? Perché sono sul tuo sito? Cosa potrebbe attrarli o incuriosirli o interessarli?

In poche parole, **il tuo “magnete” deve essere rilevante per i tuoi clienti.**

Dunque dovrai far leva su proposte che ti permetteranno di attirare la loro attenzione.

Per esempio fargli fare **un passo avanti rispetto a un percorso** che stanno compiendo se vendi servizi che hanno a che fare con la crescita personale.

In alternativa puoi scegliere di dar loro **un assaggio dei tuoi prodotti**, per esempio uno sfondo gratuito se il tuo business è nel campo grafico o delle illustrazioni.

Ti invito a leggere questo mio post dove mostro degli [esempi di lead magnet](https://www.raffaelegaito.com/lead-magnet-esempi/) se vuoi saperne di più.

Ora che hai ben chiaro cosa vuol dire non ti resta che metterti al lavoro e mi raccomando: pensa a cosa è interessante per i tuoi utenti, non per te!

## Come usare l’IA per creare Lead Magnet

Oggi abbiamo un grande alleato per la realizzazione di lead magnet: ‘Intelligenza Artificiale, preziosa per aiutarti a creare strumenti di valore che prima richiedevano settimane di lavoro. Ecco tre modi per usarla oggi:

- **Generazione di Prompt Library:** Se il tuo target usa l’AI, un Lead Magnet perfetto è una raccolta di prompt pronti all’uso per risolvere un problema specifico (es: “50 Prompt per copywriter immobiliari”).
- **Personalizzazione tramite Quiz:** Esistono [tool basati su AI](https://www.raffaelegaito.com/app-ai-contenuti/) che creano quiz interattivi. L’utente risponde a 5 domande e l’AI genera un PDF di analisi personalizzato basato sulle sue risposte. Il valore percepito è infinitamente più alto di un contenuto generico.
- **Sintesi e Strutturazione:** Puoi dare in pasto all’AI i tuoi video o i tuoi articoli più lunghi e chiederle di estrarre una “Checklist operativa” o un “Action Plan”. Hai creato un Lead Magnet partendo da asset che avevi già.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire questo mondo ti lascio qualche link extra:

- [69 esempi di lead magnet da cui prendere spunto](https://optinmonster.com/9-lead-magnets-to-increase-subscribers/)
- [Una bella guida di Hubspot](https://blog.hubspot.com/marketing/creating-lead-generation-offers-from-blogs)
- [Una raccolta di casi studio ed esempi](https://keap.com/business-success-blog/marketing/content-marketing/how-to-make-a-lead-magnet)

_Se ti interessa lavorare seriamente con i contenuti, dai un’occhiata al mio [corso online sul content marketing](https://gumroad.com/l/corso-content-marketing) che ti aiuta ad **essere costante e ottenere risultati con i contenuti**._


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title: Il significato di brand awareness spiegato semplice
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date: "2020-02-04T11:21:10+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Qual è la definizione e il significato di brand awareness? Lo spiego in questo post, come sempre in maniera semplice e accessibile."
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# Il significato di brand awareness spiegato semplice

## Riepilogo sulla brand awareness

- La brand awareness è la consapevolezza di marca
- Indica quanto un pubblico è in grado di riconoscere una marca
- Ci sono diversi livelli di awareness
- È fondamentale lavorare su di essa, ma deve far parte di una strategia più ampia

## Introduzione

Spesso si avviano campagne con l’obiettivo di **accrescere la brand awareness**, ma di preciso cos’è e perché è così importante?

Provo a dare la risposta in questo post, come sempre in maniera semplice e accessibile.

Forse è il caso di cominciare da cosa vuol dire in italiano.

La traduzione di awareness è consapevolezza, quindi letteralmente, la traduzione di **brand awareness**è “consapevolezza (o notorietà) di marca” e, nel linguaggio comune, il suo significato specifico è la notorietà del brand.

In altre parole definice la capacità di un pubblico di identificare una certa marca.

## Cos’è la brand awareness

La Brand Awareness è il grado di familiarità che il tuo target ha con il tuo brand e la capacità di associarlo correttamente a un prodotto, un servizio o a un problema da risolvere.

In un mondo saturo di stimoli, la Brand Awareness serve a:

- **Ridurre le barriere all’acquisto:** Ci fidiamo di ciò che conosciamo
- **Ottimizzare il marketing:** Una forte notorietà abbassa drasticamente il CAC (Costo di Acquisizione Cliente).
- **Creare autorità:** Ti permette di uscire dalla guerra del prezzo.

Vediamo perché è importante, come misurarla e quali strategie adottare per restare impressi nella mente del tuo pubblico.

## Perché la brand awareness è importante

Innanzitutto perché più una marca è conosciuta più il suo bacino di clienti potenziali aumenta. Banale, ma è così.

Cosa significa questo? Che ogni volta che un consumatore appartenente al target fa un acquisto spinto dal ricordo della tua marca, puoi considerare raggiunto l’obiettivo dell’awareness. Ecco perché sono partito con la traduzione di awareness. Se non capiamo cosa significa, non ne capiamo la sua importanza.

Tecnicamente puoi misurarla con la percentuale di consumatori in target che ricorda il brand senza bisogno di uno stimolo o dopo essere stata sottoposta a una sollecitazione.

Nel primo caso si parla di **ricordo spontaneo**: il brand è così impresso nella mente delle persone che, quando devono effettuare una scelta, viene loro immediatamente in mente.

Nel secondo caso abbiamo, invece, un **ricordo aiutato**, per esempio tutte le volte in cui un jingle musicale ci riporta alla mente una determinata marca.

## Come si migliora la brand awareness

Hai a disposizione molti mezzi per **migliorare la conoscenza del tuo brand,** diversi e molto più capillari sullo specifico segmento di pubblico che potrebbe essere interessato a ciò che vendi.

Avrai sentito parlare di **storytelling** ad esempio.

Puoi considerarlo un prezioso alleato della brand awareness perché ti permette di parlare con gli utenti, raccontare la tua storia, trasmettere i tuoi valori e la tua vision: in una parola coinvolgerli.

Un buon racconto di brand si articola attraverso i giusti canali, per questo savrai bisogno di un’ottima pianificazione di [contenuti](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-cosa-significa-come-funziona/) e campagne advertising.

- **Content Marketing :** Pubblicare contenuti che risolvono problemi reali posiziona il brand come punto di riferimento. Non vendere, educa.
- **Social Proof & Micro-Influencer:** La consapevolezza si riflette anche attraverso gli altri. Collaborare con nicchie verticali è più efficace che sparare nel mucchio con grandi testimonial.
- **Omnicanalità:** Essere presenti dove il cliente passa il tempo, mantenendo un tono di voce e un’identità visiva (Brand Identity) perfettamente coerenti. La ripetizione è la madre della memoria.

## Come funziona la brand awareness

Secondo **David Aaker**, economista ed esperto di marketing, esistono [diversi gradi](https://www.qualtrics.com/uk/experience-management/brand/keller-vs-aaker/) di notorietà del brand

1. Il primo, più basso, è ovviamente **l’assenza di conoscenza**. Indica lo stadio in cui la tua marca non è conosciuta per nulla.
2. Poi **la conoscenza superficiale** che indica quella necessità di stimolo di cui parlavamo prima quando ho citato la necessità di una sollecitazione per ricordare una marca.
3. Segue **la conoscenza** **forte**_, _ci troviamo in questo stadio quando, ad esempio, parlando di un settore o una categoria di prodotti viene in mente una cerca marca.
4. L’ultimo step è il**top of mind**, cioè l’essere il primo brand che viene alla mente dei consumatori al momento della scelta o dell’attivarsi di un bisogno.

Prima di concludere questo post c’è un aspetto importante che voglio sottolineare: quando si parla di brand awareness troppo spesso ci si concentra solo sugli aspetti numerici della questione e invece è importante ricordare che **sono coinvolti anche i valori**!

Vuoi qualche esempio?

Pensa per un secondo ad Apple. Aldilà dei suoi dispositivi cosa ti viene in mente? Come te lo immagini l’utente tipico di un prodotto Apple? Prova a fare la stessa cosa per l’abbigliamento sportivo di Nike o per le automobili di Tesla.

Ecco a cosa mi riferisco.

## **Domande frequenti sulla Brand Awareness**

**Come si misura la Brand Awareness?** Anche se sembra astratta, puoi monitorarla con indicatori precisi:

- **Traffico Diretto:** Quante persone digitano il tuo URL direttamente nel browser?
- **Volume di Ricerca del Brand:** Quante persone cercano il tuo nome su Google?
- **Share of Voice:** Quanto si parla di te rispetto ai tuoi concorrenti sui social e sui media?
- **Social Reach:** Quante persone uniche raggiungono i tuoi post?

**Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?** La Brand Awareness è una strategia di lungo periodo. A differenza dell’advertising diretto, che porta vendite immediate, la notorietà richiede dai 6 ai 12 mesi per consolidarsi. Tuttavia, i suoi benefici durano molto più a lungo di una singola campagna.

**Posso fare Brand Awareness con un budget limitato?** Sì. Invece di cercare di essere ovunque, focalizzati su una nicchia specifica (un gruppo Facebook, un forum di settore, una keyword molto verticale). È meglio essere il “pesce grande” in un piccolo stagno che sparire nell’oceano.

**Qual è l’obiettivo finale della notorietà di marca?** L’obiettivo massimo è la **Brand Salience**: fare in modo che il tuo brand sia il primo a venire in mente quando un utente avverte il bisogno di un prodotto della tua categoria.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di dare un’occhiata a questi link:

- [La relativa pagina di Wikipedia in inglese](https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_awareness)
- [Un’ottima guida di Hubspot](https://blog.hubspot.com/marketing/brand-awareness)
- [Una raccolta di esempi pratici](https://www.feedough.com/brand-awareness-a-comprehensive-guide/)
- [Una guida avanzata di Typeform](https://www.typeform.com/blog/guides/brand-awareness/)


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title: "Value proposition: definizione, significato ed esempi"
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date: "2019-05-17T08:03:47+00:00"
modified: "2026-04-24T14:07:55+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Cosa significa Value Proposition? Vediamo con degli esempi semplici perché devi conoscere questo concetto e come usarlo al meglio.
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# Value proposition: definizione, significato ed esempi

_Se vuoi sapere come fare leva sui tuoi competitor per far crescere la tua azienda, guarda il mio [corso online su come sfruttare i competitor](https://www.raffaelegaito.com/corso-sfruttare-competitor/). Ti mostro una tattica a basso costo chiamata OPN._

## Riepilogo sulla value proposition

- La traduzione letterale di value proposition è proposta di valore
- Racchiude gli aspetti che rendono unico il tuo prodotto o servizio
- È quello che fa scegliere il tuo prodotto invece di quello dei tuoi competitor
- Puoi definirla in maniera chiara usando il value proposition canvas

## Introduzione

“Sì, ok, ma perché dovrei comprare proprio il tuo prodotto?”

Ecco, questa è una domanda che manderebbe in crisi qualsiasi marketer o imprenditore ma, a ben vedere, c’è un modo per rispondere ed è formulare la value proposition del brand.

## Cos’è la value proposition

Tecnicamente la traduzione in italiano è **proposta di valore**, ossia ciò che un’azienda dichiara di portare sul mercato, in termini di **vantaggi offerti**, che siano o meno tangibili .

Ma andando oltre la semplice definizione di value proposition, per capire cosa significa esattamente, pensa al motivo per cui hai deciso di lanciare un brand o un prodotto sul mercato, quali sono i **bisogni a cui risponde**, i desideri che soddisfa o i problemi che risolve.

Una proposta di valore ben costruita, però, va ancora oltre e si sofferma sugli **aspetti che rendono unico il tuo prodotto o servizio:** qual è lo stile, quali attributi ne fanno una scelta migliore rispetto a chi fa qualcosa di simile.

In altri termini: perché una persona dovrebbe scegliere te invece che qualcun altro?

Questa domanda viene prima di qualsiasi [automatismo](https://www.raffaelegaito.com/marketing-automation/), [funnel](https://www.raffaelegaito.com/funnel-marketing/) o strategia di [web marketing](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-web-marketing/). Se non riesci a rispondere in maniera chiara a questa domanda, stai andando alla cieca.

Un esempio di value proposition ben espressa deve tenere conto di **diversi fattori** e non tutti sono immediatamente dimostrabili o riconoscibili: il valore del tuo prodotto potrebbe essere dato dal senso di fiducia o di serenità che garantisce ai tuoi clienti o alla capacità di farli sentire parte di un gruppo.

Il significato della value proposition va **oltre il semplice vantaggio materiale** che un prodotto offre a chi lo acquista e per questo spesso è così difficile da individuare e da definire.

## Come funziona

Una proposta di valore ben fatta e di successo deve poggiare su solide basi.

Per semplificare le cose comincia dalla **descrizione del tuo prodotto o del tuo servizio**: in che settore si colloca e in che modo si differenzia da tutto quello che c’è sul mercato?

Questo è il primo passo che ti condurrà già a profonde riflessioni, perché il confronto con la concorrenza è sempre difficile ma decisamente costruttivo.

Una volta che ne sarai uscito indenne pensa al target di riferimento: a chi ti rivolgi? Perché proprio a loro? In che modo gli faciliti o migliori la vita?

Il valore, infatti, deve essere innanzitutto percepito dai tuoi potenziali clienti.

A questo punto elenca i **punti di forza della tua proposta**: c’è qualcosa che nessun altro ha mai offerto prima d’ora? Hai uno stile unico e inconfondibile che incontra perfettamente le esigenze di una nicchia di pubblico?

![value proposition canvas italiano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/05/value-proposition-canvas-italiano.jpg)

Il modo migliore per definire la propria value proposition è aiutarsi con il **value proposition canvas** (qui sopra in italiano), uno strumento realizzato da Alex Osterwalder che ti fa arrivare alla definizione finale un passettino per volta definendo prima il lato cliente (attività che vuole svolgere, difficoltà che affronta, vantaggi che vuole ottenere) e poi il lato azienda (prodotti disponibili, come riduce le difficoltà, come genera vantaggi).

Dal matching (o mancato tale) di questi due quadranti puoi definire quale sia la tua value proposition.

Tieni presente che una volta che avrai compreso a fondo **cosa vuol dire value proposition** e sari riuscito a lavorarci al meglio, il tuo business ti apparirà subito più chiaro e il percorso verso gli obiettivi sarà più lineare.

## FAQ

Spesso questi termini vengono usati come sinonimi, ma in realtà giocano ruoli diversi nella tua strategia.

**Qual è la differenza tra Value Proposition, Posizionamento e USP?** Immagina di essere a una festa:

- **Value Proposition:** È quello che dici alla persona che hai davanti per convincerla a passare la serata con te. “Se vieni con me, ci divertiremo perché conosco il posto migliore in città dove si ascolta ottima musica.” (Rispondi al: Perché dovrei sceglierti?)
- **Posizionamento:** È come ti percepiscono gli altri nella stanza rispetto agli altri invitati. “È quello esperto di musica alternativa”. (Rispondi al: Chi sei nella mente degli altri?)
- **Unique Selling Proposition – USP:** È quel dettaglio unico che nessun altro ha. “Sono l’unico qui che ha il numero del proprietario del locale e ci farà entrare senza fare fila”. (Rispondi al: Qual è la tua caratteristica distintiva che nessun altro può copiare?)

**La Value Proposition deve essere sempre visibile sul sito?** Sì, dovrebbe essere la prima cosa che un utente legge nella parte di pagina visibile senza scrollare. Se l’utente deve “cercare” il valore, probabilmente ha già abbandonato la pagina.

**Se cambio target, devo cambiare anche la Value Proposition?** Assolutamente sì. Il valore è relativo a chi lo riceve. Se vendi lo stesso software a un freelancer e a una multinazionale, avrai due Value Proposition diverse: al freelancer prometterai “semplicità e tempo libero”, alla multinazionale prometterai “scalabilità e riduzione dei costi”.

## Risorse di approfondimento

- [Libro Value Proposition Design](https://amzn.to/2VGOhfm)
- [Il sito ufficiale di Alex Osterwalder](https://www.strategyzer.com/canvas/value-proposition-canvas)
- [Una bella guida (ricca di esempi) di QuickSprout](https://www.quicksprout.com/value-proposition/)
- [Guida step-by-step di ConversionXL](https://conversionxl.com/blog/value-proposition-examples-how-to-create/)


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title: Cosa è il click-through rate? Formula e definizione.
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Il click-through rate è una delle metriche più comuni per chi si occupa di marketing. Ma cosa significa nello specifico? Lo spiego in questo post.
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# Cosa è il click-through rate? Formula e definizione.

## Riepilogo sul click-through rate

- Click-through rate significa percentuale di click.
- È una metrica di alto livello, ma fondamentale da tenere sotto controllo.
- Il CTR da una buona idea delle performance di una campagna.
- Per capire la qualità del proprio CTR è bene usare i benchmark di mercato.

## Introduzione

Partiamo dalla semplice traduzione di**click–through rate,**termine apparentemente oscuro che indica semplicemente: **percentuale di click** effettuati dagli utenti su uno specifico artefatto (un link, un banner, una campagna, o altro).

## Ma cosa significa esattamente click-through rate?

Ora che ne abbiamo dato la definizione, possiamo approfondire, iniziando col dire che il click–through rate, con acronimo  **CTR**, **misura l’efficacia di un annuncio web** in base al numero di volte in cui le persone vi hanno cliccato sopra.

Il CTR, dunque, indica la percentuale di click generata in rapporto al totale delle visualizzazioni ottenute dall’annuncio stesso.

Il significato di click-through rate rende bene l’idea della sua importanza, ponendolo a buon diritto tra gli  indicatori di performance più importanti per una campagna.

Ovviamente è una metrica di alto livello nel [funnel](https://www.raffaelegaito.com/funnel-marketing/), perché il fatto che le persone clicchino un immagine o un link non significa automaticamente che compreranno quel determinato prodotto. Ma, aldilà di questo, rimane una metrica fondamentale da tenere sotto controllo.

## Come funziona il calcolo del CTR?

A dispetto del nome, che sembra nascondere qualcosa di molto complicato, il click-through rate non è altro che un rapporto che indica con quale frequenza le persone che vedono un tuo artefatto si convincono a cliccarci sopra.

Una **semplice formula**, dunque, è sufficiente per spiegare come funziona il CTR: secondo Google stesso, si tratta del numero di clic ricevuti dal tuo annuncio diviso per il numero di volte in cui l’annuncio stesso è stato visualizzato.

Quindi la formula del click-through rate è: **clic/impression = CTR**.

Ad esempio, un CTR del 10% è dato da 100 click su 1000 impression (ossia su 1000 visualizzazioni della campagna).

## Cosa vuol dire avere un buon CTR?

Comprendere cos’è il **CTR** è abbastanza facile, ma spesso ci si chiede perché sia così importante.

La risposta, in realtà, si rifà al concetto di [**efficacia della campagna**](https://www.raffaelegaito.com/campagna-pubblicitaria/) stessa: se l’annuncio che hai proposto è in linea con il messaggio ed è gradito agli utenti, il CTR sarà alto, perché tante persone che hanno visto, hanno anche hanno cliccato, quindi sono state convinte a compiere l’azione che ci si attendeva da loro.

Viceversa, tante visualizzazioni con pochi clic sono il segnale di un annuncio non particolarmente riuscito e gradito.

La domanda da un milione di dollari è: **quando un CTR può considerarsi buono?**

La risposta definitiva, ovviamente, non esiste. Si tratta di una valutazione che dipende da troppi fattori, dal tipo di campagna, dalla competizione, dal target e così via.

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è confrontarsi con i benchmark di mercato.

Non tutti i CTR sono uguali. Per capire se il tuo valore è buono, devi guardare al contesto:

- **Email Marketing:** Un CTR del 2-3% è considerato ottimo. Il pubblico è “caldo” (ha già scelto di iscriversi alla tua lista), quindi ci aspettiamo un interesse più alto.
- **Facebook Ads:** Qui un CTR dell’1% è spesso un buon risultato. Gli utenti stanno scrollando il feed e non stanno cercando attivamente il tuo prodotto; devi “distrarli” con una creatività potente.
- **Google Ads:** Qui il CTR dovrebbe essere molto più alto (spesso sopra il 5-10% per le parole chiave brandizzate). Perché? Perché l’utente ha un intento: sta cercando attivamente una soluzione, quindi è più propenso a cliccare.

![click-through rate esempi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/06/click-through-rate-esempi.jpg)

## Faq

**Ho un CTR altissimo, ma le vendite sono zero. Perché?** Questo è un classico segnale di disallineamento tra annuncio e landing page. Probabilmente il tuo annuncio è molto accattivante, ma la pagina di atterraggio non mantiene la promessa, è lenta a caricare o l’esperienza utente è confusa. L’annuncio fa arrivare il clic, ma la pagina deve vendere il prodotto.

**Cosa significa avere un CTR molto basso?** Un CTR basso solitamente indica uno di questi tre problemi:

1. **Targeting errato:** Stai mostrando il tuo annuncio alle persone sbagliate (non sono interessate).
2. **Creatività debole:** Il testo o l’immagine non attirano l’attenzione.
3. **Frequenza troppo alta:** Il tuo annuncio è stato visto troppe volte dalle stesse persone, che ormai lo ignorano.

**Un CTR alto è sempre un buon segno?** Non necessariamente. Se hai un CTR altissimo ma un tasso di conversione bassissimo, stai sprecando budget su click non qualificati. Ricorda: l’obiettivo finale del business è quasi sempre la conversione (acquisto, lead, registrazione), non il semplice click. Il CTR è una metrica di “salute” dell’annuncio, ma non è il traguardo.

**Come posso migliorare il mio CTR senza cambiare budget?** Lavora sul **Copy** (scrivi titoli più diretti e orientati al beneficio) e sulla **Call to Action (CTA)** (rendila chiara e urgente). Inoltre, testa versioni diverse dello stesso annuncio: spesso basta cambiare un’immagine o una parola nel titolo per vedere il CTR oscillare sensibilmente.

## Risorse di approfondimento

Per approfondire l’argomento ti consiglio di dare un’occhiata a questi link:

- [Una super lista di benchmark per diverse industrie](https://conversionxl.com/guides/click-through-rate/benchmarks/)
- [I valori medi del mondo display](https://www.smartinsights.com/internet-advertising/internet-advertising-analytics/display-advertising-clickthrough-rates/)
- [Benchmark per Facebook Ads](https://www.wordstream.com/blog/ws/2017/02/28/facebook-advertising-benchmarks)
- [Benchmark per Google Ads](https://www.wordstream.com/average-ctr)
- [Una guida completa di ConversionXL](https://conversionxl.com/guides/click-through-rate/)
- [Consigli per migliorare il proprio CTR](https://www.lyfemarketing.com/blog/average-click-through-rate/)


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title: "Retention, qual è il significato e perché è fondamentale"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Cosa significa veramente la parola retention nel marketing e perché è così importante? Lo spiego in maniera semplice in questo post.
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# Retention, qual è il significato e perché è fondamentale

## Riepilogo sulla retention

- La retention non si può tradurre in italiano
- Indica tutte le attività che facciamo per trattenere i nostri clienti
- È una delle fasi più difficili, ma importanti, su cui lavorare
- La chiave per una buona retention è costruire relazioni solide

## Introduzione alla retention

Retention è una di quelle parole difficili da tradurre in italiano e se proprio volessimo provare a farlo dovremmo usare espressioni tipo “ritenzione” o “conservazione” che rendono poco l’idea, oltre a suonare decisamente strambe in ambito marketing.

**Lasciamo quindi perdere la traduzione** e proviamo a concentrarci sul suo significato e, soprattutto, sulla sua importanza.

Come vedrai in questo post, infatti, **la retention è uno degli aspetti più importanti in assoluto** e troppo spesso sottovalutati da startup e grandi aziende.

## Cosa significa retention

La retention indica **tutto ciò che un’azienda fa per trattenere un cliente**. La questione potrebbe sembrare apparentemente semplice, ma non lo è per nulla.

In un mercato dove i costi per acquisire nuovi clienti (CAC) aumentano di continuo, continuare a investire solo su “nuovi contatti” è un errore abbastanza evidente. Il Retention Marketing non è più solo mera fidelizzazione: è **l’arte di massimizzare il valore del cliente esistente attraverso l’esperienza, la cura e la personalizzazione.**

Perché è diventato fondamentale? Perché un cliente che torna è un cliente che costa meno, spende di più e diventa un ambasciatore del tuo brand.

Ho sempre considerato la retention, la fase del [funnel AAARRR](https://www.raffaelegaito.com/funnel-aaarrr/) più difficile su cui lavorare, quando porto l’[approccio Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/) in una nuova azienda o organizzazione.

Se ci pensi, lì fuori è strapieno di libri, corsi ed esperti che ti spiegano come fare acquisizione e [lead generation](https://www.raffaelegaito.com/lead-generation-cosa-significa-come-funziona/), ma poi nessuno ti aiuta a capire come trattenerli questi clienti.

## Come migliorare la retention

Se ci si concentra solo sulla parte alta del funnel e si continua a generare nuovi contatti o nuovi clienti senza tenere sotto controllo la retention si stanno sprecando soldi, tempo ed energie.

La metafora che uso in questi casi è quella del **secchio bucato**: sarebbe come continuare a versare acqua su un secchio che ha dei fori sul fondo, puoi aumentare la quantità di acqua quanto ti pare, ma finché non chiudi quei fori continuerai a perderla.

Per migliorare la retention bisogna lavorare su diversi aspetti, ma ce ne sono due che mi stanno particolarmente a cuore:

- Costruire delle **relazioni sincere** e durature con i propri clienti.
- Creare dei **prodotti utili** e facili da usare.

Su entrambi gli aspetti ho scritto spesso su questo blog, ti consiglio di approfondire l’[approccio sticazzi](https://www.raffaelegaito.com/sticazzi/) e l’[importanza delle coccole](https://www.raffaelegaito.com/coccolare-clienti/) sul primo aspetto e la [semplificazione](https://www.raffaelegaito.com/semplificare/) e la [value proposition](https://www.raffaelegaito.com/value-proposition-significato/) sul secondo.

Qualche esempio concreto:

- **Se hai un e-commerce**, non limitarti a mandare un coupon. Se vendi prodotti a consumo (es. caffè, skincare, integratori), **il Retention Marketing si può basare sul rifornimento**. Usa, ad esempio, l’automazione per calcolare quando il o la cliente sta per finire il prodotto e invia un reminder personalizzato: “Il tuo caffè sta per finire? Clicca qui per riordinare in 1 secondo”. È percepito come un servizio, non vendita aggressiva.
- L’approccio “Value-based” se vendi software: La retention qui si gioca sull’adozione delle feature. Se il cliente non usa le funzioni avanzate, se ne andrà. La strategia: inviare email di “micro-formazione” basate proprio su quello che l’utente non ha ancora fatto nel software.
- Il valore della Community: Puoi coinvolgere l’utente in un percorso. Esempio: le “sfide” di Duolingo o le playlist di Spotify. La retention qui si basa sull’investimento emotivo dell’utente: più tempo passo nel tuo ecosistema, più sento che “perdere” il mio storico sarebbe un costo.

## Il ruolo dei contenuti e del customer care

Se segui questo blog da un po’ di tempo avrai notato come il tema delle relazioni mi stia un sacco a cuore. Non dobbiamo dimenticare che prima di essere dei numeri in un file excel e delle email in un CRM, **i nostri clienti sono delle persone**.

Ecco perché quando si tratta di creare delle relazioni genuine devi fare leva sui contenuti. Spesso le aziende pensano al [content marketing](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-cosa-significa-come-funziona/) solo in fase di acquisizione di nuovi clienti, ma in realtà dei [buoni contenuti](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-strategia/) sono la chiave anche per trattenere i clienti esistenti.

Come? Dandogli materiale extra, risorse di approfondimento, guide e tutorial sempre aggiornati. In una sola frase: **anticipando i loro bisogni**.

In maniera molto simile gioca un ruolo chiave il [customer care](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/)!

L’assistenza clienti è un ruolo chiave in qualsiasi business e in un momento storico dove per molte realtà è considerato quasi come un costo da abbattere, **puoi farne il tuo vantaggio competitivo**!

Piccola nota finale: per qualche assurdo motivo alcuni in Italia la pronunciano come “redemption”. No. Non farlo. Significa un’altra cosa. Significa redenzione e non ha nulla a che fare con il marketing e il business.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire il tema della retention, ti consiglio di dare un’occhiata a questi link:

- Il libro [Hooked, catturare i clienti](https://amzn.to/3bm94Jg) che è uno dei pochi che parla di questa fase specifica
- L’ottima [pagina di Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_retention) in Inglese
- Una [guida](https://blog.hubspot.com/service/customer-retention) completa e approfondita di Hubspot
- Una [raccolta di esempi](https://blog.alexa.com/customer-retention-examples/) su come migliorare la retention di Alexa


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title: Inventarsi un lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Con l'Intelligenza Artificiale si sviluppano anche nuovi lavori. Ecco qualche spunto su quali sono e come reinventarsi."
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# Inventarsi un lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale

## Introduzione

Vuoi sapere qual è la cosa che veramente l’AI ha trasformato in maniera irreversibile? **Il concetto di attività produttiva. **

Ce ne sono state di rivoluzioni industriali ma sostituivano per lo più una forza muscolare. L’intelligenza Artificiale per la prima volta sta toccando altri aspetti dell’esclusività umana: il pensiero, il linguaggio, la creatività e la risoluzione di problemi complessi. 

E proprio di fronte a [questa consapevolezza](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-filosofia/) la domanda che prima agitava gli animi era “come non farmi sostituire dall’AI?”, ora invece quello che dovremmo chiederci è **“come posso inventarmi un nuovo lavoro sfruttando l’AI?”**.

Ho fatto una chiacchierata super interessante con [Jacopo Perfetti](https://www.jacopoperfetti.com/), docente alla SDA Bocconi e fondatore di PromptDesign, e abbiamo affrontato anche questo tema. 

## Dal saper fare al saper chiedere

Il primissimo aspetto da considerare è il passaggio abbastanza chiaro sotto i nostri occhi dal saper fare al saper chiedere. 

Per decenni, il valore di un o una professionista era in qualche modo legato alla sua abilità nel compiere specifiche azioni, nel padroneggiare determinate tecniche. oggi l’IA può replicare o superare queste abilità in molti contesti. 

La [vera skill emergente](https://www.raffaelegaito.com/ai-soft-skill/) è la capacità di formulare le domande giuste, di definire i problemi in modo chiaro e di istruire l’IA per ottenere le soluzioni desiderate, con le richieste più precise possibili. 

Ciò richiede un pò di comprensione tecnologica di base ed una profonda comprensione del campo di applicazione, del contesto e soprattutto degli obiettivi finali.

## Il ruolo della formazione

Mi viene di intuito pensare che i campi della formazione e dell’educazione, i primi punti di affaccio su questo grandissimo cambiamento, andrebbero del tutto riformulati e ripensati. Le competenze verticali non sono più sufficienti, servono quelle trasversali: pensiero critico, problem-solving creativo, capacità di comunicazione efficace e, soprattutto, **una mentalità aperta all’apprendimento continuo**. 

Perfetti parla di un fenomeno comune, conosciuto come **honeymoon-hangover effect**, che spiega come cambiare lavoro ogni 5 anni, più o meno, permetta alle figure di professionali di rinvigorirsi di nuova linfa e stimoli. Questo, nell’epoca dell’AI, è perfettamente calzante perché le tecnologie si rinnovano e con esse anche i lavori stessi.

Mettersi in gioco, però, prevede un certo impegno perché quando si parla di AI siamo la generazione che sta imparando per prima, per cui la volontà di migliorare e imparare è strettamente legata alla [sperimentazione](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/). 

Ancora una volta parola chiave. 

## Inventarsi un lavoro nell’era dell’IA

In secondo luogo, quel pesante macigno che gravita un pò nel mondo dei e delle professionisti è la paura della sostituzione ed è assolutamente comprensibile. Tuttavia è un tema su cui ragionare e che affronto spesso. Se solo provassimo a guardare da una prospettiva nuova: **l’AI non rimpiazza la creatività umana, l’empatia, l’intelligenza emotiva, il giudizio etico e la capacità di visione strategica.** Tutt’altro!  Amplifica queste qualità, agendo come un potente co-pilota.

Secondo Perfetti, inventarsi un lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale non significa imparare uno strumento in più, ma **affrontare un vero cambio di mentalità**. Insegnare a usare un GPT personalizzato richiede pochi minuti, ma il punto non è quello: è come avere in tasca uno smartphone con una fotocamera potentissima e pensare che basti fare click per diventare fotografi. **Lo strumento è accessibile a tutti, ma la differenza la fa lo sguardo.** Un fotografo non è chi sa premere il pulsante meglio degli altri, è chi riesce a vedere una storia dove gli altri vedono solo un’immagine.

Ecco alcuni esempi di come si possono [definire nuovi lavori](https://www.economist.com/business/2025/12/14/job-apocalypse-not-yet-ai-is-creating-brand-new-occupations), o reinventare quelli esistenti, sfruttando l’IA:

- **AI Prompt Engineer / AI Whisperer**: Questa figura professionale, già molto richiesta, si occupa di ottimizzare le interazioni con i modelli di IA generativa. Non ha nulla a che vedere con la programmazione complessa, ma la definirei l’arte di formulare prompt efficaci per ottenere i risultati desiderati, sia che si tratti di testi, immagini, codice o musica. **È l’incarnazione di quanto ho detto sopra: il saper chiedere.**
- **AI Trainer / Curatore di Dati**: L’IA apprende dai dati. Professionisti in grado di selezionare, pulire, etichettare e curare dataset per addestrare modelli di intelligenza artificiale saranno sempre più richiesti. Questo prevede che ci sia attenzione ai dettagli, [comprensione dei bias](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-bias/) e una visione etica dell’uso dei dati.
- **Ethical AI Specialist**: Con la crescente diffuzione dell’IA, emergono ovviamente questioni etiche complesse legate alla [privacy](https://www.raffaelegaito.com/chatgpt-privacy/), alla trasparenza e alla responsabilità. Professionisti e professioniste in grado di navigare queste sfide, di sviluppare linee guida e di implementare soluzioni etiche saranno indispensabili.
- **AI-Enhanced Creative**: Artisti, designer, scrittori e musicisti possono utilizzare l’IA come un’estensione della loro creatività. Che si tratti di generare idee o di fare prototipazione rapida, l’IA apre nuove frontiere espressive. Il valore artistico si sposta  dall’atto manuale della creazione, alla visione e direzione artistica.
- **AI Integration Specialist / Consulente di Trasformazione Digitale**: Molte aziende faticano a implementare l’IA in modo efficace. Questi professionisti aiutano le organizzazioni a identificare le opportunità, a scegliere le tecnologie giuste e a gestire il cambiamento culturale necessario per integrare l’IA nei processi aziendali.
- **Human-in-the-Loop Supervisor**: In molti settori (medicina, finanza, veicoli autonomi), l’IA può assistere, ma la decisione finale deve rimanere umana. Nuovi ruoli emergeranno per supervisionare i sistemi AI, intervenire in caso di anomalie e garantire che le macchine operino in linea con gli obiettivi e i valori umani.
- **Sviluppatore di interfacce AI naturali**: Rendere l’interazione con l’IA sempre più intuitiva e umana è una sfida complessa. Professionisti che sappiano progettare esperienze utente fluide, basate sul linguaggio naturale e su interfacce multimodali, saranno fondamentali.
- **Educatore / Formatore AI**: C’è un’enorme richiesta di formatori in grado di insegnare le basi dell’IA e anche come applicarla in contesti specifici, come sviluppare le competenze del saper chiedere e come adattarsi ai nuovi scenari lavorativi.

## La sfida della mentalità

La chiave per abbracciare questa trasformazione è la flessibilità mentale e la volontà di apprendere. Nessuno dovrà imparare a programmare per tutti, ma piuttosto sarà importante sviluppare una familiarità con il potenziale e i limiti dell’IA, e soprattutto, di affinare le proprie capacità umane distintive.

Questo significa, prima di tutto, **coltivare una curiosità insaziabile**: restare sempre aperti e aperte alle nuove tecnologie, alle nuove applicazioni e a tutti i diversi modi in cui i problemi possono essere affrontati e risolti. Allo stesso tempo diventa fondamentale sviluppare un solido pensiero critico, **senza accettare passivamente l’output dell’intelligenza artificiale**, imparare a valutarlo, verificarlo e, quando e se serve, migliorarlo.

L’IA va poi vista come uno strumento a [supporto della creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/), non come un sostituto del pensiero umano. Può essere un potente trampolino di lancio, ma l’originalità e l’intuizione restano **competenze profondamente umane**. In questo contesto assumono un valore ancora maggiore anche l’intelligenza emotiva e relazionale: le macchine non sono in grado di costruire relazioni autentiche, negoziare o provare empatia e proprio per ciò queste capacità diventeranno sempre più preziose.

Affiancati dall’intelligenza artificiale, eccellente nel trovare soluzioni problemi definiti, potremo dedicarci alla cura di altre sfumature. 

E poi la super skill: l’adattabilità. Diventerà un vero e proprio superpotere il saper apprendere rapidamente, adottare nuove tecnologie, strumenti e metodologie e sarà una competenza chiave per rimanere al passo col tempo.

## Conclusioni

L’IA nel mondo del lavoro è un’opportunità da cogliere e come tutti i salti nel vuoto richiede coraggio, ma la ricompensa è un futuro in cui il lavoro è e sarà più significativo, più creativo e, ribaltando le aspettative, più umano. 


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title: "Customer lifetime value: cos’è e perché è importante"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il lifetime value è una delle metriche più importanti in qualsiasi business. Qui lo spiego, come sempre, semplice semplice."
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# Customer lifetime value: cos’è e perché è importante

## Riepilogo sul lifetime value

- Lifetime value significa letteralmente il ricavo che faremo da un cliente nel tempo.
- È una metrica importantissima per ogni business.
- È strettamente collegata al costo di acquisizione clienti.
- È fondamentale tenerla sotto controllo per capire l’andamento del nostro business.

## Introduzione

Eccoci davanti a un elemento del business che troppo spesso viene tralasciato: il **customer lifetime value**.

Ora ti starai chiedendo cosa significa il termine lifetime value e perché è così importante.

La traduzione letterale di customer lifetime value sarebbe, più o meno, valore nel tempo del cliente. Dice poco e, a dirla tutta, suona anche un po’ sinistra.

La definizione, per fortuna, spiega molto:**è un indicatore che misura i profitti prevedibili in base alla relazione con i clienti**, ossia considerando i loro comportamenti d’acquisto e facendo, in base a questo, previsioni sulla loro profittabilità sul lungo periodo.

Il significato di lifetime value, in pratica, è il ricavo che faremo da un cliente in tutto il tempo che resterà con noi.

## Cosa vuol dire, concretamente, lifetime value

Ogni volta che [acquisisci](https://www.raffaelegaito.com/lead-generation-cosa-significa-come-funziona/) un cliente, consideri il costo che hai dovuto sostenere per intercettarlo, parlarci e, infine, convincerlo ad acquistare il tuo prodotto.

Ma sai quanto spenderà nel tempo questo cliente?

Ecco, la definizione di customer lifetime value mira a spiegare proprio questo.

In quel periodo che viene considerato “la vita del cliente”**, ossia per tutta la durata della relazione**che quella persona avrà con la tua azienda, questa stessa persona potrebbe acquistare diversi tuoi prodotti o servizi.

Ad esempio se nella tua offerta ci sono servizi a costo crescente, il cliente potrebbe iniziare da quelli a prezzo più basso e poi, una volta che si è fidelizzato, mettere nel carrello anche quelli più costosi e così via, finché, in modo abbastanza naturale, questa relazione si esaurirà.

Lungo questo arco temporale il CLV o LTV (due sigle per indicare il customer lifetime value) misura i profitti generati dai singoli clienti tenendo conto del loro comportamento d’acquisto.

![lifetime value formula](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/06/lifetime-value-formula.jpg)

## Qual è la formula del Lifetime Value

Avrai compreso che **siamo davanti a una metrica piuttosto importante per cui il calcolo è altrettanto complesso** in quanto deve tenere conto di numerose varianti tra cui il costo di acquisizione dei clienti, il tasso di retention, il tasso di abbandono, gli acquisti ricorrenti e tanto altro.

Esistono **diverse formule per calcolare il CLV**, alcune delle quali tengono semplicemente conto della somma delle entrate del singolo cliente: si tratta di una cifra sicuramente significativa ma non completamente esaustiva.

Il modo più semplice per calcolare il CLV è: _SPESA MENSILE DEL CLIENTE x NUMERO DI MESI CHE RESTA CON NOI_

Questa formula ovviamente non è esaustiva e non tiene conto di molti fattori elencati sopra. Ti consiglio di dare un’occhiata alle risorse di approfondimento se vuoi vedere formule più avanzate

Nella maggior parte dei casi non ti troverai a calcolare questi valori a mano, perché gli strumenti di analytics che utilizzi in azienda forniscono in automatico tutta una serie di metriche, tra cui questa.

Insomma, è sicuramente un conteggio non facilissimo da fare, ma che ti aiuterà a capire quanto profitto ti genera ciascun cliente in modo da poter prendere anche le decisioni più adeguate in termini di marketing.

## Legami con il costo di acquisizione

Come accennavo in precedenza, il CAC (costo d’acquisizione) e il LTV (lifetime value) sono due metriche fondamentali per ogni business. Forse le più importanti.

Tenendo sotto controllo questi due valori si può sapere, a grandi linee, l’andamento di un business.

È infatti fondamentale saper rispondere alle domande: quanto mi costa portare a casa un nuovo cliente? quanto spende questa persona nel tempo che rimane con me?

Se il CAC è più alto del LTV… beh, c’è un problema.

Imposta i tuoi esperimenti per abbassare il CAC il più possibile e, dall’altro lato, alzare il LTV.

## Il “Predictive LTV”

Tradizionalmente, il LTV è stato una metrica “postuma”: analizzavamo quanto un cliente aveva speso. Oggi, grazie al Machine Learning e ai modelli di **Predictive LTV**, siamo passati a una visione predittiva.

L’intelligenza artificiale analizza i dati comportamentali dei primi giorni (es. frequenza di login, interazione con le newsletter, pagine visitate) per assegnare a un nuovo lead un “punteggio di valore futuro” ancor prima che effettui il suo primo acquisto significativo. Questo permette di:

- **Personalizzare l’offerta in tempo reale:** Se l’AI prevede che un utente ha un alto potenziale LTV, puoi attivare una campagna di benvenuto esclusiva o un supporto dedicato istantaneo, personalizzando la strategia.
- **Prevenire:** Identificare i segnali deboli di abbandono prima che il cliente se ne vada davvero.

L’LTV passa quindi da un valore ad un vero e proprio segnale dinamico che guida le tue strategie di marketing automation.

## FAQ

### Che differenza c’è tra LTV e ROI?

Il ROI (Return on Investment) misura l’efficacia di una specifica campagna pubblicitaria nel breve periodo. Il LTV è una metrica di lungo periodo: misura la redditività complessiva di un cliente. Usa il ROI per ottimizzare gli annunci, usa il LTV per pianificare la crescita aziendale.

### Come posso aumentare concretamente il mio LTV?

Esistono tre leve principali: 1) Upselling e Cross-selling (aumentare lo scontrino medio); 2) Programmi Loyalty (aumentare la frequenza di acquisto); 3) Customer Success (ridurre il tasso di abbandono migliorando l’esperienza utente).

### Qual è il rapporto LTV:CAC ideale

Per la maggior parte dei modelli SaaS ed E-commerce, un rapporto di 3:1 è considerato salutare. Se superi il 5:1, considera di aumentare il budget di marketing per accelerare l’acquisizione di nuovi clienti.

### Il LTV è uguale per tutti i tipi di business?

No, la formula cambia. Ad esempio un’attività basata su abbonamenti deve considerare la durata media della sottoscrizione, mentre un e-commerce deve focalizzarsi sullo scontrino medio e sulla frequenza di riacquisto.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di dare un’occhiata alle risorse che trovi di seguito:

- Il libro [Lean Analytics](https://amzn.to/2L1plJd) che è considerato “la bibbia delle metriche”
- [Alcune riflessioni sul LTV di Andrew Chen](https://andrewchen.co/whats-the-value-of-a-user-on-your-site-why-its-hard-to-calculate-lifetime-value-for-social-network-audiences/) (uno dei massimi esperti di metriche in Silicon Valley)
- [Una guida molto completa di Hubspot](https://blog.hubspot.com/service/how-to-calculate-customer-lifetime-value)
- [Una serie di formule specifiche per il mondo e-commerce](https://blog.ometria.com/how-to-calculate-customer-lifetime-value-clv-in-ecommerce)


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title: "Search engine optimization: significato e spiegazione della parola SEO"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Qual è il significato di search engine optimization? Cosa significa fare SEO? Lo spiego in maniera accessibile in questo post.
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# Search engine optimization: significato e spiegazione della parola SEO

## Riepilogo su search engine optimization

- SEO significa Search Engine Optimization
- La traduzione letterale è l’ottimizzazione per i motori di ricerca
- La SEO riguarda tanto i testi, ma non solo
- La SEO è un processo costante, non un’attività una tantum
- La nuova frontiera: la GEO, Generative Engine Optimization

## Introduzione

Chi ha paura della SEO? La search engine optimization si porta dietro una brutta reputazione: per alcuni sarebbe colei che detta rigide regole alla scrittura, castrando la creatività e l’originalità.

Per altri, invece, la SEO rappresenta **l’asso nella manica per scalare la SERP**, ovvero la lista dei risultati dei motori di ricerca, e raggiungere più utenti.

Dove sta la verità? Lo vediamo subito spiegando il significato di search engine optimization.

## Search engine optimization, significato

La traduzione di search engine optimization è **ottimizzazione per i motori di ricerca** e coinvolge diversi aspetti: dal [copywriting](https://www.raffaelegaito.com/copywriting-significato/), alle immagini e alla struttura del sito web, la velocità, la user experience, e tanto altro.

Quando si pensa a cosa vuol dire SEO, infatti, non bisogna commettere l’errore di considerare solo l’ottimizzazione dei testi, perché **tutto il sito deve rispettare i criteri SEO**, se si vuole scalare la vetta dei motori di ricerca.

Il significato di SEO è mutato nel tempo, non tanto per la definizione di search engine optimization, che rimane la stessa, quanto per la sua applicazione.

Negli anni, infatti, gli algoritmi di Google sono diventati sempre più sofisticati e ora sono in grado di riconoscere molto più abilmente i **contenuti di valore**, anche se la keyword prescelta non compare in continuazione nel testo.

![seo significato](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/08/seo-significato.jpg)

## Come funziona la search engine optimization

La definizione della strategia SEO parte dalla **ricerca delle parole chiave**: attraverso gli strumenti di Google e alcuni [tool online per la SEO](https://www.raffaelegaito.com/tool-seo/) è possibile conoscere una stima mensile di quante volte è stata cercata la parola che ci interessa.

Questi dati sono molto utili per scrivere testi efficaci, ma non solo: i volumi di ricerca ti danno la possibilità di fare **una piccola ricerca di mercato** istantanea e capire qual è l’argomento a cui gli utenti sono più interessati.

Queste informazioni dovrebbero essere alla base di qualsiasi strategia di SEO e di [creazione contenuti](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-cosa-significa-come-funziona/), indipendentemente dal tuo settore.

Qui la chiave è: non devi scrivere di quello che tu pensi sia interessante, ma di **quello di cui il tuo pubblico ha bisogno**.

Come accennavo sopra, però quello di [scrivere testi ottimizzati](https://www.raffaelegaito.com/copywriting-significato/) è solo il primo step di una strategia molto più complessa e che coinvolge diversi aspetti.

Ad oggi, secondo diversi esperti internazionali, ci sono molteplici fattori che vengono considerati da Google e dagli altri motori nei loro algoritmi. Alcuni di questi sono:

- L’autorevolezza del sito web
- Il numero e la qualità dei link in ingresso
- La velocità di caricamento del sito
- La user experience proposta agli utenti
- Struttura del testo
- E tanto altro.

In definitiva, la SEO o search engine optimization è un’attività a metà tra una scienza e un’arte dove bisogna sapere bilanciare bene diversi fattori ricordandosi che non è (più) solo questione di tecnicismi, ma di riuscire a soddisfare un bisogno degli utenti.

## Come cambia la SEO con l’intelligenza artificiale: la GEO

Nell’ultimo periodo, tuttavia, il modo in cui le persone interrogano i motori di ricerca è cambiato drasticamente. Non cerchiamo più solo una lista di link su cui cliccare: ora cerchiamo e vogliamo risposte dirette. Con l’integrazione dei Large Language Models (LLM) nei motori di ricerca (come avviene con Google o ChatGPT), la SEO si è evoluta verso quella che oggi viene chiamata **GEO** (**Generative Engine Optimization**).

La GEO per definizione è l’ottimizzazione per i motori di ricerca generativi. Se la SEO tradizionale mirava a posizionare una pagina web per una specifica parola chiave, la GEO mira a far sì che il tuo contenuto venga scelto dall’IA come fonte primaria per costruire la risposta sintetica che l’utente legge in cima alla pagina.

Cosa cambia nel concreto?

Qualunque strumento di intelligenza artificiale non cerca più solo una parola chiave, ma cerca di comprendere le relazioni tra concetti. Diventa fondamentale lavorare quindi su concetti più ampi legati a quella singola parola e sulla coerenza semantica. Il succo è fornire agli utenti una risposta che risponde ad una ricerca basata sul dialogo e non più su una ricerca per parole.

I modelli di IA danno priorità a contenuti che esprimono autorevolezza, esperienza e fonti verificabili, dando nuova importanza al”perché” delle cose: L’IA riassume il “cosa”, ma il contenuto umano aggiunge valore attraverso il “perché” e il “come”. I contenuti che offrono opinioni esperte, casi studio, approfondimenti e prospettive uniche diventano indispensabili per distinguersi nelle risposte generate dalle macchine.

## Domande Frequenti (FAQ) sulla SEO

### La SEO e la Search Engine Optimization sono la stessa cosa?

Sì. SEO è l’acronimo di _Search Engine Optimization_, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca. Indica l’insieme di attività che aiutano un sito o un contenuto a essere trovato più facilmente nei risultati organici.

### La SEO riguarda solo i testi?

No. La SEO non riguarda soltanto la scrittura dei testi, ma anche la struttura del sito, la velocità di caricamento, l’organizzazione dei contenuti, l’esperienza utente e la chiarezza complessiva della pagina. Un buon contenuto, da solo, non basta se il sito non è facile da navigare o tecnicamente poco solido.

### Come funziona la SEO in pratica?

La SEO funziona combinando più elementi: comprensione dell’intento di ricerca, creazione di contenuti utili, struttura chiara della pagina, ottimizzazione tecnica e costruzione dell’autorevolezza del sito. In pratica, significa aiutare motori di ricerca e utenti a capire subito che quella pagina è una risposta valida a una domanda precisa.

### Devo smettere di usare le parole chiave?

No, le parole chiave servono ancora a far capire il contesto, ma non devono più essere l’ossessione. Oggi è più importante scrivere prima di tutto per le persone, trattando l’argomento in modo chiaro, completo e pertinente. Se il testo è ben scritto, anche i sistemi basati sull’AI riescono a riconoscerne meglio il contesto semantico.

### La SEO è ancora utile nel mondo dell’Intelligenza Artificiale?

Assolutamente sì. Sebbene il modo di presentare i risultati stia cambiando, la necessità di essere trovati rimane. L’intelligenza artificiale ha bisogno di contenuti di qualità da cui apprendere, sintetizzare e costruire risposte: essere quel contenuto di qualità è, oggi, una nuova forma di SEO.

### Cos’è la GEO (Generative Engine Optimization)?

La GEO è l’evoluzione della SEO tradizionale in un contesto in cui i motori di ricerca e gli assistenti AI non si limitano più a mostrare un elenco di link, ma generano risposte sintetiche. L’obiettivo della GEO è ottimizzare i contenuti affinché siano chiari, affidabili e ben strutturati, così da aumentare le possibilità che vengano usati come fonte nei risultati generativi.

### Qual è la differenza tra SEO e GEO?

La SEO si concentra sulla visibilità nei motori di ricerca tradizionali, mentre la GEO punta a rendere i contenuti comprensibili e utilizzabili anche dai motori generativi basati su intelligenza artificiale. Non sono due attività in contrasto: una buona SEO oggi è spesso anche la base per una buona GEO.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di dare un’occhiata ai seguenti link:

- Il libro [The art of SEO](https://amzn.to/2ZgAedv)
- Il libro [Manuale di SEO gardening](https://amzn.to/2KZsUxG)
- [Una guida introduttiva di Moz](https://moz.com/beginners-guide-to-seo)
- [La solita guida definitiva di Hubspot](https://blog.hubspot.com/marketing/seo)


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title: L’arte fatta con l’Intelligenza Artificiale è vera arte?
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Si può definire vera l'arte fatta con l'Intelligenza Artificiale? L'arte è un linguaggio: conta il mezzo con il quale si realizza?"
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# L’arte fatta con l’Intelligenza Artificiale è vera arte?

## Introduzione

Se c’è una definizione universale, che mette d’accordo tutti, sul concetto di arte è che questa è**un vero e proprio linguaggio**, a prescindere dalla tecnica che si usi. 

Non importa quale sia il modo e il mezzo: arte è qualcosa che piace o non piace, che accomuna o allontana, che rappresenta un’emozione o anche la semplice attualità, è la fotografia di secoli andati, è qualcosa che sconvolge e fa riflettere. Un linguaggio appunto. 

Eppure il mondo dell’arte sta attraversando una delle sue fasi più turbolente e affascinanti. Con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale generativa la domanda “**L’arte fatta con l’IA è vera arte?**” è diventata il centro di un dibattito acceso che coinvolge critici, artisti, filosofi e semplici fruitori. Siamo di fronte a qualcosa che minaccia di [uccidere la creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/) o a una nuova era di possibilità infinite?

Ho intervistato [**Giuseppe Ragazzini**](https://www.giusepperagazzini.it/), pittore, illustratore e visual artist con una laurea in filosofia e una tesi proprio sull’IA scritta vent’anni fa, e dalla nostra chiacchierata emerge una visione profonda e articolata sul tema. L’IA non è un sostituto dell’artista, ma un **“amplificatore creativo straordinario”**, a patto che l’essere umano non smetta di controllare lo strumento.

## Dove finisce la macchina e inizia l’uomo?

Prima di addentrarmi nell’argomento avanzerei una questione pratica, poiché uno dei primi ostacoli nel considerare l’IA come vera arte risiede nella difficoltà di circoscrivere il contributo umano. 

Quando un software genera immagini bellissime a partire da un prompt, **dove finisce la macchina e dove inizia l’uomo**?

Ragazzini usa una metafora nautica potente per spiegare questo rapporto: quella degli scafi dell’America’s Cup. Prima l’artista aveva a disposizione la “caravella” (gli strumenti analogici), oggi ha una “Formula 1 del mare” ipertecnologica. Il problema è che, mentre un tempo l’artista doveva saper andare a vela, oggi la tecnologia è capace di autogenerarsi persino il vento. Se la macchina fa tutto, cosa rimane allo skipper?

La risposta risiede nella capacità di **tracciare la rotta, di operare sull’idea e sul linguaggio.** L’arte fatta con l’IA è vera arte quando l’artista non subisce la tecnologia, ma la piega al proprio stile, alla propria storia, alle proprie scelte e alla propria sensibilità. L’IA può produrre bellezza per caso, ma è l’occhio umano che deve saperla riconoscere, selezionare e contestualizzare.

## Il valore dell’imperfezione e del caso

Un tema centrale nella riflessione di Ragazzini è il ruolo dell’**imperfezione**, dell’**errore** e del **caso** nel processo creativo.

La macchina è perfetta, l’uomo no. Vero, più o meno.

Tuttavia mentre la macchina lavora su algoritmi perfetti ed efficienti, l’arte ha spesso bisogno del contrario. _“_Siamo meravigliosamente imperfetti” , dice Ragazzini. 

La creatività umana spesso nasce bypassando la razionalità, inciampando in un errore che si trasforma in intuizione. **Imperfezioni casuali, inaspettate e bellissime**. Una goccia di colore che cade per sbaglio sulla tela può diventare il punto di partenza per una figura che l’artista non aveva concepito razionalmente, ma che gli ha offerto un nuovo modo di raccontare la sua storia.

Aldilà quindi della guida, di quel tracciare la rotta di cui abbiamo parlato prima, la vera sfida per l’artista contemporaneo è **fecondare la potenza di calcolo della macchina con la fragilità** e l’unicità del segno umano. Insegnare alle macchine anche ad avere bisogno dell’imperfezione. L’arte con l’IA diventa “vera” quando incorpora questa vibrazione vitale che l’algoritmo, da solo, non può generare.

## L’IA come la bomba atomica del digitale

Ragazzini definisce l’IA come **“l’atomica del digitale”**. Una bomba, uno strumento di una potenza talmente vasta e incontrollabile che rischia di sfuggire alle nostre categorie di pensiero tradizionali. La velocità con cui questa tecnologia evolve è esponenziale e, per molti artisti (specialmente per le nuove generazioni), questo può portare a una sorta di spaesamento o alienazione. 

Mi spiego meglio: è come se ci fosse una sorta di sproporzione tra la forza dello strumento e la nostra capacità di controllarlo nel contesto artistico, e questa bomba agisce a più livelli: da un lato, l’IA mette in discussione categorie che per secoli hanno definito l’arte: autore, originalità, intenzione, stile. Dall’altro, lo fa con una velocità vertiginosa.

## Il rischio dell’omologazione

Un altra questione è che esiste un “uso omologato” dell’IA che produce immagini tecnicamente perfette ma artisticamente povere, copie e fotocopie digitali che inondano il web. La differenza tra un semplice utente di software e un artista sta nella capacità di evitare questa **saturazione estetica che diventa banale**. 

L’obiettivo dell’arte è solo in parte produrre bellezza, poiché lo scopo più alto è quello di trovare e trasmettere un senso. Come negli scacchi, dove un computer può battere il campione del mondo ma noi continuiamo a guardare le partite tra umani perché ci interessa vedere e partecipare alla fatica e alla strategia umana, così nell’arte cerchiamo l’anima dietro l’opera.

L’IA ha democratizzato l’accesso alla creazione visiva: oggi chiunque può generare un “capolavoro” formale con pochi click. **Questo però porta a una svalutazione dell’immagine?**

Per rispondere a questo tema Ragazzini cita l’avvento della fotografia digitale: quando tutti hanno iniziato a scattare migliaia di foto, si pensava che la fotografia d’autore sarebbe morta. Al contrario, la bella foto è rimasta quella dietro cui c’è un uomo o una donna con uno sguardo e una storia. Con l’IA succederà lo stesso: ci sarà chi guida la Ferrari dell’algoritmo a 50 all’ora perché ha paura di andare in testacoda, e chi saprà manovrarla per raggiungere vette espressive inedite .

## La bellezza irriducibile

C’è un concetto filosofico caro a Ragazzini: l’**emergenza**. La bellezza, così come la coscienza, è qualcosa che emerge dall’incontro di diversi elementi ma è irriducibile alla somma delle sue parti. L’IA, pur non essendo consapevole di ciò che produce, può generare bellezza? Sì, se guidata correttamente. _“_

L’arte con l’IA è dunque vera arte nel momento in cui il risultato finale possiede quella qualità emergente che risuona con l’osservatore. Non importa che la macchina non sappia cosa sta facendo, **importa che l’artista sappia cosa sta comunicando attraverso di essa.**

## Conclusioni

Mi sembra sempre che in ogni argomento in cui c’entri l’AI si arrivi sempre ad una sorta di battaglia: umanità contro macchina. A me, invece, sembra sempre di più delinearsi una sorta di linea collaborativa in cui l’essere umano conserva la propria matrice biologica e spirituale. 

Superare la svalutazione dell’arte nell’era dell’IA significa, invece, rivendicare e anche sottolineare **il valore della sperimentazione e del fallimento**. 


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title: Il giornalismo nell’era dell’Intelligenza Artificiale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Il giornalismo resta insostituibile come pratica esclusivamente umana in un ecosistema dominato dall’IA?
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# Il giornalismo nell’era dell’Intelligenza Artificiale

## **Introduzione**

Nell’800 nasceva il giornalismo. Era quella conosciuta come la rivoluzione americana detta _**penny press**_ (giornali al costo di un penny). Lo scopo era quello di rendere accessibili e veritiere le notizie su larga scala, per portarle all’attenzione di tutti, nessuno escluso. 

Ne sono trascorsi di decenni e il giornalismo si è evoluto fino ad assorbire tante sfumature e declinazioni, adattandosi anche ai mezzi e agli strumenti, fino ad arrivare ad oggi. 

Oggi siamo in una fase del progresso tecnologico in cui la questione centrale riguarda il futuro del giornalismo come strumento di accesso alla verità. In una intervista con il [giornalista Francesco Marino](https://www.pillolefuturopresente.it/) abbiamo parlato dell’Intelligenza Artificiale che rappresenta **una sfida diretta alla funzione del giornalismo**, quella di osservare la realtà, raccontarla e renderla comprensibile alla società. Il tema riguarda le automazioni del mestiere stesso e anche la capacità del giornalismo di distinguere, verificare e interpretare il reale.

## Il cambiamento del giornalismo

Da sempre il giornalismo ha fondato parte della propria autorevolezza sul principio del **vedere per credere**. Fotografie e video hanno svolto un ruolo dominante, in qualità di prove documentali difficilmente contestabili. **Oggi questo presupposto è entrato in crisi**.  
Come sottolinea Marino, l’Intelligenza Artificiale consente di generare immagini e filmati talmente realistici da rendere fragile il ruolo del materiale visivo. Per il giornalismo si tratta di un cambiamento profondo perché anche la testimonianza visiva richiede ormai un **processo di verifica e contestualizzazione**. 

In pratica quello che vedo con i miei occhi perde il suo valore documentale.

Il rischio più insidioso riguarda il cosiddetto “**dividendo del bugiardo**” (liar’s dividend), che consiste nel fatto che una persona ripresa in un video o in una foto mentre fa qualcosa di compromettente può ora difendersi dicendo: “Quello non ero io, l’immagine è stata generata dall’Intelligenza Artificiale”. Questo crea un clima di caos e incertezza dove diventa difficilissimo codificare la realtà e decidere di cosa fidarsi, anche se a parlare è la figura del giornalista.

## Realtà su misura

Il giornalismo contemporaneo si muove, quindi, all’interno di un ecosistema dominato da piattaforme progettate per massimizzare il tempo di permanenza dell’utente su un determinato contenuto. Marino descrive questo fenomeno come “psicofancy delle macchine”, quella tendenza delle [AI a confermare le convinzioni](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-bias/) dell’utente per mantenerlo coinvolto.  
Quello che si ottiene è una **realtà su misura**, in cui l’informazione perde progressivamente la sua funzione critica e si adatta alle aspettative individuali. Cosa mi aspetto di vedere? Cosa mi piace? Cosa invece mi fa venire voglia di passare oltre? Per riprendere anche quell’espressione che spesso ci fa sorridere: stiamo costruendo l’algoritmo mattone su mattone, ognuno il suo, e anche il giornalismo, inserito in questo contesto, fatica a svolgere il ruolo di elemento disturbante e di stimolo al pensiero.

Il volersi informare rischia così di ridursi a un consumo passivo di contenuti, caratterizzato da informazioni frammentate. Eppure, come dice Marino, **l’attenzione rappresenta un atto di cura che contribuisce a definire l’identità di una persona**. Quando il giornalismo rinuncia a orientarla, perde una delle sue responsabilità fondamentali.

## La crisi del giornalismo

Spesso ci si concentra solo sui rischi più evidenti dell’IA nel giornalismo, come gli articoli scritti dai bot. Si tratta però di una lettura superficiale, che rischia di farci perdere di vista la vera radice del problema.  
La crisi del giornalismo è anche legata ad una perdita di indipendenza economica precedente all’arrivo dell’AI. Come dice Marino, il modello basato sulla pubblicità è stato sempre di più svuotato perché se cerco una qualunque informazione ormai lo faccio direttamente sul tool AI. Le testate si sono così trovate costrette a privilegiare velocità, volume e titoli sensazionalistici.

Forse da questo punto di vista l’Intelligenza Artificiale agisce come un amplificatore delle fragilità esistenti.

Oltre a questo aggiungerei anche un’altra osservazione, che mi ha colpito mentre ero alla ricerca di notizie sull’argomento. In [questo articolo di The Guardian](https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/nov/22/ai-is-changing-the-relationship-between-journalist-and-audience-there-is-much-at-stake) si fa luce su un altro aspetto in crisi: **la curiosità**. Fino a qualche tempo fa quando leggevi un giornale o un’app di notizie, scoprivi cose che non sapevi di voler sapere. Incrociavi notizie che ti stuzzicavano, inciampavi in qualche cosa di interessante senza nemmeno cercarlo. L’IA, invece, risponde solo a quello che le chiedi tu. Questo crea una bolla dove non impari nulla di nuovo o inaspettato, rendendo l’informazione molto più piatta e limitata a quello che ti serve sapere in quel momento.

## Il valore umano del giornalismo

Joseph Pulitzer, padre del giornalismo moderno, ha detto: “Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.”

E nel sistema informativo in cui siamo oggi, questo è un compito che solo un o una giornalista, certamente supportati dagli strumenti di intelligenza artificiale, può portare avanti. 

Il ruolo del giornalista consiste nel fornire contesto, nel collegare eventi e nel restituire la complessità delle cose in una chiave accessibile.  
**Il pubblico si rivolge al giornalismo per comprendere il significato dei fatti** e anche le loro cause o le loro conseguenze. Credo che il giornalismo dovrebbe darti tutti gli strumenti possibili per guidarci nella costruzione della tua personalissima opinione sulle cose. Affidare interamente questo processo agli strumenti non è possibile.

## Conclusioni

Hai presente il concetto di **Vita Lenta**, che sta iniziando a diffondersi sempre di più?

Ecco, il giornalismo mi fa venire in mente proprio questo concetto. Godersi le piccole cose, lasciarsi sorprendere anche da ciò che non sapevi di voler sapere, prendersi un attimo per approfondire il mondo in cui viviamo, cercare la verità senza la fretta di arrivare subito a una conclusione. Fuori c’è velocità e automazione, ed è giusto che sia così, ma il giornalismo può tornare a essere **uno spazio di lentezza consapevole**: un rapporto diretto tra chi scrive e chi legge, fondato sulla fiducia, sulla coerenza di una voce e sulla volontà di fermarsi, anche solo per un istante, a capire davvero.


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title: "Intelligenza Artificiale: la fine della fatica come valore"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Cosa succede quando un’Intelligenza Artificiale può compiere in pochi secondi lo stesso lavoro che per un umano richiederebbe tanto tempo? Meno fatica e più valore.
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# Intelligenza Artificiale: la fine della fatica come valore

## Introduzione 

Per secoli l’umanità ha vissuto sotto un’equazione culturale apparentemente incrollabile: **più fatica = più valore**. 

Come se la fatica, quella nel senso letterale del termine, fosse il parametro di quanto valesse il lavoro. Nel mondo accademico, professionale, creativo e chi più ne ha più ne metta, il prestigio di un’opera è stato spesso misurato in base al sudore e alle lacrime versate per realizzarla. 

E questo è sempre stato vero indietro nel tempo. In antichità con la fatica fisica, fino ai tempi più attuali, con quella fatica mentale propria di [chi lavora o lavorava tanto](https://www.raffaelegaito.com/burnout/), ben oltre i suoi orari. Ma cosa succede quando un’Intelligenza Artificiale può compiere in pochi secondi lo stesso lavoro che per un umano richiederebbe tanto tempo?

Ho intervistato [Armando Bisogno](https://www.armandobisogno.it/), professore di filosofia all’Università di Salerno, e dalla nostra chiacchierata emerge una verità provocatoria: l’IA sta ci sta facendo aprire gli occhi su un enorme fraintendimento che ci trasciniamo dietro da decenni, appunto che **più fatica equivale necessariamente a più valore**. 

## La fine della “manovalanza intellettuale”

Secondo Bisogno, gran parte di quello che chiamiamo lavoro intellettuale è in realtà **manovalanza**. Scartabellare archivi, trovare concordanze tra testi, analizzare dati o scrivere righe di codice: tutte attività che richiedono [tempo e sforzo](https://www.raffaelegaito.com/tempo-e-sostanza/), ma che non costituiscono il cuore del valore umano.

L’IA ci mette davanti a una domanda interessante: **se togliamo la fatica materiale, cosa resta?**Se un LLM può trovare in un istante informazioni che prima richiedevano mesi di studio, lo studioso o la studiosa diventano inutili? La risposta è no, a patto che si comprenda dove risiede il vero valore.

Per Bisogno, il valore non sta nella raccolta meccanica delle informazioni, ma nel gesto successivo: **l’interpretazione**. L’IA può trovare le citazioni, è vero, ma non può spiegare perché contano oggi e perché contavano a quel tempo. Lo studioso interpreta, prende posizione, si assume la responsabilità pubblica del senso che attribuisce a un testo. Fa ipotesi, apre dibattiti tra persone. È in questo passaggio, dall’esecuzione all’interpretazione, che il lavoro umano torna a essere insostituibile.

## Tempo liberato

Il fraintendimento più grande è pensare che la ricerca delle informazioni, o, più in generale, qualsiasi lavoro ripetitivo, sia il fine ultimo del lavoro (intellettuale). In realtà, l’Intelligenza Artificiale ci sta regalando qualcosa di molto più prezioso: **tempo liberato**. La vera sfida, oggi, non penso che sia produrre di più, ma sarebbe invece capire **come abitare quel tempo in modo pieno e responsabile**.

Qui si apre un bivio in cui molti di noi si sono già trovati. Da una parte, usare il tempo guadagnato per pensare meglio: **approfondire, essere più critici, più creativi, più consapevoli**di ciò che stiamo facendo e del perché lo stiamo facendo. Dall’altra, commettere l’errore più comune: riempire quel tempo con altro lavoro, altra fatica, come se il valore fosse ancora una questione di quantità.

Armando Bisogno chiarisce questo punto con l’esempio dello studio dei classici. Ogni anno vengono pubblicate centinaia di monografie su Platone non perché manchino, anzi ce ne sono a centinaia, ma perché **ogni interpretazione è un incontro unico** tra un testo antico e una persona viva nel proprio tempo. Le parole di Platone restano le stesse ma **a cambiare è lo sguardo di chi le legge.**

Ed è proprio qui che si sottolinea l’importanza della guida umana: un’IA non ha una biografia, non ha attraversato [fallimenti](https://www.raffaelegaito.com/frasi-fallimento/), passioni e nemmeno trasformazioni personali, se non quelle acquisite dagli algoritmi. Il valore del futuro sta nel coraggio di esporsi, di riuscire anche a dare forma al proprio sguardo che inevitabilmente è qualcosa di soggettivo e di assumersi la responsabilità di ciò che si dice.

## L’IA come specchio

L’Intelligenza Artificiale in qualche modo funziona come uno specchio perché ci rimanda un’immagine chiara di ciò che è automatizzabile e ci costringe a chiederci cosa, invece, resta umano. Se una macchina può occuparsi della parte meccanica del pensiero, organizzare dati e scrivere testi corretti, generare varianti di campagne o analizzare performance, allora noi siamo messi di fronte a una responsabilità nuova: **tornare all’essenziale**.

Pensiamo, ad esempio, a chi lavora nel marketing. Oggi un’IA può produrre decine di testi ed e-mail, scrivere copy per una landing page, segmentare perfino un pubblico o ottimizzare una campagna in pochi minuti. **Tutto questo libera tempo**. E ancora una volta: **come viene usato quel tempo?** Per produrre ancora più output, o per fermarsi a riflettere su [cosa si sta comunicando, a chi, e perché](https://www.raffaelegaito.com/golden-circle/)?

A questo punto, chi fa marketing, può decidere quale storia raccontare, quale tono usare, quale visione del brand difendere nel tempo e anche giocare con gli esperimenti, perchè no. È una responsabilità che nessuna macchina può assumersi. **L’IA esegue, l’essere umano sceglie. **

E questo dovremmo immaginarlo per ogni tipologia di lavoro.

Ed è per questo che, come conclude Bisogno, il tempo guadagnato grazie all’IA è quasi una chiamata all’esporsi, per cui usarlo solo per accelerare la produzione sarebbe un’occasione sprecata. 

## Conclusioni

Ogni volta, alla fine di queste chiacchierate con ospiti che provengono da ambienti così diversi tra loro si accendono in me tante nuove domande che mi obbligano, in qualche modo, a guardare nuove prospettive. E credo che questo, **il farsi nuove domande**, sia il messaggio chiaro che un confronto o una chiacchierata sono stati fertili perchè anziché darti solamente risposte, ti aiutano a mettere in discussione certezze che davamo per scontate.

Il dialogo con Armando Bisogno lascia una traccia precisa perchè una riflessione così non ci chiede di essere più veloci o più produttivi, solo più consapevoli di come rispondere a quel tempo ritrovato. **Ci costringe a ridefinire il valore del nostro lavoro**.


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title: "AI: ma che cosa significa davvero “intelligenza”?"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Che cos'è l'intelligenza Artificiale? Forse per saperlo dovremmo rivedere cosa intendiamo per intelligenza in maniera assoluta."
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# AI: ma che cosa significa davvero “intelligenza”?

## Introduzione

Ci sono conversazioni che non ti danno risposte definitive, ma ti fanno uscire dalla stanza con **domande nuove nella testa**. Quelle conversazioni che non ti lasciano con la sensazione di aver capito tutto, ma con quella più sottile e preziosa di aver spostato leggermente lo sguardo in un nuovo punto di vista.

È quello che mi è successo intervistando [Nello Cristianini, professore di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath](https://www.linkedin.com/in/nello-cristianini/). Una chiacchierata che, almeno per me, ha avuto questo effetto e invece di chiarire cos’è davvero l’Intelligenza Artificiale, ha iniziato a incrinare una certezza molto più profonda e meno dichiarata: **la nostra idea di intelligenza**.

E forse è proprio lì che si nasconde il nodo centrale del dibattito contemporaneo sull’AI.

Alla fine di questo articolo trovi l’intervista completa.

## Il paradosso dell’AI

Cos’è per te l’AI? Te lo chiedo perché il modo in cui raccontiamo l’Intelligenza Artificiale oscilla continuamente tra due estremi. Da un lato la temiamo, la immaginiamo come una forza potenzialmente incontrollabile, capace di sfuggire prima o poi al nostro controllo un pò come succede nei film di fantascienza. Dall’altro la sminuiamo, liquidandola come poco più di una calcolatrice estremamente evoluta, “solo statistica”.

Sono due narrazioni apparentemente opposte, ma che in realtà condividono la stessa matrice e che, se ci pensi, ti fanno evitare prese di posizione o ragionare su domande più insidiose. Se l’AI è una minaccia, va combattuta ed evitata come la peste; se è un giocattolo sofisticato, può essere ignorata, tanto non avrà vita lunga. Fatto sta che in nessuno dei due scenari siamo costretti a **rimettere in discussione le nostre categorie mentali.**

E forse è proprio questo il vero paradosso.

## L’intelligenza non è necessariamente umana

Proprio in relazione ai nostri grandi limiti, [bias](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-bias/) o così come vogliamo definirli, nella conversazione con Cristianini ci siamo soffermati su una questione che ci dovrebbe far riflettere un pò tutti: **siamo ancora profondamente legati all’idea che l’intelligenza sia una prerogativa solo umana**, o quantomeno qualcosa che acquista valore solo quando ci somiglia.

Se un sistema ragiona come noi, parla come noi e utilizza strumenti cognitivi che riconosciamo come familiari, allora iniziamo a concedergli una qualche forma di legittimità. Se invece l’intelligenza si manifesta in modi diversi, che non sempre sappiamo decodificare o lontani dalla nostra esperienza, tendiamo a negarla o a minimizzarla.

Basta allargare lo sguardo alla natura per accorgersi che **l’intelligenza è una proprietà sorprendentemente diffusa**e spesso si manifesta in forme che non hanno nulla a che vedere con il linguaggio, la coscienza o l’intenzionalità come la intendiamo noi.

Esistono sistemi biologici molto lontani dall’essere umano che riescono comunque a orientarsi nei propri ecosistemi in cui sono capaci di prendere decisioni, a imparare dall’esperienza e ad adattarsi all’ambiente in modo efficace, pur partendo da strutture cognitive diverse dalle nostre.

Questo ci spinge a rivedere l’idea che l’intelligenza forse non è qualcosa che riguarda solo l’essere umano, ma è la capacità di **affrontare situazioni nuove imparando dall’esperienza**, in qualunque forma. Se continuiamo a definirla solo a nostra immagine, rischiamo di non riconoscerla quando si presenta in forme diverse.

Cristianini dice: “Se noi ci ostiniamo a pensare che solamente l’essere umano è intelligente, ci sbaglieremo: non riconosceremo mai l’intelligenza quando la troveremo di fronte a noi, comprese nelle macchine.”

## “È solo statistica” è un’obiezione fuorviante

Una delle frasi che sento ripetere più spesso quando si parla di Intelligenza Artificiale è che, in fondo, non sia altro che statistica, non può “capire” davvero nulla di quello che fa. È un’osservazione che rassicura, perché **sembra rimettere le cose al loro posto e riportare l’essere umano al centro**.

Eppure, ogni volta che la sento, ho l’impressione che stiamo semplificando troppo.

A me pare che sia un po’ come dire che una canzone è solo una sequenza di note. Tecnicamente è vero, ma sappiamo tutti che non è questo il motivo per cui una canzone, a un certo punto della vita, riesce a colpirci allo stomaco, a farci venire i brividi o a riportarci indietro di anni, in un luogo o in un tempo che credevamo dimenticati. L’emozione non sta nelle singole note, ma nel modo in cui vengono messe insieme. 

Allo stesso modo, quando un sistema di Intelligenza Artificiale riesce a risolvere un problema complesso non credo che si stia comportando come un pappagallo particolarmente veloce che ripete. Si sta muovendo dentro uno spazio che ha imparato a conoscere nel tempo, esplorandolo, combinando elementi, trovando percorsi che non erano assolutamente già tutti scritti in partenza.

Forse, allora, quello che dovremmo chiederci è ben lontano da: **l’AI capisce davvero**? Proviamo a chiederci se **siamo disposti ad accettare che esistano modi diversi di dare senso alle cose**. Modi che non parlano la nostra stessa lingua, ma che proprio per questo ci costringono a fermarci, ascoltare meglio e allargare un po’ lo sguardo.

## L’AI non è un pappagallo

Potrebbe un pappagallo superare un esame difficile? Ovviamente no. Eppure un sistema come GPT ci riesce. Questo dovrebbe farci fermare un attimimo a riflettere. Ridurre l’Intelligenza Artificiale a una macchina che “ripete” come un pappagallo significa non vedere che, a partire da elementi anche semplici, possono emergere comportamenti complessi, che non sono stati programmati passo dopo passo e che non sono del tutto prevedibili, anzi per la maggior parte delle volte sono incredibilmente sorprendenti.

Ecco, il punto quindi è come andrebbe definita questa capacità di saper gestire gli elementi e dargli un senso compiuto, se non una certa forma di intelligenza? Non umana, non naturale, ma pur sempre intelligenza.

## Intelligenze diverse che non sono copie dell’essere umano

Sarebbe rassicurante continuare a pensare di essere il centro del mondo, **l’unica misura possibile di ciò che può essere definito intelligente**. Ma accettare che esistano forme diverse di intelligenza cambia radicalmente il modo in cui guardiamo all’Intelligenza Artificiale.

Non dobbiamo aspettarci macchine che diventino come noi. È molto più probabile, e forse anche più interessante, che ci troveremo a convivere con sistemi che pensano in modo diverso, seguendo logiche che non coincidono con le nostre.

Queste intelligenze non sono inferiori né superiori: sono altre. Ed è proprio questa differenza che può trasformarsi in una risorsa, perché apre prospettive nuove, suggerisce soluzioni inattese e offre approcci che l’intelligenza umana, da sola, fatica a immaginare.

Tutto questo dovrebbe accendere un entusiasmo e un’accoglienza immensi. Siamo noi i tetsimoni di tutto ciò e chissà cosa succederà tra uno, 5 o 10 anni.

## Quando l’AI ci costringe a evolvere

Un esempio che chiarisce bene questo passaggio è quello di [AlphaGo](https://deepmind.google/research/alphago/), il sistema sviluppato per giocare a Go, un gioco antichissimo e incredibilmente complesso, considerato per anni uno degli ultimi territori intoccabili dalle macchine proprio per la quantità di intuizione e visione strategica che richiede.

Quando AlphaGo ha affrontato i migliori giocatori del mondo, la celebre mossa 37 è stata inattesa e spiazzante, qualcosa che nessun essere umano avrebbe giocato in quel momento della partita e che ha costretto tutti, spettatori e campioni compresi, a fermarsi e riconsiderare ciò che pensavano di sapere sul gioco.

Io credo che nessuno abbia pensato che quella mossa sia stata un’offesa all’intelligenza umana, però in qualche modo ha spinto i giocatori a ripensare a nuove strategie e ampliare il proprio modo di leggere il gioco, alzando il livello.

In questo senso, l’**Intelligenza Artificiale ha costretto l’essere umano a migliorare** e a confrontarsi con un’intelligenza diversa che non copia, ma apre possibilità nuove.

Io lo trovo affascinante da impazzire.

## Dalla competizione alla collaborazione

Alla fine, perché dovrebbe realmente interessarci se l’AI ci supererà, si tratta comunque di un prodotto dell’intelligenza umana che è riuscita a immaginare e realizzare qualcosa di incredibile. Io mi chiedo cosa potremo fare insieme e **spostare il focus dalla competizione alla collaborazione** permette di vedere l’Intelligenza Artificiale come un amplificatore delle capacità umane.

Le grandi trasformazioni tecnologiche non cancellano l’essere umano. Io sono straconvinto che ne ridefiniscono il ruolo.

## Conclusioni

All’inizio della conversazione con Cristianini era forte la voglia di capire cosa fosse l’Intelligenza Artificiale, definirla allontanandola da quella umana. E invece si esce da una chiacchierata così mettendo in discussione i nostri pregiudizi culturali. **Si apre una fase nuova della conoscenza.**

Guarda l’intervista completa.


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excerpt: "Se vuoi dare un boost ai tuoi contenuti con l'intelligenza artificiale ecco al lista di strumenti che stavi aspettando e che cambieranno il tuo modo di lavorare."
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# 35 app di AI per creare contenuti (e riutilizzarli)

## Introduzione

Se sei qui è per un motivo: vuoi accelerare e anche aumentare la creazione dei tuoi contenuti. 

Gli strumenti di intelligenza artificiale sono ormai una risorsa indispensabile per chiunque lavori nel digitale, soprattutto se vuoi **risparmiare tempo per lavorare sulla quantità di contenuti e migliorarne la qualità**. Ma come puoi sfruttarli al meglio? 

[Di strumenti di AI ne ho testati tantissimi](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/) e ho pensato di condividerli. Alcuni dei migliori tool possono davvero fare la differenza, portando i tuoi contenuti ad un livello incredibile. Preparati a scoprire come mettere il turbo a task noiosi, creare o migliorare contenuti pazzeschi e ottenere idee fresche in pochissimi click (nella maggior parte dei casi). 

## Tool AI che tagliano video lunghi in clip brevi

Questo primo gruppetto è dedicato a tanti **strumenti di AI per prendere video di lunga durata e segmentarli automaticamente in clip più corte**, anche ottimizzate per piattaforme verticali come Instagram, [TikTok](https://www.raffaelegaito.com/tiktok-business/) o YouTube Shorts. Grazie a questi strumenti è possibile fare tante attività, come analizzare i momenti salienti del video, identificare scene chiave e generare clip che mantengono l’essenza del contenuto originale, ottimizzando la lunghezza e il formato.

Eccoli.

### Opus

[Opus](https://www.opus.pro/) è uno strumento semplice, intuitivo, di AI generativa, che riesce a estrarre, attraverso i dati, i momenti salienti di un video lungo affinché i contenuti brevi ottenuti possano essere riutilizzati su diversi canali e per diversi scopi. 

Inoltre, Opus include una libreria di clip [B-roll](https://en.wikipedia.org/wiki/B-roll) che puoi inserire facilmente per arricchire i tuoi contenuti.

Utilizza l’intelligenza artificiale anche per **generare sottotitoli automatici**, facendoti risparmiare tempo e migliorando l’accessibilità del contenuto.

Questo tool ha anche una funzionalità chiamata **reframe**, che adatta i video a diversi formati, trasformando video orizzontali in verticali o quadrati senza perdere qualità. 

### Minvo

Uno degli utilizzi potenti di questo tool è la capacità di estrarre clip da un video lungo, in 3 semplici passaggi, ma anche di editare i video stessi. L’AI di [Minvo](https://minvo.pro/) supporta la **traduzione automatica** dei tuoi contenuti video in più lingue (attualmente circa 50), rendendo più facile la creazione di contenuti multilingue.

Inoltre, è possibile pianificare la pubblicazione dei video su diverse piattaforme in base a un calendario predefinito.

A questo si aggiunge anche la possibilità di realizzare **report dettagliati sulle performance dei video**, con dati analitici su visualizzazioni, coinvolgimento e interazioni, permettendoti di ottimizzare le strategie di contenuto. Tutto questo in maniera immediata. 

### Descript

Una delle caratteristiche più innovative di [Descript](https://www.descript.com/) è la possibilità di modificare o editare  i video partendo dalla descrizione testuale.

Puoi eliminare parole o intere sezioni direttamente dal testo, e l’AI taglia automaticamente il video corrispondente.

Oltre a queste funzionalità, questo tool offre **trascrizioni automatiche** dall’audio o video, semplificando l’estrazione di contenuti testuali.

### CupCut

[CapCut](https://www.capcut.com/it-it/) è particolarmente apprezzato per il suo approccio intuitivo e immediato all’editing video super veloce e mobile-friendly, con strumenti di base come taglio, transizioni e aggiunta di musica. **È molto popolare per i video brev**i, come quelli che spopolano su TikTok.

Offre una vasta gamma di filtri, effetti speciali e strumenti di personalizzazione che rendono facile creare contenuti accattivanti senza dover passare da desktop. Per questo è senza ombra di dubbio uno degli strumenti preferiti da un pubblico molto vasto.

### VEED

Se sei solito o solita aggiungere i sottotitoli ai tuoi contenuti video, questo è lo strumento che fa per te. [VEED](https://www.veed.io/tools/ai-video)genera automaticamente sottotitoli per i video, facilitando il processo di trascrizione.

Tra le tante funzionalità, supporta la traduzione automatica dei sottotitoli in più lingue e include strumenti visivi che aiutano a rappresentare graficamente l’audio (es. onde sonore), ideale per i contenuti podcast o clip audio.

Tra le altre cose, segnalerei anche **un’ottima esperienza utente sul sito**, per cui è facile da usare anche per chi è alle prime armi. 

### Repurpose.io

[Repurpose.io](http://Repurpose.io) rende facilissimo trasformare un video lungo in diverse forme di contenuto, ad esempio estrarre clip brevi, convertire video in podcast o post su social media.

Oltre a questa funzionalità, **semplifica il riutilizzo di contenuti** da una piattaforma all’altra. In che modo? Automatizzando i workflow per pubblicare i tuoi video su più piattaforme senza doverli ricaricare manualmente.

### Filmora

In questa categoria trova spazio anche [Filmora](https://filmora.wondershare.net/), che ti consente di fare proprio l’opposto. **Da clip brevi puoi ottenere un video lungo**.

Ti permette di creare montaggi video semi-automatici da una serie di clip brevi, con sincronizzazione e suggerimenti AI. 

### InVideo AI

Allo stesso modo anche [InVideo](https://invideo.io/) ti consente di fare un lavoro simile, automatizzando parte del processo di montaggio, offrendo **voiceover, sottotitoli e traduzioni** per creare video professionali.

## Tool AI che riassumono testi lunghi (e non solo)

Questo secondo gruppo è dedicato a tutti quegli strumenti di Ai che da un lungo testo, elaborano riassunti, sommari, o altri tipi di contenuti, come newsletter o copy per i social. Questa lista potrebbe essere potenzialmente infinita, te ne consiglio alcuni. 

### ChatGPT

[ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-chatgpt/) è, forse, lo strumento di AI più diffuso e conosciuto e tra le tantissime funzionalità, è eccellente per prendere testi lunghi e sintetizzarli in forme più brevi come tweet, frasi per newsletter, o post per social media.

Puoi anche utilizzarlo per creare per i caroselli di Instagram o LinkedIn, organizzando informazioni in blocchi facilmente fruibili.

Se hai bisogno di adattare un testo a un diverso tono di voce o scopo, come la conversione di un articolo in un riassunto per una newsletter, **ChatGPT ti permette di farlo in modo veloce e con risultati di alta qualità.**

[Qui un mio corso gratuito](https://www.youtube.com/watch?v=n2b3ruLDLcg)

### Claude

[Claude](https://claude.ai/), sviluppato da Anthropic, è una valida opzione per la sintesi dei testi lunghi. Può estrarre informazioni chiave e riassumerle in formato breve, come ad esempio per post sui social, email, o comunicati brevi.

Nel complesso, è uno strumento molto simile a ChatGpt, che puoi considerare a tutti gli effetti **un assistente digitale a supporto delle tue attività quotidiane**.

[Qui un mio tutorial](https://www.youtube.com/watch?v=yjeWHVmJDZs)

### CoPilot

[CoPilot](https://copilot.microsoft.com/) è il concorrente in casa **Microsoft** dei vari ChatGPT, Claude, Gemini, ecc.

Anche se condivide il modello alla base con ChatGPT, offre però una serie di funzionalità personalizzate che potrebbero esserti utili.

In particolar modo, c’è l’**integrazione con l’ecosistema Microsoft** che non è da sottovalutare.

### Gemini

[Gemini](https://gemini.google.com/) è l’intelligenza artificiale di Google, progettata per sintetizzare contenuti da una vasta gamma di fonti, trasformando testi lunghi in versioni più brevi per comunicati stampa, articoli di blog, o descrizioni di prodotti.

Questo strumento **è perfetto per chi già utilizza strumenti come Google Docs o Gmai**l, poiché aiuta a riassumere email lunghe, articoli e documenti direttamente all’interno di queste piattaforme.

### SummarizeBot

[SummarizeBot](https://www.summarizebot.com/) è lo strumento di intelligenza artificiale specializzato in sintesi e può prendere articoli, email o documenti lunghi e trasformarli in riassunti concisi e molto validi. 

## Tool AI che convertono testi lunghi in immagini o video

Creativi, attenzione: con l’Intelligenza Artificiale si può passare anche da un formato all’altro, come nel caso dell’elaborazione di immagini a partire da descrizioni e testi lunghi. Ecco alcuni strumenti a supporto. 

### Canva

[Canva](https://www.canva.com/) è famosissimo da anni per il supporto che offre nelle attività di grafica, ma da quando ha aggiunto **l’integrazione con l’Intelligenza Artificiale**, questo strumento è arrivato a livelli altissimi.

**Canva Magic Tools** ti permette di trasformare testi lunghi e descrizioni testuali in caroselli, infografiche, poster o post per i social. È ideale per chi desidera visualizzare contenuti scritti in formato grafico per i social o per il marketing.

Non solo, con questa suite di strumenti puoi realizzare video, immagini, animazioni, correggere foto e tanto altro, solo con il supporto dell’AI.

[Qui un mio tutorial dettagliato](https://www.youtube.com/watch?v=tEt0yjji2tE)

### Venngage

[Venngage](https://it.venngage.com/) è lo strumento specializzato in **infografiche**, che trasforma contenuti lunghi, testi elaborati e complessi in rappresentazioni visive chiare e accattivanti.

Ideale per post blog, report o articoli che contengono molte informazioni da semplificare visivamente, ma anche per i post Linkedin dove il testo viene impaginato in una grafica per risultare chiaro e immediato. 

### Visme

[Visme](https://www.visme.co/it/) permette di creare **grafici, mappe, diagrammi** e presentazioni a partire da testi ma anche dai dati.

Perfetto per visualizzare report aziendali, contenuti accademici o semplificare la lettura e l’ analisi di dati. Il suo claim? “_Crea qualsiasi cosa. La tua piattaforma all-in-one per creare Presentazioni, Documenti, Visualizzazioni di Dati, Video e altri contenuti._”

### Designrr

Più che convertire semplicemente da testo a immagini, [Designrr](https://go2.designrr.io/) è un tool professionale **per la creazione di ebook**, capace di impaginare automaticamente testi piccoli come articoli di blog, recensioni o tweet.

Ideale per chi vuole trasformare vari contenuti in un un ebook impaginato professionalmente.

### MidJourney

[MidJourney](https://www.midjourney.com/home) è uno strumento di cui parlo spesso, sia sui miei canali e che nella mia Academy. Si tratta di un tool che ti aiuta a generare immagini da testo (tecnicamente è un _text-to-image)_ particolarmente adatto a chi è esperto di fotografia.

Offre un livello di **realismo**, e soprattutto di **personalizzazione**, che è top sul mercato.

[Qui un mio tutorial](https://www.youtube.com/watch?v=2d70_n-E66Y)

### Ideogram

[Ideogram](https://gaito.link/ideogram) ti permette, da testo, di realizzare grafiche, immagini, disegni e loghi. Quindi è un altro strumento _text-to-image_, anch’esso di ottima qualità.

A differenza di tanti competitor, puoi usarlo in maniera performante anche nella **versione gratis**.

[Qui un mio tutorial](https://www.youtube.com/watch?v=94RiUAr63Ms)

### Lumen

[Lumen](https://lumen5.com/) trasforma articoli di blog in **video**, aggiungendo automaticamente immagini e musica in base al testo.

Se vuoi pubblicare **video senza metterci la faccia**, questo è lo strumento che fa per te.

### Pictory

[Pictory](https://pictory.ai/) crea video a partire da un testo più o meno elaborato, e ti dà la possibilità di **aggiungere una voce generata dall’AI**.

Perfetto per creare video didattici o illustrativi, come i tutorial.

### Synthesia

[Synthesia](https://www.synthesia.io/) converte testi in video in un minuto o, almeno, questa è la promessa.

Il grande valore aggiunto di questo tool è che trasforma il testo in video **con avatar e voce generati dall’AI**, rendendo i contenuti più coinvolgenti.

### Rawshorts

[Rawshorts](https://www.rawshorts.com/) crea **video animati** partendo da testi, semplificando la creazione di contenuti divertenti, con tanti effetti di animazione per presentazioni o strategie di marketing.

Anche questo tool è particolarmente consigliato per chi non vuole metterci la faccia.

## Tool Ai che trasformano gli audio in altri formati

Ancora un altro gruppetto per scoprire alcuni strumenti che, a mio avviso, sono utilissimi: **Ai da audio ad altri formati**. Ecco alcuni che ti consiglio di provare e di integrare nel tuo lavoro. 

### Wavve

Se ti dicessi WOW? [Wavve](https://wavve.co/) è lo strumento che **trasforma audio lunghi (come podcast) in clip video brevi**.

Perfetto per convertire parti chiave di un podcast in clip brevi per i social media. In pratica in qualche manciata di istanti ti ritrovi il lavoro che realizzeresti in ore. 

### Headliner

[Headliner](https://www.headliner.app/) **converte episodi podcast in vari formati** (video, immagini, caroselli), rendendo facile creare contenuti multimediali per promuovere i vari episodi.

Se vuoi far girare il tuo podcast anche su Instagram, TikTok, YouTube e altre piattaforme, allora devi usare quest’app.

### Audiogram

[Audiogram](https://getaudiogram.com/) ti permette di **convertire audio in post grafici per i social**. Esiste anche una versione **gratuita** che ti consente di generare due post al mese.

Ti permette anche di aggiungere automaticamente i sottotitoli. 

### Transkriptor

[Transkriptor](https://transkriptor.com/) **trasforma l’audio in testo**, consentendo poi di accorciare o rielaborare i testi integrandosi con strumenti di AI generici.

Puoi anche **trascrivere automaticamente le tue riunioni**, interviste, conferenze. Insomma, un po’ un coltellino svizzero dell’audio.

## Tool Ai che trasformano i webinar in altri formati

Se realizzi webinar, sai bene che alcuni contenuti sono davvero preziosi per non essere riutilizzati. Ecco alcuni strumenti di intelligenza artificiale che t**rasformano i contenuti webinar in altri formati. **

### Otter

[Otter](https://otter.ai/) trascrive i webinar e ne estrae automaticamente i momenti salienti, facilitando la creazione di riassunti o brevi clip.

Ottimo per chi ha bisogno di **estrarre informazioni essenziali** da eventi live o conferenze online.

Esiste una **versione gratis** che ti consente di lavorare a 300 minuti di conferenze o webinar.

### Podintelligence

[Podintelligence](https://www.podintelligence.com/) analizza i webinar e in maniera molto intuitiva **estrae clip brevi**, rendendo più facile condividere i momenti chiave.

Devi provare questo tool se vuoi alcune porzioni di momenti salienti da riunioni o webinar.

### Hipclip

[Hipclip](https://www.hipclip.ai/) offre, oltre a traduzioni, sottotitoli, anche l’estrazione di clip brevi dai webinar.

Direi che è lo strumento ideale per chi vuole sia ottenere dei momenti salienti dai webinar, sia per chi li vuole in**multilingue o con sottotitoli.**

## Altri tool di Intelligenza Artificiale utili per il lavoro quotidiano

Ci sono poi tantissimi strumenti che fanno alcune cose in maniera verticale, e che per qualche motivo non sono finiti in nessuna categoria sopra. Te li lascio qui alla fine:

- [Tome](https://tome.app/): Crea **presentazioni in modo automatico** e velocissimo partendo da contenuti testuali.
- [Kapwing](https://www.kapwing.com/): Un tool versatile per la **creazione di meme, GIF** e formati brevi per i social.
- [Videoscribe](https://www.videoscribe.co/): Crea **video animati** con una grafica bellissima e personalizzabili, perfetti per tutorial.
- [Vyond](https://www.vyond.com/): Tool per creare vari formati di **video animati, con avatar** personalizzabili.
- [Powtoon](https://www.powtoon.com/): Potente per creare **presentazioni animate accattivanti**, ideali per il marketing e la formazione.

## Conclusioni

Siamo in un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale ha reso più accessibile che mai la creazione di contenuti. Strumenti come quelli che ti ho presentato possono trasformare radicalmente il modo in cui lavori, semplificando task noiosi, migliorando la qualità del risultato finale e offrendoti più tempo per concentrarti sulle attività che contano davvero.

Non importa se sei alle prime armi o un content creator esperto o esperta: [la chiave è sperimentare](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) e adattare questi tool alle tue esigenze. 

**L’AI non è qui per sostituirti, ma per potenziare il tuo lavoro**. Sta a te decidere come sfruttarla al meglio.


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title: "La verità e l’AI: fake news e memoria collettiva"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L’AI sta cambiando il nostro rapporto con la verità: tra fake news, memoria collettiva e pensiero critico, serve consapevolezza per orientarsi nel rumore informativo."
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# La verità e l’AI: fake news e memoria collettiva

## Introduzione

Cosa è vero e cosa no? 

È la domanda che sempre più spesso ci sta accompagnando in questo presente così paradossale: l’informazione è ovunque, ma la fiducia che riponiamo in essa è sempre più fragile. 

Da un lato ci sono [gli strumenti AI](https://www.raffaelegaito.com/app-ai-contenuti/) potentissimi che stiamo imparando ad amare, che ci supportano in ogni piccola o grande attività. Dall’altro lato, però, cresce la sensazione che la realtà stessa sia manipolabile. E quando ogni persona inizia a chiedersi “ma è vero o è AI?” ecco che scatta il corto circuito: **o credi a tutto, o non credi più a niente**. 

Non a caso la **BBC** ha [lanciato quiz mensili](https://www.bbc.co.uk/bitesize/articles/z9683qt) per allenare il pubblico a distinguere immagini vere da quelle false, mentre il [**Microsoft AI for Good Lab**](https://www.microsoft.com/en-us/research/project/earn-trust-ai-for-good/)****ha lanciato un progetto (tra i tanti) che lavora su tecnologie per [riconoscere i deepfake usando l’AI](https://www.youtube.com/watch?v=JvA4c-cimTI). 

Il problema è reale: secondo [uno studio dell’Università di Waterloo](https://neurosciencenews.com/real-person-or-deepfake-can-you-tell/?utm_source=chatgpt.com), oggi solo il 61% delle persone riesce a riconoscere una foto autentica da una generata artificialmente. 

In una conversazione recente con il giornalista e creator [**Francesco Oggiano**](https://fraoggiano.com/), il punto è emerso con chiarezza: sta cambiando il **cosa diventa informazione,**oltre che il come ci informiamo e, soprattutto, cambia cosa finisce dentro la nostra memoria collettiva.

Un tema che secondo me va approfondito.

## Il problema è la qualità del filtro

Io me lo ricordo bene quando, per anni, il cuore del problema legato alla disinformazione era l’avere accesso limitato alle cose: alle fonti per esempio, ma anche a determinati studi, notizie, dibattiti e così via. Oggi l’accesso è totale e anche veloce. In 3 secondi puoi avere sotto mano di tutto, le notizie, certo, ma anche tante opinioni soggettive, commenti, riassunti.

**Lo scibile umano è a portata di click**.

Si è ribaltata la questione e nell’intervista Oggiano dà uno spunto interessante dicendo che informarsi non è più aggiungere fonti, ma **togliere rumore**. In pratica saper scegliere tra minime opzioni, quelle più curate e attendibili e costruirci sopra la tua opinione o il tuo contenuto e così via.

Viene da sé una verità scomoda: nell’era dell’IA, **il filtro sei tu**, e se non alleni quel filtro, qualcun altro lo farà al posto tuo, con obiettivi che potrebbero non coincidere coi tuoi.

## Chi decide cosa “esiste”?

Una delle domande più spinose è: se sempre più persone chiedono notizie a un chatbot, quel chatbot diventa una sorta di realtà parallela da dover mettere in discussione?

Il rischio è senz’altro tecnico, relativo ad errori o [bias](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-bias/), ma ancor peggio è un rischio culturale: **se delego l’intero processo di ricerca a un intermediario artificiale**, rinuncio a pezzi importantissimi per costruire un pensiero critico. Prima aprivi dieci risultati, li confrontavi tra di loro, in alcuni casi leggevi libri su libri, dubitavi di quanto letto. Oggi è facile cadere nella tentazione: “dimmi tu cosa è vero”.

E quando l’intermediario è controllato da una piattaforma, che risponde a logiche industriali e talvolta politiche, la questione torna inevitabile: **chi controlla l’intermediario, controlla anche il contesto** in cui le informazioni prendono forma. 

Di fronte a questo scenario è doveroso fare un passetto indietro e tornare a indagare per **riappropriarsi delle proprie opinioni**.

## La memoria collettiva è a rischio

Qui c’è un tema enorme, spesso sottovalutato che riguarda il futuro, oltre che il presente: le generazioni future**non ricorderanno solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che è stato prodotto in maniera artificiale**.

Se oggi la rete viene invasa da contenuti generati dall’AI, tra decenni questi materiali diventeranno parte dell’archivio del nostro tempo, anche perché ci ritroviamo ad essere i primi a creare e sperimentare con queste nuove tecnologie. È come se stessimo lasciando ai posteri un deposito di reperti, a volte eccezionali e ad altre volte imitazioni perfette mescolate alla realtà.

Non è necessariamente un male, perché accogliere l’evoluzione dei tempi e calcarla significa non restare indietro. Va solo vissuto questo momento storico con una [profondissima consapevolezza](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-filosofia/).

Nell’intervista, Oggiano parla di un’epoca di transizione: i primi a maneggiare il “fuoco”. Ed è un’immagine utile: all’inizio, con ogni tecnologia rivoluzionaria, facciamo errori perché **non abbiamo ancora sviluppato i freni, gli standard, i segnali di autenticità**.

La domanda che mi pongo è cosa succede quando la confusione diventa strutturale? Quando “vero” e “verosimile” iniziano a convivere senza etichette?

## Fact-checking nell’era IA

Le soluzioni tecniche arriveranno senza dubbio, ma nel frattempo la difesa più concreta che possiamo adottare di fronte alla non veridicità di notizie, foto etc deve essere un’abitudine mentale.

Dall’intervista emerge una regola potente è semplice: **se è troppo perfetto per essere vero, probabilmente non è vero.**  
Se un contenuto ti fa arrabbiare in modo chirurgico, se ti consegna buoni e cattivi in 8 secondi, se sembra costruito apposta per farti condividere prima di pensare allora fermati.

Un’altra regola pratica è quella di provare a risalire la catena.

- Chi l’ha detto per primo?
- Dove e in che contesto?
- C’è un video ufficiale? Un documento? Un comunicato? Una sentenza?
- Stai leggendo solo opinioni che citano “altre fonti” che citano a loro volta “un post”?

Oggiano fa notare una cosa: l’IA può sintetizzare bene, ma se si basa sugli stessi articoli sporchi o incompleti, **non sta verificando nulla**. L’operazione che sta facendo è solo rimescolare.

Quando serve davvero fare fact-checking e controllare con scrupolo, bisogna tornare alla fatica: leggiamo un documento originale, torniamo alla fonte primaria, facciamo una telefonata e poi approfondiamo sempre anche il contesto.

Sembra controintuitivo, ma il miglior modo per difendersi dall’inquinamento informativo è smettere di inseguire tutto in maniera cieca.

Ecco un approccio sostenibile:

- **Riduci il numero di fonti** ma alza la qualità
- **Preferisci contenuti originali**(inchieste, libri, speciali, giornali) a frammenti infiniti
- **Prenditi tempo**: se non puoi verificare, non condividere
- **Allenati a riconoscere i contenuti troppo perfetti**

La [competenza](https://www.raffaelegaito.com/ai-soft-skill/) chiave è la selezione.

## Essere gatekeeper di se stessi 

C’è un’idea che in qualche modo spaventa: l’esperienza informativa sarà sempre più individuale. Si tratta però di un antidoto pratico e accessibile a tutti coloro che vogliono davvero migliorare il filtro di cui ho parlato prima. A nessuno viene chiesto di diventare un massimo esperto o esperta in tutto, l’obiettivo è imparare a farsi le giuste domande su ogni cosa, e le domande sono semplici: Questa fonte è solida? Sto capendo o subendo in maniera passiva?  
Ed è qui che, come racconta da Oggiano, torna il valore umano, necessario perché l’IA può darti risposte, eppure la differenza la fa ancora la qualità delle domande.

## Conclusione

Immersi in una grande rivoluzione tecnologica, primi testimoni di una nuova era, la verità non sparisce ma ha un prezzo diverso. Costa attenzione e tempo, impegno e controllo.

E forse è questo il punto: serve lavorare ad un modo che ci consenta di essere pronti e allenati a distinguere quello che è attendibile da quello che non lo è.


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title: L’IA e il nostro bisogno di connessione
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "La connessione simulata offerta dai tool AI può dare conforto e ridurre la solitudine, ma rischia di sostituire il confronto reale."
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# L’IA e il nostro bisogno di connessione

## Introduzione

L’arte di saper fare esempi e parallelismi con aneddoti super interessanti è una cosa che di [Gennaro Romagnoli](https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/), psicologo, psicoterapeuta e creatore di [PsiNel](https://psinel.com/), mi ha sempre colpito. Mi è sempre piaciuta la sua capacità di accompagnarti con la voce in un viaggio profondo e piacevole, dal quale sai che tornerai sempre arricchito di nozioni, insegnamenti e anche nuove consapevolezze.  
È una qualità rara, soprattutto nel nostro quotidiano in cui la complessità viene spesso ridotta a slogan, polarizzazioni e scorciatoie narrative. 

Ed è proprio questa capacità di tenere insieme chiarezza e profondità che rende particolarmente interessanti le riflessioni di Gennaro Romagnoli quando si parla di AI, salute mentale e trasformazioni sociali. 

Insieme abbiamo avuto una ricca chiacchierata, abbiamo parlato di psicologia e Intelligenza Artificiale e in tutta la conversazione l’IA viene trattata come uno specchio potente che ci costringe a guardare da vicino qualcosa che ci riguarda molto più di quanto vorremmo ammettere: **il nostro bisogno di connessione.**

Dalla nostra intervista, **che trovi in fondi all’articolo**, voglio fare qualche riflessione.

## Il vero tema non è la tecnologia, ma la relazione

Se c’è un filo rosso che collega [tante domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/) che spesso sento fare sulla tecnologia, e ancora più in particolare sull’Intelligenza Artificiale, è sul modo in cui gli esseri umani entrano in relazione con essa. 

L’AI ci capisce? Ci si può innamorare dell’AI? L’AI sa tutto di te? …e così via

Romagnoli durante l’intervista dice una cosa interessante: **siamo animali tecnologici, lo siamo sempre stati, e senza tecnologia non saremmo sopravvissuti come specie**. Il problema, quindi, non è l’esistenza degli strumenti, che in maniera diversa ci sono sempre stati, ma l’uso che ne facciamo quando diventano sostituti silenziosi alle relazioni.

La connessione oggi diventa un grande paradosso: siamo iperconnessi, nel senso tecnologico del termine, ma molto soli. **Eppure la connessione è una necessità biologica. **

L’essere umano non è progettato per stare solo e, quando la solitudine diventa strutturale, vale a dire non episodica, non scelta, ma subita, in psicologia è ricorrente che la mente cerchi compensazioni. Ed è proprio in questo vuoto che l’Intelligenza Artificiale si inserisce con grande forza. Tool che parlano bene, ascoltano sempre e non si stancano mai.

Che sembrano trovare sempre le parole giuste, che non giudicano. 

## Perché umanizziamo i tool AI (e perché è inevitabile)

Qui entra in gioco un meccanismo antico quanto il mondo e che Romagnoli cita nell’intervista: l’**antropomorfismo**. L’essere umano ha sempre attribuito intenzioni, emozioni e comprensione a ciò che interagisce con noi. Lo abbiamo sempre fatto con oggetti, simboli, ideali, perfino con concetti astratti. 

Qualche esempio? Già nelle civiltà più antiche l’essere umano ha proiettato intenzioni e volontà su ciò che lo circondava. **Gli dèi dell’[antica Grecia](https://www.raffaelegaito.com/marketing-mitologico/)erano tutt’altro che astratti**, ma  figure profondamente umane: litigavano, si innamoravano, provavano gelosia e vendetta. Zeus si adirava, Atena proteggeva, Ares si lasciava guidare dall’ira. 

Anche**i fenomeni naturali venivano letti come espressione di volontà**: il mare si faceva ostile perché Poseidone era offeso, la terra tremava perché qualche chissà quale equilibrio divino era stato infranto.

Era **un modo consolatorio dell’umanità di sentirsi meno piccola di fronte** a fenomeni grandi, immensi, imprevedibili.

Lo stesso vale per molte culture, in cui alberi, fiumi e montagne erano entità dotate di intenzioni, con cui bisognava entrare in relazione, negoziare, placare o ringraziare. **L’antropomorfismo, dunque, è una strategia antica con cui l’essere umano ha sempre cercato di rendere comprensibile e abitabile un mondo complesso e spesso ostile**.

Oggi tutto ciò è ancora più forte perché l’Intelligenza Artificiale aggiunge un elemento decisivo: [il linguaggio](https://www.raffaelegaito.com/comunicare-bene/), il nostro principale veicolo di relazione e, quando qualcosa lo padroneggia così bene, il cervello fa il resto. 

Noi sappiamo bene che quella è una macchina, ma spesso**il bisogno di connessione supera la comprensione razionale.**

## Connessione simulata e connessione reale: una differenza che conta

Romagnoli, durante la nostra intervista, insiste su una distinzione: esiste una differenza profonda tra **connessione simulata e connessione reale**. La prima può dare conforto, ridurre l’ansia, far sentire meno soli e, in alcuni casi, avere persino un effetto temporaneamente protettivo. Ma ha un limite strutturale perché non espone al rischio della relazione vera. Non contraddice, non frustra, non mette mai nessuno o nessuna davvero in discussione. 

Ed è proprio qui che si annida il pericolo più sottile. Una relazione umana autentica è anche scomoda, richiede negoziazione, scontro, confronto e fallimento. Un tool progettato per assecondare tende invece a confermare, creando quella che Romagnoli descrive come una perfetta **camera dell’eco**, una bolla in cui convinzioni, interpretazioni e vissuti vengono continuamente confermati anziché messi alla prova.

## Quando le convinzioni non vengono più confutate

Il rischio più grande, a detta di Romagnoli, ma anche di altri esperti nel settore, è rafforzare convinzioni già fragili in persone vulnerabili. Se le convinzioni non confutate crescono e sedimentano, trovano fertile terreno in cui rafforzarsi, è poi facile che si sovrappongano alla realtà. In questo caso l’uso intensivo e isolato dei tool diventa problematico, soprattutto in un contesto sociale segnato da solitudine, fragilità relazionali e scarsissima educazione all’utilizzo dei tool stessi.

## Perché demonizzare l’IA è una scorciatoia sbagliata

Sarebbe facile, a questo punto, puntare il dito contro le tecnologie e mandarle al rogo, tra le streghe. E invece uno degli aspetti più interessanti dell’intervista con Gennaro Romagnoli è il **rifiuto netto della demonizzazione**. 

Romagnoli afferma apertamente che, allo stato attuale, vede **più opportunità che rischi**. D’altra parte l’Intelligenza Artificiale non potrà sostituire la terapia, su questo non c’è dubbio perché la psicoterapia resta profondamente relazionale, ma esistono componenti tecniche del lavoro terapeutico che possono essere potenziate, migliorate. 

Pattern linguistici, incongruenze, segnali sottili: su questi aspetti la macchina può diventare uno strumento di supporto straordinario, capace di aumentare la sensibilità del terapeuta senza sostituirne la presenza. E questo credo che sia palese, sempre di più, in ogni contesto e [qui sul blog ne ho parlato spesso](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/).

Il futuro è un mondo meravigliosamente ibrido, in cui la tecnologia affianca l’essere umano e l’essere umano continua a offrire ciò che la macchina non può dare: esperienza, empatia reale, connessione autentica. Un modello che richiede però una condizione fondamentale: consapevolezza, tema che abbiamo già approfondito anche in un’altra intervista, con [Maria Rosaria Taddeo](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-filosofia/).

## Conclusioni

Mi piace l’idea di dare spazio a queste riflessioni, messe così, nero su bianco, perché mi danno, e spero succeda a te allo stesso modo, quel piacere unico di prendere in mano temi importanti, che a volte diamo per scontati. La connessione è uno di quei temi e rubo ancora le parole di Gennaro Romagnoli per farne capire la profondità: “Il valore che resta umano è la connessione: senza connessione umana non gestiamo nemmeno le emozioni più semplici.”

La connessione reale, quella imperfetta, faticosa, fatta di presenza e reciprocità, resta uno spazio non delegabile. Forse il vero compito che abbiamo davanti è ricordarci cosa non vogliamo smettere di fare insieme agli altri, pur affiancati dalla tecnologia. 

Guarda l’intervista completa.


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title: Quando l’Intelligenza Artificiale incontra la filosofia
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L'intelligenza artificiale è una scelta culturale e sociale. Dalla filosofia: la consapevolezza necessaria per guidare il cambiamento."
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# Quando l’Intelligenza Artificiale incontra la filosofia

## Introduzione

C’è un equivoco di fondo nel modo in cui parliamo di Intelligenza Artificiale: pensiamo che sia, prima di tutto, una questione tecnica. Algoritmi migliori, modelli più performanti, infrastrutture più veloci. Tutto vero, ma incompleto.

Ho sempre pensato che in una stanza in cui si parla di Intelligenza Artificiale e tecnologia, i dialoghi più profondi possano nascere quando a confrontarsi sono figure apparentemente lontane, come un informatico (o un’informatica) e una persona che si occupa di filosofia, perché **la tecnologia, soprattutto oggi, non è mai solo tecnologia.** 

Oggi ciò che indichiamo come tecnologia è anche infrastruttura, potere, cultura, socialità, economia. È una forza che **modifica i comportamenti individuali e i meccanismi collettivi**e quindi richiede sguardi capaci di vedere come funziona una cosa, così come cosa produce e chi influenza.

Questa convinzione ha trovato conferma con forza dopo una conversazione con [**Maria Rosaria Taddeo**](https://en.wikipedia.org/wiki/Mariarosaria_Taddeo), professoressa di **Etica Digitale e Tecnologie della Difesa** **all**’**Oxford Internet Institute**. Dalla nostra chiacchierata emergono due elementi che raramente convivono con questa chiarezza: da un lato la lucidità di chi conosce gli ecosistemi digitali, dall’altro la profondità di chi ha gli strumenti per parlare di valori e responsabilità. Una combinazione, oggi, rara e necessaria.

## Chi è Maria Rosaria Taddeo

Maria Rosaria Taddeo lavora da anni allo studio dell’intersezione tra etica, tecnologie emergenti e sicurezza. Durante la sua carriera ha avuto riconoscimenti e fatto pubblicazioni importanti, ma ciò che colpisce davvero, aldilà della sua esperienza, è la capacità di portare le **questioni filosofiche nel cuore del dibattito contemporaneo** senza renderle astratte. 

Quando si parla di AI nei dibattiti comuni sentiamo spesso la domanda classica: **“è giusto o sbagliato?”**, come se fosse possibile dare una risposta unica e netta. 

Con Taddeo, invece, le domande sono state altre: **quali regole mancano, quali rischi sono già qui, quali opportunità stiamo ignorando.**

È un modo di ragionare che mi fa venire in mente più una bussola che un tribunale. E forse è proprio questo il punto: non serve solo qualcuno che dica “no”. Serve qualcuno che aiuti a capire **dove stiamo andando**.

## L’AI come trasformazione: si può subire o guidare

Uno dei passaggi più potenti su cui mi sono soffermato a ragionare (dopo l’intervista che puoi trovare più sotto) è una frase semplice, ma che si pianta nella testa: **le trasformazioni si possono subire o guidare**. È una verità banale solo in apparenza, perché spesso, quando parliamo di AI, parliamo come se fosse un evento atmosferico: arriva, travolge, cambia tutto e ci adattiamo. Fine.

Invece no. Non stiamo parlando di un temporale, perché ci sono delle scelte che possiamo fare a riguardo. E allo stesso tempo stiamo adottando sistemi potenti in ambiti delicati senza ancora aver definito un quadro di responsabilità adeguato.

E qui entra la filosofia, nel senso più concreto possibile, come l’unica disciplina che ti obbliga a chiedere **qual è il criterio**, **qual è il confine**, **qual è la priorità**. 

L’Intelligenza Artificiale, quindi, resta solo in parte una questione tecnica perché in effetti ci mette davanti ad un problema di scelta. 

So che l’argomento può suonare in qualche modo ancora nuovo, ma voglio farti un esempio concreto: immagina un algoritmo di **selezione del personale** usato per scremare i CV.

Dal punto di vista tecnico funziona in maniera impeccabile: analizza migliaia di candidature, individua pattern ricorrenti, predice quali profili potranno avere performance migliori. 

In pratica abbiamo apparentemente solo vantaggi: altissima efficienza, tempi ridotti, costi più bassi. Tutto ok.

Poi però succede questo: l’algoritmo scarta sistematicamente candidati più anziani, o con percorsi non lineari, o ancora provenienti da contesti sociali svantaggiati. Lo fa perché i dati storici sui quali è stato creato gli hanno insegnato che in passato quelle persone venivano, per esempio, assunte meno spesso.

E qui entra la filosofia, nel senso più concreto possibile. Entrano in gioco domande da porci, meno tecniche, ma doverose:

- È giusto ottimizzare solo la probabilità di performance?
- Il criterio deve essere l’efficienza o l’equità?
- Vogliamo che l’algoritmo riproduca il passato o che in qualche modo lo corregga?
- Chi decide qual è la priorità tra accuratezza e inclusione?

E così via, in base al contesto, che sappiamo bene oggi essere anche medico, sociale, scolastico etc.

La tecnologia dell’AI può dirti, in maniera più o meno valida, cosa succede se imposti un certo obiettivo, ma è limitata su un altro aspetto: **non può dirti quale obiettivo dovresti impostare.**

## Consapevolezza: il vero valore

Da questa incredibile intervista con Maria Rosaria Taddeo c’è un’altra parola che, quando si parla di Intelligenza Artificiale, rischia di sembrare scontata ed invece è la più potente di tutte: **consapevolezza**.

Però in che accezione viene intesa questa parola?

Lo senti anche tu per certo: l’AI è un ambiente in cui **abiti**. È diventata come l’elettricità o l’aria condizionata: non ci fai caso finché non manca. E proprio per questo il dibattito non può restare confinato tra specialisti perché è una questione che riguarda chiunque. 

Lo vedo di continuo anche nella mia [Academy dedicata all’AI](https://www.raffaelegaito.com/ia360/): chi entra non sempre lo fa per comprendere solo come funziona un LLM, migliorare prompt o conoscere il nome dell’ultimo modello. È qualcosa di più profondo e più pratico: **capire cosa stai delegando**. Essere consapevoli che ogni volta che chiedi, accetti, copi, automatizzi stai spostando un pezzo della tua attenzione, delle tue decisioni e del tuo giudizio.

E qui succede un fenomeno interessante: l’AI è la prima tecnologia di massa che oltre a potenziare un gesto, entra nel territorio più delicato di tutti, quello delle **interpretazioni**, o più precisamente, ti propone una forma già pronta del pensiero: una sintesi, una spiegazione, una conclusione plausibile. Se non hai strumenti critici, quella plausibilità rischia di diventare autorità.

**È per questo che la consapevolezza diventa così importante**: fare il possibile per diventare esperti in materia senza essere passivi, senza essere spettatori. Altrimenti, per ricollegarmi a quanto detto prima, la trasformazione non la guidiamo, ma la subiamo.

## AI tra entusiasmo e paura

C’è una tentazione, davanti a questi temi, di rifugiarsi in due estremi: o nell’entusiasmo cieco (l’Ai è la magia che risolve tutto), o nella paura cieca (ci ruberà il lavoro, spegnerà le idee, è un mostro, distruggerà tutto). La consapevolezza vera, nella maniera più autentica che ci sia, ti permettere di riconoscere la potenza, i limiti, le possibilità e di conseguenza avere tutti gli strumenti per approcciare all’AI con quella cura che tutte le cose potenti necessitano. 

La vera sfida dei prossimi anni, forse, sarà proprio questa: **trasformare la consapevolezza da concetto astratto a competenza di base**. Come leggere e scrivere. Come capire un contratto. Come distinguere un fatto da un’opinione. Perché se l’AI diventa il nuovo strato attraverso cui passa informazione, lavoro, relazione e persino identità, allora la consapevolezza diventa alfabetizzazione.

E l’alfabetizzazione, quando riguarda tutti, non è mai un lusso. 

Questi temi li puoi approfondire nell’intervista qui sotto, che merita di essere guardata dal primo all’ultimo secondo. 

## Conclusioni

Se c’è un messaggio che porto via da questa conversazione è che il futuro dell’AI dipende da quanto è avanzata la nostra [capacità di interrogarci](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/) a riguardo ed essere pronti ad accoglierla come una risorsa imprescindibile per la società intera. 

E forse dovremmo essere tutti e tutte consapevoli che per farlo serve forzare l’incrocio e l’intersezione delle competenze, accettare che il dialogo sia di tutti noi, nessuno escluso. 


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title: 25 cose che mi sono piaciute nel 2025
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author: Raffaele Gaito
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# 25 cose che mi sono piaciute nel 2025

Per fine anno ho pensato di buttare giù una lista di **cose interessanti che ho incrociato negli ultimi 12 mesi**.

All’inizio pensavo di dedicarvi un numero speciale della newsletter, ma ho poi preferito il blog per renderlo più accessibile, per sfruttare la possibilità di _embeddare_ contenuti e per farlo girare più facilmente.

Nella lista ho previsto 5 libri, 5 video, 5 articoli, 5 newsletter, 5 canali YouTube.

Tre premesse importanti prima di procedere: 1. ho sicuramente dimenticato qualcosa; 2. l’ordine è completamente casuale, non sono delle classifiche; 3. nella lista ci sono anche cose non prodotte durante il 2025, ma che io ho incrociato quest’anno.

## 5 libri

Quest’anno ho letto tanto, ma veramente tanto. È stato quindi difficile decidere quali libri inserire in questa lista. Alla fine ho optato per libri molto diversi tra di loro sperando che tu possa trovarci qualcosa di interessante.

### [The seven rules of trust di Jimmy Wales](https://amzn.to/3YDkrXf)

[![the seven rules of trust Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/the-seven-rules-of-trust.jpg)](https://amzn.to/3YDkrXf)

Jimmy Wales è il fondatore di Wikipedia e ha pubblicato da poco questo bellissimo libro sulla **fiducia**.

Partendo dalla sua esperienza (e non solo) definisce quali sono i sette elementi fondamentali per costruire un rapporto di fiducia.

Il tema viene trattato a tutti i livelli: **dalla politica al business, passando per i rapporti personali**. Scorrevole, facile, ma bello potente.

### [Project Heil Mary di Andy Weir](https://amzn.to/4s8hED0)

[![project hail mary Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/project-hail-mary.jpg)](https://amzn.to/4s8hED0)

Se mi segui da un po’ saprai che sono un gran lettore di romanzi. Adoro la narrativa e [la consiglio a tutti](https://www.youtube.com/watch?v=iSwrDgjYLx4&t=2s).

Da un paio di anni ho deciso di ridurre la lettura di saggi/manuali per dare più spazio ai romanzi. Tra le tante belle letture fatte nel 2025 ho deciso di inserire questo perché è sicuramente la migliore che ho fatto a tema fantascienza.

L’autore è lo stesso di _The Martian_ e anche questo (come tutti i suoi romanzi) è ambientato nello spazio. Il libro è del 2023, ma l’ho letto solo quest’anno (perché a breve è in uscita il film).

Se adoravi l’inventiva di MacGyver o dell’A-Team, allora adorerai le vicissitudini di questo **scienziato che si ritrova da solo nello spazio**e deve organizzarsi per sopravvivere e tornare a casa.

### [We have never been woke di Musa Al-gharbi](https://amzn.to/4pNPbRp)

[![we have never been woke Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/we-have-never-been-woke.jpg)](https://amzn.to/4pNPbRp)

Le contraddizioni culturali di una nuova elite, è il sottotitolo che basterebbe a spiegare il contenuto di questo libro. Il saggio è una **profonda e curata critica all’ideologia woke**.

È un po’ lunghetto, e a tratti pesantuccio, ma estremamente interessante nell’analisi, nella **ricostruzione storica** e nell’unione dei puntini tra ciò che succede oggi e ciò che è già successo altre volte in passato.

Scoperto grazie alla newsletter del giornalista Davide Piacenza, che ti consiglio tra un po’ nell’apposita sezione.

### [Stanco di sentirti stanco di Nicola Triglione](https://amzn.to/3YAg7YO)

[![stanco di sentirti stanco Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/stanco-di-sentirti-stanco.jpg)](https://amzn.to/3YAg7YO)

Nicola Triglione è un cardiologo che fa tanta divulgazione su YouTube sui temi di **salute, benessere psicofisico e longevità**.

Il libro è un ottimo manuale che riassume i consigli principali che Nicola condivide da anni in formato video.

Si parla di alimentazione, di sonno e stress, di attività fisica e tutti quei piccoli consigli che nel quotidiano possono aiutarti a **vivere una vita più in salute e a ritrovare l’energia**.

Molto concreto. Zero fuffa. Tutto molto science-based.

### [L’algoritmo di babele di Andrea Colamedici e Simone Arcagni](https://amzn.to/4pKpGAj)

[![algoritmo di babele Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/algoritmo-di-babele.jpg)](https://amzn.to/4pKpGAj)

Come avrai notato questo è l’unico libro a tema intelligenza artificiale (anche se lo è in modo indiretto). Avendo c[onsigliato tante lettura sul mondo AI](https://www.youtube.com/watch?v=jIFmq6KMki4) sul mio canale YouTube ho pensato di non inondare questa lista con l’argomento.

Adoro i ricorsi storici e allora ho scelto di inserire in questo riepilogo di fine anno un libro che fa proprio questo: **raccoglie e riassume _storie e miti dell’intelligenza artificiale_**.

Omero, Gulliver, Giordano Bruno, Kafka… dentro troverai **i riferimenti più incredibili** e che meno ti immagini. Così scoprirai che certe aspirazioni, sogni e obiettivi l’essere umano ce li ha da sempre.

## 5 video

Sono un utente accanito di YouTube. Un consumatore incallito di video. Se negli anni ho letto sempre meno articoli e blog post, il numero di video che guardo è aumentato in maniera esponenziale.

Penso di guardare video ogni giorno dell’anno e sugli argomenti più disparati. Ecco perché in questa lista ho pensato di suggerirti 5 video che mi son piaciuti molto, ma anche 5 canali YouTube che secondo me dovresti iniziare a seguire.

### [Andrej Karpathy: Software Is Changing (Again)](https://www.youtube.com/watch?v=LCEmiRjPEtQ)

Lui è Andrej Kapathy, è stato in **Tesla** e **OpenAI** ed è una delle voci più autorevoli nel settore dell’intelligenza artificiale.

In questo bellissimo talk fatto a **Y-Combinator**, illustra perché **lo sviluppo software (e l’intero settore software) si sta trasformando radicalmente** con l’intelligenza artificiale.

Un video incredibile, pieno di suggestioni sul presente e sul futuro, fatte da una persona estremamente brillante.

### [This Video is So Meta it’s Physically Painful](https://www.youtube.com/watch?v=5wG1VfWDm-E)

Potrei dire che questo video è un incredibile esercizio di stile, ma non gli renderei giustizia. È molto di più.

È una delle cose più **strane, divertenti e affascinanti** che ho visto durante quest’anno.

Parla del concetto di meta (con la m minuscola) creando un video che è meta. Ma **è meta all’inverosimile**.

Non saprei come altro spiegarlo. Clicca play e fatti trasportare.

### [The Thinking Game – Full Documentary](https://www.youtube.com/watch?v=d95J8yzvjbQ)

Questo è un documentario completamente gratuito creato da **Google DeepMind**, la divisione che si occupa di intelligenza artificiale.

Ripercorre la storia di **Demis Hassabis** (il fondatore), del team di ricerca, ma soprattutto dell’incredibile progetto **AlphaFold** che è stato una rivoluzione in campo scientifico, risolvendo il problema del _folding delle proteine_ che aveva oltre 50 anni.

Storia incredibile e documentario pazzesco con riprese che coprono almeno 3 decenni di materiale.

### [If you remember one AI disaster, make it this one](https://www.youtube.com/watch?v=r_9wkavYt4Y)

Questo canale YouTube produce dei video che sono dei veri e propri documentari, con una qualità incredibile.

Al momento questo è il secondo video che hanno pubblicato, che racconta l’assurda storia di E**lon Musk e il suo chatbot Grok che si trasforma in un neonazi seguace di Hitler**.

Una storia assurda, poco conosciuta fuori dall’ambiente, e che rappresenta un **pericoloso precedente**. Un video assolutamente da vedere.

### [La disastrosa diretta di “Una Voce per San Marino”](https://www.youtube.com/watch?v=D6tu75QD1mk)

L’unico video italiano di questa lista non poteva non essere di **Yotobi**, uno dei miei creator preferiti di sempre, che continua ad innovarsi e a rimanere rilevante.

Tra le varie perle che ha sganciato quest’anno c’è questo divertentissimo video che racconta il dietro le quinte del programma “Una voce per San Marino”, **uno dei più grossi disastri televisivi degli ultimi anni**.

Sono **40 minuti di risate** assicurate. 40 minuti di cringe senza limiti. 40 minuti di “ma come è possibile che sia veramente successo tutto questo?!”

## 5 articoli

Ho già confessato che leggo sempre meno articoli e blog post e, da quello che sento in giro, non sono il solo. Fortunatamente quel tempo non è andato a TikTok o Instagram, ma è stato preso da podcast, video e libri.

Ad ogni modo, tra le cose più interessanti che ho letto quest’anno mi sento di consigliarti queste.

### [The Anti-SNARF Manifesto](https://www.buzzfeed.com/jonah/the-anti-snarf-manifesto)

Il creatore di **BuzzFeed**, Jonah Peretti, ha scritto a inizio anno un lunghissimo articolo su come le big tech abbiano un po’ alla volta distrutto internet.

Se la prende con l’IA, con Mark Zuckerberg, con TikTok (soprattutto!) con i contenuti **SNARF**.

SNARF sta per Stakes/Novelty/Anger/Retention/Fear. Ossia i contenuti che esagerano,  che puntano sempre alla novità, che provocano rabbia, che puntano alla retention, che vogliono spaventare.

Devo dire che, a mio modesto parere, **BuzzFeed** non è stata proprio immune da questo approccio negli anni, anzi forse in alcuni casi è stata la prima a creare contenuti di un certo tipo.

Aldilà di questo, l’articolo è estremamente interessante e oltre a lamentarsi propone anche delle potenziali soluzioni per il futuro e per ritornare a un **internet di qualità**.

### [La storia della bizzarra “operazione Atlantide” in Friuli](https://www.ilpost.it/2025/03/16/operazione-atlantide-cittadella-subacquea-lago-cavazzo-friuli/)

Io adoro le storie incredibili dal passato, gli strani esperimenti che a guardarli oggi ci sembrano follia pura.

In questo articolo sul Post si racconta di dodici persone che, nel 1969, **passarono quasi un mese sott’acqua**, in un lago, con l’obiettivo di _capire se e come gli esseri umani ci si sarebbero potuti adattare, e dall’altro quello di testare alcune attività da svolgere sott’acqua, seppur con obiettivi non del tutto chiari._

Come puoi immaginare, la cosa non è finita bene e oggi non viviamo sott’acqua. Ma durante quel mese **successe di tutto** e l’esperimento non andò come si immaginavano i suoi ideatori.

### [The dawn of the post-literate society](https://jmarriott.substack.com/p/the-dawn-of-the-post-literate-society-aa1)

**Stiamo diventando sempre più stupidi**? Ormai questa domanda è sempre più frequente.

L’esplosione dei video brevi e il **crollo della soglia dell’attenzione** stanno portando le prime conseguenze concrete. E quindi sempre più esperti e osservatori iniziano a porsi seriamente questa domanda.

In questo bell’articolo James Marriot analizza la questione parlando della società post-letteraria. Il pezzo si concentra soprattutto sulle conseguenze culturali e politiche di tutto questo.

Ha un taglio pessimista e provocatorio, che però trovo utile per dare risalto alla questione.

### [Chongqing, the world’s largest city – in pictures](https://www.theguardian.com/world/gallery/2025/apr/27/chongqing-the-worlds-largest-city-in-pictures)

Qui ho barato un po’, perché questo articolo non è un articolo.

È una raccolta di fotografie di Chongqing che è la città più grande al mondo. Per rendere l’idea, **è grande quanto l’Austria**.

**Alcuni di questi scatti sono incredibili** (e forse impensabili fino a qualche decennio fa) e quindi ho deciso che si meritasse uno slot in questa lista di fine anno.

Oh, se proprio l’attenzione sta calando almeno due foto te le puoi guardare, no?

### [Before TikTok, there was Vine: why it invented the present](https://www.domusweb.it/en/news/2025/11/28/vine-before-tiktok-divine.html)

Alzi la mano chi si ricorda di **Vine**!

Tu te lo ricordi? Io sì, eccome!

Si tratta di un TikTok prima che TikTok esistesse. Una piattaforma social dove **condividere video da sei secondi (sì**, hai letto bene) nata nel 2013 e poi piano piano scomparsa dalla scena social.

Questo bell’articolo ne ripercorre velocemente la storia e mostra come sia stato l’antesignano di quello che oggi sono i reel, gli short, i TikTok e così via.

## 5 newsletter

Personalmente nel 2025 ho ridato un sacco spazio alle newsletter. L’esplosione di Substack è stato il fattore scatenante, ma c’è anche da dire che ho trovato una crescente qualità in alcune pubblicazioni (sia italiane che estere) che ha aiutato non poco.

Anche in questo caso te ne voglio segnalare cinque che non sono per forza nate quest’anno, ma che ho particolarmente apprezzato nel corso di esso.

### [Macchine Pensanti di Armando Bisogno](https://armandobisogno.substack.com/)

Armando è un **filosofo**, un autore, un nerd e un mio carissimo amico.

In questa sua newsletter riesce in quello che solo gli umanisti (anzi, pochi di essi) riescono a fare: pescare dalla storia, dalla filosofia e dalla letteratura gli **elementi per interpretare e comprendere al meglio la rivoluzione tecnologica**.

Ogni sua newsletter accende qualche lampadina, fa porre qualche domanda (che bella cosa!) e mi fa aggiungere un po’ di libri alla mia wishlist.

Se ti piace l’intersezione tra l’innovazione e la tecnologia con il mondo delle discipline umanistiche allora questa è la newsletter che fa per te.

### [Marcus on AI di Gary Marcus](https://garymarcus.substack.com/)

Quando si parla di intelligenza artificiale (e tecnologia, in generale), io sono un ottimista e un entusiasta. Pure troppo secondo alcuni.

Ritengo quindi fondamentale dare spazio nel mio quotidiano a chi la pensa diversamente da me. Ecco, **Gary Marcus** è una delle persone con la **visione più pessimistica** sull’AI in circolazione.

Occhio, non è uno di quei neoluddisti che tanto vanno di moda recentemente. Lui è uno che vuole **restare con i piedi per terra**, che non si fida dei potenti della Silicon Valley, che crede la bolla stia per scoppiare da un momento all’altro e che fa le pulci a tutti gli annunci scoppiettanti delle big tech.

Una persona brillante con uno stile provocatorio che adoro.

### [Created di Jon Youshaei](https://created.news/)

La migliore newsletter sulla **creator economy** che c’è in circolazione. Punto.

L’autore, Jon, è stato otto anni in YouTube e ora racconta i **dietro le quinte del mondo dei creator**. Lo fa con interviste, analisi, aggiornamenti e news e taaaaanto altro.

Se crei contenuti o se segui questo mondo, allora non puoi non iscriverti a Created.

Ogni newsletter è molto breve, asciutta e dritta al punto. Ma sempre con qualche spunto concreto e interessante.

Bonus: ha anche un [bellissimo canale YouTube](https://www.youtube.com/@youshaei).

### [AI: A Guide for Thinking Humans di Melanie Mitchell](https://aiguide.substack.com/)

**Melanie Mitchell** è l’autrice dell’ottimo libro “[L’intelligenza artificiale. Una guida per esseri umani pensanti](https://amzn.to/4qeEqaw)” che ho consigliato in diverse occasioni.

È professoressa al Santa Fe Institute e una delle **voci più autorevoli** nel mondo dell’intelligenza artificiale.

Scrive poco (purtroppo) ma ogni numero della sua newsletter è incredibilmente approfondito e ricco di fonti.

Il taglio è un pelino tecnico.

### [Culture Wars di Davide Piacenza](https://www.culturewars.it/)

Il suo autore, il **giornalista Davide Piacenza**, la descrive come il posto dove si può parlare delle cose di cui non si può parlare sui social. Ed è vero.

In ogni numero approfondisce i discorsi politico-culturali della nostra epoca, gli **scontri sui temi importanti** della politica occidentale e quelle news che arrivano dagli USA che a volte ti sembrano talmente folli da non poter essere vere. E invece lo sono.

Ci sono analisi, pareri, interviste, punti di vista e tante, tante, ma proprio tante fonti interessanti.

Non per niente, uno dei libri che ho consigliato in questa lista è preso proprio dalla sua newsletter.

## 5 canali YouTube

Non potevo non mettere in questa lista anche una manciata di canali YouTube. Se non sei su YouTube non sai cosa ti stai perdendo.

Molti lo usano come “quel posto dove finisco quando clicco un link di un video”, mentre per me è diventato ormai una (più che valida) alternativa a Netflix, Disney+ e piattaforme del genere.

Su YouTube ci guardo video per informarmi, formarmi e intrattenermi. Se non sai da dove partire, questi cinque canali sono un buon inizio. E, tra l’altro, questa è l’unica sezione dove consiglio perdipiù risorse in lingua italiana.

### [Gabriele Niola](https://www.youtube.com/@gabrieleniola)

Gabriele è uno dei **critici cinematografici** più noti e autorevoli in Italia e probabilmente hai letto qualcosa di suo in giro.

Nel 2025 ha iniziato a pubblicare video su YouTube e mi sono innamorato dei suoi contenuti.

Approfondimenti su **registi, attori, film** e tanti retroscena interessanti del mondo del cinema.

Anche quando penso di conoscere bene un argomento, nei suoi video c’è qualche chicca interessante e perla nascosta di cui non avevo idea.

### [Francesco Oggiano](https://www.youtube.com/@fraoggiano)

Situazione molto simile anche per Francesco Oggiano. Lui è un **giornalista** e probabilmente l’hai incrociato in passato su Will o altrove.

Nel 2025 ha iniziato a pubblicare su YouTube e i suoi video sono diventati tra i miei preferiti nel panorama italiano.

Francesco racconta storie. **Approfondimenti verticali** e dettagliati su fatti di cronata e non solo.

Bonus: Francesco ha anche una [newsletter](https://fraoggiano.substack.com/) estremamente interessante.

### [Luciano Floridi](https://www.youtube.com/@LucianoFloridi)

Tra le persone interessanti che sono approdate su YouTube nel 2025 c’è anche il **filosofo** Luciano Floridi.

Sul suo canale YouTube Luciano pubblica riflessioni e approfondimenti per aiutare a comprendere meglio la **rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale**.

Sul suo canale troverai video sull’astrazione, l’etica, il potere, la realtà e tanto altro.

Bonus: ho avuto il piacere di [intervistarlo sul mio canale YouTube](https://www.youtube.com/watch?v=H9yp21dvM7Y).

### [Creator Support](https://www.youtube.com/@creatorsupportpod)

Se segui il mondo della creator economy, o crei contenuti, sono sicuro che conosci **Colin e Samir**. Sono tra i creator più noti e influenti al mondo, con un canale YouTube seguitissimo.

Qui però non voglio parlarti del loro canale principale, ma di uno che hanno lanciato proprio nel 2025 che è dedicato all’aiutare i creator a **migliorare i loro video**.

Il bello è che non lo fanno con concetti astratti e contenuti generici.

In ogni video c’è ospite un creator che porta un vero video e i due esperti lo “smontano e lo rimontano” dando **suggerimenti pratici** su titolo, copertina, gancio iniziale e tanto altro.

### [Eleonora Sayaka Chialva](https://www.youtube.com/@eleonorasayaka)

Il canale di Eleonora non nasce nel 2025, ma si può dire che è esploso durante quest’anno.

Pubblica video dove documenta il lavoro di **restauro su vecchi computer e console**. Smonta dispositivi, ne mostra i problemi e poi, passo passo, procede nel rimetterli a nuovo.

Se, come me, hai qualche annetto in più e ti ricordi cosa è un **Commodore 64** allora adorerai i suoi video. Promesso!


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title: Le migliori AI per creare immagini (text-to-image) del momento
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author: Raffaele Gaito
excerpt: I tool text to Image stanno rivoluzionando il mondo creativo. Con queste AI per creare immagini ora puoi fare di tutto.
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# Le migliori AI per creare immagini (text-to-image) del momento

## Introduzione

Text-to-image. Questi strumenti, entrati a pieno ritmo nelle vite di tutti noi, si aggiornano continuamente, alla velocità della luce, diventando sempre più realistici e avanzati e lasciandoci intravedere un futuro in cui **il confine tra l’arte generata dall’uomo e quella creata dall’intelligenza artificiale si farà sempre più sottile**.

Ricordi i primi prototipi? Quei software che generavano immagini ancora poco convincenti, palesemente artificiali? Oggi siamo arrivati, invece, ad un livello pazzesco. Le immagini create da questi sistemi sono così dettagliate e realistiche che **spesso è difficile distinguere tra realtà e finzione.**

Ma cosa sono, e quali soprattutto, i principali strumenti AI Text to Image? 

## Cosa sono i tool Text to Image?

Come suggerisce il nome, i tool Text to Image sono degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale che, in maniera più o meno rapida, permettono di **generare immagini a partire da una descrizione testuale. **

Con questi tipi di strumento è possibile ottenere immagini create da una descrizione, in diversi formati, personalizzate in base allo stile richiesto, da poter utilizzare per scopi privati, tanto quanto per il lavoro. Alcuni di questi strumenti, oltre ad essere di semplice utilizzo, sono anche molto rapidi e, in alcuni casi, gratuiti. 

Eccone alcuni. 

### Ideogram

Tra i più popolari e senza dubbio ben fatti strumenti di generazione di immagine da un testo c’è [Ideogram](https://gaito.link/ideogram). Questo tool è disponibile sia in una versione gratuita, ovviamente limitata, che nella versione a pagamento che parte da $7 al mese.

Senza dubbio è uno strumento semplice, intuitivo, che offre **la possibilità di realizzare immagini e grafiche ben fatte, foto molto verosimili** e tante funzionalità che rendono l’esperienza creativa davvero piacevole. 

Fotorealismo estremo, grande capacità di gestione dei testi e tante piccole nuove funzionalità che fanno la differenza nell’uso professionale.

### Firefly

[Firefly](https://www.adobe.com/uk/products/firefly.html) è uno degli strumenti Text to Image che già dai primissimi passi ha dato grandi dimostrazioni di efficacia, anche perché è **il tool di immagini AI della famiglia Adobe**, che è un po’ la culla degli strumenti di grafica, design e affini. Questo strumento ha tantissime funzionalità e permette di scegliere, in un’interfaccia molto intuitiva ed essenziale, tra stili, temi, contesti e così via. Firefly ha un piano gratuito che, ovviamente, dà una serie di funzionalità limitate, ma valide per provare e testare.

Ne ho parlato spesso anche sul mio canale.

### DALL-E

Uno dei nomi più iconici del settore è [DALL-E](https://openai.com/index/dall-e-3/), creato da OpenAI. Questo strumento si distingue per la capacità di generare immagini artistiche, illustrazioni dettagliate e interpretazioni visive uniche **partendo da descrizioni testuali**.

DALL-E è disponibile direttamente dentro ChatGPT (cosa che lo rende molto comodo) e quindi non è necessario fare un altro abbonamento. 

### Midjourney

[Midjourney](https://www.midjourney.com/) è un altro player chiave nel mondo della generazione AI Text to Image. Questo strumento ha guadagnato popolarità grazie alla sua capacità di **creare immagini estremamente dettagliate e creative**, con un forte focus sull’arte digitale. Forse, tra i vari tool, uno dei più efficaci per la realizzazione di alcune tipologie di immagini, come quelle di ispirazione fotografica.

Per chi lavora in un settore creativo, per i freelance, per chi vuole sperimentare c’è solo l’imbarazzo della scelta.

### Imagine

[Imagine](https://www.imagine.art/) è un tool relativamente nuovo ma molto **promettente**. Si presenta con un’interfaccia semplice e adatta anche ai meno esperti, offrendo risultati di grande qualità in tempi rapidi.

Tra le varie funzionalità da citare, senza dubbio, ci sono le varie features, ideate per scopi molto specifici e di nicchia, come ad esempio lo strumento per realizzare da testo le immagini per tatuaggi, per loghi, ritratti e così via.

Imagine è perfetto per chi vuole esplorare il mondo della generazione AI in un settore molto specifico e le offerte partono da pacchetti da 10$ al mese.

### Leonardo

[Leonardo](https://leonardo.ai/) è uno strumento che punta tutto sulla **precisione tecnica** e sull’**integrazione con altri software creativi**. Leonardo mette a disposizione una valanga di modelli tra cui scegliere, accompagnati da opzioni personalizzabili per le immagini, strumenti avanzati, filtri, componenti aggiuntivi e molto altro.

In breve tempo ha registrato una crescita significativa, migliorando costantemente le sue funzionalità. Al momento, ritengo sia **una delle soluzioni di intelligenza artificiale più valide sul mercato per la generazione di immagini.**

Come puoi vedere nel tutorial qui sotto, le opzioni disponibili soddisfano ogni esigenza, includendo anche la possibilità di addestrare un modello personalizzato. Ah, e attualmente esiste anche un piano gratuito che consente di generare una quantità limitata di immagini al giorno.  

### Canva

[Canva](https://www.canva.com/ai-image-generator/), già noto per le sue funzionalità sul design grafico, ha introdotto un tool di generazione AI Text-to-Image che mantiene lo spirito intuitivo della piattaforma. È particolarmente adatto a chi lavora **nel mondo del marketing o dei social media**, grazie alla perfetta integrazione con l’intero ecosistema Canva, che rende semplice l’inserimento delle immagini nei progetti. Offre opzioni di personalizzazione rapide, con modelli preimpostati che permettono di ottenere risultati immediati. Inoltre, è accessibile anche gratuitamente, con funzionalità premium disponibili a pagamento.

### Next Diffusion

****Se sei alla ricerca di uno strumento**AI per la realizzazione di personaggi**, allora****[Next Diffusion](https://www.nextdiffusion.ai/) è la piattaforma AI che fa al caso tuo. Si tratta di uno strumento che si distingue per la sua capacità di generare immagini ad alta definizione con un livello di dettaglio eccezionale. 

L’interfaccia è intuitiva, con un’esperienza utente quasi guidata passo passo, pensata per utenti professionisti e appassionati, e si adatta perfettamente a diversi stili. È particolarmente apprezzato per la possibilità di poter orientare la posa dei personaggi, creando una vera e propria narrazione visiva del personaggio creato. Il pacchetto base parte da 9 $ al mese, ma a supporto dell’esperienza c’è una [sezione per le esercitazioni](https://www.nextdiffusion.ai/tutorials) che raccoglie guide e suggerimenti.

### Napkin AI

****Se c’è uno strumento che sia io che la mia community confermiamo essere un vero e proprio aiuto concreto al lavoro quotidiano, allora questo strumento è [Napkin AI](https://www.napkin.ai/). Assurdo e utilissimo!

Anche se lo inserisco in questa lista, non crea proprio delle immagini, ma è uno strumento che si rivolge a chi ha bisogno di idee rapide e visivamente accattivanti. Pensato per brainstorming e progettazioni veloci, permette di **tradurre testi in immagini schematiche, grafici e illustrazioni**.

La sua semplicità d’uso lo rende perfetto per professionisti ma anche appassionati che vogliono sviluppare idee in modo rapido e immediato.

Ci ho fatto un tutorial.

### Night Café Studio

****[Night Café Studio](https://creator.nightcafe.studio/) è un tool ibrido: da un lato è un sistema progettato per chi desidera spingere i limiti della generazione di immagini basata sull’intelligenza artificiale. Dall’altro, invece, **è una vera e propria community di creativi**che, oltre a realizzare i propri progetti, possono partecipare a contest, chattare e vincere dei premi, che in effetti sono i gettoni da utilizzare per usare il tool gratuitamente. 

Le immagini ottenute sono di alta qualità, ma è la combo con l’effetto [gamification](https://www.raffaelegaito.com/gamification/) che la rende molto attraente.

### NewArc AI

[NewArc AI](https://www.newarc.ai/) è una vera chicca. Non solo può generare immagine da testo, e farlo in maniera super precisa. In questo tool puoi caricare anche uno schizzo del disegno, o una foto o un’illustrazione e in questo modo **avere un controllo maggiore sull’output**, dando più precisione al prompt testuale. 

La cosa interessante è che con questo strumento puoi ottenere dei rendering in 3D che di base ti consentono in pochi click di ottenere dei prototipi per il tuo lavoro, senza investire un enorme effort, sia in termini di tempo che economici. 

## Conclusioni

Divertenti, professionali, di grande, grandissimo supporto a molte attività, da quelle più creative a quelle mirate alla realizzazione di immagini per i social, per le presentazioni e così via, **i tool di AI per creare immagini permettono di risparmiare tempo e sperimentare**, e allo stesso tempo di accedere a possibilità creative che prima erano sicuramente più limitate. 

La cosa bella è che dalle immagini di persone con 6 o 7 dita ad oggi il passo è stato immenso in pochissimo tempo e questi strumenti stanno diventando sempre più performanti, giorno dopo giorno.  

Ovviamente questa lista è solo un estratto dei tool che sono disponibili in questo momento, la scelta è veramente ampia e per tutte le tasche.


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title: Il nuovo lusso? Tempo e sostanza
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il lusso contemporaneo? Non si misura più in status symbol, ma nella capacità di ritagliarsi tempo e scegliere la sostanza."
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# Il nuovo lusso? Tempo e sostanza

## Introduzione

Se solo 10 o 20 anni avessi fatto la domanda “**Cos’è per te il lusso?**” a varie persone, probabilmente una buona parte di loro avrebbe risposto: una bella casa, un ottimo lavoro, cose rare, auto sportive. 

Simboli visibili, tangibili, ostentabili di un concetto astratto, il lusso appunto. 

Ma nel 2025? Nel mondo in cui ci troviamo oggi, iperconnesso, saturo di informazioni e dominato dagli algoritmi, dove possedere cose è facile, basta letteralmente un click, sta emergendo un’altra forma di lusso: il **tempo** e la **sostanza**.

Questa è una di quelle riflessioni che a volte nascono davanti ad una birra chiacchierando con amici e amiche, ma che in realtà poi trova riscontro tra gli studi sociali. Voglio approfondire, facendo anche qualche esempio concreto per chi fa la libera professione o impresa. 

## La scarsità come definizione di lusso

Partiamo proprio dalle basi. Cosa si intende per lusso? Il lusso, la cui definizione è strettamente legata anche alla singola percezione di ognuno di noi, da dizionario è **ciò che non necessariamente serve, ma ciò che è raro. **

Negli anni ’50 in Europa il lusso era il frigorifero o la TV; negli anni ’80 erano le vacanze all’estero; nel 2000 le auto di grossa cilindrata. E allora secondo questa definizione, per chi si occupa di marketing, di digitale, per chi è abituato o abituata a viaggiare tanto, che può lavorare da qualunque parte del mondo (a patto che ci sia una rete wi-fi) cambia totalmente la definizione di lusso. 

Se (quasi) tutto è a portata di click, il bene davvero raro è **immateriale**.

Prezioso quanto intangibile: **tempo e sostanza**.

Uno studio recente pubblicato sul [_Journal of Business Research_](https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0148296323002977) parla di “lusso non convenzionale”. La ricerca, che ti consiglio di leggere, mostra come e quanto le persone oggi cercano situazioni che consentano loro di **riappropriarsi del proprio tempo** e di viverlo in modo autentico e trasformativo.

In altre parole, il lusso diventa la possibilità di fermarsi, respirare e dare sostanza alle esperienze, anziché accumulare oggetti. Entriamo nel dettaglio.

## Il tempo: la nuova moneta

Agende fitte, notifiche continue, sovraccarico. Mail, messaggi, riunioni, call… ogni minuto sembra già prenotato.  
Mai come oggi le persone si sentono “povere di tempo”. Nonostante la tecnologia prometta efficienza, la sensazione diffusa è quella di correre costantemente dietro a impegni e scadenze. Il tempo libero, o per essere più precisi **non frammentato**, diventa una forma di lusso.

Li vediamo ovunque: profili professionali che raccontano la loro routine perfetta, dalla sveglia alle 5 del mattino, alla doccia fredda delle 6, fino alla meditazione tra una call e l’altra. Tutto sembra scandito al secondo, come se la vita dovesse essere un’agenda senza spazi vuoti. Ma viene spontaneo chiedersi: **è davvero normale, e soprattutto desiderabile, vivere così?**

Quello che sembra efficienza, spesso è solo un’altra forma di pressione: l’idea che il tempo vada sempre “ottimizzato”, che ogni minuto debba produrre qualcosa. In realtà, il vero lusso oggi non è riempire il tempo, ma **riappropriarsene**. Non è seguire la routine perfetta che va di moda su LinkedIn, ma avere la libertà di usare il tempo secondo le proprie priorità, senza ridurlo a una sequenza di checkbox da spuntare.

La [gestione del tempo](https://www.raffaelegaito.com/gestire-il-tempo/), ovviamente, resta sempre qualcosa di molto personale. Conosco tante persone che si sentono perse nelle giornate “vuote”, così come sento tante altre desiderare più spazi vuoti. 

Per questo motivo la mia riflessione è più ampia: guardiamo cosa fanno le aziende a tal proposito. 

Se guardiamo con attenzione, tante sono le aziende e le startup che tra la propria proposta di valore promettono questo: **risparmio di tempo**. 

- Il servizio premium di consegna veloce e immediata
- L’app che automatizza e velocizza compiti ripetitivi
- Il viaggio organizzato che elimina lo stress e il tempo dedicato della pianificazione.

E così via. Il valore, aldilà del servizio o del bene offerto, sta nella possibilità di risparmiare tempo.  
Per chi comunica e vende il messaggio è chiaro: non vendere solo ciò che il prodotto “fa”, ma il **tempo che restituisce**. Per i freelance, significa mostrare alla clientela che non si occupa solo di eseguire un compito, ma di liberarlo o liberarla da incombenze, offrendo spazio mentale ed emotivo. Per un imprenditore o imprenditrice significa, ad esempio, evitare momenti di [burnout](https://www.raffaelegaito.com/burnout/), dedicandosi, grazie al supporto di strumenti, a quello che è prioritario. 

C’è però sempre l’altro lato della medaglia: circondarsi di app, tool e intelligenze artificiali che svolgono alcune attività più velocemente **non dovrebbe tradursi automaticamente nel riempire quel tempo liberato con ancora più lavoro**. Se succede, si crea solo un circolo vizioso, un cane che si morde la coda: si corre di più senza mai avere davvero la sensazione di guadagnare tempo.

Se in questo momento stai annuendo, allora forse sei in questa trappola. 

## Sostanza: il bisogno di autenticità

Se il tempo è il contenitore, la sostanza è il contenuto. [Secondo lo studio che ho citato](https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0148296323002977) vivere il tempo senza sostanza equivale a sprecarlo. Per questo gli utenti e la clientela dei più svariati servizi cercano sempre più esperienze che abbiano **significato**, che arricchiscano, che trasformino.

La sostanza, ovviamente, può assumere forme diverse per ogni persona:

- **Culturale**: imparare qualcosa di nuovo, esplorare, crescere
- **Relazionale**: condividere esperienze con altre persone
- **Interiore**: sentirsi in armonia, più consapevoli, più centrati. 

Come si traduce questo valore nell’offerta del mercato? **La clientela è più selettiva**: riconosce il “vuoto” dietro prodotti che promettono troppo e mantengono poco. Ciò che ha sostanza resiste: un’esperienza curata, un contenuto ben fatto, un servizio costruito con attenzione. Nonostante tutto, il [lavoro ben fatto](https://www.raffaelegaito.com/lavoro-ben-fatto/) è quello che ci fa sentire la sostanza.

E attenzione, non si tratta solo di servizi ed esperienza, anche chi vende beni materiali può trovare un grande riscontro: 

- Nella moda: capi che durano, con materiali di qualità, racconti autentici di artigianalità
- Nel turismo: viaggi che permettono immersione totale, non solo consumo rapido di attrazioni
- Nel marketing: contenuti che informano davvero, che aiutano a risolvere un problema, non solo a catturare clic.

Non smetterò mai di ripeterlo: per quanto possiamo sentirci attratti come bambini davanti a una caramella dal fascino immediato del fast consuming, i reel, i social, gli stimoli istantanei, ciò che alla fine rimane e costruisce valore è un’altra cosa. **Il lavoro ben fatto, la costanza, la qualità delle cose, delle esperienze e dei contenuti** non brillano subito come un fuoco d’artificio, ma sedimentano lentamente e durano nel tempo.

## Cosa significa per chi fa marketing oggi

Se tempo e sostanza sono le nuove definizioni del lusso, chi fa marketing deve spostare la propria offerta da “cosa vendiamo” a “cosa permettiamo alle persone di vivere”.

E come al solito, e se mi segui lo sai, le [domande giuste](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/) sono sempre la chiave. Prova a chiederti:

- Come aiuto i miei clienti a riappropriarsi del loro tempo?
- Quale sostanza offro nelle mie esperienze, contenuti, servizi?
- Il mio brand promette di restare nella testa delle persone o si perde nel rumore?****

Vorrei darti qualche spunto concreto.

Prova a semplificare i messaggi, a fare in modo che la comunicazione sia sempre più rivolta ad essere efficace, anziché prolissa e ridondante. 

Allo stesso modo progetta un [customer journey](https://www.raffaelegaito.com/customer-journey/) affinché sia fluido, senza ostacoli.  

Se ti occupi di imprenditoria, hai mai pensato di rivalutare il modello di business intorno al tempo del cliente: riduci attese, elimina burocrazia, accelera i processi senza sacrificare la qualità.

E poi prova a comunicare il “[perché](https://www.raffaelegaito.com/golden-circle/)” oltre al “cosa”: perché vale la pena dedicare tempo al tuo brand?

Se sei freelance, prova a posizionarti come partner che fa guadagnare tempo. Non porti l’obiettivo di dare consegne rapide, ma soluzioni che hanno valore duraturo. E in ultimo, ma certamente non per importanza, cura la relazione: il tempo che dedichi all’ascolto del cliente è già percepito come lusso.

## Conclusioni

Il marketing di domani forse non premierà chi fa più rumore, ma chi saprà custodire i beni che sono e saranno rari. Magari proprio offrire **tempo che alleggerisce e sostanza che nutre.**

Eppure, la bellezza di quest’epoca sta proprio nella libertà di poter ridefinire da soli e sole cosa conta davvero. Per qualcuno è avere più tempo, per altri più lavoro, per altri ancora possedere beni materiali. Forse ciò che conta davvero non è l’oggetto del desiderio, ma **il valore che scegliamo di attribuirgli e il cammino che intraprendiamo per raggiungerlo**.


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title: "Sai tutto, ma non impari niente: il Google Effect"
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date: "2025-10-16T07:30:47+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il Google Effect e la mente del principiante (Shoshin): come evitare l’amnesia digitale e usare l’AI con spirito critico e curiosità autentica."
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# Sai tutto, ma non impari niente: il Google Effect

## Introduzione

Oggi “imparare” non sempre significa più davvero imparare. 

Significa, per tanti, digitare su Google o anche su qualsiasi tool AI. Due click, una risposta, e via.  
Il risultato? Una conoscenza rapida, superficiale, che illude di sapere senza aver compreso e memorizzato davvero nulla.

**È il paradosso del sapere moderno**: se tutto è sempre a portata di mano perché dovremmo faticare a memorizzare, approfondire, riflettere?

Questo fenomeno ha un nome: **Google Effect.**  
Questo [bias](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/) è conosciuto anche come **amnesia digitale**, ed è un fenomeno cognitivo per cui le persone tendono a ricordare meno le informazioni facilmente reperibili online poiché confidano di poterle ritrovare senza difficoltà. 

Questo accade perché il cervello non considera importante memorizzare dati che ritiene immediatamente accessibili dall’esterno. Di conseguenza, si riduce la capacità di ricordare i contenuti stessi, ma si conserva più facilmente la memoria del luogo o della modalità con cui recuperarli.

Un’abitudine, una distorsione mentale, che **ci fa sentire preparati solo perché abbiamo accesso a tutte le risposte.**Ma se non impariamo a farci le [domande giuste](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/), a ragionare, a mettere in discussione a cosa ci servono quelle risposte?

## La mente del principiante

Quando pensi di sapere tutto, quando credi di avere accesso all’intero scibile umano, quando ti ritrovi ad avere risposte e informazioni super accessibili, è proprio lì che entra in gioco un concetto che mi fa impazzire: [**Shoshin**](https://en.wikipedia.org/wiki/Shoshin).

È una parola giapponese che significa “**mente del principiante**”.

In altre parole la mente predisposta affronta ogni esperienza come se fosse la prima volta: fresca, curiosa, libera da pregiudizi e da quella zavorra che spesso chiamiamo “esperienza”, ma che rischia di trasformarsi in rigidità.

Shunryu Suzuki, [che ha scritto un libro a riguardo](https://amzn.to/3WDNzwv), lo diceva con una chiarezza disarmante:

_“Nella mente del principiante ci sono molte possibilità. In quella dell’esperto, poche.”_

Ed è proprio così.  
Più accumuliamo conoscenza, più tendiamo a restringere lo sguardo, a vedere schemi già noti, a classificare, a incasellare. Diventiamo veloci, sì, ma meno preparati. Il principiante, invece, non sa “come si fa”, e proprio per questo vede strade che l’esperto ignora. 

**Dove l’esperto trova conferme, il principiante trova domande.**

## Il fenomeno oggi

E quanto è vero oggi.

Siamo fortunati a vivere una delle più grandi, immense rivoluzioni digitali in cui l’Intelligenza Artificiale ci offre in un attimo l’illusione di possedere tutte le risposte. Basta una frase ben scritta, e sembra che il sapere ci cada addosso come pioggia. 

Il rischio più grande, a mio avviso, è quello di convincerci di sapere, smettere di cercare davvero, spegnere la scintilla della curiosità. Ed è qui che il concetto dello Shoshin diventa importante: coltivare lo sguardo ingenuo, la capacità di stupirsi, **l’umiltà di dire “non lo so**”.

Perché solo chi riconosce di non sapere, può imparare.

Lo hanno detto filosofi e sociologi nel corso dei secoli, eppure resta sempre qualcosa di molto attuale.

E allora forse la vera sfida, in questo mondo che ci vuole pieni di risposte, **è rimanere pieni di domande.**

## L’AI: non va usata con il pilota automatico

Uno degli ambiti più calzanti dove questo concetto trova strada è quello dell’AI. 

Non conosco persone che non ne facciano uso. Storie, professioni, e anche livelli di preparazione ed età diverse, ma tutti e tutte hanno iniziato, chi con entusiasmo e chi più timidamente, ad usare l’Intelligenza Artificiale. 

Nel lavoro, sì, ma anche nel quotidiano. 

Il paradigma è semplice: se ho la sensazione che l’output che ottengo da qualunque domanda sia veloce, completo, esaustivo allora piano piano il rischio è di smettere di leggere, di indagare, di approfondire, magari di controllare le fonti e così via. 

Il problema, però, non è solo quello di diventare superficiali, ma anche di diventare tutti e tutte uguali, smarrendo a poco a poco ciò che dovrebbe essere il cuore di questo lavoro (ma non solo): **la curiosità, l’osservazione attenta, il mettere in dubbio.**

Se deleghi tutto all’AI senza spirito critico **stai semplicemente riproducendo, non creando.**  
Il risultato? Funnel fotocopia. Customer journey ripetuti sempre allo stesso modo. Brand, testi, articoli, post Linkedin e immagini indistinguibili gli uni dagli altri.

È il **marketing della fotocopiatrice**.

Non fraintendiamoci: gli strumenti di Intelligenza Artificiali sono straordinari. Sono acceleratori di creatività, moltiplicatori di possibilità. E se mi segui su [Youtube](https://www.youtube.com/@RaffaeleGaito/featured) sai bene quanto io sia il primo promotore di tutto ciò. 

Ma se li usi in modalità “copia e incolla”, se pensi che basti un prompt per sostituire l’intuizione umana, ti ritrovi a generare output corretti, ma privi di una componente importante. 

## La mente del principiante

E qui dovrebbe entrare a gamba tesa il concetto di _Shoshin_.  
La semplice mentalità che ti impedisce di dare per scontato, che ti invita a guardare con occhi nuovi anche ciò che pensi di conoscere già.

Con _Shoshin_ impari a:

- fare domande migliori (e di conseguenza ottenere risposte migliori)
- leggere i dati con spirito critico
- osservare la tua community senza filtri, davvero, con la disponibilità ad ascoltare
- costruire percorsi flessibili, cuciti sulle persone, non prefabbricati in serie.

Non basta produrre contenuti: bisogna generare significato e questo accade solo quando affronti ogni progetto con la freschezza di chi non smette mai di stupirsi.  
Mettersi nei panni di una persona non esperta (anche se hai grandi competenze di base).

Un po’ come se il Google Effect fosse il veleno e il metodo Shoshin l’antidoto. 

## I bias nell’AI

In questi anni l’[argomento bias](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-bias/) è tornato spesso qui o sul mio canale Youtube perché credo che conoscerli ci dia consapevolezze importanti. Recentemente ho affrnatto il tema anche in relazione all’AI che, come sappiamo bene, non è neutrale. Amplifica i nostri bias. Li conferma. Li rafforza.

Google effect è solo uno di quelli che rientra in questo calderone. Qui puoi approfondire l’argomento.

Forse, di fronte a questo scenario, adottare ed allenare la mente del principiante è un atto strategico, non solo filosofico.

## Come allenare la mente del principiante

Ok, e nel concreto. Bella la teoria, ma serve anche la pratica che in realtà è molto più semplice di quello che si possa pensare. Piccole ma significative azioni: ecco qualche suggerimento:

- **Fatti domande semplici,** quelle che spesso eviti perché sembrano banali o sceme. In realtà sono le più potenti: ti obbligano a rimettere in discussione ciò che davi per scontato
- **Riguarda i tuoi processi con occhi nuovi,**non come chi li ha costruiti, ma come un utente che li incontra per la prima volta. Chiediti: è davvero chiaro? È davvero umano? Oppure sembra un percorso a ostacoli?
- **Sperimenta prima di sapere tutto.**Non aspettare di aver letto 12 ebook, seguito 87 masterclass o scaricato la guida definitiva. Agisci. Prova. Sporcati le mani. L’apprendimento più prezioso arriva dall’esperienza diretta.
- **Leggi i dati con spirito critico.**Non limitarti a vedere _cosa_ dicono, chiediti cosa nascondono. Quali conversazioni non emergono? Quali comportamenti non hai misurato? Spesso la soluzione è tra le righe.
- **Cambia prospettiva intenzionalmente.**Guarda il tuo lavoro come lo vedrebbe un cliente nuovo, un collega di un altro reparto o perfino un bambino. Ogni cambio di prospettiva allena la flessibilità mentale. Non è facile, ma nemmeno impossibile.

## Conclusioni

Mi sono dovuto prendere un attimo per concludere questo articolo, sul quale ci sarebbe ancora tanto e tanto da dire. Alla fine ho cancellato le lunghe conclusioni perché ho pensato che il messaggio più importante che potessi dare in questo momento è che**la conoscenza non è una collezione di risposte, ma un cammino fatto di domande sempre nuove**.


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author: Martina Autuori
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# 10 libri sull’intelligenza artificiale da leggere assolutamente

## Introduzione

Per chi, come me, ama leggere nuovi libri per studiare un argomento, la ricerca di **libri sull’intelligenza artificiale** potrebbe risultare non semplicissima all’inizio. 

L’interesse per l’intelligenza artificiale è letteralmente esploso nell’ultimo periodo e con esso anche la produzione e diffusione di contenuti di ogni genere e ovviamente anche di **libri che parlano di AI**sotto diversi di vista. 

Come individuare i migliori libri che affrontano in maniera seria, attuale e non banale la tematica dell’intelligenza artificiale? 

In questa selezione ho cercato di inserire libri che riuscissero a offrire una riflessione a 360 gradi sull’intelligenza artificiale e sulle sue implicazioni. 

Tra scenari futuri, riflessioni etiche e filosofiche e spiegazioni più tecniche su come funzionano le intelligenze artificiali, **questa lista di 10 libri** può offrirti una base di partenza per studiare l’intelligenza artificiale.

Alcuni dei libri sull’intelligenza artificiale che ho selezionato in questa lista sono più recenti, alcuni li trovi anche in italiano, altri sono da leggere in inglese, ma tutti offrono un punto di vista interessante per chi vuole capire meglio la portata di questa rivoluzione.

Aggiungo una piccola premessa: noterai che molti di questi autori hanno una visione pessimistica del futuro e attraverso i loro libri cercano di metterci in guardia da rischi e pericoli. Nonostante io sia un ottimista di natura e abbia una visione abbastanza positiva sull’AI, credo che il miglior modo per combattere il [bias della conferma](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/) sia quello di leggere libri con opinioni diverse dalle mie, per allargare il mio punto di vista il più possibile.

E ora passiamo alla lista.

## [**Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie**](https://amzn.to/3VQqkQL)

Questo [libro](https://amzn.to/3PW1RWy), scritto da Nick Bostrom, esplora il concetto di **superintelligenza artificiale**, analizzando i rischi e le opportunità che essa comporta e offrendo strategie per gestire responsabilmente lo sviluppo dell’IA.

La domanda che viene posta è: Siamo certi che riusciremo a governare senza problemi una macchina «superintelligente» dopo che l’avremo costruita? 

Per non rinunciare ai benefici che l’Intelligenza Artificiale potrà apportare, Bostrom sostiene che è questo un problema di cui dobbiamo preoccuparci ora. 

![super intelligenza nick bostrom](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/superintelligenza.jpg)

## [**La nostra invenzione finale. L’intelligenza artificiale e la fine dell’età dell’uomo**](https://amzn.to/3PW1RWy)

James Barrat esplora le implicazioni dell’intelligenza artificiale avanzata sulla società e sull’umanità, affrontando tematiche cruciali come l’autonomia delle macchine e il futuro dell’umanità.

Anche in [questo secondo libro](https://amzn.to/3PW1RWy) le implicazioni, potenzialmente pericolose, sono al centro e sono veicolate da un ristretto gruppo di inventori e studiosi che, su basi scientifiche quanto logiche, ravvisano nell’avvento di una superintelligenza la **potenziale estinzione del genere umano**.

![la nostra invenzione finale Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/la-nostra-invenzione-finale.jpg)

## [**The Alignment Problem: How Can Machines Learn Human Values?**](https://amzn.to/3PSJQby)

Una visione più ottimistica e meglio integrata all’interno del nostro mondo è offerta dal [testo](https://amzn.to/3PSJQby) di Brian Christian che affronta il “problema dell’allineamento” dell’IA con i valori umani, esplorando come le macchine possano **apprendere e rispettare i valori umani** e la moralità. 

Qui si prova a rispondere alle grandi domande: quali valori dobbiamo trasmettere alle macchine? E chi decide che i nostri valori sono migliori di quelli degli altri?

_Questo libro è disponibile solo in inglese._

![the alignment problem Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/the-alignment-problem.jpg)

## [**Human Compatible: AI and the Problem of Control**](https://amzn.to/3U9fJ20)

Stuart Russel è considerato uno dei padri dell’intelligenza artificiale ed è a lavoro su queste tematiche da diversi anni, ben prima che l’intelligenza artificiale diventasse un argomento mainstream.

[In questo libro](https://amzn.to/3U9fJ20) esamina il problema del controllo dell’IA e la necessità di sviluppare sistemi che siano compatibili e in **sintonia con la natura umana**, offrendo soluzioni per affrontare questa sfida.

Quella di Russel, in questo libro sull’intelligenza artificiale, è un’analisi dell’intersezione tra intelligenza artificiale e umana, offrendo una guida per affrontare le sfide poste dai sistemi avanzati di IA.

A differenza del libro precedente, qui la proposta è di non trasmettere nessun tipo di valori alle AI.

_Questo libro è disponibile solo in inglese._

![Human Compatible Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/Human-Compatible.jpg)

## [**The Coming Wave: Technology, Power, and the Twenty-first Century’s Greatest Dilemma**](https://amzn.to/3U8yfYt)

Non possiamo più negare che l’intelligenza artificiale sta interessando e modificando le nostre vite in ogni loro ambito.

Mustafa Suleyman (cofounder di Deepming) [in questo libro](https://amzn.to/3U8yfYt) analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia, la politica e la società, **esplorando le sfide e le opportunità** che essa presenta per il futuro dell’umanità.

_Questo libro è disponibile solo in inglese._

![the coming wave Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/the-coming-wave.jpg)

## [**L’intelligenza artificiale. Una guida per esseri umani pensanti**](http://amzn.to/3PSgABR)

Se vuoi fare un passo indietro e iniziare con il rispondere a una domanda basilare: “**cosa sono e come funzionano le intelligenze artificiali?**” questo è il [libro](http://amzn.to/3PSgABR) da cui partire.

La sua autrice ci offre un avvincente resoconto dell’intelligenza artificiale contemporanea, in cui illustra il funzionamento di macchine che imitano l’apprendimento, la percezione, il linguaggio e persino la creatività e il buon senso umani.

Questo testo cerca di svelare in che modi le macchine «intelligenti» di oggi possono effettivamente pensare offrendo una panoramica accessibile, chiara ed equilibrata di ciò che la ricerca ha effettivamente realizzato, dei suoi limiti invalicabili e di cosa significherà nel futuro.

![intelligenza artificiale Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/intelligenza-artificiale.jpg)

## [**How AI Thinks: How we built it, how it can help us, and how we can control it **](https://amzn.to/3Uj4PHj)

Se quello che ti interessa è andare dietro ai processi, il [libro](https://amzn.to/3Uj4PHj) di Marcus du Sautoy può offrirti la chiave per capire il funzionamento dell’intelligenza artificiale.

Il libro tenta di rispondere a domande del tipo: come fa un’IA a capire il sentimento o il contesto? Come gioca e vince giochi che hanno un numero quasi infinito di mosse? E come possiamo lavorare con l’IA per produrre intuizioni e innovazioni che vanno oltre la capacità umana, dal scrivere codice all’istante alla svelare i complessi puzzle 3D delle proteine?

Spiegando **come è stata costruita l’intelligenza artificiale**, come può aiutarci e come possiamo controllarla per massimizzare i suoi benefici e mitigare i rischi.

_Questo libro è disponibile solo in inglese._

![how ai thinks Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/how-ai-thinks.jpg)

## [**Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide**](https://www.amazon.it/-/en/Luciano-Floridi/dp/8832854090?crid=1PMZS43CV0XLN&dib=eyJ2IjoiMSJ9.izaP33uCF2vCe_5NoQIVJhA7aEKuoA38YnmBrwENepBCkkisb8QppDXiNFgKe6S8MD5V-1SIxLW2FS8mp-MzTb3b0QFzif2MSSjp6G0BqjMJTMLeGTR7yZu-KuCpbi2h8jkJR4RaYaqRjgPC2e1Nm3DND_F_FYnIRERBU1m8He-AmT-4JFjrPZWUt-iLdqHRX0ZuWXo_HewTsQoytlL4g-CVbx3O_0-NtU-21CxZt0BePfEahaN5cWIctiPdZj6pfJBrF9iI0tPov1inMRB8g1abDpPlDR-92kmY_RN6c4w.P6akxXnTUCVNXft8zxS31e3XWShKkqp6ADMubPBGOts&dib_tag=se&keywords=etica+dell%27intelligenza+artificiale&qid=1749232262&sprefix=etica+de,aps,77&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=e1e1c79ec0476ecb90272f9799a883f6&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl)

[Luciano Floridi](https://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Floridi) è uno dei massimi esperti di filosofia dell’informazione e dell’etica informatica. In [questo testo](https://www.amazon.it/-/en/Luciano-Floridi/dp/8832854090?crid=1PMZS43CV0XLN&dib=eyJ2IjoiMSJ9.izaP33uCF2vCe_5NoQIVJhA7aEKuoA38YnmBrwENepBCkkisb8QppDXiNFgKe6S8MD5V-1SIxLW2FS8mp-MzTb3b0QFzif2MSSjp6G0BqjMJTMLeGTR7yZu-KuCpbi2h8jkJR4RaYaqRjgPC2e1Nm3DND_F_FYnIRERBU1m8He-AmT-4JFjrPZWUt-iLdqHRX0ZuWXo_HewTsQoytlL4g-CVbx3O_0-NtU-21CxZt0BePfEahaN5cWIctiPdZj6pfJBrF9iI0tPov1inMRB8g1abDpPlDR-92kmY_RN6c4w.P6akxXnTUCVNXft8zxS31e3XWShKkqp6ADMubPBGOts&dib_tag=se&keywords=etica+dell%27intelligenza+artificiale&qid=1749232262&sprefix=etica+de,aps,77&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=e1e1c79ec0476ecb90272f9799a883f6&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl) affronta le questioni morali, sociali e politiche legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Affronta con intelligenza questa trasformazione epocale in cui siamo immersi, **analizzando dubbi e preoccupazioni, ma anche le straordinarie opportunità**. Un libro profondo, con una bibliografia ricchissima, che ci ricorda come le rivoluzioni tecnologiche siano prima di tutto rivoluzioni umane.

![etica dellintelligenza artificiale Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/etica-dellintelligenza-artificiale.jpg)

## **[Sovrumano. Oltre i limiti della nostra intelligenza](https://www.amazon.it/-/en/Nello-Cristianini/dp/8815392106?crid=14N8END7DLQYA&dib=eyJ2IjoiMSJ9.JJXDy6UKtpuE152wd5MEBLPADElkSPfjx5O344H2GU_aHX5RDiBCweKgCNghbvX100FRg4Z0s8PIPt56joIHxsC9HE3_AESgwyUOTpG8QPNENadToEdvwwa0W6h475ds.en9uK4lVLTwljES0cYyOANeNJqZwH4VITcl0L8OjC6c&dib_tag=se&keywords=sovrumano+cristianini&qid=1749232345&sprefix=sovrumano,aps,69&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=6d10829f57434c1930dd6d99442350a5&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl) **

[Nello Cristianini](https://it.wikipedia.org/wiki/Nello_Cristianini), professore di Intelligenza artificiale presso l’Università di Bath. [Sovraumano](https://www.amazon.it/-/en/Nello-Cristianini/dp/8815392106?crid=14N8END7DLQYA&dib=eyJ2IjoiMSJ9.JJXDy6UKtpuE152wd5MEBLPADElkSPfjx5O344H2GU_aHX5RDiBCweKgCNghbvX100FRg4Z0s8PIPt56joIHxsC9HE3_AESgwyUOTpG8QPNENadToEdvwwa0W6h475ds.en9uK4lVLTwljES0cYyOANeNJqZwH4VITcl0L8OjC6c&dib_tag=se&keywords=sovrumano+cristianini&qid=1749232345&sprefix=sovrumano,aps,69&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=6d10829f57434c1930dd6d99442350a5&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl) è il terzo libro di una trilogia che con _La scorciatoia_ e _Macchine sapiens_, offre una panoramica chiara e attuale sull’evoluzione dell’AI, dalle origini con Turing agli strumenti moderni come ChatGPT. Cristianini esplora il concetto di **tecnologie “sovrumane”, capaci di superare l’intelligenza umana in alcuni ambiti**, e riflette su cosa significhi davvero convivere con macchine così potenti. Un testo agile, accessibile e ricco di spunti.

![sovraumani Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/sovraumani.jpg)

Guarda anche l’intervista che ho fatto a Nello Cristianini.

## [**Teoria letteraria per robot**](https://www.amazon.it/-/en/Dennis-Yi-Tenen-ebook/dp/B0D3LSGL81?crid=1MYGNLZ8EOM1R&dib=eyJ2IjoiMSJ9.jYGtOBuNzuS2mVnvlDvoFSXOyjJjPlYzo3zMNLty-zGHqHGaDhg4SqtQtEDHRIgML7eMIJShnRp52go3QjPRCqnJpjK4q1fMJLBOE_XoJhvqrbOvqQAr7uLqCb4sGBM9.rtnYX0FWH5CZSVH4V7Y0QesyYK5KW6oFq2L3tb6xL-o&dib_tag=se&keywords=teoria+letteraria+per+robot&qid=1749232520&sprefix=teoria+lett,aps,81&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=22245c7b2db27d747c0e5dd840ce9405&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl)

[Teoria letteraria per robot](https://www.amazon.it/-/en/Dennis-Yi-Tenen-ebook/dp/B0D3LSGL81?crid=1MYGNLZ8EOM1R&dib=eyJ2IjoiMSJ9.jYGtOBuNzuS2mVnvlDvoFSXOyjJjPlYzo3zMNLty-zGHqHGaDhg4SqtQtEDHRIgML7eMIJShnRp52go3QjPRCqnJpjK4q1fMJLBOE_XoJhvqrbOvqQAr7uLqCb4sGBM9.rtnYX0FWH5CZSVH4V7Y0QesyYK5KW6oFq2L3tb6xL-o&dib_tag=se&keywords=teoria+letteraria+per+robot&qid=1749232520&sprefix=teoria+lett,aps,81&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgvideo-21&linkId=22245c7b2db27d747c0e5dd840ce9405&language=en_GB&ref_=as_li_ss_tl) di Dennis Yi Tenen è un saggio breve ma affascinante che esplora il legame storico tra creatività umana e tecnologia. In poco più di un centinaio di pagine, l’autore ripercorre esempi sorprendenti, dai primi dispositivi meccanici utilizzati nel mondo arabo per comporre testi, fino all’odierna intelligenza artificiale come ChatGPT, mostrando **come le macchine abbiano sempre affiancato l’uomo nelle attività creative**. Il libro non si limita all’analisi tecnica, ma propone una riflessione filosofica profonda sul nostro rapporto con gli strumenti che usiamo per esprimerci. Un testo agile, originale e illuminante, consigliato tra le letture imprescindibili sul tema.

![teoria letteraria per robot Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/teoria-letteraria-per-robot.jpg)

## Conclusioni

**Formarsi** sui temi dell’intelligenza artificiale oggi richiede un grande impegno visto che si tratta di un argomento in continua e costante evoluzione in cui i rilasci e le innovazioni sono quotidiane e sempre più numerose.

Per questo ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/) la mia **academy sull’intelligenza artificiale** per chi vuole stare al passo e confrontarsi ogni giorno con questo cambiamento. 

Tuttavia anche i libri sull’intelligenza artificiale possono accompagnarti in un approfondimento di questa tematica e aiutarti a fare una riflessione su come utilizzarla in maniera consapevole per te stesso e per la società. 


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title: Come l’AI può aiutare a sviluppare le soft skill (umane)
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L’AI non sostituisce le competenze umane, ma può aiutarci ad allenarle ogni giorno"
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# Come l’AI può aiutare a sviluppare le soft skill (umane)

# Introduzione

In ambito professionale con l’AI stiamo facendo cose fuori di testa. 

Testi, immagini, video, supporto concreto nel lavoro, dai testi al coding. Cose così incredibili ed avanzate che qualcuno si spinge, qualche volta, a pensare che caratteristiche personali, le cosiddette [soft skill](https://www.raffaelegaito.com/soft-skills-2023/), si stiano **intorpidendo**, lasciando che l’entusiasmo per l’AI ci distragga da **ciò che ci rende veramente insostituibili**. 

E mentre leggiamo di continuo post o titoloni che recitano cose come: “[L’AI ammazza la creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/)”, o “L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro”, credo invece che quelle competenze umane come comunicazione, [leadership](https://www.raffaelegaito.com/leadeship/), empatia, [creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/) e pensiero critico e così via stiano diventando paradossalmente ancora più preziose, rare. 

L’AI non sostituisce le competenze umane, ma può diventare il nostro migliore alleato per svilupparle e potenziarle.

## L’evoluzione del mondo del lavoro

L’[intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-nel-marketing/), lo sappiamo, ha ridisegnato il mondo del lavoro, creando una curiosa dinamica. Mentre le tecnologie eccellono nell’esecuzione di qualunque task, la capacità di comprendere le emozioni, di contestualizzare, di negoziare, di ispirare un team o di adattarsi rapidamente ai cambiamenti sono diventate competenze che oserei definire “premium”.

Lavori nel digitale? Allora questa roba ti riguarda per forza perché **questa evoluzione rappresenta sia una sfida che un’opportunità unica**. La sfida consiste nel rimanere competitivi in un mercato che cambia rapidamente; l’opportunità sta nel fatto che l’AI può diventare uno strumento potentissimo per sviluppare proprio quelle competenze che ci rendono insostituibili.

## Come l’AI può potenziare le soft skills

Ho pensato fosse utile riflettere su alcune dinamiche che ci permettono di usare ogni giorno strumenti AI per allenare le soft skill, con qualche esempio.

### Comunicazione efficace

Parto dal punto più generalista, che tocca un pò tutti: **la comunicazione**. Email, testi, caption, copy per landing, adv e chi più ne ha più ne metta. Sono tutti esempi quotidiani di come l’intelligenza artificiale ci aiuta nel concreto. 

Ma come possiamo sfruttarla come una vera e propria **palestra per comunicare bene**?

L’AI può trasformarsi in un coach di comunicazione personale sempre disponibile. Strumenti avanzati possono analizzare i nostri testi, email e presentazioni, suggerendo miglioramenti nel tono, nella chiarezza e perfino nell’impatto emotivo. Per un o una freelance che deve conquistare la clientela, l’AI può aiutare a perfezionare la proposta commerciale, analizzando quale linguaggio risulta più persuasivo per il target specifico.

Chi si occupa di consulenza, ad esempio, può utilizzare l’AI per simulare conversazioni difficili con i clienti, ricevendo feedback immediati su come migliorare la propria capacità di ascolto attivo e, la cosa più importante, di **gestione delle obiezioni**. L’intelligenza artificiale può identificare pattern nella comunicazione che potrebbero risultare poco chiari o potenzialmente conflittuali, suggerendo alternative più efficaci.

[Comunicare bene](https://www.raffaelegaito.com/comunicare-bene/) significa allenarsi al dialogo, tanto quanto all’ascolto. 

Direi che avere la possibilità di “sfruttare” l’AI per questo scopo è qualcosa di veramente prezioso: poter fare domande, guardare e lasciarsi ispirare da altri punti di vista, **scegliere con cura le parole. **

### Leadership e gestione del team

Le competenze di leadership sono una delle soft skill fondamentali, soprattutto per coordinarsi con collaboratori, gestire fornitori o guidare progetti complessi. Puoi prepararti ad affrontare e gestire conflitti, dare feedback difficili e costruttivi, che non è una cosa scontata, o semplicemente migliorare la tua leadership, con l’aiuto di tool che simulano scenari reali. È come **allenarsi in un ambiente protetto**, dove puoi sperimentare strategie diverse senza paura di sbagliare. 

Chi fa impresa può utilizzare più di uno strumento, dal più comune ChatGPT, per esercitarsi nella gestione di situazioni delicate, come gestire una decisione impopolare al team o trovare il giusto spunto per mediare un conflitto. In questo caso puoi allenare l’AI ad assumere diversi ruoli, come un cliente arrabbiato, un membro del team che ha perso la rotta del proprio lavoro, o anche semplicemente trovare buoni punti di partenza per il public speaking o per le pubbliche relazioni. Allo stesso modo, quindi, è possibile allenare anche il **pensiero critico e l’attitudine al problem solving**. 

### Intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di comprendere, identificare, e gestire le emozioni proprie e altrui, non è una di quelle doti che “o ce l’hai o niente”. No. È come un muscolo. Si può **potenziare attraverso la pratica, la riflessione e, oggi, anche grazie alla tecnologia.**

Un modo concreto per farlo è analizzare i propri pattern comportamentali: come reagisci di fronte a un feedback negativo? Cosa provi quando ricevi un’email dai toni eccessivi? In quali situazioni perdi la pazienza? Tutto parte dalla consapevolezza.

Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.

Un esempio pratico è l’utilizzo dell’AI nel riconoscere segnali emotivi nel tono di voce, identificare schemi ricorrenti. Di persona queste sono attività che potremmo definire semplici, ma non è scontato invece riuscire a decifrare o empatizzare con testi e toni digitali.

## Strategie pratiche

Quanto detto fino ad ora ci fa pensare un pò all’AI come [un mentore](https://www.raffaelegaito.com/differenza-coaching-mentoring-tutoring/). Eppure non è la parola adatta. Prendiamo in prestito un concetto dal mondo dello sport: _sparring partner. _

Si tratta di una figura che serve ad allenare all’esercizio e simula, nella boxe per esempio, incontri con un altro atleta per aiutarlo o aiutarla a migliorare le sue tecniche e abilità. L’AI è lo sparring partner per crescere sul piano professionale e per allenare anche le skills personali. Ecco qualche approccio concreto da mettere subito in pratica.

### Routine quotidiane di allenamento soft

Le soft skill si costruiscono un po’ alla volta, ogni giorno. Bastano un pò di minuti di simulazioni con l’AI per lavorare su situazioni complesse: una trattativa, una presentazione da rendere più efficace, un confronto acceso da gestire con equilibrio, ma anche per imparare a sintetizzare e così via. È un campo di prova sicuro dove puoi**testare, sbagliare, rifare**.

### Feedback costante e misurabile

Come abbiamo visto parlando di comunicazione, l’AI può darti insight sulla chiarezza di un discorso, analizzando la struttura del testo. Può aiutarti a capire se un messaggio suona empatico o distante, incisivo o freddo. In pratica, hai sotto mano una lente d’ingrandimento per osservare meglio il tuo lavoro.

### Percorsi personalizzati

Ognuno di noi ha i propri punti deboli. L’AI può proporre esercizi cuciti su misura. Sei troppo morbido o morbida nelle negoziazioni? Fatti proporre scenari per allenare l’assertività. Tendi a sovrastare nelle discussioni? Allora ti puoi allenare sull’ascolto attivo. 

## Considerazioni 

È fondamentale tenere a mente una cosa: l’AI, per quanto potente e utile, non potrà mai sostituire l’esperienza reale. Il suo vero valore sta nel metterci a disposizione uno spazio sicuro dove possiamo esercitarci, sperimentare, migliorare. E soprattutto nel darci un punto di vista su comportamenti e dinamiche che spesso facciamo fatica ad analizzare da soli. 

## Conclusioni

L’intelligenza artificiale deve essere intesa come un amplificatore delle nostre capacità distintive. Il futuro appartiene a tutti quelli che sapranno accogliere, combinare, mescolare l’efficienza dell’intelligenza artificiale con il valore delle proprie competenze umane.

Penso che sia uno dei vantaggi competitivi per il futuro. 


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title: "Il fenomeno dei multipli: cos’è (con esempi)"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ti è mai successo di imbatterti in un'idea che avevi già pensato anche tu? Questo accade per via del fenomeno dei multipli."
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# Il fenomeno dei multipli: cos’è (con esempi)

## Introduzione

Ti è mai capitato di leggere o sentire di un’idea che avevi avuto anche tu? Un film che hai immaginato nella tua testa e che poi hai scoperto già esistere? Un romanzo con una trama simile a quella che avevi iniziato a scrivere? Oppure, è questo sono sicuro sia capitato a molti di noi, un’app innovativa che pensavi fosse unica e invece qualcuno, da un’altra parte del mondo, l’ha già realizzata? 

Se hai mai vissuto una di queste situazioni, potresti aver fatto esperienza diretta del **fenomeno dei multipli**, tecnicamente quando [le idee nascono insieme](https://www.raffaelegaito.com/non-parlo-della-mia-idea-perche-me-la-rubanoo/), in luoghi diversi e da persone diverse. 

Ma cosa significa davvero **quando un’idea viene a più persone contemporaneamente**, anche a chilometri o continenti di distanza, senza alcun contatto o comunicazione? È solo una coincidenza? Oppure qualcosa di più profondo e radicato nella natura della [creatività umana](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/)?

Ho pensato fosse interessante esplorare il concetto dei **multipli** con qualche esempio, e capire perché a volte certe idee sembrano “pronte” per nascere, al di là di chi le pensa per primo o prima.

## Che cos’è il fenomeno dei multipli?

Semplificando al massimo, il fenomeno dei multipli avviene quando diverse persone tra loro, in maniera del tutto scollegata, fanno la stessa scoperta o danno vita alla stessa invenzione simultaneamente (o quasi). 

Il termine **multipli** è stato coniato nell’ambito della storia, della scienza e della filosofia per indicare il **verificarsi indipendente della stessa scoperta o invenzione da parte di più persone nello stesso periodo storico**. In altre parole, si tratta di **idee identiche o simili che emergono indipendentemente in contesti separati**.

Premetto subito: non si tratta di plagio o copia, anche se potrebbe sembrare, si tratta invece di **intuizioni parallele**, nate senza influenze dirette ma stimolate da uno stesso sistema.

## Come avviene il fenomeno dei multipli

Steven Johnson, autore di [un libro che affronta l’argomento](https://amzn.to/40iETxK), sostiene che le grandi idee raramente nascono da un momento di genio isolato. Piuttosto, si sviluppano in ambienti favorevoli che favoriscono la connessione e l’evoluzione delle intuizioni. L’autore identifica **sette modelli ricorrenti** che favoriscono il generarsi di idee, intuizioni e invenzioni:

- **La lenta incubazione (The Slow Hunch),**Le idee impiegano tempo per svilupparsi. Molte intuizioni restano latenti per anni prima di maturare
- **Le reti (Liquid Networks),**vale a dire che****ambienti flessibili e interconnessi, come laboratori, coworking o città vivaci, facilitano la condivisione di idee e stimolano la creatività
- **L’adiacente possibile (The Adjacent Possible),**cioè****le nuove idee emergono da ciò che è immediatamente possibile in base alle tecnologie e alle conoscenze del momento
- **La serendipità (Serendipity),**che è un concetto che amo,****e cioè le scoperte più importanti, le idee più belle spesso accadono per caso, quando si è esposti ad altri eventi apparentemente scollegati
- **L’esplorazione degli errori (Error),**metodo che è alla base della sperimentazione, e cioè gli errori, se analizzati, possono portare a innovazioni. Molte scoperte scientifiche, se ci pensi, sono nate da fallimenti
- **Adattamento (Exaptation).**Tecnologie o idee nate per un certo scopo vengono riadattate per risolvere problemi diversi 
- **Le piattaforme (Platforms),**per cui ambienti aperti e condivisibili (come le piattaforme digitali, spazi pubblici) fungono da trampolino per nuove idee e innovazioni.

## Esempi storici del fenomeno dei multipli

Uno degli esempi storici più famosi del fenomeno dei multipli è quello del **calcolo infinitesimale**, sviluppato **contemporaneamente ma separatamente** da [**Isaac Newton** e **Gottfried Wilhelm Leibniz**](https://en.wikipedia.org/wiki/Leibniz%E2%80%93Newton_calculus_controversy) nel XVII secolo. Entrambi elaborarono strumenti matematici potentissimi, ma iniziarono una lunga disputa su chi ne fosse il vero autore. Oggi si ritiene che entrambi siano giunti all’invenzione in modo indipendente.

Anche la teoria dell’evoluzione tramite selezione naturale [è frutto della stessa dinamica](https://evolution.berkeley.edu/the-history-of-evolutionary-thought/1800s/natural-selection-charles-darwin-alfred-russel-wallace/). Anche se **Charles Darwin** riguardo alla teoria è il nome più celebre, un altro naturalista, **Alfred Russel Wallace**, giunse alla stessa intuizione mentre studiava le specie nel sud-est asiatico. Quando Wallace scrisse a Darwin per comunicargli la sua scoperta, Darwin si affrettò a pubblicare il suo lavoro, e i due finirono per presentare insieme le loro teorie alla comunità scientifica nello stesso anno. 

Il telefono è un altro classico esempio. [**Alexander Graham Bell** e **Elisha Gray**](https://www.marks-clerk.com/insights/latest-insights/102k371-alexander-graham-bell-and-the-patenting-of-the-telephone-a-revolutionary-milestone-in-communication/) presentarono i loro progetti di brevetto **nello stesso giorno**del 1876, con una differenza di poche ore. Anche in questo caso, si discusse a lungo su chi fosse il vero inventore, tuttavia si è trattato solo di un momento in cui che **la tecnologia era ormai matura**: molte persone nel mondo stavano lavorando su dispositivi simili. 

## Esempi attuali di multipli

Il fenomeno dei multipli non si limita alla scienza. Anche nel mondo creativo assistiamo continuamente a **idee parallele** che sembrano sbocciare insieme.

### Film con trame simili

**“Armageddon”** e **“Deep Impact”** sono due film del 1998 ed entrambi  parlano di un gigantesco asteroide in collisione con la Terra con annesse missioni disperate per deviarlo.  
nel 2006 escono quasi contemporaneamente **“The Prestige”** e **“The Illusionist”** due film che raccontano storie di prestigiatori vissuti nell’Ottocento.  
E come dimenticarsi di **“A Bug’s Life”** e **“Antz”**: due film d’animazione con protagoniste le formiche, entrambi del 1998. Una vicenda, questa, che generò tantissime tensioni negli studi di produzione che [iniziarono ad accusarsi a vicenda di aver copiato l’idea](https://en.wikipedia.org/wiki/Antz#:~:text=Whereas%20A%20Bug's%20Life%20relied,idea%20was%20stolen%20by%20Katzenberg.).

In tutti questi casi, le varie case produttrici negarono qualsiasi tentativo di plagio, semplicemente le produzioni sono nate **da idee simili, maturate nello stesso ecosistema culturale** (che forse aveva bisogno di quel tipo di storie, in quel determinato momento).

### Startup e app

Al di là dei film gemelli, questo fenomeno si verifica anche nel mondo della tecnologia, e qui è ancora più evidente. Molte app che usiamo ogni giorno, da Instagram passando da Uber e da Airbnb, **sono nate in ambienti dove altri gruppi stavano lavorando a progetti simili**, senza conoscersi.

Uno degli esempi più conosciuti è la disputa avvenuta tra [Facebook e ConnectU.](https://dailyfreepress.com/09/09/00/50912/) ConnectU ha persino fatto causa a Mark Zuckerberg per furto di idee, ma i concetti base erano già nell’aria, con più team che ci stavano lavorando. 

Altri due esempi sono stati Instagram e Hipstamatic e Airbnb e Couchsurfing. 

## Come si spiega?

Ci sono varie spiegazioni del fenomeno dei multipli: 

### La maturità del contesto culturale e scientifico

Quando certe **conoscenze**sono diffuse e disponibili a tutti, è più facile che molte persone arrivino **alle stesse conclusioni o soluzioni**. Ad esempio, il calcolo infinitesimale fu possibile perché la matematica del tempo era già molto avanzata. Senza quel contesto, né Newton né Leibniz avrebbero potuto fare la loro scoperta.

### Lo zeitgeist

Il termine tedesco **“[zeitgeist](https://en.wikipedia.org/wiki/Zeitgeist)“**, ovvero lo “spirito del tempo”, indica l’insieme delle idee, dei valori e delle tendenze dominanti in una certa epoca. Quando qualcosa è nell’aria, è probabile che **più persone la percepiscano e la traducano in qualcosa di concreto**, anche se non si conoscono tra loro.

### L’inconscio collettivo

Lo psicologo Carl Gustav Jung parlava di **inconscio collettivo**: un livello della psicologia condiviso da tutti gli esseri umani, [in cui si muovono archetipi e simboli comuni](https://www.raffaelegaito.com/marketing-mitologico/). Potremmo considerare i multipli come **il manifestarsi creativo di questi schemi**, che emergono in sincronia.

### La connettività globale

L’abbiamo detto: viviamo in un mondo **iperconnesso**. Anche se non ci rendiamo conto, siamo **influenzati dagli stessi trend, leggiamo le stesse notizie, usiamo gli stessi**strumenti tecnologici. Questo allineamento culturale rende più probabile che due persone, in luoghi diversi, pensino cose simili nello stesso momento. 

## I multipli sono una risorsa, non un problema

Immagino che molte persone si possano sentire frustrate nello scoprire che **qualcun altro ha avuto la loro stessa idea**. Forse però, il fenomeno dei multipli può essere visto anche come una conferma: se un’idea emerge in più menti, forse **è un’idea valida, matura, pronta per il mondo**.

Inoltre, **la prima idea non è sempre quella vincente**. Molti innovatori hanno avuto successo **perché hanno saputo eseguire meglio l’idea**, o adattarla meglio al contesto, non perché l’hanno avuta per primi.

E anche nella scienza, ad esmepio, si riconosce che **il vero valore sta nella dimostrazione, nello [sperimentare](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/), nell’applicazione**, più che nell’intuizione iniziale.

**Le idee circolano, emergono, si trasformano**. Pretendere di possederle in modo esclusivo può essere un’illusione. Quello che conta davvero è **come le realizzi, come le arricchisci, come le condividi**.

Anche se qualcuno ha avuto la tua stessa idea, **la tua versione può essere diversa, migliore, arricchita da qualche unicità**. Molti progetti sono nati così: partendo da qualcosa di già esistente, ma trovando **una nuova angolazione, un nuovo target, un nuovo valore aggiunto**.

## Conclusioni

Il fenomeno dei multipli ci ricorda che la creatività è **una forza collettiva**, che si muove attraverso epoche, culture e individui. Le idee non nascono nel vuoto, ma **si accendono quando le condizioni sono pronte**.

Nel suo libro [Big Magic](https://amzn.to/4lixRB8), Elisabeth Gilbert racconta di questo: le idee sono folletti che ci vengono a stuzzicare e se non li accogliamo vanno altrove. Dice: “_All’ispirazione è concesso di fare ciò che vuole e non deve rendere conto a nessuno.”_

**Le idee non ci scelgono solo perché siamo i primi, ma perché siamo pronti ad accoglierle e a farle vivere**.


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title: "Il Golden Circle: perché è fondamentale nella comunicazione"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il Golden Circle è un modello che aiuta aziende e individui a comunicare con efficacia e autenticità partendo dal \"perché\""
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# Il Golden Circle: perché è fondamentale nella comunicazione

## Introduzione

A Seattle, 15 anni fa, [Simon Sinek](https://simonsinek.com/) teneva il suo discorso al TedX. 

Il titolo dell’intervento era “**How great leaders inspire action**”, come i grandi leader ispirano l’azione e, dopo 15 anni, quello è uno dei 3 speech dell’evento più seguiti nella storia. 

Oggi quell’intervento è ancora di una potenza galattica, ancora oggi ispira e motiva nuovi imprenditori e imprenditrici. Il motivo è semplice: quel discorso parla di una grande verità, valida 15 anni fa come oggi, pure in un mondo dove le cose vanno alla velocità della luce. 

Il cuore del suo discorso è un concetto semplice quanto rivoluzionario: **il Golden Circle**. Ma cos’è esattamente il Golden Circle? E perché è così importante per chi comunica, fa impresa o guida un’azienda o un’attività?

## Cos’è il Golden Circle

Dall’innovazione tecnologica, ai piccoli business, dal marketing all’artigianato, online quanto offline, in ogni singolo ambito, **riuscire a distinguersi davvero può sembrare un’impresa titanica**. Eppure, ci sono aziende, persone e organizzazioni che riescono a ispirare, a conquistare un [pubblico fedele](https://www.raffaelegaito.com/fidelizzazione-dei-clienti/) e a guidare cambiamenti piccoli o epocali. 

A prescindere da cosa dicono, vendono, propongono, ognuna di queste realtà condivide un modello ben preciso. E proprio nel suo celebre intervento Simon Sinek ha decodificato in qualche modo quel modello, il Golden Circle, o cerchio d’oro. 

Si tratta di una semplice struttura astratta di cerchi concentrici:

- **Why (Perché)**. Al centro del cerchio: la causa, la convinzione profonda, lo scopo
- **How (Come)**. Il processo unico o il modo in cui si realizza quella visione
- **What (Cosa)**. Il prodotto o servizio finale, ciò che l’azienda offre materialmente.

Semplificando al massimo, secondo Sinek la maggior parte delle persone e delle aziende comunica seguendo un metodo che nasce dalla parte più esterna verso l’interno (dal cosa al perché), mentre **i e le leader capaci di ispirare comunicano dal dentro verso fuori** (partono dal perché per arrivare al cosa).

Sul tema, lo stesso Sinek, ha pubblicato due libri bellissimi:

- [Partire dal perché](https://amzn.to/45Oph8K)
- [Trova il tuo perché](https://amzn.to/3T9sNmJ)

## Definizione dei tre cerchi del Golden Circle

Il Golden Circle è un concetto che ho sempre trovato molto utile per chiarire la visione e la comunicazione di un progetto, personale o aziendale che sia.

### Why, il perché

Partiamo dal centro. Il Why è la tua causa, la tua convinzione profonda. È**il motivo per cui ti alzi la mattina e fai quello che fai**. E no, non è “fare soldi”. Quello è un risultato, non un fine.

Mi fa venire in mente un metaforico motore interno, la spinta interiore. È la risposta a domande non sempre troppo semplici come:

- Perché esisti, come professionista o azienda?
- Qual è la tua battaglia lavorativa?
- In cosa credi così tanto da dedicarci la tua vita sul lavoro?
- Cos’è che, professionalmente, ti fa sentire innamorato o innamorata?

Sinek fa l’esempio di Apple, che non vende solo tecnologia. Vende una filosofia: pensare in modo diverso, sfidare lo status quo. È questo che attira le persone, non il modello di Mac.

### How, il come

Il come è il tuo stile, il tuo modo unico di fare le cose. Sono i valori che ti guidano, i processi che usi, il tono con cui comunichi. **È quel tocco che ti rende riconoscibile tra mille**.

Apple, per dire, realizza prodotti semplici, intuitivi, belli da usare. Questo è il suo come.

È il metodo. Quello che ti differenzia dalla massa. La tua firma. 

### What, il cosa

E infine c’è il What, cioè cosa fai concretamente: vendi un servizio, offri un prodotto, fai una consulenza. È la parte visibile del tuo lavoro.

Ma secondo Sinek e come anticipato, la maggior parte delle persone e delle aziende comunica al contrario: partono dal cosa, poi spiegano il come, e raramente arrivano al perché.

I leader e le aziende che ispirano, invece, fanno l’opposto.

Apple non dice: “Facciamo ottimi computer”. Ti dice: “Crediamo nel pensare in modo diverso (Why). Sfideremo le regole con prodotti belli e semplici (How). Ah, e sì, facciamo anche computer (What)”.

Questo è un cambio di prospettiva importante. **Perché le persone non comprano quello che fai, comprano perché lo fai**. E se il tuo “perché” è chiaro, attirerai chi crede nelle stesse cose.

## Neuroscienza, non solo marketing

Simon Sinek non si limita a tirare fuori una teoria e lasciarla lì. Fa un passo in più e collega il Golden Circle al [funzionamento del nostro cervello](https://www.raffaelegaito.com/neuromarketing/). 

In sostanza, e senza addentrarci in tecnicismi che non sono la mia materia, i tre cerchi del Golden Circle corrispondono a tre livelli del cervello umano. Te li spiego in modo semplice:

- **Neocorteccia**, cioè la parte razionale, quella che elabora il linguaggio e la logica. Corrisponde al What, cioè cosa fai.
- **Sistema limbico**, invece, è il cuore delle emozioni, dei comportamenti, delle decisioni. E guarda un po’? Qui ci stanno sia il Why che l’How.

Le decisioni vere, quelle che ci guidano, che danno una spinta, una carica, che corrispondono ad un momento di felicità e di soddisfazione non le prendiamo con la logica. **Le prendiamo con le emozioni**.

Solo dopo cerchiamo una giustificazione razionale per far quadrare tutto nella nostra testa. O per dare delle motivazioni, per spiegare le nostre scelte etc. Ma l’impulso, quello è ciò che arriva per primo.

In pratica quando comunichi partendo dal tuo perché stai parlando direttamente al cervello emotivo di chi ti ascolta. **E il cervello emotivo guida le azioni.**

[Per questo le storie funzionano](https://www.raffaelegaito.com/importanza-storytelling/). Per questo le visioni ispirano. Per questo la gente segue leader che credono (veramente) in qualcosa.

Sinceramente, credo che sia una materia molto interessante, da conoscere anche solo per il piacere di approfondire qualcosa di così affascinante e che riguarda tutti noi.

## Perché il “Why” è così importante

Abbiamo visto quindi, che è una questione di motivazione quanto di biologia. 

Le aziende o i professionisti e le professioniste che partono dal “perché” ottengono:

- **Fedeltà**: le persone ti seguono per convinzione
- **Innovazione autentica**: una causa forte spinge a creare prodotti o servizi coerenti con i propri valori
- **Chiarezza e coerenza**: sapere perché fai qualcosa dà coerenza a ogni decisione, campagna, comunicazione e prodotto
- **Leadership**: si verifica un passaggio sottile ma importante, non sei un o una leader che gestisce ma che ispira e guida.

E aggiungerei una cosa che mi sembra sempre più evidente: ormai abbiamo sviluppato una sorta di radar. Appena vediamo un nuovo prodotto, un corso, un servizio ci bastano pochi secondi per capire se è l’ennesima cosa tirata su solo per vendere (magari pure male), oppure se dietro c’è davvero un perché, un valore autentico e una visione.

Lo senti. Lo percepisci. Lo riconosci.

**Perché quando manca quella spinta dietro si nota subito**. E oggi più che mai, chi sta dall’altra parte non è più disposto ad accettarlo.

## Casi d’uso reali

Quando all’inizio ho detto che questo approccio è estendibile ad ogni singolo ambiente, intendo dire che davvero **nessun campo è escluso**. Online, offline, piccole aziende, corporate, startup. 

Tutti possono approcciare ad un metodo che non sia banale, scontato, che dia la prova concreta che chi ci segue lo fa perché si riconosce. 

Il salto lo fai quando non vendi solo una scarpa, ma un’idea di libertà. Quando non offri solo un software, ma una visione diversa del lavoro. Quando non servi cibo, ma esperienza. È lì che si inizia a conquistare con le persone.

E questo vale anche all’interno dell’azienda. Vorrei fare qualche esempio di casi d’uso reali. 

Mettiamo il caso dell’HR. Quando devi assumere qualcuno, ti fermi alle competenze o vai oltre? Perché trovare persone che **condividono il tuo sistema di valori** è dieci volte più potente che trovare solo chi sa usare bene un tool. È quel tipo di allineamento che ti permette di costruire una cultura aziendale solida. 

[Oppure nella leadership](https://www.raffaelegaito.com/leadeship/). Come leader, se non sei tu il primo o la prima a incarnare quel “perché”, se non lo trasmetti in ogni singola azione, chi dovrebbe farlo al posto tuo?

[E nella libera professione](https://www.raffaelegaito.com/libri-per-freelance/), quante volte ti sei presentato o presentata dicendo cosa fai? E quante invece hai raccontato perché lo fai? Guardiamo a LinkedIn nell’ultimo periodo: tanti _cosa_ e pochi _perch_é, eppure quando comunichi bene la tua motivazione e ciò che ne consegue, iniziano ad arrivare le persone giuste: clienti, collaboratori, [community](https://www.raffaelegaito.com/creare-una-community/). **Non perché hai urlato più forte, ma perché hai fatto vibrare la corda giusta**.

E nel marketing cambiare la narrazione significa far succedere una magia: le persone non stanno più comprando da te, **ma stanno comprando te**. Si riconoscono, si sentono parte di qualcosa. E a quel punto il prezzo, la concorrenza etc. diventano dettagli.

È un lavoro di identità. Di chiarezza. Di visione.  
E ti assicuro: quando trovi il tuo perché, tutto il resto inizia ad avere un senso diverso.

## Come trovare il tuo perché?

Rispondere a questa domanda è un po’ come trovare la pietra filosofale.

**Però c’è sempre un punto da cui partire**. Intanto vorrei rassicurarti che il tuo perché professionale non deve essere sempre lo stesso per la vita. Ci saranno dei momenti che ti motiverà qualcosa e altri in cui saranno altre le cose a farti sentire lavorativamente vivo o via. 

Però una buona base potrebbe essere **partire dal passato**.  
Quali esperienze sul lavoro ti hanno segnato? Non cose belle per forza, ma **quelle che ti hanno trasformato. **

Poi puoi cercare **tra i tuoi successi più autentici**. E non parlo di quelli che fanno contenta la mamma o che vanno bene per LinkedIn. Parlo di quei momenti in cui hai detto: “Wow”. Cosa c’era in comune tra quei momenti? Cosa ti ha dato quella soddisfazione vera che senti nella pancia?

E infine, **chiedi agli altri**. Chi ti conosce bene spesso vede cose che tu non riesci a vedere. Ti leggono tra le righe, ti osservano da fuori, ti restituiscono una versione di te che può rivelarti dettagli che, come professionista, non pensi di avere.

Non sottovalutare queste domande. Perché se le affronti sul serio, con coraggio e onestà stai letteralmente scavando per trovare il tuo oro.

## Conclusione

Il mio ultimo libro, [_Guida pratica al marketing della generosità_](https://amzn.to/4bgDMD8), segue, nei capitoli, la struttura del Golden Circle. Un perché, un cosa e un come. L’ho pensato così perché mi sembra il modo più semplice e onesto di fare marketing. 

È una **lente per guardare dentro sé stessi, nelle aziende, e nel mondo del lavoro che vogliamo costruire**. In un tempo in cui essere visti non basta più, ciò che fa davvero la differenza è **ispirare**.

Quindi te lo chiedo: **perché fai quello che fai?**


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title: "ChatGPT: come proteggere dati e privacy"
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date: "2024-12-02T18:15:12+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Scopri 5 consigli pratici per gestire la privacy dei dati in ChatGPT. Proteggi le tue informazioni con strategie semplici ed efficaci.
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# ChatGPT: come proteggere dati e privacy

## Introduzione

Ormai si può dire che ChatGPT, [così come altre decine di strumenti di Intelligenza Artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/), sono il pane quotidiano per molti di noi. Tanto a livello professionale che personale.

Il collega di lavoro che ci affianca, una delle fonti più rapide e vaste di informazioni, tante funzionalità che vanno ben oltre quello che potevamo immaginare appena un paio di anni fa. 

Ma come possiamo usare [ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-chatgpt/) prestando attenzione alla **sicurezza e alla privacy dei nostri dati**? Questo è una delle domande che mi fate spesso. 

Ne ho parlato in passato, in un video, e ritengo fondamentale tornarci su senza dare nulla per scontato, soprattutto per chi utilizza questo strumento da poco tempo, in ambito lavorativo o personale. Ho raccolto **7 consigli pratici** da applicare e che puoi scegliere di utilizzare in base alle tue esigenze.

## Informativa sulla privacy di ChatGPT

Prima di entrare nel vivo di questi consigli, farei una panoramica su quella che è l[‘informativa della Privacy di ChatGPT](https://openai.com/it-IT/policies/row-privacy-policy/). Sulla pagina ufficiale la policy è molto chiara e, in sostanza, spiega come:

- I dati vengono raccolti direttamente dai fruitori del servizio
- Quegli stessi dati vengono utilizzati per****fornire, mantenere e migliorare i servizi di ChatGPT
- I dati possono essere condivisi
- L’utente ha pieno diritto di correggere, cancellare i propri dati, revocare il consenso
- Vengono adottate misure di protezione, ma si specifica che la trasmissione su internet può non essere del tutto sicura.

A questo va aggiunto che le condizioni di questa informativa possono subire modifiche, cambiamenti che quando si parla di Intelligenza Artificiale avvengono quasi alla velocità della luce. Come fare, quindi, per **proteggere i propri dati**?

## Utilizzare la chat temporanea

Si tratta della versione digitale del “parliamo e basta”. **Nessun archivio, nessuna cronologia, nessuna traccia.**Perfetta per testare idee, scambiarsi informazioni e fare in modo che ogni cosa che cerchi o scrivi non resti nella cronologia, non addestra i modelli e non aggiorni la memoria del tool.

Ovviamente, tutto quello che scrivi è temporaneo, per cui sparisce del tutto e non puoi recuperare le informazioni in alcun modo.

Questa funzionalità la trovi in alto a destra dello schermo ed è disponibile anche dalla versione ChatGPT mobile.

## Chat condivise

Le chat condivise di ChatGPT, se non ti è capitato di generarle o di riceverne, ti permettono di **generare un link pubblico per condividere una conversazione con altre persone**. Questa funzionalità, sebbene utile, comporta alcuni rischi: può esporre **dati sensibili**, essere **letta da più persone, anche non diretti destinatari**(ad esempio ex dipendenti) e per questo sarebbe meglio **controllare regolarmente** i link condivisi ed eliminare quelli non più necessari.

Nelle impostazioni, sotto la sezione “Data controls”, è possibile gestire facilmente tutti i link creati, visualizzando la lista completa delle chat condivise e cancellandole con un clic.

## Anonimizzare i dati

Il mio primo consiglio per proteggere i dati sensibili su ChatGPT è tentare il più possibile di **anonimizzare le informazioni** che inserisci. Se, ad esempio, nel testo sono presenti nomi, cognomi, numeri di telefono o email, sostituiscili con codici che affidi ad ognuno di essi (es. Cliente 1, 2, 3). Questo è un passaggio importante, soprattutto per chi lavora con dati riservati, come ad esempio può esserlo un elenco clienti in un file Excel o CSV. Basta sostituire i dettagli personali con codici per aggiungere un primo livello di protezione.

## Utilizzare il piano Team

Il mio secondo consiglio è quello di valutare il piano [Team](https://openai.com/chatgpt/team/). Questo piano garantisce che i dati che tu o gli altri membri del team inserite **non siano usati per il training dei modelli**, oltre ad includere funzionalità aggiuntive. Costa $5 in più rispetto al piano Plus e richiede l’utilizzo di almeno due utenti, per cui può risultare ideale per piccole aziende, agenzie o startup. Se condividi dati con il tuo team, questa è un’opzione più che vantaggiosa.

## Per le grandi aziende: versione Enterprise

Se stiamo parlando di aziende più grandi, che gestiscono una quantità significative di dati o **necessitano di una sicurezza avanzata,**il mio consiglio è quello di considerare il piano [Enterprise di OpenAI](https://openai.com/chatgpt/enterprise/). Questo piano offre strumenti di gestione dei dati di livello avanzato e ulteriori opzioni di sicurezza. Te lo dico già che non è questa l’opzione più economica, ma può fare una grande differenza in contesti aziendali che richiedono una protezione dei dati più rigorosa.

## Gestire le impostazioni di privacy

Per quanto possa sembrare un consiglio abbastanza basic, è anche una di quelle cose molto sottovalutate. All’interno di ChatGPT puoi **controllare regolarmente le impostazion**i.

Da qui puoi cancellare le chat, gestire i link condivisi ed eliminarli o scaricare tutti i dati utilizzati (opzione Export Data). 

Inoltre, disattivare la cronologia impedisce a ChatGPT di memorizzare le nuove conversazioni per più di 30 giorni. Questo è l’equivalente, per fare un parallelo, di navigare in “modalità incognito” e offre un ulteriore livello di sicurezza per le conversazioni che vuoi restino riservate.

## Utilizzare il privacy center di OpenAI

Ultimo, ma non per importanza: utilizza il privacy center. In [questa sezione](https://privacy.openai.com/policies) di OpenAI puoi fare direttamente richiesta di cancellazione dal training. Questa è un’opzione particolarmente utile per chi utilizza ChatGPT a livello professionale e ha bisogno di **mantenere il controllo sui propri dati**. Dati sensibili, nomi, cifre: tutto questo potrebbe richiedere un maggior livello di privacy. 

Ora che ChatGPT ha anche la memoria, tra le altre cose, questi consigli assumono un valore ancora più potente. 

## Conclusioni

Se la protezione dei dati online è qualcosa che non c’è nemmeno bisogno di dirlo quando sia importante, con l’avvento degli strumenti di intelligenza Artificiale questo è un argomento ancora più delicato.

Finche usiamo l’IA per chiedere ricette, consigli sul giardinaggio o supportarci nella stesura di articoli del blog allora non corriamo rischi, ma quando iniziamo a utilizzarla per task di lavoro **dove trattiamo dati sensibili**, allora la cosa si fa seria.


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title: Tecniche e guide per migliorare i prompt
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slug: prompt-engineering
author: Raffaele Gaito
excerpt: "Prompt engineering: ecco 5 risorse gratuite e tecniche concrete per scrivere comandi davvero efficaci con l’AI."
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# Tecniche e guide per migliorare i prompt

## Introduzione

Davanti a [tanti strumenti AI](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/) la sensazione comune è quella di avere tra le mani una Ferrari, quando abbiamo sempre guidato auto comuni. 

Croce e delizia: da un lato la curiosità e la voglia di fare qualcosa di eccezionale, dall’altro la consapevolezza che è **una materia da scoprire, approfondire e studiare**. A volte ci sembra di fare da subito dei mega progressi, altre viviamo un bel blocco, che non ci fa ottenere i risultati sperati. 

La verità è semplice: le tecniche di prompt, l’arte di scrivere comandi efficaci per gli strumenti di intelligenza artificiale, si possono affinare con un mix di risorse ufficiali, tecniche concrete e consigli pratici.

## Imparare a fare prompt

Una delle cose su cui vale davvero la pena investire tempo e attenzione oggi è **imparare a scrivere prompt in modo efficace**. È una competenza che può sembrare semplice, ma che in realtà fa tutta la differenza quando si lavora con strumenti anche diversi tra loro. Perché ormai, che ce ne rendiamo conto o meno, li usiamo ovunque.

Pensiamo a [ChatGPT,](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-chatgpt/) che ci aiuta a scrivere testi, migliorare post, creare piani editoriali. Oppure a strumenti come [GitHub Copilot](https://github.com/features/copilot), un vero e proprio assistente per scrivere codice o redigere documenti di livelli tecnici. Ci sono poi AI come [Gemini](https://gemini.google.com/app?hl=it), utilissime per pianificare progetti o analizzare grandi quantità di dati. E Claude, che molti utilizzano per sessioni di [brainstorming](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/) strutturate e creative.

In tutti questi casi, la qualità del risultato dipende anche da **come formuliamo la richiesta**. Un prompt ben costruito può farci risparmiare ore di lavoro e restituirci esattamente ciò che ci serve. Al contrario, un comando vago o mal strutturato rischia di portarci fuori strada, facendoci perdere tempo.

## 5 risorse gratuite e ufficiali per imparare il prompt engineering

Aldilà della sperimentazione, puoi trovare tanto materiale per approfondire. Queste sono **5 guide gratuite**, ufficiali e ben fatte. 

### La guida ufficiale di OpenAI (per ChatGPT)

[Questa è la Bibbia del prompt engineering per chi usa ChatGPT](https://platform.openai.com/docs/guides/gpt-best-practices). È fatta benissimo e ti mostra 6 strategie fondamentali:

- Scrivi istruzioni chiare
- Fornisci contesto
- Dai esempi
- Scomponi i task complessi
- Usa formati precisi
- Adatta tono e stile

Ogni strategia è spiegata con **tattiche specifiche**, tipo l’utilizzo di espressioni come “act as” (agisci come), oppure “compara due alternative”.

Si tratta di una guida in inglese, un motivo in più per imparare la lingua.

### La prompt library di Anthropic (per Claude)

Claude è il chatbot che la maggior parte degli utenti usa per conversazioni anche su temi più profondi e umanistici, [ma questa libreria va bene per chiunque](https://docs.anthropic.com/en/home).

Si tratta di una collezione di prompt pronti all’uso, **divisi per categorie**:

- Personali
- Business
- Creativi
- Etici

Dentro puoi trovare spunti per prompt come “Mood Colorizer”, “Website Wizard” o “Ethical Dilemma Navigator”. Ogni voce ha:

- Esempio di prompt già scritto
- La risposta probabile
- Il codice per usarlo via API

Molto utile per chi vuole **esempi concreti già funzionanti.** Tuttavia, devo sottolineare l’importanza di prendere queste guide come esempi e spunti, di contestualizzare, adattare, personalizzare e così via, e di non limitarsi a fare copia e incolla del prompt, senza alcuna personalizzazione.

### Microsoft Learn: guida ai prompt per CoPilot

Per chi usa i prodotti Microsoft, in [Microsoft Learn](https://support.microsoft.com/en-gb/topic/learn-about-copilot-prompts-f6c3b467-f07c-4db1-ae54-ffac96184dd5) trova un lavoro utile a guidare la realizzazione dei prompt con una struttura più teorica, nel senso che spiega soprattutto **che approccio avere nella costruzione del comando**, come:

- Definire l’obiettivo
- Aggiungere un contesto
- Specificare la fonte
- Stabilire le aspettative
- Strutturare bene i task.

Inoltre al suo interno ci sono esempi, mini-video, e tanti spunti utili per chi lavora con Word, Excel, Outlook e via dicendo.

### **Prompt Writing per Gemini (Google)**

[Questa è la guida](https://support.google.com/a/users/answer/14200040?hl=en) più minimalista e piccolina tra le cinque, ma è ufficiale e utile per chi lavora con gli strumenti di casa Google.

La guida presenta semplicemente **5 principi base** per scrivere meglio:

- Sii diretto
- Chiedi passo dopo passo
- Specifica il tono
- Fornisci esempi
- Controlla l’output

Non ci trovi tecniche avanzatissime e se usi gli strumenti da un pò sono cose che sicuramente già sai fare, ma per cominciare va bene e in generale è sempre utile fare il confronto tra i vari strumenti.

### La sezione FAQ di Perplexity AI

La chicca finale. Se usi Perplexity (una bomba, te lo dico), [questa pagina è molto utile](https://www.perplexity.ai/help-center/en).

Al suo interno trovi diverse sezioni con domande e con esempi concreti su:

- Ricerche 
- Generazione testi
- Materiale e documenti accademici
- Scrittura creativa e altro.

In più trovi **una struttura universale** per scrivere prompt efficaci, adattabile a qualsiasi caso d’uso.

## Tecniche pratiche per scrivere prompt migliori

Una volta che hai studiato e letto le guide allora devi **sporcarti le mani**. Qui sotto ti lascio alcune tecniche che uso e consiglio per ottenere risultati concreti e personalizzati.

- **Brainstorming**: chiedi di supportarti nel brainstorming e poi affina le idee dopo che le hai ricevute
- **Botta e risposta**: da trattare come un collega, non come un oracolo
- **Act as**: chiedi al tool di agire come un esperto del campo che ti interessa approfondire
- **Spiegamelo come se**: crea il contesto giusto (ad esempio: spiegamelo come se fossi un bambino)
- **Reverse Engineering:**scomponi le questioni partendo dalla fine, usando il tool come un coach. (Ad esempio: Analizza questo testo. Quali leve persuasive usa?) 

Queste sono tecniche di base, ma viene da sé che **tutto va adattato e contestualizzato al tuo ambito professionale**. Cambia il tono di voce, cambiano le persone a cui parliamo, cambiano i formati e anche l’obiettivo e tutte queste informazioni devono sempre essere considerate ed inserite nei prompt.

## Conclusioni

Le risorse ci sono, le tecniche anche: **ora tocca a te sperimentare, sbagliare, migliorare e trovare il tuo stile nel prompt engineering**. Non c’è una formula magica (anche se per tante persone l’AI è ancora questo, una magia) ma esiste sicuramente un percorso fatto di tentativi e anche intuizioni. 

Più dialoghi con l’AI, più impari a conoscerla. 

Ed è proprio in questo scambio che si nasconde il vero potenziale:**pensare in modo nuovo**.


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title: "Dark Pattern: come riconoscerli (ed evitarli)"
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modified: "2025-05-09T15:53:33+00:00"
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slug: dark-pattern-marketing
author: Raffaele Gaito
excerpt: I Dark Pattern sono tattiche ingannevoli usate nel marketing per manipolare l’utente. Ecco come riconoscerli ed evitarli.
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# Dark Pattern: come riconoscerli (ed evitarli)

## Riepilogo sui Dark Pattern 

- Sono strategie di marketing manipolative
- Sfruttano i nostri bias più comuni
- Si possono riconoscere ed evitare, tanto da utenti quanto da marketer.

## Introduzione

Se hai cercato di disiscriverti da un servizio e non sei riuscito o riuscita nell’intento, allora hai già incontrato un Dark Pattern.

Tutto ciò che rientra nell’esperienza utente e che è progettato per manipolarlo rientra sotto la categoria di schemi ambigui. Vorrei fare chiarezza.

## Che cos’è un Dark Pattern

Partiamo dalla definizione e spiegazione semplice. I Dark Pattern sono delle **strategie di design e di marketing pensate per manipolare** il comportamento degli utenti a favore dell’azienda. Non sono trucchetti simpatici, mezze verità o strategie astute.

Sono vere e proprie tattiche scorrette che sfruttano i [bias cognitivi](https://www.raffaelegaito.com/bias-cognitivi-esempi/) delle persone e si fondono sull’ambiguità, dai contenuti ingannevoli fino alle interfacce fuorvianti.

E la cosa più grave? **Sono ovunque**.

Dalla registrazione ad un’app, alla fase di checkout di un e-commerce, fino all’interazione con un chatbot. Sono subdoli, invisibili nella maggior parte dei casi, ma potentissimi. E per questo bisogna **imparare a riconoscerli**. E, se fai marketing, devi anche **imparare a non usarli.**

## L’utilizzo dei Dark Pattern nel marketing

Vorrei fare una precisazione super doverosa: fare leva sulle leggi di persuasione non è di per sé sbagliato, anzi. Il marketing persuasivo è lecito, legittimo e, se fatto bene, anche utile. Ma c’è **una linea sottile tra persuadere e ingannare**.

[Cialdini](https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Cialdini) ha fondato la sua carriera professionale sullo studio e l’approfondimento della psicologia sociale della persuasione, [decodificando in maniera chiarissima i 6 principi di persuasione.](https://www.raffaelegaito.com/principi-di-persuasione/) Una scienza che, ancora oggi, a distanza di 40 anni guida in modo silenzioso ma potente le strategie di comunicazione, marketing e design.

Nel contesto digitale di oggi, questi principi (**reciprocità, impegno e coerenza, riprova sociale, autorità, simpatia e scarsità)** sono diventati la cassetta degli attrezzi con cui vengono costruiti i messaggi persuasivi. 

Gli stessi principi possono essere usati anche per costruire i messaggi**ingannevoli**.

Ti faccio qualche esempio per rendere meglio l’idea:

- Il principio di scarsità è una leva persuasiva molto forte e utilizzata. Dire, però, che “ci sono solo 2 posti disponibili” quando ce ne sono 50 è un Dark Pattern.
- Mostrare una recensione reale è utile. Creare recensioni finte è un Dark Pattern.

Capito il punto? **La manipolazione più subdola è quella che si maschera da scelta.**

## I principali tipi di Dark Pattern

Voglio mostrarti i Dark Pattern tra i più diffusi. Ce ne sono tantissimi, ma ho selezionato quelli che, se lavori nel marketing, devi conoscere.

### Costi nascosti

Ti è mai capitato di arrivare alla fine del checkout con un prezzo, e poi scoprire che ci sono “spese di gestione”, “tasse non specificate”, “contributi misteriosi”?

Ad esempio, stai prenotando una stanza d’hotel a 100€, ma al momento del pagamento il prezzo finale è 130€, con voci che sembrano uscite dal cappello del Mago.

**Questa modalità sfrutta il bias di ancoraggio**. L’utente si fissa sul prezzo iniziale e accetta i piccoli rincari successivi, anche se lo o la infastidiscono, perché ormai sono stati comunicati solo in una fase finale di acquisto, e la persona procede con il pagamento. 

Il problema è che in questo modo **le persone si portano dietro una sensazione fastidiosa,** si sentono ingannate, non sono soddisfatte dell’esperienza che, molto probabilmente, non ripeteranno o consiglieranno.

### Disiscrizione impossibile

Una delle più odiate (almeno da me). Prova a disiscriverti da Amazon Prime o da certi servizi di abbonamento software. Dovrai affrontare schermate su schermate, confermare più volte, rispondere a sondaggi. **L’Odissea**. Succede, a volte, anche nei flussi di [email marketing](https://www.raffaelegaito.com/email-marketing-trend-2025/).

L’obiettivo delle aziende è farti rinunciare alla disiscrizione, ovviamente.

Questo Dark Pattern si chiama **roach motel, una trappola**: è facile entrare, difficile uscire.

Ancora una volta questo metodo ha generato solo frustrazione nelle persone e oggi, lo dirò fino alla nausea, non è più ammissibile.

### Conferma forzata

Questo è un altro Dark Pattern diffuso e fastidioso. Avviene quando una casella è già spuntata per iscriverti a una newsletter durante un acquisto. O quando devi deselezionare un’opzione nascosta per non ricevere promozioni.

“Spunta qui se **non** vuoi ricevere email pubblicitarie”. Il classico doppio negativo confusionario. **È manipolazione**. Punto.

### Finta urgenza o scarsità

“Solo 1 camera rimasta!” (spoiler: non è vero). “Altri 19 utenti stanno guardando questo prodotto!” (spoiler: sono bot o un numero messo a caso).

**Il senso di urgenza è potente**, perché se una cosa sta per finire la vuoi ancora di più, ma quando è costruito ad arte con numeri falsi diventa disonesto.

Ad esempio [Booking](https://edition.cnn.com/travel/article/booking-com-misleading-sales-tactics-cma/index.html) in passato è stato multato proprio per questo.

## Problema etico e strategico

Credo che quando si faccia marketing e si speriementa sia possibile fare errori, correggere e sistemare il tiro. È la regola del gioco. Il problema è quando addetti ai lavori pensano: “Se funziona, perché non farlo?” Aldilà della disonestà, funziona sì, ma **nel breve termine**.

Nel lungo periodo, invece:

- Danneggia il brand
- Aumenta i tassi di disiscrizione
- Riduce la fiducia
- Aumenta i reclami
- Penalizza la crescita organica.

**Il marketing è relazione. Fiducia. Coerenza**. Se rompi quel legame per una conversione in più oggi, potresti compromettere la tua reputazione e il legami di fiducia domani.

Ne ho parlato in dettaglio nel mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4da4Y7v).

Ormai, tutti i big della tecnologia stanno iniziando a **penalizzare pratiche scorrette**. I Dark Pattern, infatti, rischiano anche di metterti contro l’algoritmo.

Anche se è sempre più traparente l’argomento, per piccoli e grandi, l’Unione Europea, con il [**Digital Services Act**](https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Services_Act), ha messo nero su bianco che **l’uso dei Dark Pattern è vietato**. Letteralmente.

Ok, ma come si evita tutto questo?

Domanda fondamentale. Ecco alcune azioni pratiche per chi fa marketing:

- **Trasparenza**: Mostra subito il prezzo completo, incluse eventuali spese o anticipa che possono esserci. Mostra il reale numero di prodotti disponibili. Dichiara chiaramente cosa succede cliccando un bottone.
- **Linguaggio chiaro:** Basta con le frasi tipo “spunta qui se non vuoi rinunciare a non ricevere comunicazioni”. Scrivi come parli. In modo umano. Diretto. Trasparente.
- **Scelte facili**: Vuoi che l’utente si iscriva? Benissimo, ma deve poter uscire con la stessa facilità. Deve poter disattivare un’opzione in due clic.
- **Design etico:**Il team marketing deve chiedersi sempre: “Se fossi io l’utente, mi sentirei fregato o fregata?”
- **Testa, ma non ingannare**: [I test e gli esperimenti](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) non servono per vedere “quale inganno funziona meglio”. Servono per capire cosa rende davvero più efficace e utile l’esperienza per l’utente.

## Un caso virtuoso: Basecamp

[Basecamp](https://basecamp.com/), app di project management, ha da sempre fatto dell’etica e della trasperenza del design un punto di forza.

- Nessuna notifica forzata
- Nessun upsell nascosto
- Nessuna email spam

La trasparenza [è il valore aggiunto](https://www.raffaelegaito.com/vantaggio-competitivo/), tanto che ci sono oltre 30 pagine di testimonianze felici. Inoltre tutto è chiarito subito, visibile. Risultato? **Clienti più felici. Tassi di abbandono bassissimi. Tasso di referral altissimo.**

## Il futuro del marketing è la verità

Sembra un paradosso, ma è così: nell’era dell’AI, del machine learning e degli algoritmi predittivi, chi riesce a essere **veramente umano** nel proprio modo di fare marketing ha un **vantaggio competitivo enorme**.

Le persone vogliono essere **ascoltate, capite, rispettate.**

E sai una cosa? Secondo me funziona anche meglio.

Utenti che scelgono liberamente sono utenti più fedeli.La clientela che si sente rispettata è una clientela che torna. Un lettore o una lettrice che percepisce valore sincero è un lettore o lettrice che condivide.

## Conclusioni

Chiudo con una riflessione.

**Il marketing, oggi, è una leva di potere**. Può essere usato per vendere un prodotto, certo. Ma anche per ispirare. Per costruire qualcosa di bello.

Sta a te decidere se usare quella leva per creare fiducia o per spremere le persone come un’arancia.

I Dark Pattern ti porteranno qualche click in più, è vero. Ma dura poco. **La trasparenza ti porterà clienti migliori**. 

Se vuoi approfondire questo tipo di marketing, dai un’occhiata al mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4da4Y7v).


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title: "Bias e IA: come gli algoritmi ci influenzano (e viceversa)"
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date: "2025-04-15T10:53:14+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cosa sono i bias, come influenzano i sistemi di Intelligenza Artificiale e cosa possiamo fare per limitarli."
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# Bias e IA: come gli algoritmi ci influenzano (e viceversa)

## **Introduzione**

Scriviamo continuamente a ChatGPT, pianifichiamo viaggi con Copilot, lavoriamo a stretto contatto con Claude. Sono colleghi, supporto quotidiano nel lavoro e anche nelle piccole cose della vita. Utilizziamo l’[Intelligenza Artificiale](https://www.raffaelegaito.com/libri-intelligenza-artificiale/) per scrivere, analizzare, pianificare, decidere

Tutti i giorni. 

Eppure, dietro l’apparente neutralità di queste tecnologie, si nasconde un lato invisibile: **i [bias cognitivi](https://www.raffaelegaito.com/bias-cognitivi-esempi/)**che influenzano il modo in cui usiamo l’IA e anche viceversa. 

Credo che parlare di bias nel contesto AI sia oggi fondamentale perché in gioco, aldilà della qualità dei risultati, c’è la nostra capacità di **prendere decisioni** **libere, consapevoli e giuste** in un mondo sempre più gestito dagli algoritmi.

Voglio prendermi, perciò, un momento per capire **cosa sono i bias**, **come influenzano i sistemi di Intelligenza Artificiale e cosa possiamo fare per gestirli**. 

## Cosa sono i bias cognitivi

Se segui i miei contenuti in maniera ampia, saprai che questo non è un argomento nuovo. Ne ho parlato spesso, [sia qui sul blog](https://www.raffaelegaito.com/bias-cognitivi-esempi/), che in alcuni [video](https://www.youtube.com/watch?v=h-p_By6Kb0w). Qualche anno fa ho scritto anche un [libricino gratuito](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/) che raccoglie e descrive i principali bias decodificati. 

Faccio, però, una piccola introduzione al tema.  

I bias sono delle **scorciatoie mentali del nostro cervello**. Questo, infatti, è progettato per prendere decisioni rapide, agisce velocemente, con un atteggiamento che normalmente viene definito euristico. Quando questo atteggiamento cade nell’errore, allora abbiamo i bias. 

Non sono quindi difetti, ma scorciatoie evolutive che ci permettono di prendere decisioni rapide senza dover analizzare ogni informazione nel dettaglio. **Ci caschiamo tutti**, sempre. E ti svelo un segreto: ci casca anche chi si considera molto razionale e perfino questo, paradossalmente, è un bias (l’illusione dell’obiettività).

## Come funzionano gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale

Per capire come i bias, caratteristica super umana, influenzano anche l’IA, è utile capire **come “pensa” l’intelligenza artificiale**. Gli algoritmi di IA apprendono dai dati. L’algoritmo, quindi, non viene programmato e costruito riga per riga ma viene esposto a un’enorme quantità di esempi di addestramento e impara a riconoscere schemi, tendenze e insight.

Se i dati sono incompleti, sbilanciati o distorti, anche l’IA lo sarà. E poiché i dati sono fondamentalmente frutto di **scelte umane**, possono contenere pregiudi che l’algoritmo non fa altro che replicare.

Ecco perché la qualità, la varietà e la neutralità dei dataset sono fondamentali. 

## Bias e Intelligenza Artificiale

[Quando utilizziamo l’IA](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/), questi bias non scompaiono ma al contrario, si trasferiscono nei prompt che scriviamo, nei dati che usiamo, nelle risposte che riceviamo e poi interpretiamo.

Pensiamo spesso all’IA come a **qualcosa di neutro, razionale, basato sui dati**. La verità è che ogni sistema di Intelligenza Artificiale è stato comunque addestrato da esseri umani, con dati umani e, di conseguenza, con errori umani. 

L’uso delle AI generativa (come ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot e simili) amplifica tantissimo questo fenomeno perché non ci limitiamo a leggere risposte, ma interagiamo, [facciamo domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/), costruiamo insieme all’IA contenuti, decisioni, [strategie](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/). Ed è proprio lì che il nostro cervello rischia di inciampare.

Vediamo allora quattro tra i bias cognitivi più comuni quando utilizziamo l’Intelligenza artificiale. 

### Effetto ancoraggio

È il fenomeno per cui **attribuiamo un peso sproporzionato alla prima informazione che riceviamo**. Questa “ancora” condiziona tutte le valutazioni successive.

Ad esempio, cerco un paio di scarpe da corsa e in un negozio ne vedo un paio a 250 euro. Se successivamente trovo scarpe a 120 euro, **il mio cervello continua a fare confronti**con quell’ancora iniziale, che automaticamente è diventato il mio termine di paragone.

Questo bias si trasferisce anche nell’AI. Se per esempio chiedo a un’IA di pianificarmi un viaggio a New York e l’AI propone un budget di 200 dollari al giorno, allora quella cifra diventa il mio punto di riferimento mentale. 

Ogni ristorante, hotel o attività che valuterò dopo sarà percepito come caro o conveniente in base a quel numero. Magari avrei potuto fare lo stesso viaggio con 120 dollari, ma non ci penso nemmeno più. Come posso ridurre quest’effetto, quindi?

- **Prendi coscienza del fenomeno**: sapere che il primo numero visto non è necessariamente il più valido
- **Confronta fonti esterne** e più attinenti ( come Booking, Tripadvisor etc)
- **Fissa i tuoi parametri** prima della ricerca
- **Chiedi all’IA più opzioni**(Es: proponimi tre alternative con diversi budget)
- **Apri una nuova chat** per resettare il contesto iniziale.

### Bias di conferma

Cerchiamo, selezioniamo e ricordiamo solo le informazioni che confermano ciò in cui crediamo già. È il motivo per cui leggiamo testate che condividono le nostre opinioni e ignoriamo fonti che le contraddicono.

Se credo che la dieta vegana sia la più salutare, cercherò solo articoli, video e opinioni che rafforzano questa idea, ignorando chi la mette in discussione.

**Nell’AI questo diventa un facile errore**. Banalmente chiedo a ChatGPT: “Elencami tutti i vantaggi della dieta vegana” e ho già inserito il mio pregiudizio nel prompt. L’IA mi fornisce una lista, io approfondisco ogni punto, e rafforzo ancora di più la mia convinzione iniziale. Per ridurre questo bias:

- Utilizza la tecnica dei **“pro e contro**”: chiedere entrambi i lati della questione
- Chiedi all’IA di fare l’**avvocato del diavolo** (Mostrami gli svantaggi)
- **Evita prompt viziati** o domande chiuse (Es: Perché la corsa è lo sport migliore?)
- Ricorda che l**’IA non è una fonte**: serve per cercare spunti, non per validare
- **Chiedi all’AI di allegare fonti affidabili** da verificare manualmente.

### Bias della disponibilità

Secondo la definizione di questo bias attribuiamo maggiore importanza o probabilità a ciò che ci viene in mente più facilmente. Questo spesso ci fa sembrare più probabili eventi che, in realtà, sono solo più memorabili.

Il caso tipico: vedo al telegiornale un incidente aereo. Mi convinco che volare sia pericoloso, anche se l’aereo è statisticamente il mezzo più sicuro.

Nell’AI questo avviene in diverse situazioni, ad esempio chiedo “Quali sono i 5 trend tecnologici attuali?” Ottengo una lista e costruisco un articolo o un contenuto qualsiasi solo su quei temi. Non penso, però, che ce ne possono essere altri, forse più interessanti, solo perché non erano i primi nella lista. Per evitare questo bias personalmente metto in pratica alcune prassi: 

- **Utilizzo più strumenti** contemporaneamente: ChatGPT, Claude, Perplexity
- **Espando le liste**: “Dammi altri 5”, “Dammi quelli meno citati”
- **Domando** “Cosa manca?” o “Cosa sto trascurando?”
- **Chiedo le fonti** e le controllo direttamente (ricerche, paper, studi di settore).

### Falsa dicotomia 

Secondo questo bias, **tendiamo a pensare che ci siano solo due opzioni possibili**, ignorando tutte le alternative. È una semplificazione eccessiva della realtà.

O studi ingegneria o finirai a lavare piatti. In politica: o voti per me, o sarà il caos. In entrambi i casi, ovviamente, esistono decine di vie intermedie e altrettanto valide.

Nell’AI questa distorsione mentale si verifica quando siamo poco precisi nel contesto. Ad esempio, sei un docente e chiedi all’AI: “È meglio coinvolgere gli studenti con la tecnologia, oppure tornare ai metodi tradizionali?” In questo caso stai presentando due opzioni come uniche, quando esistono numerose soluzioni alternative. Per evitare questo bias:

- **Scrivi prompt aperti**: “Quali strategie posso usare per coinvolgere gli studenti?”
- **Chiedi se le opzioni sono esclusive** o possono essere integrate l’una all’altra
- **Fornisci informazioni di contesto** (età degli studenti, materia insegnata, obiettivi, risorse disponibili)
- Chiedi esplicitamente all’IA di **esplorare opzioni**non considerate in prima battuta.

## **Conclusioni**

Ancora una volta lo dico a gran voce: l’**Intelligenza Artificiale è uno strumento eccezionale, ma non può sostituire il pensiero critico**. E se fino a qualche tempo fa riconoscere e gestire i bias era qualcosa di nicchia, ad appannaggio solo di esperti del settore, credo che oggi sia una competenza fondamentale per chiunque. 

(Oltre ad essere un argomento affascinante).

Ogni volta che usi un’IA, fermati a riflettere. Stai facendo la domanda nel modo corretto? Stai dando eccessiva fiducia allo strumento? Stai dando qualcosa per scontato?

Le risposte a queste domande non eliminano i bias. Ti danno l’opportunità di governarli.


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title: "Decision fatigue: cos’è e come contrastarla (con esempi)"
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date: "2025-04-10T13:49:09+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: La decision fatigue è la stanchezza mentale che nasce da troppe decisioni. Nel marketing può bloccare gli utenti e demotivarli
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# Decision fatigue: cos’è e come contrastarla (con esempi)

## Riepilogo sulla decision fatigue

- È il fenomeno che spiega che più decisioni prendiamo, più la nostra capacità di decidere bene si esaurisce
- Avviene sia in campo professionale che personale
- Si può evitare attraverso semplici strategie

## Introduzione

_Tutto e subito_. 

Lo sappiamo: oggi possiamo ordinare cibo, comprare cose, esperienze o iniziare una serie TV con pochi clic e in brevissimo tempo e questo ha fatto sì che **la gratificazione istantanea sia diventata la norma. **

Tuttavia questa abbondanza di opzioni e stimoli ha un prezzo: **la fatica decisionale**, o _decision fatigue_. Un fenomeno sottile, anche sottovalutato, ma molto concreto che, nel marketing, può determinare il comportamento della clientela e che, pur affrontandolo in un contesto professionale, è un concetto che si applica ampiamente anche alla sfera personale. 

Voglio approfondire. 

## Decision fatigue o fatica decisionale: definizione e significato

**Decision fatigue**, che in italiano si traduce letteralmente come **fatica decisionale**, è un fenomeno psicologico che si verifica quando, dopo aver preso molte decisioni, **la nostra capacità di giudizio si affatica** e diventa sempre meno efficace.

Il termine è stato reso celebre dal giornalista scientifico John Tierney che nel [suo articolo per il New York Times](https://www.nytimes.com/2011/08/21/magazine/do-you-suffer-from-decision-fatigue.html) dice: “_Non importa quanto razionale tu cerchi di essere, non puoi prendere una decisione dopo l’altra senza pagare un prezzo biologico._” 

In altre parole, si tratta di un meccanismo inevitabile di difesa mentale. Il nostro cervello, stanco di dover effettuare scelte continue, [inizia a cercare scorciatoie](https://www.raffaelegaito.com/bias-cognitivi-esempi/) o evitare del tutto la decisione. Questo è particolarmente evidente **nell’ambiente digitale**, dove il sovraccarico di informazioni è all’ordine del giorno. 

**Ogni scelta**, anche la più piccolina, come quale mail leggere prima o quale bottone cliccare su una pagina, **consuma una parte della nostra attenzione e della forza di volontà**.

Quando queste risorse si esauriscono, iniziamo a:

- Scegliere in modo impulsivo (la prima cosa che vediamo)
- Rimandare la scelta
- Non scegliere affatto (chiudiamo la pagina, ignoriamo la mail, abbandoniamo il carrello).

## Esempi pratici nel marketing

Se da un lato la società in cui siamo immersi ci ha disabituati ad aspettare, dualmente siamo noi in prima battuta a [non avere più pazienza](https://amzn.to/4jjxqpe) e quando si tratta di decidere diventa più complesso del previsto. 

Più opzioni abbiamo e più diventa difficile scegliere, soprattutto quando le differenze tra le alternative sono minime o, peggio ancora, poco chiare. 

Quali sono gli esempi più evidenti?

- **Shop online con decine di varianti** di prodotti simili. Il risultato è che si provoca nelle persone ansia da scelta e si innesca in loro la tendenza a non acquistare 
- **Nessuna indicazione su quale prodotto scegliere** e senza guida l’utente si sente perso
- **Newsletter con troppi riferimenti o link**. L’utente non sa da dove iniziare, quindi molto probabilmente ignorerà tutto
- **Landing con troppe**[**CTA**](https://www.raffaelegaito.com/call-to-action/). Qual è la cosa più importante da fare? Se non è chiaro, le persone se ne vanno
- **Design caotico e testi lunghi**, troppa fatica cognitiva che nel marketing si trasforma in alti tassi di abbandono. 

Se poi vogliamo pensare da fruitori, sono certo che ti sarà capitato di navigare su servizi di streaming come Netflix, **trascorrere un tempo infinito a selezionare cosa** vedere e poi non guardare nulla. 

Oppure capita anche su una qualunque delle app di food delivery: rimani paralizzato o paralizzata davanti a **decine di ristoranti e cucine diverse**. Dopo 10 minuti di scrolling, chiudi tutto e magari ti fai una pasta.

E poi il mio preferito: le prenotazioni online di un volo low cost. Tra il momento in cui selezioni il volo e quello in cui riesci finalmente a prenotarlo ci sono almeno **5 o 6 pagine in cui ti viene chiesto di decidere** tra un posto migliore, un posto più grande, una valigia in più e chi più ne ha più ne metta. Arrivi alla fine dell’operazione sempre con un pensiero critico negativo!

## Strategie per evitare la decision fatigue

Ci sono dei casi in cui la grande quantità di informazioni, prodotti disponibili oppure opzioni di scelta è necessaria: basta pensare alle versioni online delle librerie.

Però, se sei in uno dei casi in cui puoi scegliere di semplificare la vita della clientela, puoi provare a seguire alcuni semplici passaggi: 

1. **Riduci le opzioni.**Un esempio? Apple, che si ami o no, è l’esempio perfetto: pochi modelli ma posizionati in modo chiaro e super evidente per i diversi target.
2. **Guida la scelta con il design.** Evidenzia l’opzione più consigliata per il profilo, se puoi azzardare un certo livello di personalizzazione della navigazione. Le persone, per indole, amano avere una “scorciatoia ragionata”.
3. **Sfrutta la riprova sociale.**Recensioni, testimonianze, bollini come “più acquistato” o “best seller” sono leve potenti per ridurre l’incertezza.
4. **Semplifica i funnel.**Meno passaggi, messaggi chiari, un solo invito all’azione per ogni fase. L’obiettivo? Ridurre l’attrito.

## Cosa ci insegna la decision fatigue?

**Più opzioni non significano più libertà di scelta.** A volte, significano solo più stress.

Chi lavora nel marketing, nel copywriting o nella UX ha una grande responsabilità: **rendere la vita più semplice a chi sta dall’altra parte dello schermo**. Ogni scelta in più è un peso da valutare. Ogni clic aggiuntivo è una possibilità di abbandono.

Credo che la domanda chiave da tenere a mente sia: Sto aiutando o complicando la vita di chi mi legge, guarda o ascolta?

Se la risposta non è un chiaro “sto aiutando”, è il momento di semplificare.

Siamo davvero immersi in un flusso continuo di input, notifiche, alternative. Ogni giorno prendiamo centinaia di micro-decisioni e il nostro cervello, semplicemente, non è progettato per reggere tutto questo. **Il sovraccarico è fastidioso e paralizzante**.

## Conclusioni

Ti sei rivisto o rivista? Hai trovato spunti per definire la tua paralisi di fronte a troppe decisioni, o per migliorare quelle della tua utenza?  
Non basta più proporre bene: bisogna semplificare. Non basta parlare: bisogna **guidare, rassicurare e togliere rumore**.

Ogni volta che riduciamo il numero di scelte, che rendiamo più chiara una pagina, che limitiamo le distrazioni in un funnel, stiamo facendo qualcosa di più grande di una semplice ottimizzazione: **stiamo creando fiducia**.  
E la fiducia è la vera chiave della conversione, della soddisfazione e della [fidelizzazione](https://www.raffaelegaito.com/fidelizzazione-dei-clienti/).

In un mondo che premia la velocità e l’immediatezza, la chiarezza è un atto di rispetto.  
**Chi comunica in modo semplice non è banale. [È generoso](https://www.raffaelegaito.com/marketing-generosita-libro/).**


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title: Ecco perché tutti devono creare contenuti
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ecco perché dobbiamo essere tutti un po' creator: sia professionisti che aziende."
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# Ecco perché tutti devono creare contenuti

_Questa è la postfazione di Rudy Bandiera al mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4bgDMD8)_

> I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

Umberto Eco

> A mano a mano che una discussione online si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler tende ad 1, ovvero, se una discussione online (a prescindere dall’argomento o dallo scopo) va avanti abbastanza, prima o poi qualcuno paragona qualcuno o qualcosa a Hitler.

Legge di Godwin

> Quando un italiano vede una macchina di lusso, il suo primo stimolo non è averne una anche lui, ma tagliarle le gomme.

Indro Montanelli

Possiamo dire che le precedenti sono affermazioni vere. Tutte.

A chi non è mai capitato di incontrare dell’[odio online](https://www.raffaelegaito.com/haters/)? Oppure di trovare la persona invidiosa di turno? Oppure discussioni dove si sbraita e ci si da del nazista?

Il mio amico Nicola anni fa mi disse una frase che trovo illuminante ancora oggi: “Internet è bellissimo perché si trova tutto, Internet è bruttissimo perché si trova tutto”.

“Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più” affermava Jim Rohn e aveva terribilmente ragione, ci dobbiamo fare i conti. Frequentiamo persone e [community](https://www.raffaelegaito.com/creare-una-community/) che ci assomigliano, **cerchiamo con forza i nostri “gruppi di pari”** ma alcune volte qualcosa va storto e ci troviamo con persone che non ci assomigliano. A volte è un bene e a volte meno.

I social sono il luogo in cui le persone esprimono chi sono e chi vorrebbero essere, **le loro frustrazioni e i loro sogni** e sono anche il luogo in cui si allacciano relazioni. Se tutto questo è vero, è anche vero che all’aumentare delle persone con le quali si ha a che fare aumenta anche il numero delle persone inopportune.

In certi “luoghi digitali” come YouTube o TikTok (ma anche LinkedIn), per esempio, non ti trovano solo le persone che già ti conoscono, ma anzi, spesso, sono persone portate là da un algoritmo in base all’affinità di contenuto. Le piattaforme, alcune di più e altre meno, tendono a mostrare i contenuti anche al di fuori delle nostre cerchie di conoscenze, per quanto grandi; quindi, ci vedono persone che non sanno nulla di noi e della nostra storia o del nostro lavoro: **di noi vedono solo quell’unico contenuto e su quello ci giudicano**.

Questo da un lato ci dà una grande opportunità e dall’altra ci spaventa tantissimo. Ci dà una grande opportunità perché allargare il nostro bacino di utenza è fondamentale per riuscire ad arrivare a nuove persone, specialmente quelle interessate al nostro prodotto, [come ribadisce più volte Raffaele](https://amzn.to/4bgDMD8).

Tuttavia, queste persone nuove non le conosciamo. Come reagiranno? Cosa diranno? Come si comporteranno? Cosa penseranno di noi? Questo è uno dei freni principali per chi si avvicina alla comunicazione tutta, non necessariamente solo quella digitale: la paura del giudizio altrui. 

Forse le cose stanno cambiando, i social stanno cambiando e noi stiamo cambiando. Questa paura che proviamo nell’aprirci sta portando i social a prendere una nuova forma. 

In passato mi sono espresso su quella che secondo me sarebbe potuta essere la nuova frontiera dei social, il nuovo traguardo della comunicazione digitale. Ho affermato che i social come li conosciamo sono finiti: social “generalisti” come Facebook o Instagram funzionano sulla base delle nostre reti sociali, ossia i miei contenuti li vedono tendenzialmente i miei contatti quindi, avere un seguito è un valore. Se hai molte persone che ti seguono hai, tendenzialmente, molti riscontri in termini di persone che interagiranno. Ecco, a mio avviso la baracca pensata così è al capolinea, finita, andata.

Al loro posto nascono altri tipi di piattaforme in cui **i follower o gli iscritti hanno un impatto più basso**. Eccone alcuni esempi.

**Social di scopo** come LinkedIn, Tinder, OnlyFans. Questi vivono di uno scopo, servono a quello. LinkedIn serve a trovare o cambiare lavoro o a mostrare quanto si è in gamba. Il business è lo scopo. Gli altri hanno scopi altrettanto nobili ma molto più divertenti. Possono essere pubblici o chiusi.

**Social chiusi** come WhatsApp, Telegram, Discord. Sono piattaforme a invito in cui puoi fare tutto quello che chi amministra decide tu faccia. Puoi parlare con tua zia o partecipare a canali con 3000 persone, tuttavia non sono luoghi pubblici, accessibili a tutti, ma privati.

Poi le **piattaforme d’intrattenimento** come TikTok e Twitch. Sono luoghi in cui puoi fare grandi numeri anche se hai poco seguito, perché non sono basati solo sulle reti sociali ma sul contenuto. L’algoritmo mostra le cose a chi le potrebbe apprezzare al di là dei follower, creando un potente effetto di novità continua, scoperta e gratifica. Il competitor di TikTok, per capirci, non è tanto Facebook ma Netflix e i videogiochi.

Infine ci sono **i motori misti** come YouTube, Google Maps e TripAdvisor. Social che non sono solo social e motori di ricerca che non sono solo motori di ricerca. Su Google Maps cerchi i ristoranti, leggi le recensioni, individui le guide, le segui, ti fidi. Su YouTube ci vai quasi sempre per cercare qualcosa (pulire le vongole o superare Il Testimone in “La Forma Ultima”) poi ti trovi a vedere cose correlate interessanti, ti piacciono, leggi i commenti, ti iscrivi ai canali e diventi parte della community. Misto tra social media e motore di ricerca.

Ammettendo che tutto quello che hai appena letto sia vero, al centro di ogni modello comunicativo rimane sempre e solo una cosa fondamentale: il contenuto. Senza contenuto non esiste comunicazione. [Come ha detto più volte Raffaele](https://amzn.to/4bgDMD8) nel corso di queste pagine, il [contenuto](https://www.raffaelegaito.com/masterclass-creazione-contenuti/) è la sola cosa che possiamo fare, in mille declinazioni e in mille luoghi diversi ma è tutto quello che abbiamo.

Ecco perché è fondamentale creare e **diventare un po’ creator**: farlo ci permette di distinguerci, di dimostrare le nostre capacità rispetto al resto del mercato e di attirare l’attenzione di persone e aziende interessate ai nostri prodotti e servizi.

Un altro aspetto cruciale che [il libro](https://amzn.to/4bgDMD8) ci aiuta a comprendere, soprattutto nella comunicazione online, è che le dinamiche della comunicazione stessa, della fiducia e della creazione di contenuti efficaci sono identiche, sia che si parli di aziende che di persone. Che tu sia un freelance che vuole affermarsi nel proprio settore o una [social media manager](https://www.raffaelegaito.com/social-media-marketing-cosa-e/) incaricata di trasmettere messaggi aziendali, i principi per creare buoni contenuti rimangono invariati. Non esistono differenze sostanziali tra la comunicazione di persone e aziende, se non nella forma. 

Non sarà dicendo semplicemente “il mio prodotto è il migliore” o “il mio prodotto costa meno” che riuscirai a vendere di più. Come abbiamo visto, il vero segreto è dimostrare ciò che sai fare, e questo si realizza solo attraverso la creazione e la condivisione di [contenuti di valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/).

Ma cosa significa davvero “condividere”? Secondo il dizionario Treccani, significa **spartire insieme con altre persone**. Spartire, capito? Il malinteso, soprattutto nel contesto dei social media, nasce proprio da ciò che ciascuno di noi intende per spartire.

Il problema nel nostro mondo è che molte persone e aziende pensano che condividere significhi promuovere tutto il tempo i propri servizi, prodotti, idee, ma in realtà condividere implica investire tempo, risorse e impegno per trovare qualcosa che ci piace, prenderlo sotto la nostra ala protettrice e metterlo a disposizione delle persone che si fidano di noi o che hanno la nostra stessa passione o necessità. In sostanza, condividere è un atto di fiducia e di coinvolgimento.

Ma qual è la realtà che vediamo ogni giorno? La realtà è che spesso **si produce solo per sé**, concentrandosi sull’auto celebrazione e sul proprio ego, e ci si aspetta (o addirittura si pretende) che le altre persone condividano i propri contenuti, senza mai fare lo sforzo di condividere quelli altrui o senza interagire con nessuno.

Questo accade ovunque, ma è particolarmente evidente nel mondo aziendale. Le aziende spesso hanno una paura enorme di condividere qualcosa che non è stato prodotto da loro o dialogare con persone senza passare per l’assistenza clienti. Il risultato di questo approccio è che ognuno lancia esclusivamente i propri contenuti, chiedendo sempre di condividerli, ma così facendo si cade in un atteggiamento che non è più condivisione, bensì puro e semplice spam ego riferito. 

L’espressione “culto della personalità” può descrivere bene questa ossessione dei mass media per le celebrità o la gestione egocentrica di un’impresa commerciale o industriale. Ed è proprio questa gestione egocentrica nelle aziende che ci interessa. Stiamo parlando di una [comunicazione](https://www.raffaelegaito.com/comunicare-bene/) completamente focalizzata sull’ego di una persona. Si tratta di una ripetizione ipnotica di un’immagine, una frase o una foto che riportano sempre e solo l’attenzione sull’ego di chi produce il contenuto. È una spirale di contenuti in cui al centro c’è sempre e solo una persona o un’azienda, un’enorme bolla dell’ego che attira tutto a sé.

**Ma il marketing dovrebbe essere altro.**

Ecco dove risiede la grande differenza: chi comunica si rivolge a una comunità, guarda all’esterno, non si chiude in sé. È normale e giusto nutrire il proprio ego, fa parte della nostra natura. Tuttavia, quando l’ego diventa il centro di ogni forma di comunicazione, qualcosa non funziona. A quel punto, non si sta più facendo marketing, ma si sta alimentando un culto della personalità. [Questo libro](https://amzn.to/4bgDMD8) ci ricorda che la creazione di contenuti ha valore solo se è utile per le altre persone. E per utilità intendo sia un’utilità pratica che l’intrattenimento.

Ogni volta che ti accingi a scrivere, realizzare un video o parlare in pubblico, **poniti sempre alcune domande** chiave: quello che sto per fare è utile? Serve a delle persone dall’altra parte? Che impatto avrà il contenuto che sto creando? Chi ne sarà influenzato, in che modo e quanto? Le persone modificheranno le loro decisioni o comportamenti dopo aver assorbito il mio contenuto? Riuscirò a far accadere qualcosa, anche di piccolo?

Se la risposta a tutte queste domande è no, allora perché stai creando quel contenuto?

Quando pensi di pubblicare qualcosa, ricorda che dovresti sempre cercare di portare valore a chi ti segue. Questo valore può essere una riflessione, un cambiamento di comportamento, l’apertura a un nuovo modo di pensare, o anche solo un sorriso. Se mancano questi elementi, allora stai facendo un lavoro inutile, sprecando energie che potresti investire in qualcosa di diverso.

Non so cosa accadrà nei prossimi anni, ma quello che so è che l’unica cosa che possiamo fare per assecondare, seguire e cavalcare il cambiamento e dedicarci un po’ più alle altre persone di quanto non abbiamo mai fatto: con il tuo contenuto riuscirai a far accadere qualcosa, anche di piccolo? Se sì, hai vinto tutto.

_Questa è la postfazione di Rudy Bandiera al mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4bgDMD8)_


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title: L’importanza di raccontare la propria storia
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Se anche tu hai paura o vergogna a promuoverti e a vendere, leggi questo post. Sono certo che ti aiuterà."
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# L’importanza di raccontare la propria storia

_Questa è la prefazione di Riccardo Scandellari al mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4bgDMD8)_

Da anni mi dedico a collaborare con persone che cercano di espandere le loro opportunità o la loro clientela.

Ho notato che molte di loro provano una certa avversione all’idea di promuovere i propri servizi e le proprie competenze online. Comprendo che dietro questa riluttanza possano nascondersi timori, ansie o, magari, la cosiddetta “[sindrome dell’impostore](https://www.raffaelegaito.com/sindrome-impostore/)”. Quando ci si sente come se non si meritasse il proprio successo, ogni tentativo di marketing può sembrare una **forzatura**, una pratica che aumenta il disagio anziché alleviarlo.

Questo è **l’elefante nella stanza del marketing**.

La maggioranza delle persone vorrebbero promuoversi o vendere i loro servizi o prodotti, ma odiano farlo e non amano esporsi. Odiano urlare e si sentono imbarazzati nel parlare di loro o di ciò che propongono. Anch’io ho sempre avuto qualche difficoltà a parlare apertamente di denaro o a mettere in mostra i miei servizi e prodotti.

Per questo, preferisco adottare un approccio diverso: mi concentro nel **condividere ciò che ho imparato**, raccontare le esperienze che ho vissuto e [trasmettere i miei valori](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/).

In questo modo, chi si avvicina a me, attraverso quello che pubblico, può capire quali sono le mie competenze e cosa può aspettarsi da me, sia sul piano umano che professionale. Una volta stabilito questo delicato e iniziale **legame di fiducia**, ci sarà tempo per discutere dei dettagli pratici, come modalità di collaborazione, contratti e costi.

Nei discorsi che si fanno al bar o su alcuni social, il marketing è visto come qualcosa di poco etico, quasi alla stregua di una truffa, e purtroppo non mancano esempi negativi che rafforzano questa percezione. Ma proprio per questo, è fondamentale che persone come te si mettano in gioco: **abbiamo bisogno di voci autentiche**, di persone con principi saldi, che siano consapevoli dell’impatto che possono avere sul pubblico. Il libro che hai tra le mani, oltre ad aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi professionali, ti aiuterà a creare una nuova consapevolezza e stimolare una cultura etica del marketing.

[Comunicare](https://www.raffaelegaito.com/comunicare-bene/) è al centro di qualsiasi azione promozionale, significa far emergere la propria essenza. Se vuoi allargare la tua clientela, trovare un datore di lavoro o persino stringere nuove amicizie, è necessario che gli altri sappiano chi sei veramente.

Come ha detto Tim Ferriss:

> Il personal branding riguarda la gestione del tuo nome – anche se non possiedi un’azienda – in un mondo di disinformazione, informazioni errate e dati semi-permanenti su Google. Stai andando a un appuntamento? È probabile che il tuo appuntamento al buio abbia cercato il tuo nome su Google. Stai andando a un colloquio di lavoro? Idem.

Perciò, condividi i tuoi progressi e pensieri con il mondo. Non temere di raccontare le tue sfide, le tue idee e il percorso che hai intrapreso. Non si tratta di convincere ad acquistare un prodotto; si tratta di **coinvolgere le persone in una storia** in cui possono riconoscersi, mostrando loro come possono migliorare la propria vita affidandosi a te.

Molte persone e aziende trovano difficile promuovere sé e la propria attività perché sono troppo focalizzate sugli aspetti tecnici del loro lavoro. Sono così immerse nella loro professionalità da perdere di vista ciò che davvero interessa al pubblico: il valore che possono portare nella loro vita. La verità è che la maggior parte delle persone non si preoccupa tanto dei dettagli tecnici di ciò che offri, quanto di come puoi **aiutarle a risolvere un problema o a raggiungere un obiettivo**.

Il tuo compito è dimostrare che comprendi le loro esigenze e [il libro di Raffaele](https://amzn.to/4bgDMD8) ti sarà di grande supporto.

Questo si realizza quando racconti la tua storia: cosa ti motiva, quali ostacoli hai superato e come hai raggiunto il punto in cui ti trovi ora. La tua narrazione potrebbe includere: le ragioni che ti hanno spinto a intraprendere il tuo percorso; gli ostacoli che hai affrontato e superato; le lezioni apprese che ti hanno permesso di evolvere; la tua situazione attuale; la direzione futura che intendi seguire.

[Questo libro](https://amzn.to/4bgDMD8) parla di una strada che ho intrapreso anche io, anni fa. Non dobbiamo limitarci a elencare i nostri successi o le competenze; trasforma questi elementi in un racconto avvincente che sveli chi sei davvero, i tuoi principi e la passione che metti nel tuo lavoro. Come scrive Raffaele, **la tua storia dovrebbe riflettere i valori** che ti guidano, sia nella vita che nella professione.

Raccontando ciò che per te è fondamentale, attrarrai naturalmente persone che condividono la tua visione e respingerai quelle che non lo fanno. E questo è un vantaggio, perché difficilmente riuscirai a costruire relazioni solide con chi non condivide i tuoi valori. Concentrandoti su chi rispecchia il tuo stile e i tuoi principi, potrai ottimizzare le tue energie e ottenere risultati migliori.

Tutto comincia con un piccolo cambiamento di prospettiva: non si tratta di comunicare e vendere in modo insistente e noioso, ma di **raccontare la tua storia al mondo**. E, nel farlo, condividere qualcosa di autentico e prezioso, che ha il potere di ispirare e connettere le persone giuste con te.

_Questa è la prefazione di Riccardo Scandellari al mio libro [Guida Pratica al Marketing della Generosità](https://amzn.to/4bgDMD8)_


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title: Leoni da tastiera. Come (e se) gestire gli haters
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Un fenomeno dilagante: gli hater e i leoni da tastiera. Una riflessione su come e se gestirli"
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# Leoni da tastiera. Come (e se) gestire gli haters

## Introduzione

Haters, leoni da tastiera, troll, cyberbulli, flamer, avvoltoi del web. 

Sono solo alcuni termini per indicare persone che **esprimono online commenti negativi, ostili o offensivi**nei confronti di altre persone, idee o contenuti, spesso in modo intenzionale e senza una critica costruttiva.

[Chi lavora sul web](https://www.raffaelegaito.com/lavoro-digitale/), in maniera più o meno pesante, si è trovato o trovata almeno una volta bersaglio di qualche commento non troppo felice. 

Capita anche a me dal giorno zero, ma da quanto la mia audience sta crescendo tanto questo fenomeno è sempre più frequente. E vorrei fare a riguardo una riflessione. 

## Una performance di Marina Abramović 

Nel 1974 Marina Abramović ha realizzato una performance della durata di 6 ore chiamata [Rhythm 0](https://it.wikipedia.org/wiki/Rhythm_0). 

Immagina di essere in una stanza, su un tavolo sono disposti oggetti che spaziano dal piacevole al pericoloso. Una rosa, un coltello, una pistola carica. 

Di fronte a te c’è una persona immobile, Marina appunto, che senza opporsi si mette a disposizione del pubblico, libero di prendere uno qualunque degli oggetti e di usarlo a piacimento. 

Questa performance è stata immaginata dall’artista per **testare i parametri del rapporto con il suo pubblico**, a metà tra esperimento sociale ed esibizione artistica.

In un primo momento il pubblico, forse un pò spiazzato, ha iniziato ad interagire con l’artista con gesti dolci, carezze, porgendole la rosa. 

Man mano che il pubblico si rendeva conto dell’impassibilità dell’artista e anche della sua totale accondiscendenza, **l’atteggiamento è completamente cambiato**. Dalla dolcezza, le persone hanno cominciato a ferire Marina, a tagliarla con gli oggetti affilati, a strapparle i vestiti. Nonostante le lacrime, l’artista non ha mosso un dito e ha continuato la sua esposizione a questo odio crescente. 

Ad un certo punto una persona dal pubblico ha anche impugnato la pistola carica. 

Alla fine delle 6 ore il pubblico è andato via di corsa, **incapace di gestire il confronto con la persona**, non più impassibile, che fino a pochi attimi prima avevano provato a ferire.

Questa performance mi ha fatto venire in mente quello che accade nel digitale.  

Oggi il tavolo è virtuale, e al posto degli oggetti ci sono parole, meme, commenti velenosi. Gli haters si nascondono dietro uno schermo e si verifica il [Online Disinhibition Effect](https://en.wikipedia.org/wiki/Online_disinhibition_effect) che li porta a sfogare aggressività, esattamente come i partecipanti alla performance approfittavano dell’immobilità dell’artista. 

Ma qual è, se esiste, il modo giusto di reagire agli haters? Esiste un modo per gestire questa dinamica di odio online? E soprattutto, dovremmo gestirla?

## L’identikit degli haters

Hanno un volto, una storia, una famiglia, degli interessi, un lavoro. Eppure le caratteristiche tipiche di una persona che decide di invocare un lato peggiore online sono abbastanza chiare:

- **Negatività e assenza di costruttività**, vale a dire che la maggior parte degli interventi hanno lo scopo di denigrare o ferire l’obiettivo dei loro attacchi. Inoltre i loro commenti non mirano a migliorare o proporre alternative, ma a sminuire o distruggere
- **Bisogno di diffusione**, conosciuto anche come effetto flame, cioè quel bisogno di istigare, di generare provocazioni o discussioni
- **Commenti offensivi**, che ovviamente possono spaziare da alcuni più leggeri, fino a sfociare in azioni più gravi, come body shaming, attacchi personali o cyberbullismo
- **Accanimento** verso personaggi pubblici, che essendo più visibili sono anche più esposti ad azioni e commenti
- **Anonimato,**vale a dire che la mancanza di responsabilità diretta concede la libertà di dire qualsiasi cosa.

Queste dinamiche avvengono ovunque, dalle piattaforme social passando per i messaggi privati, ed è un fenomeno così diffuso tanto da diventare [oggetto di studio e ricerca](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10235607/). 

L’obiettivo non è solo definire il fenomeno, ma anche capire quali sono i parametri attivatori di questi comportamenti. 

## Come (e se) gestire gli haters

Quando ho iniziato a ricevere qualche messaggio offensivo, all’inizio, ho provato a **ragionare, a rispondere, a cercare il confronto**. Con il tempo ho capito che questo per me equivaleva a perdere tempo. 

Ho preferito, invece, **non alimentare mai il fuoco**, tutt’altro. 

Nei contesti in cui ho fortemente a cuore il benessere, non solo mio, ma anche della mia community, come lo sono [le mie Academy](https://www.raffaelegaito.com/le-academy/), imposto limiti molto chiari, comunicando in maniera trasparente che non sono ammessi contenuti inappropriati, offensivi e che dei moderatori possono stabilire di eliminare questi commenti. 

Col tempo, inoltre, ho imparato a **non personalizzare questi commenti**: l’offensiva degli haters raramente è davvero personale. Spesso riflette più le loro insicurezze che non i reali difetti del loro interlocutore. Io suggerisco solo di mantenere la prospettiva e non lasciare che i loro commenti influenzino la tua autostima.

Qui sto facendo una riflessione e parlando di commenti, reazioni che, seppur spiacevoli, possono essere arginati facilmente, anche banalmente solo cancellandoli. 

Diverso è se i comportamenti degli haters si trasformano in qualcosa di grande e molto offensivo: in quel caso puoi segnalare e rivolgerti a chi di dovere, se senti che la minaccia è reale.

## La forza della gentilezza

Un divulgatore, una divulgatrice, e chiunque si espone online deve avere ben chiaro che ha il potere di diffondere, al di là dell’oggetto dei contenuti, anche una **modalità** di farlo. 

C’è una frase iconica, con cui ci si rivolge ai leoni da tastiera e dice: **_Haters gonna hate_**, vale a dire che chi prova odio o critica gratuitamente continuerà a farlo, indipendentemente da ciò che accade o da come ci si comporta.

Io non sono molto d’accordo: credo che indubbiamente ci sia una fetta di detrattori che non condivide il tuo pensiero e che comunica questo disaccordo in una maniera violenta, talvolta. 

Ma ci sono anche tante, tantissime persone che **di fronte alla gentilezza hanno una reazione emotiva**. 

La gentilezza può disarmare e ridurre il bisogno di conflitto. Può sorprendere e invitare alla riflessione.

Ma soprattutto con un esempio virtuoso **si stabilisce un modello comportamentale positivo**, influenzando il tono della discussione e incoraggiando gli altri a fare lo stesso. In una comunità online, una risposta gentile può contribuire a cambiare il clima generale.

Aldilà di come questo atteggiamento può essere utile agli altri, non dimentichiamoci che ha un impatto personale perchè impedisce che l’odio altrui rovini il proprio equilibrio.

## Conclusioni

Come Marina Abramović nella sua performance, siamo tutti potenzialmente esposti alla possibilità di essere bersagli di comportamenti non belli, specialmente online. Tuttavia, a differenza della performance artistica, **abbiamo il potere di reagire e proteggerci**.

In fondo, il modo migliore per disarmare i leoni da tastiera è privarli della loro linfa: la nostra attenzione. **Oppure fornirgli un’arma ancora più potente: la gentilezza**.


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title: "Paradosso di Jevons: cosa è e perché tutti ne parlano ultimamente"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Un economista del 1800 aveva anticipato un problema che stiamo avendo con l'AI. Ecco spiegato il paradosso di Jevons."
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# Paradosso di Jevons: cosa è e perché tutti ne parlano ultimamente

## Introduzione

L’innovazione tecnologica è da sempre accompagnata da grandi promesse di efficienza, sostenibilità e progresso. Ma cosa succede quando una maggiore efficienza porta a un aumento del consumo invece che a una riduzione? È proprio qui che entra in gioco il paradosso di **Jevons**, un principio economico formulato oltre **150 anni fa**, ma più attuale che mai nel mondo dell’Intelligenza Artificiale.

Negli ultimi giorni, questo concetto è stato citato spesso in relazione ai modelli AI sempre più efficienti, al punto che persino il CEO di Microsoft, **Satya Nadella**, ne ha [parlato pubblicamente](https://www.thetimes.com/business-money/companies/article/deepseek-model-likely-to-boost-demand-for-ai-says-microsoft-boss-b79sxwdvl). Ma perché sta diventando un tema centrale nel dibattito sull’AI?

## Cos’è il Paradosso di Jevons?

Il **[paradosso di Jevons](https://en.wikipedia.org/wiki/Jevons_paradox)** prende il nome da **William Stanley Jevons**, un economista inglese che nel 1865 pubblicò _The Coal Question_, un libro in cui analizzava il consumo di carbone nel Regno Unito.

La sua osservazione era controintuitiva: **più diventiamo efficienti nell’uso di una risorsa, più ne consumiamo complessivamente**. Jevons notò che, con il miglioramento delle macchine a vapore, il carbone veniva utilizzato in modo più efficiente, riducendo il consumo per singola macchina.

Tuttavia, questa maggiore efficienza rese il carbone più accessibile e conveniente, portando a un aumento della domanda industriale e quindi a un **consumo totale ancora più elevato**.

### Dove vediamo questo paradosso oggi?

Il fenomeno si ripresenta continuamente con l’avanzamento tecnologico:

- **Efficienza energetica**: le lampadine a LED consumano meno energia, ma il numero di dispositivi luminosi installati è aumentato.
- **Automobili elettriche**: i veicoli elettrici riducono l’impatto ambientale per km, ma l’aumento dell’accessibilità e delle infrastrutture potrebbe portare a più auto in circolazione.
- **Digitalizzazione**: la compressione dei dati e le reti più veloci hanno reso il web più efficiente, ma hanno anche fatto esplodere il traffico dati globale.

E ora… sta succedendo lo stesso con **l’Intelligenza Artificiale**.

## Perché il Paradosso di Jevons viene citato nel mondo AI?

Negli ultimi giorni, il tema è esploso dopo un [post](https://www.barrons.com/articles/ai-deepseek-microsoft-jevons-paradox-f0467141) di **Satya Nadella**, CEO di Microsoft, che ha citato il paradosso di Jevons parlando di un nuovo modello AI, **DeepSeek**, sviluppato da un’azienda cinese con un budget dichiarato inferiore ai 6 milioni di dollari.

Questa notizia ha scatenato il panico tra gli investitori, facendo perdere a Nvidia quasi **600 miliardi di dollari** di capitalizzazione di mercato. Il motivo? Si è diffusa la paura che le big tech stiano spendendo troppo per l’AI, mentre modelli più economici e accessibili potrebbero minacciare il loro dominio.

Ma ecco il punto chiave che Nadella ha sottolineato: **rendere l’AI più efficiente non significa necessariamente ridurne il consumo. Al contrario, potrebbe far esplodere la domanda, proprio come accadde con il carbone nel XIX secolo**.

Più l’IA diventa accessibile, più verrà utilizzata in ogni ambito:

- **Start-up e PMI** potranno implementarla facilmente nei loro processi.
- **Nuove applicazioni AI** nasceranno a un ritmo ancora più veloce.
- **Il consumo energetico dei data center** potrebbe crescere esponenzialmente.

L’idea che modelli AI più efficienti ci avrebbero portato a un mondo con meno sprechi e meno consumo di risorse potrebbe quindi rivelarsi **un’illusione**.

## Perché è importante tenere d’occhio questo fenomeno?

Chi si occupa di tecnologia, innovazione e AI (o ne è anche solo appassionato), deve essere consapevole di questa dinamica. Il **paradosso di Jevons ci insegna che l’aumento dell’efficienza non riduce automaticamente l’impatto ambientale o il consumo di risorse**.

Al contrario, potremmo vedere **un’esplosione della richiesta di calcolo**, con più data center e più consumo di energia. Di conseguenza **nuove sfide per la sostenibilità**, perché la domanda crescente potrebbe superare i benefici dell’efficienza tecnologica.

Il dibattito è più aperto che mai e l’unica certezza è che **il futuro dell’IA sarà determinato non solo dalla sua efficienza, ma anche da come sceglieremo di utilizzarla**.


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title: I trend di Email Marketing per il 2025
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Il futuro è ancora nella tua casella di posta elettronica: ecco i Trend per fare (Email) Marketing per il 2025."
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# I trend di Email Marketing per il 2025

_Guest post di Gianpiero Spelozzo – SEO Content Manger GetResponse_

## Introduzione

Se pensi che l’email marketing sia roba del passato, ti sbagli. Non è solo vivo e vegeto: oltre 50 anni dopo l’invio della prima email della storia, l’email marketing sta vivendo proprio adesso il suo maggior momento di splendore.

Come fare email marketing nel 2025? Dimentica le classiche guide informative. Ti mostro quelli che secondo me e, soprattutto, **secondo le statistiche e i dati reali**, sono i **5 trend principali dell’email marketing per il 2025**.

## Intelligenza Artificiale: Il Tuo Nuovo Assistente Email 

L’IA non scriverà le tue lettere d’amore, ma può aiutarti a scrivere email che funzionano. Era una possibilità 2 anni fa, quando l’IA Generativa iniziava a fare capolino nel mondo del marketing. È una certezza oggi. L’IA può:

- personalizzare i contenuti in base al comportamento degli utenti;
- ottimizzare i tempi di invio (perché i tuoi destinatari _non_ controllano le email alle 3 del mattino);
- generare oggetti email più invitanti dell’ultima fetta di pandoro rimasta dopo le feste.

Un **assistente IA per la scrittura dell’email** – è comprovato – porta più click all’interno della stessa. Esattamente un punto percentuale in più. Nell’ultimo anno, **GetResponse** ha registrato un **5,18% di click rate nelle email realizzate con l’aiuto dell’IA**, contro il 4,15% di click rate per le email realizzate in modo tradizionali. Nel 2025, con il perfezionamento della tecnologia, ci aspettiamo un gap ancora maggiore.

_Consiglio:_ Usa l’IA per automazione e insight, ma **mantieni vivo il tocco umano**. L’IA è ottima per creare introduzioni e oggetti accattivanti, ma è ancora ignara delle esigenze e preferenze dei tuoi clienti.

## Personalizzazione: Il “Ciao [Nome]” non basta più!

I tempi delle email generiche di massa sono finiti. Nel 2025, la personalizzazione va oltre l’inserimento del nome del destinatario. Parliamo di contenuti su misura basati sulla cronologia di navigazione, il comportamento d’acquisto e persino le condizioni meteo.

Immagina di ricevere un’email che dice: “Ehi Raffaele, giornata perfetta per un maglione di lana! Dai un’occhiata alla nostra nuova collezione.” Personalizzata, rilevante e tempestiva: il tris perfetto.

_Consiglio:_ Usa contenuti dinamici per creare esperienze iper-personalizzate. E ricorda: **la personalizzazione è una strada a doppio senso**. Ascolta il tuo pubblico e loro ascolteranno te.

## Il Tempismo è tutto: porta le tue email dove devono essere 

Il “dove devono essere delle email” è la casella di posta, non lo spam. Per raggiungere quest’obiettivo devi impegnarti a rispettare i cosiddetti **criteri di deliverability**, sempre più stringenti dopo le policy introdotte ad esempio da Gmail e Yahoo. 

C’è poi un altro ingrediente fondamentale per aumentare il tasso di consegna e di lettura di un’email: il tempismo. Nel 2025 l’intuito non basta più. Occorrono i dati comportamentali del tuo pubblico. In generale, **l’orario migliore per inviare newsletter** nel 2024 (inteso come orario in cui si sono registrate le maggiori aperture) è stato intorno alle 12. 

Questa è una buona indicazione, ma ancora troppo generica. Il **vero tempismo nell’email marketing** sta nell’inviare email quando si ha la certezza matematica di avere una risposta.

Questa certezza matematica ce la offre il [software di email marketing di GetResponse](https://www.getresponse.com/it/funzionalita/email-marketing), che è in grado di prevedere scientificamente quando il tuo pubblico è più propenso a interagire. Lo fa con queste due funzioni:

1. **Perfect Timing:** L’IA impara quando ogni iscritto è più attivo e regola i tempi di invio di conseguenza.
2. **Time Travel:** Garantisce che la tua email arrivi nella casella di posta allo stesso orario locale in tutto il mondo.

_Consiglio:_ Sperimenta con i tempi di invio. E se stai ancora inviando newsletter alle 9 precise, forse è il momento di ripensare la tua strategia.

## Contenuti Video: Luci, Camera, Click!

L’attenzione sta diminuendo. Stinge più velocemente di una maglietta scura lavata a 60 gradi. In molte situazioni, il contenuto video potrebbe essere il tuo salvacolori, l’additivo per tenere i tuoi contatti incollati. Alcuni freschi dati a confermare tale corollario:

- le email con video hanno tassi di coinvolgimento più elevati;
- aggiungere un’anteprima video **aumenta i tassi di click** (oltre 2% di click in più);
- le persone ricordano il 95% di un messaggio quando guardano un video rispetto al 10% leggendo testo.

Dalle demo di prodotti ai backstage, i video aggiungono un tocco umano che le immagini statiche non possono replicare.

_Consiglio:_ Usa i video con parsimonia. Non tutte le email necessitano di una produzione completa, ma una breve clip può fare la differenza.

## Tattiche di Email Marketing: è ora di giocare in modo intelligente

Vietato “sparare nel mucchio” e non solo per una questione di rischio spam. Come accade in tutte le attività di marketing, anche per l’email marketing il 2025 richiede di preferire la qualità sulla quantità. Alcune azioni indicate:

- **Email Interattive:** sondaggi, quiz e gamification.
- **Design Mobile-First:** assicurati che le tue email siano perfette su ogni dispositivo.
- **Segmentazione:** invia il messaggio giusto al pubblico giusto.

E non dimenticare l’**automazione**: non solo per le sequenze di benvenuto, ma anche per campagne di re-engagement, raccomandazioni di prodotti e altro. **Queste tipologie di email sono molto più lette e cliccate di normali newsletter e DEM**. Parliamo di 7,65% di click in più contro il 2,54% di click nelle newsletter.  

_Consiglio:_ Pulisci regolarmente la tua lista email. Un pubblico piccolo ma coinvolto è meglio di uno ampio e disinteressato.

## In Conclusione: rivoluzione “In arrivo”

L’email marketing nel 2025 è una combinazione di arte e scienza. L’IA potrebbe diventare il tuo nuovo migliore amico, ma la tua esperienza, specie nel rapporto con i contatti, è insostituibile. Personalizzazione, tempismo, video e automazione ti aiuteranno a rimanere rilevante e in sintonia con i tuoi contatti.

Ho descritto questi trend applicando esempi e dati specifici per l’email marketing. Ma se ci pensi bene, si tratta di trend che valgono un po’ per tutte le attività principali di marketing che dovrai implementare. Nessuna esclusa.

_Guest post di Gianpiero Spelozzo – SEO Content Manger GetResponse_


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title: Il lavoro del futuro nel mondo dell’AI
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando il mondo del lavoro. Nuove professioni e competenze fondamentali per il prossimo futuro
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# Il lavoro del futuro nel mondo dell’AI

## Introduzione

_“Quando si arriva al futuro, il nostro compito non è di prevederlo, ma piuttosto di consentire che accada.”_

Dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry è tratta questa frase. 

Perché la cito? Mi è venuta in mente quando ho deciso di scrivere questa lista, un articolo dedicato in qualche modo al [futuro del lavoro](https://www.raffaelegaito.com/futuro-lavoro-freelance/) che non è solo un campo in cui fare previsioni, ma anche di preparazione e adattamento. 

Il 2025 è arrivato e sarà senza dubbio un anno segnato da nuove professioni e competenze che stanno emergendo al ritmo veloce e frenetico delle innovazioni tecnologiche.

## Una panoramica sul mondo del lavoro

Sempre più aziende e professionisti di ogni settore hanno accolto ed inserito l’Intelligenza Artificiale nei propri processi, contribuendo ogni singolo momento a plasmare, giorno dopo giorno, **nuove figure professionali.** 

Basta pensare alla dilagante richiesta di profili come [Prompt Engineer](https://en.wikipedia.org/wiki/Prompt_engineering) che secondo alcune fonti [è una delle figure più richieste al momento](https://www.forbes.com/sites/jackkelly/2024/03/06/the-hot-new-high-paying-career-is-an-ai-prompt-engineer/). Anche se io [la penso un po’ diversamente](https://www.youtube.com/watch?v=rNzIltIMrxg).

Secondo il [Wall Street Journal](https://www.wsj.com/tech/ai/ai-jobs-demand-tech-layoffs-5b7344c0), le nuove offerte di lavoro nel settore dell’AI sono aumentate del 42% rispetto a solo un anno precedente.

Ma l’Intelligenza Artificiale trova spazio in tutti i settori. Giornalismo, vendite, [customer care](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/), educazione. 

Piccolo spoiler: non ci sarà campo che resterà escluso. 

Approfondiamo quelli che saranno i lavori più richiesti e anche le competenze necessarie per svolgerli. 

## I principali settori dove è richiesta la conoscenza dell’Intelligenza Artificiale

Ormai è chiaro: ogni settore professionale è profondamente influenzato dagli [strumenti di Intelligenza Artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/). Sia nel mondo online che offline, questi strumenti ottimizzano i processi, li supportano e li integrano. Tuttavia, alcuni settori richiedono caratteristiche specifiche in quest’ambito, competenze che non possono più essere trascurate.

Tra i settori pionieri nell’adozione dell’AI troviamo la tecnologia, la finanza, il campo medico, nonché la programmazione e la creazione di contenuti (testuali, video e foto). Già dai primi esperimenti con sistemi molto semplici (rispetto a quelli attuali) di deduzione questi settori hanno spinto in avanti l’adozione dell’AI.

Il momento in cui ci troviamo oggi va oltre la semplice integrazione degli strumenti nel proprio lavoro. Ora, non basta più solo utilizzarli: è fondamentale **sviluppare competenze tecniche e personali** per sfruttarli al massimo del loro potenziale.

Tra le principali competenze richieste:

- Capacità analitica
- Padronanza e ottimizzazione dei prompt
- Abilità comunicative
- Curiosità e desiderio di [sperimentare](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/)
- Pensiero critico
- Etica e trasparenza
- [Creatività](https://www.raffaelegaito.com/creativita-intelligenza-artificiale/)
- Adattabilità ai cambiamenti rapidi

Non ti sembra che stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento di paradigma? La capacità di pensare fuori dagli schemi, l’altezza morale e la creatività stanno diventando sempre più complementari alle competenze tecniche. [Le soft skills](https://www.raffaelegaito.com/soft-skills-2023/), che sono sempre state un valore aggiunto nel lavoro, oggi lo sono ancora di più.

In effetti, quando parlo di sapersi adattare, è un vero e proprio invito a ragionare che no, **non siamo noi a cambiare le regole del gioco**, ma dobbiamo solo essere pronti a seguire il flow di come invece l’**AI sta trasformando il mondo del lavoro. **

## Un pò di numeri

Secondo una ricerca super approfondita di [PwC](https://www.pwc.com/gx/en/issues/artificial-intelligence/ai-jobs-barometer.html), dove puoi visionare il report completo, ci sono alcuni dati fondamentali da tenere in considerazione: 

- I settori che più di altri usano l’AI stanno registrando una crescita della produttività del lavoro **4,8 volte superiore** rispetto agli altri settori
- I lavori esposti all’AI (come analisti finanziari e sviluppatori software) crescono **3,5 volte più velocemente** rispetto al mercato del lavoro nel suo complesso
- Le competenze richieste in questi ruoli stanno cambiando **25% più velocemente** rispetto ai ruoli meno esposti all’AI. La domanda di competenze legate all’AI sta accelerando, mentre quelle tradizionali (come la programmazione intesa come standard) stanno diminuendo
- I lavoratori con competenze specialistiche nell’AI, come l’apprendimento automatico, **guadagnano fino a un 25% in più** rispetto ad altri
- **L’84% dei CEO** ritiene che l’AI aumenti l’efficienza dei dipendenti, e il 70% prevede che l’AI cambierà il modo in cui le loro aziende creano e catturano valore.

Per la serie: l’AI non ci ruberà il lavoro, affatto!

## I principali lavori richiesti nell’AI

Quali sono, quindi, i lavori che ora e che nel futuro prossimo verranno più richiesti nel mondo dell’Intelligenza Artificiale?

### AI Product Manager  

Si tratta di una figura che si occupa di gestire l’intero processo di sviluppo di un determinato prodotto AI. Le sue mansioni principali sono quelle di coordinare il team, conoscere le principali tecnologie e seguirne le attività. Il suo ruolo è determinante nel combinare competenze tecniche, strategiche e aziendali.

### AI Customer Experience Specialist

Un [consulente per l’AI nella customer experience](https://www.customerly.io/glossary/ai-customer-experience-consultant/) è una figura che utilizza le tecnologie e gli strumenti di Intelligenza Artificiale per ottimizzare l’ esperienza del cliente. Questi professionisti e professioniste si avvalgono di metodi basati sull’AI per analizzare i comportamenti dei consumatori, anticipare le tendenze future e offrire esperienze su misura per i clienti.

### AI Specialist (ambito sanità)

L’intelligenza artificiale supporta già da tempo i professionisti della salute nelle diagnosi, nella pianificazione dei trattamenti e in contesti critici come la sala operatoria. Gli esperti di AI nel settore sanitario combinano le loro avanzate competenze in intelligenza artificiale con una profonda conoscenza delle malattie e delle dinamiche del contesto medico. [Harvard ha già avviato corsi dedicati a questa professione.](https://execonline.hms.harvard.edu/artificial-intelligence-in-health-care-from-strategies-to-implementation?utm_source=Google&utm_network=g&utm_medium=c&utm_term=ai%20in%20healthcare&utm_location=9045540&utm_campaign_id=21822389406&utm_adset_id=169869756715&utm_ad_id=717881756112&gad_source=1&gclid=CjwKCAiA3Na5BhAZEiwAzrfagJK8seDbJRRWJPPKMVeH0kk-LOYqabsiqdtZEu3gqUCxoo4F5aZeNhoCy5gQAvD_BwE)

### AI ethics officer 

[Questa figura professionale](https://jenstirrup.com/2022/02/18/chief-ai-ethics-officer/), ancora poco diffusa, soprattutto dalla nostra parte del mondo, è a dir poco significativa in quanto prevede che un o una professionista garantisca che i dati utilizzati in azienda in simbiosi con l’AI vengano utilizzati in maniera responsabile, attraverso delle linee guida etiche. 

### Smart home designer  

Questa è una figura che mi intriga moltissimo, perché possiamo solo immaginare che connotazioni avrà la casa del futuro. Si tratta di una figura che progetta le soluzioni tecnologiche per progetti di abitazioni sempre più tecnologiche, con il supporto ovviamente dell’AI. 

## Conclusioni

Aldilà di queste professioni, ci sono tutte quelle che già stanno esplodendo sotto i nostri occhi. Esperti di analisi dati, programmatori AI, ingegneri robotici e chi più ne ha più ne metta. Anche le università (e non solo) si sono organizzate per accogliere questa nuova era, offrendo percorsi di studio sempre più mirati e dedicati all’AI, a dimostrazione dell’importanza del tema . 

Voglio provare a guardare tutto il bello che stiamo vivendo: l’adozione di questi strumenti potrebbe da una parte rivoluzionare il modo in cui lavoriamo, dall’altra **ridefinire l’intero ecosistema lavorativo**, rendendo possibile un futuro in cui le tecnologie non sostituiscono il contributo umano, ma lo potenzieranno.

Sta già succedendo. 


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title: "Significant Objects: l’importanza dello storytelling"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Significant Objects è l'esperimento che ci da una lezione unica sul valore delle storie e della narrazione."
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# Significant Objects: l’importanza dello storytelling

## Introduzione

Un prodotto (o un servizio) senza storia è come un libro senza parole: manca di anima e di identità.

Negli ultimi anni, [lo storytelling](https://www.raffaelegaito.com/storytelling-efficace/) e l’arte della narrazione si sono affermati come strumenti potenti per dare valore non solo a oggetti, prodotti e servizi, ma anche a idee e persino a relazioni. La cura nel raccontare una storia è diventata sempre più importante per creare un significato e rafforzare il legame con le persone.

Lo psicologo [Jerome Seymour Bruner](https://en.wikipedia.org/wiki/Jerome_Bruner), uno dei pionieri della psicologia cognitiva, ha detto che “Le avventure accadono a chi le sa raccontare”, una frase che secondo me sottolinea come la capacità di narrare una storia influenzi la percezione degli eventi stessi.

Non è tanto ciò che accade, ma il modo in cui lo raccontiamo che **trasforma un semplice evento in un’avventura memorabile**. 

Chi sa raccontare, nella vita personale, tanto quanto in quella professionale, riesce a **mostrare il lato straordinario** anche nelle situazioni più comuni, trovando emozione e bellezza là dove forse ci sarebbe solo banalità.

## Significant Objects: la forza del racconto

Recentemente mi sono imbattuto nella storia di un esperimento di qualche anno fa, [Significant Object](https://significantobjects.com/), che credo sia emblematico per raccontare la forza del racconto che sta a supporto di un prodotto. 

Questo esperimento, semplicissimo ma efficace, ha dimostrato come il valore percepito di un oggetto possa essere radicalmente trasformato semplicemente associandogli una storia. 

**Joshua Glenn and Rob Walker**, giornalisti di testate come The New York Times, The Boston Globe e The Washington Post, in sostanza hanno acquistato oggetti di pochissimo valore (circa 2 dollari) in tanti mercatini. Hanno poi chiesto ad alcuni scrittori e scrittrici di inventare una storia unica per ciascun oggetto. 

Le storie, ovviamente, non erano reali ma servivano solo a caricare emotivamente l’oggetto. 

[Una brutta tazza](https://significantobjects.com/2009/12/07/friday-mug/), spazzatura per qualcuno, diventa la protagonista un po magica di una storia di persone che ci sembra quasi di immaginare. 

E allo stesso modo [la gallina di vetro](https://significantobjects.com/2010/01/13/glass-hen/), la [spilletta omaggio](https://significantobjects.com/2009/07/09/necking-team-button/) e così via. (Dai un’occhiata alle storie perché sono bellissime). 

Una volta abbinate le storie agli oggetti, questi sono stati poi messi in vendita su eBay e le persone, acquistando l’oggetto, ricevevano anche una copia incorniciata della sua storia. 

Il risultato? Gli oggetti, inizialmente privi di un valore e letteralmente considerati cianfrusaglie, sono stati venduti per una cifra totale di circa 8000 dollari, vale a dire un aumento del guadagno di quasi l’8000%. 

## Il cuore dell’esperimento

In poche parole l’esperimento dimostra che **le persone non acquistano solo oggetti,** ma anche le emozioni, le storie e i significati che li accompagnano. Una cosa che ripeto in continuazione.

Walker e Glenn sostenevano che il legame emotivo creato nell’associare una storia a un oggetto comune fosse talmente potente da poter essere tradotto in un valore concreto, in questo caso economico. 

Sia in psicologia che in sociologia questo fenomeno è stato oggetto di innumerevoli studi e spiega alcuni concetti che nel marketing e nel [neuromarketing](https://www.raffaelegaito.com/neuromarketing/) sono fortissimi:

- **Connessione emotiva**: le persone sono attratte in modo naturale dalla narrazione che accompagna un prodotto perché quelle stesse storie richiamano alla mente le loro reali esperienze. Le persone si riconoscono e creano un vero e proprio senso di appartenenza. 
- **Valore simbolico**: un prodotto non è mai solo un prodotto. È un simbolo, estremamente soggettivo per ogni singola persona. 
- **Potere dell’immaginazione**: le storie solleticano una parte della nostra mente che ripetutamente cerca creatività e immaginazione che, di conseguenza, proiettiamo sull’oggetto.
- **La prova sociale**: un prodotto che viene accompagnato da una storia diventa più desiderabile per il solo fatto che qualcun altro, prima di noi, lo ha reputato ricco di significato.

## L’importanza della narrazione per le aziende

L’esempio dell’esperimento Significant Objects dovrebbe far riflettere e invitare ogni singola azienda o professionista a raccontarle le storie, se ci sono, dietro ai propri prodotti. 

Ovviamente **contestualizzando e adattando** ad ogni singolo caso specifico, 

Le aziende che riescono a raccontare la propria storia in modo autentico creano un legame profondo con i propri clienti e la narrazione diventa il cuore del brand, parte integrante di [una strategia](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/) che si rivolge a persone e non numeri.

E te lo svelo subito: non si tratta solo un’intuizione o una sensazione, ma di una vera e propria scienza. L’università di Harvard ha effettuato una ricerca: [The New Science of Customer Emotions](https://hbr.org/2015/11/the-new-science-of-customer-emotions).

Questo studio dimostra, oltre a come le aziende possono utilizzare le connessioni emotive con i clienti per stimolare crescita e aumentare il profitto, che esistono circa 300 “**motivatori emotivi**” (ad esempio, il desiderio di sentirsi parte di un gruppo o avere fiducia nel futuro) **che guidano il comportamento degli utenti**e questi motivatori possono essere attivati solo attraverso una narrazione, uno storytelling solido. 

## Qualche esempio

Per rappresentare meglio questo concetto credo sia utile vedere qualche esempio concreto. 

### “Ecopreneurs” contro il cambiamento climatico

Questo esempio di racconto incarna perfettamente l’essenza di come i contenuti brandizzati possano andare oltre il marketing tradizionale, trasformandosi in potenti strumenti per comunicare valori aziendali, generare un impatto sociale concreto e raggiungere anche risultati commerciali straordinari.

La campagna racconta le storie di imprenditori e imprenditrici impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico, **mettendo in luce il loro impegno**, le sfide affrontate e le soluzioni adottate. Una campagna che punta a ispirare il pubblico, sottolineando l’impegno di Salesforce e FORTUNE Brand Studio verso la sostenibilità e l’innovazione nel rispetto dei principi ESG (Environmental, Social, and Governance).

Questa narrazione è potente perché

- Il tema è super attuale e urgente, e la campagna sfrutta questa sensibilità per coinvolgere spettatori attenti alle tematiche sociali
- La campagna è autentica perché i protagonisti sono veri imprenditori o imprenditrici
- È un racconto win-win poichè Salesforce e FORTUNE Brand Studio si posizionano entrambi come marchi impegnati e progressisti.

Il primo video della campagna ha raccolto oltre 3 milioni di visualizzazioni, premi e riconoscimenti.

### Volvo Penta

Prendi una Volvo Penta, 3 surfiste e la storia di un viaggio. Questa campagna ha seguito tre giovani donne mentre si avventuravano verso le Lofoten in Norvegia per surfare, **focalizzandosi sull’emozione dell’avventura piuttosto che sul prodotto**. 

Volvo ha preso una posizione netta: evitare i cliché delle barche di lusso, connettendosi invece con un pubblico giovane attraverso contenuti coinvolgenti come video, clip tecnologiche e articoli, ottenendo oltre 6,5 milioni di impressioni e mostrando come **il racconto possa creare connessioni emotive** e una reputazione positiva.

### Pizza Hut e l’AI

Immagina una finta pizzeria, [Pepperoni Hug Spot](https://www.pepperonihugspot.pizza/copy-of-plump-o-puffs), creata dall’intelligenza artificiale, che esplode online con milioni di visualizzazioni e attira l’attenzione di tutto il mondo. 

Nulla di vero: non c’è quella pizza, non ci sono i ristoranti, non ci sono loghi e tutto il resto. 

Impazzano quindi le accuse di plagio poiché questo spot copia lo stile di Pizza Hut: il nome è simile, lo sono i colori e così via.  

Tra le varie accuse e il caos totale, però, l’azienda (la vera Pizza Hut), invece di contrastare la situazione, ha semplicemente fatto buon uso di questo racconto: insieme al creatore del video, ha trasformato il concept di AI immaginario in realtà.

Per un pò Pizza Hut si è reinventata come Pepperoni Hug Spot, lanciando una campagna ispirata al virale video AI. Ha creato annunci, ricette uniche e una narrativa ironica e coinvolgente, trasformando quella che era solo frutto dell’[intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/libri-intelligenza-artificiale/) in realtà. Il risultato? Un aumento straordinario del 78% nelle impressioni organiche e oltre 20 milioni di visualizzazioni in appena 48 ore.

Questa trovata creativa si è anche guadagnata il Webby Award 2024 per i migliori contenuti, a dimostrazione che la storia è come benzina sul fuoco, anche quando il prodotto è sempre lo stesso.

## Conclusioni

Di esempi ce ne sarebbero a centinaia e sono convinto che ci stai di sicuro pensando a qualcuno di essi, a qualche storia che in un modo o nell’altro ti ha avvicinato ad un determinato prodotto. 

Oggi, ancora più di ieri, senza un racconto che spieghi il tuo perché e i tuoi valori i prodotti sono solo cose, spesso inutili che finiranno in un mercatino delle pulci, nemmeno troppo metaforicamente. 


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title: Come guadagnare online (da casa) grazie alle tue competenze
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excerpt: "Come si può guadagnare online, lavorando da casa? In questo articolo 5 idee e un po' di suggerimenti pratici."
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# Come guadagnare online (da casa) grazie alle tue competenze

_Guest post di Gianpiero Spelozzo di GetResponse_

## Introduzione

Gestire un e-commerce, mettere il proprio alloggio su Airbnb, partecipare a survey online, lavorare da freelance: ci sono molti modi per guadagnare online, senza dover nemmeno uscire di casa.

L’elenco dei lavori online è veramente ampio e copre diverse discipline e interessi. Qui però volevo soffermarmi su quei lavori online che, a prescindere dal settore di appartenza, pressupongono una componente fondamentale: **l’esperienza e la competenza**. 

Competenza ed esperienza sono d’altronde l’acqua e la farina di una buona carriera lavorativa. 

**Non è vero che Internet apre le porte del guadagno facile da casa**. Sarebbe più corretto dire che Internet rende più facile mettere in risalto e vendere competenza ed esperienza, fondamantali poi per guadagnare (e non solo online). 

Mette cioè a disposizione piattaforme e strumenti adeguati per semplificare questo processo di apparentemente “comodo” guadagno. 

Vediamo quindi **come guadagnare e monetizzare online da ciò che realmente si conosce.**

## Premessa: onori e oneri del lavoro online

Prima di entrare nel merito dei lavori online più indicati per chi volesse monetizzare una specifica competenza, è necessario fare qualche premessa.

I **vantaggi del lavoro da casa** sono risaputi: flessibilità di orari e spazi, opportunità diversificate, basse barriere d’ingresso in termini di investimento, possibilità di raggiungere un’audience globale.

Ci sono però alcuni aspetti chiave da considerare. Una serie di **sfide e responsabilità** che vanno oltre la semplice comodità di lavorare nel proprio spazio. Ho provato a raggrupparli in queste 4 macro-categorie.

1. **Organizzazione** – Lavorare da casa richiede la capacità di organizzare la propria giornata e mantenere motivazione e disciplina costante. Senza un capo a cui rispondere oppure orari fissi da rispettare, la responsabilità di rimanere produttivi spetta completamente a te. 
2. **Gestione di contabilità e burocrazia** – Come lavoratore autonomo, oltre alle attività lavorative vere e proprie, dovrai occuparti di aspetti amministrativi come la contabilità, la fatturazione e la gestione delle entrate. Queste attività richiedono precisione e una buona conoscenza delle regole fiscali e legali. Pena, le sanzioni. 
3. **Marketing e comunicazione con i clienti** – Essere visibili e attrarre nuovi clienti sono elementi cruciali per avere successo nella tua attività online. Per questo dovrai costruire un brand personale, utilizzare un mix intelligente di strumenti di marketing per promuoverti e mantenere comunicazioni efficaci con i clienti. Questo aspetto richiede strategia ma anche un’ulteriore competenza: saper gestire i canali giusti di promozione: email, social media, sito web.
4. **Resilienza –** Lavorare da casa significa affrontare periodi di incertezza, come un eventuale calo della domanda o l’aumento della competizione nel tuo campo. Potresti avere periodi con poche entrate e dover gestire rifiuti da parte dei clienti. Essere resilienti, perseveranti e fiduciosi nelle proprie capacità sono qualità fondamentali per superare i momenti difficili e continuare a crescere professionalmente.

## Le 5 attività più indicate per guadagnare online

### 1. Entrare nel Marketing di affiliazione 

L’affiliate marketing è pratica abbastanza nota: utilizzare persone terze (affiliate marketer) per promuovere il marchio, il prodotto e il servizio di un’azienda. L’affiliato riceve un link o un codice univoco da condividere con i propri follower o lettori e riceve una commissione in caso di vendite. 

Altrettanto noti sono i **modelli principali di pagamento delle commissioni**: il pay-per-click (pagato per aver portato traffico) e il pay-per-sale (pagato dopo una vendita). La maggior parte delle aziende offre la seconda opzione perché è meno rischiosa e si concentra sulle vendite effettive invece che su quelle potenziali. Molti programmi offrono poi la possibilità di farti guadagnare entrate ricorrenti.

Ciò che è meno noto, è che il marketing di affiliazione funziona bene se hai un pubblico consolidato e se **sai per cosa stai facendo affiliazione**. Questo vale soprattutto per chi fa affiliate attraverso i blog di affiliazione. Mi spiego meglio: nell’ultimo anno Google ha lavorato sul suo algoritmo per penalizzare pesantemente tutti quei contenuti creati con il solo fine di posizionarsi sui motori di ricerca senza offrire reale valore all’utente. I siti di affiliazione, pensiamo alle recensioni dei “migliori prodotti per”, rientrano ampiamente in questa fattispecie.

Mai, come in tale scenario, è importante **mettere in campo l’esperienza personale**: solamente attraverso il nostro punto di vista e la nostra prospettiva possiamo differenziarci dalla concorrenza e guadagnare veramente dalle affiliazioni. Occorre quindi fornire dati e informazioni reali sulla esperienza d’uso, presentando i reali pregi e difetti di un prodotto o servizio che recensiamo col fine di guadagnare poi dalle eventuali affiliazioni. È una questione di algoritmi, ma anche di valore dell’utente che ci guarda o legge.

### 2. Lanciare un podcast

I podcast sono un mezzo di comunicazione sempre più popolare. Il pubblico non ha mai abbastanza contenuti audio perché può ascoltarli mentre svolge altre attività. Gli argomenti dei podcasting variano da tematiche sociali a storie creative, a consigli per il business.

Ed è proprio in quest’ultima fetta che la tua esperienza potrebbe fare la differenza e intercettare una discreta fetta di pubblico pagante. Vale comunque la pena precisare che **la maggior parte dei podcast guadagna non tanto sugli abbonamenti**, quanto più su sponsorizzazioni, annunci e marketing di affiliazione. 

Lanciare un podcast è, inoltre, più facile di quanto pensi. Tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare è un pc e il dono della parola. Inoltre, la maggior parte dei software di podcasting sono gratuiti. 

Man mano che crescerai, potrai investire in microfoni, cuffie e mixer audio per migliorare l’esperienza di ascolto. 

### 3. Creare video su YouTube

YouTube è probabilmente il canale in cui la competenza su un determinato argomento è maggiormente premiata e riconosciuta… se ben esposta.

Per trasformare le visualizzazioni su YouTube in entrate non basta caricare e promuovere il tuo canale. Per cominciare, devi far parte del **Programma Partner di YouTube**per accedere alle funzionalità di monetizzazione. 

Per poter accedere al programma, devi avere almeno 1.000 iscritti con 4.000 ore di visione autentica e pubblica nell’ultimo anno o 1.000 iscritti con 10 milioni di visualizzazioni di corti negli ultimi 90 giorni. 

Una volta accettato nel programma partner, potrai guadagnare utilizzando le seguenti funzionalità:

- entrate pubblicitarie;
- shopping;
- iscrizioni ai canali;
- super chat e adesivi;
- entrate da YouTube Premium.

Potresti comunque guadagnare dal tuo canale YouTube anche se non sei idoneo al programma partner. Il primo modo è quello di aggiungere **link di affiliazione o di crowdfunding nella descrizione del video**. Un’altra possibilità di guadagno, ma più indicato per chi ha già un discreto seguito, è la creazione di **contenuti sponsorizzati**. I marchi ti pagano direttamente e YouTube non riceve la parte dei tuoi guadagni.

### 4.  Creare un sito membership

Se sei un creativo (artista, scrittore, musicista o regista), puoi guadagnare online creando un **sito web di iscrizione con piani di abbonamento**. Gli abbonamenti sono un modello di entrate ricorrenti in cui i clienti pagano una tariffa regolare per accedere al tuo lavoro. Possono essere settimanali, mensili o annuali.

Gli artisti professionisti, i fotografi e i graphic designer, ad esempio, possono **trasformare il loro portfolio online in un negozio online**. Oltre a generare entrate ricorrenti, tali siti aiutano a costruire una comunità di clienti fedeli.

Con un sito web per abbonati, i clienti non pagano solo per accedere ai tuoi contenuti. Pagano per **avere un’esclusiva**, come ad esempio contenuti bonus o in anteprima. 

Un modo per creare un sito web di questo tipo è quello di utilizzare piattaforme di monetizzazione come**Patreon**. Gli utenti creano livelli di abbonamento con prezzi, vantaggi e privilegi diversi. Il primo livello è ovviamente il più economico e il più semplice. I livelli successivi si basano su quelli precedenti, aggiungendo vantaggi bonus come video bonus, accesso anticipato al merchandising e chat private.

Piattaforme come Patreon sono convenienti ma **richiedono una percentuale dei tuoi guadagni**per la gestione e l’elaborazione dei pagamenti. 

In alternativa, puoi creare un sito web per membership tutto tuo. Questa è un’ottima opzione perché avrai un maggiore controllo sui tuoi guadagni. Inoltre, costruire un sito web è ormai diventato più facile, soprattutto se utilizzi website builder con template già progettati per questi tipi di progetti.

### 5. Creare (e vendere) un corso online 

Hai conoscenze approfondite in un campo particolare? Puoi progettare e vendere un corso online. 

Molti esperti, ma anche semplici appassionati, hanno saputo **ritagliarsi uno spazio importante nel mondo della formazione online.**A prescindere dalla nicchia: dallo yoga e mindfulness, all’ingegneria aerospaziale, fino alla gestione del denaro. 

Ora è più facile, d’altronde, dare lezioni online. Merito di piattaforme che ti aiutano a creare piani di lezione, moduli e webinar interattivi. E i marketplace di corsi online, come**Udemy**, ti aiutano ad ospitare e caricare I tuoi corsi.

Chi si occupa di formazione online, fa più o meno quello che il nome promette: coaching online, ovvero **formare le persone su determinate conoscenze su cui si è maggiormente ferrati**. Competenze del mondo professionale, ma anche esperienze legate agli hobby più disperate o argomenti legati allo sviluppo personale. 

Puoi commercializzare i tuoi corsi su diverse piattaforme. In alternativa, puoi **offrire il tuo corso online sul tuo sito web**, promuovendolo attraverso l’email marketing o altri canali di marketing. Ciò comporta un maggiore impegno, ma anche un **potenziale di guadagno nettamente superiore**. L’importante è che tu conosca davvero la “tua” materia e sappia trasmettere le tue conoscenze.

Ad esempio, puoi valorizzare e monetizzare le tue conoscenze attraverso **GetResponse**.  

La piattaforma ti offre:

- un [creatore di corsi (dotato di AI)](https://www.getresponse.com/it/funzionalita/crea-corsi-online);
- un profilo dettagliato del creatore con link a tutti i tuoi social più importanti;
- opzione di monetizzare i corsi;
- certificati per i tuoi corsi;
- l’opzione di inviare **newsletter a pagamento** (e gratuite) ;
- integrazione perfetta con gli strumenti di email marketing, automazione e lead generation di GetResponse;
- integrazione con WordPress.

Il profilo del tuo corso in GetResponse potrebbe avere questo aspetto:

![image Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/10/image-1024x476.png)

## **Conclusione**

Fare soldi online non è una prerogativa di pochi. Ci sono molte opportunità online legittime che si adattano alle tue capacità e alla tua situazione finanziaria. 

Se ti piace interagire con le persone, prendi in considerazione l’idea di di avviare un podcast o un canale YouTube. Se hai una ricca esperienza professionale puoi lavorare come freelance o **creare corsi online per condividere le tue competenze con gli altri**. 

Quando valuti come guadagnare online, valuta l’impegno, il costo, l’interesse e il potenziale. **Chiedersi sempre**: quanto tempo posso dedicare all’attività, quali competenze o esperienze mi servono? Di quanto denaro ho bisogno per avviare un’attività online? C’è domanda o interesse per la mia idea di business online? Chi è il mio pubblico di riferimento e può sostenere la mia attività?

_Guest post di Gianpiero Spelozzo di GetResponse_


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author: Raffaele Gaito
excerpt: Il video marketing è sotto gli occhi di tutti. Ma quali sono i vantaggi? Ecco qualche riflessione e qualche esempio.
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# Video marketing: cos’è con esempi

## Riepilogo sul video marketing

- Si tratta di categoria di contenuti da integrare in una più ampia strategia
- I video possono essere condivisi su ogni canale e in diversi formati, compresi i video live e i webinar
- I video sono tra i contenuti più fruiti dagli utenti

## Introduzione

Negli ultimi anni sono cambiate sotto i nostri occhi tantissime cose, tante dinamiche che hanno alterato, reinventato, migliorato o qualche volta anche peggiorato alcuni assetti del marketing.

Una di queste cose è **l’importanza del contenuto video**, anche quando si tratta di un video in diretta o un webinar. 

Alcune statistiche parlano chiaro: **il video marketing ha un potere forte e immediato** tanto che oltre [l’80% di aziende e professionisti lo utilizza](https://wistia.com/learn/marketing/video-marketing-statistics?utm_source=hubspot-partner&utm_medium=blog&utm_campaign=stateofvideo24) per diffondere i propri contenuti. 

Io di [video ne ho macinati centinaia in questi anni](https://www.youtube.com/@RaffaeleGaito/videos), tanto da creatore quanto da fruitore e quindi sono, sia in un senso che nell’altro, un convintissimo promotore. 

Ma cos’è che incolla le persone allo schermo? Il racconto? Le persone? La storia?

Credo che sia un tema che valga la pena approfondire. 

## Video marketing: cos’è

Il video marketing, oggi, è uno strumento indispensabile per coinvolgere gli utenti. Da un lato c’è la facilità d’accesso e l’immediatezza, dall’altro la possibilità di accedere a contenuti super targettizzati, dal punto di vista informazionale, ma anche di semplice intrattenimento. 

I [numeri sono assurdi](https://blog.hubspot.com/marketing/how-video-consumption-is-changing): 

- Le persone che ad oggi guardano video sono più di 3 miliardi
- Ognuna di queste persone, in media, guarda circa 17 ore di video in una settimana.

Automaticamente questo fa sì che, poiché circa**il 50% di chi guarda video li condivide più facilmente rispetto a contenuti foto o testuali**, anche le conversioni in termini di fidelizzazione o di vendita per le aziende aumentano. 

In sostanza, un contenuto video è diventato una scelta primaria dal lato delle aziende per **informare, intrattenere o educare**. Dal lato dei fruitori e delle fruitrici, invece, è uno dei mezzi più rapidamente assimilabile, personalizzato sulle loro esigenze e diretto a cui accedere. 

Questi numeri e queste nuove consapevolezze hanno trasformato, quindi, i video in parte integrante di [una vera e propria strategia](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/). 

La strategia, tuttavia, dipende da tanti fattori come la tipologia di azienda o di persona, il calibro dei contenuti, il loro taglio, così come qual è il pubblico di riferimento. 

Esistono però due cose che a mio avviso vanno prese in considerazione, [come una stella polare](https://www.raffaelegaito.com/metrica-stella-polare/), quando si lavora ad integrare i video contenuti nella propria strategia di marketing:

- **Fornire al pubblico supporto e valore** attraverso contenuti chiari
- Diventare un punto di riferimento riconoscibile e credibile sui propri temi, **tramite contenuti autentici. **

Qual è, quindi, la forza del video marketing? Le persone sono letteralmente bombardate da testi e foto pieni di azioni commerciali che mirano alla vendita di un bene o servizio.

I video, anche quando percorrono questo stesso scopo, hanno una marcia in più perché riescono a **creare un legame continuativo** con il pubblico, sono spesso anche una fonte di apprendimento e hanno la forza della viralità. 

## Video marketing: canali e strumenti

Per entrare un pò nel pratico, ti dico subito che se ti stai chiedendo quali sono le piattaforme migliori per fare video marketing la risposta è solo una: dipende!

**Dipende dal messaggio** (se si tratta di tutorial, recensioni di prodotti, webinar), dipende **dal pubblico a cui ti rivolgi** (più o meno giovane, professionale o in cerca di intrattenimento), dipende anche **dalla tua voglia di sperimentare** su più canali. 

Uno dei trend più importanti degli ultimi, va detto, sono ad esempio i video brevi in formato verticale. 

Sono come l’anello del potere: **un video lungo per informarli e uno breve per incatenarli!** Nel senso che grazie ai video brevi è possibile raggiungere un pubblico molto più ampio che arriva a quel determinato contenuto per caso, scrollando impulsivamente, ma che si fidelizza e approfondisce.

E per quanto riguarda gli strumenti?

Lo [studio che abbiamo visto](https://blog.hubspot.com/marketing/state-of-video-marketing-new-data) all’inizio smentisce anche un altro falso mito, cioè che per realizzare contenuti performanti è necessario investire tanto su strumenti e tecnologia. Questo non è assolutamente vero, quantomeno non lo è per partire e ottenere comunque un buon lavoro anche senza possedere la telecamera e il microfono migliori del mondo. 

Allo stesso tempo anche [l’intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/app-ai-contenuti/) ha reso possibile la realizzazione di contenuti video altamente personalizzati. 

Qui è come ho trasformato un file audio in un video.

La forma conta, certo. Ma se di base c’è una buona idea, allora quello è già un ottimo punto di partenza. 

## Strategie efficaci di video marketing

Il successo del video marketing si fonda su tanti fattori, ma sicuramente una delle componenti importanti è la capacità di raccontare storie che coinvolgano emotivamente l’utente. 

Ecco qui due esempi aziende molto diverse che hanno promosso le proprie storie con i video.

### Go Pro

[Go Pro](https://www.youtube.com/@GoPro) ha lavorato sulla condivisione di video che rappresentano viaggi, sport estremi, avventure. Tutti sono stati ripresi dagli stessi utenti e raccontati in questi mini-documentari che da un lato hanno il potere della storia, dall’altro mostrano effettivamente le belle immagini che una Go Pro può catturare. 

Il sentiment del pubblico è positivo perché il messaggio di questi video è ben lontano da uno meramente commerciale.  

### Birra Moretti

[Così come siamo](https://www.youtube.com/playlist?list=PLzSGo969ClQK8j_SROzAlyzYOwu0DoDJn) è il titolo dell’esperimento condotto da Birra Moretti. Si tratta di una web series, realizzata per YouTube con attori famosi, in sei puntate.

Un porgetto che crea continuità, mostra i valori del brand ma si distacca dalla classica pubblicità, offrendo contenuti video di valore. 

## Conclusioni

I contenuti video ci accompagnano da quando internet ha memoria (e anche prima). Ora bisogna capirne il potenziale che hanno per provare a fare qualcosa di speciale, per diversificare e per lasciare un segno, provare ad offrire quello che si sa e che si sa fare, in maniera genuina, divertente, seria, autentica.  


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title: "Gamification nel marketing: cos’è e come si fa"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Gamification: cos'è, come viene definita e come si costruisce. Provo a parlarne con alcuni esempi di aziende che ne fanno uso."
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# Gamification nel marketing: cos’è e come si fa

## Riepilogo sulla gamification

- Il termine italiano corrispettivo, poco in uso, è ludicizzazione
- Significa usare dinamiche di gioco in strutture aziendali, app e programmi di fidelizzazione
- Può essere estesa ad ogni servizio o prodotto, senza alcun limite.

## Introduzione

Prendi un pubblico sempre più annoiato e difficile da catturare, un pubblico da stimolare in modi sempre più creativi. Aggiungi un tempo medio di attenzione sempre più basso rispetto ai contenuti digitali. Ecco che quello che ottieni è **una delle strategia di marketing più utilizzate negli ultimi anni: la gamification**. 

Si tratta di una strategia capace di [fidelizzare](https://www.raffaelegaito.com/fidelizzazione-dei-clienti/) la clientela, di divertirla, di spiccare in quanto [creatività e inventiva](https://www.raffaelegaito.com/allenare-creativita/). 

Vorrei parlarne a fondo, spiegando cos’è, con qualche esempio pratico. 

## Cos’è la gamification: definizione e spiegazione

In italiano la traduzione di gamification è ludicizzazione, che suona sicuramente strano, non troppo diffuso. Gamification, in generale, è il termine utilizzato per indicare **l’approccio che consiste nel prendere elementi divertenti tipici dei giochi, come punteggi e sfide, e applicarli ad attività legate a brand, servizi o prodotti**.

L’obiettivo è rendere queste attività più interessanti e coinvolgenti affinchè gli utenti possano essere fidelizzati nel tempo al brand attraverso le dinamiche del gioco. 

Il termine è stato diffuso nel 2010 grazie a [Jesse Schell](https://en.wikipedia.org/wiki/Jesse_Schell), game designer, durante il “D.I.C.E. Summit” di Las Vegas, nonostante il termine non fosse stato usato in maniera diretta.

Il senso era proprio quello di spiegare ciò che le aziende avevano iniziato a fare da un paio d’anni prima di allora, e cioè prendere in prestito dinamiche dei video-games per aiutare gli utenti in diversi ambiti, come quello dell’apprendimento. 

## Come funziona la gamification nel marketing (con esempi)

Dal 2010 ad oggi la gamification è stata usata, più o meno consapevolmente, in tante [strategie di marketing](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/), perché i vantaggi sono concreti e perché grazie a questo approccio è sempre più facile arrivare ad un pubblico più ampio, sempre più giovane e digitale. 

Gamification e marketing, quindi, viaggiano in maniera parallela per diverse ragioni.

In primis il **coinvolgimento dell’utente**, poiché una struttura di gioco cattura l’attenzione delle persone con una conseguente maggiore partecipazione e interazione con il brand. Un esempio che a mio avviso è super calzante è Nike, sempre presente nella sperimentazione che sfrutta ogni possibile strategia di marketing. Nike ha lanciato un programma chiamato [Nike Run Club.](https://www.nike.com/gb/nrc-app) 

In sostanza attraverso un’app è possibile allenarsi, raccogliere punti e raggiungere premi e  badge. 

Un secondo grande vantaggio è la **motivazione**. In questo senso la gamification fa leva sui  [principi psicologici](https://www.raffaelegaito.com/neuromarketing/) legati alla gratificazione e alla ricompensa, motivando le persone a compiere determinate azioni, supportandole e spronandole attraverso i premi.

Un esempio sono [diverse aziende dedicate all’alimentazione sana o allo sport](https://www.forbes.com/sites/eladnatanson/2021/06/01/play-to-pay-gamification-is-the-future-of-retail-apps/) che, per motivare appunto la clientela, rendono il contesto una grande gara virtuale.  

Ovviamente, un altro grande vantaggio è la **fedeltà al brand**. L’esperienza di gioco non è solo intrattenimento, può facilmente diventare vero e proprio legame emotivo nei confronti di quella determinata azienda.

Sono convinto che ti stanno passando per la mente decine di esempi che usano la gamification per fidelizzare le persone. Ad esempio, [Starbucks](https://www.starbucks.co.uk/rewards) ha dato vita ad un programma a premi molto seguito.  

E poi come sottovalutare l’importanza della gamification nell’**ambito formativo**. Sempre più aziende che si occupano di formazione ed educazione creano strutture di gioco nelle loro app o siti, questo perché oltre a quanto visto finora, riduce tantissimo la percezione dello sforzo. Un gioco è un gioco, anche se allo stesso tempo mi sta facendo imparare delle cose. 

Questo è l’esempio di **Duolingo**, azienda che accompagna le persone ad apprendere le lingue in maniera del tutto innovativa. 

Ci sono poi vantaggi che vanno al di là dell’aspetto fidelizzazione, e sono soprattutto vantaggi per i brand e le aziende. Attraverso la gamification **è possibile accedere a una gran quantità di dati e insight, ma anche differenziarsi** in maniera importante dalla concorrenza.

Ma la questione principale è che potrebbe esserci ancora qualche azienda, qualcuno che fa impresa li fuori che possa pensare:**ma io come faccio a fare gamification?** Sbagliato, niente di più sbagliato. Puo essere fatta da tutti: aziende di servizi, di prodotti fisici, di consulenza, e di formazione come abbiamo visto. Non esistono limiti.  Per fare gamification si possono creare app, videogiochi brandizzati, gare e contest. [Ecco qualche idea in più](https://xperiencify.com/gamification-examples/).

## Conclusioni

Sembra quasi una conseguenza naturale che il gioco, in ogni sua forma, piaccia alle persone, le conquisti. Ci riporta alla nostra spensieratezza, al divertimento puro, alla parte più piccola e intima di noi stessi.

Se quindi sviluppi prodotti o servizi, prova a chiederti se c’è la possibilità di integrare alcune delle meccaniche tipiche dei giorni all’interno di essi: punti, classifiche, badge, sfide, livelli, progressione e tanto altro.

In questo modo potrai **stimolare la motivazione** degli utenti e migliorare il loro impegno e la loro performance.


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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cos'è il link building? Come si fa? Ecco la definizione, le tipologie e alcuni consigli per costruire questa utile strategia utile alla SEO."
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# Link building: cos’è e come si fa

## Riepilogo sul link building

- Si tratta di una strategia utile alla SEO
- Esistono diversi modi per fare link building
- In sostanza significa ottenere link da altri siti web che puntano al tuo

## Introduzione

Ammettilo, quante volte hai sentito parlare di link building senza riuscire a spiegare esattamente di cosa si tratta? Nessuna paura, ci siamo passati tutti.

Lo capisco, perché il termine, anche se rimanda ad un concetto abbastanza chiaro e conosciuto, è qualcosa in realtà di molto ampio, una vera e propria strategia fondamentale nella [SEO (Search Engine Optimization)](https://www.raffaelegaito.com/scrittura-seo-oriented/). Sicuramente è qualcosa di molto utile e da approfondire.

## Link building: significato e definizione

Link building significa **ottenere link da altri siti web che puntano al tuo**. Questi link sono interpretati dai motori di ricerca come un segnale di rilevanza e autorità, influenzando positivamente il posizionamento del sito nelle pagine dei risultati di ricerca.

**Una buona costruzione di link può migliorare significativamente la visibilità di un sito web**, aumentando il traffico organico proveniente dai motori di ricerca. I link di qualità agiscono come un “voto di fiducia” verso il tuo sito, aumentando la sua reputazione online.

## Tipi di link

Prima di capirne l’utilità e anche come farla bene, va specificato che esistono diversi tipi di link che è possibile utilizzare: 

- **Link naturali**: Sono quelli che guadagni senza chiederli, come quando qualcuno trova così utile un tuo articolo da condividerlo sul proprio sito o blog.
- **Link manuali**: Si ottengono attraverso attività mirate di link building, come l’invio di richieste di link a blogger o editori
- **Link di autocreazione**: Si riferiscono a link inseriti nei commenti di blog o forum, che non sempre sono apprezzati o valutati bene dai motori di ricerca

## Come fare link building

E ora entrerei nel vivo. Come si fa a fare link building? E soprattutto, come si fa una link building che funzioni? 

Credo che come la maggior parte delle cose nel digitale, non esista una risposta univoca ma che una strategia efficace in questo senso è a tutti gli effetti **un mix di diverse attività**:

### Crea contenuti di valore

Non c’è bisogno di girarci intorno: i tuoi contenuti devono essere una miniera d’oro. Devono offrire [valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/) reale, essere autentici e completi. Pensa a contenuti che **risolvano problemi**, che siano così **utili** e interessanti da essere inevitabilmente condivisi.

Devono essere informativi e interessanti per stimolare naturalmente la condivisione su altri canali, blog e siti. Ricorda,**il primo focus è sul valore**! Un contenuto di valore viene linkato, uno scadente no.

### Outreach

Per ampliare la visibilità dei tuoi contenuti, considera l’idea di avvicinare [influencer](https://www.raffaelegaito.com/influencer-marketing-cosa-significa-come-funziona/), blogger e siti web rilevanti, proponendo collaborazioni reciprocamente vantaggiose.

È vero, l’attività di link building fatta così può sembrare un po’ forzata poiché c’è una richiesta esplicita sulla condivisione, ma non sottovalutare l’efficacia di questo metodo come canale di crescita.

### Guest post

Scrivi anche per altri, non solo per te.

Prevedi nella tua strategia di contenuti anche dei post che finiscano altrove, su altri blog e siti. Quelli che, appunto, vengono definiti guest post.

Ovviamente, il valore è la chiave anche qui. Non pensare che se scrivi un post per qualcun altro allora può essere di bassa qualità. Dovrebbe essere **il tuo miglior post**!

### Analisi dei competitor

Ed ancora, ma questo è un punto costante in tutte le attività digitali, [guarda i dati](https://www.raffaelegaito.com/masterclass-analisi-dati/). Esamina anche i link dei tuoi concorrenti per **scoprire potenziali fonti** da cui ottenere link anche per il tuo sito.

## Link building livello pro

Quelle che abbiamo visto fino ad ora sono in un certo senso attività utili a costruire link building semplici e da cui partire. Esistono, però, delle attività che potrei definire avanzate. 

1. La prima è quella conosciuta come**Broken Link Building**: consiste nell’intercettare link interrotti, quindi non funzionanti, su altri siti e proporre i tuoi contenuti come alternativa per sostituire quei link.  
Si tratta di un’attività che richiede tempo, sicuramente, ma che può essere valida in diversi casi, come quando per esempio hai a disposizione un contenuto-guida su quel determinato argomento, un e-book attinente, una serie di dati o casi studio a disposizione. 
2. Un secondo modo per accelerare il link building è quello di costruire di link tramite **infografiche**. Queste, infatti, sono altamente condivisibili per il loro impatto visivo e possono generare link in modo naturale.
3. Infine, non sottovalutare **l’importanza delle collaborazioni**. Collaborare o sponsorizzare eventi può portare a link significativi da siti affidabili. Il mio consiglio è quello di creare collaborazioni che non ti snaturino, con figure professionali o aziende che abbiano valori e idee che sposi. È il modo principale per rimanere autentici e fedeli al proprio valore. 

La Link building quindi è utilissima, se fatta bene e con metodo. Cerca però di seguire alcuni principi fondamentali: 

- Prioritizza sempre la **qualità** dei link rispetto alla quantità
- **Evita tecniche di spamming** e qualsiasi tattica che possa sembrare artificiale ai motori di ricerca
- Mantieni una **varietà** nel tuo profilo di link per evitare penalizzazioni da parte dei motori di ricerca

Il rischio, infatti, è dietro l’angolo. L’acquisizione di link da siti di bassa qualità o mediante tecniche manipolative può portare a penalizzazioni da parte dei motori di ricerca. È essenziale adottare un approccio etico e concentrarsi su tecniche di valore e autenticità di link building.

### Conclusioni

**Il link building non è una corsa, è una maratona**. Richiede pazienza e costanza. Ricorda che ogni link di qualità è un piccolo passo verso il successo. Continua a creare valore, costruisci relazioni e non avere fretta. La costanza e la qualità ripagano sempre. 


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title: Migliorare la creatività con l’AI
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "La creatività e l'Intelligenza Artificiale: come l'IA può migliorare ed espandere la tua creatività e quali sono gli errori da non fare."
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# Migliorare la creatività con l’AI

## Introduzione

La creatività è il motore di ogni lavoro. Si, anche quelli che apparentemente non chiedono direttamente caratteristiche di ingegno e verve. 

Perché [creatività](https://www.raffaelegaito.com/allenare-creativita/) significa portare se stessi e se stesse, la propria esperienza e attitudine e anche qualche idea eccentrica o sopra le righe nella propria attività. 

**Significa sperimentare e mettersi alla prova. **

E allora nell’epoca della grande esplosione dell’Intelligenza Artificiale, eccola, la domanda intrisa di paura:**l’Intelligenza Artificiale sta ammazzando la creatività?**

## Creatività e Intelligenza Artificiale

A catena è scontato che arrivino le domande su questo argomento: l’Intelligenza Artificiale ci renderà stupidi? L’IA non ci farà più pensare?

Io credo che se si facesse lo sforzo di capire come sfruttare questi incredibili strumenti, allora ci si siederebbe dalla parte opposta, dal lato della convinzione che l’IA, invece, può solo **potenziare** il muscolo della creatività. 

Per rafforzare questa convinzione, tuttavia, ho pensato fosse utile chiedere un’opinione a riguardo a più persone possibili, e ho coinvolto in un sondaggio gli iscritti alla mia [Academy dedicata all’intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/ia360/). 

In particolare, ho chiesto loro: Pensi che l’intelligenza artificiale ha migliorato e potenziato la tua creatività, l’ha peggiorata o ne sei indifferente?

Neanche troppo sorprendentemente, il **70% delle persone** che hanno risposto al sondaggio non hanno fatto altro che confermare l’idea che **l’Intelligenza Artificiale è un vero e proprio boost per le idee**.

“_Aggiunge dettagli alle mie idee_”. “_Mi aiuta a pensare out of the box”_. “_Mi da tante possibilità in pochi secondi_”. “_Sperimento molto di più rispetto a prima_”.  

Queste sono solo alcune delle loro risposte. Ti ci rivedi?

La verità è che l’Intelligenza Artificiale per molte persone che si impegnano a scoprirla, a scoperchiare le sue potenzialità, a [giocare con i vari too](https://www.raffaelegaito.com/app-ai-contenuti/)l, diventa **un collega affidabile con il quale innescare nuovi input e stimoli. **

## Come l’Intelligenza Artificiale migliora la creatività?

Ok, in una grande unanimità molti utenti credono nella potenza dell’AI a supporto del proprio lavoro creativo. Ma in che modo? In cosa e come l’Intelligenza Artificiale può essere sfruttata per questo intento?

Nello stesso sondaggio, le persone hanno risposto che le macro aree nelle quali l’Intelligenza artificiale supporta il loro processo creativo sono: 

- Scrittura creativa
- Brainstorming
- Comunicazione
- Studio
- Prototipazione

In questi ambiti, infatti, possiamo avvalerci di [strumenti a supporto](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/) per velocizzare i processi di generazione idee, per implementare quelle a cui stiamo già lavorando, possiamo trovare alternative, creare riassunti per rendere più fluido ed efficace [lo studio](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/), e ovviamente possiamo sperimentare con prototipi e test a costo minimo e in tempi brevissimi. 

In sostanza, in pochi secondi e con un’infinità di strumenti a disposizione, in continuo aggiornamento ed evoluzione, posso arrivare a mettere in piedi un lavoro, [un piano editoriale](https://www.raffaelegaito.com/piano-editoriale/), spunti, idee e riassunti che normalmente richiederebbero molto tempo. 

Tuttavia, credo che alla base della grande e diffusa ostilità nei confronti dell’Intelligenza Artificiale ci siano semplicemente degli errori di utilizzo. 

## Errori da non fare con l’IA

Esistono alcuni errori che potrei definire come i più comuni e che dovremmo provare a non fare quando utilizziamo strumenti di Intelligenza Artificiale. 

### Arrendersi al primo output

Quante volte ti è capitato? Elabori un prompt, la risposta dello strumento non ti soddisfa e abbandoni. 

Un’immagine che hai richiesto non è quella che desideravi, un testo che [ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-chatgpt/) ti ha elaborato è scadente o incompleto e potrei andare avanti. 

Questo è il più diffuso errore che si fa con l’IA. Devi pensare, infatti, che lo strumento deve diventare il tuo collega di fiducia con cui instaurare un dialogo, provare a perfezionare i tuoi prompt e ovviamente la dimestichezza con cui utilizzi il software. **Il primo tentativo è fallimentare per tutti!**

### Non personalizzare il risultato

Se pensi che puoi farti fare il lavoro da un tool di IA senza personalizzarlo, aggiustarlo, migliorarlo e renderlo umano allora stai cadendo nel secondo errore diffuso.

Ci dobbiamo mettere del nostro: le nostre idee, il nostro modo di parlare, migliorare i risultati affinché rispecchino non solo le nostre aspettative ma anche quelle delle persone a cui sarà rivolto. **Il copia e incolla, mi dispiace, ma non funziona**. 

### Pensare che l’IA faccia tutto da sola

E poi c’è quello che forse è uno degli errori più grandi: pensare che l’IA possa fare tutto da sola. 

**La componente umana è preziosa** per ottenere dei risultati davvero importanti. Ma perché? Intanto perché abbiamo una capacità di critica, di analisi del contesto che può attingere a risorse molto più ampie, a partire dalla nostra personale esperienza ed opinione. 

Basta pensare a quando chiediamo all’Intelligenza Artificiale di elaborare, ad esempio, una strategia e un piano editoriale per il blog: l’aiuto che può darmi è importantissimo, ma manca di personalizzazione. Non vengono presi in considerazioni troppi aspetti, come l’esigenza del pubblico, o la stagionalità degli argomenti, o anche la volontà di realizzare contenuti più personali. 

**Gli strumenti di AI servono a velocizzare, non a svolgere tutto il lavoro.** 

## Gli utilizzi potenti dell’Intelligenza Artificiale

Se da un lato ci sono gli errori da fare con l’IA, dall’altro ci sono poi gli utilizzi virtuosi, quelli che ti aiutano a gestire gli strumenti al meglio. 

### Brainstorming con IA

Sul podio del “**Come utilizzare nel miglior modo possibile l’Intelligenza Artificiale**” c’è il Brainstorming. 

L’ho anticipato prima, e lo dico di continuo ai miei [allievi](https://ia360.academy/): nelle sessioni di brainstorming e di ricerca idee l’intelligenza artificiale generativa ti ispira, genera molte più idee in meno tempo di quello che potresti fare da solo o sola, ti aiuta a ragionare fuori dagli schemi. 

Come dicevo prima, qualunque strumento di IA è quel collega che può attingere allo scibile umano, a tutto (o quasi) il sapere. 

Questa roba è fuori di testa!

### Superare il blocco dello scrittore

Si tratta di un blocco, questo, che viene a chiunque, anche a chi non fa un lavoro creativo. 

Quante volte ci paralizziamo di fronte ad un file, ad un nuovo progetto, ad un documento, il nuovo piano editoriale, libro o articolo?

Qualunque sia l’ambito di competenza che ti frena, in cui non riesci a proseguire, l**’AI può aiutarti a dare una piccola spinta**. Come?

Lasciati ispirare facendo [le giuste domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/), lasciati aiutare con l’avvio del tuo lavoro. Che si tratti dell’incipit per un nuovo capitolo, o anche idee per i titoli dei tuoi articoli, parti con chiedere le giuste informazioni per dare il via al lavoro su cui ti sei bloccato o bloccata.

### I superpoteri dell’IA

Il migliore utilizzo possibile dell’Intelligenza Artificiale non esiste. È qualcosa di strettamente soggettivo, personale, da adattare e plasmare alle proprie esigenze personali e professionali. Esistono, però, quelli che definisco veri e propri superpoteri che ti fornisce l’IA e che non puoi ignorare:

- Evolvere la nostra creatività
- Espandere il pensiero
- Superare i limiti

Questo è quello che deve essere, a mio avviso, il vero focus: **vedere l’IA come una grande opportunità** per quest’epoca, e non come la causa della morte del pensiero creativo. 

## Conclusioni

Alla luce di quanto detto, mi sento sicuro di dire che **l’Intelligenza Artificiale non è una minaccia** per la creatività, ma piuttosto un super alleato.

**La chiave sta nell’approccio**: se ci limitiamo a un utilizzo passivo e meccanico degli strumenti, rischiamo di perdere la nostra unicità e il nostro tocco umano. Ma se invece abbracciamo l’IA come un’estensione delle nostre capacità, possiamo ampliare i nostri orizzonti creativi e sperimentare soluzioni innovative.

Il futuro appartiene a chi saprà integrare la tecnologia con l’ingegno umano, creando nuove forme di espressione e superando i limiti del pensiero tradizionale. Non è una questione di scegliere tra creatività e IA, ma di imparare a utilizzarle in sinergia. In fondo, la creatività è proprio questo: esplorare l’ignoto, sperimentare e trovare nuove strade, anche quando queste sembrano essere tracciate da algoritmi.

Di tutti questi temi parliamo in dettaglio nella mia[academy IA360](https://ia360.academy/), se cerchi un posto dove formarti ti aspettiamo dentro.


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title: L’IA sta sostituendo la Marketing Automation?
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ma è vero che l'AI sta sostituendo la marketing automation? In questo post scoprirai come fare collaborare le due tecnologie."
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# L’IA sta sostituendo la Marketing Automation?

_Guest post di Gianpiero Spelozzo – SEO Content Manager Italy ([GetResponse](https://www.getresponse.com/it))_

La recente affermazione dell’**intelligenza artificiale nel marketing**, in veste di [AI generativa](https://www.raffaelegaito.com/cosa-e-chatgpt/), sembrerebbe ridimensionare il ruolo della marketing automation. Se non nella pratica, quantomeno nella sua idea di fondo di strumento semplificatore delle attività di marketing.

D’altronde, non c’è da stupirsi. L’intelligenza artificiale e l’automation sono state introdotte nel marketing per il medesimo scopo: **snellire i processi meno importanti** per lasciare spazio (e tempo) al completamento di progetti prioritari.

Tuttavia, vietato pensare che [ChatGPT](https://www.raffaelegaito.com/prompt-chatgpt-gratis/) e soci sostituiranno definitivamente i software di automation. Anche se spesso finiscono per confondersi ed essere utilizzate in maniera intercambiabile, **IA e automation presentano alcune differenze sostanziali nel loro ruolo di funzionalità di marketing**. Tali differenze potrebbero, anzi dovrebbero essere utilizzate in tandem in qualsiasi strategia di marketing.

Da un lato, le **applicazioni** **di intelligenza artficiale** svolgono compiti creativi o risolvono problemi che altrimenti richiederebbero l’intervento di una persona. Replicano, in sintesi, le capacità umane di ragionamento, creazione e pianificazione. 

Dall’altro, i **programmi** **di automation** portano al termine compiti monotoni ma specifici al posto dell’uomo, sulla base di eventi e regole (tecnicamente trigger) pre-impostati. Replicano, in sintesi, l’esecuzione di un processo.

Entrambi le parti, se combinate, **rendono più efficiente il lavoro umano**. Vediamo come.

## Come e quando combinare IA e Automation: 4 casi d’uso

Qualsiasi attiva di marketing e relazione con il pubblico, al giorno d’oggi, può essere alleggerita con l’**uso strategico e combinato dell’IA e dell’automation**. 

Di seguito ho selezionato **4 operazioni di marketing essenziali** che possono essere svolte in modo più veloce, semplice ed efficace grazie alla giusta combinazione delle due tecnologie.

Per rendere gli **esempi**quanto più **pratici**, tanto più **legati al concreto**, ho utilizzato le funzionalità di [email marketing automation e IA](https://www.getresponse.com/it/funzionalita/marketing-automation) presenti all’interno della piattaforma di **GetResponse**, che ben conosco. Puoi comunque ottenere risultati più o meno simili con altri strumento di automation presenti sul mercato.

### 1. Automazione delle email

L’automazione delle email è un modo per inviare email in sequenza ai tuoi contatti, con intervalli di tempo specifici. La marketing automation ti permette di **programmare le tue email e di inviarle agli utenti interessati in modo scalare**e – per l’appunto – automatico, il che è essenziale per un email marketing efficace. L’intelligenza artificiale ti permette di **creare in maniera altrettanto scalare il corpo di tutte quelle email che verranno inserite nella sequenza automatica di invio**, personalizzandole per ogni fase della sequenza.

Potresti utilizzare questo approccio, ad esempio, se volessi promuovere e distribuire un corso via email in cui ogni messaggio comprende una lezione individuale.

L’IA ti consente di creare il corpo delle diverse mail che serviranno per promuovere il corso (promozione prima lezione, remind per coloro che non hanno ancora interagito con le email, eventuale follow-up, ecc.) in tutti i suoi elementi essenziali (testo, messaggio nell’oggetto, layout, immagini, colori) e in pochi minuti, a partire da tre o quattro indicazione chiave. Come nell’esempio.

![email ai Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/email-ai-1024x755.jpg)

![tone of voice Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/tone-of-voice-1024x515.jpg)

L’automation, nel suo **formato visuale**, gestirà al posto tuo il processo di invio e di engagement dei contatti nel tempo. Come nell’esempio.

![workflow email automation Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/workflow-email-automation.jpg)

### 2. Qualificazione dei lead e segmentazione dei contatti

Inutile stare qui a chiarificare i concetti di [lead generation](https://www.raffaelegaito.com/corso-lead-generation/) e di [lead nurturing](https://www.raffaelegaito.com/corso-lead-nurturing/). Importante è invece specificare come dovresti “maneggiare” i lead con qualità. In tal senso,**la segmentazione è la chiave perché permette di personalizzare l’offerta**e “nutrire” più proficuamente il lead. Questo è vero in ambito B2C, ma anche nel B2B, dove lo stile di comunicazione risulta apparentemente meno personalizzato.

Nel processo di valorizzazione dei lead, **la marketing automation**, ancor più che l’intelligenza artificiale, **la fa ancora da padrone**in almeno due tappe cruciali:

- Pulizia della lista contatti
- Qualificazione dei contatti

Per **mantere l’igiene della lista contatti**, puoi impostare filtri, tag e workflow di automazione in modo simile a un CRM, evitando duplicazioni ed escluedendo in un sol colpo i contatti intattivi, quelli che si sono cancellati dalla tua mailing list e quelli che non hanno espresso il consenso al trattamendo dati ai fini di marketing.

Puoi fare tutto ciò, con un workflow molto semplice di questo tipo: 

![pulizia contatti Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/pulizia-contatti.jpg)

Allo stesso modo, puoi sfruttare IA e automation per **classificare i tuoi contatti in base al loro potenziale di marketing**.

Grazie all’automation, puoi assegnare un punteggio ai contatti (cosiddetto **lead scoring**) in base al loro comportamento, identificare quelli di alta qualità e migliorare di conseguenza il tuo processo di vendita. Indipendentemente dalle attività di marketing già in corso, il lead scoring ti aiuterà a **tenere traccia di tutto quello che accade all’interno di un ciclo di vendita** (aperture e interazione email, visite a determinate pagine web, ecc.)

Da qui, avrai tutti i dettagli necessari per decidere se coltivare ulteriormente i lead, indirizzarli in una direzione diversa o sospendere le attività di marketing per un determinato segmento.

Qui, ad esempio, ho creato un semplice workflow per qualificare i lead in base alla loro apertura (o meno) delle newsletter:

![lead scoring Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/lead-scoring.jpg)

### 3. Coinvolgimento e fidelizzazione dei clienti

Acquisirenuovi clienti non è facile, ma non è neanche la parte più difficile. La vera fatica inizia quando arriva il momento di fidelizzare e coinvolgere coloro che hanno già avuto a che fare con noi. 

Anche in qesto caso, fortunatamente, **marketing automation e intelligenza artificiale possono occuparsene in tempo reale**. Ci sono diverse strategie utili per mantenere i contatti coinvolti e impegnati nelle diverse fasi del loro _journey_da cliente, evitando un oneroso spargimento di tempo e risorse. **I chatbot sono la strada da seguire.**

I chatbot per il **marketing**, le **vendite**e l’**[assistenza clienti](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/)**ti permettono infatti di aumentare notevolmente la fidelizzazione dei clienti sui vari canali di marketing. Parlo di bot guidati dall’IA in grado di **mantenere una comunicazione regolare con il pubblico di riferimento**, attirare nuovi clienti e fornire assistenza in tempo reale, sulla base di semplici algoritmi. In questo modo tieni alta l’attenzione verso i clienti esistenti e, nel contempo, hai l’opportunità di **generare nuove entrare** da nuovi preziosi contatti.

E non si tratta soltanto di costruire relazioni con i [potenziali clienti](https://www.raffaelegaito.com/corso-come-trovare-clienti/), ma anche di **automatizzare un processo per nulla banale**: il trasferimento della gestione dei lead più “caldi” e promettenti dal team di marketing al quello di vendita. 

![chat Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/06/chat.jpg)

### 4. Creazione landing page e costruzione siti web che convertono

Costruire landing page dedicate alle diverse campagne di marketing può essere un fattore decisivo per il successo, ma anche oneroso. È qui che entra in gioco, ancora una volta, l’IA.

Come visto per le email, anche nel caso delle landing page l’intelligenza artificiale **permette di semplificare il processo creativo e di progettazione**. 

Come visto per le email, anche qui, nulla di troppo complicato o avveneristico.

GetResponse (vedi video) crea **tre landing page predefinite tra cui scegliere**, sulla base di alcune informazioni preliminari sulla attività, pubblico e obiettivi. Una volta scelta la versione preferita tra le tre, puoi successivamente personalizzarla attraverso un editor drag-and-drop, arricchendola con video o altri elementi multimediali, nonché associarla al dominio del tuo sito web.

Avere una funzionalità del genere all’interno della stessa piattaforma di automation è un’opportunità incredibile. Puoi gestire le tue landing page create con l’IA e inserirle **in qualsiasi fase della marketing automation** in totale comodità, senza dover integrare (pagando) da programmi terzi.

Ora pensa più in grande e immagina di avere un intero sito web integrato in questo modo! 

## AI+Automation: combinazione vincente

È chiaro quindi che **l’IA non può sostituire la marketing automation**, ma piuttosto integrarla. Anzi, **migliorarla**. 

Mentre la marketing automation si concentra sull’esecuzione di attività predefinite, l’IA porta queste attività a un nuovo livello di intelligenza e adattabilità. Incorporando l’intelligenza artificiale nelle strategie di automazione, è possibile **sbloccare la vera potenza dei dati** **e della personalizzazione**, assiscurandosi risultati migliori e maggiore competitività. 

Dai consigli personalizzati all’automazione e ottimizzazione di campagne email e di lead generation, il sentiero tracciato guarda **oltre lo steorotipo dell’AI generativa** alleata (non sempre affidabile) per la generazione semplificata di contenuti. Anche perché qui la generazione di contenuti è solo un piccolo tassello di un mosaico assai più complesso

AI e automation lavorano assieme per campagne di marketing più mirate e d’impatto. La sinergia sblocca **nuovi livelli di efficienza, efficacia e innovazione**, garantendo risultati migliori e promuovendo connessioni più forti con i loro clienti.

L’approccio integrato è quello vincente. Una piattaforma di marketing che offre queste due tecnologie già integrate tra loro è, per forza di cose, **l’arma vincente**.

_Guest post di Gianpiero Spelozzo – SEO Content Manager Italy ([GetResponse](https://www.getresponse.com/it))_


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title: 8 modi per trovare idee per i contenuti
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Sei alla ricerca di nuove idee per i tuoi contenuti? In questo post ti segnalo 8 modi che uso io quando sono alla ricerca di ispirazione.
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# 8 modi per trovare idee per i contenuti

## Introduzione

Quanto ti sembra vasto un minuto? Un arco di tempo minuscolo, 60 secondi. Eppure in quel breve ticchettio d’orologio succede qualcosa di unico sul web. Ogni minuto vede la nascita di milioni di contenuti.

Oltre 300 post al minuto su WordPress.

Oltre 70 ore di contenuti video su YouTube.

280 mila tweet, ogni minuto.

Eppure sei qui, e come te tanti altri, davanti ad un foglio bianco ed un progetto a metà ti stai chiedendo: come posso trovare nuove idee per i miei contenuti?

Voglio darti qualche spunto su come avere sempre nuove idee e fonti di ispirazione.

## Dove trovare nuove idee

Einstein diceva che “la creatività è più importante della conoscenza”.

D’altra parte una buona dose di creatività trova un’ottima alleata in una buona dose di strategia. La ricerca delle fonti per i tuoi contenuti deve essere frutto di un buon bilanciamento tra spinta creativa e tattica.

Ecco 8 idee concrete che possono aiutarti in questa ricerca, indipendentemente dal formato e dal canale. Sono metodi che uso anche io quotidianamente per creare contenuti qui sul blog, su [YouTube](https://www.youtube.com/user/duplikey) e sul [Podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast).

### Google News

Sicuramente il più celebre degli strumenti per la ricerca di notizie, [Google news](https://news.google.com/topstories?hl=it&gl=IT&ceid=IT:it) ci da il grande vantaggio di essere aggiornati sulle notizie in tempo reale e anche di scoprire nuove fonti, diverse da quelle conosciute finora. È immediato, grazie a Google news, fare ricerche ampie e capire chi sta parlando di quel determinato argomento.

### Hashtag

Un altro strumento vincente per la ricerca di nuove idee sono gli hashtag.

Il sistema comunicativo smart e veloce che ci consente di seguire, monitorare e anche scoprire persone e contenuti interessanti su tutti i social.

Sfrutta gli hashtag per interagire con gli argomenti che ti interessano e con quelli correlati. Ogni social ha una gestione del sistema hashtag molto diversa.

Con LinkedIn, ad esempio, si ha la possibilità di seguire oltre che le persone, l’argomento. Attenzione a non esagerare con il follow, potresti rischiare di riempire il tuo feed di notizie inutili.

### Competitor

Cosa fanno i competitors? Come si comportano? Conoscere profondamente il proprio mercato significa anche capire cosa fanno i diretti concorrenti.

Analizzare i competitor può portarci a trovare le idee più adatte a noi, profilate sul nostro business. 

Una volta trovate le fonti giuste, a supporto del tuo lavoro, provvedi a organizzarle. Ti sarà di grande aiuto averle a disposizione. Puoi utilizzare uno dei centinaia strumenti di organizzazione: dal più semplice Google Fogli, al pratico [Feedly](https://feedly.com/), che ti permette di organizzare le fonti in flussi personalizzati.  

### Ubersuggest

A mio avviso [Ubersuggest](https://neilpatel.com/ubersuggest/) è lo strumento più potente del momento.

Un tool gratuito con tante funzionalità, ma che va sfruttato per la ricerca delle idee soprattutto con due funzioni:

1. **Keywords ideas**, che ci presenta un ventaglio ampio di tutti i contenuti correlati alla parola chiave inserita nella ricerca
2. **Content ideas**, che ci mostra contenuti esistenti, sviluppati da altri, su quell’argomento.

### Answer the public

I contenuti nascono per il pubblico che li legge e li condivide.

Ed è il pubblico, quindi, la prima grande fonte di ispirazione per ogni creatore di contenuti.

Con [Answer the public](https://answerthepublic.com/) puoi analizzare tutte le domande, e la loro frequenza, che le persone fanno su un determinato argomento. Il vero valore di questo strumento, oltre alla puntualità dei risultati, è la comodità di visualizzare le domande sottoforma di grafici, lampanti e immediati.

### Buzzsumo

Un altro strumento tanto conosciuto quanto efficace, per la ricerca di idee per i propri contenuti.

Con [Buzzsumo](https://buzzsumo.com/) ti basta inserire nella ricerca l’argomento che ti interessa, otterrai risultati di contenuti affini che hanno riscosso successo. 

Lo trovo particolarmente utile per analizzare i trend sui contenuti americani. Sembrerà ovvio dirlo, ma ricorda che l’obiettivo in questi casi non è mai fare il copia-incolla o la traduzione dall’inglese. Tutto ciò serve per avere nuovi stimoli da riutilizzare, personalizzare e contestualizzare al tuo caso specifico.

### Google Trends

La fama lo precede, eppure questo strumento si rivela sempre attuale e comodo quando si è a caccia di idee.

In particolare, [Google Trends](https://trends.google.it/trends/?geo=IT) si rivela un ottimo aiuto non solo per capire cosa pubblicare ma anche su quando farlo. I grafici sui picchi di ricerca di un argomento durante un determinato periodo dell’anno, ci offrono un grande supporto per la scelta del momento giusto in cui andremo a pubblicare i nostri contenuti.

### Suggerimenti di Google (e YouTube)

Non hanno bisogno di presentazioni, ma è doveroso citare sia Youtube che Google per la loro efficacia e immediatezza grazie ai suggerimenti di ricerca.

Andando a compilare la barra di ricerca con la parola che ci interessa, compaiono nell’immediato tutte le ricerche correlate e più diffuse. 

Non c’è davvero il rischio di rimanere a corto di idee, e il mio consiglio è di organizzarle. L’utilizzo di strumenti di organizzazione è estremamente soggettivo.

Se preferisci un metodo semplice e veloce, puoi contare sul sempreverde [Google Keep](https://keep.google.com/). Se, invece, vuoi sfruttare le funzionalità di uno strumento più completo, che ti consente di condividere il lavoro con un team e di accedere a funzionalità organizzative avanzate, è perfetto [Trello](https://trello.com/it).

## Conclusioni

Impossibile correre il rischio di non trovare idee per i tuoi contenuti. A tuo vantaggio hai tanti strumenti che, ognuno con le sue peculiarità, faranno galoppare la tua creatività.

Non dimenticare, però, che la creatività si completa quando è abbinata a metodo e organizzazione. 

Come diceva Van Gogh:

> Le grandi cose non vengono fatte solo con impulso, ma da una serie di piccole cose messe insieme


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title: "Come fare 10 milioni di view in 7 giorni, il caso studio di Treedom"
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date: "2019-04-25T14:23:25+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ecco come Treedom ha progettato a tavolino un video virale per l'Earth Day e quali lezioni ha imparato da questa esperienza."
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# Come fare 10 milioni di view in 7 giorni, il caso studio di Treedom

_Guest post di Adriano Ercolani, Head of Growth di Treedom_

## Introduzione

Molti parlano di viralità, pochi possono dire di averla vissuta realmente.

E se ne parla così tanto che sembra essere ormai un’esperienza di vita più che un canale di acquisizione. Non c’è da stupirsi, considerando che ormai vediamo centinaia di contenuti al giorno e farsi notare diventa sempre più complicato.

Per l’[Earth Day 2019](https://www.earthday.org), tenutosi questo 22 Aprile, noi di [Treedom](https://www.treedom.net/) volevamo fare qualcosa di diverso, che potesse davvero impattare in modo positivo e coinvolgente.

Escludendo sin da subito opzioni come automobili nello spazio e uova a cui mettere like, ci siamo seduti a un tavolo e abbiamo iniziato a ragionare su come dare un contenuto semplice da capire e altrettanto semplice da divulgare e spiegare.

L’output sarebbe stato un video di un minuto in cui uno dei nostri project leader in Kenya, spiegava come effettivamente l’umanità dipenda dagli alberi e di come ci sia una simbiosi naturale tra noi e l’ambiente.

E, infine, una promessa semplice: “_You watch, we plant._”

**Ogni 1000 visualizzazioni di questo video, avremmo piantato un albero**.

Di solito Treedom fa in modo che siano gli utenti a piantare o regalare un albero, ma questa volta volevamo agire noi in prima linea, chiedendo il supporto degli utenti solo al fine di divulgare il messaggio della campagna.

In questo post, ti racconterò nel dettaglio com’è andata.

## La campagna

A livello di visualizzazioni **l’obiettivo che ci eravamo dati era di un milione**, almeno per ritenerci soddisfatti. Per raggiungerle, avremmo sommato quelle del video caricato su Facebook, Instagram e YouTube.

Tutte le visualizzazioni, le abbiamo agganciate ad un contatore in tempo reale su [una pagina dell’Earth Day](https://earthday.treedom.net/) creata appositamente, dove le persone potevano tenere sotto controllo la situazione.

Il dilemma di quando pianifichi la viralità, è **trovare un punto di equilibrio** tra il tuo obiettivo e quello che puoi realmente fare con le risorse che hai a disposizione (budget, tempo e perché no, alberi).

Se le risorse non sono infinite (come spesso accade), è necessario puntare molto sul messaggio, sulla CTA finale, sulla [semplificazione](https://www.raffaelegaito.com/semplificare/). Uno dei primi dubbi, ad esempio, riguardava il numero di visualizzazioni necessarie per piantare un albero.

Come si fa a sapere, ad esempio, se un albero ogni 1000 visualizzazioni sia un rapporto troppo ambizioso o riduttivo?

E ancora, quando si tratta di Awareness, che metrica scegliere tra visualizzazioni e condivisioni? E perchè?

La risposta è, ovviamente, una via di mezzo tra **ciò che arriva all’utente** in modo più semplice e **ciò che noi possiamo monitorare** in modo più semplice.

Le condivisioni sarebbero state più complesse sia da spiegare, sia da tracciare, considerando il tempo a disposizione che avevamo per la campagna e tutti i canali utilizzati.

Per garantirci un risultato migliore, abbiamo lanciato il tutto una settimana prima dell’Earth Day, creando la “green week”. Abbiamo puntato forte sui nostri utenti più fidelizzati e [contattato alcuni influencer](https://www.raffaelegaito.com/influencer-marketing-cosa-significa-come-funziona/) coerenti al nostro settore e alcune aziende partner, per dare la spinta iniziale.

La partenza è andata abbastanza bene, ma dopo 48 ore non eravamo in linea con l’obiettivo minimo che ci eravamo dati per ritenerci soddisfatti, ossia 1 milione di visualizzazioni. Tanto advertising, ma appena 50.000 visualizzazioni tra Instagram, YouTube e Facebook.

Fino a quando non è accaduto l’incredibile: **Instagram è letteralmente impazzito**.

Appena superate le 100.000 visualizzazioni, il video postato su Instagram ha iniziato a crescere in modo esponenziale di 1000/2000 visualizzazioni al minuto e non si è più fermato.

Inoltre il video ha raggiunto subito l’altra parte dell’oceano e di conseguenza la _reach_ è aumentata in modo omogeneo durante tutto l’arco delle giornate seguenti.

Per dare un’idea anche della crescita della pagina Instagram di Treedom, questa è la curva a partire dal 16/17 Aprile:

![treedom grafico crescita](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/04/treedom-grafico-crescita.jpg)

E non sono mancati i messaggi anche da parte di persone che di viralità se ne intendono.

Ecco qui un messaggio di Ishan Goel, una delle “menti diaboliche” dietro il World Record Egg:

![messaggio ishan goel](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/04/messaggio-ishan-goel.jpg)

Alla fine della campagna, il numero di visualizzazioni (tutt’ora in aumento) era di **10.408.855** per un totale di 10408 alberi da piantare.

Ma la cosa sorprendente è la suddivisione di questi dati, che era così ripartita:

- Facebook: 97.028 (0,93%)
- YouTube: 61.872 (0,59%)
- Instagram: 10.249.955 (98,48%)

A questo proposito, c’è da fare una precisazione. La maggior parte del budget iniziale per la pubblicità era destinato a Facebook e YouTube, che si sono rivelati i canali peggiori.

Instagram invece, è andata di solo organico con oltre 3 milioni di like e 18mila commenti. Come spesso accade, **il canale da cui ti aspetti meno si rivela, invece, quello di maggior successo**.

![treedom video earth day](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/04/treedom-video-earth-day.jpg)

Finita la campagna, era il momento di mantenere la promessa.

Abbiamo creato quindi una [foresta](https://www.treedom.net/it/organization/treedom/event/earth-day-2019) all’interno del nostro sito, in cui gli utenti potessero effettivamente vedere la realizzazione fisica dell’iniziativa.

**Ma c’è di più**!

Abbiamo rilasciato un codice di riscatto, dando la possibilità ai primi 10408 utenti di prendersi un albero della foresta per custodirlo.

Il link e il codice per riscattarlo, si trova alla fine di questo post.

## 5 lezioni imparate

Cosa abbiamo imparato da tutto questo?

Sicuramente che la semplificazione, unita a un messaggio forte e una buona causa, sono componenti fondamentali se si vuole pianificare la viralità. La gente adora sentirsi utile, adora contribuire a qualcosa di importante.

Qui di seguito, ho riassunto tutto in 5 lezioni che spero possano esserti utili:

### 1. Valuta tutte le ipotesi, anche quella in cui vada estremamente bene

Il cervello umano tende a fare poca fatica e quindi pensa sempre all’ipotesi peggiore.

Va bene essere prudenti, va bene immaginare che un’iniziativa possa rivelarsi un flop, **ma bisogna sempre avere un piano B** in cui le cose vadano bene. E per bene intendo anche 10 o 100 volte meglio della tua migliore ipotesi iniziale.

### 2. La viralità va gestita

Tutti vogliono fare contenuti virali. Ma è davvero così utile? **La tua azienda è in grado di gestire un impatto così grande** in termini di risorse o richieste del tuo prodotto da parte degli utenti?

Diventare virali è sempre un bene, ma dipende anche dalla fase di vita dell’azienda. Quando pianifichi una campagna, domandati sempre: “e dopo? che succede?”

Non lasciare nulla al caso, **più ti prepari e meglio è**.

### 3. Se gli utenti stessi spiegano la tua azienda agli altri, hai vinto

Ci è capitato. Lo hanno fatto persone del Canada, degli USA, mercati dove siamo presenti pochissimo. Ed è stato bello, perché **vuol dire che il messaggio era semplice**.

### 4. Viral marketing = perdita di controllo sul target

Non sono mancati i terrapiattisti, i catastrofisti, quelli che ci hanno accusato di dover piantare a prescindere e senza il meccanismo delle views.

Gli haters sono il prezzo da pagare. Ci sono sempre e ci saranno sempre. La loro professione è odiare, senza motivo oggettivo. Ma fanno bene alla reach e sono una delle risorse migliori per portare alla loro attenzione i risultati ottenuti.

### 5. Messaggio semplice, azioni semplici

Alle persone non piace lo sforzo, soprattutto se si trovano sui social in un momento di svago. Avere **un obiettivo semplice e un messaggio semplice** da comunicare, è la chiave per attirare la loro attenzione e spingerle a fare quello che ti serve.

## Riscatta un albero

Come promesso, hai la possibilità di prendere un albero della foresta Earth Day. Ti basta andare a questo [link](https://www.treedom.net/it/coupon?utm_source=earthdayraffaelegaito&utm_medium=blogpost&utm_campaign=earthday2019) e inserire il codice **JK8EFEPTH**.

Speriamo di averti presto nella [community green](https://www.treedom.net/it/coupon?utm_source=earthdayraffaelegaito&utm_medium=blogpost&utm_campaign=earthday2019) più grande d’Europa 😉

_Guest post di Adriano Ercolani, Head of Growth di Treedom_


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title: "Come allenare la pazienza, 4 spunti pratici"
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date: "2019-10-23T13:42:47+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Come si fa ad avere pazienza nel business (e nella vita privata)? In questo post condivido quattro spunti che per me hanno funzionato molto bene.
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# Come allenare la pazienza, 4 spunti pratici

_Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro [L’arte della pazienza](https://amzn.to/3r59wTf)._

## Introduzione alla pazienza

Su questo blog ho già parlato di pazienza come di una _skill_fondamentale per avere **successo**.

Troppo spesso sottovalutata, in un contesto lavorativo ormai frenetico, in cui le regole cambiano sempre più velocemente e in cui la corsa all’ultima innovazione lascia indietro chi non è pronto a lanciarsi nel cambiamento, la pazienza è la chiave per farcela.

Nel post [Nella vita vince chi ha pazienza](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-business-vita/) ho parlato della pazienza come di un atteggiamento tutt’altro che passivo. **Il mindset della pazienza** si traduce nel comportamento della [costanza](https://www.raffaelegaito.com/costanza/): lavorare duro, innamorandosi del processo. Solo così ogni passo fatto potrà condurti al raggiungimento degli obiettivi che hai fissato, guadagnando un successo alla volta e imparando dagli errori commessi.

Se da un lato è necessario**riappropriarsi della pazienza** all’interno della propria strategia di business ([nel post](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-business-vita/) che ti ho indicato sopra trovi anche 4 motivi per cui è necessario riacquistare la capacità di avere pazienza, nella vita, ma soprattutto nel lavoro e nel mondo del digitale), dall’altro bisogna imparare a **coltivare la pazienza come atteggiamento**.

## Non hai pazienza? Allora allenati!

Chiariamo una cosa: io non sono nato paziente, ma per nulla proprio.

Penso che molti tra quelli che hanno letto i miei post sulla pazienza e la costanza o visto il mio TEDx (se te lo sei perso lo puoi rivedere qui sotto) in cui parlo di questo argomento, abbiano, un istante dopo, pensato: “bel ragionamento ma, io non ho pazienza”!

Partendo da questa condizione condivisa ho capito che era necessario aggiungere ancora un passaggio: bisogna allenare la pazienza.

Come? Trattandola come un muscolo, attraverso piccoli esercizi quotidiani.

## 4 spunti per allenare la pazienza

Attenzione: questi consigli non sono una formula magica ma, il frutto della mia esperienza e di quello che vedo funzionare con clienti e studenti. Ho sempre ribadito che non credo a chi ha la ricetta per il successo e diverse volte ho anche [spiegato](https://www.raffaelegaito.com/come-avere-successo/) il perché. 

Quindi prendi tutto ciò che ti sto per dire come degli spunti di riflessione, non è detto che per te funzionino tutti, ma puoi provare ad applicarli nelle tue giornate e vederne i risultati.

Ecco quattro cose che puoi fare, nella quotidianità della tua attività lavorativa, per allenare la pazienza.

### 1. Lavora sugli obiettivi

Per allenare la pazienza è fondamentale **impostare preliminarmente i tuoi obiettivi.** 

Io, ad esempio, divido gli obiettivi a **lungo termine** da quelli a **breve termine**. Per obiettivo a lungo termine intendo la visione generale di un progetto. Focalizzarsi su questo tipo di obiettivo serve a mantenere viva la pazienza e trovare la benzina per raggiungere tanti obiettivi a breve termine, piccole conquiste, che ti avvicinano all’obiettivo finale a ti aiutano a non perdere di vista la meta.

Ovviamente le tempistiche_ _degli obiettivi dipendono da te e dal tuo progetto. 

Una volta hai stabilito quali sono i tuoi obiettivi, condividili con gli altri (colleghi, partner con cui lavori, dipendenti). Raccontare i tuoi progetti ti servirà a rendere più reali i tuoi obiettivi, aumentando la tua motivazione a realizzarli. 

**Utilizza il confronto** per validare i tuoi obiettivi; chi lavora nel tuo stesso settore può aiutarti a valutare la fattibilità dei tuoi obiettivi, a evidenziare problemi o soluzioni sulla base dell’esperienza pregressa. Il confronto è sempre un momento di arricchimento: non avere paura di condividere le tue idee.

**Scomponi i problemi** che devi affrontare per raggiungere un obiettivo.

Quando hai davanti a te un obiettivo molto grande, dividi le difficoltà in piccoli problemi da risolvere. Il _Divide et impera_, storico motto che ai tempi dell’Impero Romano faceva della discordia e delle divisioni altrui una leva per la vittoria e la conquista, assume oggi un significato nuovo nel mondo del business.

In questo caso, il _divide_ha una accezione positiva, perché utile a conquistare passo dopo passo l’obiettivo finale. Tutta la metodologia [Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/) è basata su questo concetto: focalizzarsi su un problema per volta, risolverlo, poi passare al successivo.

Libro consigliato: [Una cosa sola](https://amzn.to/2MFemWk).

### 2. Fai attenzione alle tue abitudini

Le abitudini sono tutte quelle azioni quotidiane che ripetendosi **definiscono quello che sei.**

La parola abitudine, infatti, viene dal latino _habitudo_che indicava la struttura fisica o morale, oggi viene utilizzata per indicare un’attività che, dopo molte ripetizioni, si esercita in modo automatico.

Non è difficile intuire perché le abitudini sono così importanti: a lungo andare le abitudini finiscono per definire chi sei e spesso sono loro a decidere per te. 

La forza dell’abitudine è nella vita di una persona quel moto inerziale per cui si agisce inserendo il pilota automatico. Non interviene un vero e proprio processo decisionale quando si è “abituati” a fare in un certo modo. 

Ecco perché **alcune buone abitudini possono essere determinanti** anche per il successo della tua attività lavorativa.

Ci sono storie di successo in cui la disciplina ne ha determinato il corso. Quando si guarda ai grandi campioni, a chi ce l’ha fatta, spesso, si sottovalutano gli sforzi che queste persone hanno fatto per arrivare dove sono. 

Libro consigliato: [Il potere delle abitudini.](https://amzn.to/31EEIMf)

### 3. Sperimentare, sempre

L**a sperimentazione oggi deve essere una costante** nel tuo lavoro.

Per chi si occupa di digitale, di innovazione, ma in generale per chi fa impresa quello della sperimentazione è un momento imprescindibile per la crescita. 

Anche in questo caso la sperimentazione può essere un modo per allenare la tua pazienza, perché è un processo costante nella vita di un progetto. Molti professionisti e imprenditori commettono l’errore di ricorrere alla sperimentazione solo quando le cose vanno male, quando devono trovare una soluzione e un’alternativa ai problemi.

Il momento migliore per sperimentare, invece, è quando le cose vanno bene, quando si hanno le risorse e il tempo per attendere e valutare i risultati. 

**La sperimentazione non è un’azione****_una tantum_**. La sperimentazione è un processo continuo fatto di test e analisi perché, come ho detto in passato su questo blog, se “[vuoi impare davvero qualcosa devi sporcarti le mani](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/)”.

Le grandi idee, infatti, non sono mai figlie uniche, ma emergono tra innumerevoli tentativi non riusciti. 

Servono molte cattive idee per averne poche buone. 

Libro consigliato: [Growth Hacking Mindset](https://amzn.to/32FVps0)

### 4. Accetta il fallimento

Tuttavia non si può parlare di sperimentazione senza accettare l’idea del fallimento.

Quando parlo di fallimento, non parlo di “procedura fallimentare”, ma dell’eventualità di commettere degli errori, di dover abbandonare un progetto che sembrava vincente e poi non lo è state, della necessità di cambiare direzione.

**Una delle due facce della sperimentazione è il fallimento**.

Un percorso è fatto di piccole conquiste, ma anche di fallimenti quotidiani perché**il fallimento è parte del processo**.

Prova a leggere diversamente il successo e il fallimento: invece di fallimento, infatti, sarebbe meglio parlare di **insegnamento**, perché ogni volta che sbagli hai imparato qualcosa. E invece di successo, che sembra qualcosa di definitivo e irraggiungibile, prova a parlare di **risultato**. I risultati sono sempre migliorabili e se è vero che non si finisce mai di imparare, si può sempre ambire a un risultato migliore.

Ancora una volta sei davanti a un processo continuo in cui allenare la pazienza.

Ogni errore è una nuova competenza, una cosa in più che hai imparato su di te, sul tuo prodotto, sui tuoi clienti o sul mercato. Ogni volta che durante il tuo percorso ti rialzerai da un caduta, avrai aggiunto qualcosa al tuo bagaglio e quando la strada da percorrere sarà finita avrai raggiunto un livello di consapevolezza su quello che stai facendo per cui capirai che: **[il processo è già il risultato](https://www.raffaelegaito.com/processo/).**

_Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro [L’arte della pazienza](https://amzn.to/3r59wTf)._


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title: "Email marketing dopo iOS 15: riflessioni e suggerimenti"
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date: "2021-11-24T14:02:06+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Con iOS 15 ci sono un po' di novità (negative) che riguardano l'email marketing. È arrivato il momento di cambiare strategia e funnel."
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# Email marketing dopo iOS 15: riflessioni e suggerimenti

## Email marketing e iOS 15

L’[email marketing](https://www.raffaelegaito.com/email-marketing-definizione/) è morto. Per la decima volta nella sua vita probabilmente.

E invece no. **Non è morto per nulla**, con buona pace di “esperti” che non vedono l’ora di scrivere titoli sensazionalistici.

Così come non è mai morto il blog, la SEO, i podcast e tanti altri canali.

Semplicemente le cose cambiano, evolvono, **si trasformano con il passare del tempo**. Come è giusto che sia, aggiungerei.

Quindi proviamo un po’ a capire cosa sta succedendo e, soprattutto, come adattare di conseguenza la nostra strategia di email marketing.

## Introduzione

Apple, con l’arrivo di iOS 15, ha annunciato una funzionalità chiamata [Mail Privacy Protection](https://www.apple.com/it/newsroom/2021/06/apple-advances-its-privacy-leadership-with-ios-15-ipados-15-macos-monterey-and-watchos-8/) che consente, tra le tante cose, di mascherare il proprio indirizzo IP di provenienza ed evitare la tracciatura dell’apertura email.

(Nella versione pro del servizio, a pagamento, c’è anche la possibilità di schermare il proprio indirizzo email e altro)

Come spesso capita, quando ci sono annunci del genere, la prima reazione degli addetti ai lavori è di panico e scandalo. E quindi come prima cosa vorrei invitare tutti alla calma.

**Questi cambiamenti non ci devono spaventare.**

Non ci doveva spaventare l’arrivo del [GDPR](https://www.raffaelegaito.com/gdpr-normativa-aziende/), l’introduzione del cookie banner, la limitazione alla tracciabilità su iOS e i tanti altri cambiamenti (soprattutto [in termini di privacy](https://www.youtube.com/watch?v=PKgdhaWZ_80&t=2s)) introdotti negli ultimi anni.

Innanzitutto perché sono **cambiamenti sistemici, che impattano tutti**. Non succederà solo a te e alla tua azienda. Non sarai l’unica persona a performare di meno con l’email o con le tue ads su Facebook. Siamo tutti nella stessa barca, è un reset totale. La differenza è in **come reagiamo** a questi scenari.

Come dovremmo reagire?

Se sei su questo blog, la mia risposta puoi già immaginarla: sperimentando.

Cogliamo questi momenti per spingerci un po’ più in la con la sperimentazione!

Come ho spesso ribadito, **bisogna sperimentare prima di averne bisogno.** Quindi cogliamo questo momento per rivedere la nostra strategia di email marketing. Al momento il cambiamento coinvolge solo gli utenti Apple che usano Mail, ma a breve coinvolgerà un po’ tutti. [Thunderbird](https://www.thunderbird.net/en-US/features/#secureprotect) già da anni offre la stessa funzionalità e pare che altri big player (Google in primis) vogliano introdurre qualcosa di simile a breve.

Ti lascio qui sotto le percentuali di mercato dei maggiori client email. Fonte: [Statista](https://www.statista.com/statistics/265816/most-used-e-mail-service-by-market-share/).

![email client market share](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/11/email-client-market-share.jpg)

## Un cambiamento di mindset

Il primo cambio da fare, a mio avviso, è a livello di [mindset](https://www.raffaelegaito.com/tool-mindset/). È sempre così: prima di preoccuparci di strumenti, tattiche e trucchetti **bisogna modificare l’approccio** che abbiamo verso le cose.

Proprio nell’ottica di non spaventarci, ma adattarci, il mio invito è di passare da “non posso fare le cose di prima!” a “cosa posso fare di nuovo?”

Ricordiamoci che questi cambiamenti sono una manna dal cielo per l’utente.

Certo, per chi si occupa di marketing e business questa novità scombussola i piani, ma tutto ciò che sta avvenendo nell’ambito privacy negli ultimi anni ha come obiettivo di proteggere le persone, e i loro dati.

Ecco perché non mi sento di attaccare o demonizzare certe scelte.

Perché dal far west di un tempo (dove si facevano le peggio porcate, diciamocelo, con i dati della gente) stiamo passando a un approccio molto più [utente centrico](https://www.raffaelegaito.com/utente-al-centro/) dove le persone possono decidere cosa gli sta bene e cosa no.

Piuttosto, noi preoccupiamoci di offrire l’esperienza migliore e il prodotto o servizio migliore. Concentriamoci sul [creare valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/).

Se le tue mail sono scritte bene, pensate bene, con un contenuto di valore, che è concretamente utile per il tuo pubblico, allora non hai niente di cui preoccuparti. Saranno loro a cercarti.

Per tutti gli altri, mi sa che il vero problema non è la perdita dell’open rate, ma il cosa fate e soprattutto il come lo fate.

Quindi, come sempre, è questione di [strategia](https://www.raffaelegaito.com/marketing-strategico/).

## Parliamo di metriche

Il primo, grande, cambiamento che porta con se l’annuncio di Apple è che **l’open rate perde di valore**.

Non avendo più la certezza che quella persona ha effettivamente aperto o meno la nostra comunicazione, significa che non possiamo fare affidamento su quel dato.

Ma, diciamocelo, l’open rate è sempre stata un po’ una metrica di vanità. O, quantomeno, la metrica meno “forte” su cui fare affidamento in un’attività di email marketing.

E quindi che facciamo?

Affidiamoci ad altri [dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) che sono [molto più utili e solidi](https://www.campaignmonitor.com/blog/email-marketing/17-email-marketing-metrics-every-email-marketer-needs-to-know/): **tasso di click, tasso di rimbalzo, segnalazioni spam, iscrizioni e disiscrizioni, tasso di inoltro, traffico sul sito,** e così via.

Io personalmente, **ho smesso di guardare l’open rate** il giorno dopo l’annuncio di Apple.

Ovviamente non pretendo che tutti abbiano un approccio così drastico, se proprio vuoi puoi continuare a tenerlo d’occhio, ma sappi che non puoi più confrontarlo col passato.

Da oggi devi resettare l’asticella e dare un nuovo valore a quel numero.

## Altri canali di comunicazione one-to-one

L’email non è l’unico canale di comunicazione one-to-one che abbiamo a disposizione. Ti do questa news sconvolgente!

Ecco, proprio in ottica di sperimentare cose nuove, questo potrebbe essere un buon momento per il tuo business o il tuo progetto per introdurre dei nuovi canali.

Qualche esempio? SMS (non sono morti!), Telegram, Whatsapp, Facebook Messenger, e così via. Il mio preferito sono i [messaggi onsite](https://www.activecampaign.com/it/omnichannel/site-messaging).

A proposito di news sconvolgenti: l’SMS ha un [open rate del 98%](https://techjury.net/blog/sms-marketing-statistics/).

In questo caso l’obiettivo non è di trovare un canale che vada a sostituire l’email, ma che vada a **integrare** quel tipo di comunicazione.

Ancora una volta il cambiamento è prima strategico e poi tattico. Significa che devi **ripensare il customer journey** per introdurre dei punti nei quali raccogli questi dati.

Ad esempio puoi prevedere un passaggio dove chiedere il numero di telefono per poter poi inviare degli SMS. O ancora puoi far passare il cliente per il chatbot prima di proseguire con l’acquisto, e così via.

Come sempre l’avviso è: non esagerare! Avere più punti di contatto non significa che puoi spammare di più o inviare più promozioni. Fanne buon uso.

## Ripensare le automazioni

Con il fatto di non poter più tracciare la posizione geografica delle persone e, soprattutto, di non poter essere sicuri dell’apertura dell’email significa che dobbiamo ripensare alcune [automazioni](https://www.raffaelegaito.com/marketing-automation/).

Se usavi dei trigger basati sull’apertura dell’email **è arrivato il momento di modificarli**.

Anche in questo caso il mio approccio è stato molto drastico: il giorno dopo l’annuncio di Apple ho rivisto tutti i trigger delle mie automazioni. Non dico che devi fare la stessa cosa, ma qualche ragionamento in più sulla strategia tocca farlo.

Consapevole di ripetermi dico: prima di cambiare le automazioni bisogna rivedere la strategia. Non è una questione di trigger, è una questione di **cosa comunichiamo e di cosa vogliamo ottenere**.

Il mio approccio è stato quello di sostituire i trigger basati sull’apertura dell’email con quelli basati sul **click di un link o di risposta all’email.**

Questo significa spostare l’attenzione da “devo farti aprire l’email” a “devo farti cliccare il link”.

E se ci pensi, in fin dei conti, è una manna dal cielo. Nel primo caso l’attenzione era tutta sull’oggetto (e sul tema del _clickbait_ si potrebbe aprire il vaso di Pandora), mentre ora l’attenzione è nell’esperienza totale con quella comunicazione.

Devo preparato un buon oggetto. Devo scrivere un buon contenuto. Devo inserire dei link utili. Devo capire cosa sia di valore per quella persona per farle cliccare il link.

Io, ad esempio, ho inserito in diverse automazioni dei link di conferma o delle richieste di risposta. E sono dei nuovi punti di contatto che prima sottovalutavo perché “tanto controllo l’apertura della mail”.

Se avevi un’automazione che all’apertura di una mail faceva partire un’offerta, potrebbe diventare qualcosa tipo “clicca il link per raccogliere il coupon” o “rispondi a questa mail per lasciare un feedback in cambio di uno sconto”, e così via.

Ovviamente sono degli esempi, prendili per tali.

Il mio obiettivo è farti capire che questa può essere un’occasione per migliorare l’esperienza nel suo complesso, per [avere un dialogo maggiore](https://www.raffaelegaito.com/parlare-di-startup-in-maniera-semplice/) con il tuo pubblico e per ripensare la tua [strategia di marketing](https://www.raffaelegaito.com/marketing-strategico/).

## Conclusioni

In giro si trovano una valanga di articoli sulla questione email marketing dopo iOS 15. Alcuni sono troppo allarmistici e alcuni si limitano a dare la news.

Mi auguro che questo post ti abbia invece lasciato degli **spunti concreti su cui ragionare**.

Il cambiamento è inevitabile. La normalità è un concetto relativo. Nel marketing, come nella vita. Queste sono delle ottime occasioni per metterci alla prova, sperimentare cose nuove e crescere.

Se leggi in inglese, ti consiglio di spulciare queste due guide di [HubSpot](https://blog.hubspot.com/marketing/how-apples-ios-15-could-impact-email-marketers) e [MailPoet](https://www.mailpoet.com/blog/apple-ios-15-update-email-marketing/). Le migliori in circolazione, a mio avviso.

Se cerchi uno strumento serio di email marketing e marketing automation, che ti consenta di gestire bene questo cambiamento, [io ti consiglio ActiveCampaign](https://gaito.link/activecampaign) che ormai uso da anni e col quale mi trovo benissimo.

Se invece cerchi un modo per far crescere la tua lista email, allora spulcia questo mio [corso online sulla lead generation](https://www.raffaelegaito.com/corso-lead-generation/?c=).

Buona sperimentazione!


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title: "Il tuo e-commerce sta morendo? Ecco cosa puoi fare!"
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date: "2017-03-28T17:57:27+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In un'epoca di completo appiattimento degli e-commerce e della concorrenza spietata dei big player come è possibile emergere?"
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# Il tuo e-commerce sta morendo? Ecco cosa puoi fare!

_Guest post di Giuseppe Noschese, Co-Founder di [Ecommerce HUB](https://www.ecommercehub.it/), Ambassador di PrestaShop e Associate Partner di yourDIGITAL_

## Due domande per iniziare

Voglio iniziare con due domande secche: **cosa è successo agli e-commerce** negli ultimi anni? **Qual è la strada da intraprendere** per evitare di appiattirsi e poi scomparire?

## L’appiattimento degli e-commerce

Fino a qualche anno fa, le aziende che volevano approcciarsi all’e-commerce si rivolgevano alle web agency, che proponevano soluzioni su misura, costruite ad hoc. In realtà, questa era l’unica strada percorribile, semplicemente perché non esistevano CMS che rispondessero in maniera completa alle esigenze dell’azienda.

Così, ogni bravo programmatore effettuava un’analisi delle richieste del cliente che voleva vendere online e, riga dopo riga, scriveva letteralmente l’e-commerce.  Devo riconoscere che, a volte, la differenza tra un progetto e l’altro era davvero sostanziale, per non parlare della _user experience_. Ogni e-commerce ne offriva una diversa, non sempre estremamente piacevole, ma comunque mai uguale.

Oggi tutto questo non accade più, o accade molto di rado, a causa (o grazie) all’avvento dei CMS e delle piattaforme SAAS. La tendenza è cambiata radicalmente.

Certo, esistono ancora progetti ad hoc, ma sono realizzati solitamente dai big player e spesso sono costituiti da soluzioni ibride: la parte pubblica personalizzata e l’area riservata affidata al CMS; la stragrande maggioranza delle aziende si affida principalmente alle piattaforme e-commerce preconfezionate.

Benvenuto, insomma, nell’**era della standardizzazione degli e-commerce**, nell’epoca in cui le piattaforme di vendita online sembrano tutte uguali.

## Non puntare sul prezzo

Positivo? Forse. Negativo? In parte.

Mi spiego meglio: l’utente, oggi, quasi non percepisce più la differenza tra un e-commerce e l’altro, perché ormai tutte le piattaforme offrono **un’esperienza di acquisto simile** e un’interfaccia grafica gradevole.

In questo appiattimento dell’offerta online tutto si riduce ad una sola discriminante: il prezzo!

Eh si, in questa immensa valle di e-commerce, ciò che il cliente medio valuta prima di effettuare un acquisto è il prezzo più basso proposto da un’azienda rispetto ai competitor.  Dal loro canto, le aziende si preoccupano principalmente di acquistare la tecnologia che consente loro di vendere online i propri prodotti e pubblicare, pubblicare, pubblicare, promuovere, promuovere, promuovere.

E qui scatta una domanda ovvia: cosa succede se salta fuori un’azienda che vende online la tua stessa categoria di prodotti ad un prezzo più basso?

**L’intero meccanismo va in crisi!**

Insomma, **il prezzo è il male assoluto per gli e-commerce**, è vero, ma è altrettanto deleterio preoccuparsi esclusivamente di aprire un canale di vendita online e non della propria proposta di [valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/). L’errore più comune che commettono le aziende che approcciano alla vendita online per la prima volta è proprio basare tutta la strategia sul prezzo più basso rispetto ai competitor.

Immagina di entrare in un centro commerciale e di trovarti di fronte a una serie di negozi identici per presentazione del prodotto, esperienza e approccio di venditori e procedura di acquisto. L’unica cosa che li differenzia è il prezzo.  A parità di categoria merceologica e di prodotto venduto cosa ti spinge ad acquistare in un negozio piuttosto che in un altro? Il nome del negozio? Quello più vicino alla tua posizione?

Probabile, ma credo proprio di no! A meno che tu non sia un diretto discendente di Paperon de’ Paperoni molto probabilmente compreresti nel negozio che vende al prezzo più basso.

Ecco cosa accade nei cosiddetti mercati di massa. **Diverso è il discorso sui mercati di nicchia**.

## Oceano rosso e oceano blu. Ricordi?

Giusto per sicurezza, fammi chiarire il concetto prima di proseguire.

Volendo semplificare tanto, il mercato oggi si divide in due tipologie: quello di **massa** e quello di **nicchia**.

Generalmente, quando i prodotti che vendiamo sono di largo consumo e distribuiti anche dalle grandi catene, si parla di mercato di massa detto anche “**oceano rosso**”.

Un mare nel quale si verifica una crescente corsa al ribasso dei prezzi per contrastare un fenomeno che purtroppo resta imbattuto: la presenza dei big player di settore che presenziano il mercato con le loro proposte di valore sempre più interessanti: reso gratuito, spedizione gratuita, e tanto altro.

In questo oceano, solitamente troviamo prodotti come scarpe e abbigliamento di marchi noti, smartphone ed elettronica in generale e così via.

Quando invece il prodotto o il servizio che vendiamo non ha una forte presenza sul mercato e mancano quasi o del tutto i competitor, allora siamo di fronte ad una nicchia, il cosiddetto “**oceano blu**”. L’esempio per eccellenza è rappresentato dai prodotti artigianali, ma anche un particolare servizio di personalizzazione di prodotto o l’esperienza di vendita che si offre.

In ogni caso che sia “rosso” o “blu” siamo comunque in un oceano e **quello che conta in entrambi i casi è emergere**. Dobbiamo risalire subito in superficie per non rimanere senza ossigeno.

Come?

## Sorprendi i tuoi clienti

Ti introduco la mia risposta con una frase famosa di Jeff Besoz

> Non mi preoccupa chi pratica il 5% in meno. Mi preoccupa chi può offrire un’esperienza migliore.

Detto altrimenti, possiamo rendere unico il nostro prodotto personalizzandolo oppure affiancando dei prodotti correlati, creando _bundle_ che diversifichino i nostri articoli dagli altri e attirino l’attenzione e maggiori vendite.

In questo caso, però, la strategia e gli strumenti sono legati al prodotto e se per qualunque motivo dovesse venir meno, nulla resterebbe del nostro brand.

Dunque, **non basta concentrarsi solo sul prodotto**, ma quello che davvero ci fa emergere dalla massa è il lavoro sulla nostra azienda, sul nostro brand, è il mostrare ai clienti che siamo esperti dell’ambito in cui ci muoviamo.

In parole povere, **devi diventare un media del settore**, infondere fiducia e regalare un’esperienza di acquisto diversa.

Per farlo è necessario differenziarsi, dare un valore emozionale alla vendita e coinvolgere l’acquirente, **sorprendendolo**.

Che sia con una confezione insolita, un omaggio, un servizio di assistenza che lo segua passo dopo passo prima, durante e dopo l’acquisto, bisogna in qualche modo colmare il vuoto che hanno lasciato i competitor concentrati esclusivamente sulla quantità.

Prima di farlo, però, è fondamentale effettuare un’attenta analisi e soprattutto calcolare il costo del valore aggiunto che hai deciso di fornire. Non sto affatto dicendo che sia una soluzione semplice e sempre valida, se non riesci a trovare una strategia adatta a te, lascia perdere.

## Personalizza l’esperienza

Altro aspetto fondamentale, a mio avviso, è la **personalizzazione**.

L’e-commerce, per emergere, deve diventare necessariamente intelligente, un po’ come accade con Google, quando siamo loggati e i risultati di ricerca sono i nostri risultati di ricerca, è il nostro motore di ricerca!

**L’e-commerce deve diventare “l’e-commerce dell’utente”.**

E non parlo di estetica, ma di **risultati**. Vedi Amazon, mostra quello che vedi, proponendo prodotti correlati. Ecco, anche la home page dell’e-commerce deve essere personalizzata per chi sta visitando, costruita sulle abitudini di acquisto e sulle preferenze di ciascun utente.

Questa è la chiave di volta di un progetto e-commerce oggi, la sola strada per acquisire una propria fetta di mercato e toglierla ai big player, la strategia per lasciare un segno nella mente dell’acquirente. Cambia l’approccio stesso all’acquisto, vendi uno stile, un modo di essere, non più solo un catalogo di prodotti ben organizzato.

Esistono realtà che pur senza avere un e-commerce riescono a proporre i propri articoli e ad avere successo sfruttando non solo i marketplace, ma addirittura i social network!

La loro strategia?

Intercettano il target e gli presentano il contenuto giusto, nel momento giusto, nel modo giusto, che tradotto significa che **stanno vendendo l’esperienza di acquisto** che quel target di utenti desidera, a prezzi che non sempre sono quelli di mercato.

È di pochi giorni fa la notizia della collaborazione tra Google e Ivyrevel, “[Coded Couture](http://uk.businessinsider.com/google-partners-with-hm-ivyrevel-for-coded-couture-project-2017-2?r=US&IR=T)” un’app che permetterà alle donne di creare il proprio abito in base ad una serie di informazioni: misure, stile, occasione e tanto altro.

Ecco, questo è un esempio perfetto di quello che sto descrivendo in questo post. La dimostrazione di come l’e-commerce si stia evolvendo verso qualcosa di nuovo, di inedito, che va oltre gli standard e la semplificazione della ricerca, molto più **vicino al cliente e ai suoi desideri.**

**Alle sue emozioni!**

_Guest post di Giuseppe Noschese, Co-Founder di [Ecommerce HUB](https://www.ecommercehub.it/), Ambassador di PrestaShop e Associate Partner di yourDIGITAL_


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title: I grandi risultati sono la somma di tanti piccoli risultati
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Vuoi ottenere grandi risultati nella vita lavorativa e personale? Il segreto è fare un passettino per volta.
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# I grandi risultati sono la somma di tanti piccoli risultati

## Introduzione

Quando si parla di business o di nuovi progetti in genere la parola “risultati” è tra i primi argomenti messi sul tavolo di discussione.

Non è difficile, sul nascere di un progetto, ascoltare domande del tipo: di quanti follower aumenterà la nostra pagina? Quante scarpe venderà il mio e-commerce? Che ritorno dell’investimento avremo? E, dall’altro lato, risposte mal giustificate che si lanciano in promesse impossibili.

Se quindi stai iniziando un nuovo progetto o stai pensando a che punto sei della tua carriera o, anche semplicemente stai facendo un bilancio della tua vita personale, ti voglio dire una cosa.

Frena!

**Il risultato finale non è il primo passo di un percorso**, e neanche quello successivo.

Ti svelerò in anticipo il finale di questo post: i grandi risultati sono la somma di tanti piccoli risultati ottenuti nel tempo.

## Il focus sul processo

Posto che l’ambizione è un elemento significativo e determinante del successo, ci sono alcuni passi fondamentali del percorso che sono indispensabili per ottenere una crescita reale e soprattutto sostenibile.

Questo non significa prendere tempo o aspettare che le cose accadano da sole, ma affrontare la crescita con un approccio diverso che **sposta l’attenzione dal risultato al processo**.

Per capire meglio cosa sto dicendo puoi fare riferimento ai modelli _Agile_ e _Lean_ e ovviamente a quello che definisco Growth Hacking Mindset.

Tutti e 3 questi approcci, infatti **rispondono al cambiamento più che seguire un piano** e basano la loro metodologia su cicli di lavoro che prevedono momenti di pianificazione, azione e validazione dei processi.

(Se senti parlare per la prima volta di questi metodi, ti consiglio i libri [Partire Leggeri](https://amzn.to/2GrmNk7), [Fare il doppio in metà](https://amzn.to/30WoaAu) del tempo e [Growth Hacking Mindset](https://amzn.to/2t679rg))

Questo approccio ti permette di orientarti ai risultati attraverso un “processo di sperimentazione continua” che è, poi, il cuore di ogni attività di [Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/).

Due atteggiamenti sono indispensabili per riuscire ad applicare questo approccio:

- **Uscire dalla zona di comfort.**  

Spostare l’attenzione dal risultato ad obiettivi più piccoli e a portata di mano significa spesso accettare di cambiare rotta e rimettere tutto in discussione.
- **Avere pazienza.**  

Una skill indispensabile per chi vuole avere successo e di cui ho parlato abbondantemente [nei miei post](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-business-vita/) e [nei miei video](https://www.youtube.com/watch?v=J3CaQrg4ON0).

## Imparare dai ciclisti

Ma cosa voglio dire quando parlo di spostare l’attenzione dal risultato agli obiettivi?

Per spiegarmi meglio, prenderò in prestito dal mondo dello sport una storia incredibile che parla di crescita, sperimentazione, pazienza e risultati.

Il 2018 è stato l’anno in cui tre ciclisti di nazionalità britannica, Simon Yates, Geraint Thomas e Chris Froome hanno vinto rispettivamente: Vuelta di Spagna, Tour de France e Giro d’Italia.

Per la prima volta nella storia, tre tra le principali competizioni del mondo del ciclismo sono state vinte da una stessa squadra: quella britannica che, a dirla tutta, fino a quel momento, non aveva mai vinto granché.

Un risultato grandioso! Ma come hanno fatto?

Il percorso verso la vittoria ha avuto inizio nel 2012 quando, con i pochi fondi a disposizione la federazione decise di investire sui cosiddetti “[guadagni marginali](https://www.ilpost.it/2018/09/23/froome-thomas-yates-grandi-giri/)”: la meccanica, l’aerodinamica, la nutrizione, la psicologia, ecc.

In questo modo spostarono l’attenzione dal risultato finale (vincere la competizione X) **a piccoli obiettivi più raggiungibili**: migliorare le prestazioni delle bici, garantire la migliore forma fisica degli atleti con una corretta alimentazione, evitare crolli psicologici e allenare la concentrazione durante le gare, e così via.

Ecco come tutti questi piccoli obiettivi hanno condotto al raggiungimento del risultato.

Tuttavia, sebbene, a sentirla oggi, questa storia sembri una cosa facile da realizzare è solo ricostruendo il percorso che ci si rende conto di quanto i singoli obiettivi siano la chiave per arrivare al risultato.

Se il risultato è la meta, infatti, il [processo](https://www.raffaelegaito.com/processo/) non è altro che l’unione di tutti i puntini, come direbbe Steve Jobs, che lo hanno determinato e il modo in cui si uniscono tra loro.

## E il Growth Hacking in tutto questo?

Il Growth Hacking è una metodologia basata proprio su un “approccio granulare” di questo tipo.

Questo principio può, infatti, essere applicato anche al business utilizzando uno dei framework più noti del Growth Hacking. Il famoso [funnel AAARRR](https://www.raffaelegaito.com/funnel-aaarrr/), detto anche funnel dei pirati.

Il funnel, dall’inglese imbuto, per sua natura incontra il concetto di riduzione e assottigliamento, riferendosi comunemente all’audience che, via, via, si riduce avanzando nelle fasi del percorso dell’utente.

Il [funnel AAARRR](https://www.raffaelegaito.com/funnel-aaarrr/), infatti, si compone di 6 fasi e aiuta proprio a scomporre metriche e obiettivi attraverso 6 declinazioni delle azioni compiute dall’utente nel suo ciclo di vita.

Le fasi sono:

1. **Awereness**  

Il momento iniziale in cui l’utente incontra per la prima volta il prodotto o servizio.
2. **Acquisition**  

Il momento in cui l’utente diventa tale, lasciando un suo contatto.
3. **Activation**  

Il momento in cui l’utente fa qualcosa, in poche parole si attiva, ad esempio usando un servizio, aprendo l’app, leggendo la mail, ecc.
4. **Retention**  

Il momento in cui l’utente ripete in modo costante delle azioni: continua a visitare il sito, legge regolarmente la newsletter, utilizza e aggiorna l’app che ha scaricato.
5. **Revenue**  

Il momento in cui l’utente paga per il servizio o il prodotto e si trasforma in cliente.
6. **Referral**  

Il momento in cui l’utente inizia a raccontare agli altri del nostro prodotto.

Il processo di Growth Hacking lavora “col microscopio” su ognuno di questi step andando a individuare colli di bottiglia per **ricercare la chiave di crescita** di un progetto o un’azienda.

Tutte queste fasi sono caratterizzate da metriche e obiettivi ben precisi, determinanti per il raggiungimento del risultato finale.

Come vedi parlare di grandi risultati a piccoli passi non è soltanto un esercizio retorico, bensì una metodologia ben precisa che si basa su dati, esperimenti, obiettivi e solo alla fine risultati!


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title: "“Cosa pensi della mia idea?”, ecco perché non devi chiederlo così!"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Stai avviando una startup o un progetto e sei in cerca di feedback? Smettila di chiedere a tutti \"Cosa ne pensi della mia idea?\"."
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# “Cosa pensi della mia idea?”, ecco perché non devi chiederlo così!

Poco più di un mesetto fa ho co-organizzato lo startup weekend a Salerno, un’eccezionale prima edizione dove ho incontrato tantissime persone interessanti, alcune con idee che vale la pena approfondire, ma solo poche già pronte a partire.

Fin qui niente di strano! È proprio questo il senso di eventi di questo tipo: mettere le basi e fare i primi passi a partire dalla validazione della propria idea!

Ecco, è proprio questo il punto di questo post: **il percorso non inizia a valle dell’idea e della verifica della sua validità, ma prima**! Domandarsi e domandare se la propria idea ha o meno un senso è uno dei punti cruciali del percorso, ma forse non il più importante!

Una delle cose che spesso mi capita durante eventi come questo è quello che io chiamo: “_L’effetto Guru_”.

Si tratta dell’approccio più o meno informale di chi ha ascoltato un mio talk, seguito un mio [webinar](https://www.raffaelegaito.com/webinar-significato/) o letto un post sul blog che mi ha reso piuttosto autorevole ai suoi occhi, o almeno quanto basta per convincersi che un mio parere favorevole potrebbe avere una qualche influenza sul successo della propria attività.

Ovviamente non capita solo con me. Lo vedo fare in tantissimi contesti con chiunque abbia un minimo di visibilità e autorevolezza in questo settore.

Ma tornando a noi…

L’aspirante startupper (o, semplicemente, la persona con il progetto) si avvicina con l’aria da vecchio amico che vuole sapere tutto di te e della tua vita, ma alla seconda parola sta già elaborando la sua formula d’effetto per raccontare la sua idea.

Fin qui tutto bene o almeno nella consuetudine, fino a quando si arriva al dunque: ossia alla terribile domanda “**Che ne pensi della mia idea?**”.

In tutta sincerità, credo che una domanda di questo tipo riveli due ordini di problemi:

1. Una mancanza di **metodologia**: la validazione di un’idea di business non può prescindere dal contesto in cui è immersa. In poche parole **un’idea in se stessa non può essere buona o cattiva**, non può quindi essere valida senza tenere in considerazione tutta una serie di fattori da cui dipende il successo o l’insuccesso di un progetto nel complesso del suo sviluppo.
2. Un’**insicurezza** formale che proietta immediatamente chi è dall’altra parte in un pregiudizio negativo. Chiedere “cosa pensi della mia idea”, a prescindere dal fatto che il mio know-how mi permetta di capire il core business della tua startup, **equivale a chiedere un consenso del tutto fine a se stesso**.

Quello che più di ogni altra cosa serve in fase di validazione, come dico spesso nei miei video e post dedicati alle Startup e al Growth Hacking, è **la capacità di intercettare un problema, un’esigenza o una criticità di qualche tipo**.

Ancora una volta, mi trovo a fare una considerazione sul peso da attribuire all’idea.

Se infatti da un lato è assolutamente vero che sono un sostenitore della condivisione e del networking e non poche volte ho io stesso sperimentato che le migliori intuizioni nascono spontaneamente bevendo una birra con un amico, dall’altro lato credo che **per avere un feedback realmente utile sia indispensabile mettere in campo le giuste strategie e procedere con metodo**.

La prima cosa di cui devi convincerti è che quello che devi cercare quando ti confronti con gli altri **non è un consenso ma un feedback**.

Credo sia intuibile la differenza tra i due: quello che devi aspettarti, e in parte pretendere, sono le **critiche** (o meglio criticità) della tua idea, i dubbi, i diversi punti di vista, gli ostacoli imprevisti. Solo così puoi veramente **migliorare** la tua idea o il tuo progetto.

Come direbbe Steve Blank:

> Continuous distruptions requires continuous innovation

Ci sono, a mio avviso, due elementi fondamentali per ottenere un feedback efficace:

- Le persone
- Le domande

Non tutti gli interlocutori sono autorevoli allo stesso modo e su ogni tematica.

“[Senti tutti, ascolta pochi, segui nessuno!](https://www.raffaelegaito.com/feedback-startup-cosa-ho-imparato/)” ne ho parlato un po’ di tempo fa in un post dedicato a quello che ho imparato sui feedback nelle mia esperienza con le startup.

Per avere un feedback non cercare un mentor, un esperto o un guru, **prima viene il cliente**. Solo chi rientra nel tuo target e vive quotidianamente quel problema/bisogno potrà dirti se la tua idea è in grado di fornire una concreta soluzione.

Ne ho parlato ultimamente anche in uno dei miei video: punta a trovare il _problem-solution fit_!

Arrivati a questo punto dovrebbe esserti chiaro perché non basta, anzi è sbagliato, chiedere “Che ne pensi della mia idea?”.

Quando parliamo di startup, la [sperimentazione](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) è uno step fondamentale, di cui abbiamo già parlato in uno dei post della serie dedicata ai tre passi necessari per intraprendere un percorso di valore, basato su un approccio l_earning and discovery_ che permette di modificare continuamente il prodotto integrando nella sua evoluzione i diversi feedback raccolti.

Ecco perché occorre **validare continuamente** e in tutti i suoi segmenti un’idea, partendo dall’inizio e durante tutto lo sviluppo del business model. Questo è l’enorme e ormai irreversibile cambiamento introdotto anni fa dalla metodologia _Lean_.

In un [bellissimo post](https://hbr.org/2013/05/why-the-lean-start-up-changes-everything) di qualche anno fa su Harward Business Review, Steve Blank spiega perché la metodologia _Lean_ ha cambiato tutto, individuando tre passaggi fondamentali:

1. **Sketch Out Your Hypotheses**  
Butta giù le tue ipotesi, che in questo discorso vale a dire: organizza la tua idea in modo da poterla sottoporre con domande precise alle persone giuste!
2. **Listen to Customers**  
Ascolta i clienti, cioè raccogli i feedback. Come? Ci sono moltissime possibilità, dalle Customer interviews a tecniche di testing fino a tool più specializzati.
3. **Quick, Responsive Development**  
Un rapido sviluppo dovuto all’integrazione quasi immediata dei feedback ricevuti. Questo punto presuppone l’utilizzo di metodologie ben precise.

I tre passaggi di Blank incontrano ancora un’altra variabile: le **tempistiche**. Non basta fare un’ottima analisi se non si è in grado di rendere il cambiamento operativo in poco tempo.

Bill Gross in un’analisi condotta su un campione di startup di successo ha individuato “**il tempo**” come il fattore con la maggiore incidenza sul successo di un progetto: “Il **tempo** conta per il 42 per cento sulla differenza tra successo e fallimento. Al secondo posto, il **[team](https://www.startupgeeks.it/team-startup/)** e l’esecuzione, e l’**idea** e la sua unicità sono solo al terzo posto”.

Puoi ascoltare il discorso completo in questo Ted Talk _The single biggest reason why startups succeed_:


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title: "Beentouch: ecco la startup che vuole rivoluzionare le videochiamate"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "La loro tecnologia permette di fare videochiamate anche nelle aree del mondo dove la connessione è pessima. Si chiamano Beentouch e ne sentirete parlare!"
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# Beentouch: ecco la startup che vuole rivoluzionare le videochiamate

Ci sono aree del mondo dove la popolazione ha accesso ad uno smartphone (solitamente di fascia bassa) e a una connessione a internet (solitamente scadente). Zone del mondo tipo Sud America, Africa, India e Sud Asia, non proprio quattro gatti.

In quelle zone raramente riesci a fare una videochiamata con Skype o con un altro software “classico” di videochiamate.

Proprio a questa fetta di popolazione si rivolge una Startup Italiana fondata, quasi per gioco, da cinque ragazzi di Catania. Si chiama **Beentouch**, sta facendo parlare molto di se e oggi ho intervistato uno dei co-founder e CMO [Daniele Pecoraro](https://www.linkedin.com/in/pecorarodaniele/).

Vediamo cosa ci racconta di bello.

**Raffaele Gaito**: Ciao Daniele, come ogni intervista iniziamo con una presentazione. Chi sei, che background hai e di cosa ti occupi?

**Daniele Pecoraro**: Ciao Raffaele e ciao a tutti i lettori del blog!

In breve: da sempre ho avuto l’attitudine a incuriosirmi di tutto ciò che fosse **tecnologico o digitale**, per poi scoprire che mi trovo meglio a parlarne e a ragionare sulle implicazioni che possono avere, più che a smanettarci.

Quindi mi iscrivo a economia aziendale, e ben presto entro in un ambiente molto stimolante tra associazioni internazionali e locali, a tema impresa e innovazione. Dopo ruoli di responsabilità vari mi ritrovo nel team di co-founder di **[Beentouch](https://www.beentouch.com/)** con incarichi di marketing.

**RG**: Vedo che hai introdotto subito l’argomento. Allora parlaci un po’ di Beentouch. Per chi sente questo nome per la prima volta, di cosa si tratta?

**DP**: In un tweet: Beentouch è il software per **effettuare e ricevere chiamate voce e video in alta qualità anche con scarse condizioni di rete**.

Andando un po’ oltre, oggi stiamo lavorando per posizionarci come la soluzione per comunicare a distanza dove tutt’ora, per via dell’arretratezza delle infrastrutture di rete, risulta difficile.

Stiamo parlando di tutti quei paesi che oggi vivono la cosiddetta “_Mobile Only Economy_”, quell’ondata di digitalizzazione che, grazie alla relativa economicità dei dispositivi mobili, sta permettendo a **più di un miliardo di persone** di accedere al ventaglio di opportunità che internet offre.

Paesi a sud del mondo (come Sud America, Africa, India e Sud Asia) hanno saltato quasi a piè pari l’era dei PC, ma oggi proprio tutti hanno uno smartphone ed una connessione a internet. Il problema è che spesso è instabile e lenta, e i software più utilizzati nel mondo industrializzato **non sono in grado di fornire prestazioni accettabili** con questa connettività.

**RG**: Entrando un po’ più nel dettaglio, da quanto tempo ci lavorate tu e il tuo team e a che punto siete?

**DP**: Il progetto nasce nel 2014 tra i banchi di ingegneria informatica a Catania, in cui Danilo e Alberto **quasi per gioco** si sfidano, stimolati dalle ultime nozioni apprese, a creare un software VoIP che superasse i frustranti limiti di quelli sul mercato.

Ben presto da quella scintilla nasce la voglia di concretizzare il progetto, che ottiene subito l’attenzione di TIM#WCAP Accelerator, l’acceleratore di impresa di TIM.

Da lì inizia un periodo di ricerca e sviluppo tecnologico, affiancato da ricerche di mercato e attività di PR che ci ha portato a lanciare, dopo un anno circa, la versione beta di Beentouch su Android in Italia, per porre il sistema sotto stress e raccogliere i primi feedback sul campo.

L’interfaccia utente lasciava a desiderare, ma ci interessava dare in pasto agli utenti il core del software ovvero le chiamate e le videochiamate. Circa 4.000 persone si iscrivono e ci danno una marea di suggerimenti, idee e soprattutto ci aiutano ad individuare i problemi più duri. Grazie a questo periodo, undici mesi dopo rilasciamo la prima versione stabile di Beentouch per Android in tutto il mondo, che oggi **conta quasi 50.000 utenti**.

**RG**: Ho saputo che a breve ci sarà il lancio della versione web. Cosa ci dobbiamo aspettare? Quali altre novità sono in arrivo?

**DP**: Eh si, siamo in procinto di rilasciare le versioni di Beentouch **per iOS e per Web**, in modo da garantire la compatibilità massima tra le due piattaforme mobili principali e i computer desktop.

In questo modo, il tweet di sopra diventa così: Beentouch è il software **multipiattaforma** per effettuare e ricevere chiamate voce e video in alta qualità anche con scarse condizioni di rete.

La quasi totalità del sud del mondo, nostro target primario, utilizza Android. Per questo ci siamo focalizzati all’inizio su questo sistema operativo mobile, e adesso siamo pronti ad andare totalmente multipiattaforma per soddisfare sia gli utenti Apple (iPhone) che quelli che “vivono la vita un quarto d’ora di call alla volta” dal proprio PC.

**RG**: Grazie alle ottime attività di PR, molti giornali italiani hanno parlato di voi e vi hanno descritto come “l’alternativa a skype”. Quanto è vera questa affermazione? E, soprattutto, quanto pesa il confronto con un big come Skype?

**DP**: Sicuramente un titolo del genere invita alla lettura, e questo può far bene perché stimola ad approfondire il pezzo.

Siamo competitor di Skype “alla larga”, in quanto stiamo parlando del primo software che ha democratizzato le videochiamate, storicamente importantissimo e oggi forse il più diffuso nel mondo industrializzato.

Il peso degli anni però si fa sentire, e **Skype non ha la capacità** (come molti altri) di fornire il tipo di servizio che eroga Beentouch: chiamate e videochiamate soddisfacenti anche con un basso consumo di dati e un’ottima resa, il che si traduce nella nostra value proposition di chiamate e videochiamate VoIP rese possibili a tutta una parte del mondo che le sta scoprendo quasi per la prima volta.

Senza andare lontano, feedback reali di utenti ci hanno comunicato più volte che **anche in occidente è preferibile usare Beentouch** perché, diciamolo, usiamo un po’ tutti la connessione mobile col contagocce e soprattutto quando videochiamiamo vogliamo vedere e sentire nitidamente l’altra persona e non un ammasso di pixel con la voce robotica.

**RG**: Voi avete seguito un percorso di accelerazione. Quanto è utile a una Startup un approccio del genere? Quali sono stati i vantaggi che ne avete ricavato?

**DP**: **Fare startup è una cosa seria**. Al di là dell’idea e dell’entusiasmo iniziale, bisogna costruire tutto ciò che riguarda un progetto imprenditoriale.

Validare il mercato, perfezionare la tecnologia e testare, testare, testare prima e dopo il go to market.

Senza parlare di tutti gli aspetti burocratici e amministrativi, le dinamiche di team, la gestione del tempo con scadenze sempre più incombenti e l’entusiasmo che va sempre rinnovato e trasformato in energia per superare le sfide di ogni giorno.

Un percorso di accelerazione, se seguito con la giusta attitudine, velocizza questo processo e può aiutare molti team a partire col piede giusto verso il ciclo prova-sbaglia-migliora.

**RG**: Per concludere, come sempre, ti chiedo qual è il consiglio principale che daresti ai ragazzi che ti leggono e vorrebbero lanciarsi nel mondo Startup?

**DP**: Sulla scia della domanda precedente, dico che è necessario prima di tutto spremere sé stessi al 110% e non lasciare niente di intentato.

Sorrido quando vedo qualcuno credere che “avere un’idea” = “avere una startup”.

Ci siamo passati anche noi, ma fortunatamente abbiamo avuto molto presto quel momento di consapevolezza che ti fa rendere conto di esserti tuffato in un **percorso arduo**, che ti darà soddisfazioni solo dopo aver scalato l’Everest.

Perciò dico di [formarvi](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/), sia sul lato delle competenze necessarie per il proprio lavoro (e anche quelle trasversali: per capire cosa intendo guarda il video di Raffaele “Sei un Multipotenziale?”) e sulle _soft skill_ come la gestione dello stress (che viene giù a secchiate) e del tempo (che non è mai abbastanza).

L’ultimo consiglio è quello di essere sempre di larghe vedute e **saper fondere gli obiettivi di breve periodo con la visione di lungo periodo**.

Questa risposta credo sia un ottimo _reminder_ anche per me e il team!


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title: Perché ho scritto un libro sulla pazienza (se mi occupo d’innovazione)
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Come sono arrivato a scrivere L'arte della pazienza e perché è più legato al business di quello che potrebbe sembrare."
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# Perché ho scritto un libro sulla pazienza (se mi occupo d’innovazione)

## Introduzione

Dall’uscita del [mio ultimo libro](https://amzn.to/3xIM5Ta) sono stato, insieme a tutti voi, protagonista di [un esperimento enorme](https://www.raffaelegaito.com/presentazioni-larte-della-pazienza/). Abbiamo costruito insieme, io e voi, i membri della mia community, una fitta rete di incontri, interviste, webinar e chiacchierate per parlare dell’[arte della pazienza](https://www.raffaelegaito.com/larte-della-pazienza-libro/). 

Non sono mancati spunti e ricchi momenti di riflessione e una delle domande che mi è stata fatta più spesso è stata: **perché hai scritto un libro sulla pazienza?**

Voglio raccontartelo.

## Un percorso fatto di granelli di sabbia

Una clessidra regna sulla copertina del mio ultimo libro. Si tratta di un’immagine a cui tengo molto, parte integrante del messaggio che ho voluto comunicare. Parto da quest’immagine molto evocativa, poiché è il primo assaggio di quello che poi ti accoglie nelle pagine, una dopo l’altra. Non è una cosa a parte, la copertina ti dà il primo spunto su cui riflettere.

![larte della pazienza copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/larte-della-pazienza-copertina.jpg)

In questi mesi ho raccolto diverse interpretazioni. Da un lato i lettori ottimisti e volitivi, che hanno visto in quell’immagine una persona che si salva dallo scorrere inesorabile del tempo, per godersi a pieno il cielo stellato.

Dall’altro lato ci sono stati i lettori che hanno vissuto in quell’immagine il senso di annegamento, sopraffatti dalla sabbia che scorre.

Parto da qui perché il concetto di pazienza che ho voluto comunicare è strettamente legato all’**interpretazione che ognuno di noi ha nei confronti della scorrere del tempo**.

## Perché ho scritto un libro sulla pazienza

### Pazienza: una virtù per imprenditori e professionisti

Ho iniziato a parlare di pazienza ed approfondire il tema già da diversi anni. Dopo molti approfondimenti sono stato invitato ad un TedX per parlarne di fronte ad un pubblico di professionisti e di imprenditori. Non si tratta, quindi, di un tema nuovo per me. Tutt’altro. [Ne ho parlato diverse volte](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-successo/) nel tempo addietro. 

Dietro a questo libro si nascondono **anni di ricerca**. In pratica si tratta di un primo esperimento di pazienza, che aspettava il momento giusto per essere partorito. 

Il mio primo obiettivo è stato quello di declinare i temi tecnici, legati al processo imprenditoriale, **traducendoli su un fronte umanistico**. 

Mentre scrivevo il libro pensavo ad un lettore reale. Ho pensato costantemente al mio solito pubblico, volevo che il prodotto finale fosse per loro. 

Negli anni passati, in cui mi sono ritrovato ad affiancare aziende e professionisti di diversi settori, ho visto quanto un ruolo manageriale sia legato alla pressione. Decisioni da prendere, team da gestire, processi da avviare. 

E tutto questo avviene quasi sempre di corsa. 

Credo che sia importante, invece, riflettere con calma, **pazientemente aspettare il momento giusto** per prendere delle decisioni, ammettere che no, non conosciamo le risposte a tutte le [domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/). 

Il libro è articolato in 4 segmenti, 4 step per allenare la pazienza soprattutto nel business. Il pubblico che avevo nel mio immaginario può lavorare sulla pazienza, lasciandosi ispirare non dalle solite storie di successo che leggiamo continuamente, ma da quello che c’è dietro. Storie di [fallimenti](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/), di passi fatti lentamente, di donne e uomini che sono arrivati al loro obiettivo armandosi di metodo e pazienza.

Sono le storie che avrei voluto leggere a mia volta, sono le storie che non mostrano solo la punta dell’iceberg, ma il buio degli abissi. 

L’obiettivo di queste storie e dei 4 step che affrontiamo nel libro sono pensati per invitare marketer, imprenditori, freelance e professionisti a ribaltare il sistema, **imparare a dire: “Ci devo pensare” prima di prendere una decisione**. 

Nessuno deve sentirsi costretto a legare le proprie performance alla fretta e alla pressione, piuttosto è importante dare un [valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/) alle proprie risposte e alle proprie decisioni.

### Crescita professionale significa prima crescita personale

Viene da sé un altro punto su cui lavoro da anni e che poi nel libro ha trovato la sua voce. 

Fermarsi e lavorare sulla [crescita professionale](https://www.raffaelegaito.com/30-giorni-di-crescita/) implica inevitabilmente una crescita personale.

Il modo più vero e autentico che potessi trovare per esprimere questo concetto è stato parlare delle mie esperienze dirette. 

Banale quanto reale, lavorare su noi stessi è un obbligo che abbiamo per raggiungere degli obiettivi concreti. Con noi stessi, più che con il contesto, dobbiamo mostrare di essere pazienti. 

Quando ci sentiamo avviliti perché non otteniamo i risultati sperati, quando ci sentiamo inadatti di fronte a un ostacolo, quando sentiamo che stiamo per mollare, allora sono quelli i momenti in cui bisogna lavorare su noi stessi. 

La crescita personale è come una brace assopita, serve l’ossigeno per alimentare il fuoco. Io ci sto lavorando tutt’ora alla mia brace, alla mia crescita personale, e credimi se ti dico che per avere un fuoco ardente **serve un lavoro costante e perseverante**. 

### La pazienza come mindset per le aziende

Un altro motivo che mi ha spinto a scrivere [un libro sulla pazienza](https://amzn.to/3xIM5Ta) è stato dettato dalla mia esperienza con le aziende. 

Mi ritrovo spesso a supportare aziende e noto che quello che spesso manca all’interno di realtà aziendali è **il focus sull’obiettivo**. 

Ritorniamo al concetto logorante del “tutto e subito”, così tanto legato alla mancanza di metodo. 

Un imprenditore oppure un’azienda dovrebbero lavorare sugli obiettivi, chiedersi dove si vuole arrivare e lavorare, ogni giorno, per procedere in avanti. 

**In questo senso la pazienza è tutto!**

Il concetto di pazienza può sembrare del tutto slegato a quello di innovazione, che è il motore pulsante delle realtà lavorative, soprattutto per le startup. 

In realtà, la pazienza implica assumere un mindset che va controcorrente e che spinge a essere **veloci nelle azioni quotidiane, per essere lenti nell’attesa che sopraggiungano i risultati. **

Vuoi sapere cosa succede alle aziende che non adottano questo [mindset](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/)? Si concentrano sulla visione, senza però definire il piano ad essa legata. Un flop! Il processo è fatto di piccoli passi.

Con questo libro affronto in ogni capitolo argomenti utili, rivolti alle aziende. Si comincia con i piccoli cambiamenti e le sane abitudini, si procede con il definire gli obiettivi e sperimentare, e si parla di [fallimento](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/), che è sempre dietro l’angolo, ad aspettarci per insegnarci qualcosa di nuovo. 

Ho scritto questo libro perché **le aziende cambiano se cambia il mindset delle persone che ci lavorano**.

## Conclusioni

[Questo libro](https://amzn.to/3xIM5Ta) è nato piano, è nato da esperienze dirette, dall’esigenza di **condividere quello che ho vissuto sulla mia pelle**. 

Una delle frasi più potenti che mi sia stata detta durante le varie interviste è stata “Il bello di leggere questo libro è rivedersi al suo interno”. 

Spero che questo concetto sia largamente condiviso perché non si tratta di una casualità, avevo ben chiaro nella mia mente chi fossero le persone per cui lo stavo scrivendo. 

L’ho scritto per le donne e gli uomini che si sentono affogati da questa frenesia incessante, per gli imprenditori e le aziende che qualche volta perdono di vista il sentiero, l’ho scritto per contribuire a mostrarti la strada lenta e il tempo diluito che servono a far crescere un progetto. 

Se ti capita di leggerlo, sono curioso di sapere che ne pensi e anche di scoprire cosa rappresenta per te quella clessidra.

Buona lettura!


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title: "Affrontare la crisi: risorse gratuite per le aziende"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo post ho raccolto un po' di risorse gratuite che varie aziende hanno reso disponibili per la crisi."
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# Affrontare la crisi: risorse gratuite per le aziende

## Introduzione

A febbraio 2020 abbiamo dato un nome alla pandemia che ci ha travolti: COVID-19.

Nei mesi successivi abbiamo trovato una cura e no, non parlo del vaccino. Parlo della **resilienza**, della capacità di reinventarsi, di adattarsi al cambiamento più rapido vissuto negli ultimi decenni. Abbiamo imparato tanto in questi mesi, lunghi e difficili.

Insegnamenti fondamentali che dobbiamo portarci dietro per dare un nuovo aspetto al nostro business.

Alcune aziende del mondo digitale hanno creato delle sezioni dedicate alla raccolta di risorse e materiale di supporto gratuiti, per aiutare le aziende sul territorio, durante questa crisi. Ho raccolto le principali in questo post sperando che ci sia qualcosa di utile anche per te e la tua azienda.

## Google per le aziende

Google lancia un’iniziativa a supporto delle aziende, un [contenitore di risorse utili](https://smallbusiness.withgoogle.com/intl/it_it/news/resources-for-smbs-impacted-by-coronavirus/#!/) per gestire la propria attività da remoto, per comunicare con i clienti o con i colleghi.

Agli strumenti più celebri, come Meet, si affiancano [corsi di formazione](https://skillshop.withgoogle.com/intl/it_ALL/)per padroneggiare le competenze digitali, [video lezioni](https://learndigital.withgoogle.com/digitaltraining) e dare una spinta al proprio business, analizzando[i casi di altre aziende](https://www.thinkwithgoogle.com/intl/it-it/) che ce l’hanno fatta a sostenere il peso della crisi. 

## Facebook

Dall’importanza delle interazioni tra persone a supporto delle aziende, Facebook propone la sua [piattaforma di risorse](https://www.facebook.com/business/resource).

Strutturata per arrivare anche a chi approda nel mondo digitale per necessità e con poche competenze, semplice ed efficace, con [lezioni](https://www.facebook.com/business/learn/lessons/how-to-help-minimize-business-disruption-during-emergencies) rapide sui contenuti per portare on-line la tua azienda. 

## Zoom

Dall’inizio della pandemia il [lavoro agile](https://www.raffaelegaito.com/lavoro-agile/) è diventato una prassi diffusa, e con lui Zoom, che ha permesso la continuità delle attività.

Questo strumento dedica una [serie di servizi](https://zoom.us/docs/en-us/covid19.html) per l’emergenza Covid-19, offrendo formazione, la possibilità di organizzare [eventi virtuali](https://zoom.us/docs/en-us/covid19.html#events) e il servizio a supporto della [telemedicina](https://zoom.us/docs/en-us/covid19.html#telehealth).

## Microsoft

Consulenti tecnologici, esperti digitali e Microsoft hanno creato una sinergia per aiutare le aziende sul territorio, ma anche enti pubblici o scuole, a lavorare da remoto. Ecco il [portale dedicato](https://news.microsoft.com/it-it/2020/03/03/smartworking-per-le-aziende-italiane-microsoft-italia-e-i-suoi-partner/).

## Slack

Una delle app più performanti per l’organizzazione del lavoro digitale, offre un aiuto concreto con delle guide per il passaggio al lavoro da remoto. 

Dal sostegno emotivo sulla gestione della mole di lavoro, fino ai vademecum e suggerimenti per il lavoro a distanza, [qui](https://slack.com/intl/it-it/blog/collections/helpful-how-tos-for-the-transition-to-remote-work) potrai trovare molti spunti interessanti per supportare la tua azienda online.

## Miro

Decisamente la mia app preferita in questo momento storico di crisi. Miro è una lavagna virtuale che consente ai team remoti di lavorare insieme con post-it, grafici, diagrammi di flusso, mappe mentali e chi più ne ha più ne metta.

Se come me senti la mancanza di lavagna e pennarelli, Miro ti salverà la vita.

Sul loro sito hanno creato una sezione con delle [guide gratuite](https://miro.com/guides/) per aiutare le imprese ad andare online, a gestire team remoti e a migliorare i propri processi aziendali.

## Solidarietà digitale

Abbiamo iniziato dal primo momento della pandemia, a supportarci a vicenda, condividendo esperienze e conoscenze. Ogni ente, pubblico e privato, ha messo a disposizione di tutti noi infiniti modi per trasformare lo schermo del nostro computer in una finestra sul mondo. 

Il Ministero per l’innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, in collaborazione con AgID, agenzia per l’Italia digitale, hanno lanciato un’iniziativa che vede l’incontro tra le aziende e i servizi tecnologici. [Qui](https://solidarietadigitale.agid.gov.it/iniziative/vicinieconnessi/) potrai trovare decine di servizi per l’avvio della tua attività online. 

## Conclusioni

Spero che tra questi link ci sia qualcosa di utile anche per te. Dai un’occhiata alle varie risorse che ho raccolto e se ne conosci altre di interessanti segnalale nei commenti! Magari può essere utile anche ad altri.


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title: "Amazon: le ragioni del successo"
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date: "2022-10-13T11:53:53+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cosa si cela davvero dietro al successo di un'azienda come Amazon? Ecco la mentalità che Bezos promuove dal giorno 1."
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# Amazon: le ragioni del successo

Amazon. Tutto dalla A alla Z. 

Un pozzo senza fondo di beni in vendita, ma anche di servizi, di esperimenti e di innovazioni. 

Qualunque cosa immagini, che si tratti di servizi o prodotti, Amazon ne è fiero detentore. 

In questi anni Amazon [ha lanciato diverse iniziative](https://www.raffaelegaito.com/storie-di-successo/), che vanno dalla personalizzazione dei prodotti, alle consegne veloci, addirittura alle spedizioni tramite droni e negozi automatici, nei quali, in alcuni paesi del mondo, è possibile entrare, prendere e uscire, pagando in maniera veloce e smart dall’app. 

Presente in maniera capillare in ogni parte del globo, con un fatturato di 113 miliardi e con quasi 1 milione di dipendenti, **Amazon è un vero e proprio colosso dei mercati globali**. Ma a cosa è dovuto tutto ciò? Perché Amazon ha avuto e continua ad avere tutto questo successo?

Analizziamo tutti gli aspetti di un caso studio affascinante ed esemplare. 

## Amazon e le ragioni del suo successo

Nel 1997 Jeff Bezos descrisse nella sua consueta lettera annuale destinata agli azionisti quella che doveva essere la mentalità che avrebbe guidato l’azienda, così da poter fare grandi cose nel futuro. 

Quella lettera 25 anni dopo è ancora una guida florida, conosciuta come [la mentalità giorno 1.](https://noteworthynonsense.com/blog/08/2020/bezos-amazon-letter-2016-day1)

Con “giorno 1” Bezos non intendeva parlare di come doveva essere l’inizio per un nuovo business, bensì invitata a ragionare come se fosse sempre un giorno 1, con quell’entusiasmo, quell’attenzione e quella dedizione tipiche del primo giorno di lavoro.

Per portare avanti la vitalità e la grinta del primo giorno, **senza falsi discorsi motivazionali**, Bezos esortava chiunque a focalizzarsi su 3 semplici concetti: 

- Preoccuparsi sempre del cliente
- Prendere decisioni rapide
- Fare scommesse coraggiose. 

Ma sono davvero questi i pilastri per cui ogni azienda mantiene la salubrità del primo giorno? 

Io ne sono fortemente convinto, ma vorrei approfondire ognuno di questi punti. 

### Mettere il cliente al centro

La [centralità dell’utente](https://www.raffaelegaito.com/utente-al-centro/), per Bezos, è fin dal primo momento una vera e propria ossessione. 

Secondo l’imprenditore, infatti, questo è senza dubbio l’aspetto più importante per una mentalità aziendale e imprenditoriale di successo. 

Possiamo dire che Amazon abbia fondato la sua filosofia su una visione utente-centrica e lo esprime perfettamente il mantra ripetuto da Bezos: “Lavorare per guadagnare e per mantenere la fiducia dei clienti.” 

Questo aspetto si evince da ogni scelta commerciale, di marketing o esperienziale che Amazon adotta. Basta pensare al sistema radicato delle recensioni che appartiene ad Amazon, sistema che dà importanza a quella che è definita la Voce del Cliente. Oppure, buttiamo un occhio al servizio clienti, che è una delle aree più vaste e funzionali di tutto l’ecosistema Amazon. 

[In una lettera per gli azionisti più recente](https://www.aboutamazon.com/news/company-news/2017-letter-to-shareholders), del 2017, Bezos riprende questo questo concetto dicendo che non ha senso inventare qualcosa di nuovo, bisogna partire sempre da quello che cercano i clienti, dai lori bisogni e delle loro frustrazioni e provare a compensarli entrambi. 

Insomma, la centralità della clientela diventa il faro principale, il pilastro assoluto dal quale partire e soprattutto è il reale movente di qualunque business, che non va mai perso di vista. 

### Prendere decisioni rapide

Amazon, si sa, non è un negozietto, ma un’azienda che fa numeri da capogiro. Tra sedi sparse in tutto il mondo, decine di sezioni e compartimenti aziendali, migliaia di dipendenti, incredibile quantità di merce e tanto altro potrebbe quasi essere difficile azionare qualunque processo di decision making, che non richieda almeno settimane o mesi di riunioni. E invece? 

E invece **Amazon è un’azienda milionaria che approccia al business come una startup**. Di una startup, infatti, ne prende l’essenza fatta dalla rapidità nel prendere le decisioni, dalla velocità di azione, dalla capacità di adattarsi ad uno scenario dinamico e volubile che è il mondo digitale. 

Se c’è una cosa che ho notato in diversi anni di affiancamento ad aziende grandi e piccole è proprio quella tendenza alla stasi. Spesso ci si blocca in processi decisionali che dovrebbero essere rapidi e che invece diventano uno stallo, un freno all’attività. 

Il problema è che oggi non ci si può permettere di impantanarsi o di perdere tempo in decisioni. **La rapidità diventa una preziosa alleata nei confronti di se stessi e delle concorrenza. **

Bezos, quindi, dal giorno 1 ha promosso una rapidità e fluidità di azione che ancora oggi è una caratteristica importante per Amazon. 

Tuttavia, la velocità nei processi decisionali non è certamente cosa semplice. Come fa, quindi, Amazon a riuscire nell’impresa? Semplicemente ogni team aziendale gode della massima autonomia decisionale e dispone di tutti i mezzi e le risorse per trovare delle soluzioni e applicarle. 

Questo non si trasforma solo in rapidità, ma anche in assunzione di responsabilità. **Se un team è pienamente responsabile delle proprie decisioni, il suo lavoro sarà sicuramente più motivato e mirato al raggiungimento dell’obiettivo. **

### Fare scommesse coraggiose

Tra i tre pilastri del mindset promosso da Bezos questo è, senza alcun dubbio, il mio preferito. 

In un mondo che si muove alla velocità della luce i trend nascono e muoiono alla stessa velocità, per cui permettersi il lusso di **indugiare nelle scelte aziendali è un rischio ben più grande del fare una scommessa coraggiosa e azzardata. **

Il rischio è quello di perdere l’occasione, di investire in un’idea di successo, di fare la differenza rispetto ai competitor o ancora essere  primi a realizzare qualcosa in un determinato mercato. 

In che modo Amazon percorre questa strada delle scommesse? Intanto [sperimentando](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) in tanti ambiti che si allontanano dal suo core business, come ad esempio i negozi fisici senza casse o [i saloni di bellezza](https://www.gqitalia.it/tech-auto/article/amazon-salone-bellezza-taglio-capelli-realta-aumentata). Inoltre, lo fa investendo in [test](https://www.raffaelegaito.com/smoke-test/) che potrebbero essere un successo tanto quanto un buco nell’acqua, eppure azzarda e va avanti, senza lasciarsi frenare dal “si è sempre fatto così”. 

Questo terzo punto dimostra la mentalità di Amazon orientata non alla paura di fallire, ma al trarre da un eventuale [fallimento un insegnamento](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/), che è quello che ogni giorno ricordo ai miei studenti o ai clienti che seguo. 

## La mentalità del giorno 2

Cosa succede se non si adotta un mindset di questo tipo e si approccia alla mentalità, cosiddetta, del giorno 1?

Semplicemente, secondo Bezos, si viene proiettati in quella che definisce **la mentalità del giorno 2. **

Mentalità del giorno 2 significa essere oberati dalla burocrazia, scegliere processi decisionali lunghi e complessi, [avere paura del fallimento](https://www.raffaelegaito.com/fallimenti-imprenditoriali-famosi/) e smettere di sperimentare. 

Bezos descrive così il giorno 2: “Il Giorno 2 è la stasi. Seguita dall’irrilevanza. Seguita da uno straziante e doloroso declino. Seguito dalla morte. Ed è per questo che è sempre il Giorno 1.”

Insomma, lo strazio. 

## Conclusioni

Credo che promuovere questo tipo di mentalità sia un dovere per chi ricopre una posizione di leadership, così come è doveroso seguirla sia che tu ti occupi di lavorare in una grande azienda, che in una startup.  Molti di questi concetti sembrano di facile applicazione ma è assolutamente l’inverso: imprenditori, imprenditrici e professionisti di ogni genere hanno ancora paura di **lanciarsi in scommesse coraggiose, di applicare un rapido decision making e qualche volta dimentichiamo di mettere il cliente al centro. **

Tentiamo, invece, di osare e di seguire queste semplici regole di comportamento aziendale, perchè sono sicuro possano aiutare molte realtà. 


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title: "È un problema di distribuzione, non di prodotto"
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date: "2020-07-08T12:36:24+00:00"
modified: "2024-06-18T08:41:14+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Chiudersi tra le quattro mura del proprio ufficio e concentrarsi eslusivamente sul prodotto è pericoloso. Bisogna focalizzarsi sulla distribuzione.
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# È un problema di distribuzione, non di prodotto

_Se vuoi sapere come fare leva sui tuoi competitor per far crescere la tua azienda, guarda il mio [corso online su come sfruttare i competitor](https://www.raffaelegaito.com/corso-sfruttare-competitor/). Ti mostro una tattica a basso costo chiamata OPN._

Viviamo in un’epoca nella quale la realizzazione di un prodotto digitale (un’app, un blog, un e-commerce) è alla portata di molte più persone, anche di chi non ha conoscenze tecniche avanzate.

**Abbiamo abbattuto notevolmente le barriere in fase di creazione** grazie a strumenti come WordPress, Shopify, Bubble, Retool, Zapier, Airtable, Gumroad e chi più ne ha più ne metta.

Ormai non è più necessario saper programmare per tirare fuori dei prodotti di buona qualità, perché esistono strumenti che automatizzano e semplificano tutta la fase di sviluppo.

Il vero problema nasce dopo la realizzazione del prodotto, ed è quello di riuscire a portarlo nei computer e negli smartphone dei tuoi potenziali utenti.

La difficoltà è entrare nei loro uffici e nelle loro tasche.

**Il vero problema oggi è la distribuzione.**

Nonostante questo molti imprenditori continuano a commettere due grossi errori:

1. **Si focalizzano per troppo tempo sul prodotto**, concependolo come qualcosa di monolitico
2. **Pensano al marketing e al prodotto come due attività separate** in due momenti distinti

Nulla di più sbagliato.

Ancora oggi durante le call conoscitive con potenziali clienti mi sento ripetere frasi del tipo: “Abbiamo lavorato per due anni alla nostra app, abbiamo il lancio la settimana prossima. Ci dai una mano con il marketing?”.

Decenni di letteratura lean, agile e growth buttati nella spazzatura!

Se in questo esatto momento pubblichi un’app su Apple App Store o Google Play sarà solo una delle 1.000 app pubblicate oggi. Solo una delle oltre 30.000 app pubblicate questo mese. Una delle [5 milioni di app presenti sugli store](https://techcrunch.com/2016/08/10/app-store-to-reach-5-million-apps-by-2020-with-games-leading-the-way/).

In questo caso, la domanda che dovremmo porci tutti, prima di lanciarci nello sviluppo di un’App è: **perché gli utenti dovrebbero utilizzare proprio la mia?**

Soprattutto in un contesto nel quale installiamo nuove applicazioni di continuo, ma continuiamo ad [utilizzare sempre le stesse 9](https://techcrunch.com/2017/05/04/report-smartphone-owners-are-using-9-apps-per-day-30-per-month/)!

Come se non bastasse il costo di un download su mobile [oscilla, ormai, tra i 4 e i 5 dollari](https://www.statista.com/statistics/185736/mobile-app-average-user-acquisition-cost/). Per capirci, significa che al momento per ottenere un singolo download della tua app devi spendere, in media, 5 dollari.

Ho preso il mondo delle App giusto come esempio. Il discorso è molto più ampio.

Vuoi un altro dato preoccupante?

In media ognuno di noi vede [5.000 messaggi pubblicitari al giorno](https://www.fastcompany.com/3004173/5-predictions-online-advertising). Se fai business lo sai benissimo anche tu, siamo tutti lì a sponsorizzare qualcosa su Facebook, a creare annunci su Google, su Twitter, su LinkedIn e chi più ne ha più ne metta.

Siamo invasi ogni giorno, su ogni canale, da pubblicità di ogni tipo.

Quindi, ancora una volta, la domanda che dovrebbe guidarci è: **perché devono scegliere noi?**

Come direbbe il famoso esperto di PR David Meerman Scott:

> La verità è che a nessuno frega niente del tuo prodotto, tranne che a te

La verità è che non c’è spazio. I canali sono saturi.

E questo non sono io a dirlo, numerosi esperti internazionali negli ultimi anni hanno messo più volte l’accento sulla questione. Steve Blank, uno dei maggiori guru del mondo startup e uno dei fondatori del movimento Lean Startup, ha detto:

> Le startup non falliscono per problemi di prodotto, falliscono perché non trovano utenti

Dave McClure, fondatore di 500 Startups, uno dei più importanti acceleratori di startup al mondo, ha ribadito:

> Le startup si concentrano troppo sul prodotto, dimenticando gli utenti e il marketing. E questo è un errore.

Peter Thiel, fondatore di PayPal e uno degli imprenditori seriali di maggior successo della nostra epoca, ha sottolineato:

> La causa numero uno per il fallimento delle aziende è la scarsa distribuzione, non il prodotto.

Finché lo “scontro” per la visibilità avviene su dei canali saturi, è inevitabile che venga vinto dai grandi, da chi ha più budget e può permettersi di investire più di te e per più tempo.

Come sottolineao nel mio primo [libro Growth Hacker](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/), c’è un aspetto positivo del vivere in un’epoca del genere ed è che, dall’altro lato, **nascono nuovi canali di continuo**.

Non ci sono precedenti storici. Nell’epoca nella quale viviamo i trend nascono e muoiono in una manciata di mesi e chi riesce a intercettare nuovi canali ha un vantaggio competitivo non da poco.

Quando parlo di “nuovi canali” ti invito a pensare in maniera creativa e a immaginare potenziali canali nei trend degli ultimi anni che adesso stai guardando con occhio quasi sospetto. **Tutto è, potenzialmente, un canale dove distribuire e promuovere i tuoi prodotti** e raggiungere i tuoi utenti, prima dei tuoi competitor.

Qualche esempio?

Quando è esploso **Snapchat** tanti “esperti” si sono affrettati a definirlo come un posto per ragazzini, ma i primi che hanno avuto il coraggio e la visione di sperimentare hanno trovato un canale con pochissime barriere all’ingresso.

Una cosa molto simile oggi sta succedendo con **TikTok**.

Trovo sempre surreale che qualcuno che si occupa di marketing possa prendere posizione e dire di no a una piattaforma, un social o un prodotto per partito preso. Giudicare a prescindere. Senza averlo testato. Senza valutarne le potenzialità. Lo trovo molto stupido.

Come ho ribadito più volte, **nel marketing bisogna essere agnostici**.

Altri canali interessanti possono essere il mondo della realtà virtuale e aumentata, un altro canale di forte interesse può essere quello delle _smartcar_, lo stesso vale per il mondo dei chatbot, per Twitch, per Telegram e chi più ne ha più ne metta.

Anzi, probabilmente per alcuni dei canali che ho elencato è già tardi.

Su Snapchat i grossi publisher stanno facendo pubblicità da anni, sulle smartcar ci sono già degli app store dedicati dove i grossi gruppi stanno già arrivando con delle soluzioni personalizzate.

Solo muovendoti rapidamente prima dei tuoi competitor e **agendo con metodo** hai una possibilità concreta di vincere questa “battaglia per l’attenzione”.

Entriamo nell’ottica che quello che sta funzionando oggi a un certo punto smetterà di funzionare. Non è questione di “se”, è solo questione di “quando”.

Chiudersi tra le quattro mura della propria zona di confort e concentrarsi esclusivamente sul prodotto senza confronto con il mercato, con gli utenti, con il mondo reale, è un errore gravissimo che si paga a caro prezzo.

Ecco perché è fondamentale sperimentare tanto, sperimentare velocemente e, soprattutto, **sperimentare prima di averne bisogno**.

_Se vuoi sapere come fare leva sui tuoi competitor per far crescere la tua azienda, guarda il mio [corso online su come sfruttare i competitor](https://www.raffaelegaito.com/corso-sfruttare-competitor/). Ti mostro una tattica a basso costo chiamata OPN._


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title: "Profilo Linkedin perfetto: come renderlo efficace"
url: "https://www.raffaelegaito.com/profilo-linkedin-perfetto-come-renderlo-efficace/"
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date: "2016-04-11T14:24:48+00:00"
modified: "2024-06-18T08:40:20+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Curare il proprio profilo LinkedIn è importante, ma non è tutto. Ci sono altri due fattori fondamentali per migliorare l'efficacia: la rete e i contenuti."
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# Profilo Linkedin perfetto: come renderlo efficace

_Post aggiornato a Ottobre 2018_

## Introduzione: il profilo LinkedIn perfetto, il mito

Qualche tempo fa ho scritto un post sull’**[usare bene LinkedIn](https://www.raffaelegaito.com/usare-bene-linkedin-lavoro/) per il proprio lavoro**, portando alcuni esempi pratici di come, per me, sia diventato uno strumento fondamentale di _**business development**_. L’argomento “LinkedIn e lavoro” genera sempre discussioni interessanti e, anche questa volta, mi sono state poste diverse domande che, inevitabilmente, giravano sempre intorno al profilo LinkedIn.

Mi sono reso conto di come gli utenti meno abituati ad utilizzare questo social media tendano, quasi sempre, a fare l’associazione mentale **LinkedIn = profilo LinkedIn **e di come molti si chiedano come fare a creare un profilo professionale.

In realtà non è così semplice.

Il **profilo LinkedIn** è importante (tra poco vedremo il perché), ma ci sono altri due elementi che, alla pari di tutti gli altri social media, sono fondamentali e vanno curati per migliorare l’efficacia e ottenere il massimo: la rete e i contenuti.

Ricapitolando, come usare LinkedIn bene? Beh, gli elementi importanti su cui devi concentrarti sono tre fondamentalmente tre: **profilo, rete e contenuti**.

Molti si concentrano sul primo (migliorare il profilo LinkedIn), dimenticando che un social è fatto fondamentalmente di persone, di legami tra queste persone e di contenuti che queste persone leggono e con cui interagiscono.

Mi spiego meglio, analizzando ad uno ad uno i tre punti che ho appena elencato.

## Consigli per profilo LinkedIn

Tutto parte dal creare un buon profilo LinkedIn.

**Il profilo è fondamentale**. Sarebbe stupido affermare il contrario. In passato ne ho già parlato e ho già [raccontato la mia esperienza personale](https://www.raffaelegaito.com/cosa-ho-capito-aggiornando-il-mio-linkedin-dopo-2-anni/) che mi ha portato a capire quanto sia importante tenere il proprio LinkedIn costantemente aggiornato.

Se non lo aggiorni da tempo, sappi che sarà più difficile del previsto.

Negli anni LinkedIn ha aggiunto tantissime nuove sezioni e **solo utilizzandole tutte puoi ottenere il massimo** da questo strumento e presentarti al meglio. Ovviamente non ti chiedo come creare il profilo LinkedIn perfetto (anche perché non esiste), ma sicuramente puoi migliorarne l’efficacia.

Indipendentemente dal fatto che tu sia un dipendente, un imprenditore, un libero professionista, uno studente o qualsiasi altra cosa.

Facciamo qualche esempio.

Svolgi **volontariato** con regolarità e coordini un gruppo di dieci persone? Questo è un aspetto importantissimo che dovresti inserire nel tuo profilo LinkedIn, sfruttando la sezione dedicata al volontariato.

Credi di non avere esperienza lavorativa perché ti sei appena laureato, ma hai svolto diversi esami con **progetti di gruppo** all’università? Questo è un elemento da inserire assolutamente, sfrutta la sezione dedicata ai progetti.

Hai appena lasciato il tuo lavoro, ma il tuo ex capo è sempre stato orgoglioso di te? Metti nero su bianco questo rapporto di fiducia e chiedigli di scrivere due righe per te, sfruttando la sezione delle **raccomandazioni**.

E questi sono solo i primi esempi che mi vengono in mente.

![creare un buon profilo linkedin](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2016/04/creare-un-buon-profilo-linkedin.jpg)

Cerca di utilizzare tutto ciò che LinkedIn ti mette a disposizione e presentati al meglio ai tuoi clienti, al tuo prossimo datore di lavoro, ai potenziali partner e al tuo intero network.

## Un social network è fatto di persone

Hai aggiornato il profilo? Bravo, ma non finisce qui!

Anzi, avere un profilo efficace e aggiornato è solo l’inizio, adesso **devi vivere LinkedIn**!

Così come fai su Facebook, Twitter, Instagram o altri social media, devi iniziare a usare LinkedIn con una certa costanza. Devi viverlo.

“Ma che significa viverlo?” ti starai chiedendo.

Significa che non puoi aspettarti di aggiornare il tuo profilo, fare logout e poi rifarti vivo dopo due anni e sperare di trovare lavoro in dieci minuti.

Perché?

Perché, come dicevo prima, **ogni social è fatto di persone**. È, appunto, una rete.

E come ti direbbe qualsiasi libro di Personal Branding, **il network va costruito prima di averne bisogno**. Devi circondarti di persone di valore nel tuo settore: amici, collaboratori, colleghi, competitor e così via.

E, soprattutto, devi instaurare delle relazioni. Vere relazioni.

Non pensare che aggiungere persone a caso e poi dimenticarsene sia la soluzione. Con queste persone devi discutere, commentare, condividere, litigare, riflettere, approfondire, scherzare, studiare.

In una sola parola: **dialogare.**

Ovviamente, come in tutti i social, questo dialogo può avvenire in due modi: attraverso i contenuti di altri o attraverso i tuoi contenuti.

E quindi arriviamo al terzo punto.

## I contenuti e la percezione che vuoi dare di te

Come ho scritto sopra, aggiungere persone non vuol dire automaticamente costruire delle relazioni.

Il pezzo mancante in questo puzzle sono i **contenuti**!

Negli ultimi tempi in molti si lamentano che la qualità dei contenuti su LinkedIn stia crollando mese dopo mese. In un goffo tentativo di emulare Facebook, molti utenti stanno postando con regolarità frasi motivazionali, gattini, cibo e altre simili amenità.

A mio avviso, in un momento come questo i **contenuti di qualità** hanno un valore maggiore del solito.

Tranquillo, non ti sto dicendo di discutere solo dei massimi sistemi.

Un contenuto di qualità si riconosce facilmente.

![migliorare efficacia profilo linkedin](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2016/04/migliorare-efficacia-profilo-linkedin-1.jpg)

Fai un test. Prima di postare qualcosa su LinkedIn prova a chiederti “che **percezione** darò di me se pubblico questo contenuto?”, “questo contenuto che tipo di **valore** apporta al mio network?”, “posso generare una **discussione** interessante con questo post?”.

Mettiamola così: al tuo futuro datore di lavoro interessa più sapere che sei aggiornato sugli ultimi trend di mercato o che il tuo labrador ha avuto 13 tenerissimi cuccioli?

Spero di aver reso l’idea.

## Conclusione, ossia come potenziare un profilo LinkedIn

Spero di esserti riuscito a trasmettere che per avere veramente un profilo LinkedIn efficace e performante devi andare oltre il profilo.

L’efficacia di un’attività sui social sta nei risultati che ti porta.

Definisci chiaramente in fase iniziale qual è il tuo obiettivo su LinkedIn: devi trovare lavoro? cerchi persone da assumere? vuoi portare a casa contatti profilati? vendi un prodotto o un servizio?

Quando questo step ti sarà chiaro allora potrai procedere con i tre punti elencati: migliorare profilo LinkedIn; costruire una rete di contatti interessanti; creare valore per queste persone tramite contenuti di qualità.

Non è facile, devi imparare a ragionare nel lungo periodo e ad avere tanta [pazienza](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-successo/) e [costanza](https://www.raffaelegaito.com/costanza/).

Ma in linea di massima io diffido sempre da chi vende soluzioni facili e veloci a problemi complessi!


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title: Nel business (e nella vita) vince chi ha pazienza
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date: "2018-12-02T18:25:34+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: In un mondo che va sempre più veloce forse la chiave è riappropriarci della pazienza. Questa qualità che nel tempo abbiamo perso.
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# Nel business (e nella vita) vince chi ha pazienza

_Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro [L’arte della pazienza](https://amzn.to/3r59wTf)._

Quando penso a come il digitale ha rivoluzionato i nostri comportamenti quotidiani e con loro il modo di vivere le nostre vite, una cosa su tutte mi sembra occupare un posto centrale e significativo in questa riflessione: **la velocità**.

Quando parlo di velocità non mi riferisco all’indiscussa accelerazione che il progresso, soprattutto tecnologico, ha avuto negli ultimi anni al di fuori di noi. Quando parlo di velocità sto piuttosto pensando a un nuovo ritmo interiore da cui dipende la soddisfazione delle aspettative.

Non serve andare molto lontano dall’esperienza quotidiana per capire cosa voglio dire: Netflix, Amazon, Justeat, Tinder sono alcuni esempi di come di il digitale sia ormai entrato a pieno titolo nella vita delle persone **modificando, di fatto, tempi e modi della loro esistenza**.

Non è più necessario aspettare per la puntata successiva di una serie quando la si può vedere tutta d’un fiato in una notte. Oggi è possibile ricevere in 24 ore un oggetto impossibile da trovare nel raggio di 100 Km. Aprire il frigo e trovarlo vuoto quando l’orologio segna le 21:00, vale a dire supermercati chiusi, non è più una tragedia familiare! Ora la cena la ordini con lo _smartphone_ e te la portano fino a dentro casa… e se sei fortunato oltre al Cheeseburger nello _smartphone_ ci trovi pure la tua anima gemella, con Tinder!

Tutto questo per dire che il luogo del cambiamento, nell’era del digitale, è prima di tutto un luogo interiore. Quello che è cambiato infatti, non sta tanto nelle cose: intrattenimento, prodotti, cibo e amore, sono rimaste pressoché le stesse di sempre, **ma nel modo in cui se ne usufruisce** e nel modo in cui ci si relaziona al mondo esterno.

Ad essere cambiata è **la velocità con la quale si ottengono le cose**, frantumando tutte quelle barriere che c’erano tra noi e i nostri desideri!

Tutto questo ha un nome: [_Instant gratification_](https://chopra.com/articles/why-instant-gratification-doesn%E2%80%99t-create-lasting-happiness), vale a dire gratificazione istantanea!

Si tratta di un effetto collaterale dell’era digitale: un approccio alla realtà che può avere gravi conseguenze, soprattutto sui più giovani che finiscono per confondere la velocità del mezzo con la velocità del fine e si illudono che per avere successo basta trovare la formula magica.

Ma, come ho scritto mille volte su queste pagine, [la formula magica non esiste!](https://www.raffaelegaito.com/come-avere-successo/)

L’illusione del “tutto e subito”, è alimentata da alcuni fattori che non fanno altro che nutrire l’idea che con il digitale la strada per il successo sia facile, immediata e alla portata di tutti:

- Le _vanity metrics_: _Like_ e _followers_ creano dipendenza e l’illusione di poter misurare il proprio valore nell’istante immediatamente successivo a una condivisione. Non è così! Non basta giocare per vincere; bisogna [studiare](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/), [sperimentare](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/)e [attendere](https://www.raffaelegaito.com/attesa-risultati-progetto/).  

Ecco perché quando i risultati non arrivano il fallimento sembra totale!
- I Fenomeni: storie meravigliose arrivate dall’America e della Silicon Valley come quella di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook; Evan Spiegel, fondatore di Snapchat o Kevin Systrom fondatore di Instagram, tutti giovani talenti che grazie a un’idea (e un garage!) hanno avuto successo nel digitale. Oppure, senza andare così lontano, l’interminabile ascesa al successo dell’italiana Chiara Ferragni, la fashion blogger più conosciuta al mondo, che ha trasformato le sue passioni in un business da milioni di dollari.

Attraverso questi nomi e la ricaduta mediatica che le loro storie hanno avuto a livello globale sembra davvero facile sfondare nel mondo del Digitale. E per qualcuno le conseguenze di questa illusione possono essere drastiche se si perde il controllo delle proprie azioni.

È la storia di una ragazza americana, Lissette Calveiro: “Voleva diventare una star di Instagram, ma si è indebitata per una somma di 10mila dollari e la sua vita era una bugia”.

[Ecco la sua storia](https://www.businessinsider.com/instagram-stars-reveal-dark-side-social-media-2018-3?IR=T), raccontata da _Business insider_, in poco tempo diventata virale.

Sai cosa penso?

Penso che abbiamo perso l’uso della pazienza.

[Ho già parlato di pazienza in questo blog](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-successo/), e la pazienza di cui parlo è _avere visione_; significa avere **un****_mindset_****orientato al lungo periodo** in cui la strada è tracciata da obiettivi a lungo termine e non da metriche di vanità_ _e gratificazione istantanea.

Sono gli obiettivi, i piccoli passi, i cambi di direzione che rendono la strada un percorso per il successo. Sono come i puntini di cui ha parlato Steve Jobs nel suo discorso a Stanford, già ricordato in [questo post](https://www.raffaelegaito.com/processo/) in cui puoi riguardare il video del discorso.

> _Non è possibile guardare i puntini andando avanti_, dice Jobs agli studenti,_potete solo unirli guardandovi all’indietro. Dovete avere fiducia. Fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire_

Ecco che la pazienza assume un valore fondamentale, tutt’altro che passivo. La pazienza diventa “[costanza](https://www.raffaelegaito.com/costanza/)” in quell’atteggiamento virtuoso e propositivo che permette a un obiettivo di essere raggiunto e a una persona di non arrendersi e avere fiducia nel fatto che un giorno quei puntini si uniranno.

La pazienza non è semplicemente saper aspettare; **la pazienza è cosa facciamo mentre aspettiamo**!

E fidati, ci sono storie di persone in cui pazienza e costanza hanno avuto un ruolo decisivo per il loro successo.

Ecco quattro esempi:

- Jack Ma è stato rifiutato 10 volte ad harvard prima di fondare Ali Baba e diventare l’uomo più ricco della Cina.
- Peter Vesterbacka, co-fondatore di Rovio, aveva lanciato 51 giochi senza successo prima di scongiurare il fallimento con Angry Birds, uno dei giochi più famosi degli ultimi anni!
- Brian Acton, rifiutato da Facebook e poi da Twitter prima di fondare Whatsapp, venduto allo stesso Facebook per un valore di 19 miliardi.
- Leah Busque, fondatrice di TeskRabbit ha dovuto cambiare rotta decine di volte e dimettersi da CEO dell’azienda prima di chiudere l’accordo con IKEA e rivoluzionare un intero settore.

Le storie di queste persone vi stanno tutte suggerendo una cosa: innamorati del processo perché [il processo è già il risultato](https://www.raffaelegaito.com/processo/).

Il processo, infatti, non è altro che la forma della pazienza; è il risultato pratico e concreto di chi ha capito come mettere in pratica la costanza nel raggiungimento di un obiettivo.

Voglio lasciarti 4 motivi per i quali, secondo me, è necessario riacquistare la capacità di avere pazienza, nella vita, ma soprattutto nel lavoro e nel mondo del digitale:

1. **Attraverso la pazienza si riscopre la TOLLERANZA**  

Essere tolleranti verso gli errori degli altri e soprattutto verso i propri errori è fondamentale, perché è solo attraverso gli errori che si acquisisce esperienza e si realizza un percorso fondato sulla consapevolezza delle proprie scelte.
2. **La pazienza è l’unico modo per dare valore al TEMPO**  

Per riappropriarci del tempo, cosa sulla quale negli ultimi anni abbiamo completamente perso il controllo.
3. **Bisogna avere pazienza per prendere DECISIONI ponderate**  

Solo così è possibile concentrarsi sul presente e procedere valutando ogni obiettivo in modo progressivo.
4. **La pazienza è necessaria per IMPARARE**  

Perché in ogni cosa è fondamentale ricordarsi che non si può sapere tutto e che imparare è [il primo passo necessario](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/).

La pazienza è un’abitudine e in quanto tale necessita di allenamento.

Come fare, allora, ad allenarsi ad avere pazienza?

Fai in modo che la pazienza sia parte della tua strategia, parti dagli obiettivi, metti in pratica i risultati, quelli che provengono dai successi e anche quelli che derivano dai fallimenti.

Goditi il percorso e percorri il processo, perché in molti casi quella che stai correndo è una maratona e non i 100 metri!

Non pensare al traguardo, ma osserva i tuoi piedi ad ogni passo, provando a **sostituire la brama del successo con il raggiungimento dei risultati**.

Concentrati sulla resistenza e non sulla gratificazione istantanea, perché in un contesto in cui al primo fallimento il 99% delle persone abbandona la gare, **vince chi ha pazienza**!

_Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro [L’arte della pazienza](https://amzn.to/3r59wTf)._


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title: "Trasformazione digitale nel marketing: cos’è e come si fa (con esempi)"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: La trasformazione digitale non è qualcosa che possiamo ignorare. Ecco cosa significa e come farla (bene) nel tuo business.
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# Trasformazione digitale nel marketing: cos’è e come si fa (con esempi)

Quest’estate, durante i giorni in Italia, mentre ero in spiaggia ho visto passare uno di quegli aerei di piccole dimensioni che si trascinava uno striscione pubblicitario. Ho strabuzzato gli occhi.

Ancora oggi si può fare affidamento su un tipo di marketing obsoleto, privo di sostanza e così dispendioso ed anti ecologico? Follia.

Siamo immersi in una sostanziale trasformazione da circa 20 anni. 

Fluttuiamo in questo cambiamento da 2 decenni, eppure in molte circostanze alcune aziende, con un background troppo spesso malinconico ed ancorato al passato e anche la mancanza di un’opportuna formazione a riguardo hanno rallentato, frenato o evitato la trasformazione in questione. 

La **trasformazione digitale del marketing**.

Se ne parla tanto adesso, è un fenomeno che ha invaso ogni realtà ed è chiaro che nessuno può evitarla. Ma di che si tratta? In che modo le aziende hanno affrontato e stanno affrontando la digital marketing transformation?

Credo sia un tema da approfondire. 

## Trasformazione digitale: definizione

La [trasformazione digitale](https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_transformation) è un processo strutturato e variegato, che permette di ampliare un business, integrando le tecnologie di supporto digitale, sfruttando queste tecnologie per creare un solido binomio con l’attività umana, ribaltando i modelli di riferimento classici. 

Una [trasformazione digitale](https://www.raffaelegaito.com/lavoriamo-tutti-nel-digitale/) richiede un sostanziale cambiamento nel [mindset](https://www.raffaelegaito.com/tool-mindset/), affinché questo si riveli flessibile e pronto ai rapidi mutamenti del contesto. 

Si tratta di un processo che richiede un coinvolgimento attivo, uno studio approfondito dei [dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) e del target di riferimento, così come un approccio rivolto alla reale ottimizzazione di tempo e risorse.  

L’aspetto più importante, inoltre, è che **una trasformazione digitale coinvolge e riguarda qualunque tipo di business**. Che si tratti di una startup, di un’azienda storica, di un’attività professionale e così via. 

## La naturale evoluzione digitale delle cose

L’abbiamo sentito decine di volte, nell’ultimo anno, che quello a cui stiamo assistendo, cioè alla digitalizzazione del mondo professionale, era già in programma. La pandemia ha dato solo un’accelerata al tutto. 

In effetti è così. **La trasformazione digitale è stata l’ancora di salvezza per le aziende**, la finestra virtuale sul mondo, senza la quale ogni tipo di rapporto interpersonale e professionale si sarebbe congelato, in uno stand by disastroso. 

Eppure va detto che l’accezione che diamo oggi alla digital transformation nasce 20 anni fa da un’intuizione importante, cioè che i dati raccolti dalle aziende e archiviati in maniera digitale potevano essere utilizzati per **favorire lo sviluppo del business**. 

Forse all’epoca si parlava di una trasformazione ad appannaggio di pochi, delle grandi aziende che avevano accesso a quei dati. 

Oggi non è più così. Gli [strumenti](https://www.raffaelegaito.com/tool-consigliati/) tecnologici sono alla portata di tutti e pensare di non sfruttarli ed integrarli nel proprio business significa **non esistere**. 

Il primo evidente segno del passaggio digitale moderno è legato alla velocità. **Non c’è tempo, o ti adatti o resti indietro. **

## Perché una trasformazione digitale è fondamentale?

Prima si parlava di tempi che cambiano sotto i nostri occhi mentre non ce ne accorgiamo, consapevoli che il vecchio “**ho sempre fatto così**” era solo la frase consolatoria per chi nel mondo della tecnologia non ci voleva entrare. 

Poi è successo che la tecnologia è diventata parte integrante delle nostre vite, come il prolungamento di una mano. 

Eravamo tutti pronti, abituati e sempre più coinvolti in quel cambiamento culturale ma mai avremmo pensato, poi, che la tecnologia sarebbe stata l’unica arma a disposizione delle aziende per sopravvivere.

Tante, tantissime aziende si erano adattate, o spesso avevano innovato lo scenario, lanciando nuovi modelli agili, nati con lo scopo di andare incontro alle esigenze del pubblico, cogliere le opportunità e **offrire servizi moderni, utili, veloci e adatti ai clienti. **

La spesa online con un click. 

Prenotare un taxi, cibo da asporto, oggetti, vestiti. 

La trasformazione del web nel più grande centro commerciale del pianeta. 

Un’azienda che oggi lavora sulla propria trasformazione digitale punta a:

- **Ottimizzare il processo**, accorciando i passaggi tra i vari intermediari, costruendo un rapporto fluido e diretto con gli utenti
- **Aumentare i propri canali**, non avendo più nessun limite logistico, ma affacciandosi su una platea globale
- **Personalizzare la propria identità**, costruendo un brand solido, su misura per i propri utenti
- **Diventare un esempio di sostenibilità ambientale**, altro punto focale del nostro secolo, che la trasformazione digitale del marketing contribuisce a sensibilizzare e ad attuare.

## Come si attua una trasformazione digitale del marketing 

Per rispondere a questa domanda non basterebbe il prontuario dello scibile umano, poiché **la digitalizzazione è un processo vivo**, che cambia velocemente e di continuo. 

Inoltre va detto che ogni attività ha delle caratteristiche, dei prodotti, delle abitudini che sono uniche e non replicabili. Tuttavia, esistono dei passaggi che sono fondamentali per avviare la trasformazione e che vanno intesi come una buona base da cui partire:

### L’importanza dei dati, delle metriche e degli strumenti

Questo significa che è necessario orientarsi ad un approccio [data-driven](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/), in cui i dati sono una bussola che ti conduce al tuo Nord.

Individua le metriche che ti interessano, lavora su quelle e sfrutta i dati in tuo possesso per ottimizzare e velocizzare il lavoro. Ad esempio, se il tuo obiettivo è quello di [aprire un e-commerce](https://www.raffaelegaito.com/ecommerce-startup/), analizza i dati relativi alle visite, al target di riferimento, all’esperienza utente e realizza l’esperienza in base ai dati raccolti.

Grazie agli [strumenti tecnologici](https://www.raffaelegaito.com/tool-consigliati/) a nostra disposizione puoi accedere a delle banche dati minuziose e dettagliate. Puoi scoprire il tempo di permanenza dell’utente sul tuo sito, i tassi di abbandono, i click.

Una panoramica che nemmeno un’esperienza dal vivo ti potrebbe offrire. Sfrutta gli strumenti a disposizione, i dati e le metriche che ti servono. E proprio tra le metriche, [qui puoi approfondire uno studio di GoDaddy](https://it.godaddy.com/blog/pmi-digital-index-2020/) su come le aziende hanno risposto alla trasformazione digitale e quali sono i parametri e i livelli delle loro performance a riguardo. 

### Sperimenta 

Gli esperimenti sono importanti per i business di qualunque tipo, ma in un processo di trasformazione digitale rappresentano il fulcro indiscusso. Grazie alla [sperimentazione](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) continua puoi attuare dei test, puoi capire davvero cosa serve o non serve alla tua impresa e puoi introdurre delle modifiche durante tutto il processo, per affinarlo e adattarlo al contesto e al target. 

Ad esempio, non partire con il dire no categorici a piattaforme o social. Non puoi sapere, finchè non lo provi, **qual è il canale giusto dove intercettare i tuoi clienti e gli utenti. **

### Punta e investi sulla formazione

Vivere in un contesto così digitale non necessariamente implica che la fruizione e l’utilizzo di strumenti, l’analisi dei dati, come si sfruttano le metriche o come si lanciano degli esperimenti sia così scontato.

**Se vuoi fare la differenza in questo cambiamento devi studiare**, che è l’unico lasciapassare per ottenere competenze e affinarle. Esistono centinaia di modi di avvicinarsi alla formazione di questo tipo. Online esistono tanti [corsi dedicati gratuiti](https://www.raffaelegaito.com/corsi-gratuiti-marketing/), formazione a pagamento e [webinar](https://www.raffaelegaito.com/webinar/).

[Qui puoi trovare alcuni dei miei corsi su business e marketing](https://www.raffaelegaito.com/corsi/).

## Esempi di trasformazione digitale

Ok. Non puoi fare a meno di abbandonarti a questa metamorfosi tecnologica, per il bene della tua azienda e del suo futuro. 

Ora la domanda che viene quasi da sé è sempre la stessa: **tutte le aziende possono effettuare una trasformazione digitale?**

Si, senza dubbio. Credo che ne abbiamo avuto la dimostrazione dall’[approccio che ha avuto la scuola](https://www.raffaelegaito.com/geniusuite-scuola-digitale/), con la sua trasformazione digitale, fino ad arrivare a bar, pub e tanto altro. Voglio portare all’attenzione qualche esempio emblematico. 

### Home Beer

Se c’è stata una categoria che, per forza cose, si alimentava di rapporti dal vivo e di offline è stata la ristorazione, i pub, le birrerie e così via.

Nella capitale, però, la trasformazione digitale in questo ambito ha visto l’impegno di due studenti che si sono attivati per mettere in piedi un florido business di birre artigianali a domicilio.

**L’opportunità tratta da un’avversità**. [Home Beer](https://homebeer.it/) ha creato una rete di collaborazioni per garantire l’esperienza della birra artigianale, ad un prezzo concorrenziale direttamente consegnata a casa. Un esperimento andato a buon fine. 

### Eventi Online

Un altro importante esempio di marketing digitale e di trasformazione proficua riguarda gli **eventi**.

Sembra, addirittura, che la cosa sia stata sdoganata al punto di essere un’alternativa più conveniente e coinvolgente.

L’esempio più recente riguarda [IKEA](https://www.ikea.com/it/it/campaigns/ikea-festival/) che ha messo su un festival di portata immensa, coinvolgendo musicisti, un museo virtuale, corsi e dimostrazioni di design, arredamento e shopping online, tutto da casa. Questo ha un impatto notevole, considerando che molti degli eventi sono ancora limitati. 

### Norma Teaching

[Norma Cerletti](https://www.instagram.com/normasteaching/) è un’insegnante di inglese. Durante la pandemia ha perso il lavoro, poiché molti corsi erano stati annullati. Niente di nuovo.

Oggi Norma ha un seguito da capogiro. La sua attività è partita da TikTok e oggi effettua i suoi corsi di inglese online sui social e attraverso [un sito dedicato](https://normasteaching.com/).

Questa storia è davvero un esempio perché ancora una volta racconta di come la trasformazione digitale può avvenire in ogni ambito, con successo e diventare un trampolino di lancio importante. Uno dei fattori rilevanti legati all’attività di Norma è il **livello di coinvolgimento degli utenti**.

I suoi numeri sarebbero stati difficili da raggiungere solo grazie ai corsi in presenza. 

## Conclusioni

Qualunque sia l’ambito in cui lavori e la tua competenza non credo che hai ancora dubbi su quanto sia importante attuare una trasformazione di marketing digitale.

Voglio concludere con questa citazione che riassume perfettamente il tutto:

> Nessuno di noi è in grado di fermare lo sviluppo tecnologico: perché è qualcosa che cammina per conto suo, attraverso sterminate ramificazioni che si estendono ormai in tutto il mondo. Limitarsi a denunciare i rischi dello sviluppo tecnologico non è quindi sufficiente, perché, comunque, la tecnologia continuerà ad avanzare (e la gente a usarla). Quello che si può fare è prendere atto di questa situazione e, per quanto possibile, governarla.
> 
> 
> Piero Angela


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title: Perché ho scritto un secondo libro sul Growth Hacking
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date: "2020-02-27T13:17:45+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Growth Hacking Mindset è un libro nato da un'esigenza personale che, secondo me, dovrebbe spingere tutti quelli che scrivono libri."
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# Perché ho scritto un secondo libro sul Growth Hacking

## Introduzione

Da quando è uscito il mio secondo libro, [Growth Hacking Mindset](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/), una delle domande che mi viene fatta più spesso nelle interviste è **perché ho scritto un secondo libro sul tema**.

Domanda fatta con tutte le sue mille varianti: quali sono le differenze col primo? bisogna leggere entrambi? e così via.

Ammetto che all’inizio ho sottovalutato la domanda e la relativa risposta, ma pensandoci bene le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono varie e, a mio avviso, molto importanti.

Sono motivi che dovrebbero spingere tutti gli autori a scrivere… o almeno nel mio mondo ideale dovrebbe funzionare così.

Ho pensato quindi di ordinare le idee e metterle nero su bianco in un post provando a fare una riflessione più approfondita.

## Necessità nel mercato

Che sono una persona orientata ai dati e che ogni mia attività nasce dagli utenti ormai si dovrebbe essere capito. Con il libro Growth Hacking Mindset il processo è stato lo stesso: **ho ascoltato il mercato e ho capito che c’era un esigenza**.

A cosa mi riferisco?

Da diversi anni ormai faccio consulenza, formazione e coaching sulla alla metodologia Growth a realtà di tutti i tipi, digitali e tradizionali, piccole e grandi.

Dopo ogni lezione, workshop o consulenza le domande erano sempre le stesse e non erano quasi mai domande tecniche.

È raro che mi si avvicini qualcuno alla fine di un evento per chiedermi come impostare un bot, o fare un automatismo, o ottimizzare una campagna, o scrivere un testo.

Il 99% delle domande erano (e sono ancora) cose del tipo:

- Tutto molto bello, ma come convinco il mio capo?
- Mi piacerebbe utilizzare il Growth Hacking, ma come lo incastriamo nei nostri processi?
- Qual è la prima cosa che devo fare domani per portare questa mentalità in azienda?
- E così via.

Parliamo di domande di strategia, di visione, di approccio. Tutte domande legate al **mindset**!

Quando mi sono fermato a riflettere sulla cosa avevo lo scenario chiaro davanti agli occhi, ma non me ne ero mai accorto. In effetti nessun libro (italiano o internazionale) tratta l’argomento da questo punto di vista, nonostante il problema più grande delle aziende sia proprio **fare quel salto dalla teoria alla pratica**.

Peccato che nessuno dica come farlo concretamente.

La cosa più ovvia da fare a quel punto era colmare quel vuoto. Scrivere **il libro che avrei voluto sempre leggere** quando ho iniziato, ma che non c’era.

## Contestualizzare tutto all’ecosistema italiano

Anche questo secondo punto è in qualche modo _data-driven_ e stimolato dal basso. Mi riferisco all’importanza di **contestualizzare il tema Growth Hacking al nostro ecosistema**.

Tradotto in soldoni cosa significa?

Significa che i più scettici hanno sempre chiesto, in modo provocatorio ma sensato, se questo approccio fosse valido anche in Italia. Alla domanda “Ma perché continuate a raccontarci casi studio della Silicon Valley?” la mia risposta era, nella maggior parte dei casi, “Perché in Italia non ne abbiamo ancora”.

Ed era la verità.

Parliamo di un mondo nato intorno al 2010 negli Stati Uniti e arrivato da noi grossomodo intorno al 2014-2015. È più che normale che dopo un paio di anni fossero pochissime le realtà ad applicare questa metodologia e ancora di meno quelle ad aver ottenuto risultati interessanti.

Molto diverso era lo scenario del 2019 e lo vedevo tramite le storie dei miei clienti, dei miei studenti e dei miei colleghi e amici.

Quando mi sono reso conto di essere letteralmente **circondato da casi studio**, ancora una volta la cosa più naturale è stata riempire quel vuoto.

Raccontare quelle [storie](https://www.youtube.com/watch?v=fEFyVOrpiqs&list=PLNQjSVfdskFmutuguKDBAejeA_niRRWrW).

## Raccontare la mia visione del Growth Hacking

I due punti sopra, ma forse anche quelli che seguono, si potrebbero riassumere con una sola espressione: **Growth Hacking Mindset è un libro che racconta la mia visione del Growth Hacking**.

Ed è così che dovrebbe essere con i saggi e i libri tecnici.

In un’epoca nella quale si scrivono prima i libri e poi si diventa esperti della materia, **i libri che lasciano veramente il segno sono quelli che trasudano l’esperienza dell’autore in tutte le pagine**.

Queste discipline non sono scolpite nella pietra. Abbiamo linee guida, best practice e modelli di riferimento, ma poi ognuno deve adattarli e contestualizzarli al proprio mercato e alle proprie esigenze.

Ed è quello che negli anni ho fatto, passo dopo passo, cliente dopo cliente, progetto dopo progetto.

Mi rendevo conto che alcune cose che studiavo dagli americani non potevano funzionare in modalità copia-incolla da noi e dovevo trovare delle strade alternative.

Il Growth Hacking che porto oggi nelle aziende e nelle università è **contaminato** dalle mie esperienze pregresse, dalle mie conoscenze, dalle mie letture, dai miei progetti e dai miei esperimenti.

Dai mille fallimenti che ci sono stati lungo la strada.

## Avere ancora qualcosa da dire

Ho sempre considerato un libro un po’ come “il contenuto dei contenuti” ed essendo uno che con i contenuti lavora da quando era adolescente e divora libri alla velocità della luce, ho sempre portato un enorme rispetto, quasi devozione, ai libri.

Questa forma estrema di rispetto mi ha aiutato a tenermi alla larga dai libri scritti tanto per scriverli. Da quelli fatti per puro personal branding.

Credo fortemente che **bisogna scrivere un libro quando si ha qualcosa da dire**. Qualcosa di importante.

Nel mio caso, dopo due anni dall’uscita del [precedente](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/), sentivo di voler dire di nuovo la mia. Il tema si era diffuso molto di più nell’ambiente digitale e non, i contenuti si erano moltiplicati e troppo spesso si utilizzava il termine Growth Hacking a sproposito (per pura moda) o in maniera errata, confondendolo con altre attività come [Marketing Automation](https://www.raffaelegaito.com/marketing-automation/), [Conversion Rate Optimization](https://www.raffaelegaito.com/conversion-rate-optimization-cro/), [Funnel Marketing](https://www.raffaelegaito.com/funnel-marketing/), ecc.

Questa è stata una forte motivazione che, come dicevo nel punto precedente, mi ha spinto a voler raccontare la mia visione della questione e, perché no, aiutare a **fare chiarezza** in un momento di forte _hype_ intorno alla materia.

## Alzare l’asticella

Avrei potuto benissimo accorpare questo punto con il precedente, ma preferisco tenerli separati per dare a ognuno il giusto peso.

Fin dal primo giorno in cui ho iniziato a creare contenuti e a metterci la faccia sono stato sempre spinto dalla **volontà di alzare l’asticella**. Di fare quel passo in più, quello sforzo extra, quell’attenzione al dettaglio.

Hai presente quando nel campo della musica si dice che un album definisce un nuovo standard o alza l’asticella o diventa il punto di riferimento da superare?

Ecco, credo che questa cosa non valga solo per la musica, ma in tutti gli ambiti, incluso il mondo dei libri.

Da lettore l’ho sempre notato: ci sono stati dei testi (americani soprattutto) che definivano un nuovo livello qualitativo e bisognava guardare ad essi per capire dove si trovava l’asticella.

Appena mi sono reso conto che la scena italiana era maturata, ho sentito il forte bisogno di alzare l’asticella. Di dire “Ok, i casi di Dropbox e AirBnb ce li siamo raccontati abbastanza, ora andiamo avanti. **Parliamo d’altro**“.

Questo “parliamo d’altro” si traduce poi concretamente nei punti elencati prima: raccontare casi studio italiani, includere la mia esperienza diretta, coprire aspetti poco trattati, e così via.

Quando tutto intorno è stagnante, qualcuno deve prendersi la responsabilità di muovere un po’ le acque.

Con Growth Hacking Mindset non ho la pretesa di essere riuscito ad alzare questa famosa asticella, ma è di certo una delle motivazioni principali che mi ha spinto.

Spero di esserci riuscito.


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title: "Come far crescere un’agenzia, l’intervista a Luca Senatore"
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date: "2019-04-12T12:27:16+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Sul tema del far crescere un'azienzia si legge pochissimo in giro. Ho intervistato Luca Senatore che ha da poco pubblicato un libro sull'argomento."
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# Come far crescere un’agenzia, l’intervista a Luca Senatore

Quando si parla di crescita aziendale c’è un modo che raramente viene trattato, quello delle agenzie. Far crescere un’agenzia non è un tema su cui si legge molto in giro, su cui si trovano facilmente libri e contenuti di qualità.

In Inghilterra ho avuto la fortuna di conoscere Luca Senatore di [Genie Goals](https://www.geniegoals.co.uk/), una delle agenzie più grosse del Regno Unito e d’Europa, che ha da poco pubblicato un libro proprio sul tema.

Tra una birra e un fish and chips gli ho chiesto se gli andasse di rispondere a qualche domanda sull’oscuro tema della crescita delle agenzie e ha risposto di si.

Ecco cosa ne è venuto fuori!

**Raffaele Gaito**: Ciao Luca, come prima cosa presentati a chi non ti conosce. Chi sei, di cosa ti occupi e che background hai?

**Luca Senatore**: Ciao Raf e ciao a tutti i tuoi lettori.

Al momento sono concentrato sul far crescere Genie Goals, la nostra agenzia di digital marketing che lavora con numerosi brand di rilievo mondiale. **Questo è il mio settimo business** e il più grande.

Ho scritto un libro, [THE AGENCY: BUILD – GROW – REPEAT](https://amzn.to/2UaybFq) e sono fondatore e socio di una palestra di BJJ (Brazilian Jiu Jitsu), Rolling Dojo. Recentemente sono entrato come advisor di una startup che sviluppa prodotti basati su olio di cannabis, [OTO](https://otocbd.com/).

Ho un background molto vario, e più che un [profilo a forma di T](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-multidisciplinarieta/), direi che è a forma di X 🙂 Ho sempre fatto marketing, ma ho studiato, a livelli diversi, discipline varie: dall’HTML alla psicologia, passando per tanti altri campi.

Ho smesso di andare a scuola dopo la terza media perché non avevamo i mezzi economici necessari. Ho ricominciato a studiare da adulto, in Inghilterra anche se non tramite i veicoli tradizionali ma più attraverso corsi, libri, podcasts e l’esperienza sul campo.

Ho fatto quello che qui chiamerebbero uno “Street Master” 🙂

**RG**: La crescita delle agenzie è un tema di cui si parla molto poco e ho come l’impressione che quello delle agenzie sia un mondo un po’ chiuso, o almeno così l’ho sempre percepito dall’esterno. È così e se sì perché?

**LS**: Il mondo delle agenzie è sempre stato molto chiuso. C’è sempre stata la tendenza di tenersi le carte molto vicine al petto, anche quando, sinceramente parlando, quelle carte non erano molto buone.

Il motivo principale credo sia la paura di perdere clienti e la paura di affondare che deriva dall’insicurezza nei riguardi del proprio business. Quando un’agenzia è costruita su fondamenta robuste, c’è più sicurezza e meno paura.

Basta farsi due chiacchiere con un proprietario di un’agenzia per capire il suo approccio.

In realtà, se tutte le agenzie collaborassero e condividessero, migliorerebbero tutte e ciò aumenterebbe la fiducia da parte dei clienti in tutte le agenzie. **Ne gioverebbe il mercato,** aumenterebbe la domanda e ci sarebbe più lavoro per tutti.

È proprio per questo che ho scritto il libro, accetto di parlare ad eventi Google o di altre agenzie e ho creato un [gruppo Facebook](https://www.facebook.com/groups/theagencybuildgrowrepeat/) dove le agenzie collaborano e condividono.

**RG**: Bene, hai accennato del libro. Dicci qualcosina in più, di cosa parla il libro in breve?

**LS**: Il [libro](https://amzn.to/2UaybFq) parla di come far crescere un’agenzia, nuova o meno, e come costruire un business che è veramente differente e unico.

Come si fa a ottenere nuovi clienti e trattenerli e, allo stesso tempo, riuscire a creare una realtà che ispiri ed aiuti tutti i dipendenti a crescere e sentirsi parte di una famiglia.

Affronta problemi importanti, ma molto concreti e per ognuno di essi offre soluzioni a vendite, marketing, obiettivi, attrarre e formare dipendenti, comunicazione, profitti e tanto altro.

**RG**: Il primo capitolo del libro è “the why” (il perché), che è un tema che a me sta molto a cuore. Dicci di più sul “the why” e la sua importanza.

**LS**: È importante avere dei perché (i _why_) che vanno oltre al successo, oltre al denaro. **I profitti non sono un buon motivo per fare business**.

I profitti sono come la benzina per le auto. Uno non acquista la macchina bella così la può riempire di benzina. Uno acquista la macchina per andare da A a B e la benzina permette alla macchina di funzionare.

I profitti sono la stessa cosa. Nessuna azienda dovrebbe esistere solo per fare i profitti. Il perché dovrebbe essere qualcosa di più importante, qualcosa per la quale i fondatori e il team siano appassionati. Una visione che sia da guida per tutti. I profitti sono solo la benzina che ci permette di arrivare lì.

Daniel Pink parla di tre pilastri che permettono alle persone di essere motivate:

1. _Mastery_: le competenze per fare ciò che deve esser fatto.
2. _Autonomy_: l’abilità di poter prendere delle decisioni pertinenti al progetto.
3. _Sense of purpose_: una ragione collettiva, una destinazione condivisa da tutti alla quale mirare.

Quest’ultimo punto è proprio il “grande perché” di cui parlavo sopra.

Quando si ha un perché forte e importante, non si molla mai. Ci tiene svegli la notte e ci tira fuori dal letto la mattina presto. Senza un perché importante, ogni giorno di lavoro è come partecipare a una processione con le catene ai piedi.

**RG**: Una domanda che faccio ultimamente nelle interviste riguarda gli errori. Raccontami l’errore (di business) da cui hai imparato di più negli ultimi anni.

**LS**: Voler fare tutto io e tutto perfetto.

Non è possibile e il risultato è sempre uguale: si fa meno e si fa più male.

Ho imparato ad affidarmi a persone in gamba, permettendogli di fare errori che però li aiutano a diventare, col tempo, degli esperti nel loro ramo. Adesso faccio di più, più in fretta e meglio.

**RG**: Tu fai anche molto _public speaking_ e c’è un punto che hai trattato recentemente che adoro: scegliete qualcosa su cui la pensate diversamente dagli altri e investiteci. Inviti gli imprenditori a non nascondersi dietro opinioni generiche e vaghe. Perché è importante secondo te?

**LS**: È fondamentale!

Basta avere un’opinione che sia forte e decisa e troverai sempre supporto, non importa quale questa sia. Brexit e Trump sono entrambi prove di questo concetto.

L’opposto è altrettanto vero: non importa quanto l’idea o l’opinione sia buona, ci saranno sempre critiche e hater. La maggior parte dei post sui social o dei talk ai vari eventi sono generici e superficiali, così che non offendano nessuno e abbiano maggiori possibilità di ottenere il consenso generale.

Che palle!

Il mio invito è di **trovare qualcosa alla quale credi** e della quale sei appassionato e farne il centro della tua comunicazione. A me sembra non solo più eccitante, ma anche più utile per chi ascolta.

**RG**: Come sempre in chiusura chiedo tre consigli o takeaway per i miei lettori. Cosa consiglieresti a chi ha intenzione di aprire una sua agenzia?

**LS**: Molto volentieri, ecco i miei tre punti:

1. **Sii notevole**. Non aprire un’azienda solo per prendere una fetta del mercato. Quel tipo di fette hanno sempre un sapore disgustoso. Mira a qualcosa di speciale e non parlo del prossimo touch screen o delle prossime auto senza guida, parlo di qualcosa di veramente significativo, con differenze vere rispetto a ciò che già esiste.  

Anche se la differenza è solo l’[assistenza clienti](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/) migliore al mondo, un modello di prezzi rivoluzionario o un modo di lavorare innovativo.
2. Trova le persone più in gamba che puoi e **crea un movimento**, non un azienda. Assicurati di avere un perché importante che sia condiviso da tutti. Trova gente in gamba e dagli gli strumenti per raggiungere il _Mastery_di cui parlavo sopra, la fiducia per essere autonomi e un grande perché per puntare a una destinazione comune. Il resto sarà molto più semplice.
3. Cash is king. Senza liquidità non esiste business. Non importa se hai investitori a bordo o se parti con i tuoi risparmi, è importante avere sempre una riserva di liquidità per affrontare momenti difficili, investimenti e non dover essere preoccupato nelle emergenze. Queste preoccupazioni sono distrazioni e nel tempo portano a decisioni sbagliate e pericolose.


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title: Vinci un Mac Book Pro scrivendo l’algoritmo migliore con Reply Code Challenge
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Partecipare alla Reply Code Challenge è gratis e facile: ti iscrivi, formi un team, scegli il linguaggio che preferisci e partecipi alla competizione."
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# Vinci un Mac Book Pro scrivendo l’algoritmo migliore con Reply Code Challenge

Dopo il successo dell’anno scorso che ha visto quasi 8.000 persone sfidarsi da circa 70 paesi nel mondo, torna la seconda edizione della [Reply Code Challenge](https://gaito.link/rcc19), la sfida a squadre dedicata al coding e aperta a studenti, professionisti e appassionati.

Quest’anno la sfida raddoppia e ci saranno due competizioni in una:

- La “classica” Reply Code Challenge
- La Teen Edition Code Challenge dedicata ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni

La gara si terrà il 15 Marzo 2019 e le iscrizioni sono già aperte!

## Come funziona la Reply Code Challenge

La modalità di partecipazione è molto semplice: [ti registri sulla piattaforma](https://gaito.link/rcc19), crei un team (se non ne hai uno puoi unirti a un team esistente o fartene assegnare uno random dal sistema) e partecipi alla sfida scrivendo un algoritmo per risolvere un problema di matematica proposto.

Se te lo stai chiedendo, si può utilizzare **qualsiasi linguaggio di programmazione**. Sentiti libero quindi di usare quello che preferisci, quello con il quale ti senti più a tuo agio o quello che ritieni più adatto alla situazione.

Per il team vincente dell’edizione “standard” c’è in palio **un Mac Book Pro** per ogni componente del gruppo, mentre nell’edizione “teen” c’è un **premio di 5.000€** da dividere tra i componenti del gruppo.

(Tra l’altro l’edizione “teen” è organizzata in collaborazione con le Olimpiadi Italiane di Informatica.)

![reply code challenge banner](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/02/reply-code-challenge-banner.jpg)

La gara si terrà Venerdi 15 Marzo dalle 16:30 alle 20:30 (CET) e alle 16:30 Reply annuncierà le sfide su cui i partecipanti dovranno lavorare e scrivere codice.

In attesa dell’inizio ufficiale della gara, sulla piattaforma sono disponibile degli esercizi e delle sfide di prova per iniziare a prendere confidenza con il sistema.

## Perché partecipare alla Reply Code Challenge

Se non hai mai sentito parlare di queste sfide, sappi che è una cosa abbastanza comune nelle aziende IT e Digital, dalle grosse aziende californiane fino alle piccole startup, organizzare delle sfide di programmazione è un ottimo modo per attirare talenti.

Anche in questo caso infatti, la sfida è organizzata dal Reply Code Master Team, la squadra interna di Reply che investe nella ricerca del talento e promuove la cultura della programmazione.

Partecipare a contest di questo tipo è in primis un ottimo modo per **mettersi alla prova**, potendo sfidare migliaia di partecipanti da tutto il mondo e, perché no, anche un occasione per **farsi notare**.

Soprattutto per i giovanissimi (laureandi o neo laureati) occasioni come queste sono ottime per aggiungere progetti con una certa visibilità al proprio curriculum.

Per qualsiasi informazione o curiosità ti invito a consultare il [sito web ufficiale](https://gaito.link/rcc19) e la pagina delle [FAQ](https://challenges.reply.com/tamtamy/page/replycodechallengeFAQs.action?utm_source=gt&utm_medium=referral&utm_campaign=codechallenge) ([qui](https://challenges.reply.com/tamtamy/page/teenfaq.action?utm_source=gt&utm_medium=referral&utm_campaign=codechallenge) per l’edizione teen).

Ti ricordo che l’[iscrizione](https://gaito.link/rcc19) è completamente gratuita e che scade il 14 Marzo.

In bocca al lupo 😉


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title: "Avvio di una startup: l’importanza della voce dei protagonisti"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Avvio di una startup, gli errori più comuni che commettono gli startupper."
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# Avvio di una startup: l’importanza della voce dei protagonisti

Qualche giorno fa, all’Università di Salerno, si è svolta la seconda edizione di “**What Investors Want**”, una giornata completamente dedicata al mondo delle startup e, in particolare, all’avvio di una startup.

La prima edizione di questo evento si tenne nel 2011 e ricordo ancora le facce perse degli studenti quando venivano pronunciate parole come _pitch_, _venture capital_ o _bootstrapping_.

Poi è arrivato l’hype. Oggi si parla di **startup** nei film, nelle serie tv, nei cartoni animati e, almeno una volta a settimana, i quotidiani nazionali raccontano di un ragazzino diventato milionario con una nuova app.

Tre anni potrebbero sembrare pochi, ma in un contesto veloce come questo sono, invece, un’eternità. La differenza tra l’evento del 2011 e quello di quest’anno è stata abissale. Ma, come ormai ripetiamo da tempo, l’hype non ha solo lati positivi.

**Guardare “[The Social Network](http://www.amazon.it/gp/product/B004HK45NC/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B004HK45NC&linkCode=as2&tag=rgblog-21)” non ti aiuta a stendere un business plan e la [biografia di Steve Jobs](http://www.amazon.it/gp/product/8866210374?ie=UTF8&camp=3370&creativeASIN=8866210374&linkCode=xm2&tag=rgblog-21) non ti dice come presentare bene un pitch.**

Nei giorni precedenti all’evento ero incerto se raccontare la storia di [Mangatar](http://www.mangatar.net) oppure preparare un talk di tipo diverso. Dopo averci riflettutto un bel po’ mi sono convinto che sarebbe stato più utile raccontare agli “aspiranti startupper” che fare startup non è tutto rose e fiori. Che è un’esperienza emozionante ma che può lasciare un sacco di lividi. Che è una lunga strada e che si commettono tanti **errori** durante il viaggio.

Ho deciso, quindi, di concentrarmi proprio sugli errori, portando una presentazione dal titolo “**Avvio di una startup: 10 errori comuni**”, di cui potete vedere il video e le slide di seguito.

Con mia grande soddisfazione, anche gli altri tre speaker si sono soffermati molto sugli errori, le difficoltà e gli aspetti meno _cool_ del fare startup:

- Antonio De Rosa di [SocialMatic](http://polaroid.com/socialmatic) ha raccontato la sua incredibile esperienza. Dalle difficoltà iniziali dopo un clamoroso fallimento in una campagna di Crowdfunding (che l’aveva praticamente portato sul lastrico) fino al contratto con Polaroid e alla realizzazione di quello che era solo un concept di un creativo un po’ visionario.
- Pietro Nardi di 012Factory ha raccontato di come prima di fondare una delle realtà più interessanti della Campania (e non solo) abbia vissuto alti e bassi con la precedente startup, [YOUng](http://you-ng.it/). I primi numeri interessanti hanno portato con se i primi problemi: il team che si sfascia, una potenziale exit che salta all’ultimo minuto e i competitor che cercano di mettere i bastoni tra le ruote a tutti i costi.
- Per finire, un esplosivo Augusto Coppola di [LUISSEnLabs](http://www.luissenlabs.com/) ha portato un talk di due ore dal titolo “Startup Fundamentals: dall’idea al pitch in 90 minuti” dove sono stati praticamente toccati tutti gli aspetti del fare startup e dove, ancora una volta, sono emersi (attraverso le esperienze personali) ostacoli e difficoltà di un percorso che non è per niente semplice.

Credo sia sempre più importante che i “protagonisti” facciano sentire la propria voce. Le nuove generazioni che si avvicinano a questo “mondo” solo tramite i mass-media hanno, inevitabilmente, una visione limitata (e a volte distorta) della realtà.

E allora c’è sempre più bisogno di racconti reali che, nel bene e nel male, ricordino che fare startup non è un gioco, non è una moda ma **significa fare impresa**, con tutto ciò che ne consegue!


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title: "Normativa GDPR: cosa è e cosa cambia per le aziende"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: La normativa GDPR sta per entrare in vigore. Ecco cosa bisogna sapere sul regolamento generale sulla protezione dei dati.
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# Normativa GDPR: cosa è e cosa cambia per le aziende

_Guest post di Andrea Serventi, Content Editor per MailUp._

## Che cos’è il GDPR

GDPR è, innanzitutto, l’acronimo di [General Data Protection Regulation](https://it.wikipedia.org/wiki/Regolamento_generale_sulla_protezione_dei_dati), e se ancora non ne hai sentito parlare, è ora che ti faccia un’idea piuttosto concreta dell’argomento.

Il GDPR è la nuova normativa pan-europea che promette di **rivoluzionare il modo in cui vengono intesi e gestiti i dati personali sul web**.

Approvato dall’Unione Europea nel 2016, il GDPR è formalmente già entrato in vigore, ma essendo un regolamento ad applicazione differita, diviene pienamente operativo due anni dopo la sua approvazione – **il 25 maggio 2018**. Data ormai imminente.

Si tratta di uno spartiacque che marcherà un prima e un dopo. Le implicazioni per le aziende sono profonde, dal momento che il GDPR riscrive le regole con cui startup, PMI, grandi imprese o liberi professionisti devono gestire dati e informazioni relative a utenti, clienti e _prospect_.

Prima di addentrarci tra le novità e i cambiamenti operativi, è bene sottolineare un punto, che riguarda la “filosofia” del nuovo testo di legge: il GDPR nasce per essere lo Statuto della Data Economy e definire le regole di utilizzo legale dei dati, che ai giorni nostri rappresentano la materia prima in grado di alimentare la crescita e lo sviluppo dell’impresa.

Dunque, oltre al carattere normativo, il GDPR si pone come **strumento di competizione economica rilevante** nella nuova economia dei dati.

In quest’ottica di doppio indirizzo – normativo e strategico – noi di MailUp abbiamo creato un [hub](https://academy.mailup.it/focus/gdpr/?b=1&utm_source=gaito&utm_medium=post&utm_campaign=academymailup) che raccoglie un ampio ventaglio di contenuti dedicati al tema: approfondimenti, video-corsi, interviste, [webinar](https://www.raffaelegaito.com/webinar-significato/) e tutti i link alle normative ufficiali.

Si chiama MailUp Academy, ed è un progetto nato con l’obiettivo di offrire supporto ad aziende, liberi professionisti e PMI per prepararsi alla _deadline_ del 25 maggio.Tra i vari formati di contenuto, troverai anche un [_white paper_](https://lp.mailup.com/it/wp-gdpr/?b=1&utm_source=gaito&utm_medium=post&utm_campaign=academymailup), che tocca tutti gli elementi di novità della normativa.

In questo post mi limiterò a una panoramica, per indicarti le novità strutturali del GDPR e i riflessi operativi sulle aziende.

## I 4 principi del GDPR

### La raccolta del consenso

Se attualmente in Italia vige il meccanismo del consenso espresso (o metodo _opt-in_), con il GDPR il consenso sarà valido se **manifestato in modo non equivoco** attraverso comportamenti concludenti-positivi. Non dovrà quindi essere necessariamente esplicitato con la spunta sulla casella checkbox.

Il modello più classico a cui si ispira il GDPR è quello del banner dei cookies, che in occasione della prima visita a un sito ci richiede il consenso senza che vi sia da parte nostra un’azione che confermi l’assenso.

Questo non vuol dire che verranno meno le forme di consenso tipicamente italiane (con caselle da barrare e moduli da firmare). Ma, anche per queste, si apriranno nuovi scenari e nuove possibilità.

### Il criterio dell’_accountability_

Fino ad oggi gli adempimenti erano basati sulla logica dell’effettivo abuso dei dati raccolti. Si era sanzionati se gli adempimenti non erano stati applicati e se le autorità di controllo lo rilevavano e lo contestavano. Il GDPR rovescia la prospettiva: diventa obbligatorio elaborare un **sistema documentale di gestione della privacy**, contenente tutti gli atti, regolarmente aggiornati, elaborati per soddisfare i requisiti di conformità.

Si chiama logica dell’accountability, cioè della corretta organizzazione e tracciabilità obbligatoria delle attività di trattamento. Chi non organizza bene la gestione dei dati che raccoglie è punibile per questo semplice fatto, a prescindere dall’abuso dei dati che ne possa derivare.

### I diritti dell’interessato

Oggi per accedere, modificare, integrare e cancellare i propri dati personali, gli interessati devono superare ostacoli e difficoltà rilevanti. Il GDPR impone alle aziende di **agevolare l’esercizio di questi diritti**.

A proposito di tutele, ne nascono due nuove a favore dell’interessato:

1. **Diritto all’oblio**, che permette di ottenere la cancellazione dei dati personali e la rinuncia a un’ulteriore diffusione
2. **Diritto alla portabilità**, che riconosce sia il diritto a trasferire i dati (come quelli del “profilo utente”) da un sistema di trattamento elettronico (come il social network) a un altro, sia il diritto di ottenere gli stessi in un formato elettronico strutturato utilizzabile altrove.

### Privacy by design, privacy by default

Sono due nuovi principi fondativi del GDPR: _Privacy by design_ significa che la tutela dei dati personali deve essere pensata e organizzata **fin dalla fase progettuale** della raccolta di informazioni, rendendo obbligatori meccanismi di protezione fin dalla progettazione delle attività e per l’intera gestione del ciclo di vita delle informazioni.

_Privacy by default_ significa che occorrerà **prevenire raccolte di dati non necessari**, per le finalità perseguite, evitando di acquisire informazioni eccedenti rispetto agli obiettivi dichiarati nell’informativa. La protezione della privacy quindi diventa il presupposto delle attività di trattamento e cessa di essere un mero requisito legale.

## GDPR cosa cambia per le aziende

Da queste novità “filosofiche” quali comportamenti discendono?

### Conoscere il proprio business

Un punto solo apparentemente ovvio. Quali dati raccoglie la tua azienda? Di che genere sono e in quali contesti vengono conservati e utilizzati? La rivoluzione del GDPR consiste in una **forte responsabilizzazione del titolare del trattamento**.

Uno strumento utile a incentivare il rispetto dei parametri del GDPR è il registro delle attività di trattamento, il documento in cui il titolare deve tenere traccia dettagliata delle attività compiute con dati relativi a dipendenti, fornitori, partner e clienti.

Qui vanno indicati le finalità del trattamento, le categorie dei dati e degli interessati, gli eventuali trasferimenti verso paesi terzi dei dati raccolti e le misure di sicurezza adottate. Pur non essendo obbligatorio per imprese e organizzazioni con meno di 250 dipendenti, il registro può rappresentare anche per le piccole imprese una risorsa per consentire una gestione efficace e ordinata della sicurezza.

### Scrivere un’informativa chiara e concisa

L’informativa non sarà più uno strumento burocratico e formale. Deve essere resa in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, **con un linguaggio semplice e chiar**o, in particolare nel caso di informazioni destinate specificamente ai minori.

L’obiettivo del nuovo modello di informativa? Combattere il consenso dato per inerzia e puntare invece a una reale consapevolezza da parte dei soggetti, che devono essere informati anche sul tempo di conservazione dei dati trattati.

### Stendere il Data Protection Impact Assessment (DPIA)

Se per anni siamo stati abituati a gestire il Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) – una “fotografia” che documentasse l’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate – con il GDPR dovremo destreggiarci con nuovo strumento: il **Data Protection Impact Assessment (DPIA)**, ovvero il documento di valutazione di impatto nel trattamento dei dati.

Con approccio inverso al DPS, il [DPIA](http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2018-01-30/il-data-protection-impact-assessment-dpia-cos-e-e-come-svolgerlo-162259.php?refresh_ce=1) ha l’obiettivo di produrre una vera e propria analisi dei rischi concreti generati dal trattamento dei dati aziendali.

### Nominare il Data Privacy Officer (DPO)

Con il GDPR nasce una nuova figura professionale: il Data Privacy Officer (DPO) o **Responsabile della protezione dei dati personali**, una sorta di _auditor_ interno dei processi di trattamento dei dati personali, il referente che il Garante contatterà in caso debba acquisire informazioni o formulare contestazioni.

### Gestire i casi di data breach

Se l’esame delle possibili fonti di rischio non è stato sufficiente a evitare una violazione dei dati personali, il titolare del trattamento ha ora il **dovere di comunicare la violazione all’autorità di controllo** (il Garante della privacy nazionale) entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza.

Nel caso in cui la stessa violazione costituisca un pericolo per le libertà e i diritti degli interessati, anche a essi dovrà essere fornita adeguata comunicazione.

## GDPR compliance, gli obblighi per chi fa Email Marketing

### Invia solo a chi ha esplicitato il consenso

Un principio fondamentale, che si applica anche nelle occasioni in cui uno scambio di biglietti da visita potrebbe far pensare a una esplicita dichiarazione di consenso: tale non è, e **non sarà possibile aggiungere il contatto in mailing list**, a meno che non venga recapitata all’interessato un’email specifica nella quale gli si chiede il permesso a inserirlo nelle proprie liste di invio.

Non basterà il semplice invio, ma è necessario ricevere una risposta che certifichi il consenso esplicito.

### Inserisci ovunque il consenso al trattamento dei dati

Nei form per scaricare un ebook, per partecipare a un webinar, in generale, in tutto quello che prevede l’inserimento in una mailing list.

**È necessario avere un’autorizzazione per iscritto** per non incorrere nelle sanzioni previste dal GDPR. Una forma di consenso che potremmo chiamare granulare. L’utente deve essere informato su tutto quello che viene fatto con i suoi dati; anche la semplice consultazione dei risultati di invio (tasso di apertura e clic) ai fini di profilazione: significa che in qualche modo stai controllando il loro modo di agire.

### Comunica sempre il ​​nome di chi gestirà i dati

Una regola fondamentale, soprattutto nei casi in cui le informazioni sull’interessato potrebbero essere condivise con altre realtà o concessionari. Nell’informativa dovrà essere tutto chiaro e trasparente.

### Conserva tutte le istanze di consenso

Un’accurata documentazione dovrà descrivere nel dettaglio tutto ciò a cui l’interessato ha acconsentito, così come le informazioni che gli sono state fornite.

### Rendi semplice e immediata la cancellazione

Gli interessati devono essere in grado di ritirare – in modo rapido e agevole – il consenso e richiedere la cancellazione dei propri dati dal database dell’azienda.

## Regolamento GDPR: cosa fare del database dopo il 25 maggio?

**I dati già raccolti non vanno ritenuti persi**, sia chiaro. Devono essere sottoposti a un’accurata analisi (definita _assessment_) per valutare se possono continuare a essere utilizzati anche alla luce della nuova normativa.

Non è consentito mantenere i dati nel database senza preoccuparsi di valutare come e quando sono stati raccolti. Non c’è una precisa data di scadenza: l’importante è che, alla data del 25 maggio 2018, ciascuna azienda abbia effettuato tale verifica e abbia definito un eventuale programma di raccolta aggiornato secondo le nuove regole.

Per rivitalizzare i dati sarà opportuno inviare una comunicazione chiara ed esplicita che tranquillizzi l’utente circa l’utilizzo e le finalità dei dati.

È un tema che abbiamo sviscerato, insieme ad altre questioni, nell’intervista all’Avvocato Marco Maglio, a cui abbiamo rivolto [22 domande](https://blog.mailup.it/2018/01/gdpr-domande/?b=1&utm_source=gaito&utm_medium=post&utm_campaign=academymailup) puntuali sull’imminente entrata in vigore di questo (fondamentale) testo di legge.

_Guest post di Andrea Serventi, Content Editor per MailUp._


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title: "Non aver paura di fallire, è l’unico modo per crescere"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Come trasformare il fallimento da una parola spaventosa a un elemento fondamentale per la nostra crescita? Ne parlo in questo post.
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# Non aver paura di fallire, è l’unico modo per crescere

## Introduzione

La parola **fallimento**, non c’è dubbio, spaventa. D’altra parte è importante contestualizzare e inserirla nel proprio ambiente.

Non credo, personalmente, che sia corretto ispirarsi al modello americano della Silicon Valley, dove viene sbandierato a destra e a manca in questa esaltazione del fallimento un po’ fine a se stessa.

Credo però che esista un altro modo per parlare di fallimento, una sfumatura lessicale che ci proietta subito verso il pensiero che **da uno sbaglio quotidiano puoi trarre un insegnamento**.

## Il fallimento come opportunità per migliorarsi

Personalmente reputo che **il fallimento sia una tappa obbligatoria di un percorso**, sia esso lavorativo o personale. Ognuno di noi si pone degli obiettivi e la strada che dobbiamo compiere per raggiungerli, inevitabilmente, ci presenterà occasioni per sbagliare.

È su questo punto che voglio porre l’attenzione e sai perchè? Non si può sfuggire all’errore!

Ecco il nocciolo della questione, non è possibile evitare di sbagliare, ma la vera svolta è capire che da quegli sbagli si trae l’insegnamento.

Viene automatico, quindi, pensare che i piccoli sbagli o quelli più importanti sono [parte integrante](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/) del procedimento di crescita.

Qual è la conseguenza dell’errore? Il fallimento, piccolo o grande che sia, ci conduce a dei risultati e voglio cogliere con te l’importanza delle sfumatura lessicale tra le parole **risultato** e **successo**.

Il successo è un termine impegnativo, carico di responsabilità, il risultato, invece è il **raggiungimento di un obiettivo**.

Così come deviamo lessicalmente da un termine all’altro, viene automatico **parlare di insegnamento anziché fallimento**.

Ti potrà sembrare una differenza sottile ed impercettibile, ma se parlo di insegnamento è perché dal mio errore ho imparato qualcosa che fino a ieri non conoscevo. Sarà così al prossimo sbaglio, e poi ancora.

## Il fallimento nel business

Ciò che abbiamo detto fino ad ora è fondamentale applicarlo nella concretezza del tuo business.

Ogni qual volta che la tua azienda, la tua attività o i tuoi progetti incappano in un errore, il pensiero non dovrebbe essere che hai perso del tempo prezioso, ma che **lo hai investito per arricchirti di esperienza**.

Il tuo pensiero dovrebbe traslare verso un meccanismo positivo per cui fallire significa:

- Migliore conoscenza del **mercato** in cui operi
- Maggiore consapevolezza dei propri **strumenti**
- Approfondire la conoscenza dei propri **prodotti**
- Conoscere meglio la **percezione** che gli altri hanno della tua azienda

e così via, verso un circolo virtuoso di sperimentazione e apprendimento.

A volte basta cambiare la prospettiva per vedere il miglioramento che possiamo trarre da un errore. Questo si traduce in un graduale ma costante progresso: **domani sarà meglio di oggi**.

Ne ho parlato a lungo anche con Francesca Corrado, esperta di fallimento, in un’intervista che puoi [rivedere nel mio canale Youtube](https://www.youtube.com/watch?v=8bs9tRtn7Fw) (torna all’inizio dell’articolo per guardarla).

## Un viaggio di crescita

Mi piace immaginare il percorso di crescita lavorativa come un viaggio intrapreso con uno zaino vuoto.

Ogni nostro fallimento si tramuta in un oggetto che andrà a riempire il nostro zaino. Errori, sbagli, insegnamenti, conoscenza e risultati sono lì, nel tuo bagaglio personale.

Quello non è più uno zaino immaginario, **è il tuo valore**.

Ma sai qual è la cosa più pazzesca? Non ci sono limiti alla conoscenza che potrai aggiungervi!

Quello che hai imparato oggi è ancora meno di quello che, sbagliando o no, saprai domani. E così negli anni, durante i quali il valore non potrà che crescere esponenzialmente.

Alla fine del [viaggio](https://www.raffaelegaito.com/processo/) il valore sarà proprio in quello zaino, in tutto ciò che hai imparato lungo la strada.

**Più sbagli più impari. Più impari più cresci.**

Ecco perché il fallimento ha un ruolo chiave nel tuo processo di crescita.

## Conclusione: l’importanza delle parole

Per concludere voglio rimarcare l’importanza delle parole.

Ti invito a fare un piccolo cambio lessicale e a parlare di risultato anziché di successo, e di insegnamento anziché di fallimento. Una sfumatura minima ma che ci insegna a guardare le cose con positivo pragmatismo.

Da parola che spaventa, il fallimento diventa un termine che ci motiva, che ci spinge a sperimentare.  Perché in fin dei conti l’unico vero fallimento è quello di stare fermi e non sbagliare mai.


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title: "Webinar: significato, come funziona, come farlo bene"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Il webinar è uno dei metodi formativi più efficaci e un potente strumento di marketing. Ecco il significato di webinar e come funziona.
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# Webinar: significato, come funziona, come farlo bene

Ogni mese, nel mondo, circa 90.000 persone digitano nei motori di ricerca la parola **webinar**. 

Nell’ultimo anno l’attenzione verso questo termine ha raggiunto delle impennate notevoli ed è deducibile che questo interesse sia stato dettato dalla pandemia, dalla voglia di continuare a cercare metodi formativi che colmassero l’assenza di contatto umano.

In effetti, tra le decine di modalità di condivisione di contenuti e di interazione con il proprio pubblico che ho utilizzato negli anni, [il webinar](https://www.raffaelegaito.com/webinar/) è quello che ho trovato più efficace.

La verità è che è **molto più di questo**. 

Voglio analizzare insieme a te quali sono le caratteristiche che rendono il webinar uno strumento così potente. Partiamo dal principio.

## Cos’è un webinar: significato e tipologie

Ma qual è il significato di webinar? Dalle parole **web e seminar**, seminario appunto, viene coniata la parola webinar. 

Si tratta di un evento di carattere divulgativo (spesso dal vivo) che nasce per eliminare le distanze, collegare professionisti e curiosi di tutto il mondo, attraverso la ricchezza più grande a nostra disposizione: [la conoscenza](https://www.raffaelegaito.com/cosa-farsi-pagare/).

Non si tratta semplicemente di una registrazione o di un monologo, il webinar consente di assistere a una lezione interattiva, durante la quale (se dal vivo) è possibile **partecipare attivamente**. 

Esistono diverse tipologie di webinar, gratuiti o a pagamento, dal vivo o registrati, brevi o lunghi, strutturati su qualsiasi argomento dello scibile umano. 

A prescindere dal tema affrontato ogni tipo di webinar può diventare un grande strumento di marketing.

Un webinar è potente perché si adatta alle esigenze più frequenti di chi fa questo lavoro:

- Comunicare
- Formare 
- Vendere 
- Creare rete

Se ti solletica l’idea di fare del webinar uno degli strumenti per il tuo business, ecco alcune riflessioni che credo possano esserti utili.

## Un webinar che crea valore

Ma come funziona un webinar? O meglio, come si crea un webinar che funziona?

In un marasma di contenuti, di corsi e di lezioni che circolano in rete, puoi fare la differenza solo in un modo: [creando valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/). 

Un webinar deve arricchire, che sia nuovo, attuale, concreto. 

Il tuo pubblico deve sentirsi riempito, portarsi dietro **qualcosa di utile che gli resti**. 

Non dimenticare che le persone hanno scelto di investire il proprio tempo, o perfino il proprio denaro, per partecipare al tuo webinar. Questo implicitamente significa che stanno già riconoscendo in te del valore. Non deluderli!

Creare valore è un concetto molto ampio, può significare tante, troppe cose, in alcuni casi si tratta di qualcosa di soggettivo e personale.

Se il tuo pubblico sono ragazzini interessati ai videogiochi, dovrai creare un valore diverso rispetto a chi ha come pubblico dei manager di grosse multinazionali.

È innegabile, però, che “valore” possa essere anche qualcosa di largamente condiviso. 

Il valore condiviso di un webinar è dare al tuo pubblico **le risposte che sta cercando.** O, meglio ancora, fornire loro il metodo per trovare le risposte da soli. 

## Il ruolo dei feedback nei webinar

La possibilità di interazione con il tuo pubblico ti fa fare leva su un’altro strumento, meno tecnico ma sempre attuale: **il confronto. **

Le domande in diretta, gli spunti e le riflessioni che nascono durante un webinar va custodito come un tesoro. 

Se da una parte il pubblico si aspetta i tuoi [feedback](https://www.raffaelegaito.com/feedback-startup-cosa-ho-imparato/), dall’altra ci sei tu che dovresti fare altrettanto. 

Che si tratti di un questionario di gradimento inviato alla fine o una richiesta di feedback in diretta, ecco che ti si presenta **l’occasione di migliorare in corso d’opera**, di intervenire sulle lacune o di potenziare i tuoi punti di forza.

Ho sperimentato questo punto nella mia [Academy Growth Program](https://www.raffaelegaito.com/growth-program/), coinvolgendo i miei studenti in un progetto comune. I loro feedback mi sono serviti spesso a creare una struttura fatta su misura per loro, che potesse **soddisfare le esigenze**, e spesso quei feedback mi hanno mostrato una prospettiva diversa.

## Il webinar e gli ospiti

Arriva un punto del tuo percorso in cui senti che la giusta comunicazione, i contenuti formativi, il coinvolgimento del pubblico iniziano a crescere. È un pò la sensazione di vedere una creatura nascere e poi trasformarsi in qualcosa di adulto, con una propria voce. 

A un certo punto, in questo percorso inizierai a sentire l’esigenza di dare al tuo pubblico qualcosa in più, qualcosa che può rendere il tuo webinar trasversale, che lo renda sempre più professionale. 

Un modo per farlo è quello di **invitare degli ospiti esterni**, condividendo con loro uno scambio culturale non indifferente. 

Durante i miei webinar realizzati per il [Growth Program](https://www.raffaelegaito.com/growth-program/) ho ospitato, ad esempio, Veronica Gentili che ci ha parlato di Facebook Ads, Marta Pellizzi che ci ha mostrato come usare Telegram per il business, Giulio Gaudiano che ha parlato dei [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast/), e tantissimi altri.

Sono state tutte incredibili occasioni di scambio.

Che poi, se ci pensi, è quello che fa crescere. 

## Il senso di appartenza

L’essere umano ha un’indole ancestrale.

L’essere umano è tribale, e necessita e cerca il senso di appartenenza a qualcosa. Ed è questo lascito istintivo che lo porta a investire il suo tempo in qualcosa in cui si riconosce.

Il webinar non fa differenza. Un webinar che funziona e che rispetta il significato originale è un **webinar che riesce a trasmettere questo senso di appartenenza**.

Ovviamente ognuno è libero di impostare il proprio lavoro come crede, il mio consiglio è quello di essere coerente ai valori che hai scelto di interpretare, per fare in modo che il tuo pubblico si riconosca in essi, che decida di restare.

## Conclusioni

Se cercavi la guida a come funziona un webinar dal punto di vista tecnico avrai capito che non era questo l’obiettivo del post. Ho preferito soffermarmi su qualcosa che va oltre gli aspetti tecnici. Come sempre, il [mindset](https://www.raffaelegaito.com/tool-mindset/) ha la priorità sui tool.

Preparare un webinar richiede certamente una serie di requisiti:

- Tempo
- Conoscenza dell’argomento
- Organizzazione
- Utilizzo di strumenti a supporto della lezione
- Strategie di marketing per acquisire un pubblico
- Ecc.

Tuttavia, questi sono gli aspetti pratici che puoi assimilare e perfezionare strada facendo. Ad esempio, puoi spulciarti questo articolo sulle [migliori piattaforme](https://www.thebalancesmb.com/best-webinar-platforms-4802615) per fare webinar o [questa guida](https://www.clearvoice.com/blog/why-webinars-are-trending/) su come organizzare al meglio un webinar.

Quello che conta davvero è fare **un lavoro che ti permetta di differenziarti**.

Questo obiettivo implica la [pazienza](https://www.raffaelegaito.com/pazienza-successo/) di aspettare, che arrivi il giusto riscontro e un pubblico a supporto, implica la [costanza](https://www.raffaelegaito.com/costanza/), la volontà di curare i propri webinar, affinché diano il valore che il tuo pubblico sta cercando.


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title: Chi sono gli early adopter e perché sono fondamentali
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo post spiego in maniera semplice il concetto di early adopter. Il suo significato, la traduzione e, soprattutto, la loro importanza."
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# Chi sono gli early adopter e perché sono fondamentali

## Riepilogo sugli early adopter

- Gli early adopter sono gli utenti precoci che per primi sperimentano un prodotto.
- Sono fondamentali per la tua azienda.
- Devi imparare a riconoscerli e a coinvolgerli.
- La loro influenza è fondamentale per le fasi successive.

## Introduzione

No, non sto parlando di una particolare specie in via d’estinzione, anzi, gli early adopter sono una fiorente categoria di persone particolarmente attiva.

Hai presente il tuo amico che ha sempre l’ultimo gadget tecnologico lanciato sul mercato? Ecco, lui è un **early adopter**.

Tecnicamente la traduzione di early adopter è **utente precoce**, ma cosa significa in realtà questo termine? Early adopter è la definizione che si dà di coloro che sono sempre pronti a sperimentare le novità di mercato, si aggiornano, leggono e provano in prima persona, in anticipo rispetto agli altri consumatori.

## Cos’è un early adopter per un brand

L’early adopter del tuo brand è**colui che vuole conoscere in anteprima le novità che hai da proporgli** e non si tira indietro nel testare con mano i nuovi prodotti che lanci sul mercato.

**Un esempio di early adopter** potrebbe essere quella persona che, iscritta alla tua newsletter, non appena riceve la notizia di un prodotto o un servizio che stai per mettere in vendita, si informa, ti chiede di più, vuole capire se fa al caso suo e, alla fine, **si iscrive magari anche alla lista di attesa** e non perde nessuna comunicazione in merito finché non ha tra le mani l’oggetto del suo desiderio.

Essere il primo ad aggiudicarsi e testare un certo prodotto: questo è il significato di early adopter.

La sensazione di soddisfazione è la stessa che prova un**trendsetter** se riesce ad anticipare una moda. L’early adopter conosce tutto di un certo prodotto ancora prima che gli altri ne scoprano l’esistenza e questo, per lui, è un grandissimo vantaggio… che tu puoi sfruttare a tuo favore, creando un meccanismo win-win per entrambi.

## Cosa vuol dire essere un early adopter

Sicuramente essere un vero e proprio pioniere.

E.M.Rogers negli anni Sessanta ha [tracciato](https://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_innovations) una **curva di adozione dei nuovi prodotti** basata sulla distribuzione nel tempo del numero di individui che iniziano a utilizzare una determinata innovazione.

![early adopters curva](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/02/early-adopters-curva.jpg)

La distribuzione sarebbe:

- 2,5% **innovators**, ossia coloro che sono letteralmente ossessionati dalle innovazioni
- 14% **early adopter**
- 34% **early majority**, ossia coloro che investono relativamente presto in un nuovo prodotto
- 34% **late majority**, cioè chi non acquista fino a che non è sicuro delle caratteristiche e dei vantaggi dei prodotti
- 16% **ritardatari, ** chi acquista un prodotto solo perché non ha più scelta

## Come funziona la relazione con un brand

**Gli early adopter sono considerati [influenti](https://www.raffaelegaito.com/influencer-marketing-cosa-significa-come-funziona/)** e vengono guardati come degli esempi da coloro che adottano le tecnologie solo in seguito: in base alla loro reazione anche gli altri si decideranno o meno ad effettuare l’acquisto.

Questa categoria di persone, inoltre, è preziosa per il tuo brand perché è in grado di fornirti delle recensioni e dei commenti su ciò che funziona o non funziona nei prodotti che hai lanciato sul mercato.

Qui sotto trovi un bellissimo video che racconta il rapporto tra AirBnb e questo tipo di utenti.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire il tema ti lascio, come sempre, qualche link di supporto:

- [Il libro Diffusion of Innovations di Rogers](https://amzn.to/2SdqCSl)
- [Il libro Crossing the chasm](https://amzn.to/2Bk54IS)
- [Un bel post sul tema di Hubspot](https://blog.hubspot.com/marketing/early-adopters)
- [Qualche dettaglio in più da Investopedia](https://www.investopedia.com/terms/e/early-adopter.asp)


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title: Una sfida a colpi di codice e algoritmi per vincere un PC con Reply Cyber Security Challenge
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Forma un team e sfida appassionati da tutto il mondo con Reply Cyber Security Challenge. In palio PC, console e tanto altro."
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# Una sfida a colpi di codice e algoritmi per vincere un PC con Reply Cyber Security Challenge

Dopo il super successo della [Reply Code Challenge](https://www.raffaelegaito.com/reply-code-challenge/) con quasi 8.000 partecipanti da tutto il globo, Reply propone un’altra sfida agli appassionati di tutto il mondo: la **Reply Cyber Security Challenge**.

Questa edizione è più intrigante (ci sono 5 temi diversi e 5 livelli), più lunga (dura 24 ore) e più vantaggiosa (ci sono premi per i primi tre classificati e non solo per i vincitori).

La gara si terrà il 5 Ottobre e le [iscrizioni sono aperte](https://challenges.reply.com/tamtamy/home.action?utm_source=fb_rg&utm_medium=cybersec_challenge) fino al 1 Ottobre!

## Come funziona Reply Cyber Security Challenge?

Iniziamo con la più classica delle informazioni: l’iscrizione è completamente gratuita. Come dicevo sopra hai tempo fino al 1 Ottobre e puoi farla dal [sito ufficiale della Challenge](https://challenges.reply.com/tamtamy/home.action?utm_source=fb_rg&utm_medium=cybersec_challenge).

Puoi partecipare in team da 1 a 4 persone quindi, volendo, quest’anno puoi anche partecipare da solo (ma te lo sconsiglio). Se proprio non hai un team, puoi formarne uno sulla piattaforma giocando insieme ad altri partecipanti che sono da soli.

Questa volta la struttura è più articolata, la sfida è in modalità [_Capture The Flag_](https://en.wikipedia.org/wiki/Capture_the_flag) dove ci saranno da superare 5 livelli in 5 categorie nell’arco delle 24 ore a disposizione:

1. Coding
2. Binary
3. Web
4. Crypto
5. Miscellaneus

![reply cyber security challenge livelli](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/reply-cyber-security-challenge-livelli.jpg)

Ad ogni livello superato si accumulano punti e il team che alla fine delle 24 ore avrà accumulato più punti vincerà un portatile da gioco MSI per ogni componente del team. Altra novità importante: quest’anno ci sono premi anche per il secondo e il terzo team classificato!

Ecco la lista dei premi:

1. MSI Stealth Thin Gaming Laptop (modello GS65 8RF 026IT)
2. Nintendo Switch
3. Gaming Keyboard Razer

Il giorno 5 Ottobre alle 19:30 saranno pubblicati sul sito Reply i primi tre livelli di ogni categoria e la sfida avrà inizio.

## Chi può partecipare a Reply Cyber Security Challege?

Anche questa volta la competizione è aperta a chiunque: studenti, professionisti e appassionati di programmazione, sicurezza, tecnologia e matematica.

L’obiettivo primario della sfida è di divertirsi, mettersi alla prova e, perché no, mostrare le proprie competenze nel mondo IT, della sicurezza e della creatività.

Attenzione, per partecipare bisogna avere almeno 16 anni.

Ti ricordo che, nell’attesa della sfida ufficiale, sulla piattaforma sono disponibili delle sfide di test per iniziare ad allenarti e a prendere praticità con la challenge

Per qualsiasi curiosità o informazione extra puoi scrivere a challenges@reply.com.

Detto questo, ti ricordo che l’iscrizione è gratuita, chiude il 1 Ottobre e puoi farla [da questo link](https://challenges.reply.com/tamtamy/home.action?utm_source=fb_rg&utm_medium=cybersec_challenge)!

In bocca al lupo 😉


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title: Cosa imparare dalle storie di successo
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Le storie di successo insegnano un messaggio molto profondo: non fare ciò che ami, ma ama ciò che fai. Te ne parlo."
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# Cosa imparare dalle storie di successo

Le storie di successo. Storie conosciute, avventurose,  inverosimili, epiche, sensazionali. **Storie e persone**. 

Personalmente sono sempre stato molto affascinato dalle storie delle persone passate o attuali, soprattutto quando queste celavano dettagli assurdi, appassionanti, da lasciare a bocca aperta. 

Per troppo tempo ci siamo fatti ammaliare da una tipologia di storia di successo che narrava solo una parte delle vicissitudini, che **ci mostrava solo la punta dell’iceberg**. Ho imparato che solo andando a fondo si può raggiungere la parte sommersa, quella che non mostra la meta raggiunta ma la parte del percorso, il vissuto e le vicende personali. 

Credo che valga davvero la pena di scavare per conoscere non solo il lieto fine, ma anche le origini e le evoluzioni di quelle persone che per un motivo o per l’altro sono passate alla storia. Questo si che è un vero insegnamento. **Ecco cosa imparare dalle storie di successo. **

## Le storie delle persone incredibili: distinguiamo il vero dal falso

Si può guardare in due modi alle storie di successo. Ci si può affacciare ad esse con superficiale ammirazione, fermandosi a notare solo quanto in alto si può arrivare, oppure si può approfondire, scoprire quali e **quanti sacrifici, quanta tenacia, quanta passione e perseveranza sono stati investiti per arrivare a raggiungere quel successo. **

Dietro ad ogni storia di successo di imprenditori o imprenditrici, di personaggi famosi, di sportivi ci sono talvolta dei cliché fastidiosi che ci portano a guardare solo una parte della medaglia. 

Cantanti che riempiono gli stadi. 

Influencer conosciuti in tutto il mondo. 

Imprenditori o [imprenditrici che hanno segnato](https://www.raffaelegaito.com/helena-rubinstein-caso-studio/) o che stanno segnando la storia.   

Queste persone non si sono ritrovate lì dalla mattina alla sera aiutate dalla buona sorte. Ed è proprio questo il punto su cui, intanto, voglio invitarti a riflettere. 

Spesso leggiamo articoli o ascoltiamo testimonianze che riguardano queste storie di successo e ne siamo catturati perché sono racconti con tutti i connotati di una fiaba.

Il vero danno che fa raccontare queste storie solo nella loro fase esplosiva è che si tratta di aneddoti e gli aneddoti semplificano troppo le vicende, mostrano solo l’aspetto che vogliamo sentirci raccontare. 

Se non impariamo ad approfondire, queste storie di successo, oltre a non diventare uno stimolo e un esempio, in quanto irreplicabili, ci offrono la sensazione che per avere successo basta rintanarsi in un garage della Silicon Valley per qualche mese, oppure incontrare la persona giusta et voilà, ecco la vera svolta della vita. 

No, non è così. La verità è che **il successo è solo la punta dell’iceberg**, quello che c’è sotto è un mastodontico racconto che spaventa, che incuriosisce, che esalta e che motiva veramente gli animi. 

## Cosa si nasconde dietro una storia di successo?

Quello che si cela davvero dietro storie incredibili di successo è il percorso. 

Cosa e come hanno fatto le persone ad arrivare al loro momento più florido? Seguendo una strada spesso tortuosa, caratterizzata da fallimenti, da ripensamenti e da insuccessi e da tanti metaforici pugni nello stomaco. 

Raccontare solo la parte migliore è pericoloso perché sostiene la teoria che **basta volerlo e si avvera**, oltre ad insinuare in tanti di noi un senso di inferiorità e la sensazione che a noi quel successo non capiterà mai. 

Ma la verità è che il successo non capita, si raggiunge e piccoli passi e grandi sforzi.  

Certo, devi volerlo davvero, ma devi anche farti il mazzo. 

E così il cantante che riempie gli stadi ci mostra un passato in cui cantava in un pub di periferia per una manciata di spettatori. 

L’[influencer](https://www.raffaelegaito.com/influencer-marketing-cosa-significa-come-funziona/) ci svela di quando sperimentava e sbagliava, di quando riceveva critiche e bocciature. 

E l’imprenditore o l’imprenditrice ci mostrano quando hanno dovuto sgomitare e lavorare per rendere il loro lavoro e le proprie intuizioni degni del successo di oggi. 

## Ama ciò che fai

Proprio perché spesso l**e storie dietro le persone di successo sono il vero insegnamento**, ho pensato che fosse davvero importante raccontarle. In un nuovo progetto a cui ho dedicato molta energia e passione è questo il fulcro e l’argomento principale. Con il Podcast [Ama ciò che fai](https://gaito.link/storytel) mi sono avventurato in tante dimensioni, alla ricerca di stimolanti appuntamenti a due con persone incredibili. 

Questo progetto mi ha dato modo di studiare e conoscere il percorso di ognuno di loro e ho voluto raccontarlo perché il messaggio è davvero potente. 

Ho incontrato virtualmente uomini e donne che mi hanno spiattellato **il vero significato di pazienza, di tenacia, di perseveranza, ma anche di umiltà, di dedizione e di costanza. **

Quando sembrava che fossero esauriti i modi incredibili in cui un uomo o una donna si può aggrappare alle proprie possibilità per raggiungere la vetta del proprio successo, mi si presentavano storie ancora più complesse e ammirevoli. 

In [questo podcast](https://gaito.link/storytel) non mancano anche lati oscuri, tutti i momenti di crollo e di fatica ai quali ogni grande figura di successo è esposta. 

Il percorso è più importante del risultato e, anche se può sembrare banale, in un contesto così estremamente competitivo fa sempre bene ricordarlo perché, anche se è facile ripeterci che per essere sereni basta fare ciò che ami, penso che sia **molto meglio** **amare ciò che fai. **

## Conclusioni

Non voglio abusare di entusiasmo, ma alcune delle storie che ho approfondito e raccontato nel Podcast [Ama ciò che](https://gaito.link/storytel)[fai](https://gaito.link/storytel) mi hanno lasciato pieno di cose che ho voglia di condividere. 

Ognuna di queste storie ci racconta aspetti inediti, non solo il percorso ma ci mostrano anche un lato caratteriale dei personaggi che spesso ignoriamo. 

Sono curioso di scoprire quale delle otto storie ti conquisterà e ti appassionerà, quale delle storie sarà per te di ispirazione o in quale di esse ti rivedrai. 

Non è tutto qui. Potrai accedere sia al [Podcast](https://gaito.link/storytel) che a tutti i contenuti presenti su Storytel in maniera gratuita per un mese, attraverso questo link. 

Buon ascolto e fammi sapere che ne pensi. 


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title: "Minimum Viable Product: cos’è e come funziona un MVP"
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date: "2021-10-11T15:40:33+00:00"
modified: "2024-06-18T08:18:07+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Minimum Viable Product o MVP. Tutto quello che c'è da sapere se devi validare la tua idea, prodotto o servizio con il minimo sforzo."
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# Minimum Viable Product: cos’è e come funziona un MVP

Un’azienda giovane, una [startup](https://www.raffaelegaito.com/startup/) nascente o dei liberi professionisti che avviano il proprio business si trovano a gestire una serie di attività iniziali che, senza una validazione opportuna, si possono rivelare un buco nell’acqua.

Investire tempo, denaro e risorse in un progetto che potrebbe non essere approvato dagli utenti finali non serve a nessuno. 

Piuttosto, puoi avvalerti di uno strumento utile a validare la tua idea di business: il **MVP** (Minimum Viable Product). 

Cos’è e come funziona? Vediamo anche alcuni esempi concreti.

## Minimum Viable Product: significato

L’acronimo MVP indica l’espressione **Minimum Viable Product**, la cui traduzione letterale è “prodotto minimo funzionante”. 

Si tratta di un concetto utile e importante, che indica la versione snella, basilare, spesso anche solo ideale di un prodotto o di un servizio, grazie alla quale è possibile **raccogliere feedback e informazioni validate**, con il minimo sforzo in termini di investimento. 

Possiamo considerare il **MVP uno dei pilastri dell’approccio Lean Startup**, un ciclo che si sviluppa sul meccanismo di Costruzione, Misurazione, Apprendimento. 

![lean startup ciclo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/02/lean-startup.jpg)

Si può dire che con Minimun Viable Product qualunque professionista dà vita ad una basilare versione funzionante di un’idea, che abbia abbastanza caratteristiche da essere sia capita che apprezzata dai clienti. 

Presentare questa idea in fase embrionale, ma sufficientemente esplicativa, serve a **raccogliere una quantità importante di feedback.** 

Questi consigli devono poi essere utilizzati per intervenire sul prodotto, per migliorarlo grazie ai correttivi reali. 

Un comune errore tra chi fa business è quello di credere che con il termine “minimum” ci si riferisca a un prodotto ai minimi termini, inconsistente e dalle caratteristiche pessime. 

In verità, **la parola sulla quale soffermarsi è “Viable”**, che sta indicare che il prodotto è, senza dubbio, ridotto ad una forma semplice, ma allo stesso deve essere utilizzabile o attuabile. 

Questo significa che **investendo la minima quantità di denaro, di tempo e di risorse**puoi ottenere un prodotto, o un servizio, con il quale presentarti al pubblico e chiedere loro cosa ne pensano. 

## Caratteristiche di un MVP

È chiaro che **il Minimum Viable Product è un’opportunità** per ogni realtà aziendale e, senza limiti, MVP può essere applicato a progetti grandi, come l’avvio di una startup, così come a quelli più piccoli, come un [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast/)o un [libro](https://www.raffaelegaito.com/libri/). 

Poiché il vantaggio più grande che puoi trarre nell’attuare questo esperimento è l’evitare di creare prodotti o servizi che il pubblico non vuole, credo sia importante soffermarsi su quanto questo strumento ti permetta di aprire gli occhi. 

Uno degli errori che fanno professionisti e aziende è quello di legarsi a tutti i costi a un progetto che sarebbe solo da lasciar perdere. 

E lasciar perdere, sia chiaro, non significa [subire una disfatta](https://www.raffaelegaito.com/frasi-fallimento/). Significa, piuttosto, avere la furbizia, la saggezza e l’intuito di usare al meglio le informazioni acquisite e di investire tempo e denaro in altro. 

I vantaggi di un MVP sono chiari, ma quali sono le sue caratteristiche?

Il Minimum Viable Product:

- **Non è sempre un prodotto reale**. Può essere, talvolta, anche solo un progetto ideale
- Deve essere **chiara la soluzione che offre** al problema degli utenti
- Deve essere **collegato ad una metrica specifica**, affinché si possa misurare la sua efficacia e procedere, quindi, con la sua validazione o meno. 

Solo se queste caratteristiche sono bene definite puoi procedere con una serie di step:

- La **raccolta dei [dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/)**, da effettuare in maniera rapida ed economica
- **Valutare**, attraverso i dati raccolti, **se il prodotto è validabile o no**
- Valutare la **possibilità di apportare delle varianti al progetto iniziale**, in base ai feedback ricevuti.

Seguendo questo schema puoi evitare dei grandi fallimenti e soprattutto trarre nuove opportunità, individuando i nuovi trend e le esperienze che davvero cercano gli utenti, in base alle reazioni al tuo MVP. 

## Come si effettua un Minimum Viable Product

In base al prodotto o servizio di cui ti occupi, valuta la metrica giusta per misurare la validazione. Le metriche sono tante e dipendono dal tipo di idee che stai valutando. Se, ad esempio, il tuo obiettivo è intercettare quante persone potenzialmente comprerebbero il tuo prodotto, utilizza come metrica il numero di click sul pulsante “acquista” sulla pagina dedicata.

Una volta individuata la metrica o le metriche giuste, utilizza un modello di MVP che meglio risponde alle tue esigenze.  

## Tipi di Minimum Viable Product

In uno scenario così dinamico, all’interno del quale abbiamo a disposizione strumenti e piattaforme digitali di ogni tipo, sono veramente tanti i tipi di Minimum Viable Product ai quali ispirarsi per la propria attività. Te ne mostro qualcuno. 

### Video demo

Una versione video demo di un prodotto è la versione più semplice, leggera e snella di creare un MVP. Un video esplicativo ben fatto deve spiegare quali sono le reali funzionalità del tuo prodotto e servizio, mostrare agli utenti e suscitare nel pubblico una reazione reale, come se il prodotto fosse già operativo. 

Si tratta di un metodo molto economico per fare delle validazioni. L’emblema di questo primo esempio è il caso Dropbox. L’azienda come la conosciamo oggi ha cominciato tutto da un MVP, [con un video che ha raccolto migliaia di visualizzazion](https://www.youtube.com/watch?v=w4eTR7tci6A)i, con conseguenti 70.000 iscritti alla versione beta. 

### Smoke test

Lo Smoke test è uno dei MPV più utilizzati. Si tratta di un metodo che consiste nel focalizzare l’attenzione dell’utente sulla proposta di valore, comunicata attraverso una landing page non reale, utile a raccogliere una serie di dati per verificare l’interesse, ma anche per testare diverse varianti di uno stesso prodotto.

Se vuoi approfondire, [ho parlato di come realizzare uno Smoke test nel dettaglio.](https://www.raffaelegaito.com/smoke-test/)

### Crowdfunding

Soprattutto negli ultimi tempi si sta diffondendo tra i MPV il metodo del Crowdfunding. Grazie a questo tipo di raccolte, la validazione della tua idea avviene tramite i fondi che il tuo pubblico decide di investire, ancor prima che l’idea sia realizzata. oltre ad avere un consenso e una validazione, con questo metodo puoi attingere a dei fondi ottenuti dai preordini, utili per concretizzare il lavoro operativo. 

Viene da sé che una volta creato il MVP è importante generare nei suoi confronti [un certo traffico](https://www.raffaelegaito.com/corso-aumentare-traffico/), utilizzando i contenuti, i social, le condivisioni, il traffico a pagamento tutto ciò che reputi necessario per esporre la tua idea. 

Solo da un numero nutrito di interazioni, puoi trarre delle conclusioni. Non avere paura del risultato perché nel caso in cui il conversion rate sia basso, ti basterà rimediare e intervenire sulle falle del tuo prodotto, in caso contrario puoi considerare il tuo prodotto validato.  

## Conclusioni

Se c’è un oracolo per predire il futuro del tuo business, allora senza dubbio si chiama Minimun Viable Product. Minimo investimento e impegno ridotto, per avere in cambio dati, informazioni e la sentenza definitiva sulla tua idea. 

Se esiste un metodo per facilitare e rendere fluida e rapida un’attività allora è il caso di usarlo. 

In questo video mostro come l’ho utilizzato per il mio primo libro.


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title: "Black Friday: esempi di campagne marketing"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Scopriamo qualche iniziativa organizzata per il Black Friday: ecco le campagne di marketing più innovative che circolano online."
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# Black Friday: esempi di campagne marketing

[Introduzione](https://www.youtube.com/watch?v=0vgRrGOmf_U&t=2s)

Nonostante si tratti di un evento tipicamente americano, da qualche anno, verso inizio novembre,**le parole****_Black Friday_****sono sulla bocca di tutti**. Piccoli negozi, grandi aziende, professionisti e tanto altro propongono, in vista del venerdi nero, una serie di offerte imperdibili. 

Inizialmente la tradizione del [Black Friday](https://www.raffaelegaito.com/black-friday/) coinvolgeva soprattutto negozi fisici, oggi invece **sono sempre di più le aziende digitali che propongono pacchetti a prezzi stracciati. **

Per molti di loro questa è anche un’occasione di mettere in atto [una strategia di marketing](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/), per farsi conoscere dal grande pubblico facendo leva sul prezzo ribassato.  

Come ogni momento dell’anno celebre per una qualsiasi ricorrenza, anche in questo periodo le aziende sfoderano le loro armi migliori in fatto di fantasia e [creatività](https://www.raffaelegaito.com/libri-sulla-creativita/).

Vediamo qualche idea di campagne di marketing realizzate in occasione del Black Friday. 

## Black friday: significato e origine

Black Friday significa letteralmente venerdì nero. Per quanto riguarda l’origine dell’utilizzo di questa espressione le teorie sono tante. Alcune parlano di venerdì nero a causa del traffico congestionato che si veniva a creare durante le ore di shopping sfrenato; altre ancora parlano di quando per compilare i registri contabili si utilizzava l’inchiostro nero, e che quei registri in occasione nell’ultimo venerdì di novembre erano lunghi per i grandi affari fatti. 

L’unica certezza dell’origine del Black Friday è datata 1924, quando [la catena di distribuzione Macy’s](https://www.history.com/news/the-first-macys-thanksgiving-day-parade), il giorno dopo quello del Ringraziamento, **diede il via a una vera e propria parata di shopping natalizio**, con grandissimi sconti e offerte che chiamarono all’attenzione flotte di persone. 

Oggi quella tradizione ha compiuto quasi 100 anni ed è approdata in ogni parte del mondo, e mentre prima i grandi sconti coinvolgevano solo negozi fisici, oggi **anche il mondo digitale si è lasciato coinvolgere, avviando iniziative che non durano solo le 24 ore del venerdì, ma si estendono spesso a tutto il mese di novembre. **

Molte aziende utilizzano il Black Friday come pretesto per lanciare nuovi prodotti, o semplicemente per avviare una strategia commerciale. Ecco alcune idee per sponsorizzare le offerte del Black Friday in modo originale, senza commettere i classici errori.

## Cortometraggio pubblicitario

Nel 2020, l’azienda spagnola di gioielli Twojeys, ha progettato [una campagna per il Black Friday davvero originale e insolita](https://www.youtube.com/watch?v=pbdsHrTq_SE). Il marchio ha letteralmente messo in piedi la produzione di un cortometraggio della durata di oltre 5 minuti. 

L’attore protagonista era Oscar Casas, accompagnato da attrici e modelle, oltre che gli stessi fondatori dell’azienda. 

L’obiettivo? **Incuriosire il pubblico, sorprenderlo, tenerlo in suspense** con un corto ispirato ad un film d’azione. 

Il corto è stato presentato tramite Instagram, realizzando oltre 5 milioni di visualizzazione e circa 5000 ordini in sole 24 ore. Senz’altro un’idea innovativa. 

## “Scartare” le offerte del Black Friday

_Unwrap the deals_, scarta l’offerta, è stata la campagna per il [Black Friday organizzata da Walmart su TikTok.](https://www.youtube.com/watch?v=GWeVn2ZTp9Y&t=31s)

Per la campagna è stato realizzato un filtro da utilizzare sul social, tramite il quale poter “scartare” le offerte digitali presentate per il venerdì nero. 

Tra queste offerte c’erano tante sfide che sono state accolte dal pubblico di TikToker, avviando una catena di condivisione e ricondivisioni.

La campagna è stata un vero successo, con oltre 5 miliardi di visualizzazioni, con un coinvolgimento pari quasi al 20%. 

## Black Friday di IKEA 

Ci sono aziende che non perdono occasione di **mostrare i propri valori durante le campagne di marketing più innovative**. I capisaldi di IKEA, si sa, sono l’attenzione nei confronti dell’ambiente e la sostenibilità delle proprie scelte e tutto questo si riflette in ogni scelta commerciale. 

Nel 2020, per il Black Friday, IKEA ha lanciato la campagna [#BuybackFriday](https://www.youtube.com/watch?v=429sSl8RN7c), con l’intento di incentivare i clienti a restituire mobili usati a marchio IKEA, per ottenere un buono del 50% del valore iniziale del prodotto. 

Un’attività, questa, utile per promuovere il riciclo e il riuso, approfittando di un pretesto come quello del Black Friday. 

## Black Friday Apple

Da diversi anni Apple ha costruito la sua campagna per il Black Friday con una serie di contenuti mail. 

Il [mail marketing utilizzato da Apple](https://blog.contactpigeon.com/best-black-friday-campaigns/#apple) ha inizio una settimana prima dell’evento, e ha sempre puntato sull’esclusività dell’offerta, sulla sua eccezionalità. Parola chiave? Semplicità. **Apple va dritto al punto** e risulta coinvolgente, inclusiva, performante in ognuna delle sue scelte di testi, parole e immagini. 

[Qui la carrellata di mail inviate dal 2007 al 2013](http://killmarketing.com/the-evolution-of-apples-black-friday-emails-2007-2013/). 

## Campagne anti black friday

E se le campagne per il Black Friday sono un ottimo modo di avvicinare il pubblico e godere di un’ampia visibilità, azzarderei che lo sono anche**le campagne anti Black Friday**.

L’azienda Patagonia sostiene da sempre il consumo etico e fa la lotta agli sprechi fin dai suoi esordi. 

In occasione del Black Friday dal 2011 ha lanciato sia online che sul New York Time la campagna “[Non comprare questa giacca](https://eu.patagonia.com/it/it/stories/dont-buy-this-jacket-black-friday-and-the-new-york-times/story-18615.html)”.

Questo messaggio provocatorio è durato diversi anni e nel 2016 Patagonia ha devoluto tutti gli incassi del Black Friday a onlus ambientaliste. 

Quando si dice: **fare la differenza**. 

## Conclusioni

Come sempre, è la creatività di molte campagne di marketing ad emergere, a spiccare in [un oceano di concorrenza](https://www.raffaelegaito.com/differenziarsi-competitor/).

Non si tratta solo di offerte allettanti e sconti di cui approfittare, ormai la settimana del Black Friday è diventata un modo, per le aziende e per i professionisti online, di farsi conoscere utilizzando una strategia di vendita antica come il mondo: lo sconto. Al pubblico tutto questo piace, anzi si può dire che il Black Friday sia un evento che tutti aspettano. 

Quante volte abbiamo detto: lo comprerò con il Black Friday, oppure aspetto il Black Friday per comprare quella cosa?

Per la prima volta nella mia vita, ho pensato di unirmi alle iniziative **lanciando dei pacchetti ad hoc per la settimana del Black Friday su quelli che sono alcuni dei miei corsi più seguiti**: un pacchetto di 3 corsi incentrati sul content marketing e un pacchetto di 3 corsi sulla lead generation, entrambi i pacchetti prevedono una valanga di contenuti extra in occasione del Black Friday (template, liste, bonus, pdf, ecc). 

[Ecco il link per accedere alle mie 2 offerte Black Friday](https://www.raffaelegaito.com/black-friday/) (risparmi 116€!)

  


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title: "Landing page: significato ed esempi"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Che significa landing page? E cosa la differenzia dalle altre pagine di un sito web? Lo spiego in maniera semplice in questo post.
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# Landing page: significato ed esempi

## Riepilogo sulle landing page

- Una landing page è una pagina di atterraggio
- Solitamente la landing page viene strutturata con unico obiettivo
- Deve distrarre il meno possibile l’utente
- Deve condurlo a compiere un’azione specifica da noi desiderata

## Introduzione

Se sei qui probabilmente vuoi conoscere il significato di landing page. La traduzione di landing page ti spiega già molto: **_pagina di atterraggio_**.

Ma cosa vuol dire esattamente? E come si distingue dalle altre pagine di un sito web?

Vediamolo insieme in questo post, come sempre spiegato in maniera semplice.

(Alla fine ti ho linkato anche degli esempi di landing page)

## Cos’è una landing page

La definizione di landing page va ben oltre l’accezione di pagina di atterraggio, però.

Come prima cosa è importante comprendere che, sebbene sia una **pagina singola**, non è una pagina che vive solo per sé stessa, ma è collegata a una precisa **strategia di [content marketing](https://www.raffaelegaito.com/content-marketing-cosa-significa-come-funziona/)**.

Questo significa che la landing page non nasce come tutte le altre pagine di un sito per informare, illustrare l’offerta o raccontare la storia del brand, ma con il preciso scopo di [acquisire lead](https://www.raffaelegaito.com/lead-generation-cosa-significa-come-funziona/), convertire lead in clienti, vendere un prodotto, donare un [lead magnet](https://www.raffaelegaito.com/lead-magnet-significato/) digitale o, ancora, offrire uno sconto su un servizio.

Volendo generalizzare: **la landing page ha un unico obiettivo**. Guarda gli esempi di landing page che ho linkato alla fine del post per avere un’idea più chiara.

![landing page vs home page](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/08/landing-page-vs-home-page.jpg)

## Come funziona una landing page

Quali sono quindi le differenze tra le altre pagine di un sito e una landing?

Un sito ha diverse pagine attraverso cui tessere un discorso e creare una relazione con l’utente, mentre la “pagina di atterraggio” (come si vede dagli esempi di landing page) ne ha solo una: deve essere capace di **folgorare la curiosità o l’interesse dell’utente** in poche parole e portarlo rapidamente a compiere un’azione.

Non è l’obiettivo di questo post spiegare in dettaglio come costruirne una, ma in linea di massima in una pagina di questo tipo ci sono i seguenti elementi:

- **l’offerta** di un prodotto o di un servizio (se è una pagina di vendita) o un contenuto da scaricare (se è una pagina di raccolta contatti);
- **un modulo di contatto** funzionale, che richiede le informazioni necessarie e non faccia perdere troppo tempo all’utente nella compilazione;
- **una [call to action](https://www.raffaelegaito.com/call-to-action/)** accattivante, che dia all’utente quell’ultimo slancio verso la voglia di acquistare o di scoprire di più sul tuo prodotto;
- **dei feedback** di utenti che hanno già provato il servizio offerto e che possono testimoniarne il valore;
- **immagini o video** a supporto del prodotto descritto;
- **una lista di benefici** per chi usufruisce del prodotto in questione.

Vuoi convincere anche il più insicuro dei visitatori giunti sulla tua pagina ad entrare in contatto con te, a scaricare il tuo prodotto digitale o a provare i tuoi servizi?

**Concentrati sui benefici invece che sulle funzionalità**. Evita di scendere in tecnicismi inutili e di parlarti addosso elencando i motivi per cui ritieni che il prodotto sia migliore.

Parla del cliente, non del prodotto. Spiega quali vantaggi ha lui o lei nell’accettare la tua proposta.

Come gli migliori la vita?

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di dare una sbirciatina a questi link:

- Il [libro](https://amzn.to/33iQ4aD) di Luca Orlandini
- Una [lista](https://instapage.com/blog/landing-page-examples) con più di 100 esempi di landing page da cui prendere spunto
- Una [raccolta](https://blog.hubspot.com/marketing/free-landing-page-templates) di template free di landind page
- [Una bella guida di Neil Patel](https://neilpatel.com/blog/the-definitive-guide-to-creating-high-converting-landing-pages/)
- Una [super raccolta](https://vwo.com/blog/landing-page-best-practices/) di best practice per le vostre pagine


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title: "Smoke test: cos’è e perché è fondamentale"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Lo smoke test è uno dei componenti più importanti del growth hacking ed è fondamentale per la validazione di idee. Vediamo in dettaglio cos'è."
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# Smoke test: cos’è e perché è fondamentale

## Riepilogo sullo smoke test

- Lo Smoke Test è un’opportunità per aziende, startup e imprenditori
- Permette di validare e testare il lancio di un nuovo servizio o prodotto
- È un tipo di MVP
- Consente di risparmiare tempo e soldi

## Smoke test, introduzione

Chi sta per lanciare un prodotto, un servizio o una startup si trova immerso in una serie di sensazioni.

Da un lato l’entusiasmo e la voglia di cominciare, dall’altro la paura e qualche remora al pensiero di poter fallire. Il lancio di un prodotto può rappresentare, nel processo di vendita, una delle fasi più rischiose in termini di tempo e denaro.

Ed ecco che, come per l’Houdini nel marketing, sbuca un asso nella manica: **lo Smoke Test**.

Scopriamo insieme di cosa si tratta e come si mette in piedi.

## Che cos’è uno Smoke Test

Termine coniato da [Eric Ries](https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Ries), autore del bestseller Lean Startup (in italiano [Partire Leggeri](https://amzn.to/3tiLGFJ)), lo Smoke Test è un metodo che nasce nel mercato dello sviluppo software e che ha poi invaso tutto il mondo dell’imprenditoria digitale.

**Serve a capire se c’è abbastanza richiesta di un determinato prodotto o servizio da parte degli utenti** e, quindi a giustificarne lo sviluppo, così come l’investimento economico e di tempo che ne consegue. 

Senza dubbio, lo Smoke Test è uno degli strumenti più efficaci e vantaggiosi. Attuare un “test del fumo” significa che il nostro prodotto, o servizio, non c’è ancora ma, andando a simulare la sua esistenza, capiamo dall’esito se procedere con lo sviluppo oppure no.

## Caratteristiche e obiettivi dello Smoke Test

Nel [Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/), vivarium di **sperimentazione e innovazione**, lo Smoke test trova terreno fertile. Possiamo definire lo Smoke Test come un’opportunità per le startup, in quanto rientra all’interno del concetto di MVP ([_Minimum Viable Product_](https://en.wikipedia.org/wiki/Minimum_viable_product)), ossia la versione leggera, talvolta solo ideale, del prodotto o servizio che vuoi immettere sul mercato.

Per attuare un valido Smoke test, il tuo MVP deve rispondere ad alcune caratteristiche:

- **Non deve necessariamente esistere un prodotto fisico**. Sarà sufficiente un prototipo o l’idea
- Deve essere chiaro **qual è il problema** che il tuo prodotto, o servizio, va a risolvere
- Deve essere chiara **la metrica misurabile**, per determinare la riuscita dello Smoke Test

Parallelamente alle caratteristiche di un MVP, sono evidenti gli obiettivi da seguire grazie allo Smoke Test:

- Validazione del prodotto (o servizio) prima di un reale investimento
- Risparmio economico e di tempo
- Possibilità di testare una o più varianti su un prodotto (o servizio) già esistente

Rapido e indolore. Tuttavia, ti starai chiedendo in cosa consiste, in termini pratici, lo Smoke Test. Ecco tutti i passaggi per metterne in piedi uno.

## Come fare uno Smoke Test

La mia attività mi porta continuamente ad affinare, perfezionare e sperimentare nuovi servizi e prodotti. Ho avuto modo di mettere in pratica lo Smoke Test in diverse occasioni, dal lancio del [mio primo libro](https://www.raffaelegaito.com/diario-della-crescita/), fino all’organizzazione di un evento. Tutte le volte l’esito mi ha spiattellato una **grande verità sulla fattibilità di quel prodotto**. 

Passando al lato pratico, possiamo dividere l’attuazione dello Smoke test in 4 step.

### Step 1: definire la metrica

Affidarsi alla [metrica giusta](https://www.raffaelegaito.com/metriche-prodotto/) è un punto focale, che deve essere chiaro fin da subito. La scelta può cambiare da caso a caso ed è possibile perfino affidarsi a più di una metrica. 

I termini di valutazione, le metriche devono rispondere ad un criterio: la coerenza con il tuo obiettivo. Se il tuo obiettivo è quello di ottenere più contatti, allora potrai valutare, ad esempio, quante persone ti lasciano la mail. E così via. 

Se hai dei dubbi a riguardo, concentrati su quale momento del [Funnel AAARRR](https://www.raffaelegaito.com/funnel-aaarrr/) ti trovi. Parliamo di Awareness? Allora una metrica coerente potrebbe essere il monitoraggio dei click e delle visite. Il mio consiglio è quello di dedicare attenzione a questo step: ad una corretta analisi segue un efficace test di fattibilità. 

### Step 2: creare un artefatto

Ti voglio parlare di un caso studio. In principio Dropbox non era altro che un esperimento, il tipico e calzante MVP immesso sul mercato col metodo più semplice, una landing page e un video, tramite la quale capire la risposta del pubblico. Il resto è storia.

Come ogni cosa che diventa grande e crea un proprio solido seguito, anche [Dropbox si era affidata allo Smoke Test.](https://techcrunch.com/2011/10/19/dropbox-minimal-viable-product/) 

Il secondo step, dunque, consiste nel **creare un “artefatto”** che immettiamo sul mercato. 

L’artefatto deve rispondere a 3 parametri:

- Rapido ed economico da realizzare
- Deve essere coerente con la metrica scelta
- La [value proposition](https://www.raffaelegaito.com/value-proposition-significato/)deve essere chiara

**L’artefatto per eccellenza è la landing page**; ad ogni modo esempi di “artefatto” possono essere dei video youtube, delle newsletter o un ebook gratuito.

### Step 3: generare traffico

La metrica è stata individuata e il tuo prototipo è pronto per essere lanciato?

Non ti resta che presentarlo a più persone possibili, sfruttando qualunque metodo che si presti a generare traffico. In un mondo digitale, dove l’obiettivo comune è quello di farsi notare e arrivare a più persone possibili, devi usare le giuste strategie.

Che si tratti di inserzioni a pagamento, della creazione di una community su facebook o di un blog, non perdere di vista il tuo obiettivo.

Se cerchi una guida, puoi dare un’occhiata al mio corso online su [come aumentare il traffico](https://www.raffaelegaito.com/corso-aumentare-traffico/).

### Step 4: misurare la metrica

È arrivato il momento di lasciarci [guidare dai dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/). L’interazione con gli utenti, i loro feedback, la loro risposta in merito al nostro artefatto sono dati preziosi.

Misurarli ci farà capire se si tratta di obiettivi raggiunti soddisfacenti, oppure se è il caso di apportare modifiche o persino di **abbandonare il progetto**. 

Questa fase è puro oro colato.

La fase in cui puoi soffermarti a migliorare o modificare, con il minimo sforzo, il tuo servizio e quelle modifiche te le hanno svelate i diretti interessati, gli utenti finali. Trai il massimo insegnamento, correggi, esplora, lavora sulle criticità del tuo progetto e rispondi alle richieste.

## Conclusioni

Non c’è tempo per sbagliare e reiterare l’errore. Se esistono gli strumenti giusti per provare, validare e risparmiare tempo e denaro, allora bisogna usarli.

Grazie allo Smoke Test, in pochi step puoi simulare molto del tuo business.

In questo procedimento ricorda di anticipare le domande degli utenti, di rendere chiara la value proposition del tuo lavoro e di fare leva sui principi di persuasione.

## Risorse aggiuntive

Se vuoi approfondire ulteriormente il tema dai un’occhiata a questi link:

- Il libro [Partire Leggeri](https://amzn.to/3tiLGFJ) di Eric Ries
- Il libro [The 4 steps to the epiphany](https://amzn.to/2NXJGTc) di Steve Blank
- Il libro [Running Lean](https://amzn.to/36zszO5) di Ash Maurya
- Il mio primo [libro Growth Hacker](https://amzn.to/3tcQdtc)
- Una [guida](https://cxl.com/blog/smoke-test/) dettagliata di XCL
- Un’altra bella [guida](https://www.ucreate.it/blog/the-complete-guide-to-smoke-testing) di ucreate


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title: Metti il turbo al tuo e-commerce con la Marketing Automation
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Se hai un e-commerce e non stai sfruttando la marketing automation stai perdendo una delle più grosse opportunità di questa epoca!"
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# Metti il turbo al tuo e-commerce con la Marketing Automation

Se hai un [e-commerce](https://www.raffaelegaito.com/ecommerce/) e invii la newsletter uguale a tutti i tuoi iscritti stai facendo un grosso errore. Allo stesso modo se tutti i tuoi utenti vedono la stessa home page stai perdendo una grossa opportunità.

Sembra surreale doverlo ancora sottolineare di questi tempi, ma ne vedo ancora tanti, durante i miei corsi o nella semplice navigazione online, di e-commerce che sono rimasti letteralmente agli anni 2000 e non sfruttano le incredibili possibilità delle ultime tecnologie.

A cosa mi riferisco?

A **usare i dati in maniera intelligente**. A **personalizzare i contenuti** per ogni singolo utente. Ad **automatizzare una serie di processi** grazie all’intelligenza artificiale. E chi più ne ha più ne metta.

Per approfondire questo tema sempre più attuale mi sono fatto una chiacchierata con i ragazzi di Clerk, uno strumento che in un solo colpo porta tutti i benefici elencati sopra all’interno di un e-commerce.

Cosa puoi fare quindi di concreto se hai un e-commerce o stai pensando di aprirne uno e vuoi aumentare le vendite? Vediamolo insieme!

**Raffaele Gaito**: Ciao Deborah e Domenico, come prima cosa presentatevi ai miei lettori: chi siete, che background avete e di cosa vi occupate?

**Deborah Campioni**: Ciao Raffaele! Sono Deborah Campioni e sono la _Web Content Manager_ per l’Italia di Clerk.io, un’azienda con sede a Copenhagen che realizza strumenti di [_Marketing Automation_](https://www.raffaelegaito.com/marketing-automation/) per gli e-commerce basati su una nostra Intelligenza Artificiale.

In Italia ho sempre lavorato nel marketing digitale, con un debole per il copywriting e la SEO, e ho voluto continuare nel settore anche qui in Danimarca, dove vivo da più di un anno. Clerk era alla ricerca di una persona che si occupasse di tutti gli aspetti di web marketing con il mercato italiano ed eccomi qui!

**Domenico La Tosa**: Io invece sono Domenico La Tosa e sono il _Customer Success Specialist_ per l’Italia.

Per dirla in parole semplici, sono l’anello che congiunge l’utente finale ed i nostri programmatori quando c’è qualcosa che non va con il prodotto.

Ho iniziato a programmare e a disegnare per il web a 13 anni e lavoro nel web marketing da oltre 10 anni con una mia agenzia – ma non ho ancora ben capito di cosa mi occupo di preciso.

In Clerk mi occupo anche della qualità dell’applicazione del nostro sistema nei siti web dei clienti: recensisco quindi i siti dei clienti e faccio in modo tale che riescano a vendere il più possibile usando i nostri software nel modo ottimale.

![marketing automation team](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/marketing-automation-team.jpg)

**RG**: Ok, andiamo subito al sodo. Che cosa è Clerk e come si pone nello scenario vasto della _marketing automation_ rispetto a nomi noti e più blasonati? Quali sono le differenze principali?

**DC**: Utilizziamo un’intelligenza artificiale capace di lavorare su più livelli:

- Sul sito aggiungiamo in maniera personalizzata dei prodotti raccomandati che massimizzano il tasso di conversione e aumentano di parecchio la grandezza del carrello medio.
- La funzione di ricerca, invece, corregge gli errori ortografici, comprende i sinonimi e lista i prodotti dalla ricerca dell’utente in un modo non manipolabile, ma capace di vendere in modo massiccio sin da subito.
- Fuori dal sito forniamo raccomandazioni di prodotti via email basate sulle scelte dell’utente e molto altro per l’email marketing automatizzato.
- Poi abbiamo il modulo Audience, che è l’equivalente di una falange romana di _data scientist_ folli e capaci di sezionare chirurgicamente gli utenti degli e-commerce in base alle loro preferenze, al valore commerciale, ai gusti e tanto altro. Tutto questo in soli 3 click!

La differenza principale rispetto agli altri competitor è che lavoriamo costantemente sull’intelligenza artificiale e sulle sue applicazioni, da più punti di vista.

Il team di sviluppo lavora a strettissimo contatto con quello di supporto e customer success, perciò ogni mese aggiungiamo nuove funzionalità e rifiniture sulla base di quello che i nostri clienti richiedono e sulla base della filosofia e degli obiettivi ultimi del nostro strumento (attrarre, convertire, trattenere).

Basta [registrarsi alla prova gratuita](https://my.clerk.io/?utm_campaign=gaito&utm_source=blog#/signup) per vedere quest’intelligenza artificiale all’opera.

**RG**: Si sente sempre più spesso parlare di piattaforme di _marketing automation_, ma non sempre è chiarissimo di cosa si tratta. Raccontateci brevemente cosa sono e quali vantaggi può portare usarne una per il proprio business online.

**DLT**: La quasi totalità degli e-commerce è ferma ad uno stato di medioevo tecnologico. E non è quasi mai un problema di costi.

I responsabili cercano ancora di “intercettare” a mano le preferenze dei loro utenti: a volte lo fanno mostrando caroselli con i prodotti più recenti; altre volte decidono di mostrare una data categoria di prodotti e così via.

Tutto questo lavoro, assolutamente aleatorio, viene ripetuto nel tempo con le stagioni, le nuove collezioni e così via. Si spendono peraltro molte risorse in heat map, A/B testing e strumenti del genere – che io adoro ed uso da anni! – ma è la radice del loro ragionamento ad essere errata: ogni responsabile crede di sapere esattamente cosa vuole la sua utenza – centinaia di migliaia di utenti all’anno – ma l’uomo non può processare “a mano” miliardi di dati.

Le piattaforme di _marketing automation_intervengono proprio qui costituendo la rivoluzione industriale dei e-commerce in quanto permettono un utilizzo razionale dei dati dei clienti (ovviamente tutto conformemente al GDPR).

Il punto centrale dell’intera questione, infatti, è che le preferenze degli utenti moderni non sono incasellabili in compartimenti stagni. Ci sono migliaia di utenti e migliaia di gusti, intenzioni ed orientamenti diversi.

Questa “guerra” la si vince solo raggiungendo ogni singolo utente in maniera personalizzata (la cosiddetta microsegmentazione) e questa può essere ottenuta solo grazie all’intelligenza artificiale.

**RG**: Mi sono reso conto negli ultimi tempi che quando si parla di _marketing automation_ spesso ci si riferisce alle piattaforme di email marketing, ma non è solo questo, vero?

**DC**: No, infatti!

Fino a poco tempo fa quando si parlava di _marketing automation_ si tendeva a collegarla esclusivamente alle piattaforme di _email marketing automation_ o ai software di segmentazione della clientela.

Oggi la marketing automation non è più solo riferita al canale email, ma si estende anche ad altre funzionalità, come:

- La profilazione scientifica degli utenti.
- La possibilità di mostrare raccomandazioni personalizzate basate sulle reali esigenze degli utenti.
- Rendere le esperienze di acquisto sugli e-commerce più semplici e immediate.

Grazie all’intelligenza artificiale, i siti oggi possono applicare la microsegmentazione e mostrare, ad esempio, versioni personalizzate del tuo sito ad ogni singolo utente. Ogni utente vedrà solo i prodotti che si confanno a lui nello specifico. Questa selezione di prodotti può cambiare come cambiano i gusti e le necessità del singolo utente.

Per rendervi conto di quanto è potente questa cosa immaginate a come Amazon riesce sempre a consigliarvi prodotti interessanti in base a quello che avete acquistato in passato.

La qualità dell’intelligenza artificiale è un punto fondamentale del processo e molte di quelle in circolazione sono incapaci di produrre risultati utili per molte ragioni:

- Sono scritte male.
- Accedono ai dati sbagliati.
- Elaborano i dai in maniera errata.
- E così via.

Noi, nel nostro piccolo, pensiamo di aver trovato da tempo il bilanciamento perfetto delle varie metriche per anticipare i comportamenti futuri dei nostri utenti.

Un caso di studio interessante da condividere con i tuoi lettori può essere [quello di Ecomarket.bio](https://try.clerk.io/ecomarketbio-clerk-italian-stories?utm_campaign=gaito&utm_source=blog), uno dei nostri tanti clienti italiani. I loro carrelli medi sono ora circa il 25% più grandi in valuta e sono più grossi del 24% in termini di prodotti aggiunti al carrello – dati dell’ultimo trimestre.

**RG**: In quanto Growth Hacker, ho una vera e propria “dipendenza da dati”. Quanto possono essere utili in questo senso i tool di _marketing automation_ per chi fa growth hacking?

**DLT**: Mettiamola così: attualmente, se hai un ecommerce da 8-10 ordini al giorno, con la _marketing automation_ è possibile raddoppiare il tasso di conversione e il numero di prodotti per carrello in modo piuttosto semplice.

Questa è la potenza dello studio scientifico dei dati aggregati e dell’uso di capacità di calcolo inaudite fino a pochi anni fa per il mercato retail.

**RG**: I dati e la personalizzazione sono oggi le prerogative di una campagna di marketing efficace, soprattutto per un e-commerce: l’intelligenza artificiale si sta evolvendo molto, ma non tutti ne hanno già compreso il potenziale. È qualcosa di complesso? A chi la consigliereste?

**DC**: In realtà non è necessario essere una grossa azienda per sfruttare le funzionalità della _marketing automation_. Molti nostri clienti, ad esempio, sono piccoli negozi online con una media di 8 ordini al giorno.

Anche dal punto di vista tecnico, grazie a intelligenze artificiali particolarmente evolute, le soluzioni di Marketing Automation come Clerk. richiedono davvero poche ore per essere impostate a modo, soprattutto se si utilizzano piattaforme come Magento e Prestashop.

![marketing automation revenue](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/marketing-automation-revenue.jpg)

**RG**: Immagino che ne vediate tante ogni giorno e quindi sono curioso di sapere quali sono gli errori più comuni che hai visto commettere a chi usa (in maniera errata) la _marketing automation_?

**DC**: Beh, sicuramente l’errore più comune in assoluto è quello di non sfruttare correttamente strumenti e piattaforme di Marketing Automation al giorno d’oggi!

Aldilà di questo, c’è un solo consiglio che voglio dare a chi lavora con strumenti del genere: la cosa peggiore che può succedere nella _marketing automation_ è che l’uomo cerchi di manipolarne gli output.

Un algoritmo è capace di mettere in correlazione miliardi e miliardi di dati e di trarne una o più regole comportamentali comuni. Se le vendite che il vostro sistema genera non sono soddisfacenti e/o non portano un ROI per cui il gioco valga la candela, non manipolate i risultati perché probabilmente peggiorereste solo la situazione con la vostra visione parziale della cosa.

Piuttosto cambiate tool, andando su qualcosa di più robusto.

**RG**: Come sempre, in conclusione, vi chiedo di lasciare tre consigli ai miei lettori, magari a chi non ha mai utilizzato sistemi di questo tipo e ci si avvicina per la prima volta.

**DLT**: I miei tre consigli sono:

1. Blockchain
2. Blockchain
3. Blockchain

![blockchain meme](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/blockchain-meme.jpg)

Scherzavo, l’uso di una blockchain per memorizzare i vostri dati renderebbe il nostro sistema lentissimo. Sappiate che c’è vita nell’universo oltre blockchain 😀

Ecco i veri 3 consigli per i tuoi lettori:

- Esigete sempre numeri e statistiche “robusti” prima di accettare l’uso di una soluzione di _marketing automation_. È un terreno ancora piuttosto selvaggio e c’è tanta fuffa in giro.
- Seguite il consiglio di uno specialista, perché un paio di occhi nuovi su una questione possono fornire nuove chiavi di lettura e soluzioni.
- Investite in innovazione, fondamentale perché non diventiate le VHS dell’e-commerce.

Prima di chiudere vogliamo salutare la tua community lasciandoti qualcosa di utile: [la nostra guida per chi vuole migliorare il proprio e-commerce](https://try.clerk.io/full-guide-ita-landing-page?utm_campaign=gaito&utm_source=blog) sfruttando i vantaggi della Marketing Automation, un vero e proprio vademecum dove abbiamo raccolto una serie di consigli pratici e facili da implementare.


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title: "La pubblicità nel marketing, qual è il suo ruolo?"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Qual è il ruolo della pubblicità nel marketing? Lo spiego, come sempre in maniera semplice, in questo post."
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# La pubblicità nel marketing, qual è il suo ruolo?

## Introduzione

Mi capita spesso di avvertire un pò di confusione nell’utilizzo e nella definizione di concetti connessi tra loro, ma molto differenti: il marketing, la pubblicità e la comunicazione.

Quello che voglio fare è analizzare con te questi temi, e capire le sfumature che li rendono diverse parti di un grande meccanismo, per arrivare a rispondere alla domanda principale: qual è il ruolo della pubblicità nel marketing?

## Cos’è il marketing

L’argomento marketing può sembrare banale, ma nasconde un oceano di informazioni. E’ un processo evolutivo, in continuo movimento, che al suo interno racchiude un marasma di concetti e legami. 

Ci capita spesso di utilizzare la parola marketing e che questa venga interpretata negativamente. Si dice, quando una scelta aziendale ha il chiaro scopo di vendere un prodotto, che è una “buona mossa di marketing”. 

Purtroppo si tratta del sintomo di un’interpretazione in parte sbagliata del tema. 

Voglio farti comprendere meglio cosa si intende per marketing, utilizzando uno dei metodi che più amo: le [citazioni](https://www.raffaelegaito.com/frasi-marketing/).

Una definizione che mi ha colpito molto è quella dell’American Marketing Association e dice che:

> Il marketing è l’attività di creazione, comunicazione, consegna e scambio di offerta di beni, che ha valore per i clienti, i partner e la società.

Forse non ti suonerà nuova, era il 1985 quando questa definizione veniva approvata, tuttavia io la trovo molto attuale. Assorbe concetti come creazione, scambio, comunicazione, tutti che ruotano intorno al [valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/). 

Come un effetto a catena, mi sono imbattuto anche in una definizione trovata su [Investopedia](https://www.investopedia.com/terms/m/marketing.asp), una piattaforma ricca di contenuti interessanti, e dice che il marketing è:

> La disciplina che coinvolge tutte le azioni che l’azienda compie per acquisire i clienti e mantenere le relazioni con loro.

Sono sicuro che apprezzerai molto questa definizione, una poesia sul **business che si fonda sulle relazioni**. E le relazioni, ne sono convinto, sono l’olio lubrificante di ogni meccanismo di questo mondo, nessuno escluso.

Una terza citazione è presente nel [mio secondo libro](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/). Sergio Zyman definisce il marketing come il:

> Vendere più roba, più spesso, per più soldi, a più persone, in modo più efficiente.

Una visione poliedrica e pragmatica, che arriva dritta al punto. Senza dubbio la definizione che preferisco e che utilizzo come un mantra. 

E infine, non posso non citare Philip Kotler, che definisce il marketing come

> La scienza e l’arte di creare e offrire valore per soddisfare i clienti e creare un profitto.

Sbam! 

Il binomio tra scienza e arte, il cliente e il valore che sono i punti focali, e anche l’attenzione sul profitto. Non manca nulla. 

Ora, sono convinto che avrai fatto tue queste informazioni e che sarai d’accordo che da queste citazioni possiamo generare un mix che sia comprensivo di ogni aspetto, e da un lato avremo i prodotti e i servizi, dall’altro indubbiamente i bisogni e i desideri dei clienti. 

Ma perchè ti sto parlando di tutto ciò? Ora che abbiamo visto le definizioni di marketing, voglio fare un passo avanti e spiegarti la **differenza tra marketing e comunicazione** e la **differenza tra marketing e pubblicità**.

## Differenza tra marketing e comunicazione e tra marketing e pubblicità

Sai, credo che lasciandoci guidare da chi conosce già la strada sarà più veloce arrivare all’obiettivo. Per questo motivo, per capire la differenza tra marketing, comunicazione e pubblicità voglio avvalermi di di un modello che sicuramente conosci: le 4 P. 

Per qualcuno, oggi, potrebbero essere dei concetti obsoleti, ma si possono contestualizzare in ambiti ed epoche diverse. 

Le 4 P indicano semplicemente i 4 elementi cardine del marketing:

- Prodotto 
- Prezzo
- Distribuzione (place)
- Promozione

Voglio soffermarmi sulla quarta P, la promozione. Questa P rappresenta la **comunicazione**, che è a sua volta costituita da tante attività, tra cui la **pubblicità**.

![la pubblicità nel marketing](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/09/pubblicità-nel-marketing.jpg)

Per avere una chiarezza maggiore, immaginiamo il marketing come un grande cerchio, all’interno del quale c’è un cerchio più piccolo, la comunicazione. 

La pubblicità costituisce, a sua volta, un cerchio ancora più piccolo, un sottogruppo della [comunicazione](https://www.raffaelegaito.com/frasi-sulla-comunicazione/). 

Ecco come visualizzare la pubblicità nel marketing.

Una matrioska, un incastro di elementi che fanno parte della stessa scena, ma che non sono la stessa cosa e che non vanno confusi l’uno con l’altro.

Per riassumere:

- Il **marketing** è un’insieme di attività atte a soddisfare un bisogno di un cliente e di generare profitto
- La **comunicazione**è una delle attività di marketing, che serve a creare informazioni per arrivare al cliente e farlo innamorare
- La**pubblicità**è a sua volta un’attività della comunicazione, solitamente a pagamento e con canali di terze parti, e racchiude tutti i mezzi per trasferire le notizie al pubblico

## Conclusione

Ho schematizzato in maniera semplice un concetto che spesso può generare confusione, soprattutto in chi ha appena cominciato un approccio al mondo del marketing.

Abbiamo visto che marketing, pubblicità e comunicazione non sono la stessa cosa, che la differenza è nel ruolo che investono all’interno di un processo più grande.

Spero che, nella maniera più semplice possibile, questa visione schematica possa aiutarti a collocare ogni attività al posto giusto, che il desiderio di visione di insieme ti spinga a nutrire sempre la la tua curiosità, ad indagare fino in fondo ricordando che **nel marketing l’ovvio non esiste**.


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title: Il direct marketing spiegato in maniera semplice
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cosa significa di preciso fare direct marketing? Lo spiego in questo post, come sempre in maniera semplice e accessibile."
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# Il direct marketing spiegato in maniera semplice

## Riepilogo sul direct marketing

- Il direct marketing significa raggiungere il proprio pubblico senza intermediari
- Nasce sui canali tradizionali, come posta e telefono
- Oggi potenzia la sua efficacia con i canali digitali
- Nasce come approccio 100% misurabile

## Introduzione

Hai ben in mente il tuo target, sai chi sono le tue buyer persona, hai prodotto contenuti adatti a loro: ora come fai a raggiungerli direttamente?

La risposta è: con il **direct marketing**.

Ma cosa significa di preciso fare marketing diretto? Il termine viene usato molto spesso per indicare le vecchie comunicazioni cartacee tramite posta, ma in realtà è molto di più.

## Cos’è il direct marketing

La traduzione esatta di direct marketing potrebbe essere: **marketing a risposta diretta**, cioè tutte quelle forme di comunicazione e di promozione che raggiungono il tuo pubblico senza avvalersi di nessun intermediario.

La [definizione](https://marketingexpert.cim.co.uk/glossary/) del Chartered Institute of Marketing dice:

> Tute le attività che rendono possibile la vendita di un bene o di un servizio o la trasmissione di un messaggio tramite posta, telefono, email o altri mezzi diretti.

Come vedi è abbastanza ampia e fa rientrare sia approcci più tradizionali (telefono, posta, ecc.) che moderni e legati alle nuove tecnologie.

Il punto cruciale della questione è **l’assenza di intermediari**, il contatto diretto con il pubblico.

Secondo molti, infatti, si può parlare di direct marketing già con i cataloghi che giravano nel 1600 e 1700, anche se il termine vero e proprio è stato coniato solo nel 1958 da [Lester Wunderman](https://en.wikipedia.org/wiki/Lester_Wunderman), considerato il padre del marketing diretto.

## Come funziona il direct marketing

Il significato del direct marketing, dunque, sta nelle **relazioni**che si creano con le persone, gli scambi, anche le critiche, purché siano costruttive e ti aiutino a migliorare l’offerta commerciale o i servizi del tuo brand.

Tutte le forme di comunicazione che hanno questo scopo appartengono a questa forma di marketing.

Ad esempio il telemarketing, che avviene tramite telefono, oppure il mobile marketing, che prevede l’invio di sms, o ancora l’[email marketing](https://www.raffaelegaito.com/email-marketing-definizione/), cioè tutte le attività via posta elettronica che tengono aggiornati gli utenti sulle ultime novità dei brand.

Cosa vuol dire fare direct marketing? Semplicemente **entrare in contatto con i tuoi clienti senza mediazioni.**

Questo tipo di comunicazione è sempre più diffusa e naturale: ormai siamo abituati a parlare con i brand tramite tutti i canali social e non ci aspettiamo più di ricevere solo informazioni in modo passivo, senza poter rispondere o interagire.

Per poter fare direct marketing hai bisogno quindi di definire il target. costruire una lista di contatti, interrogare periodicamente questo database e inviare comunicazioni personalizzate.

## Quali sono i vantaggi

Ora che hai ben chiara la definizione di direct marketing, ti starai chiedendo quali sono i motivi per cui dovresti sceglierlo per raggiungere i tuoi obiettivi di business.

La tecnologia ha drasticamente cambiato il modo con il quale facciamo marketing e non è più una questiona di canali online vs canali offline, quanto una questione di [creare delle relazioni](https://www.raffaelegaito.com/sticazzi/).

C**reare relazioni con i clienti è il miglior modo per fidelizzarli**: una persona che si sente partecipe della storia dell’azienda difficilmente la abbandonerà.

Il direct marketing negli anni si è evoluto notevolmente e ha pian piano sfocato quella linea che separava i canali tradizionali da quelli digitali fino a integrarli in un’unica strategia.

Utilizzare un approccio di questo tipo ha diversi vantaggi, tra cui ne spiccano sicuramente due:

- **L’elevata personalizzazione delle comunicazioni**.  

La costruzione di un database in target e la definizione di messaggi personalizzati sono fondamentali oggi più che mai. L’approccio “sparo nel mucchio e incrocio le dita” non funziona ed è pericoloso.
- **La possibilità di misurare in maniera concreta.**  

Con questo tipo di approccio possiamo sapere in maniera precisa quante persone hanno risposto alle nostre comunicazioni e quante hanno eseguito l’azione che ci aspettavamo.

Ovviamente ci sono anche dei lati negativi. È facile farsi prendere la mano ed esagerare con il numero di comunicazioni, il tono aggressivo di vendita e altri fattori.

Proprio per questo motivo, negli anni è intervenuto spesso il legislatore (il [GDPR](https://www.raffaelegaito.com/gdpr-normativa-aziende/) è uno degli esempi più recenti) per regolamentare questo tipo di approccio.

**Gli aspetti etici** non possono non essere tenuti in considerazione quando si lavora con il direct marketing e l’obiettivo primario dovrebbe essere, come scrivo spesso su queste pagine, quello di [creare una relazione genuina](https://www.raffaelegaito.com/coccolare-clienti/) con il proprio pubblico.

## Risorse di approfondimento

Se vuoi approfondire ulteriormente il tema ti consiglio di dare un’occhiata a questi link:

- L’ottima [pagina](https://en.wikipedia.org/wiki/Direct_marketing) di Wikipedia in Inglese
- L’[approfondimento](https://dma.org.uk/article/direct-marketing-defunct-approach-or-powerful-strategic-tool) di Data & Marketing Association
- Una comoda [checklist](https://ico.org.uk/media/for-organisations/documents/1551/direct-marketing-checklist.pdf) di ICO
- Una guida super approfondita
- Il [libro](https://amzn.to/2P4wZ6L) Succesful Direct Marketing Methods di Bob Stone
- Il [libro](https://amzn.to/2PaVeA3) The No B.S. Guide to Direct Marketing


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title: Come trasformare le crisi in opportunità
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Trasformare la crisi in opportunità per il tuo business. Alcune riflessioni e mezzi concreti per sfruttare a tuo vantaggio i momenti critici.
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# Come trasformare le crisi in opportunità

In un momento storico come quello legato alla pandemia abbiamo assistito a una grossa crisi sul fronte professionale. 

Sono cambiati i termini, le modalità, le entrate economiche. 

Sono cambiati i canali, i mezzi e le linee comunicative. 

I cambiamenti ci sono sempre, è vero, ma una crisi di questa portata ci ha costretto a fare i conti con **tanti e veloci cambiamenti**avvenuti tutti nello stesso momento. 

La doccia fredda ci ha spaventato, ci ha costretti a rimboccarci le maniche, qualche volta a pensare di abbandonare. 

Le crisi personali nella propria attività si vivono quotidianamente, anche slegate da un evento catastrofico di grandezza mondiale. 

Eppure c’è sempre una frase che avrai sentito mille volte, anche prima della pandemia. 

Una frase che risuona come la [frase motivazionale](https://www.raffaelegaito.com/frasi-motivazionali/) di turno, il cui abuso rischia di trasformarla in una frase fraintendibile. 

La frase standard, cioè che **nelle crisi nascono le opportunità. **

Voglio fare una riflessione insieme a te su questa frase.** **

## Crisi e opportunità

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché **la crisi porta progressi**. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. **Chi supera la crisi supera sé stesso** senza essere superato”.

Questa è una frase di Albert Einstein. 

Voglio invitarti a soffermarti sulle sue parole, perché io trovo il collegamento tra il concetto di crisi e quello di opportunità molto serio e ben lontano dall’essere banale e considerato un aforisma motivazionale o “instagrammabile”. 

Il punto importante, tuttavia, è quello di snocciolare la questione fino in fondo e capire realmente cosa significa che nel momento in cui stiamo affrontando una crisi dobbiamo concentrarci sulle opportunità. 

Intanto che cos’è una crisi? Ci sono 3 aspetti nell’essenza del termine crisi che vanno puntualizzati. 

### La crisi detta le regole

In primis, **le crisi cambiano e ribaltano le regole del gioco**. Questo significa che molte delle convinzioni valide fino a ieri vengono spazzate via dal vento della crisi. 

Non esistono più. Sparite. Puff. 

Se fino a qualche tempo fa consideravi alcune idee o azioni i pilastri solidi della tua azienda, la crisi è il terremoto che li destabilizza. 

Cambiano le regole, durante una crisi, ma cambiano anche le posizioni di leadership, anche quando quelle stesse ci sembravano inespugnabili. 

Quello che fino a un momento prima era scontato, dopo un periodo destabilizzante cambia. Nella storia sono decine e [decine le aziende che sono nate dalle crisi.](https://www.fortuneita.com/2020/04/09/10-aziende-enormi-lanciate-durante-crisi-economiche/) 

### La crisi cambia esigenze e priorità

Un altro punto da considerare sul tema crisi è che quest’ultima, oltre a cambiare le regolare, **riassetta anche le nostre priorità e le nostre esigenze. **

Questo punto per me ha una chiave di lettura inequivocabile, perché se cambiano esigenze e priorità usciamo dalle nostre convinzioni, abbracciando una serie di nuove possibilità che prima non potevamo vedere. 

### Una nuova condizione di normalità

E che succede se cambia la scala di priorità nelle persone? **Si crea una nuova normalità**, presumibilmente valida fino a una nuova crisi. 

Questo terzo punto è una conseguenza del precedente. Non c’è molto da dire, perché rischieremmo di dare il via ad un contenuto di spessore filosofico. Nella pragmaticità, però, va detto che**la normalità non esiste**. 

Lo avremmo dovuto intuire tempo e tempo fa, ma la pandemia ce lo ha urlato in faccia, che niente è normale, o quantomeno la normalità è mutevole. 

**Non esistono regole scolpite nella pietra**. 

La normalità è un concetto che si evolve ed è strano dirci a vicenda, dopo o durante una crisi, “torneremo alla normalità”. 

Non si tornerà affatto indietro perché la nostra “normalità” è diversa da quella dei nostri genitori, che a loro volta hanno vissuto una normalità ancora diversa dai loro.

Torneremo ad una normalità certo, ma sarà temporanea. Una condizione stabile prima di un nuovo scossone o di un nuovo cambiamento. 

Quindi abbiamo visto che una crisi porta qualcosa di nuovo, ma come e cosa deve fare un professionista o un’azienda per affrontare una crisi preparati al meglio? 

## Come affrontare una crisi professionale

### Individua le nuove esigenze

Un business non si regge in piedi se è distaccato dal pubblico che lo sostiene. E la colla che li tiene uniti sono le domande. [Fai le giuste domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/) ai tuoi clienti in tempo di crisi per capire quali sono le loro esigenze e perché non le stai soddisfacendo. 

**Come cambiano le esigenze dei tuoi clienti**? Se non conosci la risposta allora non ha senso fare esperimenti e apportare modifiche al tuo business. 

Effettua delle indagini, dei form di feedback, raccogli delle survey. Chiedi in maniera diretta con delle interviste. 

### Renditi utile

Ancora un punto che non ha niente di teorico ma si fa, concretamente. Devi capire, in base alle nuove esigenze dei tuoi clienti, come puoi essere utile per loro. 

Ricorda che se offri un servizio o un prodotto che nessuno sente l’esigenza di avere e che nessuno trova utile in nessun suo aspetto, probabilmente [stai investendo tempo e risorse a vuoto](https://www.raffaelegaito.com/minimum-viable-product/). 

### Capta le opportunità

Se non si è costretti ad uscire da una zona di comfort, difficilmente ci si trova di fronte a nuove opportunità Per questo motivo durante una crisi bisogna concentrarsi e guardarsi intorno per coglierle.

**Si vive di opportunità**. 

E sono opportunità, ad esempio, gli incontri e relazioni professionali nuove, lo sono il tempo che puoi dedicare a [nuovi studi.](https://www.raffaelegaito.com/corsi-gratuiti-marketing/) 

### Studia i competitor

Per individuare le opportunità giuste e non lasciartele sfuggire **analizza lo scenario reale che ti ruota intorno e analizza le azioni dei competitor**. Questo si trasforma in qualcosa di concretamente utile, soprattutto se prendi come riferimento aziende grosse, di altri paesi che nella sfera professionale sono qualche passo più avanti. 

Analizzare le loro strategie non significa copiare, ma attingere a idee e stimoli che vanno nella direzione giusta. 

### Sperimenta senza freni

Sperimentare per me è la strada da intraprendere per l’avvio di qualunque tipo di di business, affinché nessuna opzione resti intentata. Durante un momento critico, gli esperimenti sono altrettanto importanti, perché è questo il momento in cui ci si trova a bivi diramati in infinite direzioni.

Devi provare tante strade per sapere qual è quella giusta.  

Questo, poi, è il momento della [sperimentazione](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) senza permesso. Adesso si che si possono ribaltare i paradigmi, perché lo scenario è già tanto diverso rispetto a prima. 

Oggi, o sperimenti o muori. 

**Nel business non va avanti il più forte, ma chi ha la forza di adattarsi. **

### Investi sulle coccole

Se vuoi trarre ancora il meglio dal momento di crisi, ricordati di [coccolare il tuo pubblico.](https://www.raffaelegaito.com/coccolare-clienti/) Lavora sulla comunicazione, ma non quella che mira alle vendite, parlo di quella che serve a costruire relazioni. 

Lavora su questo. Le persone vogliono presenza, vicinanza e trovarsi di fronte qualcuno che investi nelle relazioni. 

Un modo per essere vicini alle persone è investire su un ottimo servizio di customer care. Sono convinto che sia questo il vantaggio competitivo che ti permette di differenziarsi dagli altri. 

## Conclusioni

Per quanto spesso mascherata da frase fatta, nel business **è una verità che la crisi nasconda delle nuove opportunità.**Quindi sii pronto al cambiamento che porta****il fallimento, al miglioramento che c’è dietro.


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title: 39 app di intelligenza artificiale pazzesche
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date: "2023-03-29T17:54:23+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Scopri i migliori 39 strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare il tuo lavoro. Con questa lista completa di tool, potrai scoprire come l'AI può semplificare e migliorare il tuo lavoro in modo efficace."
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# 39 app di intelligenza artificiale pazzesche

La tecnologia dell’[Intelligenza Artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-nel-marketing/) (AI) è sempre più presente nelle nostre vite, soprattutto nel mondo del lavoro digitale. 

Grazie alla capacità di elaborare grandi quantità di dati e di apprendere da essi, **gli strumenti di AI possono offrire soluzioni innovative a molte delle sfide quotidiane** che incontriamo sul lavoro, velocizzare i tempi di produzione dei contenuti, fornire spunti e idee, o anche solo correggere un lavoro svolto. 

Voglio passare in rassegna **39 strumenti di AI che possono aiutarti a migliorare la tua produttività**. Dalle app per l’elaborazione di contenuti testuali, ai software di riconoscimento vocale, passando per app di elaborazione grafica, scopriremo come l’AI può fare la differenza nel lavoro di tutti i giorni.

## ChatGPT

Il primo grande strumento AI, quello che ha avvicinato il grande pubblico all’intelligenza artificiale generativa è senza dubbio [ChatGPT.](https://chat.openai.com/chat) Non è, infatti, il primo strumento, ma è stato quello che ha permesso a tutti di avvicinarsi all’argomento, dando vita ad una vera e propria rivoluzione. 

L’essenza di ChatGPT? **Un dialogo uomo-macchina basato su un linguaggio comune**, che ti fornisce risposte su qualunque cosa, ti aiuta a gestire e [velocizzare il lavoro](https://www.raffaelegaito.com/gestire-il-tempo/), a creare o migliorare contenuti e tanto altro. 

Qui un mio **corso gratuito** dove spiego come utilizzare al meglio ChatGPT. 

## Dall-e

[Dall-e](https://openai.com/dall-e-2/) è un altro strumento pazzesco, nato in casa OpenAi ancor prima di ChatGPT. La sua caratteristica è che **è uno strumento che genera immagini**, a partire da qualsiasi input inserito. 

## Synthesia

Passiamo dai contenuti testuali e grafici, a quelli video. 

[Synthesia](https://www.synthesia.io/) è lo strumento in grado di **realizzare un video da zero** di una persona che parla e che dice le cose che hai scritto. 

La persona che recita nel video non è reale, ma creata ad hoc dall’intelligenza artificiale e imita perfettamente sembianze e atteggiamenti umani. 

L’ho usato, ad esempio, per fare questa intervista:

## GoCharlie

Content creator, a rapporto! [GoCharlie](https://gaito.link/gocharlie) è lo strumento di AI per voi. Con GoCharlie potete creare immagini esclusive da un testo in alta risoluzione, lavorare ai contenuti testuali, estrarre testi, riassunti e post da contenuti video, ma anche realizzare interi piani editoriali.

Tra l’altro c’è una convenzione attiva per la mia community. Se ti iscrivi da [questo link](https://gaito.link/gocharlie) e inserisci il codice RAFA30FORGROWTH hai il **30% di sconto**.

Davvero pazzesco. Qualche tempo fa ho intervistato uno dei founder di GoCharlie.

## Thispersondoesnotexist

Il titolo di questa applicazione la dice lunga. [This person does not exist](https://thispersondoesnotexist.com/), questa persona non esiste. Il suo funzionamento è semplicissimo, entrando nell’app vedrete il volto di una persona.

Un volto realistico, che sembra vero eppure **quella persona non esiste** e ogni volta che aggiornate la pagina compare un volto nuovo. Questo strumento si rivela utile quando avete necessità di utilizzare una foto di una persona per i vostri contenuti ma non ne avete una a disposizione.

## Midjourney

[Midjourney](https://www.midjourney.com/home/?callbackUrl=%2Fapp%2F) è un altro strumento utile a chi ha necessità di **creare immagini partendo da un testo descrittivo**. Il punto di forza di Midjourney è che le immagini elaborate sono bellissime, in uno stile fantasy ma davvero originali e interessanti. 

## Notion

[Notion](https://www.notion.so/product/ai) è famoso per essere un tool con il quale raccogliere note e appunti, organizzare idee e tanto tanto altro. Cosa ci fa, quindi, in questa lista? **Da poco Notion ha inserito al suo interno l’AI**. Come in ChatGPT, anche in Notion ora è possibile creare contenuti testuali, riassunti, generare spunti e idee. Merita davvero. 

## Tome

[Tome](https://beta.tome.app/) è uno strumento di intelligenza artificiale ibrido che, come GoCharlie, mette insieme la **realizzazione di immagini e di testo**. Con Tome potete organizzare e creare delle presentazioni intere solo con l’aiuto dell’AI. 

## Superhuman

Uno dietro l’altro questi tool di AI mi lasciano entusiasta. [Superhuman](https://superhuman.com/) è un altro strumento pazzesco e serve a potenziare e trasformare la vostra casella e-mail.

Ma in sostanza? **Quest’app rende più pulita e organizzata la vostra casella mail**, sistema i contenuti, riassume le mail lunghe e prepara anche le bozze di risposta da inviare. Una cosa incredibile.

## Namelix

Se hai difficoltà nell’ideare un nome adatto al tuo business, ai tuoi prodotti o servizi, ecco l’app di intelligenza artificiale adatta.

Si chiama [Namelix](https://namelix.com/) e inserendo alcune parole chiave **ti proporrà una serie di nomi, abbinati a logo e palette colori, adatti al tuo business** o che possano fungere da ispirazione. 

## Cleanup

Quanto spesso ci sono degli elementi di disturbo nelle foto o nelle immagini? Grazie a [Cleanup](https://cleanup.pictures/) è possibile in pochissimi istanti eliminare tutti quegli elementi che rovinano le tue foto. 

## FaceTune

[FaceTune](https://www.facetuneapp.com/) è un app con la quale molti di voi si sono sbizzarriti di sicuro già da diversi mesi, poiché non è in giro da poco.

**Se vuoi rendere la tua foto profilo particolare**, bizzarra, epica, un pò sopra le righe, o semplicemente  se vuoi migliorarla, allora questo è uno strumento da provare. 

## Overdub

[Overdub](https://www.descript.com/overdub) è un’altra app che ti fa esclamare: WOW! Cosa fa? Partendo da una breve registrazione della tua voce, **puoi far riprodurre all’applicazione dei discorsi parlati che utilizzano la tua voce appunto**.

Utilissima per arricchire dei video o per sistemare in post-produzione l’audio già creato.

## Adobe Podcast

Semplice ma potentissimo, [Adobe Podcast](https://podcast.adobe.com/) è a dir poco una rivoluzione [se realizzi podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast-e-branded-podcast/), appunto.

Se carichi all’interno di quest’app un file audio realizzato in maniera non ottimale, anche registrato con il cellulare, lo strumento te lo trasforma in un file di alta qualità come se fosse stato registrato con strumentistica professionale. 

## Compose

[Compose](https://www.compose.ai/) è un’estensione Chrome di auto-completamento.

In sostanza, ogni volta che su qualunque app, sito o altro stai scrivendo del testo questa estensione **ti aiuta a risparmiare circa il 40% del tempo, suggerendoti del testo adatto al contesto**. 

## Resemble

[Resemble](https://www.resemble.ai/) è uno strumento molto simile a Overdub e **ti permette di ricreare la tua voce in maniera del tutto artificiale**. Il valore aggiunto di questo tool è l’estrema personalizzazione.

Puoi scegliere un tono di voce specifico, tra il rilassato, il felice, e qualunque emozione vuoi condividere con la voce. E puoi scegliere anche tra circa una quarantina di lingue disponibili.  

## Synthesys X

Anche [Synthesys X](https://synthesys.io/x/) è un’estensione Chrome. In pratica cercando un’immagine sui motori di ricerca, questa estensione permette di ricrearla con l’intelligenza artificiale.

L’immagine riprodotta, simile a quella che cercavi, potrà essere utilizzata liberamente.  

## Runway

Lo so, sembra quasi ripetitivo, ma io sono letteralmente entusiasta per ognuno di questi strumenti e [Runway](https://runwayml.com/) è ancora una volta qualcosa di eccezionale. Si tratta di **un insieme di 30 strumenti per lavorare con l’intelligenza artificiale a video, testi, immagini**.

Una cassetta degli attrezzi a portata di mano per modificare le immagini, trovare idee e creare contenuti da zero.  

## Descript

[Descript](https://www.descript.com/) ti permette di **editare un video in una manciata di secondi**. Il suo funzionamento parte da una base abbastanza semplice: il video caricato viene trascritto per intero. A questo punto, per modificare il video, eliminare dei pezzi e così via ti basterà intervenire sul testo trascritto.

Se in un video molto lungo mi accorgo che ci sono delle frasi che voglio eliminare, vado ad eliminarle nel testo e in un istante quel pezzo di video corrispondente verrà eliminato.

## Fireflies

Ecco l’app che aspettavano in tanti. Si tratta di uno strumento che **si integra alle tue riunioni online**.

Qualsiasi sia l’applicazione che utilizzi per i tuoi meeting, [Fireflies](https://fireflies.ai/) ti estrapola la trascrizione di ciò che è stato detto durante la riunione, fa un riassunto con un focus sui punti salienti e genera anche i task da indirizzare ai diversi partecipanti.

## ChatGPT for work

[ChatGPT](https://gptforwork.com/) for work è un’estensione di ChatGPT che ti consente di **avere sempre a portata di click in google Sheets o in Docs le funzionalità dell’app** più usata del momento. 

## Maxine

Ancora un’app eccezionale per chi crea contenuti video. Grazie a [Maxine](https://developer.nvidia.com/maxine) puoi registrare un video leggendo uno script e avendo gli occhi bassi.

Grazie a quest’app non sarà necessario, dunque, mantenere il contatto visivo con la camera perché **i tuoi occhi verranno riportati nella posizione ottimale**, come se stessi guardando l’obiettivo. 

## Magic Eraser

[Magic Eraser](https://magicstudio.com/magiceraser) è molto simile ad altre app di AI già viste, poiché anch’essa **elimina elementi di disturbo dalle foto** o elementi che non vuoi che ci siano. Lo indico in questa lista perché è davvero performante e funziona molto bene. 

## Publer

Cambiamo totalmente assetto con quest’altro tool: [Publer](https://publer.io/). Publer ti consente di gestire i tuoi social, di programmare le pubblicazioni. lo strumento esiste da diversi anni e io lo uso da sempre, ma da qualche settimana è stato implementato con l’AI.

Ora Publer **ti aiuta non solo nella gestione dei contenuti social, ma anche nella loro realizzazione. **

## Generated Photos

[Generated Photos](https://generated.photos/) è un app simile ad altre che **genera dal nulla volti di persone che non esistono**. In questo caso specifico puoi dare qualche indicazione extra, come scegliere il genere, l’etnia, e le caratteristiche fisiche. 

## MusicLM

Se fino ad ora le app viste ti sono sembrate incredibili, [MusicLM](https://google-research.github.io/seanet/musiclm/examples/) è davvero un passo avanti a tutti. Si tratta di un progetto appena annunciato da Google che serve a **creare musica da zero**. 

All’interno dell’app è possibile fare una richiesta specifica del genere di musica che si desidera ottenere, scegliere il genere, lo stile, il contesto e così via.

## Waymark

[Waymark](https://waymark.com/) è un’app di intelligenza artificiale che rende la produzione di video di alta qualità estremamente semplice, utilissimo in ambito business poiché **crea delle pubblicità con un click**. Basta fornire alcune informazioni di base e Waymark genererà automaticamente video professionali con effetti visivi e audio coinvolgenti. È una soluzione ideale per le aziende che desiderano creare contenuti video accattivanti senza la necessità di competenze tecniche avanzate.

## Google Bard

[Google Bard](https://bard.google.com/?hl=en) è un’app di scrittura assistita da IA, chatbot di casa Google, che offre suggerimenti e correzioni per migliorare la qualità dei tuoi testi. Questa app utilizza l’IA realizza e offre consigli per rendere il testo più chiaro ed efficace. Non è un app all’altezza di ChatGPT, ma ne parlo in dettaglio in questo video. 

## Adobe Firefly

[Adobe Firefly](https://firefly.adobe.com/) è un’app di progettazione assistita da IA che semplifica il processo di creazione di design visivamente accattivanti. È un app che merita menzione a causa dell’**interfaccia ben fatta, dell’usabilità intuitiva e della semplicità.** Anche di Firefly ne parlo in dettaglio. 

## Copy.ai

[Copy.ai](https://www.copy.ai/)è un’app basata su IA che genera testi creativi e coinvolgenti per scopi pubblicitari, di marketing o di branding. Questa app sfrutta l’IA per analizzare le tue esigenze di scrittura e generare testi che catturano l’attenzione del pubblico. Utilissima per i [content creator](https://www.raffaelegaito.com/masterclass-creazione-contenuti/), poiché ti aiuta a  creare facilmente slogan, descrizioni di prodotti, annunci pubblicitari e molto altro ancora, risparmiando tempo prezioso nel processo creativo.

## Ora.ai

Ecco l’inception delle AI. [Ora](https://ora.ai/) è l’intelligenza artificiale che ti permette di creare la tua personale intelligenza artificiale! In sostanza potrai creare dei chatbot personalizzati verticali su un argomento specifico. Un’app leggera, ma che potrebbe essere utile per diversi progetti.

## Cody

[Cody](https://meetcody.ai/) è un app come la precedente, che ti consente di realizzare il tuo assistente AI personalizzato, ma che rispetto ad Ora è ad un livello di professionalità superiore. Come funziona? Dagli in pasto tutte le informazioni utili che riguardano il tuo business, come testi, immagini, documentazioni. L’app acquisirà tutta la conoscenza necessaria per fornirti un reale supporto da assistente virtuale. 

## Mixo

[Mixo](https://www.mixo.io/) è un’app all inclusive, un mix di strumenti di AI utili per il lancio di una [start up](https://www.raffaelegaito.com/ebook-come-creare-una-startup/). In sostanza, hai un’idea ma non l’hai ancora realizzata? Grazie a Mixo hai tutto quello che ti serve per creare contenuti, lavorare alla grafica, creare il sito web. Tutto in pochissimi istanti. 

## Soundraw

[Soundraw](https://soundraw.io/) è un’app di creazione musicale basata su IA che consente agli utenti di generare facilmente composizioni musicali originali. Soundraw crea melodie, ritmi e armonie uniche che si adattano alle preferenze dell’utente ed è uno strumento creativo versatile per musicisti, produttori e appassionati che desiderano esplorare nuove frontiere nella composizione musicale.

## Kaiber

[Kaiber](https://kaiber.ai/) è un’app di editing video assistita da IA che semplifica il processo di montaggio e post-produzione. Grazie all’IA, Kaiber può analizzare automaticamente i tuoi contenuti video, individuare i momenti salienti e generare tagli precisi. Inoltre, l’app offre strumenti avanzati per aggiungere transizioni, effetti speciali e titoli, consentendoti di creare video in modo rapido ed efficiente. Tuttavia, è comunque una descrizione carente. Kaiber riesce ad andare un pò oltre, dando vita ad ogni guizzo creativo e particolare che ti viene in mente. Da provare. 

## Rewind

[Rewind](https://www.rewind.ai/) è una di quelle app che potrebbero quasi spaventare. **L’app dice di sostituirsi alla nostra memoria**. Come funziona? L’app ti chiede di caricare in sostanza ogni cosa che ti riguarda: foto, documenti, posta elettronica e così via. Una volta caricato tutto, l’app diventa la tua memoria. Potrà generare letteralmente dei ricordi e tirerà fuori tutto quello che non ricordi. Pazzesco!

## Versy

Tecnicamente quest’app è definita **text to space**. A differenza di app text to text, come Chat GPT, [Versy](https://www.versy.ai/) parte da un testo per generare un’esperienza virtuale. Crea letteralmente degli spazi, utilissimo per professionisti che lavorano nel design o nell’architettura.

## Leonardo

Sei sei un programmatore o una programmatrice di videogiochi questa è l’app di intelligenza artificiale che fa per te. Si chiama [Leonardo](https://leonardo.ai/) e con un click ti permette di **creare degli assets per i videogiochi**. Ti basterà scrivere che elementi ci siano nel videogioco e l’app li genera.

## Nvidia Canvas

[Nvidia Canvas](https://www.nvidia.com/en-us/studio/canvas/) è un’app di pittura assistita da IA che **rivoluziona il processo creativo per gli artisti digitali**. Sfruttando i potenti algoritmi di IA, Nvidia Canvas offre una pittura digitale interattiva e realistica. Partendo da un input semplice, come delle linee, l’app ti genera su quella base degli scenari pazzeschi.

## Conclusioni

Sono app, quelle viste, che sono perfette per i liberi professionisti, per chi crea contenuti, per chi lavora nel digital. L’unico limite all’utilizzo di ognuna di esse è solo la propria fantasia.

Con la giusta voglia di sperimentare e il giusto entusiasmo **questi strumenti sono gli alleati di una grande e meravigliosa rivoluzione. **


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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Una rivoluzione quella che sta portando nel nostro lavoro l'intelligenza artificiale. Partiamo dal capire cos'è ChatGPT e approfondiamo."
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# Cos’è ChatGPT: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale

Produttività. Idee. Contenuti. Originalità. Fare la differenza. 

Alla base di qualunque attività digitale (e non solo) sono questi i grandi requisiti che pretendiamo da noi stessi o da chi lavora con noi. 

Mi sento gasato, entusiasta all’ennesima potenza, nel poter dire che oggi **abbiamo un alleato impeccabile e valido nel nostro lavoro: l’intelligenza artificiale.**

Perché entusiasta? Perché si tratta di una materia di studio che seguo fin dall’università. La mia tesi, infatti, verteva proprio sulle sinergie tra [intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-nel-marketing/) e comportamento umano e vedere quanto sia stata immensa l’evoluzione della materia mi gasa da paura.

L’[intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-tool/) sta trasformando letteralmente il modo in cui le aziende si relazionano con la propria clientela e anche come vengono gestite le quotidiane attività lavorative. 

In questo articolo voglio concentrarmi in particolare su uno dei sistemi di chatbot intelligente, [ChatGPT,](https://chat.openai.com/) e come questo pazzesco strumento rappresenta **una vera e propria rivoluzione nell’interazione tra aziende e clienti online.**

## Cos’è ChatGPT

Creato da OpenAI, ChatGPT,  acronimo di Generative Pretrained Transformer, è potentissimo chatbot, come non se ne erano mai visti prima. Questo chatbot è stato creato con l’intento di **fornire informazioni accurate, vaste, variegate e complete su ogni argomento possibile**. 

Il programma è stato strutturato seguendo un “addestramento”, dandogli in pasto migliaia e migliaia di dati testuali da comprendere e analizzare, è infatti in grado di generare contenuti testuali in maniera quasi simile ad un essere umano. 

Il sistema è semplice, poiché l’interazione si basa su domande che vengono fatte dagli utenti alle quali **ChatGPT risponde in maniera più accurata possibile**, fornisce informazioni, [produce contenuti](https://www.raffaelegaito.com/idee-content-marketing/), testi, articoli e tanto altro.

Ci sono stati molti dubbi, perplessità, qualche freno da parte degli utenti ad utilizzare ChatGPT, ma soprattutto nell’utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità. 

Ho pensato, quindi, di fare un webinar, della durata di circa due ore, in cui faccio vedere come usare ChatGPT in modo avanzato nel proprio lavoro.

Ci sono sia utilizzi più semplici (per chi è all’inizio) che casi d’uso avanzati (per chi ha più praticità).

Vi consiglio di seguirlo fino alla fine perché ci sono un sacco di spunti pratici e di domande interessanti del pubblico.

## Caratteristiche di Chat GPT

ChatGPT è uno strumento incredibile, è vero, ma è pur sempre uno strumento. Quali sono le sue caratteristiche? Cosa lo rende davvero utile ed efficace?  

### Comprendere il linguaggio 

La prima caratteristica evidente di ChatGPT è la sua capacità di comprendere il linguaggio. Come ogni altro chatbot **si fonda su un’interazione fatta di domande e risposte**. Tuttavia in questo caso notiamo **un modo di comunicare umanizzato**.

Lo strumento, infatti, non solo interpreta il contesto di una conversazione ma fornisce risposte pertinenti in modo naturale, facendo in modo che chi lo utilizza si senta a proprio agio durante la conversazione.

Questo è un punto focale di questa grande rivoluzione. **La comprensione del linguaggio definito naturale, appartenente all’essere umano, è stata a lungo considerata un obiettivo fondamentale dell’informatica e dell’intelligenza artificiale**.

Ci sono stati molti tentativi di creare software in grado di comprendere pienamente esigenze e bisogni richiesti con un linguaggio parlato, ma solo recentemente sono stati fatti dei progressi significativi e ChatGPT, come tanti altri strumenti, ne è la prova.

### Apprendimento automatico

Un’altra caratteristica di ChatGPT è la sua **capacità di apprendere in modo autonomo**. Il sistema utilizza una struttura per l’apprendimento automatico per migliorare continuamente le sue prestazioni, analizzando le interazioni passate per identificare modelli e migliorare le sue risposte in futuro. 

Questo rende ChatGPT un sistema altamente scalabile, in grado di gestire un volume di interazioni sempre maggiore **senza la necessità di ulteriori interventi umani**.

Per questo il modo migliore di utilizzare ChatGPT è quello di essere minuziosi nelle descrizioni delle richieste scritte, arricchirle di dettagli e così via. 

[Apprendere dall’esperienza!](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/) Il modo migliore per imparare così per le persone, tanto quanto per l’intelligenza artificiale.

### Benefici per aziende e per professionisti

Nella libera professione e in ambito aziendale ChatGPT diventa uno strumento incredibile, che può supportare il lavoro, e non certamente sostituirlo.

Ma nel concreto **quali sono i vantaggi** che uno strumento come ChatGPT può portare alle aziende ai lavoratori e alle lavoratrici?

Fornire spunti, velocizzare i processi di brainstorming, supportare la realizzazione di [piani editoriali](https://www.raffaelegaito.com/corso-piano-editoriale/), ma anche di strutture per una [landing](https://www.raffaelegaito.com/landing-page/) o suggerimenti per trovare la giusta chiave per la realizzazione di contenuti testuali, video o [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast-e-branded-podcast/), e perfino per fornirti informazioni sui prodotti, sui [competitor](https://www.raffaelegaito.com/differenziarsi-competitor/) e così via. 

Il risultato? **Si riducono tanto i tempi impiegati per tante attività**, e ci si può affidare al supporto di un’assistente virtuale sempre pronto a fornire spunti, idee o a correggere ciò a cui stai lavorando. 

L’utilizzo di ChatGPT è utile per piccole cose, ma anche per migliorare i processi aziendali, sviluppare nuovi prodotti o servizi, o migliorare [le strategie di marketing](https://www.raffaelegaito.com/strategia-di-marketing/). Ovviamente a seguito delle giuste domande e della corretta gestione a monte del progetto a cui stai lavorando. 

Uno strumento del genere, per quanto potente, non può svolgere il tuo lavoro. Sicuramente è un aiuto, uno spunto, un acceleratore di idee, **ma la strategia di base deve partire da noi**.

### Innovazione continua

ChatGPT rappresenta solo l’inizio! **L’inizio di un’innovazione continua**.

Uno slogan senza voce che ha attratto a sé l’interesse di tantissime persone. Questo interesse è benzina verso la ricerca, lo studio e il miglioramento che andranno sempre più veloci verso **l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e dell’automazione. **

Ad esempio, è plausibile che ci sarà un veloce avvento di strumenti studiati per migliorare l’ esperienza utente, o di chatbot che utilizzano l’analisi semantica per comprendere meglio il contesto della conversazione e fornire risposte sempre più accurate, precise, umane.

Inoltre, l’uso di chatbot intelligenti potrebbe estendersi a nuovi settori e mercati, come la sanità, l’istruzione e il settore pubblico. I chatbot potrebbero essere utilizzati per fornire informazioni sui servizi, rispondere alle domande dei pazienti o dei cittadini e fornire assistenza in tempo reale.

Cosa aspettarsi, quindi? Tutto! Letteralmente.

**Dobbiamo solo essere aperti e aperte e accogliere questa rivoluzione informatica** come un vantaggio per ogni ambito esistente. 

Va detto, però, che **ci sono anche alcune preoccupazioni sull’utilizzo di chatbot**. Plagi, privacy, diritto d’autore, ma anche un’eventuale [inaffidabilità delle fonti](https://www.raffaelegaito.com/come-trovare-fonti-attendibili/). Anche questo è un aspetto che fa parte della naturale evoluzione di uno strumento come ChatGPT, la cui direzione dovrebbe essere rivolta ad un assetto trasparente e responsabile, per **garantire ai clienti la sicurezza nel loro utilizzo.**

## Conclusioni

**Velocità ed efficacia. Accuratezza e idee**. Se questo non fosse sufficiente a invogliarti a provare, direi che ChatGPT è un mondo da esplorare e adattare alle proprie esigenze. Divertiti e [sperimenta](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/), e prenditi il meglio per il tuo lavoro. 


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title: "Come diventare Growth Hacker, tutto quello che devi sapere"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "La domanda che mi fanno più spesso negli ultimi tempi è: come diventare Growth Hacker? La risposta non è breve e la trovi in questo post."
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# Come diventare Growth Hacker, tutto quello che devi sapere

## Introduzione

Credo che, senza ombra di dubbio, una delle domande che mi fanno più spesso negli ultimi tempi è: **come diventare growth hacker?** Nella maggior parte dei casi questa domanda mi viene posta da laureandi e neolaureati che vogliono investire in [una delle professioni più ricercate sul mercato](https://hbr.org/2016/02/every-company-needs-a-growth-manager) negli ultimi anni, ma ogni tanto tra i curiosi c’è anche qualche professionista o freelance che si occupa di materie limitrofe (marketing, prodotto, UX, ecc.) e vorrebbe **allargare le sue competenze**.

Proprio per questo motivo nel mio libro “[Growth Hacker, mindset e strumenti per far crescere il tuo business](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/)” ho affrontato il tema del Growth Hacking non tanto dal punto di vista della disciplina (esistono già [diversi libri validi sul tema](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-libri/)), ma quanto piuttosto dal punto di vista della professione. Chi è il growth hacker oggi? Cosa fa concretamente in azienda? Quali competenze deve avere? Come gestisce la sua giornata lavorativa? Questi erano gli interrogativi che avevo in mente prima di iniziare la stesura del libro.

Confesso che dare una risposta esaustiva alla domanda “come diventare growth hacker?” non è banale, e vorrei provare a farlo con questo post, dando un po’ di indicazioni concretamente attuabili e non la solita lista farlocca che si trova su molti post americani di questo tipo.

Forbes, in un premonitore articolo del 2013 titolava “[Ecco perché tutti i marketer tradizionali dovrebbero diventare growth hacker](https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2013/09/16/ryan-holiday-why-all-marketers-should-be-growth-hackers/)” e, anche provando ad avere una visione più equilibrata della cosa, è impossibile non notare il crescente interesse intorno alla figura del growth hacker. Basta farsi un giro su una qualsiasi piattaforma di ricerca lavoro (Monster, Indeed, Glassdoor o altre) per notare la quantità incredibile di posizioni aperte in aziende di ogni tipo.

Quando ci si trova di fronte a un argomento per il quale c’è forte _hype_ in corso c’è sempre il rischio di liquidarlo troppo velocemente come la moda del momento o, viceversa, farsi prendere dall’entusiasmo e sovradimensionare la questione.

Se ti interessa percorrere seriamente il cammino che ti porterà a **diventare un growth hacker** (che sia per la tua azienda, per quella del tuo capo o dei tuoi clienti) è importante, a mio avviso, analizzare la questione nella sua interezza, senza incorrere in uno dei due estremi descritti sopra.

## Chi è il Growth Hacker

Prima di procedere ulteriormente vorrei chiarire che per il ruolo del growth hacker vengono ormai utilizzati diversi nomi, ma che significano tutti esattamente la stessa cosa. Alcuni di questi nomi/ruoli sono:

- growth master
- growth marketer
- head of growth
- chief growth officer
- e così via.

Come vedi l’unica parte in comune tra questi termini è la parola _growth_ ad indicare che è una figura che in azienda deve occuparsi di una sola cosa: **la crescita.**

L’altro punto importante che va chiarito è il fatto che il growth hacking non è un’attività svolta da un singolo, ma **è un lavoro di team**. Non esiste uno scenario dove assumi (o formi) il growth hacker per fare attività di growth hacking, ma piuttosto assumi (o formi) il growth hacker da mettere a capo del processo e del team di crescita.

Il growth hacking è un lavoro di squadra in tutti gli step del processo (ideazione, prioritizzazione, esecuzione e analisi) e non solo nella fase di esecuzione come spesso si potrebbe pensare. È un’attività **crossfunzionale** che va a impattare in maniera concreta su tutti i reparti dell’azienda (sales, operation, marketing, business development, ecc.) e su tutti gli aspetti del business.

In uno scenario di questo tipo il growth hacker (o growth master o uno dei tanti nomi visti sopra) non è nient’altro che un facilitatore. Una figura chiave intorno alla quale ruota il resto del team che deve assicurarsi che il processo di growth hacking prosegua senza intoppi: controlla che tutti abbiano dei task assegnati; che tutti abbiano le risorse a disposizione per eseguirli; che non ci siano esperimenti che si accavallano; definisce gli obiettivi; controlla le metriche; si occupa della [definizione delle Key Performance Indicator](https://www.raffaelegaito.com/kpi-significato/); gestisce il budget; modera il growth meeting e così via.

Se sei pratico con il mondo **Agile** e il framework **Scrum**, si potrebbe fare un parallelismo dicendo che il growth hacker si avvicina molto alla figura dello _scrum master_ all’interno della metodologia Agile.

Anzi, se vogliamo dirla tutta, **il Growth Hacking è molto più vicino a metodologie come Agile, Design Thinking e Lean** invece che a mondi con cui viene spesso confuso come il [funnel marketing](https://www.raffaelegaito.com/funnel-marketing/), l’automation marketing o il performance marketing.

Detto questo passiamo a vedere un po’ di aspetti pratici di questa figura (partendo dal più importante, il mindset) e soprattutto i vari step che compongono il percorso del come diventare growth hacker.

## Il mindset del growth hacker

Ho ripetuto fino allo sfinimento come il growth hacking sia prima di tutto un mindset, un approccio. Un modo nuovo di affrontare problematiche vecchie: un modo migliore, più veloce e più ottimizzato di fare marketing, di creare prodotti e di far crescere aziende.

Nel mindset del growth hacker ci sono parecchie caratteristiche distintive e tra un po’ ne elencherò 6 a mio avviso fondamentali. Prima delle caratteristiche mi piacerebbe, però, individuare quelli che sono alcuni **fattori motivazionali** che spingono una persona a fare questo lavoro e a diventare growth hacker. Ce ne sono sicuramente tanti, ma nella mia esperienza personale ne ho individuati 3 che ho riscontrato in ogni professionista con cui ho parlato negli anni.

### Curiosità

Se ti aspettavi che il primo tassello verso il percorso del diventare growth hacker fosse stato qualche cosa di tecnico ti sbagli di grosso. Credo fermamente che uno degli elementi più importanti nella mentalità di un growth hacker sia la **curiosità**.

E qui ci colleghiamo con la parola _hacker_ in growth hacker.

L’avrò ripetuto mille volte, ma è sempre utile rimarcarlo: la parola _hacker_ fa riferimento al suo significato originale e puro che significa pensare fuori dagli schemi, cercare risposte dove apparentemente non ce ne sono, voler smontare la scatola per capire come funziona, utilizzare il pensiero laterale e così via.

Il growth hacker **è curioso per natura**. Vuole capire il perché delle cose, il loro funzionamento, il loro meccanismo, si chiede se una cosa può essere fatta in maniera diversa, se si può utilizzare un altro approccio o un altro strumento, se può essere migliorata e come. Il growth hacker non accetta lo status quo e odia la frase “abbiamo sempre fatto così”.

Proprio per questo motivo **non smette mai di studiare**: un nuovo libro, un nuovo corso, un nuovo tool, un nuovo caso studio… un nuovo stimolo. L’aspetto dello studio lo approfondirò in un paragrafo ad hoc di questo post.

### Ossessione per la crescita

Lo so che la parola “ossessione” spaventa sempre un po’, ma in questo caso è la parola più adatta a far capire il rapporto che il growth hacker ha con la crescita. Se nel paragrafo precedente ho analizzato la parte _hacking_ di growth hacking, qui vediamo la parte _growth_.

È abbastanza banale da dire, ma lo dirò comunque: il growth hacker ha come obiettivo finale quello di far crescere un prodotto, un business o un’azienda. La crescita come propria stella polare, come direbbe Sean Ellis, il creatore di questa disciplina.

Nella visione americana (e originale) di questa materia si fa spesso riferimento alla “crescita esponenziale”, ma credo che questo concetto sia nel 90% dei casi poco adatto alla realtà italiana. **Non siamo la Silicon Valley**, non abbiamo i loro ritmi, i loro soldi e il loro ambiente, quindi ha poco senso cercare di scimmiottarli.

Col passare del tempo sono arrivato a una mia visione della cosa, molto più italiana e molto più contestualizzata al nostro ecosistema. Ecco perché **preferisco parlare di “crescita sostenibile” e “scalabilità”**.

Il growth hacker è “connesso” con la crescita in qualsiasi cosa fa! Ogni passo (piccolo o grande che sia) e ogni decisione (semplice o complessa che sia) dovrebbe essere sempre e solo nell’obiettivo finale della crescita. La crescita è il perno intorno al quale gira la sua quotidianità.

### Passione per il prodotto

In inglese definiscono con il termine _product guy_ o _product people_ chi ha un orientamento mentale verso il prodotto. Ecco, il growth hacker è decisamente un _product guy_!

Indipendentemente dall’essere senior o junior, dal lavorare in ambito B2B o B2C, in una startup o in una multinazionale, il growth hacker è appassionato di prodotto. Sa che **un prodotto di qualità è il primo necessario step per un processo di crescita** e fa di tutto per averne uno.

È una persona che in passato ha creato prodotti, ha fatto il design di prodotti, ha testato prodotti, ha validato prodotti, ha lanciato prodotti e chi più ne ha più ne metta. Solo persone con questo approccio riescono poi ad avere un impatto concreto e a influenzare direttamente lo sviluppo del prodotto su cui stanno lavorando.

Ecco perché in molte startup (e non solo) il ruolo del growth hacker viene spesso ricoperto da chi in precedenza aveva un ruolo di prodotto come product manager, product owner e così via.

### Caratteristiche del growth hacker

Come ti avevo promesso all’inizio di questo capitolo, concludo il paragrafo con le 6 caratteristiche fondamentali di questa figura, che ho precedentemente tracciato nel mio libro.

- **Ha spirito imprenditoriale**  

Il Growth Hacker è una persona con un forte spirito imprenditoriale e per questo è in grado di correre rischi e di assumersi responsabilità.
- **Gestisce il processo, non il team**  

Ho già accennato all’inizio di questo post il suo ruolo all’interno del team, qui voglio solo sottolineare il fatto che non sia un manager. Il suo unico obiettivo è far sì che il processo di growth hacking funzioni al meglio.
- **È un leader**  

Proprio perché il growth hacking è un’attività collettiva (e non di un singolo) è importante che la persona a capo di questo processo abbia competenze da leader per guidare e motivare gli altri.
- **È un portavoce**  

Il growth hacker deve evangelizzare la cultura della crescita in azienda, soprattutto verso gli altri reparti e le persone che non lavorano nel team di crescita.
- **È disciplinato**  

Quando si lavora con un processo prefissato con degli step stabiliti è fondamentale avere la disciplina di seguire i singoli passi con costanza e coerenza.
- **È orientato ai dati**  

Ultimo, ma non per importanza è l’approccio orientato ai dati. Il growth hacker non prende decisioni basate sull’istinto o l’esperienza o l’intuito, ma solo ed esclusivamente basandosi sui dati.

## Costruire un profilo a T

![t shaped modello](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/growth-hacker-formazione.jpg)

Se stai leggendo questo post e sei arrivato fino a qui dovresti aver compreso già che il growth hacking è l’intersezione di una serie di discipline preesistenti che potremmo raggruppare in tre grandi aree: marketing, prodotto e dati. Ecco perché la caratteristica principale di questo approccio e, di conseguenza, di chi fa questo lavoro è la **multidisciplinarietà**.

**Il growth hacker non è uno specialista.**

Questo aspetto è importante e va chiarito subito. È una persona che preferisce sapere un po’ di tutto invece che tutto di un po’, non vuole diventare il migliore in una disciplina, ma vuole padroneggiarne quante più possibili.

È una figura ibrida che riesce a unire senza problemi creatività, ossessione per i dati, orientamento al marketing, passione per il prodotto, curiosità e leadership.

Nell’ambiente delle risorse umane questo tipo di figure vengono definite “profili a T” che si contrappongono ai “profili a I” che sono gli specialisti o verticali. Si usa la lettera T per indicare questo tipo di persone perché l’elemento verticale rappresenta la profondità delle conoscenze (su un paio di materie/argomenti principali) e l’elemento orizzontale rappresenta l’ampiezza delle conoscenze (su una serie di materie di supporto).

Un bellissimo approfondimento sulla [relazione tra growth hacker e profilo a T](https://www.quicksprout.com/the-definitive-guide-to-growth-hacking-chapter-2/) è stato fatto da Neil Patel nella sua famosa guida definitiva al growth hacking. Anche se la guida non è proprio recentissima, questo capitolo dedicato al profilo del growth hacker lo trovo ancora attuale e utilissimo per chi muove i primi passi.

Ovviamente non esistono due growth hacker con profili uguali e con le stesse competenze all’interno della T. Tutto dipende dal tipo di background che hai, dal percorso formativo che hai fatto e dalle tue precedenti esperienze lavorative.

Ad esempio, un Growth Hacker che viene dal mondo del marketing avrà, probabilmente, ottime conoscenze di Advertising, di SEM, di Funnel e potrà (anzi, dovrà) rafforzare le sue competenze di programmazione, di analytics, di copywriting, di AB testing, e così via.

Allo stesso modo un Growth Hacker che viene da un background tecnico sarà probabilmente ferratissimo sulla programmazione, sul lavorare con un database e sui tool, ma dovrà completare la sua formazione acquisendo delle skill in storytelling, in design, in UX, e tanto altro.

La verità, è che **non esiste una formazione predefinita che vada bene per tutti**. Ci sono Growth Hacker molto tecnici che hanno fatto i programmatori per anni, ma anche Growth Hacker che hanno un passato da venditori o marketer puri, come Sean Ellis.

Questo non significa però che il Growth Hacker sia un tuttofare!

Anzi, il suo punto di forza è proprio il focus ossessivo su una metrica, anche se perseguito con un approccio olistico. In altre parole l’obiettivo è così chiaro e cruciale, che non è importante il modo con cui lo si raggiunge, basta che funzioni!

Il growth hacker è un **venditore** e quindi deve conoscere il processo di acquisto, le strategie di prezzo, deve sapere scrivere un testo persuasivo e conoscere le leve psicologiche. È un **designer** e deve essere in grado di immedesimarsi nei bisogni degli utenti, saper definire delle buyer personas, sporcarsi le mani con la UX e UI del prodotto, deve sapere individuare e migliorare il momento wow. È un **marketer** e deve sapersi muovere tra i vari canali di acquisizione e la pubblicità, deve padroneggiare gli strumenti di analytics ed essere a suo agio con le metriche. Infine è un **programmatore** e deve comprendere le potenzialità dell’automazione, deve sapere integrare API, scrivere codice quando necessario o quantomeno conoscere i tool principali per ottenere i suoi obiettivi.

Ti ha spaventato il paragrafo che hai appena letto? Non ti ho mai detto che fare questo lavoro fosse facile e immediato!

Ma quindi in tutto questo ora la domanda principale è “come si ottiene un profilo a T?”.

La risposta è semplice, ma allo stesso tempo complessa: è fondamentale un giusto **mix di formazione continua e di sana curiosità**. Quando si parla di formazione, soprattutto su tematiche del mondo digitale l’opinione degli esperti è sempre spaccata a metà tra i sostenitori della teoria e quelli della pratica.

Il tema è complesso e non ho la pretesa di esaurirlo in questo post (ho scritto parecchio su entrambi i temi, [teoria](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/) e [pratica](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/)), ma personalmente non ho mai ritenuto necessario schierarmi con uno dei due gruppi, semplicemente perché credo che ci sia bisogno di entrambe allo stesso modo. Se hai studiato tanto il growth hacking sei solo un bravo studioso, se hai sperimentato tanto se solo uno smanettone. Un bravo growth hacker si piazza nel mezzo.

Hai capito bene, per diventare growth hacker hai bisogno di un 50% di teoria e 50% di pratica in un continuo ciclo di formazione e sperimentazione.

Facile a dirsi, ma difficile a farsi…

## Come diventare growth hacker: la teoria

**Avviso: non saltare questo paragrafo!** Non fare l’errore di pensare “si ok, belli i libri e la teoria ma io voglio smanettare”, questo non è un lavoro per smanettoni. Se non fosse chiaro ripeto un concetto accennato qualche paragrafo più su: il growth hacker gestisce un processo e lavora in un team di cui ha la responsabilità!

Avere solide basi teoriche fa tutta la differenza del mondo quando ti trovi di fronte a situazioni difficili o scenari che non avevi previsto. Ecco perché faccio continuo riferimento alle basi del marketing, le basi della psicologia, le basi della UX, le basi del branding e così via.

In questa fase ti dico con tutto il cuore di frenare la tua smania di provare quel nuovo tool o di copiare quella tecnica che hai letto su un blog americano e di rimetterti a studiare, partendo dalle competenze verticali della famosa T che ho descritto in precedenza.

Chiediti “su cosa sono già molto preparato?”, “quali sono gli argomenti su cui mi sento forte?”, “dove sono le mie principali lacune?”, “cosa mi serve veramente per fare il salto di qualità?” e così via.

Siamo fortunati a vivere in un’epoca dove abbiamo un accesso all’informazione senza precedenti, sia per qualità che per quantità e per costi. Possiamo studiare quasi qualsiasi materia o argomento dal divano di casa nostra a costo zero o bassissimo.

Siamo letteralmente inondati da piattaforme [MOOC](https://en.wikipedia.org/wiki/Massive_open_online_course) specialistiche e generaliste, abbiamo guide gratuite in ogni lingua, ebook e [webinar](https://www.raffaelegaito.com/webinar-significato/) come se piovesse, e così via. Puoi decidere tu da dove iniziare, quanto spendere e quanto velocemente alzare l’asticella.

A conclusione di questo post ti lascio un bel paragrafo con **decine di risorse per chi vuole diventare growth hacker.** Troverai libri, blog da leggere, influencer da seguire, video interessanti, corsi e tanto altro.

## Come diventare growth hacker: la pratica

**Avviso**: se hai scrollato tutto il post solo per arrivare a questo paragrafo ti consiglio caldamente di tornare in cima e leggerlo dall’inizio. Nel growth hacking non ci sono scorciatoie, ci vuole tempo e costanza per fare questo lavoro. Se già adesso vuoi usare trucchetti stai partendo col piede sbagliato.

Ovviamente tutta la teoria di questo mondo da sola non basta, non in un contesto come quello moderno dove tutto si evolve a una velocità pazzesca e i contenuti diventano obsoleti dopo 24 ore.

Ecco perché è fondamentale l’altro 50% del processo: la pratica. Devi sporcarti le mani mettendo in pratica le conoscenze acquisite nella fase di studio avendo la capacità di **contestualizzare il tutto in un progetto reale**.

Tutto ciò va fatto però con l’obiettivo di costruire una strategia e non semplicemente di copia-incollare un simpatico caso studio americano o un trucchetto letto sui social. Purtroppo viviamo in un’epoca che esalta lo smanettone nella quale si fa a gara a chi ha le metriche (di vanità) più grosse.

La verità è che in ogni progetto ci sono in gioco un sacco di fattori e che se non hai una visione strategica di lungo periodo non vai da nessuna parte. **La sperimentazione ha bisogno di elasticità mentale, di pazienza e di umiltà**, caratteristiche per nulla _cool_ che raramente si leggono in giro, soprattutto di questi tempi.

È la versione 2.0 della “gavetta” di cui tanto andavano fieri i nostri nonni e i nostri genitori. Sperimentare significa mettersi in gioco e, di conseguenza, essere pronti anche a fallire, ma accettando la casualità e cominciando a fare degli errori migliori.

A questo punto hai fondamentalmente tre scelte:

- **Se hai una startup o un tuo progetto**Parti da lì! Hai la grossa fortuna di avere qualcosa di concreto di tuo sul quale poter lavorare, allora inizia ad applicare le cose che studi quotidianamente sul tuo progetto. Anche se si tratta di qualcosa di piccolo, inizia a testare: strategia, tecniche, strumenti, approcci e chi più ne ha più ne metta. Ricordati che l’obiettivo finale deve essere la crescita e la tua ossessione devono essere i dati. Poniti degli obiettivi semplici e inizia a sperimentare per vedere se e come riesci a raggiungerli per poi alzare un po’ alla volta l’asticella.

- **Se non hai nulla di tuo**  

Se proprio non hai nulla di tuo su cui poter smanettare allora chiedi a qualcuno di farti applicare ciò che stai studiando nel suo progetto. Potrebbe essere un amico che sta lanciando un prodotto, una startup che cerca stagisti o, meglio ancora, trovati un mentor che ha già fatto queste cose in passato. Se sei giovane non preoccuparti di farlo gratis!

- **Se non conosci nessuno con un progetto**  

A questo punto non mi resta che suggerirti di avviare tu qualcosa! E attenzione non ti sto dicendo che devi inventare la nuova Facebook o devi avviare l’azienda che ti cambierà la vita. Parti da una tua passione, lancia qualcosa di tuo e sperimenta tutti i giorni. Anche su questo aspetto hai solo l’imbarazzo della scelta e puoi fare cose grandiose a costo zero o quasi: lancia un blog, apri un canale YouTube, registra un podcast, e così via. L’importante è avere qualcosa di reale su cui poter smanettare tutti i giorni e applicare ciò che studi.

## Tutte le risorse per diventare growth hacker

Per concludere questo mega post, come ti avevo promesso, ti lascio un super **elenco di risorse utili** per chi si vuole avvicinare a questa disciplina. Le risorse sono in ordine completamente casuale, non è una classifica e non è l’ordine con cui devi studiarle.

Come dicevo qualche riga più su, in rete ormai abbiamo a disposizione tantissimo materiale valido, ma allo stesso modo, quando un argomento diventa _hype,_ è facile anche imbattersi in contenuti scadenti e fuffa varia. Ho provato quindi a fare un po’ di selezione in questo mare magnum di contenuti.

Sulle pagine di questo blog trovi anche una bella [lista di influencer, esperti e guru del growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-esperti/) che ti conviene seguire se vuoi rimanere aggiornato.

### Libri

Sui [libri di growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-libri/) ho scritto un intero post, quindi se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di dare una sbirciatina a quello. Qui ti lascio semplicemente l’elenco dei titoli con i relativi link.

- [Growth Hacker, mindset e strumenti per far crescere il tuo business](http://amzn.to/2G2Kjli) – Raffaele Gaito
- [Growth Hacking, fai crescere la tua impresa online](http://amzn.to/2oTxCzS) – L. Barboni & F. Simonetti
- [Growth Hacker Marketing](http://amzn.to/2dYeNfL) – R. Holiday
- [Hacking Growth](http://amzn.to/2tjf1B6) – S. Ellis & M. Brown
- [Lean Analytics](http://amzn.to/2ec8ost) – A. Croll & B. Yoskovitz
- [Traction](http://amzn.to/2dgbVZW) – G. Weinberg & J. Mares
- [Hooked](http://amzn.to/2e63FKw) – N. Eyal
- [The Definitive Guide To Growth Hacking](https://www.quicksprout.com/the-definitive-guide-to-growth-hacking/) – N. Patel
- [Partire leggeri](https://amzn.to/2v4Uj9o) – E. Ries
- [The four steps to the epiphany](https://amzn.to/2uPa8lp) – S. Blank

### Corsi

Nel mercato italiano non c’è tantissimo a livello di corsi sul growth hacking. Io ho [un’academy online dedicata al Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-program/) dove puoi formarti con contenuti sempre nuovi e una community di imprenditori e professionisti da tutta Italia.

Se invece sei a tuo agio con l’inglese e vuoi qualche suggerimento su corsi stranieri puoi dare un’occhiata al [corso di Sean Ellis](http://growthuniversity.teachable.com/) da affiancare al suo libro e al [corso di Ryan Holiday](https://learn.ryanholiday.net/) sempre da affiancare al suo libro.

### Articoli

Anche sugli articoli si potrebbe discutere per ore, ma nell’enorme quantità di post che vengono scritti ogni giorno sul tema ce ne sono alcuni che a mio avviso andrebbero letti perché sono dei _must_ per chi si occupa di questa materia.

- Growth Hacker is the new VP Marketing – [Link](http://andrewchen.co/how-to-be-a-growth-hacker-an-airbnbcraigslist-case-study/)
- Why all marketers should be Growth Hackers – [Link](https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2013/09/16/ryan-holiday-why-all-marketers-should-be-growth-hackers/#2316673026e8)
- Debunking The 6 Most Common Myths About Growth Hacking – [Link](https://techcrunch.com/2012/12/08/defining-a-growth-hacker-6-myths-about-growth-hackers/)
- The Difference Between Marketing And Growth Hacking – [Link](https://thenextweb.com/insider/2013/05/05/the-actual-difference-between-growth-hacking-and-marketing-explained/)
- Find a Growth Hacker for your startup – [Link](http://www.startup-marketing.com/where-are-all-the-growth-hackers/)
- Every company needs a Growth Hacker – [Link](https://hbr.org/2016/02/every-company-needs-a-growth-manager)
- What Is Growth Hacking? A Definition and a Call to Action – [Link](http://www.huffingtonpost.com/ryan-holiday/what-is-growth-hacking-a-_b_3863522.html)
- Why Growth Hack Marketing Is Advertising’s Last Hope – [Link](http://betabeat.com/2013/09/don-draper-is-dead-why-growth-hack-marketing-is-advertisings-last-hope/)
- The 5 Phases of Growth Hacking – [Link](http://mashable.com/2013/09/02/growth-hacking/)
- What is Growth Hacking really? – [Link](https://medium.com/@joshelman/what-is-growth-hacking-really-f445b04cbd20)
- What is Growth Hacking? – [Link](https://www.quora.com/Growth-Hacking/What-is-growth-hacking)
- Defining A Growth Hacker: Three Common Characteristics – [Link](https://techcrunch.com/2012/09/02/defining-a-growth-hacker-three-common-characteristics/)
- Growth Hacking made simple – [Link](https://neilpatel.com/what-is-growth-hacking/)

### Casi studio

I casi studio sono importanti, ovviamente **è impossibile copiare una strategia** che ha funzionato per l’azienda X e sperare di replicarla per la nostra startup. Rimane comunque interessante capire come hanno fatto certe realtà a impostare la loro strategia di crescita, non tanto in termini di tattiche, ma di mindset e percorso fatto.

- [PayPal](https://www.referralcandy.com/blog/paypal-referrals)
- [Whatsapp](https://www.protocloudtechnologies.com/whatsapp-case-study/)
- [AirBnB](https://hackernoon.com/airbnb-business-case-study-what-makes-airbnb-so-successful)
- [Evernote](https://cloud.google.com/customers/evernote?hl=it)
- [Snapchat](https://socialmediahub.mit.edu/blog/snapchat-case-study-or-how-we-learned-love-sticker)
- [Uber](https://www.slideshare.net/Maramaldawood/uber-case-study-231995516)

### Video

Una risorsa troppo poco considerata sono i video. Concludo questa super lista con alcuni video che potrebbero essere utili se stai studiando il growth hacking e vuoi saperne di più.

- [Growth Hacking: Data and Product Driven Marketing – David Arnoux](https://www.youtube.com/watch?v=ajccEoAhfmc)
- [Growth Hacker Marketing, Growing Your Product, and Books – Ryan Holiday](https://www.youtube.com/watch?v=qvkpUlRQ4W0)
- [Growth Hacking at Pioneers Festival 2014 – Neil Patel](https://www.youtube.com/watch?v=PWshoKN952k)
- [Introduzione al Growth Hacking – Raffaele Gaito e Luca Barboni](https://www.youtube.com/watch?v=WiGBFOoj948)
- [Come creare un team di growth nella propria azienda – Raffaele Gaito](https://www.youtube.com/watch?v=rc4gWyo_7-c)
- [Debullshitizing growth hacking – Ignacio Gallegos](https://www.youtube.com/watch?v=cndWOoeeupk)
- [Il Growth Hacking spiegato semplice – Raffaele Gaito](https://www.youtube.com/watch?v=dSL84zZOyqY&t=3s)
- [Growth Hacking, 5 miti da sfatare – Raffaele Gaito](https://www.youtube.com/watch?v=S_cypBY3th8)

## Conclusioni

Ho iniziato questo post ammettendo che non era facile rispondere alla domanda “come diventare growth hacker” perché la risposta era lunga e articolata. Spero di esserci riuscito o, quantomeno, di averti dato gli **spunti necessari per iniziare questo percorso**.

Non ho la pretesa di aver esaurito l’argomento e, proprio per questo motivo, cercherò di rinfrescare periodicamente questo post con link aggiornati e nuove e utili informazioni e risorse.

Buon viaggio, perché è di questo che si tratta 😉


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title: "La storia di Ninjalitics, la startup italiana che sta rivoluzionando Instagram"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Da 0 a 250.000 utenti senza spendere un euro. Ecco la storia di Ninjalitics, il tool italiano per sgamare gli influencer farlocchi."
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# La storia di Ninjalitics, la startup italiana che sta rivoluzionando Instagram

**AGGIORNAMENTO**: Ninjalitics ha cambiato nome e oggi si chiama [Not Just Analytics](https://www.notjustanalytics.com/)

[Ninjalitics](https://www.notjustanalytics.com/) negli ultimi mesi è sulla bocca di tutti quelli che lavorano nel digitale e, in particolar modo, di tutti quelli che lavorano con i social, Instagram in primis.

Si tratta di uno strumento di analisi dei profili Instagram che permette, con un solo click, di avere informazioni dettagliate su qualsiasi account e scoprire facilmente se quel profilo ha i numeri gonfiati, se utilizza bot, se fa strane attività di follow-unfollow e così via.

Insomma, è un tool perfetto per molte cose: per tenere sotto controllo il tuo profilo, per studiare la concorrenza e anche se vuoi sgamare qualche finto [influencer](https://www.raffaelegaito.com/influencer-marketing-cosa-significa-come-funziona/) che ha pompato un po’ i suoi numeri.

Tutto questo fatto da due ragazzi italiani in gambissima che in pochi mesi hanno portato una piccola grande rivoluzione nel mondo di Instagram andando a rosicchiare terreno a strumenti più blasonati come SocialBlade.

Ho avuto il piacere di incontrare sulla mia strada i due fondatori di Ninjalitics e dopo averli fortemente voluti alla mia [conferenza](https://www.growthconference.eu/) sul Growth Hacking (video in basso) ho pensato anche di intervistarli per il mio blog.

La loro storia è bellissima e sono sicuro potrà essere d’ispirazione e di stimolo per tanti.

Bando alle ciance, ti lascio all’intervista.

**Raffaele Gaito**: Ciao Yari, come prima cosa presentati ai miei lettori. Chi sei, cosa fai e che background hai?

**Yari Brugnoni**: Rispondere alla domanda “Chi sei?” è un po’ come rispondere al “Come va?”, puoi scegliere di rispondere un anonimo “Bene” oppure di fermarti a pensare e dare la vera risposta.

Avrei potuto rispondere “Ciao, sono Yari Brugnoni, co-founder di Ninjalitics, ho 27 anni e ho studiato ingegneria gestionale, industrial management, PNL e letto tanti libri”, ma non so perché a sto giro mi sono fermato a pensare.

E quindi… chi sono?

Sono viaggiatore, determinato, curioso, meritocratico, metodico. Ossessionato per l’ordine, la sintesi, l’organizzazione e gli schemi mentali. Logico nella mia creatività. Desideroso di semplificare i processi degli altri. Sognatore realistico. Un po’ stronzocinico. Consapevole delle mie capacità, ma vergognoso nel mostrarle. In ogni cosa che mi succede cerco di trovarci un’opportunità (sì, qualche volta me la racconto… però funziona).

Non so se era la risposta che ti aspettavi, ma mi è venuta cosi! E a pensarci bene forse tutto questo è un po’ riassunto in Ninjalitics.

Grazie per la domanda.

![la homepage di ninjalitics](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/01/ninjalitics-homepage.jpg)

**RG**: Visto che hai già citato Ninjalitics andiamo al sodo. Di cosa si tratta e come è nato?

**YB**: In 3 righe: è il sito più utilizzato in Italia per analizzare profili Instagram. Puoi vedere i grafici e le statistiche inserendo l’username Instagram che ti interessa e premere invio. Ed è gratuito.

Ovviamente se hai letto con attenzione, prima ho scritto “co-fondatore”.

Ninjalitics nasce in poche ore la sera del 21 Aprile 2018, quando io e Andrea ci siamo fermati in ufficio dopo l’orario lavorativo, perché mi ero veramente stancato di non riuscire a portare l’evidenza del mio lavoro (in qualità di Social Media Manager) ai miei clienti.

Il tutto causato dall’interruzione del servizio di SocialBlade, punto di riferimento per i dati Instagram all’epoca.

Così come me, c’erano molte altre persone che stavano vivendo il mio stesso disagio e avevano la stessa necessità, quella di uno strumento alternativo di analisi dei dati Instagram.

Beh, da quel 21 Aprile a oggi sono successe molte cose.

![il team di ninjalitics](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/01/ninjalitics-team.jpg)

**RG**: Ninjalitics è sulla bocca di tutti da diversi mesi. Raccontaci quali sono stati i punti salienti della vostra crescita.

**YB**: Partiamo dalla fine.

Ninjalitics conta **circa 250.000 utenti che hanno utilizzato il sito e 3.2 milioni di pagine viste**, è disponibile in 4 lingue e usato in 20 paesi nel mondo.

Prima di Ninjalitics, non avevo mai lanciato nulla. Quindi partivo da esperienza zero. Zero come i soldi usati per farlo conoscere (Il passaparola spontaneo è molto più efficace e costa molto meno).

Aver letto libri ed osservato per mesi e mesi come si muovevano persone ed aziende più avanti di noi, molto probabilmente è stato il fattore che ci ha permesso di calibrare ogni singola mossa in questi mesi e risultare molto efficaci nelle azioni e nelle decisioni prese.

Indubbiamente ci sono stati 3 momenti fondamentali nella crescita:

1. **La nascita**: in cui persone del mondo digital hanno scoperto Ninjalitics grazie al passaparola, a post nei gruppi Facebook e ai tanti video e articoli tutorial realizzati da chi recensisce e segnala strumenti.  

Ovviamente tutto questo è stato a budget zero, è bastato segnalare il sito alle persone giuste (cioè a chi risolveva un problema) e il passaparola è nato spontaneo. Va da se che se il servizio non fosse stato bello ed efficace, sarebbe morto sul nascere.
2. **Il consolidamento**: il giorno della finale dei mondiali di calcio il [Signor Franz](https://www.youtube.com/user/IlSignorFrancesco) (uno Youtuber con 150.000 iscritti), decise di pubblicare sul suo canale un video molto criticato (tant’è che fu rimosso dopo meno di 2 giorni), dove utilizzava Ninjalitics per far vedere come “sgamare i furbetti dell’Instagram”.  

Ovviamente noi non ne eravamo a conoscenza, anche perché se l’avessimo saputo il server non sarebbe andato giù!  

Da lì la svolta.  

Sempre più gente ha iniziato a pubblicare Ninjalitics nelle proprie stories di Instagram per mostrare il proprio tasso di engagement, arrivando persino alle orecchie di CamiHawke e Marco Montemagno (e qui tu Raffaele ne sai qualcosa).
3. **Il boom**: il 3 Dicembre. Lunedì. Avevamo passato i 10 giorni precedenti a studiare minuziosamente come lanciare al meglio la funzione che eravamo convinti avrebbe cambiato le regole di Instagram: il riconoscimento del comportamento follow/unfollow. Trucchetto molto utilizzato su Instagram per aumentare il numero dei propri follower in maniera non del tutto etica.  

È stata una figata veder realizzati, anche oltre le proprie aspettative, i punti della propria strategia.  In 3 giorni abbiamo fatto 1 Milione di pagine viste, quasi tante quante i 6 mesi precedenti. Ovviamente sempre a budget 0.

Non è che siamo tirchi eh, è che per avere gli stessi risultati ottenuti con il passaparola avremmo dovuto pagare un’enormità in pubblicità. Quindi perché sprecare i soldi invece di concentrarci sul passaparola?

Molte meglio usarli per andare a un evento e avere la possibilità di parlare e conoscere persone che possono aiutarti o illuminarti!

**RG**: Quest’anno hai partecipato al Growth Hacking Day come speaker. Come è stata questa esperienza e cosa ti porti a casa?

**YB**: È stata una figata. Non tanto parlare sul palco, bensì guardare negli occhi il pubblico e percepire che ciò che stavi raccontando poteva essergli veramente utile.

Non credo di essere mai stato guardato con così tanta attenzione in vita mia. Dopo la mia ragazza ovviamente (nel caso dovesse mai leggere questa intervista sono salvo).

**Mi sono sentito al posto giusto con le persone giuste.**

**RG**: Credo che una delle cose che mi abbia affascinato di più di Ninjalitics sia il rapporto che avete con la vostra community. Dicci qualcosa in più, che ruolo ha giocato?

**YB**: L’ho detto al Growth Hacking Day, e lo ripeto: **la community è l’unico asset che nessuno potrà mai rubarti o copiarti**.

Coltivarla è quasi un obbligo. Ascoltare tutto ciò che le persone ti dicono. Rispondere alle domande più banali. Rispondere a tutte le domande. E soprattutto farlo in modo personale. Essere disposti ad aiutare incondizionatamente.

Sai quante volte ci è capitato che per aver dato una semplice risposta, che magari per noi era banale, quella persona ha poi pubblicato e condiviso Ninjalitics con i propri amici o la propria community? Semplicemente per il fatto di essere stati gentili!

Credo che questi aspetti abbiano giocato un ruolo molto importante. Perché **i feedback li puoi anche chiedere, ma poi vanno ascoltati**.

È così che gli utenti stessi hanno tradotto il sito in tedesco, spagnolo, e migliorato la versione in inglese. Ed è così che ci hanno aiutato a diffondere la funzione del Follow/Unfollow.

**RG**: Quali sono i prossimi step per Ninjalitics?

**YB**: Sicuramente quello di fornire sempre più chiarezza, trasparenza e informazioni agli utenti, perché un po’ ci piace essere i primi a fare le cose.

In secondo luogo l’apertura di un gruppo Facebook, per dare uno strumento di partecipazione accessibile a tutti, e del blog ufficiale di Ninjalitics, per creare contenuti e informazioni di valore.

Infine rendere Ninjalitics autonoma dal punto di vista economico con lo sviluppo di **servizi avanzati per social media manager e agenzie**, ovviamente lasciando gratis quello che oggi è gratis.

**RG**: In conclusione chiedo sempre agli intervistati tre consigli da lasciare ai miei lettori che vogliono fare impresa o che stanno lavorando su un proprio progetto. Che consigli gli daresti?

**YB**: Direi questi tre punti sicuramente:

1. **Le relazioni personali sono importantissime.** Cerca di stringere quanti più rapporti personali con esponenti del tuo settore, ma anche con i tuoi clienti. Le sorprese sono dietro l’angolo.
2. **Monitora e misura sempre ciò che stai facendo.** Se non hai il controllo, non sai dove andare ad agire, e soprattutto verificare se ciò che stai facendo va bene oppure no. Con Ninjalitics tantissime decisioni sono nate dai dati di Google Analytics ad esempio.
3. **Ascolta cosa dice la gente intorno a te.** Frequenta gli ambienti del tuo settore. E frequenta ancora di più quelli non del tuo settore, perché è da li che ti arriveranno le intuizioni più efficaci. Modellare e ripensare ciò che viene fatto in altri settori per applicarlo al tuo, molto spesso è ciò che ti differenzia dai tuoi competitor!


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title: Le figure professionali più richieste nel 2023 nel digitale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Ecco una panoramica dei lavori nel digitale più richiesti del 2023. Alcuni sono delle new entry e altri sono delle riconferme.
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# Le figure professionali più richieste nel 2023 nel digitale

Che il mondo si sia digitalizzato in larga scala non è certo un segreto. 

Come non lo è il fatto che sempre più aziende e business di ogni genere siano stati coinvolti in una [trasformazione digitale](https://www.raffaelegaito.com/trasformazione-digitale-marketing/).

La presenza online è un asset al quale non ci si può sottrarre oggigiorno. 

Da questa premessa viene da sé la **prorompente nascita o diffusione di alcuni profili professionali**. Alcuni di essi esistono da tempo ma erano solo riservati ad una [nicchia](https://www.raffaelegaito.com/trovare-nicchia/) specifica, altri invece sono nati, e tanti altri ne nasceranno. 

Ecco una panoramica dei profili professionali più cercati nel 2023 nell’ambito digital. 

## Sviluppatore software

Una figura a dir poco fondamentale è quella degli sviluppatori software. Fondamentale perché il loro ruolo consiste nel progettare e sviluppare siti web, app, web app e così via, ma oltre al lato tecnico il vero valore di questa figura, oggi, è quello di strutturare un’architettura informatica fruibile e **in linea con le esigenze degli utenti**.

Potrebbe sembrare ovvio includere questa figura in questa lista, ma ad oggi, infatti, [lo sviluppatore software è il lavoro più cercato del 2023](https://money.usnews.com/careers/best-jobs/rankings/the-100-best-jobs), soprattutto oltreoceano.

## Esperto di intelligenza artificiale e machine learning

Parto da una definizione semplice: chi si occupa di lavorare con l’[intelligenza artificiale](https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-nel-marketing/) si trova a **sviluppare e/o applicare algoritmi e modelli che permettono ai computer di apprendere dai dati** e di compiere azioni basate su quello che hanno imparato.

Questo campo è, a mio avviso, uno sul quale puntare ogni gettone possibile, considerando i passi da giganti che non solo ha fatto la materia di studio negli ultimi anni, ma anche la propensione del pubblico ad essa, un pubblico sicuramente più appassionato, informato ed incuriosito. 

L’intelligenza artificiale sta contaminando ogni campo, dalla ricerca alle applicazioni di uso quotidiano. **Questo è presente, tanto quanto futuro**. 

## Content creator

La vera domanda che mi sorge è: **cosa non è [contenuto](https://www.raffaelegaito.com/corso-contenuti-pazzeschi/?c=)?**

Lo sono le mail per le tue campagne, lo sono i copy per le landing, i blog post, [gli ebook](https://www.raffaelegaito.com/ebook/), ciò che condividi quotidianamente sui tuoi canali, sui tuoi social, attraverso i video e i [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast/). 

Per un professionista o un’azienda tutto questo si trasforma in una mole di lavoro enorme, da studiare e che segua non solo una linea creativa, ma anche valori e tono di voce che ti rispecchi. 

Il content creator, quindi, è colui o colei designato per questo ruolo.

Dal [piano editoriale](https://www.raffaelegaito.com/corso-piano-editoriale/?c=) ai [contenuti in sé](https://www.raffaelegaito.com/corso-trovare-idee-contenuti/?c=), il content creator è un’altra di quelle figure multi-faccia che si occupa a 360° di **far funzionare la tua [comunicazione](https://www.raffaelegaito.com/frasi-sulla-comunicazione/)** e che si rivela indispensabile per fare la differenza.   

## Data scientist

Un esperto di dati ha il compito di **raccogliere, elaborare, pulire e analizzare i dati al fine di risolvere problemi** e fornire risposte a domande specifiche. 

In altre parole, l’analista lavora per estrarre significati utili dai dati attraverso una serie di attività che includono la raccolta, la preparazione, l’elaborazione e l’analisi dei dati stessi. 

Un traduttore, un critico di quello che succede, ma anche un veggente di quello che sarà. 

[L’approccio data driven](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) è ciò che io promuovo da tempo e chi si occupa di analizzare i dati aiuta le aziende a migliorare la loro pianificazione strategica e a ottenere risultati migliori analizzando le tendenze più rilevanti, ma anche intercettando i trend in discesa. 

In sostanza l’analisi delle tendenze e la visualizzazione dei dati consentono agli analisti di fornire informazioni importanti sulle strategie che funzionano e su quelle che non funzionano, permettendo all’azienda di adattarsi e migliorare la propria pianificazione strategica per raggiungere obiettivi concreti. 

**Un ruolo chiave**. 

## UX Designer

Un o una progettista di User Experience (UX) è **una figura cercata già da qualche anno, che nel 2023 andrà a rafforzarsi**. Il perché è semplice: a parità di servizi online, gli utenti sono orientati a scegliere un flusso pensato per loro, fluido, gestibile e comodo.

Il ruolo consiste nella progettazione del modo in cui un utente interagisce con un prodotto o servizio, sia fisico che digitale. **L’obiettivo è rendere l’utilizzo del prodotto o servizio il più semplice, efficiente e piacevole possibile**. Soprattutto in un mercato sempre più frammentato e multipiattaforma.

Abilità tecniche, quindi, ma anche [soft skills](https://www.raffaelegaito.com/soft-skills-2023/) sono richieste per un mestiere che ha un focus unico e regnante: [la centralità degli utenti](https://www.raffaelegaito.com/utente-al-centro/). 

Ma nel pratico cosa fanno i progettisti UX? Effettuano ricerche sui comportamenti degli utenti e sui dati demografici, analizzano la concorrenza, creano [modelli per il flusso degli utenti](https://en.wikipedia.org/wiki/Wire-frame_model), sviluppano prototipi e testano i prodotti attraverso [test ed esperimenti](https://www.raffaelegaito.com/smoke-test/).

A tutto questo si affianca una parte creativa, composta dalla scelta di immagini, palette colori, pulsanti, design. Ognuno di questi elementi è abilmente pensato per offrire un’esperienza intuitiva, interattiva e allo stesso tempo visivamente accattivante. 

## Social media manager

La grande svolta che ha investito i social media è un fenomeno davvero interessante. 

Dalla loro nascita c’è stata una metamorfosi importante e se prima i social erano solo un modo per diffondere immagini, creare rete, cercare e mantenere contatti amici oggi questo è solo uno degli aspetti. 

**I [social media](https://www.raffaelegaito.com/social-media-marketing-cosa-e/) oggi sono a tutti gli effetti uno strumento di marketing digitale**, un modo per promuovere se stessi, i propri servizi e i prodotti. 

Un canale comunicativo ma anche di vendita, di affiliazione e di ingaggio. 

Un mezzo, i social media, dove far nascere e prendersi cura della community e condividere valori e idee, ma anche iniziative ed eventi.

Insomma, una piazza di visibilità, lo slogan che ti permette di arrivare a tanti, tantissimi. 

Per questo motivo la figura professionale del o della **social media manager è una delle più cercate**. 

Ma cosa fa? Come la maggior parte dei mestieri legati al digitale non è possibile descriverlo in poche parole. Chi si occupa di social media è un po’ un professionista della comunicazione, un po’ un analista di dati, e un po’ un creativo.

Parola d’ordine: [aggiornamento continuo](https://growthprogram.academy/).

**I social media oggi sono così e domani chissà**.

## Conclusioni

In un mondo in cui la presenza online è diventata indispensabile, queste figure risultano fondamentali per soddisfare le esigenze degli utenti e migliorare l’efficacia della comunicazione e del marketing.

Queste figure, certo, ma non solo. 

**La cosa bella della nostra epoca è la flessibilità**, la dinamicità, il riuscire a scappare ogni giorno dal senso di assuefazione che i mestieri di “una volta” portavano con sé.

Tra 5 o 10 anni ci ritroveremo tutti a fare lavori che oggi non esistono e non riusciamo nemmeno a concepire. Formarsi di continuo è l’unico modo per continuare ad essere rilevante.


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title: "Frasi motivazionali: le più belle in circolazione"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Se cerchi un elenco di frasi motivazionali per il tuo business o la tua vita privata, sei nel posto giusto!"
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# Frasi motivazionali: le più belle in circolazione

_Se vuoi far crescere la tua azienda o il tuo progetto dai un’occhiata ai miei [corsi online di business e marketing](https://www.raffaelegaito.com/corsi/)._

## Introduzione

Ho raccolto **le migliori frasi motivazionali di sempre** in una lista. Ho più volte detto che le pacche sulle spalle non servono a migliorare. Avere uno sguardo critico sul proprio operato è fondamentale, ma allo stesso tempo non bisogna temere di sbagliare o rimandare sempre l’inizio di un progetto, cercando la perfezione.

Questa lista di frasi motivazionali può aiutarti a trovare il coraggio di mettere online il tuo blog, a non arrenderti se i primi esperimenti che hai fatto sono falliti, a proporre al tuo capo quell’idea a cui pensi da tempo, e così via!

Certo la motivazione da sola non basta, occorre tempo per ottenere dei risultati, ma per partire è fondamentale.

Trovare la motivazione ogni giorno è un esercizio di pazienza e costanza ed è fondamentale per costruire un progetto che duri, nonostante gli intoppi e le difficoltà.

Spesso la motivazione è frutto di un’idea apparentemente geniale, di entusiasmo passeggiare, un “hype” che fa presto a scomparire. Bisogna trovare la motivazione nei grandi e piccoli obiettivi. 

Darsi obiettivi a breve termine può aiutare a mantenere viva la motivazione che conduce a marco obiettivi più difficili da raggiungere. In questo modo avrete diviso un percorso in salita in tanti piccoli passi e traguardi da cui trarre la motivazione per andare avanti.

Ecco perché una **lista di frasi motivazionali** ha a che fare con la strategia e con il successo, ma anche con il fallimento.  

Possiamo trarre motivazione dai nostri errori; oltre ad insegnare qualcosa gli errori, sia i tuoi che quelli degli altri, ti aiutano a migliorare. Imparare qualcosa da chi ha già fatto esperienze in un determinato campo può essere un vantaggio, che permette di risparmiare tempo e risorse. Lo stesso vale anche per le cose positive, guardare ai migliori per “rubare” da loro non è affatto sbagliato! 

In questa lista di frasi motivazionali leggerai che la motivazione può risiedere nello studio dei competitor, nelle parole dei tuoi clienti, nel tuo team oltre che nel fatturato!

Altre liste di citazioni belle che potrebbero interessarti sono:

- [Frasi sul successo](https://www.raffaelegaito.com/frasi-sul-successo/)
- [Frasi sul fallimento](https://www.raffaelegaito.com/frasi-fallimento/)
- [Frasi ispirazionali](https://www.raffaelegaito.com/frasi-ispirazionali/)
- [Altre frasi e citazioni](https://www.raffaelegaito.com/tag/citazioni/)

## Frasi motivazionali: la lista

> Aspettare la perfezione non è mai stato un buon modo di fare progressi. – S. Godin

> Ciò che mi fa andare avanti sono i miei obiettivi. – M. Ali

> Il modo migliore per iniziare è smettere di parlare e fare. – W. Disney

> Inizia a testare e smetti di discutere. – J. Correll

> Il prezzo dell’inattività è di gran lunga superiore al costo di un errore. – M. Whitman

> Che errore hai fatto oggi che ti ha insegnato qualcosa? – C. Dweck

> Il migliore investimento che puoi fare è su di te. – W. Buffett

> Il rischio maggiore è non correre nessun rischio. – M. Zuckerberg

> Non guardare indietro per chiederti “perché”. Guarda avanti e chiediti “perché no”. – N. Patel

> Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. – W. Churchill

> Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad avere quello che hai sempre avuto. – J. Kohn

> Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. – M. Berle

> Tutte le cose sono difficili prima di diventare facili. – J. Norley

> Riunirsi insieme significa iniziare; rimanere insieme significa progredire; lavorare insieme significa avere successo.- H. Ford

> Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. – M. Twain

> Siate affamati, siate folli.- S. Jobs

> Dietro ogni successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa. – P. F. Drucker

> La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci. – C.R. Swindoll

> L’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla. – H. Ford

## Conclusioni

Dopo aver letto questa **raccolta di frasi motivazionali**, tra le più belle citazioni che ci sono in giro sui temi del lavoro e della carriera, ti sentirai sicuramente investito da una propositiva voglia di fare! Tienila stretta.

Non rimandare più i tuoi progetti, coltiva la motivazione e inizia a sperimentare; un passo alla volta raggiungerai i tuoi obiettivi. Se non ci riuscirai non potrai pentirti di non averci provato.

Ricordati che anche la motivazione, come la creatività, va alimentata. Devi esercitarti, leggere, andare a cercare nuovi spunti e nuovi stimoli in posti lontanissimi dalla tua zona di Comfort.

Ti do una dritta: uno dei modi migliori per uscire dalla zona di comfort è farsi [domande](https://www.raffaelegaito.com/domande-crescere/)!

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- [Altre frasi e citazioni](https://www.raffaelegaito.com/tag/citazioni/)


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title: "Indicatori leading e lagging, di cosa si tratta?"
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date: "2020-10-08T17:33:19+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Conoscere la differenza tra indicatori leading e lagging può fare la differenza su come guardi i dati del tuo business.
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# Indicatori leading e lagging, di cosa si tratta?

_Se vuoi aumentare i clienti per il tuo business guarda il mio [corso online su come trovare nuovi clienti](https://www.raffaelegaito.com/corso-come-trovare-clienti/). Ti mostrerò una **strategia di acquisizione che usa canali a basso costo**._

## Riepilogo sugli indicatori leading e lagging

- Gli indicatori leading e lagging sono categorie di metriche
- Leading indica le metriche in input, lagging sono metriche in output 
- Le una senza le altre non hanno senso di esistere
- Il processo di Growth Hacking interviene sulle metriche leading

## Introduzione

Analizzare i dati passati. Prevedere la tendenza futura del tuo business. 

È possibile procedere con questo approccio grazie anche a gruppi di metriche, gli indicatori **leading e lagging**. Ma di cosa si tratta e che vantaggio possono dare ad un’azienda? Vediamolo insieme. 

## Cosa sono gli indicatori leading e lagging?

La definizione dei termini leading e lagging è la predizione di quello che rappresentano. 

**Leading** è un indicatore “anticipatore”, che precede eventi non ancora verificati. 

**Lagging**, invece, è il cosiddetto indicatore “in ritardo”, che segue eventi già accaduti.  

Qualunque sia l’ambito in cui stiamo operando – il business digitale, i mercati finanziari, l’analisi delle tendenze di un blog o un [e-commerce](https://www.raffaelegaito.com/ecommerce/) – questi indicatori ci permettono in sostanza di prevedere ciò che accadrà in futuro, basandosi su quello che già è accaduto nel passato. 

Entrando nel concreto, sappiamo quanto in un approccio [data-driven](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) entrambi i parametri siano fondamentali per adottare un approccio che non sia quello esclusivamente intuitivo. 

Così come le metriche lagging sono ancorate nel passato, e quindi relative a momenti finiti, al contrario le metriche leading ci danno l’opportunità di intervenire sull’attività, manipolando e cambiando il corso degli avvenimenti.

Se vogliamo usare altre parole: con leading indichiamo metriche in input e con lagging metriche di output.

![indicatori leaging e lagging](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/indicatori-leaging-lagging.jpg)

Proviamo a fare qualche esempio concreto per dare un’idea dei due tipi di metriche.

Alcune metriche leading possono essere: il budget che mettiamo sulle nostre campagne, il numero di esperimenti che facciamo durante l’anno, il numero di contenuti prodotti sui nostri social, la quantità di email che inviamo, e così via. Tutte cose sulle quali **abbiamo controllo diretto**.

Alcune metriche lagging possono essere: il fatturato di fine anno, il carrello medio del cliente, il numero di lead raccolti con una campagna, il tasso di conversione di una langing page, ecc. Tutte cose sulle quali **non abbiamo un controllo diretto**.

In che modo sono collegati questi due gruppi di metriche? Per capirlo a pieno dobbiamo introdurre il concetto di **correlazione e causalità**.

## Differenza tra correlazione e causa

Quando due metriche mutano contemporaneamente si dice che sono correlate. Ad esempio, pensiamo agli utenti che visitano un sito. Le variabili correlate sono la percentuale di utenti che permane sul sito e la percentuale di rimbalzo. Questi due fattori sono correlati, ma non sempre si influenzano l’uno con l’altro.

Se invece una variabile è la causa di un cambiamento di una seconda variabile, allora c’è causalità. 

Questo secondo esempio merita particolare attenzione. 

Quando, grazie agli indicatori, individui una reazione causale tra due variabili, allora **puoi trarre un vantaggio tangibile** per la tua azienda, intervenendo su questi dati. 

Prendiamo come riferimento un sito di e-commerce. 

Due variabili causali per un e-commerce sono le vendite auspicate e la pubblicità. In questo caso la variabile pubblicità può influenzare la variabile vendite, eccome.

A questo punto abbiamo uno strumento essenziale per capire le relazioni tra diversi fattori, ma si deve **affiancare al processo metodico**anche **uno spiccato senso critico**. 

Attenzione, perché individuare la correlazione è importante, ma riuscire ad individuare la casualità sarà la vera svolta per manipolare a tuo favore i dati.

## Metriche leading e lagging nel processo di Growth Hacking

È evidente l’importanza di questi indicatori per il processo di analisi dei dati, tuttavia avrai intuito che **il****Growth Hacking****interviene esclusivamente sulle metriche leading,** perché sono le uniche manipolabili.

Il Growth Hacker studia i segmenti di mercato, intercetta le preferenze degli utenti, analizza i dati del passato grazie ad indicatori lagging ed interviene sulle azioni da intraprendere sul futuro. 

Il lavoro di raccolta di [dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) e l’analisi è un mondo di infinite possibilità, ed in questo caso specifico, **il Growth Hacker fa un percorso a ritroso**.

Per avere un’idea più chiara sul processo e il mindset adottato nel Growth Hacking, puoi trovare una dettagliata spiegazione nel [mio primo libro](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/).

La sperimentazione parte dal valore più evidente del tuo business, come ad esempio il numero di clienti fidelizzati alla tua azienda, e si sperimenta, andando lungo una linea temporale, verso il passato. 

Perché i consumatori hanno interagito in un determinato modo? Quali sono state le reazioni dei clienti a una determinata azione da te intrapresa?

E si va ancora più dietro, alla ricerca dell’indicatore che ha permesso il successo del tuo business o il suo [fallimento](https://www.raffaelegaito.com/fallimento/). 

Ecco perché quando un cliente mi dice “voglio fatturare di più” per me **è sinonimo di poca conoscenza del suo business**. La vera domanda da rispondere è: perché non stai fatturando abbastanza?

Come abbiamo visto prima, il fatturato non è una metrica sotto il nostro controllo. Altre lo sono.

Per individuare dove si è bloccato il meccanismo si fa questo processo a ritroso utilizzando vari strumenti, come il [funnel AAARRR](https://www.raffaelegaito.com/funnel-aaarrr/).

Individuare quel dato ti permetterà di riorganizzare l’attività, facendo interventi mirati. Puoi supportare la tua attività di ricerca con i diversi [tools di Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-tools/). 

Occhio, **questa analisi deve essere costante** e non sporadica. Una continua sperimentazione per garantire la crescita della tua realtà, per riformare quello che non funziona. 

## Conclusioni

Sono convinto che leggendo ti sono venuti in mente molti esempi di indicatori leading e lagging nel tuo business, questo è un ottimo stimolo per partire a cercare in maniera approfondita tutti i segnali che, nel passato o nel futuro, possono fungere da monito. 

Accostare queste metriche a una forte **curiosità** e alla voglia di sperimentare, genererà un mix vincente.

Come diceva Nietzsche:

> Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato

Per approfondire, ti consiglio la lettura di questi articoli:

- https://eazlblog.com/2016/04/28/growth-hacking-metrics/
- [https://www.entrepreneur.com/article/236847](https://www.entrepreneur.com/article/236847)
- [https://www.shopify.com/enterprise/leading-indicators-ecommerce](https://www.shopify.com/enterprise/leading-indicators-ecommerce)

_Se vuoi aumentare i clienti per il tuo business guarda il mio [corso online su come trovare nuovi clienti](https://www.raffaelegaito.com/corso-come-trovare-clienti/). Ti mostrerò una **strategia di acquisizione che usa canali a basso costo**._


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title: "I pain point, la cosa più importante nel marketing"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "I punti di dolore (pain point, in inglese) sono uno degli aspetti più sottovalutati del marketing. E invece sono importanti."
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# I pain point, la cosa più importante nel marketing

**Vendere significa anticipare le obiezioni. **

Questa è una riflessione che nasce dal mio essere utente, ancor prima di essere un supporto per le aziende e professionisti. 

Io ci faccio caso quando un [customer care](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/) funziona bene, quando un’azienda o un marketer con i loro prodotti o servizi vanno a risolvere davvero un problema, a trovare realmente una soluzione che appaga i bisogni. 

Da questa riflessione ho sentito l’esigenza di approfondire il tema e di spulciare un argomento che è un pò la chiave di volta in questo meccanismo: i pain point, definiti anche punti dolore.

## Cosa sono i pain point, i punti di dolore dell’utente

I punti dolenti, o pain point, sono **problemi reali** che il tuo pubblico o i tuoi consumatori stanno vivendo. Questi problemi si concretizzano principalmente attraverso le lamentele, i tassi di abbandono rispetto al tuo e-commerce, oppure la semplice e banale frustrazione di non avere abbastanza informazioni per procedere con l’acquisto sul tuo sito.

Lo studio che riguarda i pain point è molto ampio, tanto da coinvolgere attivamente enti di ricerca, come la [Consumer Federation of America](https://consumerfed.org/), che ogni anno si impegna a indagare su quali possano essere i principali punti di dolore dei consumatori, attraverso indagini e interviste. 

In base ai dati degli ultimi anni, uno dei principali fattori che per gli utenti assume toni negativi, costituendo un punto di dolore, è la **comunicazione fuorviante**. 

**Il pubblico si sente ingannato** dalle pubblicità che non sono veritiere, oppure dalle informazioni nascoste. O ancora, è il senso di abbandono quando, di fronte ad una disperata richiesta di aiuto, l’azienda sparisce, lasciando il cliente tra dubbi irrisolti. 

I pain point sono problemi e frustrazioni di vario genere che potremmo classificare in esempi lampanti. Vediamone qualcuno e cosa fare per declinarli a tuo favore.

## Il fattore tempo: il punto di dolore principale

Che il mondo digitale sia veloce non è certo una novità.

Gli utenti, oggi, hanno a portata di clic qualunque informazione, prodotto o servizio e la velocità a cui siamo tutti abituati ci ha catapultati in un limbo a 2x.

Non sono un fan del tutto e subito, [tutt’altro](https://amzn.to/3w3IwFQ). Tuttavia ci sono alcuni casi in cui la velocità deve essere un punto a tuo favore. 

L’obiettivo è quello di **essere veloci quando è necessario**. 

Un esempio? Se un cliente vuole parlare con l’[assistenza clienti](https://www.raffaelegaito.com/assistenza-clienti/) non dovrebbe essere lasciato ad aspettare per tempi inaccettabili. Farlo significa acuire il problema. 

**Riduci i tempi di attesa**, le persone lo vivranno come un’esperienza positiva. 

## Le false promesse

I messaggi fuorvianti, le mezze verità, condizioni e clausole nascoste o taciute. 

Questi sono altri esempi di situazioni che, per le persone, rappresentano punti di dolore.

Per evitare di commettere questo sbaglio e anticipare la sensazione di dolore dell’utente è importante lavorare sulla comunicazione che trasmetta **informazioni soddisfacenti e promesse reali**. 

Credo che oltre ad un principio etico, quando si fa marketing sia un obbligo pensare che dall’altra parte ci siano persone vere ed informate, che impiegheranno ben poco tempo per smascherare la fuffa. 

Costruisci azioni su pilastri solidi fatti di **fiducia, verità ed informazioni chiare**. 

Meglio non acquisire un cliente offrendo la verità, piuttosto che averne cento dando loro false promesse. 

## La confusione nella gestione dei funnel

Quante volte capita di incrociare un annuncio allettante che ti permette di accedere ad un corso gratuito? 

Clicchi. Si apre un modulo di iscrizione. 

Ti iscrivi. Ti arriva la prima mail. Confermi l’iscrizione. Arriva una nuova mail. Contiene un link che ti rimanda ad una nuova landing page. 

E la nuova pagina che ti si apre davanti contiene finalmente il pdf con il corso promesso. 

Questa è follia. 

Probabilmente la metà degli utenti abbandonerà a metà, senza arrivare ad ottenere il contenuto. 

Per anticipare questo pain point è importante lavorare sull’[ottimizzazione del processo](https://www.raffaelegaito.com/email-marketing-come-fare/). 

**L’esperienza degli utenti deve essere confortevole** e guidata nel modo più semplice.

## Trasforma i pain point in punti di forza

Un customer care inefficace, processi confusi e informazioni false sono la punta dell’iceberg. 

Un professionista deve ragionare d’anticipo per non scatenare negli utenti un punto di dolore. 

E questo è il momento della domanda da porsi: **come si fa ad anticipare un pain point**?

Se conosci il tuo cliente ideale, sai anche come comportarti per soddisfare le sue esigenze. Per questo motivo è imperativo identificare le [buyer persona](https://www.raffaelegaito.com/buyer-persona/). Per farlo puoi sfruttare strumenti diretti, come dei questionari. In questo caso non temere nel porre domande puntuali, dirette e che siano d’aiuto per migliorare la tua offerta commerciale. 

In aggiunta puoi profilare delle [mappe di empatia](https://www.raffaelegaito.com/empathy-map/), utili per imparare a conoscere meglio il pubblico. 

## Conclusioni

Siamo passati tutti, [subendo o provocandolo](https://www.wordstream.com/blog/ws/2018/02/28/pain-points), attraverso un punto di dolore nel marketing. 

Certo, non è possibile creare una strategia che funzioni alla perfezione dal primo momento, ma il processo di crescita di un’azienda o di un professionista prevede azioni di miglioramento e di sperimentazione che devono avere un obiettivo ben preciso: [l’esperienza dell’utente deve essere facilitata](https://www.raffaelegaito.com/utente-al-centro/). 


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title: Come sto leggendo 4 volte di più cambiando 4 pessime abitudini
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date: "2016-05-10T14:05:32+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Come leggere di più senza dover utilizzare tecniche di lettura veloce o altri trucchi. Io l'ho fatto semplicemente cambiando alcune abitudini."
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# Come sto leggendo 4 volte di più cambiando 4 pessime abitudini

_Post aggiornato a Ottobre 2018_

## Leggere più velocemente o leggere meglio

Se leggi questo blog da tempo saprai che **sono un lettore accanito**. Lo sono sempre stato, fin da piccolo. Ho sempre letto tanto, di tutto.

Ricordo ancora l’emozione di finire “I tre moschettieri” che, se provo a tornare indietro con la mente, è stato il primo libro “non-per-bambini” letto per intero di cui ho memoria. Avrò avuto 8 o 9 anni.

Da allora non ho mai smesso. C’è stata la “fase Pirandello”, la “fase Eco”, la “fase Luther Blissett/Wu Ming” e tante altre… fino ad arrivare alla “fase Palahniuk” degli ultimi anni. Si, sono in fissa con il caro Chuck, autore noto per Fight Club, ma che ha scritto tanti altri romanzi bomba.

A un certo punto, qualche anno fa, mi sono reso conto di aver dato una brusca frenata alla lettura.

“Sarà il lavoro”, “Ho poco tempo”, “Sono troppo stanco per leggere”, “Comincio il mese prossimo”, “Non esce niente che mi piace”.

Queste sono alcune delle scuse che mi davo in quel periodo, quando riflettevo sul fatto che **stavo rinunciando ad una delle cose che amavo di più al mondo:** la lettura.

A un certo punto mi sono ripromesso di tornare a dedicare il giusto tempo ai libri e riuscirci è stato più semplice del previsto. Ho solo dovuto **cambiare quattro abitudini**.

## Due premesse sul leggere più velocemente

### Premessa 1

Questo non è un post con un elenco di trucchi su come leggere più velocemente. Non ti suggerirò di utilizzare gli ebook o gli audiolibri o strumenti come Blinkist. Leggo ancora libri in formato cartaceo e non conosco tecniche di lettura veloce.

Non credo che le tecniche di lettura veloce siano la chiave.

### Premessa 2

Già so che qualcuno chiederà un po’ di numeri quindi li anticipo. Sono passato da circa un libro al mese a circa un libro a settimana. Dico “circa” perché ovviamente dipende dalle dimensioni dei libri in questione. Ma la proporzione è più o meno questa. Ecco il perché del “4 volte di più” nel titolo del post.

Ad oggi leggo tra i 50 e i 60 libri all’anno che è poco più di un libro a settimana. In rete c’è tanta roba su come leggere un libro al giorno, un ritmo che io ritengo surreale e, oserei dire, quasi controproducente.

Ma ora passiamo alle 4 abitudini che ho cambiato per leggere più velocemente.

## Abitudine 1: Leggi sempre. SEMPRE!

Potrebbe sembrare banale, ma in realtà il primo passo deve essere proprio questo: **per leggere di più devi ritagliare più tempo per la lettura**.

Attenzione perché non mi riferisco solo al fatto di dedicare 20-30 minuti di sera a letto, prima di andare a dormire, alla lettura di un libro. Questa è sicuramente un’ottima abitudine, ma non è abbastanza.

Con “leggi sempre” intendo dire “**riempi tutti i tempi morti con la lettura**“. Tutti. I. Tempi. Morti.

I classici 10 minuti al bagno sono la prima cosa a cui starai pensando. E fai bene! Invece di portarsi dietro lo smartphone per fare una partita a Clash Royal, basta portare un libro e leggere un paio di paragrafi.

Ma non solo.

Ti faccio qualche altro esempio basandomi sulla mia esperienza personale. Tiro fuori un libro mentre:

- Aspetto il caffè che esce dalla moka
- Faccio la fila alle poste o dal dottore o in qualsiasi altro ufficio
- Viaggio su un treno o un aereo o qualsiasi altro mezzo
- Sono in pausa pranzo da solo
- Aspetto l’acqua della pasta che bolle
- E così via.

Per un approccio di questo tipo sono di grande aiuto i libri che hanno i capitoli molto brevi o sono suddivisi in paragrafi. L’idea di poter iniziare a leggere un blocco di testo non troppo lungo, psicologicamente aiuta molto. Non si ha quella sensazione di rischiare di lasciare un capitolo a metà perché sta finendo il tempo a nostra disposizione.

## Abitudine 2: Se un libro non ti sta piacendo, mollalo

Per qualche assurdo motivo **avevo l’abitudine di finire sempre i libri che iniziavo**. In realtà lo facevo anche con i film e le serie TV. Era una strana abitudine legata al fatto di non voler lasciare cose a metà e di poterle valutare solo dopo averne visto il finale.

Pensavo fosse un’abitudine solo mia, poi parlando con degli amici di questa cosa ho notato che, in realtà, è comunissima tra molte persone.

La chiave del leggere un libro più velocemente sta nel fatto di passare ad altro quando un libro non ci sta piacendo. Nella maggior parte dei casi quel tempo è sprecato.

Ora se mi rendo conto che un libro (di qualsiasi genere esso sia) non mi sta coinvolgendo, semplicemente lo chiudo, lo poso e passo ad un altro.

Se penso al passato non mi vengono in mente esempi di libri che mi stavano annoiando e che si sono ripresi nel finale facendomi cambiare opinione su di essi.

**Leggere deve essere piacevole**. Se ti forzi a leggere qualcosa che non ti piace, la trasformi in un’attività pesante e noiosa e di conseguenza non riesci a leggere più velocemente: leggi di meno, ti distrai, devi ricominciare da capo e così via.

Devo ammettere che le prime volte vivevo un po’ male la cosa di lasciare un libro a metà per iniziarne un altro, poi con il tempo mi sono abituato e oggi, se ripenso al tempo buttato su libri che non mi piacevano, mi viene da ridere e mi sento stupido.

## Abitudine 3: Alterna i generi dei libri che leggi

Quando mi appassiono a un argomento [mi ci butto a capofitto](https://www.raffaelegaito.com/sono-multipotenziale-e-ho-superpoteri/).

Questa cosa ha sempre impattato sulla lettura, soprattutto dal punto di vista lavorativo.

Fino a qualche tempo fa la scena era più o meno la seguente: mi interessavo di un argomento, mi fiondavo su Amazon, ordinavo i primi 3-4 libri su quell’argomento e nei mesi successivi non leggevo altro.

È una pessima abitudine.

Il concetto fondamentale è, ancora una volta, molto semplice: leggere deve essere piacevole.

Quando mi ritrovavo a leggere il quarto libro sullo stesso argomento, per il terzo mese di fila, mi rendevo conto di averne le scatole piene e di **essere annoiato a morte**. Leggere libri legati al proprio lavoro rischia di fare questo effetto, a volte.

Inoltre, capitava di finire in un loop terribile nel quale: il libro che stavo leggendo non mi piaceva -> continuavo a leggerlo perché volevo finirlo -> leggevo poco e piano perché era noioso -> il libro durava un’infinità -> non leggevo altro in quel periodo.

La soluzione è stata molto semplice: **alternare i generi dei libri che leggo**.

![leggere piu velocemente](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2016/05/leggere-piu-velocemente.jpg)

No a 10 [libri di marketing](https://www.raffaelegaito.com/migliori-libri-di-marketing/) uno dietro l’altro o a 10 [libri di startup](https://www.raffaelegaito.com/libri-startup-leggere/) senza sosta, ma no anche a 10 romanzi o 10 fumetti.

Quando faccio un ordine su Amazon o entro in una libreria (si, ogni tanto lo faccio) cerco sempre di uscire con libri molto diversi tra di loro e poi, quando si tratta di cominciare un nuovo libro, cerco sempre di **sceglierne uno molto diverso dal precedente**.

L’idea è che non devo mai avere la sensazione di “non ce la faccio più, sto leggendo troppi libri di lavoro”, ma nemmeno quella di “leggo troppi romanzi quando avrei tanti argomenti di lavoro da approfondire”.

È tutta una questione di equilibrio.

## Abitudine 4: Non accumulare libri non letti

**_Tsundoku._**

È una parola Giapponese che indica l’attività di **comprare libri, accumularli e non leggerli mai**.

Si, i giapponesi hanno una parola anche per questo 🙂

Ammetto che quella di accumulare libri sulla scrivania è stata una mia (pessima) abitudine per anni. Continuavo a comprarne anche se non avevo finito di leggere quelli che già erano a casa.

![come leggere un libro al giorno: evita lo tsundoku](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2016/05/come-leggere-un-libro-al-giorno.jpg)

I lati negativi dell’accumulare libri senza leggerli sono diversi e, nel mio caso, ne ho notati due in particolare:

1. La pila di libri dopo un po’ rappresentava un task non completato, **iniziava a pesarmi**. Volevo leggere uno di quei libri solo per toglierli dalla scrivania.
2. Nel momento in cui compri un libro sei molto interessato a leggerlo, se lo prendi dalla scrivania dopo due anni forse lo sei un po’ meno. E così **mi ritrovavo tra le mani libri che manco ricordavo perché avevo comprato**.

In questo caso la soluzione è stata abbastanza semplice: **compro nuovi libri solo quando non ne ho più da leggere**, in modo tale da ritrovarmi tra le mani sempre qualcosa di appena comprato e che ha la mia massima attenzione.

## Conclusione: vuoi leggere più velocemente o leggere di più?

Come avevo anticipato, in questo post **non ci sono trucchi** sul come leggere velocemente. Penso che la questione della lettura sia un pelino diversa.

Ho semplicemente **ritrovato il piacere di leggere** e per farlo è bastato eliminare tutta una serie di cattive abitudini che molto spesso facevano diventare la lettura un momento tedioso invece che stimolante e piacevole.

Mi son deciso a scrivere questo post quando, parlando con un po’ di amici, mi son reso conto che queste abitudini sono più comuni di quello che pensassi!

Se ti trovi in una situazione simile, o semplicemente vuoi leggere più velocemente un libro ora sai da dove iniziare.


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title: "Metaverso: spiegazione semplice e dove si applica"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Sentiamo parlare di metaverso continuamente. Ma cos'è in poche parole il metaverso? E quali sono i suoi campi di applicazione. Approfondiamo"
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# Metaverso: spiegazione semplice e dove si applica

La parola metaverso è stata utilizzata per la prima volta nel 1992 da [Neal Stephenson](https://en.wikipedia.org/wiki/Neal_Stephenson), autore di testi fantascientifici, il quale l’ha coniata per descrivere una realtà virtuale in uno dei suoi romanzi: [Snow Crash](https://amzn.to/39b0z7g).

A distanza di 30 anni quella parola trova nuova fama e una nuova collocazione, simile alla definizione futuristica delle sue origini. 

Si tratta di un **argomento sul quale c’è ancora molta confusione,** ma con il quale molti brand e aziende hanno iniziato a sperimentare. 

Esploriamo il metaverso nelle sue forme vissute fino ad ora. 

## Cos’è il metaverso: definizione e significato

Spesso si parla di metaverso in maniera fuorviante, poiché dal principio del suo avvento è stato piazzato in un solido binomio con il nuovo nome di Facebook, Meta. 

**Eppure metaverso non riguarda solo Meta**.

Spiegare cos’è il metaverso non è semplice poiché siamo in una fase ancora embrionale. 

Per semplificare al massimo la comprensione, si può dire che il metaverso è una realtà digitale, a cui è possibile accedere attraverso tecnologie hardware e software dedicate, come i visori 3D. Ma non è solo quello.

Gli utenti che si immergono nella realtà virtuale e aumentata del metaverso possono vivere esperienze di ogni tipo grazie all’utilizzo di avatar. Con questi personaggi è possibile partecipare ad eventi, viaggi, concerti, riunioni e così via, tutto rigorosamente virtuale.

**Una definizione semplice per un concetto che è molto complesso**, articolato e ancora in espansione. 

[L’esperienza con il digitale](https://www.raffaelegaito.com/trasformazione-digitale-marketing/), ormai, ha coinvolto intere generazioni, sia sul fronte personale che quello lavorativo, ma il metaverso e le sue prime manifestazioni offrono un’esperienza immersiva, nuova, che inizia a conquistare aziende e privati. 

Quali sono sono stati [i primi esperimenti](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/) e gli eventi avvenuti nel metaverso? E come si fa ad entrare nel metaverso?

## Come si entra nel metaverso: hardware e applicazioni

Tecnicamente per accedere al metaverso è necessaria una connessione internet e, in alcuni casi, sono necessari anche i visori a supporto della realtà aumentata o virtuale. 

Oltre all’equipaggiamento di base, **è necessario anche utilizzare alcune piattaforme che ti offrono il lasciapassare per universi virtuali. **

Alcune delle piattaforme più celebri e che sono attualmente sulla cresta dell’onda sono:

- [Sandbox](https://www.sandbox.game/en/), il metaverso al quale si può accedere iscrivendosi, creando un proprio avatar e governando il proprio spazio tramite l’acquisto o la vendita di oggetti virtuali, utilizzando come moneta di scambio il Sand o NFT. 
- [Stageverse](https://stageverse.com/), un’interessante piattaforma che ti ospita virtualmente a concerti, eventi e spettacoli in 3D. Per l’utilizzo di Stageverse è necessario utilizzare un visore, affinchè l’esperienza sia realistica. 
- [Horizon Worlds](https://www.oculus.com/horizon-worlds/?locale=it_IT), la versione del metaverso creata da Meta e che attualmente prevede l’accesso solo tramite un invito
- [Decentraland](https://decentraland.org/), uno dei metaverso più dinamici, in cui è possibile costruire, socializzare e interagire con amici e persone nuove. 

Per non parlare di quante piattaforme nascenti si stanno specializzando in un determinato settore, come [The Wild](https://thewild.com/about-us), un metaverso dedicato all’architettura e al design, e tante altre specializzate in moda, in food e in ogni interesse possibile. 

## Applicazioni dei brand nel metaverso

Essendo ogni metaverso così settorializzato, dedicato per lo più ad una specializzazione o ad un ambito, anche nel marketing questo si traduce in opportunità, tanto che molte aziende ma anche professionisti e artisti hanno iniziato a fare i primi esperimenti nel metaverso. 

Le principali applicazioni del metaverso hanno visto, di sicuro, **esplodere il mondo del gaming**. Proprio in questo ambito le aziende hanno trovato terreno fertile, dove ampliare gli scenari di gioco, coinvolgere un numero sempre maggiore di utenti e offrire loro un’esperienza coinvolgente. 

Minecraft è forse tra gli esempi più famoso di videogiochi che hanno costruito qualcosa di simile e che conoscono anche i non addetti ai lavori. Negli ultimi tempi si parla molto anche di [Axie Infinity](https://axieinfinity.com/), gioco che fa molto discutere per la sua modalità play-to-earn (letteralmente “gioca per guadagnare”) e dove [ogni personaggio è un NFT.](https://www.ilpost.it/2022/04/19/axie-infinity-nft/)

Un secondo ambito che sono entusiasta stia spopolando e crescendo **nel mondo del metaverso è quello relativo all’intrattenimento, agli eventi, ai concerti**. Non mi è ancora capitato di parteciparvi in prima persona, ma in giro leggo di esperienze interessanti. Uno degli eventi che ha fatto parlare di sé è stato il concerto dei Muse nel metaverso. [Ecco qualche dettaglio di come è andata](https://stageverse.com/muse).  

Le aziende si sono lasciate conquistare, e così anche quelle relative al mondo della moda. 

Moda e metaverso. Un matrimonio fortuito. [La fashion week di quest’anno](https://www.ilsole24ore.com/art/la-moda-sbarca-metaverso-e-fashion-week-diventa-digitale-AE6cruMB), conclusa a marzo, è stato il primo esperimento in questo senso. E il matrimonio funziona perchè con gli avatar, oltre ad arrivare ad un pubblico vastissimo, si possono abbattere limitazioni di etnia, di volumi, di tagli, temi da sempre molto sensibili nel mondo fashion. 

E poi c’è il mondo dell’istruzione, dei viaggi, della cultura, dell’arte e della comunicazione. Anche questi ambiti hanno iniziato a muovere i primi passi nel metaverso. 

Questo significa che viaggiare assumerà un  nuovo significato, così come visitare un museo o la scuola. E questo, dopo quello che abbiamo vissuto in pandemia, potrebbe essere un fattore trainante per questa nuova tecnologia.

Ecco alcuni esempi di aziende che si sono lanciate nel metaverso in diverse applicazioni:

- Catena di Hotel Marriot, una delle prime nel turismo ad approdare nel metaverso
- Metavanity, il primo museo del metaverso di Vanity fair
- St. Louis School di Milano, prima scuola nel metaverso
- H&M, Benetton e Nike, i primi negozi nel metaverso.

## Conclusioni

Non ci resta che provare, lasciarci coinvolgere, sperimentare a **nostra volta quanto più possibile di questo**universo predetto 30 anni e che dalla definizione di Futuristico è diventato più reale di quanto sembri. 

Il vero passaggio, il concetto da interiorizzare, è che le esperienze nel metaverso non sono finte, appartengono solo ad una dimensione virtuale che non andrà a sostituire la realtà in cui viviamo, ma ci offrirà e ci sta già offrendo solo nuove opportunità. O almeno è quello che spero.


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title: "Growth Hacking: cosa è, come funziona e come iniziare"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Chiariamo una volta per tutte cosa è il Growth Hacking, come funziona e come puoi utilizzarlo per la tua azienda, il tuo progetto o la tua startup."
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# Growth Hacking: cosa è, come funziona e come iniziare

_Non hai tempo per leggere tutto il post? Scarica l’[ebook gratuito Introduzione al Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/ebook-introduzione-growth-hacking/) e leggilo con calma quando hai tempo._

## Cos’è il Growth Hacking

**Cos’è il Growth Hacking?** Il Growth Hacking è un processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing per trovare il modo più efficiente per far crescere un business.

Si ho deciso, vado subito al sodo e son partito con la definizione di **cosa è il Growth Hacking**! Ma facciamo un piccolo passo indietro…

Sono diversi anni ormai che mi son tuffato in pieno in questa “disciplina”, ho scritto guest post e rilasciate interviste per decine di blog italiani per poi realizzare che in tutto questo tempo non avevo ancora scritto un **post** **serio** sul tema del Growth Hacking sul mio blog.

Ok, ma perché ho definito questo post “serio”?

Ti confesso che il titolo iniziale era un classico e ammiccante “guida definitiva al Growth Hacking” e poi ho pensato che di guide definitive ne abbiamo fin troppe, a dirla tutta ci siamo un po’ rotti le palle delle guide definitive.

La verità è che **in questo settore non c’è un bel niente di definitivo**. E pretendere di scrivere qualcosa di definitivo su un argomento che riguarda il mondo digital (non solo il marketing) è quantomeno poco onesto intellettualmente, per non dire ipocrita e ingannevole.

Quindi, chiariamolo subito, questa non è una guida definitiva sul Growth Hacking. Anzi, facciamo così, questa è una guida **provvisoria**, perché questo mondo cambia di continuo e pretendere di imprigionare nell’ambra l’ultimo tool, l’ultimo libro o l’ultimo framework significa non aver capito nulla di questo _mindset_, di questo approccio.

Eh si, perché è proprio di questo che si tratta: prima di andare in qualsiasi tipo di definizione voglio chiarire subito una cosa con te, **il Growth Hacking è un mindset,**un approccio. Qualcuno azzarderebbe addirittura a definirlo una filosofia.

![cosa è il growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/growth-hacking-1.jpg)

Perché ci tengo a dire, come prima cosa, che si tratta di un mindset? Perché i tool, i libri e i framework passano, il mindset dura per sempre! E questo è uno dei motivi principali per i quali, quando faccio formazione su questo tema, mi sforzo di trasmettere ai miei studenti il **mindset** che è alla base di questo approccio.

Ma torniamo alla definizione! Ti dico subito che cercando in rete troverai decine di definizioni del **Growth Hacking**, tutte più o meno corrette e tutte che guardano al fenomeno da un punto di vista diverso. Personalmente, quella che preferisco è la seguente:

> Il Growth Hacking è un processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing per trovare il modo più efficiente per far crescere un business.

Questa definizione è presa da [Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Growth_hacking) inglese e poi leggermente adattata da me.

È la definizione con la quale inizio a raccontare questo mondo perché mette in chiaro un po’ di cose e si concentra su alcune parole chiave: **processo**, **sperimentazione**, **efficiente**, **crescere**. Se manca uno di questi quattro elementi non stai facendo Growth Hacking, stai facendo altro.

Proviamo a vederle nel dettaglio una per una.

![il processo di growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/processo-growth-hacking.jpg)

### Traduzione e significato

A sto punto ti starai chiedendo perché ho inserito un paragrafo per spiegare il significato della parola Growth Hacking e addirittura la sua traduzione. Fai bene a chiedertelo!

Ti confesso che nella prima versione di questo post (e per più di un anno) non c’era questo paragrafo, ma poi con l’aumentare dell’hype intorno al tema del Growth Hacking mi sono sentito fare mille volte la domanda “**ma qual è il significato di growth hacking**?” oppure “**ma qual è la traduzione di growth hacking**?”.

Noi italiani ce l’abbiamo un po’ il vizietto di voler tradurre qualsiasi cosa, questo lo dobbiamo ammettere.

Ci sono casi in cui la traduzione risulta però forzata e fuori luogo e in questi casi usare la parola originale in inglese è inevitabile. Non si tratta di esterofilia o di abuso di inglesismi è solo che spesso non c’è un termine equivalente in italiano che rende allo stesso modo.

Detto ciò, Growth Hacking non andrebbe tradotto! La traduzione più vicina sarebbe qualcosa di osceno come “pirata della crescita” che mi vergogno solo a scrivere, figurati a pronunciare ad alta voce in un contesto lavorativo.

Per quanto riguarda il significato dell’espressione growth hacking o growth hacker ormai il senso dovrebbe essere chiaro, se hai letto con attenzione il paragrafo precedente. **Significa concentrarsi sulla crescita (_growth_) ragionando fuori dagli schemi (_hacking_)**.

Pensiero laterale, non convenzionale, atipico, fuori dagli schemi… ci sono mille modi di dire questo concetto, ma il succo è che si cerca di ottenere la crescita di un’azienda in tutti i modi possibili, battendo strade che in passato manco sarebbero state prese in considerazione.

Tutto qua, non fasciarti la testa. Il significato di Growth Hacking è molto semplice e una traduzione accettabile in italiano non esiste.

### Processo

**Il Growth Hacking è un processo**.

Significa che non è un’attività _una tantum_ che puoi svolgere quando ne senti l’esigenza. Significa che non è una formula magica, né un insieme di trucchetti. Anzi, diffida da chi ti propone i trucchetti! Solitamente si tratta di _marketers_ ammuffiti che cercano di riciclarsi su una nuova _buzz word_.

Il Growth Hacker è una persona che imposta un processo continuo e rapido basato su una serie di esperimenti che coinvolgono in maniera trasversale il marketing e il prodotto, fino a trovare quello vincente. Il famoso **_Growth Hack_**.

### Esperimenti

Come è fatto questo processo di Growth Hacking? Come accennavo nel paragrafo precedente è fatto di **esperimenti**.

Esperimenti che coinvolgono tutto il prodotto, tutto il team, a volte addirittura il business. Esperimenti che vengono scelti, realizzati, analizzati e poi confrontati. Di continuo, giorno dopo giorno, numero dopo numero, click dopo click, conversione dopo conversione.

**Il Growth Hacking non è sexy per niente.** Excel diventa il tuo migliore amico, nel migliore dei casi.

Qui inserisco un’altra definizione di Growth Hacking, quella di Sean “papà” Ellis, colui che ha dato il via a questo movimento:

> Il Growth Hacker è una persona il cui vero nord è la crescita

Stop. That’s it! L’unica cosa che fa il Growth Hacker è **far crescere un prodotto**. A qualsiasi costo, senza se e senza ma.

Prima di passare oltre, vorrei chiarire un paio di cosucce sugli esperimenti. Un esperimento per essere definito tale deve rispettare queste tre caratteristiche:

1. **Misurabile**  

Deve essere strettamente legato a una metrica. Deve essere possibile tracciare il legame causa-effetto tra l’esperimento e la metrica che si sta osservando.
2. **Ripetibile**  

Deve essere possibile ricreare le stesse condizioni per ripetere l’esperimento. Ciò significa che non deve essere casuale o basato su elementi fortuiti.
3. **Scalabile**  

Come vedremo in seguito la scalabilità è la chiave di ogni startup. Ogni esperimento che si imposta deve essere quindi, non solo ripetibile, ma scalabile. Se l’ho fatto con 1, posso ripeterlo con 10? E con 100?

Se manca uno di questi tre elementi non stai conducendo esperimenti, stai andando a cazzo di cane 😉

### Efficienza

Eh si caro mio, a far crescere un business con un grosso budget son bravi tutti. L’obiettivo del Growth Hacking è di **ottimizzare al massimo questo processo** fino a trovare la **combinazione vincente**, quella che in precedenza ho definito il _Growth Hack_.

Occhio però, se stai pensando che quindi il Growth Hacking è un’attività a budget zero ti sbagli di grosso. Anzi, questo è uno dei classici “miti da sfatare” quando si parla di questo argomento.

Semplicemente il Growth Hacking fa un utilizzo diverso del budget, ma anche questo aspetto sarà approfondito in seguito, per ora ti basti sapere che si tratta di un utilizzo più ottimizzato del budget.

### Crescita

Questa mi sembra facile, dai. Tutta ‘sta storia del _Growth_ è per un solo motivo, che ho già ripetuto 4-5 volte dall’inizio di questo post. Il Growth Hacker va oltre il marketing e fa tutto quello che deve fare per far crescere un business.

E sia chiaro, **ogni business ha bisogno di crescita**. In base al settore e alla maturità dell’azienda cambia il concetto di crescita, ma c’è sempre bisogno di crescere e di migliorare una metrica.

Ecco, il Growth Hacking si concentra su **quell’unica metrica**.

Prima di proseguire, se vuoi guardare un video breve ma chiaro su cosa è il Growth Hacking, ti consiglio di vedere questo bel talk di David Arnoux, uno dei top Growth Hacker a livello europeo.

(Il video qui sotto potrebbe sembrare non funzionante, in realtà è solo una questione di anteprima. Clicca play.)

## Come nasce il Growth Hacking

In un post di questo tipo è inevitabile fare anche qualche cenno sulla nascita del Growth Hacking. Lo ritengo importante per capire il **contesto storico** all’interno del quale questo movimento si è sviluppato.

Eh si, perché per il Growth Hacking abbiamo un nome e una data ben precisa: **Sean Ellis, 26 Luglio 2010**.

Sean Ellis si occupava di marketing per le più importanti startup della Silicon Valley e un giorno, il 26 luglio 2010 appunto, scrive un [post](http://www.startup-marketing.com/where-are-all-the-growth-hackers/) dal titolo “**Find a Growth Hacker for your startup**“.

![sean ellis](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/find-a-growth-hacker.jpg)

Booooooooom! La rivoluzione ha inizio.

Per capirci, Sean Ellis era la persona che ha tirato fuori dal cilindro [il referral program di Dropbox](http://www.referralcandy.com/blog/referrals-built-dropbox-empire/), facendolo passare da 100.000 utenti a 4 milioni di utenti in 15 mesi e trasformandolo nel **colosso** che conosciamo oggi.

Il suo curriculum è impressionante e include aziende del calibro di Dropbox, Eventbrite, Kissmetrics, e così via. Il suo ruolo era letteralmente il seguente: le aziende lo chiamavano quando avevano problemi di crescita, lui arrivava e nel giro di 6-12 mesi “risolveva” il problema. Sempre. Tutte le volte. In maniera sistematica.

Puoi pensare a Sean Ellis come il “[Wolf](https://en.wikipedia.org/wiki/Pulp_Fiction)” della Silicon Valley 😉

Ecco, Sean Ellis si era reso conto che il suo lavoro era diventato **un metodo ben preciso**, strutturato in un certo modo, basato su un processo, una serie di step e un risultato atteso. **E tutto ciò non era Marketing**. Non più. Non come era stato inteso fino ad allora.

Proprio per questo motivo decide di dare un nome a tutto ciò e scrive il famoso post sul Growth Hacking.

Sia chiaro, i nomi lasciano il tempo che trovano e io in primis odio dare definizioni, tracciare confini, alzare barriere e nascondermi dietro l’_hype_ di una _buzz word_.

Ritengo importante questa piccola premessa storica solo per far capire, come ho detto all’inizio, il contesto all’interno del quale tutto ciò è nato. Un contesto dove **i canali tradizionali sono sempre più saturi**, i costi di acquisizione sono sempre più alti e gli utenti sono sempre più bombardati da pubblicità.

Giusto per darti un’idea, sappi che attualmente ognuno di noi “subisce” circa [5000 pubblicità al giorno](http://www.cbsnews.com/news/cutting-through-advertising-clutter/).

Ora prova, per un attimo, a calare tutto questo nel mondo delle startup. Un mondo fatto di scarsità di risorse, estrema velocità e necessità di risultati rapidi.

È proprio per questo motivo che si è sentita l’esigenza di utilizzare un approccio nuovo!

## Quali sono le differenze tra Growth Hacking e Marketing tradizionale

A questo punto, solitamente, arriva la fatidica domanda: ma **quali sono le differenze con il marketing**?

Di solito questa domanda è affiancata da una serie di affermazioni del tipo “ma io uso un approccio simile da una vita” o “anche io prendo decisioni data driven” o ancora “facciamo un sacco di test in agenzia” e così via. Il tutto per poter dire, nella maggior parte dei casi, “faccio Growth Hacking da una vita, solo che non sapevo si chiamasse così”.

Ecco perché, prima di entrare nel vivo di questo capitolo vorrei riprendere una bellissima citazione di Michael Brenner, ex capo marketing di SAP e uno dei maggiori influencer a livello mondiale per il tema del Marketing. Brenner ha detto, a proposito del Growth Hacking:

> Il Growth Hacking è marketing. È il futuro del marketing ed è quello che il marketing sarebbe dovuto essere fin dall’inizio.

Ho chiuso il paragrafo precedente dicendo che si tratta di un nuovo approccio e voglio riprendere proprio da lì.

L’approccio del Growth Hacking è riconoscibile per alcune **caratteristiche specifiche**. Lungi da me voler esaurire l’argomento in questo post (ricordi la pippa iniziale sulle “guide definitive”?), ma posso affermare senza ombra di dubbio che alcune caratteristiche tipiche del Growth Hacking sono le seguenti:

- **Creativo**Hai presente la [storia](https://growthhackers.com/growth-studies/airbnb) di AirBnb che “ruba” gli utenti da Craigslist facendo crossposting non autorizzato? Ecco, per creativo intendo cose di questo tipo. **Vedere una soluzione li dove apparentemente una soluzione non c’è**. I blogger seri qui direbbero “_thinking out of the box_” ed è esattamente questo il fulcro della questione.
- **Adattabile**Una soluzione (un Growth Hack) solitamente funziona per un periodo limitato di tempo e quasi mai funziona più di una volta. Se non imposti un approccio che si adatta nel tempo, in base alle risorse e ai continui cambi di scenari il tuo business sarà morto prima che tu riesca a pronunciare “Google Analytics”.
- **Espandibile**  

Se ha funzionato per 1 funzionerà anche per 10? E per 100? E per 1000? Questa è la domanda chiave che ti devi fare, per un semplice motivo: le aziende hanno bisogno di scalare. Se il tuo metodo non scala non è un metodo, stai sparando nel mucchio.
- **Rapido**  

È abbastanza chiaro che in un contesto dove devi fare decine o centinaia di esperimenti, un’azienda non può permettersi di ottenere i risultati degli esperimenti dopo 2 mesi. Dovresti ottenerli dopo 2 settimane, anzi facciamo 2 giorni che è meglio. Qui la questione è molto semplice: si tratta di quantità, più test riesci a fare e più possibilità hai di trovare la combinazione giusta. Con il vantaggio che **ad ogni errore hai imparato qualcosa**.

A questo punto ti dovrebbe già essere più chiaro qual è la grossa differenza con il Marketing. Lì dove il Marketing tende a lavorare _on top of the funnel_ e quindi su attività che riguardano soprattutto gli step di _awareness_ e _acquisition_, il Growth Hacking va invece **fino in fondo al funnel** andando a coprire anche gli step di _activation_, _retention_, _revenue_ e _referral_.

![differenza growth marketing marketing](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/growth-marketing-vs-marketing.jpg)

Fermi tutti. Sto parlando di funnel. Ma che roba è?

Ok, forse ci vorrebbe un post ad hoc per parlare del funnel, ma sappi che il Growth Hacking non si è inventato niente di nuovo, ha solo “preso in prestito” elementi già esistenti e li ha uniti in un approccio nuovo con una struttura ben precisa.

Alcuni di questi elementi vengono dal **Marketing digitale**, altri vengono dal mondo del **_Product Management_**, altri ancora vengono dal tanto caro **mondo Startup**. Giusto per farti qualche esempio, il Growth Hacking fa largo uso di:

- **Funnel dei pirati**  

[Framework](https://www.slideshare.net/dmc500hats/startup-metrics-for-pirates-long-version) ideato nel 2007 da Dave McClure (founder di 500 startup) che suddivide ogni business in 5-6 step ben precisi e per ognuno di essi identifica delle metriche chiare da tenere sotto controllo.
- **Customer Development**  

[Metodologia](https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_Development) ideata da Steve Blank (uno dei padri di Lean Startup) strutturata su 4 step ben precisi per lo sviluppo di startup innovative.
- **Lean Startup**  

[Metodologia](https://en.wikipedia.org/wiki/Lean_startup) ideata da Eric Ries per la validazione rapida del business, basata su cicli rapidi (ti ricorda qualcosa?!) di build – measure – learn.

E questi sono solo i primi che mi son venuti in mente. Come vedi si tratta di una metodologia ben chiara basata su strumenti ben noti. Aggiungo che negli anni sono nati altri **framework e metodi di supporto** che ti aiutano nelle varie fasi di un processo di Growth Hacking:

- Business Model Canvas
- Javelin Board
- Hooked Model
- Bullseye Framework
- E tanti altri…

![hook model](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/hook-model.jpg)

Spero di essere riuscito a rispondere una volta per tutte alla domanda sulle differenze con il Marketing tradizionale.

Ah no, c’è la questione del **budget**, che ti accennavo in precedenza.

Come ti dicevo qualche paragrafo più su, **il Growth Hacking non è assolutamente un’attività a costo zero**, anzi il budget è necessario. La differenza sostanziale è che viene allocato in maniera diversa.

Per fare un parallelismo semplice (e anche un po’ forzato) potremmo dire che lì dove nel marketing esiste il concetto di “campagna” nel Growth Hacking esiste quello di “esperimento”. Nel primo caso il budget a disposizione è allocato sulla campagna che avrà una sua durata e, alla fine, i suoi risultati. Nel Growth Hacking invece il budget viene spezzettato in piccoli “mini budget” per condurre una serie di esperimenti (che nel 90% dei casi falliranno) e quando si sarà trovato l’esperimento vincente si procede con il _double down_ e si utilizza il budget grosso!

Prima di attirare le ire di tutti i marketer italiani in ascolto voglio chiarire una cosa: **il Growth Hacking non è meglio del Marketing**.

Non l’ho mai detto e mai me lo sentirai dire. I titoloni tipo “il Marketing è morto” o “Il Growth Hacking ha ucciso il Marketing” lasciamoli ai blogger in cerca del click facile.

Sono due attività diverse, con obiettivi diversi e utili in due fasi diverse. Tutto qui!

Utilizzo ancora una volta una citazione per concludere questo capitolo. In questo caso la frase è presa in prestito da Ryan Holiday, noto marketer americano e autore bestseller (ha scritto, tra l’altro, il primo libro sul Growth Hacking). Holiday descrive alla perfezione **il mindset del Growth Hacker e il suo rapporto con il marketing** dicendo che:

> Il Growth Hacker non vede il marketing come qualcosa da fare ad un certo punto, ma come qualcosa da costruire nel prodotto stesso, fin dall’inizio.

Sul tema ti consiglio vivamente di guardare questa intervista a Ryan Holiday!

## Come si studia per diventare Growth Hacker

Questo è un altro tema molto interessante. Negli ultimi mesi vengo letteralmente inondato di domande di questo tipo, sia online che dal vivo: Come si diventa Growth Hacker? C’è un percorso di studi per il Growth Hacking? Come inizio con il Growth Hacking? E chi più ne ha più ne metta.

![com'è la formazione di un growth hacker](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/03/growth-hacker-formazione.jpg)

Fino a qualche anno fa ti avrei risposto di “no”, perché effettivamente c’era molto poco a disposizione, sia online che offline. Oggi non è più così!

Da un lato questa cosa mi fa piacere perché le informazioni sono diventate più accessibili e quindi chiunque può avvicinarsi a questa disciplina con più facilità, ma dall’altro lato, come sempre succede quando aumenta l’_hype_ su una tematica, **è arrivata la fuffa**: blog post che parlano del nulla, fantomatici infoprodotti (brrrrr) che hanno molto poco di “info” e tanto di “prodotto”, corsi venduti a peso d’oro dove nessuno dei docenti si occupa di Growth Hacking, e tanto altro.

Districarsi nel mare di questi contenuti non è sempre facile, soprattutto per chi si avvicina da poco a questo settore.

Io personalmente consiglio sempre di **affiancare la teoria e la pratica** (è quello che chiamo il metodo [Studia-Sperimenta-Aspetta](https://www.raffaelegaito.com/come-avere-successo/)) indipendentemente dal livello di conoscenza che si ha della materia.

Da un lato quindi puoi iniziare a [studiare](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/), leggere libri, fare corsi online, seguire corsi in aula, e così via. Dall’altro lato, però, è fondamentale sporcarti le mani con un po’ di sana [pratica](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/). Mettiti a lavorare su un progetto concreto, fin dal giorno uno.

Come fare? Molto semplice!

Ecco le tre alternative più frequenti:

1. Se hai una startup, **applica quello che studi direttamente sul tuo prodotto/servizio**. Cerca di capire come tutto ciò impatta, più o meno direttamente, sul tuo business.
2. Se non hai una startup **chiedi a qualcuno di farti lavorare per loro** (fallo anche gratis!) per poter sperimentare quello che stai apprendendo. Sarai sorpreso dalle risposte che avrai!
3. Se non conosci nessuno che sta lavorando a un progetto **avvialo tu**. Un test, una demo, un esercizio di stile, un _side project_. Chiamalo come vuoi, ma metti online qualcosa e smanettaci tutti i santi giorni! Imparerai tanto, fidati.

E sulla parte teorica? Il mio consiglio è di andare a **studiare all’estero**! Se proprio non vuoi/puoi andare negli USA (li dove questa disciplina è nata) puoi pensare di passare qualche mese a **Londra** o **Amsterdam**, le due capitali indiscusse in Europa per ciò che riguarda il tema del Growth Hacking.

Se invece preferisci rimanere in Italia ti posso suggerire qualche risorsa interessante nei paragrafi che seguono.

### Libri di Growth Hacking

Io sono un lettore accanito e se segui questo blog da un po’ lo avrai sicuramente capito. Come prima cosa quindi ti consiglio di leggere un po’ di libri interessanti sul tema. A dirla tutta ho già scritto un post dedicato ai [libri di Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-libri/) qualche tempo fa e puoi partire da li.

Se non vuoi scorrere l’intera lista o semplicemente ti scoccia andare a leggere l’altro post, ti segnalo qui quelli a mio avviso più interessanti per chi muove i primi passi:

- Growth Hacking Mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione  

Il mio ultimo libro sul tema del Growth Hacking, che approfondisce appunto il tema del mindset dietro a questa metodologia. Tratta di aspetti come la strategia, la visione, l’approccio e la mentalità per poter fare al meglio Growth Hacking. Cose fondamentali, ma che vengono trattate troppo poco nei testi in circolazione.  

Inoltre, il vero valore aggiunto di questo libro è la presenza di soli casi italiani. Per l’occasione ho intervistato 25 aziende di tutte le dimensioni e industrie e inserito le loro storie al suo interno.  

Sul [sito ufficiale](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/) del libro sono presenti centinaia di risorse extra, disponibili anche per chi il libro non l’ha letto.
- **Growth Hacker. Mindset e strumenti per far crescere il tuo business**  

[Il mio primo libro](http://amzn.to/2G2Kjli) sul tema del Growth Hacking. Copre l’argomento dalla A alla Z, sia sugli aspetti teorici che su quelli pratici, accompagnando il lettore con casi studio, tool suggeriti, risorse e libri di approfondimento e così via. Sul [sito ufficiale](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/) puoi scaricare un’anteprima gratuita da leggere.
- **Growth Hacking Marketing**  

[Libro](http://amzn.to/2dYeNfL) di Ryan Holiday, uno dei primi testi scritti sul tema. È **semplice**, decisamente introduttivo e affronta la tematica dal punto di vista culturale, non tecnico. È scritto da un marketer (uno dei più famosi al mondo) che si è reso conto che il marketing sta cambiando. Se sei a zero, inizia da qui.
- **Growth Hacking, fai crescere la tua azienda online**  

Il primo [libro](http://amzn.to/2oTxCzS) in italiano sul tema del Growth Hacking. Scritto da Luca Barboni e Federico Simonetti, è un libro piacevole, scorrevole e ricco di esempi. Perfetto se ti sei appena avvicinato all’argomento e vuoi saperne di più.
- **Hacking Growth**  

Il [libro](http://amzn.to/2uD2UhL) sul tema scritto da Sean Ellis in persona, colui che nel 2010 ha coniato il termine “Growth Hacker” e ha dato il via a questo movimento. Utile se vuoi leggere qualche caso studio recente.
- **Traction**  

[Libro](http://amzn.to/2dgbVZW) di G. Weinberg & J. Mares, che si concentra sulla fase di **acquisizione**. Per ottenere utenti per il tuo prodotto, qualsiasi esso sia, esistono 19 canali. Si, diciannove! E sono tutti descritti in questo libro, con l’aggiunta di un metodo ben preciso per scegliere il canale giusto.
- **Hooked**  

[Libro](http://amzn.to/2e63FKw) di N. Eyal che si focalizza sulla fase di **retention**. Il libro mostra un modello (che si chiama Hook Model), composto da 4 fasi, per realizzare un prodotto che catturi i tuoi utenti.

La lista potrebbe andare avanti ancora per molto, ma se ne vuoi leggere altri ti consiglio di dare una sbirciatina alla [lista di libri di Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-libri/) presente su questo blog.

Di Neil Patel, l’autore dell’unico libro gratuito sul tema, ti consiglio di vedere questo bellissimo talk:

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### Corsi di Growth Hacking

Nel mercato italiano non c’è tantissimo a livello di corsi sul growth hacking. Io ho [un’academy online dedicata al Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-program/) dove puoi formarti con contenuti sempre nuovi e una community di imprenditori e professionisti da tutta Italia.

Se invece sei a tuo agio con l’inglese e vuoi qualche suggerimento su corsi stranieri puoi dare un’occhiata al [corso di Sean Ellis](http://growthuniversity.teachable.com/) da affiancare al suo libro e al [corso di Ryan Holiday](https://learn.ryanholiday.net/) sempre da affiancare al suo libro.

### Risorse di Growth Hacking

Anche il tema delle risorse è potenzialmente infinito. Dovrei scrivere qualche post ad hoc dove segnalo un po’ di risorse extra per approfondire il Growth Hacking.

In questa sede ti segnalo, come ho fatto per i libri, giusto alcuni post che ritengo dei _must read_ e poi ti lascio a due bellissime raccolte realizzate da [Luca Barboni](https://growth-hacking.zeef.com/luca.barboni) e [David Arnoux](https://growth-hacking.zeef.com/david.arnoux) dove troverai blog, video, tool e tante altre risorse.

- Growth Hacker is the new VP Marketing – [Link](http://andrewchen.co/how-to-be-a-growth-hacker-an-airbnbcraigslist-case-study/)
- Why all marketers should be Growth Hackers – [Link](https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2013/09/16/ryan-holiday-why-all-marketers-should-be-growth-hackers/#2316673026e8)
- Debunking The 6 Most Common Myths About Growth Hacking – [Link](https://techcrunch.com/2012/12/08/defining-a-growth-hacker-6-myths-about-growth-hackers/)
- The Difference Between Marketing And Growth Hacking – [Link](https://thenextweb.com/insider/2013/05/05/the-actual-difference-between-growth-hacking-and-marketing-explained/)
- Find a Growth Hacker for your startup – [Link](http://www.startup-marketing.com/where-are-all-the-growth-hackers/)
- Every company needs a Growth Hacker – [Link](https://hbr.org/2016/02/every-company-needs-a-growth-manager)
- What Is Growth Hacking? A Definition and a Call to Action – [Link](http://www.huffingtonpost.com/ryan-holiday/what-is-growth-hacking-a-_b_3863522.html)
- Why Growth Hack Marketing Is Advertising’s Last Hope – [Link](http://betabeat.com/2013/09/don-draper-is-dead-why-growth-hack-marketing-is-advertisings-last-hope/)
- The 5 Phases of Growth Hacking – [Link](http://mashable.com/2013/09/02/growth-hacking/)
- What is Growth Hacking really? – [Link](https://medium.com/@joshelman/what-is-growth-hacking-really-f445b04cbd20)
- What is Growth Hacking? – [Link](https://www.quora.com/Growth-Hacking/What-is-growth-hacking)

### Casi studio sul Growth Hacking

Uno degli aspetti più interessanti, quando ci si avvicina a questo tema, è quello di approfondire i casi studio più famosi. Anche se si tratta quasi esclusivamente di casi americani, è sempre utile e stimolante vedere come aziende di ogni tipo hanno applicato il Growth Hacking per ottenere risultati concreti in tempi brevi.

Attenzione però, i casi studio andrebbero approfonditi per carpire il mindset utilizzato da quella determinata azienda, non per scopiazzare la tecnica specifica. Anche perché, nel 99% dei casi non basta copiare la tecnica di Dropbbox per crescere come Dropbox.

Alcuni dei casi studio più famosi sono:

- [Come ha fatto PayPal a crescere velocemente](https://www.referralcandy.com/blog/paypal-referrals)
- [Come i pivot hanno aiutato Whatsapp a crescere velocemente](https://www.cnbc.com/2022/08/18/how-whatsapp-grew-from-near-failed-app-to-metas-next-monetization-push.html)
- [Come AirBnB è diventato uno dei casi studio più famosi](https://hackernoon.com/airbnb-business-case-study-what-makes-airbnb-so-successful)
- [Come LinkedIn ha creato uno dei loop più virali di sempre](https://www.roberto-serra.com/linkedin-growth-hacking/)
- [Come ha fatto Square a crescere velocemente](https://it.bitcoinethereumnews.com/finance/how-jack-dorsey-grew-square-from-start-up-to-payments-powerhouse/)
- [Come ha fatto Snapchat a crescere velocemente](https://techcrunch.com/2023/02/16/snapchat-announces-750-million-monthly-active-users/?guccounter=1&guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&guce_referrer_sig=AQAAABtbd29rWgtt-VUj2sxnBRLjrvcjTiKg1IA3RdodcvOor7Xxi2eJUKY-Ohz6nkbkeUqwzVCmyWJHq9Oxq-J9KHX8YfcipCP8EDulJinVPJ38Dpb-hldyL6Snv36e_VRpT_LlujVSTSZ7zAlIz0s9blqZzRInJTD2DcSl_mGq8K-R)
- [Come ha fatto Uber a crescere velocemente](https://www.linkedin.com/pulse/from-zero-one-billion-success-story-uber-polina-smoliar)

## Come si usa il Growth Hacking per la propria startup

Ok, ti ho detto cosa è il Growth Hacking, poi ti ho spiegato come è nato il Growth Hacking, ti ho raccontato le principali differenze con il Marketing Digitale e ti ho anche dato un po’ di spunti per intraprendere questo percorso.

Ma tutto ciò come può essere usato per il tuo prodotto/servizio? Come si applica per la tua startup? Come puoi **usare il Growth Hacking per far crescere il tuo business**?

Se hai letto tutto il post avrai capito che non c’è una formula magica, né una soluzione universale ai problemi delle aziende. Questo significa che ti servirà a poco leggere i migliori libri, divorare decine di post sul tema e studiare tutti i casi studio delle famose startup americane.

Ti servirà a poco semplicemente perché ogni azienda ha la sua storia. Ogni prodotto è diverso. Ogni business è diverso! Come ho detto in qualche paragrafo precedente un _growth hack_ che ha funzionato una volta difficilmente funzionerà di nuovo, perché nel frattempo è stato copiato da tanti altri e, inevitabilmente, ha perso di efficacia.

Quindi come dovresti affrontare allora la cosa?

Ci sono due alternative, un po’ come accade per tanti altri aspetti, e sono internalizzare o esternalizzare:

### Creare un team di Growth Hacking

La prima cosa da chiarire è che il Growth Hacking non è un attività di un singolo, ma di un team. Il Growth Hacker (in quanto figura) non è altro che un facilitatore. Puoi immaginarlo come lo Scrum Master nel mondo Agile.

Detto questo un team di Growth Hacking è e deve essere, per sua natura, multidisciplinare. La multidisciplinarità infatti, è una delle caratteristiche principali e fondamentali del Growth Hacking. Più volte ho parlato di multipotenziale e del valore delle competenze cross-funzionali.

Ovviamente il team perfetto non esiste, ma un buon punto di partenza può essere il seguente:

- **Il programmatore**, che con le sue competenze tecniche lavora direttamente sul prodotto
- **Il** **marketer**, che abbia competenze sui canali di marketing, sull’advertising e altri aspetti
- **Il designer**, che in base al core business dell’azienda contestualizzi la fruizione del prodotto
- **Il Growth Master**, che come ti dicevo va a fare da supervisore al processo

Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento ti consiglio di dare una lettura al mio post sul [come creare un team di Growth](https://www.raffaelegaito.com/creare-growth-team/) all’interno di un’azienda.

### Affidarsi a un’agenzia

Così come accade per il marketing (o per altre funzioni di un’azienda) anche per il Growth Hacking è possibile dare in outsourcing l’intero processo di sperimentazione e affidarsi a un’agenzia.

Personalmente su questo punto la penso come Sean Ellis che sconsiglia fortemente di dare all’esterno un’attività così centrale. La crescita dovrebbe essere la priorità di ogni azienda e, considerando che il Growth Hacking va a impattare sul prodotto, sul modello di business e altri aspetti importanti, è a mio avviso fondamentale tenere l’assoluto controllo sulla cosa.

Ovviamente non tutte le aziende possono farlo, non tutte hanno le competenze o le risorse e quindi è giusto sapere che se si vuole comunque testare questa metodologia sul proprio business la si può affidare a terzi, un’agenzia che farà test al posto tuo.

### Aspetti da tenere in considerazione

Indipendentemente dalla soluzione che sceglierai di adottare ti lascio alcuni consigli sparsi per evitare di fallire miseramente, commettendo errori che ho visto commettere decine di volte da chi prova ad utilizzare il Growth Hacking in azienda:

- **Non iniziare senza un’analisi preliminare approfondita e specifica.**  

Devi conoscere il tuo mercato e i tuoi competitor come le tue tasche. Ho detto mille volte che il growth hacking prende il marketing e lo mischia a fondo con il prodotto e il business. Se non conosci i prodotti e i business dei tuoi competitor parti col piede sbagliato.
- **Non iniziare se non hai un budget dedicato a quest’attività.**  

Sul serio, non farlo! Con budget zero non puoi fare nulla. Nulla. E se stai pensando di dedicare budget zero a un’attività che ha come obiettivo la crescita del tuo business forse, in fin dei conti, non hai così a cuore il tuo business.
- **Non aspettarti risultati nel breve periodo.**  

Il Growth Hacking è un processo di tipo _lean_ e tutti i processi di questo tipo sono basati su un assunto molto semplice: devi fallire tante volte, imparare il più possibile e poi riuscire una sola volta. È attraverso una serie di micro cambiamenti, a volte apparentemente inutili, che arriverai alla soluzione giusta.
- **Traccia tutto.**  

Il growth hacking si basa sui numeri, sulle metriche, sugli analytics. Anora una volta, non ti consiglierò nessun tool. Non mi interessa che tu usi il tool gratuito offerto di default o quello da un trilione di dollari al mese che fa le pizze a forma di funnel. Usa quello con cui ti trovi meglio, ma per l’amor di Sean Ellis, usane uno! E traccia tutto il possibile.
- **Lavora su una sola metrica per volta.**  

Uno degli errori che vedo commettere più spesso è quello di lavorare su più step del funnel in parallelo, mischiando attività e metriche e perdendo completamente il controllo della situazione. Se stai portando avanti 10 attività diverse che impattano su aspetti diversi del tuo prodotto come farai a capire quale sta dando veramente risultati?!

## Conclusioni (FAQ sul Growth Hacking)

Lo confesso, un post del genere è difficile da concludere, anche perché ho scritto più di 5000 parole, cercando di trasmettere i concetti più importanti, ma con **la consapevolezza di aver tenuto fuori tanto**.

Come ti ho detto all’inizio, questa non è assolutamente una guida definitiva. Anzi, è un punto di partenza, **una guida provvisoria**. Voglio darti il là, sperando di convincerti a studiare e approfondire l’argomento per conto tuo, mischiando teoria e pratica, come ho consigliato più su.

Come si conclude un post del genere?

Dopo la carrellata di consigli del capitolo precedente mi sembrava praticamente impossibile trovare una conclusione migliore, ma poi ho pensato che, proprio perché l’argomento è complesso e relativamente nuovo, potesse essere interessante chiudere con una sorta di **FAQ sul Growth Hacking**.

In realtà può essere utile anche per tutti i furbetti che si scocciano di leggere i post per intero e vanno direttamente ai titoli dei paragrafi e agli elenchi.

Lo faccio anche io qualche volta 😉

Quindi mettiamola così, chiudo questo lungo post con un po’ di domande e risposte che hanno anche l’obiettivo di riepilogare tutto ciò che ho scritto in precedenza. O almeno ci provo!

### Il Growth Hacking è meglio del Marketing tradizionale?

No, **sono due attività diverse**, con obiettivi diversi e che vengono utilizzate in momenti diversi. Il Marketing è indispensabile per attività di _branding_ e di _awareness_, il Growth Hacking invece si cala di più nel prodotto e va a lavorare su metriche di _retention_, _activation_, e così via.

### Il Growth Hacking è un’attività _una tantum_?

Assolutamente no! Il Growth Hacking è un processo e in quanto tale **richiede tempo** per dare risultati tangibili. Non aspettare di aver completato il prodotto per fare Growth Hacking. Inizia fin da subito, dal giorno zero, e sviluppa le due attività in parallelo.

### **Posso fare Growth Hacking senza budget?**

È molto difficile, se non impossibile. Per svolgere la maggior parte delle attività hai bisogno di budget. Però **puoi partire con piccoli budget** e aumentare le cifre un po’ alla volta quando arrivano i primi risultati.

### Per fare Growth Hacking devo essere un programmatore?

Assolutamente no. Il Growth Hacking fa un largo utilizzo della programmazione, ma questo non significa che tu debba essere un programmatore. **Basta conoscere solo quello che ti serve per portare avanti gli esperimenti** e, nella maggior parte dei casi, usare dei tool che eliminano quasi del tutto gli aspetti di programmazione.

### Il Growth Hacking è solo per le startup?

Anche questo è falso. Il metodo è nato nel mondo startup semplicemente perché è un contesto scarso di risorse dove la velocità e la creatività fanno tutta la differenza. Ad oggi però **anche le grosse aziende** stanno iniziando ad aprire reparti interni dedicati al Growth Hacking.

### Il Growth Hacker è un lavoro?

Assolutamente si. Io lo faccio per lavoro e conosco tante altre persone che lo fanno per lavoro. Puoi lavorare come Growth Hacker su un prodotto specifico (tuo o di altri) oppure farlo come consulente per diverse aziende. Aggiungo che **è un lavoro molto richiesto e anche ben pagato**.

### Il Growth Hacking serve solo in fase iniziale?

No. Come ho detto all’inizio di questo post, **ogni azienda ha bisogno di crescere**. In base allo stadio di evoluzione del business cambia il concetto di crescita e di conseguenza cambiano le metriche da tenere sotto controllo. Ma non esistono business che non devono crescere.

### Il Growth Hacking è solo una moda?

Molto probabilmente si. Molto probabilmente tra un po’ calerà l’_hype_ intorno a questa nuova disciplina e **verrà semplicemente accorpata dal marketing digitale**. Non c’è niente di male e, in realtà, negli USA sta già accadendo. Il Marketing, come tutto del resto, si evolve di continuo. Il Growth Hacking potrebbe essere la sua naturale evoluzione per i tempi in cui viviamo.

Wow, non ci credo… sei arrivato fino alla fine e hai letto tutto il post. Probabilmente è il post più lungo che io abbia mai scritto su questo blog e ti confesso che, in fondo in fondo, mi fa piacere. Per un argomento che mi sta a cuore come questo era necessario scrivere qualcosa di più del post da 800 parole con un paio di link di approfondimento.

Spero di esserci riuscito.

Non ho la pretesa di aver coperto al 100% l’argomento del Growth Hacking, ma mi auguro di aver risposto ai tuoi dubbi, di averti dato interessanti spunti di riflessione e di aver chiarito una volta per tutte di cosa si tratta.

Ovviamente un post del genere deve essere aggiornato di continuo per essere al passo con i tempi.

Quindi torna a leggerlo tra un po’ perché sicuramente troverai qualche novità interessante e, come sempre, se hai qualche domanda sul Growth Hacking ti invito a **scrivere nei commenti** o a **contattarmi in privato**!

Voglio concludere il post con questa bellissima definizione di Sean “papà” Ellis che sono sicuro ti piacerà. Alla fine **siamo tutti qui per fare business** e quindi l’ultima definizione sul Growth Hacking non poteva non essere _business oriented_:

> Il Growth Hacking serve per capire chi sono i tuoi migliori clienti e a trovare un modo per acquisirne di più

Non aggiungo altro 😉


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title: "Bias cognitivi: cosa sono e come riconoscerli (con esempi)"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Perché conoscere i bias cognitivi è importantissimo e come cambierà la tua vita per sempre.
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# Bias cognitivi: cosa sono e come riconoscerli (con esempi)

## Introduzione

Il cervello, in media, affronta circa **35.000 decisioni quotidiane**. 

Su un numero così importante è comprensibile che quasi un terzo di esse siano sbagliate. 

Per giustificare e dare un nome a questi errori cerebrali sono stati codificati dalle neuroscienze, dalla psicologia e dalle scienze sociali **oltre 200 errori, conosciuti con il nome di bias cognitivi**.

Credo che sia uno degli argomenti più interessanti al quale abbia approcciato, utile nella vita quotidiana tanto quanto nel marketing. Studiare i bias cognitivi mi ha cambiato la visione del mondo. Non esagero. 

Vediamo perché.

## Cosa sono i bias cognitivi

Il termine bias deriva da una parola di origine francese, _biais_, che significa obliquo. Nel gioco delle bocce indica un tiro storto, sbagliato. 

Oggi è una parola utilizzata per indicare i pregiudizi o le inclinazioni errate della mente. 

Per entrare ancora più a fondo, il nostro cervello è programmato per agire velocemente e le decisioni di impulso sono annoverate nel campo delle **euristiche**. 

Le euristiche sono a tutti gli effetti delle **scorciatoie mentali** che ci portano alla migliore soluzione con lo sforzo minimo. 

I bias, invece, sono un particolare tipo di euristica. Sono sempre delle scorciatoie, ma che portano all’errore. 

La mente umana lavora di continuo in modalità risparmio energetico ed è facile cadere nell’errore. La scienza definisce l’attività del cervello razionalizzante, ossia che la maggior parte delle volte le scelte che compie sono casuali, per poi essere aggiustate lungo il percorso. 

Alcuni bias sono continui, ripetuti e innocui. Altri, invece, possono portarci ad errori di valutazione ben più grandi. 

Un’altra certezza assoluta è che **nessuno è immune da bias cognitivi**. Tuttavia, la conoscenza degli argomenti ci spiana la strada per riconoscere e comprendere alcuni meccanismi. 

Andiamo per gradi.

## Perché si innescano i bias cognitivi

Lo studio della mente è tanto affascinante quanto misterioso. Eppure la scienza è arrivata in fondo, andando ad [esplorare i meccanismi che innescano i bias.](https://www.sciencedaily.com/releases/2020/03/200316141602.htm) In particolare sono 4 le macro cause scatenanti:

- **Il cervello è selettivo**. Non possiamo ricordare tutto ed immagazzinare qualunque informazione. Per questo motivo la mente umana diventa selettiva, preferendo alcuni ricordi ad altri e talvolta distorcendo i fatti
- **Velocità**. La seconda causa che ci spinge verso l’errore è legata allo stimolo del cervello di agire in fretta
- **Troppe informazioni**. La mente va in tilt in seguito ad un [sovraccarico di dati](https://www.raffaelegaito.com/paralisi-da-dati/)
- **Poche informazioni**. Dualmente, quando i dati a disposizione della mente sono insufficienti, si innesca il meccanismo di fallacia, che ci porta a trarre conclusioni errate.

Il concetto di bias non è assolutamente negativo, anche se potrebbe sembrarlo. Ad esso è collegato in maniera profonda l’istinto di sopravvivenza, quello stimolo di agire velocemente di fronte alle situazioni di pericolo. 

E oggi questo istinto si riversa nel marketing, campo in cui i bias sono una componente importante. In pubblicità, i [meccanismi di negoziazione](https://www.raffaelegaito.com/negoziazione-tecniche-chris-voss/) nascono dallo studio di questi errori della mente, per giocare sul fattore tempo, anticipare i comportamenti. 

Non si può sfuggire all’errore della mente, ma lo si può riconoscere e provare, quindi, ad evitarlo. 

Quali sono i principali bias cognitivi? Voglio approfondirne qualcuno.

## Esempi di bias cognitivi

### Bias della conferma

Conosciuto con il nome di _confirmation bias_, è forse il più comune in assoluto. Si tratta del meccanismo inconscio di **reperire prove a favore della tua opinione**. A causa di questo bias il nostro pregiudizio su qualunque argomento è rafforzato dalla ricerca di elementi a favore della nostra tesi, ignorando del tutto le prove contrarie. 

Ad esempio, se pensiamo che lo sport non faccia bene alla salute, tenderemo a notare notizie, articoli, opinioni che confermano questa tesi, tralasciando tutti gli altri, in stragrande maggioranza, che dicono il contrario. 

Lo facciamo tutti, di continuo. 

Questo tipo di bias ci rende del tutto di parte e nel business si traduce come chiusura verso opinioni diverse. In questo caso il modo per scavallare l’errore è aprirsi verso tutte le opportunità, sperimentare anche strade che non ti appartengono e ascoltare i feedback altrui.

### Bias della selezione

In maniera del tutto inconscia, e soprattutto nel marketing, il bias di selezione ( selection bias) è quel meccanismo che ci porta ad analizzare un segmento in maniera errata. Si concretizza, ad esempio, quando si effettua un’indagine di mercato su un campione di persone scelte senza una buona definizione e già **con in mente un forte pregiudizio**. 

Per evitare questo errore si può provare ad essere oggettivi nella selezione a monte. Se hai necessità di creare un sondaggio, ad esempio, crea un gruppo di intervistati che sia eterogeneo e vario.

### Bias dell’auto-attribuzione del merito

_Self-serving bias_. Che significa? In maniera molto semplice, è quel pensiero diffuso secondo il quale **i successi sono solo merito tuo, mentre i fallimenti sono causati da fattori esterni** o da altre persone. 

Si tratta di un processo di autoconsolazione. Ti è mai capitato di dare la colpa alla sfortuna se qualcosa non andava bene? E invece di prenderti tutto il merito in caso contrario?

Questo è un bias estremamente diffuso e per anticiparlo, e poi superarlo, bisogna lavorare sul mindset e sul senso di responsabilità. 

Inizia a pensare che [il fallimento](https://www.raffaelegaito.com/fallimento-crescita/) sia un’opportunità di crescita.  

### Bias effetto alone

Nel mondo del marketing questo è uno dei bias più potenti, sul quale flotte di influencer e non solo fanno leva, in maniera più o meno inconsapevole. 

Si chiama _Halo Effec_t ed indica la nostra predisposizione a **credere che se una persona è molto brava in un campo, allora è credibile in tutti i campi**. 

Un esempio? Nella pubblicità di diversi prodotti commerciali si sfrutta sempre l’immagine di testimonial, per promuovere un prodotto con il quale quella persona non ha nulla a che fare. 

Quante volte abbiamo visto uno sportivo pubblicizzare delle automobili? Ai nostri occhi quella figura, che è autorevole nel suo sport, merita credibilità anche in altri settori. 

Nel mondo del marketing questo bias di associazione è continuamente sfruttato perché le aziende e i marketer lavorano sulla propria autorevolezza. Da oggi prova a farci caso ogni volta che vedi una pubblicità.

### Bias della disponibilità a cascata

Quanto più vediamo un’idea condivisa in maniera pubblica, tanto più quell’idea apparirà alla nostra mente come vera e giusta. 

Questo è un altro meccanismo di persuasione molto utilizzato nelle strategie di marketing. 

Se un’azienda parla di un certo argomento, lo fa in maniera ripetuta, lo fa in pubblico, diffondendo di continuo le notizie a riguardo, allora **il pubblico tenderà a credere, senza obiezioni, che sia tutto autentico**. 

Per superare questo bias è fondamentale fare ricerche approfondite e valutare opinioni contrarie.

### Bias del punto cieco

Si chiama _bias blind spo_t, e forse è quello più emblematico. In sostanza si verifica quando le persone **negano di aver subito dei bias cognitivi** in una decisinoe.

La verità è che nella maggior parte delle volte non ce ne rendiamo conto, perché il bias è legato all’inconscio e agli automatismi. Quindi il bias del punto ciesco significa non riconoscere quando siamo vittime di errori. 

## Conclusioni

Il premi nobel Daniel Kahneman ha detto che “Abbiamo nella testa un computer straordinariamente potente”. Conoscere i bias cognitivi è il modo per usarlo al meglio.

Ho iniziato quest post dicendo che studiare questo argomento mi ha cambiato la vita ed è così. Quando capisci il meccanismo alla base dei bias cognitivi ti rendi conto che ne siamo tutti vittima, costantemente.

Questo pensiero dovrebbe ridimensionarci un bel po’, non trovi?

Se vuoi approfondire il tema (e te lo consiglio fortemente) leggi il libro [Pensieri lenti e veloci](https://amzn.to/35wvSEI) (proprio di Kahneman) e tieni sotto mano questa [comoda lista](https://www.hce.university/blog/bias-cognitivi-ecco-i-200-principali-bias-cognitivi/) di 200 bias cognitivi.


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title: "Performance marketing: cosa significa di preciso?"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo post troverai la definizione di performance marketing, come sempre tutto spiegato in maniera semplice e accessibile."
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# Performance marketing: cosa significa di preciso?

## Riepilogo sul performance marketing

- Performance marketing significa marketing dei risultati
- La parola performance è fondamentale per capirne il funzionamento
- Tutte le attività sono basate sui risultati
- Il monitoraggio è l’aspetto più importante

## Introduzione

La definizione di performance marketing è tra le più ricercate del web. La migliore **traduzione di performance marketing** potrebbe essere _marketing dei risultati_.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Se anche tu desideri capire cosa vuol dire, continua a leggere.

## Cos’è il performance marketing

Per mettere a fuoco il significato bisogna concentrarsi sul termine _performance_: il nocciolo della questione sta tutto lì.

Questo modello, infatti, si basa, più di ogni altra, **sull’ottenimento dei risultati**.

Generazione di lead, conversione da lead a cliente, download di un prodotto digitale, vendita di un servizio: sono questi i principali obiettivi a cui punta un’attività di questo tipo.

Come avrai notato si tratta di **obiettivi specifici**, ben diversi da quelli più generali – come può essere, ad esempio, l’ampliamento della brand awareness, che è altrettanto importante, ma che può essere considerato l’indirizzo generale verso cui la strategia si muove.

Ogni performance deve poter essere misurata per analizzarne l’avanzamento o la decrescita: il **monitoraggio dei risultati** è fondamentale, infatti, nel performance marketing.

![performance marketing vs brand marketing](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/08/performance-marketing-vs-brand-marketing.jpg)

## Come funziona

Ogni buon esempio di performance marketing, dunque, non può prescindere dall’osservazione e dalla misurazione dei risultati. Per avere un quadro chiaro e completo è necessario individuare le **[KPI](https://www.raffaelegaito.com/kpi-significato/) da monitorare** per assicurarsi che il progetto stia procedendo nel verso giusto: è confrontando i tuoi risultati con i _key performance indicator_ prefissati che riuscirai a renderti conto se la tua strategia di marketing sta funzionando.

Quando pensi a cosa significa performance marketing devi considerare anche un grande vantaggio: attraverso questa strategia **conosci immediatamente il [ROI](https://www.raffaelegaito.com/roi-marketing-significato/)**, ovvero il ritorno del tuo investimento.

Di conseguenza cambiano anche i modelli di pagamento. È raro infatti che si lavori con il CPC (_cost per click_), ma si preferisce piuttosto utilizzare modelli come il CPA (_cost per acquisition_) o altri legati al risultato.

Come sempre mi preme sottolineare che non si tratta di una formula magica per risolvere tutti i problemi di un business, quanto piuttosto di un modello da integrare alle altre attività di marketing (digitale e non) già presenti in azienda.

Allo stesso modo, non è da considerare come un nemico o un concorrente del “brand marketing”, ma più che altro come due attività entrambe necessarie che si completano a vicenda e che intervengono in momenti diversi con obiettivi diversi.

## Risorse aggiuntive

Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di dare uno sguardo a questi link:

- [Confronto con il brand marketing](https://medium.com/@kaizenbarry/is-it-really-brand-vs-performance-marketing-b3945e53b475)
- [Una guida introduttiva](https://blog.taboola.com/introductory-guide-performance-marketing/)
- [Una guida completa legata al mondo dell’ecommerce](https://www.bigcommerce.com/blog/performance-marketing/)
- [La pagina Wikipedia dedicata al tema](https://en.wikipedia.org/wiki/Performance-based_advertising)


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title: "Claude Code: crea il tuo agente AI con il mio corso completo"
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author: Marco Autuori
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# Claude Code: crea il tuo agente AI con il mio corso completo

Crea il tuo Agente AI  con Claude Code

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Durata: 9h

Lezioni: 51

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## Crea il tuo Agente AI con   
 Claude Code

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## Il corso pratico per trasformare l’AI nel tuo braccio destro

Non devi saper programmare. Ti basta un computer (Mac, Windows, Linux) per **risparmiare ore di lavoro**con Claude.****Delega task ripetitivi, analisi, ricerche e attività e **fai solo il lavoro che conta.**

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## Per chi è Questo corso

## Se passi ore al computer e lavori con la testa  

 questo corso è per te

Non è un corso per sviluppatori. È un **corso pratico** pensato per chi ogni giorno lavora su documenti, testi, email, attività ripetitive e vuole creare un **Agente AI** da affiancare al proprio lavoro per recuperare ore di vita.

![Gian Segato ](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/05/Segato.jpeg)  

										Gian Segato Ricercatore Anthropic  

						“Se puoi farlo col computer, puoi farlo con Claude Code”.  

  
 Era chiaro che Claude Code sarebbe diventato una sorta di nuovo sistema operativo. Cioè l’idea di interagire col computer attraverso il linguaggio naturale. Il punto fondamentale è che tutti i lavori d’ufficio oggi hanno un qualche tipo di componente informatica. Lo facciamo dal computer e l’Informatica cos’è? Codice.

### Freelance

Gestisci tutto da solo? Hai bisogno di un agente che lavora per te, sempre. Il tempo è la tua risorsa più preziosa. Inizia a proteggerla.

### Manager

Report, email, riunioni. Automatizza le parti ripetitive e concentrati su ciò che conta davvero.

### Imprenditori

Ogni ora persa su task operativi è un’ora tolta alla strategia. Riprenditi il controllo.

### Creativi e Creator

Scrivi, editi, organizzi contenuti. L’AI fa il lavoro sporco, tu pensi in grande.

## PERCHé TI SARà utile questo corso

## Ti suona familiare  uno di questi problemi

Se hai risposto sì anche solo a una di queste obiezioni sei nel posto giusto!  Ti assicuro che questo corso ti cambierà il modo di lavorare (in meglio!)

“Uso l’AI da mesi ma non mi ha cambiato davvero la vita lavorativa”.  

  
  Apri la chat, chiedi una cosa, chiudi. Non hai davvero capito come farla lavorare per te e ogni volta ti sembra di ricominciare da capo.

“Pago abbonamenti AI ma sfrutto forse il 10% di quello che offrono”.  

  
  Sai che ci sono potenzialità enormi, ma nessuno te le ha mai spiegate in modo pratico.

“Non sono un programmatore. Claude Code non mi sembra alla mia portata”.  

  
  Hai sentito parlare di agenti AI ma il terminale ti spaventa. Spoiler: Claude Code usa il terminale per te. Tu gli parli in italiano, lui esegue.

“Perdo ore in attività ripetitive che odio”.  

  
  Ogni settimana lo stesso blocco di cose meccaniche e prevedibili. Se le fai sempre allo stesso modo, sono esattamente quelle che puoi automatizzare.

“Ho già Claude in chat, perché dovrei usare Claude Code?”.  

  
  La chat è utile per richieste semplici e isolate. Ma non conosce i tuoi file, non ricorda chi sei, non scrive nei tuoi documenti. Claude Code sì. Non è un upgrade è un cambio di approccio.

“Non ho tempo per un altro corso”.  

  
  Le lezioni durano 10-15 minuti ciascuna. Puoi seguirne una al giorno. E il tempo che investi ora lo recuperi dal primo giorno in cui inizi a usare il sistema.

## Guarda una lezione gratis

## La differenza tra Claude Code e Cowork e Chat

In questa lezione mostro la differenza abissale che c’è tra Claude Code e Claude Cowork e Claude Chat. Spesso le persone pensano che siano simili e possano fare le stesse cose. Qui ti faccio vedere chiaramente **la potenza di Claude Code**.

https://www.youtube.com/watch?v=5CMGhrRO6eY

Puoi usare Claude Code su qualsiasi PC (Mac, Windows, Linux)

## Chatbot che usavi

Copi e incolli risposte nei tuoi documenti

Riparti da zero ad ogni conversazione

Non conosce i tuoi file, progetti, contesto

Non esegue azioni sul tuo computer

Ripeti le stesse istruzioni ogni volta

Centinaia di prompt da tenere in giro

Tu fai tutto

VS

## Claude Code

Scrive direttamente nei tuoi file

Ricorda progetti, stile e preferenze

Conosce il contesto del tuo lavoro

Esegue task multi-step autonomamente

Un agente che impara con te nel tempo

Ogni tua esigenza diventa una skill

[Lavora per te](#)

### Programma DEL CORSO

## Come imparerai a creare un   agente AI  passo passo

Si parte da zero. Nessun prerequisito tecnico. Solo un computer e voglia di sperimentare.

					 MODULO 01 | INTRODUZIONE E SETUP  

						

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 | Le basi di Claude Code  

						

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Il workspace: la tua base operativa  

						

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

					 Modulo 04 | Il contesto: insegnare a Claude come lavori  

						

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Le skill: insegnare a Claude Code cosa fare  

						

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 6 | Estendere il sistema all’infinito  

						

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 7 | Il metodo di lavoro esplora, pianifica, esegui  

						

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

					 Modulo 8 | Mettere al sicuro il workspace  

						

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

					 [NUOVO] Modulo 9 | Creare un sistema di automiglioramento  

						

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

					 [Extra] Casi d’uso PRATICI di Claude Code  

						

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
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### LIVELLO BASE / INTERMEDIO

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## Mercoledì 17 GIUGNO 18:00 – 20:00 |  live solo per gli iscritti

Live di **2 ore** in cui vediamo **Claude Code in azione su casi d’uso reali** insieme ai nostri ospiti:

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## Massimiliano Pioli

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## Alessandro De Concini

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## Giada Franceschini

![Gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/06/Gaito.webp)

## Raffaele Gaito

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“Mi ha cambiato completamente il modo di lavorare” – Lorenzo N.

##### Cosa dicono del corso

Sei mesi fa non sapevo nemmeno cosa fosse un terminale: faccio la grafica editoriale e la correttrice di bozze da quasi trent’anni. Con ‘Crea il tuo agente AI con Claude Code’ mi sono costruita un assistente su misura che uso ogni giorno per preventivi, controlli tipografici e organizzazione dei progetti, risparmiando ore di lavoro. Consigliatissimo a chi, come me, parte da zero.  

								Lorena NasiGrafica editoriale | Correttrice di bozze  

						Il corso l’ho finito. Anzi, l’ho rivisto e messo subito in pratica.    
 Premessa: non sono un programmatore. E proprio per questo il valore è stato ancora più grande.  Mi sono organizzato il computer, creato il mio workspace, diviso i contesti e iniziato a costruire le mie skill operative.  Risultato? Mi ha cambiato completamente il modo di lavorare.  Oggi sono molto più efficiente, ma soprattutto più ordinato. Recupero dati e numeri in pochi secondi e ho liberato una quantità enorme di tempo.  La vera differenza però è questa: prima il tempo lo spendevo a inserire dati, oggi lo uso per ottimizzare processi e analizzare numeri per migliorare l’azienda.  Questo è il salto.  Un grazie sincero a Raffaele Gaito: valore altissimo. Il costo rispetto a quello che ti porti a casa è davvero minimo.  

								Lorenzo NodariImprenditore settore alberghiero  

						Durante queste vacanze estive ho avuto il tempo giusto e la tranquillità mentale per fare il primo corso. Riparto con il lavoro a settembre con una mentalità e un modo di lavorare sicuramente diversi. Voglio sicuramente continuare con il corso avanzato, perché sento che c’è ancora tantissimo da imparare.  

Grazie Raf per l’impostazione del corso, equilibrata tra la teoria (poca ma molto utile) e la parte pratica. L’elemento che per me ha fatto la differenza è stato seguirti passo passo, che ha reso semplici anche passaggi complessi per chi, come me, è un profano della programmazione: questo mi ha permesso di prendere fiducia in quello che adesso riesco a fare.  

								Marco CiniImprenditore settore alberghiero  

						La rivoluzione agentica è un punto di svolta nel modo in cui pensiamo e usiamo l’intelligenza artificiale ogni giorno, nel nostro lavoro come nella produttività personale.  

La differenza con i sistemi chat tradizionali è evidente fin dalle prime interazioni, la potenzialità incalcolabile.  

Non riesco a immaginare una guida migliore di Raf per accompagnarci nel viaggio di scoperta e implementazione di questa tecnologia.  

Il suo approccio è positivo, colloquiale, serio ma mai serioso: rassicura, insegna e al tempo stesso mostra in pratica ogni passaggio. Eccezionale.  

								Alessandro De ConciniDivulgatore e Imprenditore digitale  

						Il corso di Raf è stato una svolta. Prima il terminale era un ostacolo che mi frenava, ora non mi fa più alcuna paura. Senza rendermene conto usavo Claude Code in modo del tutto confusionario, ma questo percorso ha fatto finalmente chiarezza. Mi ha permesso di organizzare un workspace pulito e davvero produttivo: quando hai gli strumenti in ordine, la creatività si accende sul serio. A questo prezzo è quasi da non crederci, considerando che poi Raf aggiunge costantemente nuove lezioni.  

								Massimiliano PioliDivulgatore AI e Content Creator  

						ho acquistato il corso… che sto  

DIVORANDO.  

Ho fatto quel “click” di cui parla Raffaele e ho capito la struttura e le potenzialità di questo strumento. Da allora dormo molto male! Continuo a pensare a tutto quello che ci posso fare, a come applicarlo al mio lavoro di fotografo, di creazione contenuti, a delle startup che porterò avanti da solo…  

Un corso fenomenale! NON COMPRATELO se volete sonni tranquilli!  

ovviamente sono ironico… acquistatelo, vi stravolgerà il modo di usare l’AI dandovi sbocchi che ancora non sapete che state pensando!  

								Alessandro MusicorioFotografo  

						Eccezionale, ad ogni lezione aggiungo un qualcosa che metto subito in pratica, adattandolo alle mie esigenze e scoprendo anche nuovi utilizzi a cui non avevo pensato. Ma è fondamentale anche la parte teorica senza la quale è difficile capire bene come personalizzare la parte pratica in modo efficace  

								Gianpiero CerchiConsulente Aziendale  

						Estremamente chiaro, super dettagliato.  

Ti accompagna passo passo nei primi step dall’installazione alla comprensione delle potenzialità (infinite) di Claude Code. Dovrebbero renderlo obbligatorio per chiunque.  

								Lorenzo Ghia Responsabile produzione aziendale  

						Ho comprato il corso in quanto non avevo tempo da dedicare nello studio autonomo e nel provare il servizio, andando contro il mio modus operandi: è stata un’ottima scelta in quanto mi ha dato una bella spinta nel capire il servizio e come poterlo utilizzare! Consigliato.  

								Ugo PalumboDelivery Manager  

						Ho acquistato questo corso senza aspettative particolari, ma mi ha sorpreso.  

Avevo un progetto fermo da circa un anno e, grazie a questo percorso, sono riuscito finalmente a sbloccarlo.  

Le lezioni sono molto pratiche e ti portano subito a fare, senza perderti troppo in teoria.  

La cosa che ho apprezzato di più è che ti cambia davvero il modo di usare l’AI in strumento concreto di lavoro. Nel mio caso, è stato tempo (e soldi) ben spesi.  

								AntoniettaInfermiera  

						Al momento non posso più farne a meno, e inizierò a farlo usare a tutti i miei collaboratori nelle varie aree perché può essere un moltiplicatore di valore enorme.  

								Andrea LicciardiImprenditore  

						Questo corso di Claude Code spiega concetti apparentemente complessi in modo semplice e diretto. Lo consiglierei perché è molto pratico e mi permette di iniziare  a lavorare in questa nuova modalità agentica ottenendo una collaborazione ibrida uomo macchina.  

								Omar Antognini Consulente Marketing  

						Corso fantastico, spiega in maniera dettagliata dalla A alla Z come installare e usare Cloud Code. La cosa che ho trovato più utile è il fatto di fare continuamente esempi pratici di utilizzo, cosa che rende questo corso davvero l’ideale per chi vuole fare un passo in più nell’utilizzo della AI.  

								Christian DeligiaImprenditore  

						Corso eccellente. Raffaele parte dalle basi (installazione, terminale) ma arriva rapidamente al sodo: trasformare Claude Code da semplice chat AI a vero agente intelligente personalizzato.  

Il modulo sul Workspace e Contesto insegna veramente a lavorare in modo efficace  

Le Skill sono il cuore del corso: imparare a creare procedure riutilizzabili cambia il gioco.  

Non è un corso generico su AI. È specifico, pratico, e costruito da chi lo usa ogni giorno. Chi lavora con progetti articolati e vuole aumentare la propria produttività lo troverà immediatamente utile.  

								Claudio CaramiaIngegnere Civile  

						Uno dei corsi più utili che ho fatto ultimamente, non per quello che insegna in assoluto, ma per come lo insegna. Nessun giro di parole, nessuna roba teorica: si va dritti a costruire cose reali. Per uno come me, che viene dall’imprenditoria e non dalla programmazione, è stata la differenza tra “interessante” e “ci faccio qualcosa domani mattina”.  

								David CampomaggioreImprenditore  

						Sei stato veramente bravo a semplificare tutto, soffrivo perché non riuscivo a farmi fare gli aggiustamenti che volevo io da professionisti del settore informatico,  grazie a te e Claude code ho raggiunto l’indipendenza, ho seguito tutti i tuoi passaggi e ho trasformato il mio sito, creato un blog nuovo, ho creato skill per ogni esigenza, ecc. Semplicemente fantastici tutti e 2 tu e Claude. Grazie per avermi suggerito il corso, è stato come prendere la patente, adesso guido solo.  

								 Antonio PignanelliResponsabile didattico di scuola guida  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

															![raffaele gaito chi sono](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/raffaele-gaito-chi-sono.webp)

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- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili: carta di credito, PayPal, Google Pay.
- Accedi a video e risorse in un unico spazio dedicato all’apprendimento
- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

## Domande frequenti

Qual è il livello del corso?

**Base e intermedio**. Non serve aver mai aperto Claude Code. Se parti da zero ti porto per mano dall’installazione in poi. Se lo conosci già ma non lo stai sfruttando davvero, ti faccio fare un salto di qualità concreto nel modo in cui lavori.

Dove si segue il corso?

Subito dopo l’acquisto ricevi una mail con tutto quello che ti serve per accedere al corso. In pochi minuti sei dentro. Il corso si trova su Hotmart, la piattaforma che uso per vendere ed erogare i miei corsi.

Il corso è live o registrato?

Il corso è registrato. Diviso in moduli come descritto nel Programma.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Per sempre. Il corso è tuo. Lo guardi quando vuoi, quante volte vuoi, ai tuoi ritmi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, PayPal, Google Pay. Puoi scegliere di pagare in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso modificare la fattura?

Puoi modificare e scaricare la fattura direttamente su Hotmart solo nella parte anagrafica. Ad esempio puoi aggiungere successivamente il nome dell’azienda se hai fatto un acquisto aziendale, ma non potrai inserire la p. iva.   
La p.iva deve essere inserita nell’apposito campo al momento dell’acquisto.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

Posso chiedere un rimborso?

Puoi chiedere un rimborso entro 14 giorni dalla data di acquisto direttamente dalla tua area utente Hotmart, oppure utilizzando la procedura che trovi a questo [link](https://refund.hotmart.com/find-purchase/email). Chiedendo il rimborso perderai immediatamente accesso alle lezioni e a tutti i contenuti extra.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Serve saper programmare?

No. Il corso è pensato per chi vuole usare Claude Code in modo pratico nel proprio lavoro quotidiano, anche senza background tecnico. Ti guido passo passo, dalle basi fino alla creazione del tuo primo assistente AI.

 

Serve un abbonamento a Claude?

Puoi iniziare anche senza abbonamento (nel primo modulo ti mostro come usare Claude Code gratis senza abbonamento).

Però devi sapere che per mettere in pratica tutto quello che viene mostrato nel corso ti serve un abbonamento a Claude (va bene anche il Pro da 18 euro al mese), da attivare separatamente.

Puoi **iniziare senza abbonamento** per fare delle prove e capire come funziona. Nel corso ti mostro come usarlo al meglio, così sai esattamente cosa ti serve e come ottenere il massimo.

Che tipo di Agente AI riuscirò a creare?

Un Agente AI davvero utile nel tuo lavoro: per esempio può aiutarti con email, documenti, ricerca di informazioni, organizzazione dei materiali, bozze di contenuti e attività ripetitive che oggi ti fanno perdere tempo.

Che differenza c’è tra questo corso e il corso Crea il tuo agente con Claude Code?

Crea il tuo agente con Claude Code è un corso di livello base/intermedio. Parte dall’installazione e ti mostra come utilizzare la funzionalità agentica con Claude Code.

Il Corso [Fail il passo successivo con Claude Code](https://www.raffaelegaito.com/corso-claude-code-passo-successivo) è di livello intermedio/avanzato, imparearai ad abilitare più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.  
Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. 

C’è un Bundle per acquistare i due corsi su Claude?

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. 

È un corso teorico o pratico?

È un corso pratico. Non ti spiego solo come funziona Claude Code: ti faccio vedere come usarlo per costruire un assistente AI concreto, applicabile da subito al tuo lavoro.

Che differenza c’è tra questo corso e i contenuti gratuiti online?

La differenza è che qui trovi un percorso ordinato, pratico e focalizzato sul lavoro reale, pensato per aiutarti ad applicare Claude con più metodo e meno dispersione.

Il corso è utile per il mio lavoro, anche se non faccio un lavoro tecnico?

Sì. Il corso è pensato proprio per un utilizzo pratico nel lavoro quotidiano, anche in ruoli non tecnici.

Funziona solo su Mac?

Quello che viene mostrato nel corso (su Mac) può essere fatto allo stesso modo su Windows e Linux.  
Nel primo modulo trovi una lezione dedicata all’installazione di Claude Code su Windows. 

### Hai ancora domande?

Scrivimi qui


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title: Bundle Corsi Claude Code
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date: "2026-10-06T10:02:28+00:00"
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slug: corsi-claude-code-base-intermedio-avanzato
author: Martina Autuori
excerpt: "Un percorso in due livelli per trasformare l'AI nel tuo braccio destro. Parti creando il tuo primo agente, poi lo trasformi in un'infrastruttura di lavoro con agenti specializzati collegati ai tuoi tool. Non devi saper programmare."
---

# Bundle Corsi Claude Code

Impara a usare Claude Code

[Scegli il tuo livello](#corso1)

Impara a usare Claude Code

[Scegli il tuo livello](#corso1)

## Formazione completa · 2 livelli

## Claude Code,   
 dalle basi alla tua   
 squadra di agenti AI.

Un percorso in due livelli per trasformare l’AI nel tuo braccio destro. Parti dall’installazione di Claude Code e crea il tuo primo agente, poi lo trasformi in un’infrastruttura di lavoro con agenti specializzati collegati ai tuoi tool.  
**Non devi saper programmare.**

[Percorso completo a 229€ →](#corso1)  

					[Scopri i due livelli](#percorso)

## 2

livelli consequenziali

## 18h

di video lezioni

## 104

lezioni pratiche

## 5.800

iscritti ai due corsi

## Se passi ore al computer e lavori con la testa, questo corso è per te.

Non è un corso per sviluppatori. È un corso pensato per chi ogni giorno lavora su documenti, testi, email e attività ripetitive e vuole un agente AI da affiancare al proprio lavoro.

Delega a Claude Code i task ripetitivi, analisi, ricerche e le attività che ti costano ore. Tu fai solo il lavoro che conta.

Claude Code lavora direttamente sul tuo computer e con i tuoi file

Mac · Windows · Linux

## Imapra a usare CLaude COde

## Due livelli, pensati per essere seguiti uno dopo l’altro.

Livello Base  

		9h · 51 lezioni · 3.900+ iscritti

## Crea il tuo Agente AI con Claude Code

Dall’installazione al primo agente personalizzato. Impari a lavorare con workspace, contesto e skill, e a non avere più paura del terminale.

Cosa otterrai dopo il corso:

Un agente che conosce il tuo lavoro, il tuo stile e le tue priorità.

  

 

Livello Intermedio/avanzato  

		9h · 53 lezioni · 1.700+ iscritti

## Fai il passo successivo con Claude Code

Dall’installazione al primo agente personalizzato. Impari a lavorare con workspace, contesto e skill, e a non avere più paura del terminale.

Cosa otterrai dopo il corso:

Una squadra di agenti con second brain automatico, sotto controllo anche dal cellulare.

 

 

### Da quale livello parto?

Spunta quello che sai già fare.

Ti consigliamo  

      Parti dal Livello 1, meglio ancora con il bundle.

Con il percorso completo inizi dalle basi: installazione, worspace, skill e poi prosegui con il corso avanzato: agenti, second brain e MCP, senza interruzioni.

[Vedi il percorso completo](#corso1)  

      Ti consigliamo  

      Sei pronto per il Livello 2.

Hai le basi: puoi passare direttamente a sub agenti, MCP e second brain.

[Vedi il corso avanzato](#corso2)

### Programma

## Cosa impari, livello per livello.

Durata: 9h

Lezioni: 51

Iscritti: 4000+

Si parte da zero. Nessun prerequisito tecnico. Solo un computer e voglia di sperimentare.

					 MODULO 01 | INTRODUZIONE E SETUP  

						

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 | Le basi di Claude Code  

						

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Il workspace: la tua base operativa  

						

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

					 Modulo 04 | Il contesto: insegnare a Claude come lavori  

						

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Le skill: insegnare a Claude Code cosa fare  

						

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 6 | Estendere il sistema all’infinito  

						

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 7 | Il metodo di lavoro esplora, pianifica, esegui  

						

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

					 Modulo 8 | Mettere al sicuro il workspace  

						

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

					 Modulo 9 | Creare un sistema di automiglioramento  

						

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

					 [Extra] Casi d’uso PRATICI di Claude Code  

						

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

## Guarda una lezione gratis

La differenza tra Claude Code, Cowork e Chat.

					 Guarda la lezione  

						

Questo corso è per chi già usa Claude Code e vuole fare il passo successivo.

Durata: 9h

Lezioni: 53

Iscritti: 1800+

					 MODULO 01 | Creare un second brain (tecnica LLM Wiki)  

						

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 |  Creare un sistema di multi agenti  

						

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Lavorare con i loop agentici  

						

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

					  Modulo 04 |  Far lavorare Claude mentre non ci sei  

						

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Gestire Claude Code dal cellulare  

						

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 06 | Collega le tue app a Claude Code  

						

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 07 | Ottimizzare (e risparmiare) l’uso dei token  

						

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

## Guarda una lezione gratis

I sub agenti all’opera in Claude Code.

					 Guarda la lezione  

						

Durata: 9h

Lezioni: 51

Iscritti: 4000+

Si parte da zero. Nessun prerequisito tecnico. Solo un computer e voglia di sperimentare.

					 MODULO 01 | INTRODUZIONE E SETUP  

						

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 | Le basi di Claude Code  

						

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Il workspace: la tua base operativa  

						

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

					 Modulo 04 | Il contesto: insegnare a Claude come lavori  

						

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Le skill: insegnare a Claude Code cosa fare  

						

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 6 | Estendere il sistema all’infinito  

						

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 7 | Il metodo di lavoro esplora, pianifica, esegui  

						

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

					 Modulo 8 | Mettere al sicuro il workspace  

						

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

					 Modulo 9 | Creare un sistema di automiglioramento  

						

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

					 [Extra] Casi d’uso PRATICI di Claude Code  

						

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

## Guarda una lezione gratis

La differenza tra Claude Code, Cowork e Chat.

					 Guarda la lezione  

						

https://www.youtube.com/watch?v=5CMGhrRO6eY

Questo corso è per chi già usa Claude Code e vuole fare il passo successivo.

Durata: 9h

Lezioni: 53

Iscritti: 1800+

					 MODULO 01 | Creare un second brain (tecnica LLM Wiki)  

						

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 |  Creare un sistema di multi agenti  

						

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Lavorare con i loop agentici  

						

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

					  Modulo 04 |  Far lavorare Claude mentre non ci sei  

						

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Gestire Claude Code dal cellulare  

						

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 06 | Collega le tue app a Claude Code  

						

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 07 | Ottimizzare (e risparmiare) l’uso dei token  

						

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
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## Guarda una lezione gratis

I sub agenti all’opera in Claude Code.

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## Impara a usare  davvero Claude Code.

Prima costruisci **il tuo agente AI**, che conosce il tuo lavoro, il tuo stile e le tue priorità. Poi lo trasformi in **una squadra di sub agenti** collegati ai tuoi tool, con second brain automatico e sotto controllo **anche dal cellulare**.

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## Accedi ai corsi e alle risorse **dove vuoi e quante volte vuoi**

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili: carta di credito, PayPal, Google Pay.
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- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

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##### Le vostre recensioni dei corsi

“I tuoi corsi su Claude Code ci hanno cambiato il modo di lavorare”. –  

 Francesco G.  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

						Grazie al corso sono riuscita a fare cose che non avrei mai immaginato, la mia check list di idee e progetti finalmente si sta snellendo perché tutto sta diventando reale e in produzione!” “Non è l’unico corso che ho comprato, ma sicuramente è l’unico che si aggiorna in continuazione!  

								EleonoraStudio di fisioterapia e allenamento personalizzato  

						Sono Nickolas, ho 36 anni e sono tetraplegico dal 2019. Uso il computer con un puntatore che muovo con la testa e clicco con le espressioni del viso… niente tastiera, niente scorciatoie. Ogni clic per me ha un costo.  

  
 Claude Code per me non è “uno strumento in più”: è quello che mi ha ridato le mani sul lavoro. Con le parole faccio quello che prima erano centinaia di clic… cartelle, script, git, un intero workspace con i miei quattro ruoli tenuti separati.  

  
 Dal primo corso è nato il sistema. Prima avevo un assistente, adesso ho un workspace al sicuro su GitHub, che viaggia tra i Mac (…)  il second brain del mio lavoro freelance ha cominciato a rispondere alle domande, invece di farmele cercare. Ed è proprio questo il passo successivo: non fare di più, ma non rifare… per chi paga un prezzo fisico per ogni gesto, è la differenza tra lavorare e non lavorare.  

								Nickolas BellottiSocial media manager e grafico freelance · Assessore del Comune di Goro (FE)  

						In un mondo dove tutti magicamente sono esperti di tutto, e oggi soprattutto di AI, è necessario individuare bene e con criterio le persone da seguire, da ascoltare e da cui imparare. Io ho scelto di imparare Claude Code con Raffaele, non solo perché la mia fiducia nelle sue competenze è ormai assodata da anni, ma soprattutto perché Raffaele ha un modo pratico, diretto e molto chiaro di spiegarti le cose. Senza fronzoli, senza voli pindarici arriva sempre dritto al punto. E aggiungerei, anche senza ostentazioni di superiorità o megalomania di molti in questo settore!  

								Sonia SantoroDigital Marketing Strategist  

						Ho implementato (e sto ancora implementando) le lezioni nel mio flusso lavorativo, mi sto sporcando le mani quando c’è da esplorare i confini che questa affascinante materia offre, e posso serenamente dire di aver liberato il 50% del mio tempo operativo.  

  
 In un parola: Grazie!  

								Romano AurelioFractional Business Controller  

						Quello che apprezzo di più è il taglio pratico: si parte dal configurare il workspace, insegnare il contesto al sistema, creare skill personalizzate, collegare le app e automatizzare la pipeline. Raffaele non si ferma al “come”, ma spiega sempre anche il “perché”, e questo aiuta a capire gli strumenti. Mi sta aiutando a costruire un flusso di lavoro con l’AI molto più solido.  

								Elisa GuardabassoSenior Transformation and Innovation Strategist  

						Il corso mi ha aperto gli occhi su una cosa semplice: stavo usando Claude Code come un tool, non come un sistema. Il modulo sul second brain con Obsidian l’ho applicato quasi subito: ho un progetto di normalizzazione della documentazione interna della banca che stava diventando ingestibile, e ora ho un metodo per tenerlo insieme. Sto anche lavorando a un chatbot sulla nostra knowledge base procedurale, e i sub-agenti mi hanno fatto capire come dividere il lavoro invece di far fare tutto a un agente unico che si perde a metà task. Non ho ancora finito tutto il corso ma il modo di lavorare è già cambiato: meno “aspetto che finisca questo prima di iniziare altro”, più roba che gira in parallelo.  

								Simone BissiAI Consultant  

						Il corso di Raffaele Gaito su Claude Code mi ha aperto un mondo. E la sorpresa più grande è stata scoprire quante cose potessi farci nel mio lavoro, pur non essendo un programmatore.  

 (…) La cosa più preziosa del corso è che gli esempi di Raffaele ti fanno venire idee anche per situazioni molto diverse da quelle mostrate. Io ho cercato di capirne il metodo, adattarlo al mio contesto e poi sperimentare, sporcarmi le mani e tornare alle lezioni ogni volta che mi serviva capire meglio un passaggio.  

È proprio dall’incontro tra il corso e la pratica che sono nati questi risultati. E, soprattutto, la voglia di chiedermi: «Cos’altro potrei farci?».Ho già in cantiere un paio di cose che potrebbero farmi svoltare…  

Non dirò che questo corso mi ha cambiato la vita. Ma me l’ha migliorata di un bel salto quantico.  

E, detto da un chimico, non è una formula buttata lì.  

								Valter BallantiniChimico  

						Dopo aver seguito con grande soddisfazione il primo corso di Raffaele  

su Claude Code, ho subito acquistato il nuovo percorso che è una scoperta eccezionale. Grazie alla chiarezza  

espositiva di Raffaele ho  

scoperto il meraviglioso utilizzo del second brain  

così come tante  

automatizzazioni che mi aiutano nel flusso di lavoro quotidiano.  

Partendo dai suoi esempi, sono riuscita ad adattare questi strumenti  

alle mie esigenze lavorative di docente e formatrice: non solo  

migliorare i materiali didattici ma velocizzare alcuni aspetti della  

gestione scolastica. Ciò che trasmette è proprio un cambio radicale di  

mentalità nella gestione e utilizzo di Claude a supporto della nostra quotidianità.  

								Adele LecciaDocente  

						Partendo dal modulo del corso, dedicato al second brain, ho costruito nel mio workspace un second brain in Markdown, versionato e condiviso tra Claude Code e Codex. Il risultato più concreto è il Query Preflight: prima di ogni attività tecnica l’assistente consulta l’indice, recupera solo le poche pagine pertinenti e porta nel piano vincoli, applicabilità e verifiche. L’ho collaudato con scenari controllati, casi negativi e handoff in entrambi i versi, e oggi è integrato nel mio workflow reale.  

È il tipo di corso che non mi ha dato soltanto spunti: mi ha fatto cambiare il modo in cui accumulo e riuso ciò che imparo, evitando che le lezioni delle singole sessioni vadano perse.  

								Daniele LolivaIdentity Security Manager  

						Ho divorato il secondo corso su  

Claude code di Raffaele. La sua capacità di spiegare i concetti anche più complessi come per es. Il second brain rende l’apprendimento unico ed immed-IA-to. Otre questo l’onestà con cui spiega tutto senza fare il markettaro lo rende davvero speciale.  

Se aprisse un corso universitario su IA  

sarei già in prima fila con il diario in  

mano  

								Paolo MerzekCommercialista  

						Dopo aver seguito il primo corso “Crea il tuo agente AI con Claude code”, questo è stato lo step naturale per portare tutto a un livello superiore.  

Anche in questo corso Raffaele mantiene il suo marchio di fabbrica: spiegazione passo passo, senza fretta, che rendono accessibili tutti i concetti, anche quelli che sulla carta sembrano più complessi. Da come far lavorare più agenti in parallelo o collegare Claude Code agli strumenti che uso ogni giorno (Gmail, Drive, Calendario) tramite MCP, Raffaele mi ha guidato nella costruzione di un vero e proprio “second brain” automatico, gestibile anche da telefono, con un metodo chiaro e efficace.  

Questo è il corso per chi vuole smettere di “smanettare” e iniziare a lavorare in maniera organizzata.  

								Valerio TrevisoAl Art Director  

						Il corso mi ha aperto le porte giuste per approfondire e fare chiarezza. Oggi riesco a utilizzare Claude Code in modo più consapevole, ordinato e profittevole.  

Sono riuscito a costruire le basi di un mio fedele compagno di lavoro che evolverà nel tempo, insieme a me e alle mie esperienze. Tutto ciò, mi sta permettendo anche di crescere nel mio lavoro perché riesco ad approfondire e a non perdere pezzi per strada. Raffaele non ha lasciato nulla al caso, i diversi moduli accompagnano anche i meno tecnici in un qualcosa che può stravolgere il consueto modo di lavorare e creare progetti.  

								Salvatore SalernoDigital Strategist  

						Non sono un programmatore, e fino a qualche mese fa pensavo che questi strumenti fossero roba per sviluppatori. Mi sbagliavo.  

Ho un’agenzia di comunicazione e stampa in Umbria, con quattro collaboratori. Dopo aver seguito il corso su Claude Code, oggi lo uso praticamente in tutto il flusso aziendale.  

Mi aiuta a controllare margini, costi, cassa e fatture, a creare preventivi e offerte, a ottimizzare il flusso creativo, la selezione del personale e la gestione dei siti.  

Abbiamo automatizzato anche parte dell’organizzazione interna, con strumenti che si aggiornano da soli e report che ricevo direttamente sul telefono.  

Questo corso ha reso accessibile una cosa che sembrava fuori portata per una piccola azienda come la mia.  

								Francesco GustinelliAgenzia e Stampa  

						Ho iniziato il primo corso con qualche perplessità (mi sarà utile? i contenuti saranno adattabili al mio contesto lavorativo?).  

Appena concluso mi sono subito “fiondata” sul secondo: anche questo ricco di contenuti, spiegati in modo esemplare. Seguendo i consigli di Raffaele sento di aver sempre maggior padronanza dell’ambiente e posso costruire repository, materiale didattico e altro rendendo sempre più personale l’output generato.  

Passo passo sto costruendo un sistema in grado sia di velocizzare le attività di routine sia di essere di supporto nei compiti a maggior valore creativo: oggi sono davvero contenta  di aver superato i miei dubbi iniziali e di aver seguito i corsi di Raffaele.  

								Matilde FabbriDocente  

						Per me questo corso è stato davvero una svolta. Non ho nessuna competenza di programmazione e mai avrei pensato di riuscire a creare da solo un gestionale completo per la mia azienda, con tantissime funzioni fatte esattamente come servono a me.  

E invece, grazie a quello che sto imparando con Raffaele, ci sono riuscito.  

Sto automatizzando un sacco di attività che prima mi portavano via ore e soprattutto sto iniziando a capire le potenzialità enormi di questi strumenti.  

Corso veramente consigliato, soprattutto a chi ha un’azienda e vuole iniziare a fare sul serio con l’Al.  

								Fabio Baldi Tecnico elettrodomestici  

						Sono iscritta ai 2 corsi su Claude Code, base e intermedio/avanzato uscito da pochissimo.  

Grazie a Raffaele ho appreso le potenzialità di Claude Code e ho applicato moltissime nozioni all’utilizzo di Linkedin, sia per i piani editoriali, sia per la creazione di pagine e profili sia per gli analytics e molto altro.  

In tutti i miei progetti attuali con aziende, professionisti e freelance, web agency ho inserito la formazione all’utilizzo di Claude Code per Linkedin, illuminante per me ciò che ho appreso con Raffaele.  

Quando avvio un nuovo progetto, per la parte di installazione Claude Code, VS code e ogni configurazione iniziale a partire dal concetto di workspace e contesto, ho consigliato a tutti di acquistare il corso di Raffaele.  

								 Maria Letizia RussoFormatrice, Consulente e Strategist B2B Marketing   Linkedin® e Sales Navigator® Expert   

						Ti dico subito che il tuo è il corso migliore che ho acquistato negli ultimi anni.  

Con quello che sto imparando sto rivoluzionando realmente il lavoro di ufficio creando ad esempio tutta una serie di piccole applicazioni che vanno a migliorare e risolvere problemi e procedure che finora venivano svolte manualmente o attraverso software specializzati che però sono estremamente costosi.  

Per me, che lavoro sostanzialmente da solo, è una e vera e propria rivoluzione.  

								Paolo MengoniCommercialista

## Domande frequenti

Serve saper programmare?

No. Il corso è pensato per chi vuole usare Claude Code in modo pratico nel proprio lavoro quotidiano, anche senza background tecnico. Ti spiego in modo pratico **come skill, agenti e MCP** direttamente con Claude Code anche se non hai competenze di programmazione.

 

Da quali corsi è composto il bundle?

Crea il tuo agente con Claude Code è un corso di livello base/intermedio. Parte dall’installazione e ti mostra come utilizzare la funzionalità agentica con Claude Code.  
Il corso Fail Passo successivo con Claude Code è di livello intermedio/avanzato. Con questo corso prosegui il percorso abilitando più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.

Con il Percorso Completo avrai accesso immediato alle lezioni di entrambi i corsi, ma consigliamo di fare i due corsi in sequenza. 

In che ordine seguire i corsi?

Consigliamo di farli in sequenza: prima il Livello 1 (Crea il tuo agente AI con Claude Code), poi il Livello 2 (Fai il passo successivo con Claude Code).   
Con il Bundle hai accesso immediato a entrambi e risparmi rispetto all’acquisto dei corsi separatamente.

Il corso è utile per il mio lavoro, anche se non faccio un lavoro tecnico?

Sì. Claude Code è particolarmente potente per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio: ti mostro come metterlo al servizio del tuo lavoro quotidiano, qualunque esso sia.  
Abbiamo realizzato una guida gratuita con 100 casi d’uso di Claude Code la trovi [qui](https://www.raffaelegaito.com/download/80712/?tmstv=1780647287). Può essere molto utile a capire per cosa può essere usato un sistema agentico come Claude Code.

Che tipo di Agenti AI riuscirò a creare?

Non un singolo agente isolato, ma una squadra di sub-agenti specializzati che lavorano in parallelo, collegati ai tuoi tool via MCP, con un second brain che si aggiorna da solo e che puoi controllare anche dal telefono.

Che differenza c’è tra questo corso e i contenuti gratuiti online?

La differenza è che qui trovi un percorso ordinato, pratico e focalizzato sul lavoro reale, pensato per aiutarti ad applicare Claude con più metodo e meno dispersione.

Come faccio a capire se ho le basi per seguire questo corso?

Se sai aprire il terminale, hai già creato almeno un agente con Claude Code e sai cosa sono Workspace, Contesto e Skill, sei pronto per il Livello Intermedio/avanzato. Se anche solo una di queste cose ti suona nuova, fai il percorso completo e parti prima dal corso base. 

Dove si segue il corso?

Subito dopo l’acquisto ricevi una mail con tutto quello che ti serve per accedere al corso. In pochi minuti sei dentro. Il corso si trova su Hotmart, la piattaforma che uso per vendere ed erogare i miei corsi.

Il corso è live o registrato?

**Il corso è registrato**, le lezioni sono subito disponibili: puoi vederle quando vuoi e quante volte vuoi sulla piattaforma Hotmart da Desktop o dalla App su mobile. Il corso è Diviso in moduli come descritto nel Programma.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Per sempre. Il corso è tuo. Lo guardi quando vuoi, quante volte vuoi, ai tuoi ritmi.

Quanto tempo serve per completare il corso?

Il corso è pensato per darti risultati già dal primo modulo. Puoi seguirlo al tuo ritmo, rivedendo le lezioni quante volte vuoi oppure fermarti di volta in volta e mettere in pratica quello che hai imparato.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, PayPal, Google Pay. Puoi scegliere di pagare in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso modificare la fattura?

Puoi modificare e scaricare la fattura direttamente su Hotmart solo nella parte anagrafica. Ad esempio puoi aggiungere successivamente il nome dell’azienda se hai fatto un acquisto aziendale, ma non potrai inserire la p. iva.   
La p.iva deve essere inserita nell’apposito campo al momento dell’acquisto.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

Posso chiedere un rimborso?

Puoi chiedere un rimborso entro 14 giorni dalla data di acquisto direttamente dalla tua area utente Hotmart, oppure utilizzando la procedura che trovi a questo [link](https://refund.hotmart.com/find-purchase/email). Chiedendo il rimborso perderai immediatamente accesso alle lezioni e a tutti i contenuti extra.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Serve un abbonamento a Claude?

Si, per fare quello che viene mostrato in questo corso ti serve un **abbonamento a Claude** (va bene anche il Pro da 18 euro al mese), da attivare separatamente.

Che computer serve? Ci sono requisiti particolari?

Va bene qualsiasi PC recente con Mac, Windows o Linux. Non serve una macchina potente: Claude Code si appoggia al modello AI, non alle risorse del tuo computer.

Puoi **iniziare senza abbonamento** per fare delle prove e capire come funziona. Nel corso ti mostro come usarlo al meglio, così sai esattamente cosa ti serve e come ottenere il massimo.

Funziona solo su Mac?

Quello che viene mostrato nel corso (su Mac) può essere fatto allo stesso modo su Windows e Linux.  
Nel primo modulo trovi una lezione dedicata all’installazione di Claude Code su Windows. 

### Hai ancora domande?

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title: "(ADV)Claude Code: crea il tuo agente AI con il mio corso completo"
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author: Martina Autuori
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## Per chi è Questo corso

## Se passi ore al computer e lavori con la testa  

 questo corso è per te

Non è un corso per sviluppatori. È un **corso pratico** pensato per chi ogni giorno lavora su documenti, testi, email, attività ripetitive e vuole creare un **Agente AI** da affiancare al proprio lavoro per recuperare ore di vita.

![Gian Segato ](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/05/Segato.jpeg)  

										Gian Segato Ricercatore Anthropic  

						“Se puoi farlo col computer, puoi farlo con Claude Code”.  

  
 Era chiaro che Claude Code sarebbe diventato una sorta di nuovo sistema operativo. Cioè l’idea di interagire col computer attraverso il linguaggio naturale. Il punto fondamentale è che tutti i lavori d’ufficio oggi hanno un qualche tipo di componente informatica. Lo facciamo dal computer e l’Informatica cos’è? Codice.

### Freelance

Gestisci tutto da solo? Hai bisogno di un agente che lavora per te, sempre. Il tempo è la tua risorsa più preziosa. Inizia a proteggerla.

### Manager

Report, email, riunioni. Automatizza le parti ripetitive e concentrati su ciò che conta davvero.

### Imprenditori

Ogni ora persa su task operativi è un’ora tolta alla strategia. Riprenditi il controllo.

### Creativi e Creator

Scrivi, editi, organizzi contenuti. L’AI fa il lavoro sporco, tu pensi in grande.

## PERCHé TI SARà utile questo corso

## Ti suona familiare  uno di questi problemi

Se hai risposto sì anche solo a una di queste obiezioni sei nel posto giusto!  Ti assicuro che questo corso ti cambierà il modo di lavorare (in meglio!)

“Uso l’AI da mesi ma non mi ha cambiato davvero la vita lavorativa”.  

  
  Apri la chat, chiedi una cosa, chiudi. Non hai davvero capito come farla lavorare per te e ogni volta ti sembra di ricominciare da capo.

“Pago abbonamenti AI ma sfrutto forse il 10% di quello che offrono”.  

  
  Sai che ci sono potenzialità enormi, ma nessuno te le ha mai spiegate in modo pratico.

“Non sono un programmatore. Claude Code non mi sembra alla mia portata”.  

  
  Hai sentito parlare di agenti AI ma il terminale ti spaventa. Spoiler: Claude Code usa il terminale per te. Tu gli parli in italiano, lui esegue.

“Perdo ore in attività ripetitive che odio”.  

  
  Ogni settimana lo stesso blocco di cose meccaniche e prevedibili. Se le fai sempre allo stesso modo, sono esattamente quelle che puoi automatizzare.

“Ho già Claude in chat, perché dovrei usare Claude Code?”.  

  
  La chat è utile per richieste semplici e isolate. Ma non conosce i tuoi file, non ricorda chi sei, non scrive nei tuoi documenti. Claude Code sì. Non è un upgrade è un cambio di approccio.

“Non ho tempo per un altro corso”.  

  
  Le lezioni durano 10-15 minuti ciascuna. Puoi seguirne una al giorno. E il tempo che investi ora lo recuperi dal primo giorno in cui inizi a usare il sistema.

## Guarda una lezione gratis

## La differenza tra Claude Code e Cowork e Chat

In questa lezione mostro la differenza abissale che c’è tra Claude Code e Claude Cowork e Claude Chat. Spesso le persone pensano che siano simili e possano fare le stesse cose. Qui ti faccio vedere chiaramente **la potenza di Claude Code**.

https://www.youtube.com/watch?v=5CMGhrRO6eY

Puoi usare Claude Code su qualsiasi PC (Mac, Windows, Linux)

## Chatbot che usavi

Copi e incolli risposte nei tuoi documenti

Riparti da zero ad ogni conversazione

Non conosce i tuoi file, progetti, contesto

Non esegue azioni sul tuo computer

Ripeti le stesse istruzioni ogni volta

Centinaia di prompt da tenere in giro

Tu fai tutto

VS

## Claude Code

Scrive direttamente nei tuoi file

Ricorda progetti, stile e preferenze

Conosce il contesto del tuo lavoro

Esegue task multi-step autonomamente

Un agente che impara con te nel tempo

Ogni tua esigenza diventa una skill

[Lavora per te](#)

### Programma DEL CORSO

## Come imparerai a creare un   agente AI  passo passo

Si parte da zero. Nessun prerequisito tecnico. Solo un computer e voglia di sperimentare.

					 MODULO 01 | INTRODUZIONE E SETUP  

						

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 | Le basi di Claude Code  

						

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Il workspace: la tua base operativa  

						

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

					 Modulo 04 | Il contesto: insegnare a Claude come lavori  

						

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Le skill: insegnare a Claude Code cosa fare  

						

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 6 | Estendere il sistema all’infinito  

						

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

					 Modulo 7 | Il metodo di lavoro esplora, pianifica, esegui  

						

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

					 Modulo 8 | Mettere al sicuro il workspace  

						

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

					 [NUOVO] Modulo 9 | Creare un sistema di automiglioramento  

						

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

					 [Extra] Casi d’uso PRATICI di Claude Code  

						

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

Partiamo dall’inizio. Capisci subito perché Claude Code è diverso da qualsiasi chat AI che hai usato finora e perché è l’ambiente perfetto per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio. Poi installiamo tutto insieme, passo dopo passo.

**Lezioni**

- Perché Claude Code è diverso da ciò che hai usato 
- Perché è incredibile per chi fa lavori d’intelletto, creativi e d’ufficio
- Installazione Claude Code  
- Installazione Claude Code su Windows  
- Installazione VSCode e integrazione Claude Code 
- Orientarsi in Claude Code e creazione primo file 
- Come usare Claude Code gratis   
Materiale extra del modulo 1

Impari a comunicare con Claude Code nel modo giusto, a lavorare con i tuoi file e a non aver più paura del terminale. Dopo questo modulo inizierai a ragionare per ciò che vuoi ottenere e non per prompt.

**Lezioni**

- Come parlare a Claude Code 
- Lavorare con i file 
- Usare il terminale senza paura 
- Perché Claude Code è meglio di Chat e Cowork [harness]
- Materiale extra del modulo 2

Il workspace è lo spazio dove Claude Code lavora. Capisci cos’è, perché è fondamentale averlo impostato bene e come crearne uno su misura per il tuo modo di lavorare. Ti mostro anche il mio.

**Lezioni**

- Cos’è un workspace e perché è importante
- Capire i diversi tipi di workspace 
- Creare il proprio workspace 
- Una sbirciatina nel mio workspace 
- Materiale extra del modulo 3

Il contesto trasforma Claude Code da agente generico a tuo agente. Gli insegni chi sei, come lavori e cosa vuoi e non dovrai più rispiegarlo ogni volta. La buona notizia: hai già tutto il materiale, non devi scrivere nulla da zero.

**Lezioni**

- Cos’è il contesto e perché è importante 
- I diversi modi di organizzare il contesto 
- Creare il proprio contesto 
- Popolare velocemente il proprio contesto 
- Una sbirciatina al mio contesto 
- Materiale extra del modulo 4

Le skill sono procedure riutilizzabili che crei una volta sola e usi per sempre. Trasformi un’attività ripetitiva in un comando che esegui in un secondo. Ne costruiamo alcuni insieme di diverso tipo.

**Lezioni**

- Cosa sono le skill e perché sono fondamentali 
- Creiamo una skill semplice 
- Creiamo una skill più complessa
- Creiamo una skill di sistema
- Progettare skill modulari 
- La potenza di concatenare le skill 
- Materiale extra del modulo 5

Se vuoi spingerti oltre, questo modulo ti mostra come potenziare ogni componente e costruire skill di livello avanzato.

- I diversi livelli per estendere il sistema
- Installare estensioni in VScode
- Installare skill in Claude Code
- Installare app col terminale
- Installare app col terminale [su Windows]
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti
- Prendere confidenza col gestore dei pacchetti [su Windows]
- Creare una skill avanzata
- Usare Codex in Claude Code [NUOVA LEZIONE]
- Materiale extra del modulo 6

Quando i task diventano complessi, serve un metodo. Esplora, pianifica, esegui è il framework che uso ogni giorno per affidare a Claude Code anche i progetti più articolati e avanzati.

- Capire il metodo “esplora, pianifica, esegui”
- Come usarlo in modo semplice
- Come usarlo in modo intermedioCome usarlo in modo avanzato e personalizzato
- Creare una skill da un piano
- Materiale extra del modulo 7

In questo modulo capisci perché Drive e Dropbox non bastano e come usare GitHub per proteggere davvero il tuo workspace. Impari a salvare, a tornare indietro quando qualcosa va storto e a lavorare dallo stesso progetto su più computer o con altre persone.

- Proteggere il proprio workspace
- Perché usare GitHub e non Drive/Dropbox
- Setup account e collegamento
- Il primo salvataggio del workspace
- Gestire bene i salvataggi
- Tornare indietro con la macchina del tempo
- Condividere il workspace tra computer o persone
- Materiale extra del modulo 8

Un buon sistema non resta fermo: migliora insieme a te. In questo modulo scopri come creare un ciclo di automiglioramento che ti permette di imparare dall’esperienza, correggere ciò che non funziona e rendere il tuo workspace sempre più efficace nel tempo. Ti mostro come ho fatto il mio.

- Un sistema che invecchia
- Cosa è un ciclo di automiglioramento
- Una sbirciatina al mio ciclo di automiglioramento
- Creare il proprio ciclo di automiglioramento
- Cosa aspettarsi
- Materiale extra modulo 9

Vedere come altri usano Claude Code è un ottimo modo per stimolarne l’utilizzo e far accendere lampadine su aspetti che magari uno sottovaluta o ignora del tutto.c

- Gestione calendario editoriale e automazione creazione contenuti
- Organizzazione delle fonti e creazione di un “second brain”
- Automatizzare la gestione dei task, progetti e team
- Creare una skill con controllo umano incluso
- Creare una serie di sub-agenti che lavorano in parallelo
- Gestire la contabilità e organizzare tutto il proprio sapere
- Automatizzare tutto il flusso gestione clienti
- Creare automazioni che funzionano anche a PC spento

### LIVELLO BASE / INTERMEDIO

![Calude AI](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/Claude_AI_logo.svg-1024x220.webp)

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## Mercoledì 17 GIUGNO 18:00 – 20:00 |  live solo per gli iscritti

Live di **2 ore** in cui vediamo **Claude Code in azione su casi d’uso reali** insieme ai nostri ospiti:

![Pioli Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/06/Pioli.webp)

## Massimiliano Pioli

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## Alessandro De Concini

![Franceschini Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/06/Franceschini.webp)

## Giada Franceschini

![Gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/06/Gaito.webp)

## Raffaele Gaito

**Con Q&A riservato** a chi ha comprato il corso in cui rispondo a tutte le vostre domande.

Non è un semplice webinar, è una **sessione di lavoro** vera e propria, per chi vuole andare oltre le lezioni e vedere il **metodo applicato dal vivo**.

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Non un chatbot a cui fare domande. Un agente che conosce il tuo lavoro, il tuo stile, le tue priorità. E che ti fa risparmiare ore ogni settimana.

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- Nessun prerequisito tecnico (funziona su Mac, Windows e Linux)
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“Mi ha cambiato completamente il modo di lavorare” – Lorenzo N.

##### Cosa dicono del corso

Sei mesi fa non sapevo nemmeno cosa fosse un terminale: faccio la grafica editoriale e la correttrice di bozze da quasi trent’anni. Con ‘Crea il tuo agente AI con Claude Code’ mi sono costruita un assistente su misura che uso ogni giorno per preventivi, controlli tipografici e organizzazione dei progetti, risparmiando ore di lavoro. Consigliatissimo a chi, come me, parte da zero.  

								Lorena NasiGrafica editoriale | Correttrice di bozze  

						Il corso l’ho finito. Anzi, l’ho rivisto e messo subito in pratica.    
 Premessa: non sono un programmatore. E proprio per questo il valore è stato ancora più grande.  Mi sono organizzato il computer, creato il mio workspace, diviso i contesti e iniziato a costruire le mie skill operative.  Risultato? Mi ha cambiato completamente il modo di lavorare.  Oggi sono molto più efficiente, ma soprattutto più ordinato. Recupero dati e numeri in pochi secondi e ho liberato una quantità enorme di tempo.  La vera differenza però è questa: prima il tempo lo spendevo a inserire dati, oggi lo uso per ottimizzare processi e analizzare numeri per migliorare l’azienda.  Questo è il salto.  Un grazie sincero a Raffaele Gaito: valore altissimo. Il costo rispetto a quello che ti porti a casa è davvero minimo.  

								Lorenzo NodariImprenditore settore alberghiero  

						Durante queste vacanze estive ho avuto il tempo giusto e la tranquillità mentale per fare il primo corso. Riparto con il lavoro a settembre con una mentalità e un modo di lavorare sicuramente diversi. Voglio sicuramente continuare con il corso avanzato, perché sento che c’è ancora tantissimo da imparare.  

Grazie Raf per l’impostazione del corso, equilibrata tra la teoria (poca ma molto utile) e la parte pratica. L’elemento che per me ha fatto la differenza è stato seguirti passo passo, che ha reso semplici anche passaggi complessi per chi, come me, è un profano della programmazione: questo mi ha permesso di prendere fiducia in quello che adesso riesco a fare.  

								Marco CiniImprenditore settore alberghiero  

						La rivoluzione agentica è un punto di svolta nel modo in cui pensiamo e usiamo l’intelligenza artificiale ogni giorno, nel nostro lavoro come nella produttività personale.  

La differenza con i sistemi chat tradizionali è evidente fin dalle prime interazioni, la potenzialità incalcolabile.  

Non riesco a immaginare una guida migliore di Raf per accompagnarci nel viaggio di scoperta e implementazione di questa tecnologia.  

Il suo approccio è positivo, colloquiale, serio ma mai serioso: rassicura, insegna e al tempo stesso mostra in pratica ogni passaggio. Eccezionale.  

								Alessandro De ConciniDivulgatore e Imprenditore digitale  

						Il corso di Raf è stato una svolta. Prima il terminale era un ostacolo che mi frenava, ora non mi fa più alcuna paura. Senza rendermene conto usavo Claude Code in modo del tutto confusionario, ma questo percorso ha fatto finalmente chiarezza. Mi ha permesso di organizzare un workspace pulito e davvero produttivo: quando hai gli strumenti in ordine, la creatività si accende sul serio. A questo prezzo è quasi da non crederci, considerando che poi Raf aggiunge costantemente nuove lezioni.  

								Massimiliano PioliDivulgatore AI e Content Creator  

						ho acquistato il corso… che sto  

DIVORANDO.  

Ho fatto quel “click” di cui parla Raffaele e ho capito la struttura e le potenzialità di questo strumento. Da allora dormo molto male! Continuo a pensare a tutto quello che ci posso fare, a come applicarlo al mio lavoro di fotografo, di creazione contenuti, a delle startup che porterò avanti da solo…  

Un corso fenomenale! NON COMPRATELO se volete sonni tranquilli!  

ovviamente sono ironico… acquistatelo, vi stravolgerà il modo di usare l’AI dandovi sbocchi che ancora non sapete che state pensando!  

								Alessandro MusicorioFotografo  

						Eccezionale, ad ogni lezione aggiungo un qualcosa che metto subito in pratica, adattandolo alle mie esigenze e scoprendo anche nuovi utilizzi a cui non avevo pensato. Ma è fondamentale anche la parte teorica senza la quale è difficile capire bene come personalizzare la parte pratica in modo efficace  

								Gianpiero CerchiConsulente Aziendale  

						Estremamente chiaro, super dettagliato.  

Ti accompagna passo passo nei primi step dall’installazione alla comprensione delle potenzialità (infinite) di Claude Code. Dovrebbero renderlo obbligatorio per chiunque.  

								Lorenzo Ghia Responsabile produzione aziendale  

						Ho comprato il corso in quanto non avevo tempo da dedicare nello studio autonomo e nel provare il servizio, andando contro il mio modus operandi: è stata un’ottima scelta in quanto mi ha dato una bella spinta nel capire il servizio e come poterlo utilizzare! Consigliato.  

								Ugo PalumboDelivery Manager  

						Ho acquistato questo corso senza aspettative particolari, ma mi ha sorpreso.  

Avevo un progetto fermo da circa un anno e, grazie a questo percorso, sono riuscito finalmente a sbloccarlo.  

Le lezioni sono molto pratiche e ti portano subito a fare, senza perderti troppo in teoria.  

La cosa che ho apprezzato di più è che ti cambia davvero il modo di usare l’AI in strumento concreto di lavoro. Nel mio caso, è stato tempo (e soldi) ben spesi.  

								AntoniettaInfermiera  

						Al momento non posso più farne a meno, e inizierò a farlo usare a tutti i miei collaboratori nelle varie aree perché può essere un moltiplicatore di valore enorme.  

								Andrea LicciardiImprenditore  

						Questo corso di Claude Code spiega concetti apparentemente complessi in modo semplice e diretto. Lo consiglierei perché è molto pratico e mi permette di iniziare  a lavorare in questa nuova modalità agentica ottenendo una collaborazione ibrida uomo macchina.  

								Omar Antognini Consulente Marketing  

						Corso fantastico, spiega in maniera dettagliata dalla A alla Z come installare e usare Cloud Code. La cosa che ho trovato più utile è il fatto di fare continuamente esempi pratici di utilizzo, cosa che rende questo corso davvero l’ideale per chi vuole fare un passo in più nell’utilizzo della AI.  

								Christian DeligiaImprenditore  

						Corso eccellente. Raffaele parte dalle basi (installazione, terminale) ma arriva rapidamente al sodo: trasformare Claude Code da semplice chat AI a vero agente intelligente personalizzato.  

Il modulo sul Workspace e Contesto insegna veramente a lavorare in modo efficace  

Le Skill sono il cuore del corso: imparare a creare procedure riutilizzabili cambia il gioco.  

Non è un corso generico su AI. È specifico, pratico, e costruito da chi lo usa ogni giorno. Chi lavora con progetti articolati e vuole aumentare la propria produttività lo troverà immediatamente utile.  

								Claudio CaramiaIngegnere Civile  

						Uno dei corsi più utili che ho fatto ultimamente, non per quello che insegna in assoluto, ma per come lo insegna. Nessun giro di parole, nessuna roba teorica: si va dritti a costruire cose reali. Per uno come me, che viene dall’imprenditoria e non dalla programmazione, è stata la differenza tra “interessante” e “ci faccio qualcosa domani mattina”.  

								David CampomaggioreImprenditore  

						Sei stato veramente bravo a semplificare tutto, soffrivo perché non riuscivo a farmi fare gli aggiustamenti che volevo io da professionisti del settore informatico,  grazie a te e Claude code ho raggiunto l’indipendenza, ho seguito tutti i tuoi passaggi e ho trasformato il mio sito, creato un blog nuovo, ho creato skill per ogni esigenza, ecc. Semplicemente fantastici tutti e 2 tu e Claude. Grazie per avermi suggerito il corso, è stato come prendere la patente, adesso guido solo.  

								 Antonio PignanelliResponsabile didattico di scuola guida  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

															![raffaele gaito chi sono](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/raffaele-gaito-chi-sono.webp)

## Accedi al corso e alle risorse **dove vuoi e quante volte vuoi**

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili: carta di credito, PayPal, Google Pay.
- Accedi a video e risorse in un unico spazio dedicato all’apprendimento
- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

## Domande frequenti

Qual è il livello del corso?

**Base e intermedio**. Non serve aver mai aperto Claude Code. Se parti da zero ti porto per mano dall’installazione in poi. Se lo conosci già ma non lo stai sfruttando davvero, ti faccio fare un salto di qualità concreto nel modo in cui lavori.

Dove si segue il corso?

Subito dopo l’acquisto ricevi una mail con tutto quello che ti serve per accedere al corso. In pochi minuti sei dentro. Il corso si trova su Hotmart, la piattaforma che uso per vendere ed erogare i miei corsi.

Il corso è live o registrato?

Il corso è registrato. Diviso in moduli come descritto nel Programma.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Per sempre. Il corso è tuo. Lo guardi quando vuoi, quante volte vuoi, ai tuoi ritmi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, PayPal, Google Pay. Puoi scegliere di pagare in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso modificare la fattura?

Puoi modificare e scaricare la fattura direttamente su Hotmart solo nella parte anagrafica. Ad esempio puoi aggiungere successivamente il nome dell’azienda se hai fatto un acquisto aziendale, ma non potrai inserire la p. iva.   
La p.iva deve essere inserita nell’apposito campo al momento dell’acquisto.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

Posso chiedere un rimborso?

Puoi chiedere un rimborso entro 14 giorni dalla data di acquisto direttamente dalla tua area utente Hotmart, oppure utilizzando la procedura che trovi a questo [link](https://refund.hotmart.com/find-purchase/email). Chiedendo il rimborso perderai immediatamente accesso alle lezioni e a tutti i contenuti extra.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Serve saper programmare?

No. Il corso è pensato per chi vuole usare Claude Code in modo pratico nel proprio lavoro quotidiano, anche senza background tecnico. Ti guido passo passo, dalle basi fino alla creazione del tuo primo assistente AI.

 

Serve un abbonamento a Claude?

Puoi iniziare anche senza abbonamento (nel primo modulo ti mostro come usare Claude Code gratis senza abbonamento).

Però devi sapere che per mettere in pratica tutto quello che viene mostrato nel corso ti serve un abbonamento a Claude (va bene anche il Pro da 18 euro al mese), da attivare separatamente.

Puoi **iniziare senza abbonamento** per fare delle prove e capire come funziona. Nel corso ti mostro come usarlo al meglio, così sai esattamente cosa ti serve e come ottenere il massimo.

Che tipo di Agente AI riuscirò a creare?

Un Agente AI davvero utile nel tuo lavoro: per esempio può aiutarti con email, documenti, ricerca di informazioni, organizzazione dei materiali, bozze di contenuti e attività ripetitive che oggi ti fanno perdere tempo.

Che differenza c’è tra questo corso e il corso Crea il tuo agente con Claude Code?

Crea il tuo agente con Claude Code è un corso di livello base/intermedio. Parte dall’installazione e ti mostra come utilizzare la funzionalità agentica con Claude Code.

Il Corso [Fail il passo successivo con Claude Code](https://www.raffaelegaito.com/corso-claude-code-passo-successivo) è di livello intermedio/avanzato, imparearai ad abilitare più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.  
Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. 

C’è un Bundle per acquistare i due corsi su Claude?

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off= 0mejpuuh&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. 

È un corso teorico o pratico?

È un corso pratico. Non ti spiego solo come funziona Claude Code: ti faccio vedere come usarlo per costruire un assistente AI concreto, applicabile da subito al tuo lavoro.

Che differenza c’è tra questo corso e i contenuti gratuiti online?

La differenza è che qui trovi un percorso ordinato, pratico e focalizzato sul lavoro reale, pensato per aiutarti ad applicare Claude con più metodo e meno dispersione.

Il corso è utile per il mio lavoro, anche se non faccio un lavoro tecnico?

Sì. Il corso è pensato proprio per un utilizzo pratico nel lavoro quotidiano, anche in ruoli non tecnici.

Funziona solo su Mac?

Quello che viene mostrato nel corso (su Mac) può essere fatto allo stesso modo su Windows e Linux.  
Nel primo modulo trovi una lezione dedicata all’installazione di Claude Code su Windows. 

### Hai ancora domande?

Scrivimi qui


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author: Martina Autuori
excerpt: Un corso pratico per trasformare Claude Code in infrastruttura del tuo lavoro e creare una squadra di agenti pronti a lavorare anche quando tu non ci sei.
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### Usi già Claude Code

Ma lavori con un solo agente alla volta e senti che potresti sfruttarlo molto di più e più a lungo.

### Usi tanti tool diversi

Note, calendario, email, CRM. Vuoi collegarli tutti a Claude invece di passare da uno all’altro.

### Controllo da mobile

Vuoi dare istruzioni e controllare i risultati anche quando non hai il computer davanti.

### Tieni traccia di tutto

Vuoi un second brain che ricordi progetti e decisioni senza dover ripetere il contesto ogni volta.

## Guarda una lezione gratis

## Ti mostro   
i sub agenti  all’opera

In questa lezione mostro cosa succede quando un agente lavora in Claude Code. Nel modulo dedicato agli agenti ti spiego nel dettaglio come progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

Puoi usare Claude Code su qualsiasi PC (Mac, Windows, Linux)

## Dopo il corso   
 avrai una squadra di agenti che   
  lavora davvero per te.

Non più un solo strumento isolato. **Sub agenti specializzati,** collegati ai tuoi tool via MCP, con second brain automatico e sotto controllo **anche dal cellulare**.

[Voglio fare il passo successivo →](#acquisto)

## QUESto corso non è per te

## Questo corso NON è per te se:

Se ti ritrovi anche solo in una di queste righe, non è ancora il momento di acquistare questo corso! Inizia dalle basi.

Non hai mai usato Claude Code prima d’ora.

Non sai ancora cos’è un terminale o come aprirlo.

Non sai cosa sono Workspace, Contesto e Skill.

Cerchi le basi: setup, primi comandi, primo agente.

Se pensi che questo corso non faccia per te.  

  
 Meglio iniziare dal corso [Crea il tuo agente con Claude Code.](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/)

## PER CHI é questo corso

## Ti suona familiare qualcosa di questo?

Sei frasi che sento ripetute da chi usa già Claude Code da un po’.

Probabilmente ne hai pensata almeno una anche tu.

## 01

“Uso Claude Code ma faccio ancora tutto un task alla volta.”

_Ti spiego come passare a un sistema multi agente che dialogano tra loro._

## 02

“Ho anni di file e documentazione che vorrei sfruttare di più e mettere a sistema”.

_Ti mostro come creare un second brain automatico che puoi espandere. _

## 03

“Sub agenti, MCP… sembrano cose difficili”.

_Ti spiego in modo facile e pratico come usarli anche se non sai programmare._

## 04

“Vorrei che funzionasse anche quando io non sono al computer”.

_Ti mostro come farlo lavorare in autonomia e tenerlo sotto controllo anche da cellulare._

## 05

“Ogni volta devo interrompere perché finiscono i Token”.

_Ti mostro tecniche e strategie per risparmiare sul consumo dei Token quando usi Claude Code._

## 06

“Devo automatizzare alcuni task senza passare dalla chat e dare il comando ogni volta”.

_Ti spiego come puoi farlo in pochissimi passaggi, senza complicarti la vita con comandi impossibili!_

### Programma DEL CORSO

## Come trasformerai il tuo Claude Code in una squadra di Agenti AI

Questo corso è per chi già usa Claude Code e vuole fare il passo successivo.

Durata: 9h

Lezioni: 53

Iscritti: 1700+

					 MODULO 01 | Creare un second brain (tecnica LLM Wiki)  

						

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 |  Creare un sistema di multi agenti  

						

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Lavorare con i loop agentici  

						

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

					  Modulo 04 |  Far lavorare Claude mentre non ci sei  

						

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Gestire Claude Code dal cellulare  

						

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 06 | Collega le tue app a Claude Code  

						

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

					 [NUOVO] Modulo 07 | Ottimizzare (e risparmiare) l’uso dei token  

						

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

### LIVELLO INTERMEDIO /  AVANZATO

![Calude AI](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/Claude_AI_logo.svg-1024x220.webp)

## Accedi al corso e alle risorse **dove vuoi e quante volte vuoi**

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili: carta di credito, PayPal, Google Pay.
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- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

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						249€  

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- 40 Risorse extra da scaricare

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					NOVITà

### 👉​ Oltre  

					1700 persone  

					stanno già seguendo il corso

“I tuoi corsi su Claude Code ci hanno cambiato il modo di lavorare”.  

 Francesco Gustinelli

##### Le vostre recensioni del corso

Grazie al corso sono riuscita a fare cose che non avrei mai immaginato, la mia check list di idee e progetti finalmente si sta snellendo perché tutto sta diventando reale e in produzione!” “Non è l’unico corso che ho comprato, ma sicuramente è l’unico che si aggiorna in continuazione!  

								EleonoraStudio di fisioterapia e allenamento personalizzato  

						Sono Nickolas, ho 36 anni e sono tetraplegico dal 2019. Uso il computer con un puntatore che muovo con la testa e clicco con le espressioni del viso… niente tastiera, niente scorciatoie. Ogni clic per me ha un costo.  

  
 Claude Code per me non è “uno strumento in più”: è quello che mi ha ridato le mani sul lavoro. Con le parole faccio quello che prima erano centinaia di clic… cartelle, script, git, un intero workspace con i miei quattro ruoli tenuti separati.  

  
 Dal primo corso è nato il sistema. Prima avevo un assistente, adesso ho un workspace al sicuro su GitHub, che viaggia tra i Mac (…)  il second brain del mio lavoro freelance ha cominciato a rispondere alle domande, invece di farmele cercare. Ed è proprio questo il passo successivo: non fare di più, ma non rifare… per chi paga un prezzo fisico per ogni gesto, è la differenza tra lavorare e non lavorare.  

								Nickolas BellottiSocial media manager e grafico freelance · Assessore del Comune di Goro (FE)  

						In un mondo dove tutti magicamente sono esperti di tutto, e oggi soprattutto di AI, è necessario individuare bene e con criterio le persone da seguire, da ascoltare e da cui imparare. Io ho scelto di imparare Claude Code con Raffaele, non solo perché la mia fiducia nelle sue competenze è ormai assodata da anni, ma soprattutto perché Raffaele ha un modo pratico, diretto e molto chiaro di spiegarti le cose. Senza fronzoli, senza voli pindarici arriva sempre dritto al punto. E aggiungerei, anche senza ostentazioni di superiorità o megalomania di molti in questo settore!  

								Sonia SantoroDigital Marketing Strategist  

						Ho implementato (e sto ancora implementando) le lezioni nel mio flusso lavorativo, mi sto sporcando le mani quando c’è da esplorare i confini che questa affascinante materia offre, e posso serenamente dire di aver liberato il 50% del mio tempo operativo.  

  
 In un parola: Grazie!  

								Romano AurelioFractional Business Controller  

						Quello che apprezzo di più è il taglio pratico: si parte dal configurare il workspace, insegnare il contesto al sistema, creare skill personalizzate, collegare le app e automatizzare la pipeline. Raffaele non si ferma al “come”, ma spiega sempre anche il “perché”, e questo aiuta a capire gli strumenti. Mi sta aiutando a costruire un flusso di lavoro con l’AI molto più solido.  

								Elisa GuardabassoSenior Transformation and Innovation Strategist  

						Il corso mi ha aperto gli occhi su una cosa semplice: stavo usando Claude Code come un tool, non come un sistema. Il modulo sul second brain con Obsidian l’ho applicato quasi subito: ho un progetto di normalizzazione della documentazione interna della banca che stava diventando ingestibile, e ora ho un metodo per tenerlo insieme. Sto anche lavorando a un chatbot sulla nostra knowledge base procedurale, e i sub-agenti mi hanno fatto capire come dividere il lavoro invece di far fare tutto a un agente unico che si perde a metà task. Non ho ancora finito tutto il corso ma il modo di lavorare è già cambiato: meno “aspetto che finisca questo prima di iniziare altro”, più roba che gira in parallelo.  

								Simone BissiAI Consultant  

						Il corso di Raffaele Gaito su Claude Code mi ha aperto un mondo. E la sorpresa più grande è stata scoprire quante cose potessi farci nel mio lavoro, pur non essendo un programmatore.  

 (…) La cosa più preziosa del corso è che gli esempi di Raffaele ti fanno venire idee anche per situazioni molto diverse da quelle mostrate. Io ho cercato di capirne il metodo, adattarlo al mio contesto e poi sperimentare, sporcarmi le mani e tornare alle lezioni ogni volta che mi serviva capire meglio un passaggio.  

È proprio dall’incontro tra il corso e la pratica che sono nati questi risultati. E, soprattutto, la voglia di chiedermi: «Cos’altro potrei farci?».Ho già in cantiere un paio di cose che potrebbero farmi svoltare…  

Non dirò che questo corso mi ha cambiato la vita. Ma me l’ha migliorata di un bel salto quantico.  

E, detto da un chimico, non è una formula buttata lì.  

								Valter BallantiniChimico  

						Dopo aver seguito con grande soddisfazione il primo corso di Raffaele  

su Claude Code, ho subito acquistato il nuovo percorso che è una scoperta eccezionale. Grazie alla chiarezza  

espositiva di Raffaele ho  

scoperto il meraviglioso utilizzo del second brain  

così come tante  

automatizzazioni che mi aiutano nel flusso di lavoro quotidiano.  

Partendo dai suoi esempi, sono riuscita ad adattare questi strumenti  

alle mie esigenze lavorative di docente e formatrice: non solo  

migliorare i materiali didattici ma velocizzare alcuni aspetti della  

gestione scolastica. Ciò che trasmette è proprio un cambio radicale di  

mentalità nella gestione e utilizzo di Claude a supporto della nostra quotidianità.  

								Adele LecciaDocente  

						Partendo dal modulo del corso, dedicato al second brain, ho costruito nel mio workspace un second brain in Markdown, versionato e condiviso tra Claude Code e Codex. Il risultato più concreto è il Query Preflight: prima di ogni attività tecnica l’assistente consulta l’indice, recupera solo le poche pagine pertinenti e porta nel piano vincoli, applicabilità e verifiche. L’ho collaudato con scenari controllati, casi negativi e handoff in entrambi i versi, e oggi è integrato nel mio workflow reale.  

È il tipo di corso che non mi ha dato soltanto spunti: mi ha fatto cambiare il modo in cui accumulo e riuso ciò che imparo, evitando che le lezioni delle singole sessioni vadano perse.  

								Daniele LolivaIdentity Security Manager  

						Ho divorato il secondo corso su  

Claude code di Raffaele. La sua capacità di spiegare i concetti anche più complessi come per es. Il second brain rende l’apprendimento unico ed immed-IA-to. Otre questo l’onestà con cui spiega tutto senza fare il markettaro lo rende davvero speciale.  

Se aprisse un corso universitario su IA  

sarei già in prima fila con il diario in  

mano  

								Paolo MerzekCommercialista  

						Dopo aver seguito il primo corso “Crea il tuo agente AI con Claude code”, questo è stato lo step naturale per portare tutto a un livello superiore.  

Anche in questo corso Raffaele mantiene il suo marchio di fabbrica: spiegazione passo passo, senza fretta, che rendono accessibili tutti i concetti, anche quelli che sulla carta sembrano più complessi. Da come far lavorare più agenti in parallelo o collegare Claude Code agli strumenti che uso ogni giorno (Gmail, Drive, Calendario) tramite MCP, Raffaele mi ha guidato nella costruzione di un vero e proprio “second brain” automatico, gestibile anche da telefono, con un metodo chiaro e efficace.  

Questo è il corso per chi vuole smettere di “smanettare” e iniziare a lavorare in maniera organizzata.  

								Valerio TrevisoAl Art Director  

						Il corso mi ha aperto le porte giuste per approfondire e fare chiarezza. Oggi riesco a utilizzare Claude Code in modo più consapevole, ordinato e profittevole.  

Sono riuscito a costruire le basi di un mio fedele compagno di lavoro che evolverà nel tempo, insieme a me e alle mie esperienze. Tutto ciò, mi sta permettendo anche di crescere nel mio lavoro perché riesco ad approfondire e a non perdere pezzi per strada. Raffaele non ha lasciato nulla al caso, i diversi moduli accompagnano anche i meno tecnici in un qualcosa che può stravolgere il consueto modo di lavorare e creare progetti.  

								Salvatore SalernoDigital Strategist  

						Non sono un programmatore, e fino a qualche mese fa pensavo che questi strumenti fossero roba per sviluppatori. Mi sbagliavo.  

Ho un’agenzia di comunicazione e stampa in Umbria, con quattro collaboratori. Dopo aver seguito il corso su Claude Code, oggi lo uso praticamente in tutto il flusso aziendale.  

Mi aiuta a controllare margini, costi, cassa e fatture, a creare preventivi e offerte, a ottimizzare il flusso creativo, la selezione del personale e la gestione dei siti.  

Abbiamo automatizzato anche parte dell’organizzazione interna, con strumenti che si aggiornano da soli e report che ricevo direttamente sul telefono.  

Questo corso ha reso accessibile una cosa che sembrava fuori portata per una piccola azienda come la mia.  

								Francesco GustinelliAgenzia e Stampa  

						Ho iniziato il primo corso con qualche perplessità (mi sarà utile? i contenuti saranno adattabili al mio contesto lavorativo?).  

Appena concluso mi sono subito “fiondata” sul secondo: anche questo ricco di contenuti, spiegati in modo esemplare. Seguendo i consigli di Raffaele sento di aver sempre maggior padronanza dell’ambiente e posso costruire repository, materiale didattico e altro rendendo sempre più personale l’output generato.  

Passo passo sto costruendo un sistema in grado sia di velocizzare le attività di routine sia di essere di supporto nei compiti a maggior valore creativo: oggi sono davvero contenta  di aver superato i miei dubbi iniziali e di aver seguito i corsi di Raffaele.  

								Matilde FabbriDocente  

						Per me questo corso è stato davvero una svolta. Non ho nessuna competenza di programmazione e mai avrei pensato di riuscire a creare da solo un gestionale completo per la mia azienda, con tantissime funzioni fatte esattamente come servono a me.  

E invece, grazie a quello che sto imparando con Raffaele, ci sono riuscito.  

Sto automatizzando un sacco di attività che prima mi portavano via ore e soprattutto sto iniziando a capire le potenzialità enormi di questi strumenti.  

Corso veramente consigliato, soprattutto a chi ha un’azienda e vuole iniziare a fare sul serio con l’Al.  

								Fabio Baldi Tecnico elettrodomestici  

						Sono iscritta ai 2 corsi su Claude Code, base e intermedio/avanzato uscito da pochissimo.  

Grazie a Raffaele ho appreso le potenzialità di Claude Code e ho applicato moltissime nozioni all’utilizzo di Linkedin, sia per i piani editoriali, sia per la creazione di pagine e profili sia per gli analytics e molto altro.  

In tutti i miei progetti attuali con aziende, professionisti e freelance, web agency ho inserito la formazione all’utilizzo di Claude Code per Linkedin, illuminante per me ciò che ho appreso con Raffaele.  

Quando avvio un nuovo progetto, per la parte di installazione Claude Code, VS code e ogni configurazione iniziale a partire dal concetto di workspace e contesto, ho consigliato a tutti di acquistare il corso di Raffaele.  

								 Maria Letizia RussoFormatrice, Consulente e Strategist B2B Marketing   Linkedin® e Sales Navigator® Expert   

						Ti dico subito che il tuo è il corso migliore che ho acquistato negli ultimi anni.  

Con quello che sto imparando sto rivoluzionando realmente il lavoro di ufficio creando ad esempio tutta una serie di piccole applicazioni che vanno a migliorare e risolvere problemi e procedure che finora venivano svolte manualmente o attraverso software specializzati che però sono estremamente costosi.  

Per me, che lavoro sostanzialmente da solo, è una e vera e propria rivoluzione.  

								Paolo MengoniCommercialista  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.

## Domande frequenti

Qual è il livello del corso?

È un corso di livello **intermedio/avanzato**, pensato per chi usa già Claude Code a livello base. Se parti da zero, meglio cominciare dal corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/). 

Serve saper programmare?

No. Il corso è pensato per chi vuole usare Claude Code in modo pratico nel proprio lavoro quotidiano, anche senza background tecnico. Ti spiego in modo pratico **come usare sub-agenti** anche se non hai competenze di programmazione.

Il corso è utile per il mio lavoro, anche se non faccio un lavoro tecnico?

Sì. Claude Code è particolarmente potente per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio: ti mostro come metterlo al servizio del tuo lavoro quotidiano, qualunque esso sia.  
Abbiamo realizzato una guida gratuita con 100 casi d’uso di Claude Code la trovi [qui](https://www.raffaelegaito.com/download/80712/?tmstv=1780647287). Può essere molto utile a capire per cosa può essere usato un sistema agentico come Claude Code.

Che tipo di Agenti AI riuscirò a creare?

Non un singolo agente isolato, ma una squadra di sub-agenti specializzati che lavorano in parallelo, collegati ai tuoi tool via MCP, con un second brain che si aggiorna da solo e che puoi controllare anche dal telefono.

Che differenza c’è tra questo corso e i contenuti gratuiti online?

La differenza è che qui trovi un percorso ordinato, pratico e focalizzato sul lavoro reale, pensato per aiutarti ad applicare Claude con più metodo e meno dispersione.

Come faccio a capire se ho le basi per seguire questo corso?

Se sai aprire il terminale, hai già creato almeno un agente con Claude Code e sai cosa sono Workspace, Contesto e Skill, sei pronto. Se anche solo una di queste cose ti suona nuova, parti prima dal corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) Code e poi torna qui

Che differenza c’è tra questo corso e il corso Crea il tuo agente con Claude Code?

Crea il tuo agente con Claude Code è un corso di livello base/intermedio. Parte dall’installazione e ti mostra come utilizzare la funzionalità agentica con Claude Code.  
In questo corso farai un passo successivo (di livello intermedio/avanzato) abilitando più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. Se non hai ancora fatto il corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) e non hai già dimestichezza con l’uso di Claude Code, inizia da quello.

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

C’è un Bundle per acquistare i due corsi su Claude?

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=+0mejpuuh&checkoutParams={params}&bid=1792051152824) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

I moduli “in arrivo” sono inclusi nel prezzo?

Sì. Acquistando ora blocchi il prezzo di pre-lancio e ottieni automaticamente anche i moduli in arrivo, senza costi aggiuntivi, appena vengono pubblicati.

In questo corso farai un passo successivo (di livello intermedio/avanzato) abilitando più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. Se non hai ancora fatto il corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) e non hai già dimestichezza con l’uso di Claude Code, inizia da quello.

Dove si segue il corso?

Subito dopo l’acquisto ricevi una mail con tutto quello che ti serve per accedere al corso. In pochi minuti sei dentro. Il corso si trova su Hotmart, la piattaforma che uso per vendere ed erogare i miei corsi.

Il corso è live o registrato?

**Il corso è registrato**, le lezioni sono subito disponibili: puoi vederle quando vuoi e quante volte vuoi sulla piattaforma Hotmart da Desktop o dalla App su mobile. Il corso è Diviso in moduli come descritto nel Programma.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Per sempre. Il corso è tuo. Lo guardi quando vuoi, quante volte vuoi, ai tuoi ritmi.

Quanto tempo serve per completare il corso?

Il corso è pensato per darti risultati già dal primo modulo. Puoi seguirlo al tuo ritmo, rivedendo le lezioni quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, PayPal, Google Pay. Puoi scegliere di pagare in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso modificare la fattura?

Puoi modificare e scaricare la fattura direttamente su Hotmart solo nella parte anagrafica. Ad esempio puoi aggiungere successivamente il nome dell’azienda se hai fatto un acquisto aziendale, ma non potrai inserire la p. iva.   
La p.iva deve essere inserita nell’apposito campo al momento dell’acquisto.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

Posso chiedere un rimborso?

Puoi chiedere un rimborso entro 14 giorni dalla data di acquisto direttamente dalla tua area utente Hotmart, oppure utilizzando la procedura che trovi a questo [link](https://refund.hotmart.com/find-purchase/email). Chiedendo il rimborso perderai immediatamente accesso alle lezioni e a tutti i contenuti extra.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Serve un abbonamento a Claude?

Si, per fare quello che viene mostrato in questo corso ti serve un **abbonamento a Claude** (va bene anche il Pro da 18 euro al mese), da attivare separatamente.

Che computer serve? Ci sono requisiti particolari?

Va bene qualsiasi PC recente con Mac, Windows o Linux. Non serve una macchina potente: Claude Code si appoggia al modello AI, non alle risorse del tuo computer.

Puoi **iniziare senza abbonamento** per fare delle prove e capire come funziona. Nel corso ti mostro come usarlo al meglio, così sai esattamente cosa ti serve e come ottenere il massimo.

Funziona solo su Mac?

Quello che viene mostrato nel corso (su Mac) può essere fatto allo stesso modo su Windows e Linux.  
Nel primo modulo trovi una lezione dedicata all’installazione di Claude Code su Windows. 

### Hai ancora domande?

Scrivimi qui


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title: "Raffaele Gaito, newsletter conferma"
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author: Raffaele Gaito
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# Raffaele Gaito, newsletter conferma

È fatta, sei dentro!

**Registrazione completata… yeaaaaaaaah!**

Ti confermo che sei nella mia newsletter! Ti do il benvenuto, ti ringrazio e ti prometto che non ti spammerò.

Ora corri a dare un’occhiata alla tua email, ti ho appena inviato una mail di benvenuto. Non una di quelle cose inutili che si vedono in giro… ci ho messo dentro un po’ di link interessanti e sono sicuro ti piacerà… così partiamo col piede giusto 😉

Nota: Se sei un utente Gmail, sposta la prima email che ti arriverà nella sezione “Principale”, altrimenti rischi di perderti le successive email e noi non vogliamo che questo succeda, vero?!

Prima di salutarci ti lascio qui sotto i link ai miei social (seguimi su quelli che preferisci), un po’ di materiale per studiare con me, e una lista degli ultimi articoli pubblicati sul blog così puoi iniziare a dare una sbirciatina ai miei contenuti.

_Ci vediamo dall’altra parte 😉_

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title: Corso Fai il passo successivo con Claude Code
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author: Martina Autuori
excerpt: Un corso pratico per trasformare Claude Code in infrastruttura del tuo lavoro e creare una squadra di agenti pronti a lavorare anche quando tu non ci sei.
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# Corso Fai il passo successivo con Claude Code

Fai il passo successivo con Claude Code

[Inizia adesso →](#acquisto)

Durata: 9h

Lezioni: 53

Iscritti: 1700+

## Fai il passo  
 successivo   
   

con Claude Code

## Il corso per chi già lo usa (e vuole fare di più)

Trasforma Claude Code in **infrastruttura**del tuo lavoro e crea una **squadra di agenti** pronti a lavorare anche quando tu non ci sei.

![Calude AI](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/Claude_AI_logo.svg-1024x220.webp)  

					[Inizia adesso →](#acquisto)  

					Prezzo promo 149€

Devi saper già usare Claude Code a livello base. Se parti da zero, meglio iniziare dal corso [Crea il tuo agente con Claude Code.](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/)

## Come lo usi oggi

Un solo agente fa tutto, in sequenza

Nessun collegamento con i tuoi altri strumenti

Solo dal computer, mai in movimento

Dati e contesto statici

Consumi token senza controllo

## ✅ Il passo successivo

Sub agenti specializzati che lavorano in parallelo

Connesso ai tuoi tool via MCP

Lo guidi anche dal cellulare, ovunque tu sia

Un second brain che si aggiorna da solo

Token ottimizzati, costi sotto controllo

## PER CHI é questo corso

## Hai già iniziato.   

Ora vai oltre.

Quattro segnali. Se ti riconosci anche in uno solo, questo corso è il **passo successivo** da fare adesso.  
_Ottieni risultati dal primo modulo, non dopo settimane di configurazione._

### Usi già Claude Code

Ma lavori con un solo agente alla volta e senti che potresti sfruttarlo molto di più e più a lungo.

### Usi tanti tool diversi

Note, calendario, email, CRM. Vuoi collegarli tutti a Claude invece di passare da uno all’altro.

### Controllo da mobile

Vuoi dare istruzioni e controllare i risultati anche quando non hai il computer davanti.

### Tieni traccia di tutto

Vuoi un second brain che ricordi progetti e decisioni senza dover ripetere il contesto ogni volta.

## Guarda una lezione gratis

## Ti mostro   
i sub agenti  all’opera

In questa lezione mostro cosa succede quando un agente lavora in Claude Code. Nel modulo dedicato agli agenti ti spiego nel dettaglio come progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

https://vimeo.com/1184873582?share=copy&fl=sv&fe=ci

Puoi usare Claude Code su qualsiasi PC (Mac, Windows, Linux)

## Dopo il corso   
 avrai una squadra di agenti che   
  lavora davvero per te.

Non più un solo strumento isolato. **Sub agenti specializzati,** collegati ai tuoi tool via MCP, con second brain automatico e sotto controllo **anche dal cellulare**.

[Voglio fare il passo successivo →](#acquisto)

## QUESto corso non è per te

## Questo corso NON è per te se:

Se ti ritrovi anche solo in una di queste righe, non è ancora il momento di acquistare questo corso! Inizia dalle basi.

Non hai mai usato Claude Code prima d’ora.

Non sai ancora cos’è un terminale o come aprirlo.

Non sai cosa sono Workspace, Contesto e Skill.

Cerchi le basi: setup, primi comandi, primo agente.

Se pensi che questo corso non faccia per te.  

  
 Meglio iniziare dal corso [Crea il tuo agente con Claude Code.](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/)

## PER CHI é questo corso

## Ti suona familiare qualcosa di questo?

Sei frasi che sento ripetute da chi usa già Claude Code da un po’.

Probabilmente ne hai pensata almeno una anche tu.

## 01

“Uso Claude Code ma faccio ancora tutto un task alla volta.”

_Ti spiego come passare a un sistema multi agente che dialogano tra loro._

## 02

“Ho anni di file e documentazione che vorrei sfruttare di più e mettere a sistema”.

_Ti mostro come creare un second brain automatico che puoi espandere. _

## 03

“Sub agenti, MCP… sembrano cose difficili”.

_Ti spiego in modo facile e pratico come usarli anche se non sai programmare._

## 04

“Vorrei che funzionasse anche quando io non sono al computer”.

_Ti mostro come farlo lavorare in autonomia e tenerlo sotto controllo anche da cellulare._

## 05

“Ogni volta devo interrompere perché finiscono i Token”.

_Ti mostro tecniche e strategie per risparmiare sul consumo dei Token quando usi Claude Code._

## 06

“Devo automatizzare alcuni task senza passare dalla chat e dare il comando ogni volta”.

_Ti spiego come puoi farlo in pochissimi passaggi, senza complicarti la vita con comandi impossibili!_

### Programma DEL CORSO

## Come trasformerai il tuo Claude Code in una squadra di Agenti AI

Questo corso è per chi già usa Claude Code e vuole fare il passo successivo.

Durata: 9h

Lezioni: 53

Iscritti: 1700+

					 MODULO 01 | Creare un second brain (tecnica LLM Wiki)  

						

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

					 Modulo 02 |  Creare un sistema di multi agenti  

						

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

					 Modulo 03 | Lavorare con i loop agentici  

						

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

					  Modulo 04 |  Far lavorare Claude mentre non ci sei  

						

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

					 Modulo 05 | Gestire Claude Code dal cellulare  

						

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

					 Modulo 06 | Collega le tue app a Claude Code  

						

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

					 [NUOVO] Modulo 07 | Ottimizzare (e risparmiare) l’uso dei token  

						

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

Impara a costruire un **second brain personale** con Obsidian e gli LLM, trasformando appunti, documenti e materiali dispersi in una base di conoscenza strutturata e interrogabile. Dalla creazione del vault alla manutenzione e ottimizzazione, fino agli esempi pratici di utilizzo.

**Lezioni**

- Il problema: gli appunti che muoiono
- La struttura di un second brain
- Installare Obsidian e capire la struttura di un vault
- Creare il second brain da zero
- Aggiungere materiale al second brain
- Interrogare il second brain
- Fare manutenzione al second brain
- Ottimizzare il second brain
- Una sbirciatina al mio second brain
- Cosa mettere nel second brain
- Materiale extra del modulo 1

Scopri come andare oltre il singolo assistente AI creando un vero **sistema di agenti specializzati**. Imparerai a progettare, personalizzare e coordinare subagenti, anche facendo in modo che collaborino tra loro.

**Lezioni**

- Perché servono i subagenti
- Vediamo i subagenti all’opera
- La struttura di un agente
- Creare il primo agente
- Personalizzare il comportamento di un agente
- Una sbirciatina ai miei agenti
- Sub agenti che chiamano altri sub agenti
- Creare sub agenti “usa e getta”
- Materiale extra del modulo 2

Impara a utilizzare i **loop agentici** per affidare all’AI processi composti da più passaggi. Vedrai come progettare loop semplici e complessi e come integrarli con skill e agenti per costruire workflow più autonomi.

**Lezioni**

- I loop agentici spiegati semplice
- Come scrivere un buon loop
- Un loop semplice all’opera
- Un loop più complesso all’opera
- Creare un loop che invoca una skill
- Creare un loop che invoca un agente
- Materiale extra del modulo 3

Trasforma Claude Code in uno strumento capace di **eseguire attività e routine in autonomia**. Imparerai ad automatizzare eventi, skill e agenti, creare routine locali e da remoto e collegare le automazioni al tuo second brain.

**Lezioni**

- Vari modi per automatizzare attività
- Automatizzare eventi in chat
- Automatizzare eventi che invocano skill
- Automatizzare eventi che invocano agenti
- Automatizzare eventi sul tuo computer
- Automatizzare routine da remoto
- Creare una routine semplice
- Creare una routine che interagisce col second brian
- Una sbirciatina a una mia routine
- Creare una routine dalla chat
- Cosa automatizzare (e come) con Claude Code
- Materiale extra del modulo 4

Porta il tuo sistema di lavoro anche fuori dal computer. Scopri come **controllare e utilizzare Claude Code da remoto**, tramite sito, app e Telegram, scegliendo di volta in volta la modalità più adatta alle tue esigenze.

**Lezioni**

- Come gestire Claude Code da remoto
- Gestire Claude Code dal sito
- Gestire Claude Code dall’app
- Gestire Claude Code da Telegram
- Differenze tra il controllo remoto e Telegram
- Materiale extra del modulo 5

Scopri come funzionano gli MCP (Model Context Protocol) e come usarli per collegare Claude a strumenti, servizi e fonti esterne. Imparerai a utilizzare i connettori già disponibili, trovarne di nuovi, installarli manualmente o tramite plugin e vedrai una serie di esempi pratici per capire **cosa puoi davvero far fare a Claude quando lo connetti al resto del tuo ecosistema di lavoro**.

- Cosa è MCP e come funziona
- Usare i connettori di Claude
- Dove trovare altri connettori
- Installare MCP a mano
- Installare MCP dai plugin
- Una valanga di esempi per usare MCP
- Materiale extra del modulo 6

Impara a capire **come Claude consuma i token** e quali scelte incidono davvero sui costi e sull’efficienza del lavoro. Vedrai come monitorare i consumi, alleggerire ciò che carichi, gestire meglio le sessioni e distribuire il lavoro tra modelli, agenti e strumenti diversi. L’obiettivo è costruire workflow più sostenibili, evitando sprechi e individuando anche quei **costi nascosti** che possono accumularsi senza che te ne accorga.

- Come si spendono i token
- Scopri come stai consumando i token
- Ottimizza quello che carichi
- Ottimizza la gestione della sessione
- Ottimizza chi fa il lavoro
- Ottimizza ciò che è sempre acceso
- Occhio ai costi nascosti
- Materiale extra del modulo 7

### LIVELLO INTERMEDIO /  AVANZATO

![Calude AI](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/Claude_AI_logo.svg-1024x220.webp)

## Accedi al corso e alle risorse **dove vuoi e quante volte vuoi**

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili: carta di credito, PayPal, Google Pay.
- Accedi a video e risorse in un unico spazio dedicato all’apprendimento
- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

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Paghi solo una volta. Accesso immediato.  

						249€  

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- Accesso immediato alle lezioni
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- 40 Risorse extra da scaricare

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					NOVITà

### 👉​ Oltre  

					1700 persone  

					stanno già seguendo il corso

“I tuoi corsi su Claude Code ci hanno cambiato il modo di lavorare”.  

 Francesco Gustinelli

##### Le vostre recensioni del corso

Grazie al corso sono riuscita a fare cose che non avrei mai immaginato, la mia check list di idee e progetti finalmente si sta snellendo perché tutto sta diventando reale e in produzione!” “Non è l’unico corso che ho comprato, ma sicuramente è l’unico che si aggiorna in continuazione!  

								EleonoraStudio di fisioterapia e allenamento personalizzato  

						Sono Nickolas, ho 36 anni e sono tetraplegico dal 2019. Uso il computer con un puntatore che muovo con la testa e clicco con le espressioni del viso… niente tastiera, niente scorciatoie. Ogni clic per me ha un costo.  

  
 Claude Code per me non è “uno strumento in più”: è quello che mi ha ridato le mani sul lavoro. Con le parole faccio quello che prima erano centinaia di clic… cartelle, script, git, un intero workspace con i miei quattro ruoli tenuti separati.  

  
 Dal primo corso è nato il sistema. Prima avevo un assistente, adesso ho un workspace al sicuro su GitHub, che viaggia tra i Mac (…)  il second brain del mio lavoro freelance ha cominciato a rispondere alle domande, invece di farmele cercare. Ed è proprio questo il passo successivo: non fare di più, ma non rifare… per chi paga un prezzo fisico per ogni gesto, è la differenza tra lavorare e non lavorare.  

								Nickolas BellottiSocial media manager e grafico freelance · Assessore del Comune di Goro (FE)  

						In un mondo dove tutti magicamente sono esperti di tutto, e oggi soprattutto di AI, è necessario individuare bene e con criterio le persone da seguire, da ascoltare e da cui imparare. Io ho scelto di imparare Claude Code con Raffaele, non solo perché la mia fiducia nelle sue competenze è ormai assodata da anni, ma soprattutto perché Raffaele ha un modo pratico, diretto e molto chiaro di spiegarti le cose. Senza fronzoli, senza voli pindarici arriva sempre dritto al punto. E aggiungerei, anche senza ostentazioni di superiorità o megalomania di molti in questo settore!  

								Sonia SantoroDigital Marketing Strategist  

						Ho implementato (e sto ancora implementando) le lezioni nel mio flusso lavorativo, mi sto sporcando le mani quando c’è da esplorare i confini che questa affascinante materia offre, e posso serenamente dire di aver liberato il 50% del mio tempo operativo.  

  
 In un parola: Grazie!  

								Romano AurelioFractional Business Controller  

						Quello che apprezzo di più è il taglio pratico: si parte dal configurare il workspace, insegnare il contesto al sistema, creare skill personalizzate, collegare le app e automatizzare la pipeline. Raffaele non si ferma al “come”, ma spiega sempre anche il “perché”, e questo aiuta a capire gli strumenti. Mi sta aiutando a costruire un flusso di lavoro con l’AI molto più solido.  

								Elisa GuardabassoSenior Transformation and Innovation Strategist  

						Il corso mi ha aperto gli occhi su una cosa semplice: stavo usando Claude Code come un tool, non come un sistema. Il modulo sul second brain con Obsidian l’ho applicato quasi subito: ho un progetto di normalizzazione della documentazione interna della banca che stava diventando ingestibile, e ora ho un metodo per tenerlo insieme. Sto anche lavorando a un chatbot sulla nostra knowledge base procedurale, e i sub-agenti mi hanno fatto capire come dividere il lavoro invece di far fare tutto a un agente unico che si perde a metà task. Non ho ancora finito tutto il corso ma il modo di lavorare è già cambiato: meno “aspetto che finisca questo prima di iniziare altro”, più roba che gira in parallelo.  

								Simone BissiAI Consultant  

						Il corso di Raffaele Gaito su Claude Code mi ha aperto un mondo. E la sorpresa più grande è stata scoprire quante cose potessi farci nel mio lavoro, pur non essendo un programmatore.  

 (…) La cosa più preziosa del corso è che gli esempi di Raffaele ti fanno venire idee anche per situazioni molto diverse da quelle mostrate. Io ho cercato di capirne il metodo, adattarlo al mio contesto e poi sperimentare, sporcarmi le mani e tornare alle lezioni ogni volta che mi serviva capire meglio un passaggio.  

È proprio dall’incontro tra il corso e la pratica che sono nati questi risultati. E, soprattutto, la voglia di chiedermi: «Cos’altro potrei farci?».Ho già in cantiere un paio di cose che potrebbero farmi svoltare…  

Non dirò che questo corso mi ha cambiato la vita. Ma me l’ha migliorata di un bel salto quantico.  

E, detto da un chimico, non è una formula buttata lì.  

								Valter BallantiniChimico  

						Dopo aver seguito con grande soddisfazione il primo corso di Raffaele  

su Claude Code, ho subito acquistato il nuovo percorso che è una scoperta eccezionale. Grazie alla chiarezza  

espositiva di Raffaele ho  

scoperto il meraviglioso utilizzo del second brain  

così come tante  

automatizzazioni che mi aiutano nel flusso di lavoro quotidiano.  

Partendo dai suoi esempi, sono riuscita ad adattare questi strumenti  

alle mie esigenze lavorative di docente e formatrice: non solo  

migliorare i materiali didattici ma velocizzare alcuni aspetti della  

gestione scolastica. Ciò che trasmette è proprio un cambio radicale di  

mentalità nella gestione e utilizzo di Claude a supporto della nostra quotidianità.  

								Adele LecciaDocente  

						Partendo dal modulo del corso, dedicato al second brain, ho costruito nel mio workspace un second brain in Markdown, versionato e condiviso tra Claude Code e Codex. Il risultato più concreto è il Query Preflight: prima di ogni attività tecnica l’assistente consulta l’indice, recupera solo le poche pagine pertinenti e porta nel piano vincoli, applicabilità e verifiche. L’ho collaudato con scenari controllati, casi negativi e handoff in entrambi i versi, e oggi è integrato nel mio workflow reale.  

È il tipo di corso che non mi ha dato soltanto spunti: mi ha fatto cambiare il modo in cui accumulo e riuso ciò che imparo, evitando che le lezioni delle singole sessioni vadano perse.  

								Daniele LolivaIdentity Security Manager  

						Ho divorato il secondo corso su  

Claude code di Raffaele. La sua capacità di spiegare i concetti anche più complessi come per es. Il second brain rende l’apprendimento unico ed immed-IA-to. Otre questo l’onestà con cui spiega tutto senza fare il markettaro lo rende davvero speciale.  

Se aprisse un corso universitario su IA  

sarei già in prima fila con il diario in  

mano  

								Paolo MerzekCommercialista  

						Dopo aver seguito il primo corso “Crea il tuo agente AI con Claude code”, questo è stato lo step naturale per portare tutto a un livello superiore.  

Anche in questo corso Raffaele mantiene il suo marchio di fabbrica: spiegazione passo passo, senza fretta, che rendono accessibili tutti i concetti, anche quelli che sulla carta sembrano più complessi. Da come far lavorare più agenti in parallelo o collegare Claude Code agli strumenti che uso ogni giorno (Gmail, Drive, Calendario) tramite MCP, Raffaele mi ha guidato nella costruzione di un vero e proprio “second brain” automatico, gestibile anche da telefono, con un metodo chiaro e efficace.  

Questo è il corso per chi vuole smettere di “smanettare” e iniziare a lavorare in maniera organizzata.  

								Valerio TrevisoAl Art Director  

						Il corso mi ha aperto le porte giuste per approfondire e fare chiarezza. Oggi riesco a utilizzare Claude Code in modo più consapevole, ordinato e profittevole.  

Sono riuscito a costruire le basi di un mio fedele compagno di lavoro che evolverà nel tempo, insieme a me e alle mie esperienze. Tutto ciò, mi sta permettendo anche di crescere nel mio lavoro perché riesco ad approfondire e a non perdere pezzi per strada. Raffaele non ha lasciato nulla al caso, i diversi moduli accompagnano anche i meno tecnici in un qualcosa che può stravolgere il consueto modo di lavorare e creare progetti.  

								Salvatore SalernoDigital Strategist  

						Non sono un programmatore, e fino a qualche mese fa pensavo che questi strumenti fossero roba per sviluppatori. Mi sbagliavo.  

Ho un’agenzia di comunicazione e stampa in Umbria, con quattro collaboratori. Dopo aver seguito il corso su Claude Code, oggi lo uso praticamente in tutto il flusso aziendale.  

Mi aiuta a controllare margini, costi, cassa e fatture, a creare preventivi e offerte, a ottimizzare il flusso creativo, la selezione del personale e la gestione dei siti.  

Abbiamo automatizzato anche parte dell’organizzazione interna, con strumenti che si aggiornano da soli e report che ricevo direttamente sul telefono.  

Questo corso ha reso accessibile una cosa che sembrava fuori portata per una piccola azienda come la mia.  

								Francesco GustinelliAgenzia e Stampa  

						Ho iniziato il primo corso con qualche perplessità (mi sarà utile? i contenuti saranno adattabili al mio contesto lavorativo?).  

Appena concluso mi sono subito “fiondata” sul secondo: anche questo ricco di contenuti, spiegati in modo esemplare. Seguendo i consigli di Raffaele sento di aver sempre maggior padronanza dell’ambiente e posso costruire repository, materiale didattico e altro rendendo sempre più personale l’output generato.  

Passo passo sto costruendo un sistema in grado sia di velocizzare le attività di routine sia di essere di supporto nei compiti a maggior valore creativo: oggi sono davvero contenta  di aver superato i miei dubbi iniziali e di aver seguito i corsi di Raffaele.  

								Matilde FabbriDocente  

						Per me questo corso è stato davvero una svolta. Non ho nessuna competenza di programmazione e mai avrei pensato di riuscire a creare da solo un gestionale completo per la mia azienda, con tantissime funzioni fatte esattamente come servono a me.  

E invece, grazie a quello che sto imparando con Raffaele, ci sono riuscito.  

Sto automatizzando un sacco di attività che prima mi portavano via ore e soprattutto sto iniziando a capire le potenzialità enormi di questi strumenti.  

Corso veramente consigliato, soprattutto a chi ha un’azienda e vuole iniziare a fare sul serio con l’Al.  

								Fabio Baldi Tecnico elettrodomestici  

						Sono iscritta ai 2 corsi su Claude Code, base e intermedio/avanzato uscito da pochissimo.  

Grazie a Raffaele ho appreso le potenzialità di Claude Code e ho applicato moltissime nozioni all’utilizzo di Linkedin, sia per i piani editoriali, sia per la creazione di pagine e profili sia per gli analytics e molto altro.  

In tutti i miei progetti attuali con aziende, professionisti e freelance, web agency ho inserito la formazione all’utilizzo di Claude Code per Linkedin, illuminante per me ciò che ho appreso con Raffaele.  

Quando avvio un nuovo progetto, per la parte di installazione Claude Code, VS code e ogni configurazione iniziale a partire dal concetto di workspace e contesto, ho consigliato a tutti di acquistare il corso di Raffaele.  

								 Maria Letizia RussoFormatrice, Consulente e Strategist B2B Marketing   Linkedin® e Sales Navigator® Expert   

						Ti dico subito che il tuo è il corso migliore che ho acquistato negli ultimi anni.  

Con quello che sto imparando sto rivoluzionando realmente il lavoro di ufficio creando ad esempio tutta una serie di piccole applicazioni che vanno a migliorare e risolvere problemi e procedure che finora venivano svolte manualmente o attraverso software specializzati che però sono estremamente costosi.  

Per me, che lavoro sostanzialmente da solo, è una e vera e propria rivoluzione.  

								Paolo MengoniCommercialista  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.  

					“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.

## Domande frequenti

Qual è il livello del corso?

È un corso di livello **intermedio/avanzato**, pensato per chi usa già Claude Code a livello base. Se parti da zero, meglio cominciare dal corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/). 

Serve saper programmare?

No. Il corso è pensato per chi vuole usare Claude Code in modo pratico nel proprio lavoro quotidiano, anche senza background tecnico. Ti spiego in modo pratico **come usare sub-agenti** anche se non hai competenze di programmazione.

 

Il corso è utile per il mio lavoro, anche se non faccio un lavoro tecnico?

Sì. Claude Code è particolarmente potente per chi fa lavori intellettuali, creativi o d’ufficio: ti mostro come metterlo al servizio del tuo lavoro quotidiano, qualunque esso sia.  
Abbiamo realizzato una guida gratuita con 100 casi d’uso di Claude Code la trovi [qui](https://www.raffaelegaito.com/download/80712/?tmstv=1780647287). Può essere molto utile a capire per cosa può essere usato un sistema agentico come Claude Code.

Che tipo di Agenti AI riuscirò a creare?

Non un singolo agente isolato, ma una squadra di sub-agenti specializzati che lavorano in parallelo, collegati ai tuoi tool via MCP, con un second brain che si aggiorna da solo e che puoi controllare anche dal telefono.

Che differenza c’è tra questo corso e i contenuti gratuiti online?

La differenza è che qui trovi un percorso ordinato, pratico e focalizzato sul lavoro reale, pensato per aiutarti ad applicare Claude con più metodo e meno dispersione.

Come faccio a capire se ho le basi per seguire questo corso?

Se sai aprire il terminale, hai già creato almeno un agente con Claude Code e sai cosa sono Workspace, Contesto e Skill, sei pronto. Se anche solo una di queste cose ti suona nuova, parti prima dal corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) Code e poi torna qui

Che differenza c’è tra questo corso e il corso Crea il tuo agente con Claude Code?

Crea il tuo agente con Claude Code è un corso di livello base/intermedio. Parte dall’installazione e ti mostra come utilizzare la funzionalità agentica con Claude Code.  
In questo corso farai un passo successivo (di livello intermedio/avanzato) abilitando più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. Se non hai ancora fatto il corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) e non hai già dimestichezza con l’uso di Claude Code, inizia da quello.

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

C’è un Bundle per acquistare i due corsi su Claude?

Puoi **acquistare i due corsi in Bundle** e risparmiare sull’acquisto dei corsi singoli. Usa questo [link](https://pay.hotmart.com/Q107417311P?off=wdi4d9gi&checkoutParams={params}) per acquistare i 2 corsi in Bundle.

I moduli “in arrivo” sono inclusi nel prezzo?

Sì. Acquistando ora blocchi il prezzo di pre-lancio e ottieni automaticamente anche i moduli in arrivo, senza costi aggiuntivi, appena vengono pubblicati.

In questo corso farai un passo successivo (di livello intermedio/avanzato) abilitando più agenti che lavorano in parallelo, collegando Claude Code ai tool che usi ogni giorno.

Consigliamo di fare i due corsi in sequenza. Se non hai ancora fatto il corso [Crea il tuo agente con Claude](https://www.raffaelegaito.com/claude-code-crea-agente-ai-corso-completo/) e non hai già dimestichezza con l’uso di Claude Code, inizia da quello.

Dove si segue il corso?

Subito dopo l’acquisto ricevi una mail con tutto quello che ti serve per accedere al corso. In pochi minuti sei dentro. Il corso si trova su Hotmart, la piattaforma che uso per vendere ed erogare i miei corsi.

Il corso è live o registrato?

**Il corso è registrato**, le lezioni sono subito disponibili: puoi vederle quando vuoi e quante volte vuoi sulla piattaforma Hotmart da Desktop o dalla App su mobile. Il corso è Diviso in moduli come descritto nel Programma.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Per sempre. Il corso è tuo. Lo guardi quando vuoi, quante volte vuoi, ai tuoi ritmi.

Quanto tempo serve per completare il corso?

Il corso è pensato per darti risultati già dal primo modulo. Puoi seguirlo al tuo ritmo, rivedendo le lezioni quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, PayPal, Google Pay. Puoi scegliere di pagare in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso modificare la fattura?

Puoi modificare e scaricare la fattura direttamente su Hotmart solo nella parte anagrafica. Ad esempio puoi aggiungere successivamente il nome dell’azienda se hai fatto un acquisto aziendale, ma non potrai inserire la p. iva.   
La p.iva deve essere inserita nell’apposito campo al momento dell’acquisto.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

Posso chiedere un rimborso?

Puoi chiedere un rimborso entro 14 giorni dalla data di acquisto direttamente dalla tua area utente Hotmart, oppure utilizzando la procedura che trovi a questo [link](https://refund.hotmart.com/find-purchase/email). Chiedendo il rimborso perderai immediatamente accesso alle lezioni e a tutti i contenuti extra.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Serve un abbonamento a Claude?

Si, per fare quello che viene mostrato in questo corso ti serve un **abbonamento a Claude** (va bene anche il Pro da 18 euro al mese), da attivare separatamente.

Che computer serve? Ci sono requisiti particolari?

Va bene qualsiasi PC recente con Mac, Windows o Linux. Non serve una macchina potente: Claude Code si appoggia al modello AI, non alle risorse del tuo computer.

Puoi **iniziare senza abbonamento** per fare delle prove e capire come funziona. Nel corso ti mostro come usarlo al meglio, così sai esattamente cosa ti serve e come ottenere il massimo.

Funziona solo su Mac?

Quello che viene mostrato nel corso (su Mac) può essere fatto allo stesso modo su Windows e Linux.  
Nel primo modulo trovi una lezione dedicata all’installazione di Claude Code su Windows. 

### Hai ancora domande?

Scrivimi qui


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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Qui trovi tutti i miei corsi online su Intelligenza artificiale. Sono corsi intensivi ed estremamente pratici per ottenere il massimo dall'AI."
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Uso ChatGPT da ottobre 2023, ho creato decine di GPTs personali, uso AI tutti i giorni per lavoro e personal life, e comunque ho imparato un sacco di cose utili!!  

														GABRIELE  

							Complimenti, un corso di qualità eccezionale! Non vedo l’ora di seguire i prossimi 2! Grazie Raf!  

														MArio  

							Una miniera questo corso!  

grazie mille 🙏  

														Laura  

							Devo rivederlo almeno altre 10 volte🤣  

														Manuel  

							Grande raffo , grazie. Altro che corso base se riesco a metabolizzare solo il 50% di quello che ho visto faccio un salto quantico…  

														Riccardo  

							Non sapevo se acquistarlo, dicevi che era di base, dopo 2 anni di uso di ChatGPT pensavo di sapere già tutto.  

Non vedo l’ora di affrontare i prossimi che ho già acquistato  

														Barbara  

							Sei stato davvero generoso!  

														Dora  

							Bravo Raf, come sempre iperprofessional ed umanissimo al tempo stesso  

														Stefano  

							Grazie Raf, mi congratulo specie per la “tenuta” di queste quasi 5 ore, mai un cedimento e sempre lo stesso entusiasmo nel donarci così tanta conoscenza. GRAZIE  

														Patrizia  

							Non vedo l’ora di applicare tutto con i clienti ma anche con me stessa, vorrei non dover lavorare per 15 giorni e aver tempo di testare tutto!  

														Maria Letizia  

							Chat GPT mi ha consigliato bene (tu e il tuo corso)! Sei super e imbattibile 👀🎶  

														Roberta  

							corso super, Raf è fenomenale. Avevo fatto quello base, faro’ anche il prossimo sui contenuti  

														EUGENio  

							Complementi corso bellissimo e utilissimo!  

grazie mille 🙏  

														STEFANO  

							Che funzionalità potente! Non la conoscevo  

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							Pazzesco! Sto pensando a quello che posso fare partendo semplicemente partendo da un excel!  

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							Nonostante la mia conoscenza avanzata e approfondita degli strumenti text-to-text questo corso è uno scrigno pieno di tesori: decine di casi d’uso spiegati in maniera approfondita e dettagliata, uso avanzatissimo della Deep Research insieme ad altri strumenti per la creazione di qualsiasi tipo di report e output.  

Un corso di questo tipo è una vera perla rara: consigliatissimo!  

⭐⭐⭐⭐⭐  

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							Ormai so che sei una garanzia, SEMPRE! Non riuscirò a essere mai grata abbastanza!  

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							Mai visto prima! Impressionante.  

														MATTEO  

							Con il GPT che ci hai regalato mi hai fatto felice!!!  

														Maria Carla  

								Raf sei il nuovo Super Eroe del IA 😄  

														ANTONIO  

							davvero molto interessante! I tuoi corsi vanno contro la legge che dopo i 10 minuti l’attenzione cala. L’attenzione nel tuo caso dura 4 ore con pausa forzata (quasi)  

														DORA  

							Grazie Raf, è qualche anno che ti segue e faccio i tuoi corsi e tutte le vuole, tutte le volte generi sempre l’effetto WOW ..  secondo me l’iA guarda a te come obbiettivo irraggiungibile 😂💪🏻💣  

														VALERIO  

							In questi tre corsi Raffaele ci ha mostrato cose che noi umani potevamo solo immaginare…è tempo di ampliare il budget  

														MAURO


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author: Raffaele Gaito
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# Privacy Policy

## Privacy Policy

La presente Privacy Policy è resa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”) e descrive le modalità con cui vengono trattati i Dati Personali raccolti attraverso il sito web raffaelegaito.com (“Sito”). La Privacy Policy può essere aggiornata nel tempo. Le eventuali modifiche saranno pubblicate sul Sito e, quando necessario, comunicate agli Interessati. Si invita pertanto a consultare periodicamente questa pagina. La presente Privacy Policy e la Cookie Policy e agli eventuali altri documenti richiamati, disciplina il trattamento dei Dati Personali degli Interessati che utilizzano il Sito e i relativi servizi.

## Titolare del Trattamento

Il Titolare del Trattamento dei Dati Personali raccolti attraverso il Sito è The Epic Experiment Ltd, con sede in 86–90 Paul Street, London EC2A 4NE, Regno Unito. Per qualsiasi richiesta relativa al trattamento dei Dati Personali o all’esercizio dei diritti previsti dal GDPR, è possibile contattare il Titolare all’indirizzo e-mail: [info@raffaelegaito.com](mailto:info@raffaelegaito.com).

## Modalità di Trattamento dei Dati Personali

I Dati Personali sono trattati nel rispetto dei principi di liceità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione, integrità e riservatezza previsti dal GDPR. Il trattamento viene effettuato mediante strumenti informatici e telematici e, quando necessario, con modalità manuali, secondo procedure organizzative strettamente correlate alle finalità indicate nella presente Privacy Policy. Il Titolare adotta misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, volte a proteggere i Dati Personali da accessi non autorizzati, perdita, divulgazione, modifica, distruzione o utilizzo illecito. L’accesso ai Dati è consentito esclusivamente ai soggetti autorizzati o ai fornitori che ne abbiano necessità per lo svolgimento delle rispettive attività. Nello svolgimento delle proprie attività, il Titolare può utilizzare strumenti tecnologici che integrano funzionalità di intelligenza artificiale per supportare attività operative, organizzative, di assistenza, analisi, elaborazione di contenuti e miglioramento dei servizi. L’utilizzo di tali strumenti avviene nel rispetto del GDPR, del Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (“AI Act”) e dei principi di minimizzazione, trasparenza, sicurezza e supervisione umana. Il Titolare limita i Dati Personali inseriti nei sistemi di intelligenza artificiale a quelli strettamente necessari rispetto alla finalità perseguita e adotta, ove possibile, tecniche di anonimizzazione o pseudonimizzazione. Il Titolare non utilizza sistemi di intelligenza artificiale per adottare decisioni basate unicamente su trattamenti automatizzati che producano effetti giuridici sull’Interessato o incidano in modo analogo significativamente sulla sua persona ai sensi dell’art. 22 GDPR. Qualora vengano introdotte funzionalità di questo tipo, l’Interessato riceverà preventivamente le informazioni richieste dalla normativa e saranno garantiti il diritto di ottenere l’intervento umano, di esprimere la propria opinione e di contestare la decisione. Quando l’Interessato interagisce direttamente con un sistema di intelligenza artificiale, tale circostanza viene comunicata in modo chiaro, salvo che risulti evidente dal contesto.

## Utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale

Il Titolare può utilizzare strumenti e servizi tecnologici che integrano funzionalità di intelligenza artificiale per supportare le proprie attività operative, organizzative e professionali, tra cui la gestione delle richieste degli Interessati, l’assistenza, l’analisi e l’organizzazione delle informazioni, l’automazione di alcuni processi, nonché la creazione, elaborazione, revisione o personalizzazione di contenuti e materiali formativi, informativi e promozionali. Nell’utilizzo di tali strumenti, il Titolare opera nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), del Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (“AI Act”) e della normativa applicabile, adottando misure volte a garantire trasparenza, sicurezza, riservatezza, minimizzazione dei dati e supervisione umana. I Dati Personali eventualmente trattati mediante sistemi di intelligenza artificiale sono limitati a quelli strettamente necessari rispetto alla finalità perseguita. Ove possibile, i dati sono preventivamente anonimizzati o pseudonimizzati. L’Interessato è invitato a non inserire negli strumenti interattivi presenti sul Sito dati particolari, informazioni riservate o Dati Personali di terzi non necessari. Il Titolare può avvalersi di fornitori esterni di sistemi di intelligenza artificiale e servizi cloud. Tali soggetti trattano i Dati secondo il ruolo assunto nel singolo trattamento e, quando operano per conto del Titolare, sono nominati Responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR. Qualora il loro utilizzo comporti il trasferimento di Dati Personali fuori dallo Spazio Economico Europeo, il trasferimento avviene nel rispetto degli artt. 44 e seguenti del GDPR e sulla base delle garanzie indicate nella presente Privacy Policy. Il Titolare configura e utilizza gli strumenti di intelligenza artificiale in modo da limitare, per quanto possibile, la conservazione e il riutilizzo dei Dati Personali da parte dei fornitori per finalità autonome, compreso l’addestramento dei relativi modelli. I tempi di conservazione dipendono dalla finalità del trattamento e dalle impostazioni applicabili al servizio utilizzato. I risultati generati dai sistemi di intelligenza artificiale possono essere sottoposti a verifica e supervisione umana prima del loro utilizzo. Il Titolare non adotta decisioni basate unicamente su trattamenti automatizzati, compresa la profilazione, che producano effetti giuridici sull’Interessato o incidano in modo analogo significativamente sulla sua persona ai sensi dell’art. 22 GDPR. Qualora l’Interessato interagisca direttamente con un sistema di intelligenza artificiale, come un chatbot o un assistente virtuale, riceverà un’informazione chiara circa la natura automatizzata dell’interazione, salvo che ciò risulti già evidente dalle circostanze e dal contesto di utilizzo. Quando contenuti testuali, immagini, registrazioni audio o video sono generati o modificati mediante sistemi di intelligenza artificiale e ricorrono le condizioni previste dall’art. 50 dell’AI Act, il Titolare adotta le misure di trasparenza applicabili e rende riconoscibile la natura artificiale o manipolata del contenuto secondo modalità chiare e adeguate al mezzo utilizzato. Le tecnologie di intelligenza artificiale non sono utilizzate per finalità ulteriori e incompatibili con quelle indicate nella presente Privacy Policy. Qualora vengano introdotti nuovi utilizzi dell’intelligenza artificiale che comportino ulteriori trattamenti di Dati Personali o rischi significativi per i diritti e le libertà degli Interessati, il Titolare aggiornerà la presente informativa e, quando necessario, effettuerà una valutazione d’impatto ai sensi dell’art. 35 GDPR.

## Finalità del Trattamento dei Dati Personali e basi giuridiche

I Dati Personali possono essere raccolti direttamente presso l’Interessato oppure tramite soggetti terzi e servizi tecnologici utilizzati dal Titolare. I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati tecnici e di navigazione, quali l’indirizzo IP, il tipo di browser, il sistema operativo, il dispositivo utilizzato, il nome di dominio, gli indirizzi delle pagine visitate, l’orario della richiesta e altri dati relativi all’interazione con il Sito. Tali dati sono trattati per consentire il funzionamento e la sicurezza del Sito, ottenere informazioni statistiche sul suo utilizzo, prevenire attività fraudolente o abusive e accertare eventuali responsabilità in caso di reati informatici. La base giuridica è il legittimo interesse del Titolare a garantire il corretto funzionamento e la sicurezza del Sito, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR. I Dati Personali forniti dall’Interessato sono trattati per le seguenti finalità.

### 1) Gestione degli acquisti e fornitura di corsi e servizi

I Dati sono trattati per consentire l’acquisto, l’accesso e la fruizione dei corsi, dei percorsi formativi, dell’Academy, delle aree riservate e degli ulteriori prodotti o servizi offerti dal Titolare, nonché per gestire le comunicazioni, l’assistenza, le richieste di recesso e ogni altra attività connessa al rapporto contrattuale.

La base giuridica è l’esecuzione del contratto o di misure precontrattuali adottate su richiesta dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR.

Il conferimento dei Dati necessari è obbligatorio. Il mancato conferimento impedisce di concludere o eseguire il contratto e di fornire il prodotto o il servizio richiesto.

### 2) Gestione dei pagamenti e della fatturazione

I Dati sono trattati per gestire i pagamenti, verificare l’esito delle transazioni, emettere fatture e documenti fiscali e adempiere agli obblighi amministrativi e contabili.

La base giuridica è l’esecuzione del contratto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, e l’adempimento degli obblighi legali ai quali è soggetto il Titolare, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. c), GDPR.

I dati completi relativi agli strumenti di pagamento sono trattati direttamente dai fornitori dei servizi di pagamento utilizzati e non sono normalmente memorizzati dal Titolare.

### 3) Adempimento degli obblighi di legge

I Dati sono trattati per adempiere agli obblighi previsti dalla normativa applicabile, inclusi gli obblighi fiscali, contabili, amministrativi e quelli derivanti da richieste dell’autorità giudiziaria o di altre autorità competenti.

La base giuridica è l’adempimento di un obbligo legale al quale è soggetto il Titolare, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. c), GDPR.

### 4) Gestione delle richieste di informazioni e assistenza

I Dati forniti tramite i moduli presenti sul Sito, posta elettronica, telefono, WhatsApp o altri canali di comunicazione sono trattati per rispondere alle richieste dell’Interessato e fornire le informazioni o l’assistenza richiesta.

La base giuridica è l’esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, oppure il legittimo interesse del Titolare a gestire le comunicazioni e le richieste ricevute, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

Il consenso non è necessario per rispondere a una richiesta formulata spontaneamente dall’Interessato. Il conferimento dei Dati necessari è facoltativo, ma il mancato conferimento può impedire al Titolare di rispondere.

### 5) Invio della newsletter e di comunicazioni promozionali

Previo consenso, i Dati di contatto dell’Interessato possono essere utilizzati per inviare newsletter, informazioni, aggiornamenti, contenuti, offerte e comunicazioni commerciali relative ai prodotti e ai servizi del Titolare.

La base giuridica è il consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Il consenso è facoltativo e può essere revocato in qualsiasi momento utilizzando il link di disiscrizione presente nelle comunicazioni oppure contattando il Titolare. La revoca non pregiudica la liceità del trattamento effettuato prima della revoca.

### 6) Comunicazioni promozionali relative a servizi analoghi

Il Titolare può inviare all’indirizzo e-mail utilizzato dall’Interessato nell’ambito di un precedente acquisto comunicazioni promozionali relative a prodotti o servizi analoghi a quelli acquistati, nei limiti consentiti dall’art. 130, comma 4, del D.Lgs. 196/2003.

La base giuridica è il legittimo interesse del Titolare alla promozione di prodotti o servizi analoghi, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR, in coordinamento con l’art. 130, comma 4, del D.lgs. 196/2003.

L’Interessato può opporsi in qualsiasi momento, gratuitamente e con modalità semplici, utilizzando il link presente nelle comunicazioni o contattando il Titolare.

### 7) Analisi statistiche e miglioramento del Sito

I Dati possono essere trattati per effettuare analisi statistiche, verificare le modalità di utilizzo del Sito, individuare eventuali malfunzionamenti e migliorare i contenuti, i prodotti e i servizi offerti.

Quando le analisi sono effettuate utilizzando dati effettivamente anonimizzati e aggregati, tali informazioni non consentono di identificare l’Interessato.

Qualora le analisi vengano effettuate mediante cookie o altri strumenti di tracciamento non strettamente necessari, il trattamento si basa sul consenso espresso dall’Interessato attraverso il banner di gestione dei cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

### 8) Misurazione delle campagne pubblicitarie OpenAI

Previo consenso espresso attraverso il banner cookie, il Titolare può utilizzare il pixel di misurazione OpenAI per rilevare le azioni compiute sul Sito dopo l’interazione con un annuncio pubblicitario mostrato su ChatGPT e misurare le relative conversioni. Il trattamento può riguardare il riferimento al clic pubblicitario oppref, identificativi online, informazioni tecniche relative alla navigazione e gli eventi di conversione trasmessi a OpenAI. Questi dati sono condivisi con OpenAI per attribuire le conversioni alle campagne e valutarne l’efficacia. La base giuridica è il consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR. Il consenso è facoltativo e revocabile in qualsiasi momento attraverso «Gestisci preferenze cookie».

### 9) Profilazione a fini di marketing

Previo consenso, il Titolare può analizzare gli interessi, le preferenze, gli acquisti e le modalità di interazione dell’Interessato con il Sito, le comunicazioni e i servizi offerti, allo scopo di personalizzare i contenuti e le comunicazioni promozionali. La profilazione può essere effettuata anche mediante strumenti automatizzati e sistemi tecnologici che integrano funzionalità di intelligenza artificiale. Tale attività non produce effetti giuridici sull’Interessato né incide in modo analogo significativamente sulla sua persona.

La base giuridica è il consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR. Il consenso è facoltativo e può essere revocato in qualsiasi momento.

### 10) Utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale

Il Titolare può utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per supportare la gestione delle richieste, l’assistenza, l’organizzazione delle attività, l’analisi dei dati, la personalizzazione dei servizi, la produzione o revisione di contenuti e il miglioramento dei processi interni.

A seconda dell’attività svolta, la base giuridica è:

- l’esecuzione del contratto o di misure precontrattuali, quando lo strumento è utilizzato per fornire il servizio o rispondere a una richiesta dell’Interessato; 
- il legittimo interesse del Titolare a organizzare e migliorare le proprie attività e i propri servizi, quando tale interesse non prevale sui diritti e sulle libertà dell’Interessato; 
- il consenso dell’Interessato, quando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale comporta attività di marketing, profilazione o altri trattamenti per i quali la normativa richiede il consenso. 
- I risultati prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale sono sottoposti, quando necessario, a controllo umano. I Dati non vengono utilizzati dal Titolare per addestrare autonomamente sistemi di intelligenza artificiale destinati a finalità ulteriori e incompatibili rispetto a quelle indicate nella presente Privacy Policy.

### 11) Categorie di Dati Personali trattati

A seconda dei servizi utilizzati, delle funzionalità attivate e delle modalità di interazione con il Titolare, possono essere trattate le seguenti categorie di Dati Personali:

- dati anagrafici e identificativi, quali nome, cognome, codice fiscale ed eventuale data di nascita; 
- dati di contatto, quali indirizzo e-mail, numero di telefono, indirizzo di residenza o domicilio; 
- dati professionali e fiscali, quali ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, sede legale e codice destinatario; 
- dati relativi all’account e all’accesso alle aree riservate; 
- dati relativi agli acquisti, ai corsi, ai servizi richiesti e alla relativa fruizione; 
- dati relativi ai pagamenti e alla fatturazione, nei limiti delle informazioni rese disponibili al Titolare dai fornitori dei servizi di pagamento; 
- dati contenuti nelle richieste inviate tramite moduli, e-mail, telefono, WhatsApp o altri canali di comunicazione; 
- dati relativi alle preferenze, agli interessi e alle interazioni con le comunicazioni promozionali; 
- dati di navigazione, indirizzo IP, identificativi online, informazioni sul dispositivo e dati relativi all’utilizzo del Sito; 
- dati raccolti mediante cookie e altri strumenti di tracciamento; 
- contenuti, richieste o informazioni eventualmente elaborati tramite strumenti che integrano funzionalità di intelligenza artificiale. 

L’Interessato è invitato a non trasmettere, se non strettamente necessario, dati relativi alla salute, alle opinioni politiche, alle convinzioni religiose o filosofiche, all’orientamento sessuale o altre categorie particolari di Dati Personali previste dall’art. 9 GDPR.

Il conferimento dei Dati necessari per acquistare o utilizzare i servizi e per adempiere agli obblighi contrattuali e legali è obbligatorio. Il conferimento dei Dati per finalità di marketing, profilazione e utilizzo di cookie non necessari è invece facoltativo.

## **Destinatari e comunicazione dei Dati**

I Dati Personali possono essere trattati o resi accessibili, nei limiti delle rispettive funzioni, alle seguenti categorie di soggetti:

- dipendenti, collaboratori e altri soggetti autorizzati dal Titolare, adeguatamente istruiti; 
- fornitori di servizi informatici, hosting, manutenzione, gestione del Sito, piattaforme formative, aree riservate, CRM, newsletter e strumenti di comunicazione; 
- fornitori di servizi di pagamento, fatturazione e gestione amministrativo-contabile; 
- consulenti, commercialisti, legali e altri professionisti; 
- fornitori di strumenti di analisi, marketing, automazione e intelligenza artificiale; 
- soggetti nominati Responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR; 
- autorità pubbliche, organi di vigilanza, autorità giudiziarie e altri soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per legge; 
- ulteriori soggetti ai quali la comunicazione sia necessaria per l’esecuzione del contratto o per la tutela dei diritti del Titolare. 

L’elenco aggiornato dei Responsabili del trattamento può essere richiesto al Titolare utilizzando i recapiti indicati nella presente Privacy Policy. Qualora il Sito comprenda aree riservate, community o gruppi nei quali gli Interessati possono pubblicare contenuti o interagire tra loro, alcuni dati e contenuti potranno essere visibili agli altri partecipanti secondo le impostazioni e le caratteristiche del servizio. I Dati Personali non sono oggetto di diffusione, salvo che ciò sia necessario per utilizzare una funzionalità richiesta dall’Interessato o che sia stato acquisito uno specifico consenso.

## **Periodo di conservazione dei Dati Personali**

I Dati Personali sono conservati per un periodo non superiore a quello necessario rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti. In particolare:

- i dati relativi agli acquisti, ai contratti e alla fornitura dei servizi sono conservati per tutta la durata del rapporto e, successivamente, per un massimo di 10 anni, fatti salvi eventuali termini più lunghi necessari per la tutela dei diritti del Titolare; 
- i dati amministrativi, contabili e fiscali sono conservati per 10 anni, salvo diversi obblighi di legge; 
- i dati contenuti nelle richieste di informazioni o assistenza sono conservati per il tempo necessario a gestire la richiesta e, comunque, per non oltre 12 mesi dall’ultima comunicazione, salvo che dalla richiesta derivi un rapporto contrattuale; 
- i dati utilizzati per l’invio della newsletter e di comunicazioni promozionali sono conservati fino alla revoca del consenso e, in ogni caso, sottoposti a verifica periodica. In assenza di interazioni, sono cancellati o anonimizzati dopo 24 mesi; 
- i dati trattati per comunicazioni relative a prodotti o servizi analoghi sono conservati fino all’opposizione dell’Interessato o alla cessazione del rapporto con il Titolare; 
- i dati utilizzati per la profilazione a fini di marketing sono conservati per un massimo di 12 mesi dalla loro raccolta, salvo revoca anticipata del consenso; 
- i dati tecnici e i log relativi al funzionamento e alla sicurezza del Sito sono conservati, di regola, per un massimo di 30 giorni, salvo necessità di accertare illeciti, prevenire abusi o tutelare i diritti del Titolare; 
- i dati trattati mediante strumenti di intelligenza artificiale sono conservati per il tempo strettamente necessario alla finalità per la quale sono utilizzati e secondo le impostazioni e i termini applicabili al servizio impiegato, evitando conservazioni ulteriori non necessarie; 
- i dati raccolti tramite cookie e altri strumenti di tracciamento sono conservati per i periodi indicati nella Cookie Policy. 

La revoca del consenso non pregiudica la liceità del trattamento effettuato prima della revoca. Al termine del periodo di conservazione, i Dati Personali saranno cancellati, anonimizzati o conservati esclusivamente quando ciò sia richiesto dalla legge o necessario per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto.

## **Cookie e strumenti di tracciamento**

Il Sito utilizza cookie e altri strumenti di tracciamento. I cookie tecnici e gli strumenti strettamente necessari sono utilizzati per consentire il funzionamento e la sicurezza del Sito e non richiedono il consenso dell’Interessato. I cookie analitici non assimilabili ai cookie tecnici, i cookie di profilazione, marketing e gli strumenti di tracciamento di terze parti sono utilizzati soltanto previo consenso dell’Interessato, espresso tramite il banner di gestione dei cookie. L’Interessato può modificare o revocare in qualsiasi momento le proprie preferenze attraverso l’apposito strumento disponibile sul Sito. Per maggiori informazioni sui cookie utilizzati, sulle relative finalità, sui fornitori e sui tempi di conservazione, si invita a consultare la [Cookie Policy](https://www.raffaelegaito.com/cookie-policy/).

## **Luogo del Trattamento e trasferimenti internazionali**

I Dati Personali sono trattati presso la sede del Titolare nel Regno Unito e presso gli ulteriori luoghi nei quali operano i soggetti coinvolti nel trattamento. Il trasferimento dei Dati Personali verso il Regno Unito avviene sulla base della decisione di adeguatezza adottata dalla Commissione europea ai sensi dell’art. 45 GDPR, finché applicabile. Alcuni fornitori di servizi tecnologici, inclusi eventuali fornitori di servizi cloud, comunicazione, marketing, analisi e intelligenza artificiale, possono essere stabiliti o utilizzare infrastrutture situate al di fuori dello Spazio Economico Europeo. In tali casi, il Titolare assicura che il trasferimento dei Dati avvenga nel rispetto degli artt. 44 e seguenti del GDPR, sulla base di uno degli strumenti previsti dalla normativa applicabile, quali:

- una decisione di adeguatezza della Commissione europea; 
- le Clausole Contrattuali Standard approvate dalla Commissione europea; 
- il Data Privacy Framework UE-USA, quando il destinatario statunitense risulti validamente certificato; 
- eventuali ulteriori garanzie riconosciute dal GDPR. 

Quando necessario, il Titolare valuta il livello di protezione garantito nel Paese destinatario e adotta misure supplementari tecniche, contrattuali o organizzative. L’Interessato può richiedere informazioni aggiornate sui Paesi verso i quali i Dati sono trasferiti e sulle garanzie adottate contattando il Titolare.

## **Esercizio dei diritti dell’Interessato**

L’Interessato può esercitare in qualsiasi momento i diritti previsti dagli artt. 7 e 15–22 del GDPR e, in particolare, può:

1) ottenere la conferma che sia o meno in corso un trattamento dei propri Dati Personali e, in caso affermativo, accedere ai Dati e alle informazioni relative al trattamento;

2) chiedere la rettifica o l’aggiornamento dei Dati inesatti e l’integrazione di quelli incompleti;

3) ottenere la cancellazione dei Dati Personali nei casi previsti dall’art. 17 GDPR;

4) ottenere la limitazione del trattamento nei casi previsti dall’art. 18 GDPR;

5) ricevere, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, i Dati Personali forniti al Titolare e, quando tecnicamente possibile, trasmetterli direttamente a un altro titolare, nei casi previsti dall’art. 20 GDPR;

6) opporsi, per motivi connessi alla propria situazione particolare, al trattamento effettuato sulla base del legittimo interesse del Titolare;

7) opporsi in qualsiasi momento al trattamento effettuato per finalità di marketing diretto, comprese le attività di profilazione connesse a tale marketing;

8) revocare in qualsiasi momento il consenso precedentemente prestato, senza pregiudicare la liceità del trattamento effettuato prima della revoca;

9) non essere sottoposto a una decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona, salvo i casi consentiti dall’art. 22 GDPR;

10) ottenere, quando applicabile, l’intervento umano, esprimere la propria opinione e contestare una decisione adottata mediante processi automatizzati;

11) proporre reclamo all’autorità di controllo competente ai sensi dell’art. 77 GDPR. Se l’Interessato si trova in Italia, può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, secondo le modalità indicate sul sito www.garanteprivacy.it.

Per esercitare i propri diritti o richiedere informazioni sul trattamento dei Dati Personali, l’Interessato può contattare il Titolare all’indirizzo e-mail: [info@raffaelegaito.com](mailto:info@raffaelegaito.com). Il Titolare darà riscontro alla richiesta senza ingiustificato ritardo e, comunque, entro un mese dal suo ricevimento. Tale termine può essere prorogato di ulteriori due mesi quando necessario, tenuto conto della complessità e del numero delle richieste. In tal caso, il Titolare informerà l’Interessato della proroga e dei relativi motivi entro un mese dal ricevimento della richiesta.

## **Strumenti utilizzati per il Trattamento dei Dati Personali**

Il Titolare utilizza servizi e strumenti forniti da soggetti terzi per consentire il funzionamento del Sito, gestire le richieste degli Interessati, erogare i servizi acquistati, effettuare i pagamenti, inviare comunicazioni, analizzare l’utilizzo del Sito e svolgere attività promozionali. I fornitori trattano i Dati Personali, a seconda dei casi, in qualità di Responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR oppure di autonomi titolari, secondo quanto previsto dalle rispettive informative e dalle caratteristiche del servizio utilizzato. I servizi che comportano l’utilizzo di cookie o altri strumenti di tracciamento non strettamente necessari sono attivati soltanto dopo che l’Interessato ha espresso il proprio consenso attraverso il banner di gestione dei cookie.

## **Gestione dei contatti e invio delle comunicazioni**

I servizi appartenenti a questa categoria consentono al Titolare di gestire i dati di contatto degli Interessati e di inviare comunicazioni informative, contrattuali o promozionali. Tali servizi possono inoltre permettere di raccogliere informazioni relative alla consegna, apertura e lettura dei messaggi, nonché ai collegamenti selezionati dall’Interessato.

## **Modulo di contatto**

Quando l’Interessato compila un modulo presente sul Sito, i Dati inseriti sono utilizzati per rispondere alla richiesta e fornire le informazioni o l’assistenza richiesta.

Dati Personali trattati: nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e ulteriori informazioni inserite volontariamente nel messaggio.

Finalità: gestione e riscontro delle richieste dell’Interessato.

Base giuridica: esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, oppure legittimo interesse del Titolare a gestire le comunicazioni ricevute, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

Conferimento: facoltativo, ma necessario per consentire al Titolare di rispondere alla richiesta.

Periodo di conservazione: per il tempo necessario a gestire la richiesta e, in ogni caso, per non oltre 12 mesi dall’ultima comunicazione, salvo che dalla richiesta derivi un rapporto contrattuale o sia necessaria un’ulteriore conservazione per la tutela di un diritto.

## **Newsletter**

Quando l’Interessato si iscrive alla newsletter, i suoi Dati di contatto vengono inseriti in una lista utilizzata per trasmettere informazioni, aggiornamenti, contenuti e comunicazioni promozionali relative alle attività, ai prodotti e ai servizi del Titolare. L’iscrizione alla newsletter è facoltativa. L’Interessato può revocare il consenso in qualsiasi momento utilizzando il collegamento di disiscrizione presente in ogni comunicazione oppure contattando il Titolare. L’indirizzo e-mail utilizzato nell’ambito di un acquisto può inoltre essere impiegato, nei limiti dell’art. 130, comma 4, del D.lgs. 196/2003, per comunicazioni relative a prodotti o servizi analoghi a quelli acquistati. L’Interessato può opporsi in qualsiasi momento.

Dati Personali trattati: nome, cognome, indirizzo e-mail, stato dell’iscrizione, informazioni relative alla consegna, apertura e lettura dei messaggi e collegamenti selezionati.

Finalità: invio della newsletter e di comunicazioni informative o promozionali; misurazione dell’efficacia delle comunicazioni; personalizzazione dei contenuti, quando autorizzata.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR. Per le comunicazioni relative a prodotti o servizi analoghi a quelli già acquistati, la base giuridica è il legittimo interesse del Titolare, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR, in coordinamento con l’art. 130, comma 4, del D.lgs. 196/2003.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso o all’opposizione dell’Interessato. In assenza di interazioni, i Dati utilizzati per finalità promozionali vengono cancellati o anonimizzati dopo 24 mesi. Le informazioni necessarie a dimostrare il consenso o a rispettare l’opposizione dell’Interessato possono essere conservate per il tempo necessario alla tutela del Titolare.

## **ActiveCampaign**

Il Sito utilizza ActiveCampaign, servizio fornito da ActiveCampaign LLC, per gestire le liste di contatti, inviare newsletter, automatizzare le comunicazioni e analizzare le interazioni degli Interessati con i messaggi trasmessi. ActiveCampaign può registrare la consegna e l’apertura delle comunicazioni, i collegamenti selezionati e altre informazioni relative all’interazione con i contenuti inviati.

Dati Personali trattati: nome, cognome, indirizzo e-mail, eventuale numero di telefono, informazioni sull’iscrizione, dati tecnici, aperture, clic e interazioni con le comunicazioni.

Finalità: gestione dei contatti, invio delle comunicazioni, automazione delle campagne e analisi dei relativi risultati.

Base giuridica: consenso dell’Interessato per newsletter, marketing e tracciamento delle interazioni, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR; esecuzione del contratto per le comunicazioni necessarie alla gestione degli acquisti e dei servizi, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR; legittimo interesse nei limiti applicabili al soft spam.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso o all’opposizione dell’Interessato e, in assenza di interazioni, per non oltre 24 mesi. Alcune informazioni minime possono essere conservate in una lista di esclusione per evitare ulteriori invii a chi abbia revocato il consenso o esercitato il diritto di opposizione.

Luogo del trattamento e trasferimenti: ActiveCampaign ha sede negli Stati Uniti. Gli eventuali trasferimenti avvengono sulla base degli strumenti previsti dagli artt. 44 e seguenti GDPR, quali una decisione di adeguatezza applicabile, il Data Privacy Framework UE-USA per i soggetti validamente certificati o le Clausole Contrattuali Standard. Privacy Policy di ActiveCampaign

## **Sicurezza del Sito**

Il Sito utilizza misure tecniche e servizi di sicurezza volti a proteggere le comunicazioni, prevenire accessi non autorizzati e contrastare attività automatiche, abusive o fraudolente.

### **1) Protocollo HTTPS**

Il Sito utilizza un certificato SSL e il protocollo HTTPS per cifrare le comunicazioni tra il dispositivo dell’Interessato e il Sito. L’utilizzo del protocollo HTTPS riduce il rischio che i dati trasmessi vengano intercettati o alterati durante la comunicazione. Tale misura non esclude tuttavia ogni possibile rischio connesso alla trasmissione dei dati tramite internet.

Finalità: protezione delle comunicazioni e sicurezza del Sito.

Base giuridica: legittimo interesse del Titolare a garantire la sicurezza del Sito e dei Dati Personali, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR, nonché adempimento degli obblighi di sicurezza previsti dall’art. 32 GDPR.

### **2) Google reCAPTCHA**

Il Sito utilizza Google reCAPTCHA, servizio fornito da Google, per verificare che le operazioni effettuate attraverso i moduli siano compiute da una persona e non da programmi automatizzati.

Il servizio può analizzare informazioni tecniche relative al dispositivo, alla connessione, all’indirizzo IP e alle modalità di interazione con il Sito, al fine di identificare attività potenzialmente abusive.

Dati Personali trattati: indirizzo IP, dati tecnici del dispositivo e del browser, informazioni sull’interazione con il Sito e altri dati necessari alla valutazione di sicurezza.

Finalità: prevenzione di spam, abusi, frodi e accessi automatizzati.

Base giuridica: legittimo interesse del Titolare a proteggere il Sito e i moduli di contatto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

Periodo di conservazione: il Titolare non conserva autonomamente i dati raccolti da reCAPTCHA. I dati sono conservati da Google per i periodi indicati nella relativa informativa e per quanto necessario alla prevenzione di abusi e alla sicurezza del servizio.

Luogo del trattamento e trasferimenti: trattamento effettuato da Google Ireland Limited, con possibile coinvolgimento di società e infrastrutture situate fuori dallo Spazio Economico Europeo. Gli eventuali trasferimenti sono effettuati mediante gli strumenti previsti dagli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Google e Termini di utilizzo di Google

## **Statistica e misurazione**

I servizi di statistica consentono al Titolare di analizzare l’utilizzo del Sito, misurare il traffico, comprendere le interazioni degli Interessati e migliorare contenuti e servizi. Quando tali servizi utilizzano cookie o strumenti di tracciamento non strettamente necessari, vengono attivati soltanto dopo il consenso espresso attraverso il banner cookie.

### **1) Google Analytics**

Il Sito utilizza Google Analytics, servizio fornito da Google Ireland Limited, per raccogliere informazioni statistiche sull’utilizzo del Sito.

Il servizio può raccogliere informazioni relative alle pagine visitate, alla durata della visita, alle interazioni compiute, al dispositivo, al browser, all’area geografica approssimativa e alla provenienza del traffico. L’indirizzo IP viene trattato secondo le impostazioni di Google Analytics e le configurazioni adottate dal Titolare. L’eventuale anonimizzazione o mascheramento dell’indirizzo IP non rende automaticamente anonimi tutti i dati raccolti dal servizio.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo, dati di navigazione e di utilizzo.

Finalità: elaborazione di statistiche, analisi dell’utilizzo del Sito e miglioramento dei contenuti e dei servizi.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso tramite il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: i dati associati agli identificativi utilizzati dal servizio sono conservati, secondo la configurazione dell’account, per un massimo di 14 mesi. I dati aggregati e privi di identificativi possono essere conservati più a lungo per finalità statistiche.

Luogo del trattamento e trasferimenti: trattamento effettuato da Google Ireland Limited, con possibile trasferimento verso gli Stati Uniti o altri Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR.

L’Interessato può impedire l’attivazione del servizio rifiutando i cookie analitici oppure installando il componente aggiuntivo di disattivazione di Google Analytics. Privacy Policy di Google

### **2) Meta Pixel**

Il Sito utilizza Meta Pixel, servizio fornito da Meta Platforms Ireland Limited, per misurare le azioni effettuate dagli Interessati dopo la visualizzazione o selezione di un’inserzione pubblicitaria, creare pubblici personalizzati e valutare l’efficacia delle campagne. Meta può collegare le informazioni raccolte all’account dell’Interessato e utilizzarle secondo la propria informativa.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo, pagine visitate, eventi e interazioni con il Sito.

Finalità: misurazione delle conversioni, analisi delle campagne, remarketing e personalizzazione pubblicitaria.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare attraverso gli strumenti pubblicitari, per un massimo di 12 mesi, salvo un periodo inferiore previsto dalle impostazioni del servizio. Meta conserva i dati secondo i periodi indicati nella propria informativa.

Luogo del trattamento e trasferimenti: Irlanda, con possibile trasferimento verso gli Stati Uniti o altri Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Meta

### **3) Google Tag Manager**

Il Sito utilizza Google Tag Manager, servizio fornito da Google Ireland Limited, per gestire centralmente i codici e gli strumenti tecnologici presenti sul Sito. Google Tag Manager non determina autonomamente le finalità dei trattamenti realizzati mediante i tag caricati.  La base giuridica e il periodo di conservazione dipendono pertanto dallo specifico strumento attivato. I tag relativi a servizi analitici, pubblicitari o di profilazione sono bloccati fino all’espressione del consenso dell’Interessato.

Dati Personali trattati: dati tecnici strettamente necessari al funzionamento del servizio. Gli ulteriori Dati dipendono dai tag concretamente attivati.

Finalità: gestione tecnica e ordinata degli strumenti installati sul Sito.

Base giuridica: legittimo interesse del Titolare alla gestione tecnica del Sito, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR. Per l’attivazione dei tag non necessari, la base giuridica è il consenso dell’Interessato.

Periodo di conservazione: Google Tag Manager non crea autonomamente profili dell’Interessato per conto del Titolare. Per i dati raccolti dai singoli tag si applicano i periodi indicati nelle rispettive sezioni. Privacy Policy di Google

### **4) Statistiche di ActiveCampaign**

ActiveCampaign consente al Titolare di verificare la consegna e l’apertura delle comunicazioni, i collegamenti selezionati e le conversioni associate alle campagne.

Dati Personali trattati: indirizzo e-mail, identificativi del contatto, indirizzo IP, apertura dei messaggi, clic, interazioni e conversioni.

Finalità: misurazione dell’efficacia delle comunicazioni e personalizzazione delle campagne.

Base giuridica: consenso dell’Interessato per il tracciamento e la personalizzazione delle comunicazioni, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, comunque, per non oltre 24 mesi dall’ultima interazione. Luogo del trattamento e trasferimenti: Stati Uniti, nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di ActiveCampaign

### **5) WiserNotify**

Il Sito utilizza WiserNotify, servizio fornito da Tatvam Cloud Solutions, per visualizzare notifiche e informazioni relative alle interazioni o conversioni effettuate sul Sito. Le notifiche devono essere configurate in modo da non mostrare informazioni che consentano di identificare direttamente un cliente senza una valida base giuridica. Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo, dati di navigazione e informazioni relative alle conversioni.

Finalità: visualizzazione delle notifiche, misurazione delle conversioni e analisi delle interazioni.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi. Il fornitore conserva i dati secondo i periodi indicati nella propria informativa.

Luogo del trattamento e trasferimenti: possibile trattamento fuori dallo Spazio Economico Europeo, nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di WiserNotify

### **6) Microsoft Clarity**

Il Sito utilizza Microsoft Clarity, servizio fornito da Microsoft Ireland Operations Limited, per comprendere come gli Interessati interagiscono con le pagine mediante mappe di calore, registrazioni delle sessioni e statistiche aggregate. Il servizio deve essere configurato per evitare, per quanto possibile, la registrazione del contenuto dei campi nei quali vengono inseriti Dati Personali.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati tecnici, pagine visitate, clic, scorrimenti e interazioni con il Sito.

Finalità: analisi dell’esperienza di navigazione, individuazione di problemi tecnici e miglioramento del Sito.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. Le registrazioni e i dati dettagliati sono conservati secondo la configurazione del servizio e, per quanto accessibile al Titolare, per un massimo di 12 mesi. Luogo del trattamento e trasferimenti: Irlanda, con possibile trasferimento verso gli Stati Uniti o altri Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Microsoft

### **7) LinkedIn Insight Tag**

Il Sito utilizza LinkedIn Insight Tag, servizio fornito da LinkedIn Ireland Unlimited Company, per misurare le conversioni, analizzare l’efficacia delle campagne pubblicitarie, creare pubblici personalizzati e svolgere attività di remarketing.

Dati Personali trattati: cookie, indirizzo IP, identificativi online, dati del dispositivo, pagine visitate e interazioni con il Sito.

Finalità: analisi delle campagne pubblicitarie, misurazione delle conversioni, remarketing e personalizzazione degli annunci.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi. LinkedIn conserva i dati secondo i termini indicati nella propria informativa. Luogo del trattamento e trasferimenti: Irlanda, con possibile trasferimento verso Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di LinkedIn

## **Interazione con social network e servizi di comunicazione**

Il Sito può contenere pulsanti, collegamenti o componenti che consentono di interagire con social network e servizi di comunicazione. Quando sono utilizzati semplici collegamenti, nessun dato viene trasmesso al fornitore prima che l’Interessato selezioni il collegamento. Quando vengono utilizzati plugin o componenti incorporati che raccolgono dati già al caricamento della pagina, tali strumenti sono attivati soltanto dopo il consenso dell’Interessato.

### **1) Facebook**

Il Sito può integrare pulsanti o componenti di Facebook, forniti da Meta Platforms Ireland Limited.

Dati Personali trattati: cookie, dati di utilizzo, indirizzo IP, dati del dispositivo e informazioni relative all’interazione.

Finalità: consentire l’interazione e la condivisione di contenuti su Facebook.

Base giuridica: consenso dell’Interessato quando il componente comporta l’installazione di cookie o la trasmissione di dati prima dell’interazione.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. Gli ulteriori tempi sono stabiliti da Meta nella propria informativa. Privacy Policy di Meta

### **2) LinkedIn**

Il Sito può integrare pulsanti o componenti di LinkedIn, forniti da LinkedIn Ireland Unlimited Company.

Dati Personali trattati: cookie, dati di utilizzo, indirizzo IP e informazioni relative all’interazione.

Finalità: consentire l’interazione e la condivisione di contenuti su LinkedIn.

Base giuridica: consenso dell’Interessato quando il componente comporta l’installazione di cookie o la trasmissione preventiva di dati.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. Gli ulteriori tempi sono stabiliti da LinkedIn. Privacy Policy di LinkedIn

### **3) X**

Il Sito può integrare pulsanti o collegamenti al social network X.

Dati Personali trattati: cookie, dati di utilizzo, indirizzo IP e informazioni relative all’interazione.

Finalità: consentire l’interazione e la condivisione di contenuti su X.

Base giuridica: consenso dell’Interessato quando il componente comporta l’utilizzo di strumenti di tracciamento.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. Gli ulteriori tempi sono stabiliti dal fornitore. Trasferimenti: possibile trasferimento verso gli Stati Uniti o altri Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di X

### **4) WhatsApp**

Il Sito può contenere un pulsante o un collegamento che consente all’Interessato di avviare una comunicazione tramite WhatsApp. La selezione del pulsante comporta l’apertura del servizio e il trattamento dei dati da parte di WhatsApp Ireland Limited secondo la propria informativa. Il contenuto della comunicazione viene inoltre trattato dal Titolare per rispondere alla richiesta.

Dati Personali trattati: numero di telefono, nome del profilo, contenuto dei messaggi, eventuali allegati e dati tecnici.

Finalità: gestione delle comunicazioni e delle richieste dell’Interessato.

Base giuridica: esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, oppure legittimo interesse del Titolare a gestire le comunicazioni, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

Periodo di conservazione: per il tempo necessario a gestire la richiesta e, in ogni caso, per non oltre 12 mesi dall’ultima comunicazione, salvo che si instauri un rapporto contrattuale o sia necessaria un’ulteriore conservazione per obblighi di legge o tutela di un diritto. Privacy Policy di WhatsApp

## **Remarketing e pubblicità personalizzata**

I servizi di remarketing consentono di mostrare agli Interessati annunci pubblicitari collegati alle precedenti interazioni con il Sito. Tali servizi utilizzano cookie e altri identificativi e sono attivati soltanto dopo il consenso espresso attraverso il banner cookie.

### **1) Meta Remarketing**

Meta Remarketing collega le interazioni effettuate sul Sito con il circuito pubblicitario di Meta, consentendo di misurare le conversioni, creare pubblici personalizzati e mostrare inserzioni pertinenti.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo, pagine visitate, acquisti ed eventi effettuati sul Sito.

Finalità: remarketing, misurazione delle conversioni, creazione di pubblici personalizzati e personalizzazione degli annunci.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi. Gli ulteriori tempi sono determinati da Meta. Privacy Policy di Meta

### **2) Google Ads**

Il Sito utilizza Google Ads, servizio fornito da Google Ireland Limited, per misurare le conversioni, svolgere attività di remarketing e mostrare annunci personalizzati in base alle precedenti interazioni con il Sito.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi pubblicitari, indirizzo IP, dati del dispositivo, pagine visitate, interazioni e conversioni.

Finalità: pubblicità personalizzata, remarketing, misurazione e ottimizzazione delle campagne.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi, salvo termini inferiori derivanti dalla configurazione del servizio. Google conserva i dati secondo la propria informativa. Luogo del trattamento e trasferimenti: Irlanda, con possibile trasferimento verso gli Stati Uniti o altri Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. L’Interessato può gestire le preferenze relative agli annunci attraverso le impostazioni pubblicitarie di Google. Privacy Policy di Google

### **3) LinkedIn Remarketing**

LinkedIn Insight Tag può essere utilizzato anche per creare pubblici personalizzati e mostrare annunci agli Interessati che hanno precedentemente visitato il Sito.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo, pagine visitate e conversioni.

Finalità: remarketing, personalizzazione degli annunci e misurazione delle campagne.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi. Privacy Policy di LinkedIn

**4) Misurazione delle campagne OpenAI**

Il pixel OpenAI consente di misurare gli eventi di conversione verificatisi sul Sito e di collegarli, quando possibile, agli annunci pubblicitari mostrati su ChatGPT. Il parametro, presente nell’URL della pagina di destinazione dopo il clic su un annuncio, può essere memorizzato in un cookie di prima parte per consentire la successiva attribuzione della conversione.  
**Dati Personali trattati:** riferimento al clic pubblicitario, identificativi online, informazioni tecniche relative al dispositivo e alla navigazione ed eventi di conversione.  
**Finalità:** misurazione delle conversioni e dell’efficacia delle campagne pubblicitarie.  
**Base giuridica:** consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.  
**Trasferimenti:** la condivisione dei dati con OpenAI può comportare un trasferimento verso gli Stati Uniti. Gli eventuali trasferimenti sono effettuati nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR, sulla base delle garanzie applicabili al servizio.

## **Contenuti ospitati su piattaforme esterne**

I servizi appartenenti a questa categoria consentono di visualizzare contenuti ospitati su piattaforme esterne direttamente nelle pagine del Sito. I contenuti incorporati sono bloccati fino all’espressione del consenso quando il loro caricamento comporta la trasmissione di Dati Personali o l’utilizzo di cookie non necessari.

### **1) YouTube**

Il Sito incorpora video mediante YouTube, servizio fornito da Google Ireland Limited. Quando l’Interessato autorizza e visualizza il contenuto, YouTube può raccogliere informazioni sul dispositivo, sull’indirizzo IP, sulla pagina visitata e sull’interazione con il video.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi online, indirizzo IP, dati del dispositivo e informazioni relative alla visualizzazione.

Finalità: visualizzazione dei video e misurazione delle relative interazioni.

Base giuridica: consenso dell’Interessato, espresso attraverso il banner cookie o l’apposito comando di attivazione del contenuto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. I dati raccolti da YouTube sono conservati da Google secondo la relativa informativa e le impostazioni dell’account dell’Interessato. Luogo del trattamento e trasferimenti: Irlanda, con possibile trasferimento verso Paesi terzi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Google

### **2)Spotify**

Il Sito può incorporare contenuti audio ospitati su Spotify, servizio fornito da Spotify AB. Quando l’Interessato autorizza e utilizza il contenuto, Spotify può raccogliere informazioni sul dispositivo, sull’indirizzo IP e sulle modalità di interazione.

Dati Personali trattati: cookie, indirizzo IP, dati tecnici, dati di utilizzo e informazioni relative alla riproduzione del contenuto.

Finalità: riproduzione di contenuti audio e gestione delle relative interazioni.

Base giuridica: consenso dell’Interessato quando il caricamento del contenuto comporta l’utilizzo di cookie o strumenti di tracciamento non necessari.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso. Gli ulteriori dati sono conservati da Spotify secondo la propria informativa. Luogo del trattamento: Svezia, con possibile coinvolgimento di infrastrutture situate in altri Paesi nel rispetto della normativa applicabile. Privacy Policy di Spotify

## **Gestione dei pagamenti**

I servizi di pagamento consentono all’Interessato di acquistare i prodotti e i servizi offerti attraverso il Sito. I dati completi relativi alla carta o allo strumento di pagamento sono acquisiti direttamente dal fornitore selezionato e non vengono normalmente memorizzati dal Titolare. Il Titolare riceve le informazioni necessarie a verificare il pagamento, gestire l’ordine, emettere la fattura e adempiere agli obblighi amministrativi e fiscali.

Base giuridica: esecuzione del contratto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, e adempimento degli obblighi legali, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. c), GDPR.

Periodo di conservazione da parte del Titolare: i dati relativi agli ordini, alle transazioni, alla fatturazione e agli adempimenti contabili sono conservati per 10 anni, salvo termini più lunghi necessari per obblighi di legge o tutela di un diritto.

### **1) Hotmart**

Il Sito utilizza Hotmart per gestire il carrello, il checkout, il pagamento e, quando previsto, l’accesso ai prodotti o contenuti digitali acquistati.

Dati Personali trattati: dati identificativi e di contatto, dati relativi all’ordine, dati fiscali, informazioni sulla transazione, indirizzo IP, dati del dispositivo e ulteriori dati richiesti dal servizio.

Finalità: gestione del checkout, del pagamento, dell’ordine, della fatturazione e dell’accesso ai prodotti acquistati.

Base giuridica: esecuzione del contratto e adempimento degli obblighi di legge.

Periodo di conservazione: il Titolare conserva i dati amministrativi e fiscali per 10 anni. Hotmart conserva i dati secondo i termini previsti dalla propria informativa e dagli obblighi legali applicabili.

Luogo del trattamento: Paesi Bassi, con possibile trattamento in ulteriori Paesi secondo l’organizzazione del fornitore e nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Hotmart

### **2) FastSpring**

Il Sito utilizza FastSpring, servizio fornito da Bright Market LLC, per gestire il checkout, i pagamenti, la fatturazione e gli adempimenti connessi alle transazioni. FastSpring può operare come venditore ufficiale della transazione e trattare i Dati Personali in qualità di autonomo titolare per le attività di propria competenza.

Dati Personali trattati: dati identificativi e di contatto, indirizzo di fatturazione, dati fiscali, dati relativi all’ordine e al pagamento, indirizzo IP e dati del dispositivo.

Finalità: gestione della vendita, del pagamento, della fatturazione, degli obblighi fiscali, della prevenzione delle frodi e dell’assistenza relativa alla transazione.

Base giuridica: esecuzione del contratto e adempimento degli obblighi legali.

Periodo di conservazione: il Titolare conserva i dati relativi all’ordine e alla fatturazione per 10 anni. FastSpring conserva i dati secondo i termini indicati nella propria informativa e gli obblighi fiscali e finanziari applicabili. Luogo del trattamento e trasferimenti: Stati Uniti. Gli eventuali trasferimenti avvengono nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di FastSpring

# **Affiliazione commerciale**

Il Sito può contenere link affiliati relativi a prodotti o servizi forniti da terzi. Quando l’Interessato seleziona un link affiliato, il fornitore può utilizzare cookie o identificativi per attribuire l’eventuale acquisto al Sito e calcolare la relativa commissione. Gli strumenti di tracciamento affiliato sono attivati soltanto previo consenso, salvo che il collegamento utilizzato non comporti il deposito o la lettura di informazioni sul dispositivo prima della selezione dell’Interessato.

### **1) Amazon Affiliation**

Il Sito partecipa a programmi di affiliazione Amazon e può pubblicare collegamenti a prodotti o servizi disponibili sulle piattaforme Amazon.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi di affiliazione, indirizzo IP, dati del dispositivo, dati di navigazione e informazioni relative alla selezione del collegamento e all’eventuale acquisto.

Finalità: attribuzione delle vendite e gestione delle commissioni di affiliazione.

Base giuridica: consenso dell’Interessato per l’utilizzo di cookie o altri strumenti di tracciamento, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e per il periodo di durata dei cookie indicato nella Cookie Policy. Le informazioni contabili relative alle commissioni maturate sono conservate per 10 anni.

Luogo del trattamento e trasferimenti: possibile trattamento negli Stati Uniti o in altri Paesi nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Informativa privacy di Amazon

### **2) AppSumo**

Il Sito può pubblicare collegamenti affiliati relativi a prodotti o servizi disponibili su AppSumo.

Dati Personali trattati: cookie, identificativi di affiliazione, indirizzo IP, dati del dispositivo, dati di navigazione e informazioni relative all’interazione con il collegamento.

Finalità: attribuzione delle vendite e gestione delle commissioni di affiliazione.

Base giuridica: consenso dell’Interessato quando vengono utilizzati cookie o altri strumenti di tracciamento.

Periodo di conservazione: fino alla revoca del consenso e per il periodo indicato nella Cookie Policy. I dati contabili relativi alle commissioni sono conservati per 10 anni.

Luogo del trattamento e trasferimenti: Stati Uniti, nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di AppSumo

### **2) Shopify**

Il Sito può utilizzare Shopify per la gestione delle vendite online, del carrello, degli ordini e di eventuali programmi di affiliazione o marketing.

Dati Personali trattati: dati identificativi e di contatto, indirizzi di fatturazione e spedizione, informazioni sull’ordine, dati relativi al pagamento, indirizzo IP, dati del dispositivo, cookie e dati di utilizzo.

Finalità: gestione dell’e-commerce, degli ordini, dei pagamenti, dell’assistenza, delle attività amministrative e, previo consenso, delle attività di marketing e tracciamento.

Base giuridica: esecuzione del contratto per la gestione degli acquisti; adempimento degli obblighi legali per le attività amministrative e fiscali; consenso per marketing, profilazione e strumenti di tracciamento non necessari.

Periodo di conservazione: i dati relativi agli ordini, alle transazioni e alla fatturazione sono conservati dal Titolare per 10 anni. I dati di marketing sono conservati fino alla revoca del consenso e, in assenza di interazioni, per non oltre 24 mesi. I dati raccolti mediante cookie sono conservati per i periodi indicati nella Cookie Policy.

Luogo del trattamento e trasferimenti: Shopify International Limited è stabilita in Irlanda. I dati possono essere trattati anche da altre società del gruppo o mediante infrastrutture situate fuori dallo Spazio Economico Europeo, nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR. Privacy Policy di Shopify

## **Strumenti e funzionalità di Intelligenza Artificiale**

Il Titolare può utilizzare strumenti tecnologici che integrano funzionalità di intelligenza artificiale per supportare la gestione delle richieste, l’assistenza, l’organizzazione e l’analisi delle informazioni, l’automazione dei processi, nonché la creazione, revisione, traduzione o personalizzazione di contenuti e materiali informativi, formativi e promozionali.

Dati Personali trattati: dati identificativi e di contatto, contenuto delle richieste e delle comunicazioni, informazioni relative ai servizi acquistati, dati di utilizzo e ulteriori informazioni strettamente necessarie rispetto all’attività svolta. Il Titolare evita, ove possibile, di inserire nei sistemi di intelligenza artificiale categorie particolari di dati o informazioni non necessarie.

Finalità: assistenza nella gestione delle richieste; erogazione e miglioramento dei servizi; organizzazione delle attività; analisi delle informazioni; automazione dei processi; produzione, revisione e personalizzazione di contenuti.

Base giuridica: esecuzione del contratto o di misure precontrattuali, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, quando lo strumento è utilizzato per rispondere a una richiesta o fornire un servizio; legittimo interesse del Titolare a organizzare, rendere più efficienti e migliorare le proprie attività, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR, previa valutazione del bilanciamento degli interessi; consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR, quando l’utilizzo è collegato a marketing, profilazione o ulteriori finalità che richiedono il consenso.

Conferimento: il conferimento dei Dati necessari per rispondere a una richiesta o fornire un servizio è necessario. Il conferimento per marketing e profilazione è facoltativo.

Modalità del trattamento: il Titolare applica i principi di minimizzazione, trasparenza e supervisione umana e, quando possibile, utilizza dati anonimizzati o pseudonimizzati. I risultati generati dai sistemi di intelligenza artificiale possono essere verificati da una persona prima del loro utilizzo.

Addestramento dei sistemi: il Titolare configura e utilizza gli strumenti in modo da limitare, ove tecnicamente possibile, l’utilizzo dei Dati Personali per l’addestramento dei modelli del fornitore. I Dati non sono utilizzati dal Titolare per addestrare autonomamente modelli di intelligenza artificiale per finalità ulteriori e incompatibili.

Periodo di conservazione: i dati temporaneamente inseriti negli strumenti di intelligenza artificiale sono conservati per il tempo strettamente necessario alla relativa elaborazione e, ove dipenda dalle impostazioni del Titolare, per non oltre 30 giorni. Se il risultato o il contenuto dell’elaborazione confluisce nella documentazione relativa a una richiesta, a un acquisto o a un rapporto contrattuale, si applicano i periodi previsti per la relativa finalità. I fornitori possono conservare dati tecnici e di sicurezza secondo le proprie condizioni e informative. Decisioni automatizzate: il Titolare non utilizza sistemi di intelligenza artificiale per adottare decisioni basate unicamente su trattamenti automatizzati che producano effetti giuridici sull’Interessato o incidano in modo analogo significativamente sulla sua persona ai sensi dell’art. 22 GDPR.

## **Modifiche a questa Privacy Policy**

Il Titolare del trattamento si riserva il diritto di modificare, aggiornare o integrare la presente Privacy Policy in qualsiasi momento, anche in conseguenza di modifiche normative, aggiornamenti dei servizi offerti o implementazione di nuove funzionalità del Sito. Le modifiche saranno pubblicate su questa pagina con indicazione della relativa data di ultimo aggiornamento e, ove richiesto dalla normativa applicabile, saranno comunicate agli Interessati mediante strumenti idonei. L’Interessato è invitato a consultare periodicamente la presente Privacy Policy al fine di verificare eventuali aggiornamenti o modifiche. Qualora l’Interessato non intenda accettare le modifiche apportate, potrà interrompere l’utilizzo del Sito e richiedere, nei casi previsti dalla normativa vigente, la cancellazione dei propri Dati Personali. Salvo quanto diversamente previsto o richiesto dalla legge, le modifiche alla presente informativa avranno efficacia dalla data di pubblicazione e si applicheranno ai Dati Personali raccolti successivamente a tale aggiornamento. I collegamenti a siti, servizi o documenti di terze parti presenti nella presente Privacy Policy sono forniti esclusivamente per finalità informative. Il Titolare non garantisce il costante aggiornamento o la disponibilità dei relativi link esterni, restando in ogni caso applicabili le informative e condizioni pubblicate direttamente dai rispettivi soggetti terzi.

**_Privacy Policy aggiornata a settembre 2026_**


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author: Raffaele Gaito
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# Cookie Policy

## Cookie Policy

La presente Cookie Policy descrive l’utilizzo dei cookie e degli altri strumenti di tracciamento da parte del sito web raffaelegaito.com (il “Sito”).

La Cookie Policy deve essere letta insieme alla [Privacy Policy](https://www.raffaelegaito.com/privacy-policy/), nella quale sono disponibili ulteriori informazioni sul trattamento dei Dati Personali, sul Titolare del Trattamento, sui destinatari dei dati, sui trasferimenti internazionali e sui diritti riconosciuti agli Interessati.

# **Cosa sono i cookie e gli strumenti di tracciamento**

I cookie sono piccoli file di testo che i siti web visitati inviano al dispositivo dell’Interessato, sul quale vengono memorizzati per essere successivamente ritrasmessi agli stessi siti in occasione di una nuova visita.

I cookie possono svolgere diverse funzioni, come consentire il corretto funzionamento e la sicurezza del Sito, memorizzare le preferenze dell’Interessato, analizzare l’utilizzo delle pagine, misurare l’efficacia delle campagne pubblicitarie, personalizzare i contenuti e mostrare annunci coerenti con gli interessi manifestati durante la navigazione.

Il Sito può utilizzare anche tecnologie analoghe ai cookie, quali pixel, tag, script, web beacon, identificativi online e sistemi di memorizzazione locale. Nella presente Cookie Policy, il termine “strumenti di tracciamento” comprende i cookie e le ulteriori tecnologie utilizzate per raccogliere o conservare informazioni sul dispositivo dell’Interessato.

I cookie possono essere di prima parte, quando sono installati e gestiti direttamente dal Sito, oppure di terza parte, quando sono installati o gestiti da soggetti diversi dal Titolare attraverso servizi integrati nel Sito. Possono inoltre essere di sessione, quando vengono cancellati alla chiusura del browser, oppure persistenti, quando rimangono memorizzati per un periodo determinato.

# **Informazioni raccolte**

A seconda dello strumento utilizzato e delle preferenze espresse dall’Interessato, i cookie e gli altri strumenti di tracciamento possono raccogliere:

- indirizzo IP e identificativi del dispositivo, del browser o della sessione;
- tipo di dispositivo, browser, sistema operativo e informazioni sulla connessione;
- data e ora della visita, pagine visualizzate e tempo trascorso sul Sito;
- collegamenti selezionati, funzionalità utilizzate e interazioni con contenuti, video, moduli e comunicazioni;
- pagina o sito web di provenienza e informazioni relative alle campagne pubblicitarie;
- dati relativi agli acquisti e alle conversioni, senza acquisire i dati completi dello strumento di pagamento;
- preferenze espresse dall’Interessato in materia di cookie.

Queste informazioni possono consentire di riconoscere il browser o il dispositivo utilizzato durante le diverse pagine e visite al Sito. Quando i dati raccolti permettono di identificare direttamente o indirettamente una persona fisica, essi costituiscono Dati Personali e vengono trattati nel rispetto del GDPR e della normativa applicabile.

I cookie tecnici e gli strumenti strettamente necessari sono utilizzati senza richiedere il consenso. Tutti gli altri strumenti vengono attivati soltanto dopo che l’Interessato ha espresso il proprio consenso attraverso il banner di gestione dei cookie.

# **Tipologie di cookie e strumenti di tracciamento utilizzati**

## **Cookie tecnici e strettamente necessari**

I cookie tecnici e gli altri strumenti strettamente necessari consentono il funzionamento, la sicurezza e la corretta visualizzazione del Sito, nonché l’utilizzo delle funzionalità espressamente richieste dall’Interessato.

Questi strumenti possono essere utilizzati per consentire la navigazione e il caricamento delle pagine, garantire la sicurezza, gestire le sessioni e l’eventuale autenticazione, memorizzare le preferenze espresse mediante il banner, distribuire correttamente il traffico, mantenere il contenuto del carrello, completare un acquisto e permettere il funzionamento dei moduli.

**Base giuridica:**l’utilizzo non richiede il consenso, ai sensi dell’art. 122, comma 1, del D.lgs. 196/2003. Quando sono trattati Dati Personali, la base giuridica è l’esecuzione del servizio richiesto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, oppure il legittimo interesse del Titolare a garantire il funzionamento e la sicurezza del Sito, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

**Conferimento:**necessario. La disattivazione di questi strumenti può impedire la corretta visualizzazione del Sito o l’utilizzo di alcune funzionalità.

**Periodo di conservazione:**per la sessione di navigazione o per il periodo strettamente necessario alla funzione svolta, come indicato nel pannello di gestione delle preferenze.

## **Cookie di funzionalità**

I cookie di funzionalità consentono al Sito di ricordare le scelte dell’Interessato, come la lingua, le preferenze di visualizzazione, le impostazioni selezionate e le funzionalità precedentemente utilizzate.

**Base giuridica:**esecuzione del servizio richiesto, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. b), GDPR, quando il cookie è necessario; consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR, negli altri casi.

**Periodo di conservazione:**per la sessione o per il periodo indicato nel pannello di gestione delle preferenze, in funzione della preferenza memorizzata.

## **Cookie analitici e statistici**

I cookie analitici e statistici permettono di comprendere come viene utilizzato il Sito, rilevando il numero degli accessi, le pagine maggiormente visitate, la provenienza generale del traffico, il tempo trascorso sulle pagine, i dispositivi e i browser utilizzati, le modalità di interazione e l’eventuale presenza di errori.

Il Sito può utilizzare servizi analitici di terze parti, tra cui Google Analytics e Microsoft Clarity. L’eventuale mascheramento dell’indirizzo IP, considerato isolatamente, non rende necessariamente anonimo l’intero trattamento.

**Base giuridica:**consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR e dell’art. 122 del D.Lgs. 196/2003.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca del consenso e, per i dati associati agli identificativi di Google Analytics accessibili al Titolare, per un massimo di 14 mesi. Per gli altri strumenti valgono i periodi indicati nel pannello delle preferenze e nelle informative dei fornitori.

## **Cookie di marketing profilazione e remarketing**

Questi strumenti sono utilizzati per analizzare le modalità di navigazione e le interazioni dell’Interessato, ricostruirne interessi o preferenze, misurare le conversioni, creare pubblici personalizzati e mostrare contenuti e annunci pubblicitari pertinenti.

Il Sito può utilizzare, per tali finalità, Meta Pixel, Google Ads, LinkedIn Insight Tag, ActiveCampaign, WiserNotify e gli ulteriori servizi indicati nel pannello di gestione delle preferenze.

**Base giuridica:**consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR e dell’art. 122 del D.Lgs. 196/2003.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca del consenso e, per i dati accessibili al Titolare, per un massimo di 12 mesi, mentre la durata dei singoli cookie è indicata nelle schede degli strumenti e nel pannello delle preferenze. I fornitori possono applicare ulteriori periodi secondo le rispettive informative.

## **Contenuti di terze parti e social network**

Il Sito può incorporare contenuti o funzionalità provenienti da piattaforme esterne, come video di YouTube, contenuti audio di Spotify, pulsanti social e altri servizi interattivi. Il caricamento può comportare la trasmissione dell’indirizzo IP e di informazioni relative al dispositivo e alla pagina visitata, nonché l’installazione di strumenti di tracciamento.

Quando il servizio non è strettamente necessario, il contenuto resta bloccato fino all’espressione del consenso. In assenza di consenso il contenuto esterno potrebbe non essere visualizzato, senza impedire la restante navigazione.

**Base giuridica:**consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR e dell’art. 122 del D.Lgs. 196/2003.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca del consenso. La durata dei singoli strumenti è indicata nel pannello delle preferenze e nelle informative dei fornitori.

# **Servizi e strumenti presenti sul Sito**

Il Sito può utilizzare i servizi di seguito descritti. La loro effettiva attivazione dipende dalla pagina visitata, dalle funzionalità utilizzate e dalle preferenze espresse dall’Interessato.

## **Google Tag Manager**

gestisce tecnicamente i tag presenti sul Sito. I tag non necessari restano bloccati fino al consenso. Google Tag Manager non determina autonomamente le finalità dei trattamenti realizzati dagli strumenti caricati.

**Base giuridica:**legittimo interesse per la gestione tecnica; consenso per i tag non necessari.

**Periodo di conservazione:**si applicano i periodi previsti per i singoli tag.

## **Google Analytics**

elabora statistiche sull’utilizzo del Sito e sulle interazioni con le pagine.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**massimo 14 mesi per i dati associati agli identificativi accessibili al Titolare.

## **Microsoft Clarity**

analizza le interazioni mediante mappe di calore, registrazioni delle sessioni e statistiche, con mascheramento dei campi destinati all’inserimento di dati.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, per i dati accessibili al Titolare, massimo 12 mesi.

## **Meta Pixel**

misura le conversioni, analizza le campagne, crea pubblici personalizzati e consente attività di remarketing.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, per i dati accessibili al Titolare, massimo 12 mesi.

## **Google Ads**

misura le conversioni, consente il remarketing e la personalizzazione degli annunci.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, per i dati accessibili al Titolare, massimo 12 mesi.

## **LinkedIn Insight Tag**

misura le conversioni, analizza le campagne e consente il remarketing sulla piattaforma LinkedIn.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, per i dati accessibili al Titolare, massimo 12 mesi.

## **OpenAI Pixel**

Misura le conversioni relative agli annunci pubblicitari mostrati su ChatGPT. Previo consenso marketing, il pixel può memorizzarlo nel cookie di prima parte e utilizzare anche il cookie di prima parte, che contiene un riferimento al browser.

**Base giuridica:**consenso dell’Interessato, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. a), GDPR e dell’art. 122 del D.lgs. 196/2003.

**Durata dei cookie:** fino a 30 giorni dall’ultima scrittura del parametro; fino a 365 giorni dalla creazione. La revoca del consenso interrompe il tracciamento e comporta la rimozione di questi cookie secondo il funzionamento dichiarato da OpenAI.

## **ActiveCampaign**

gestisce contatti e newsletter e può misurare apertura, clic e conversioni associate alle comunicazioni.

**Base giuridica:**consenso per marketing e tracciamento; esecuzione del contratto per comunicazioni necessarie.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, in assenza di interazioni, massimo 24 mesi.

## **WiserNotify**

visualizza notifiche e misura le conversioni o le interazioni con il Sito.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca e, per i dati accessibili al Titolare, massimo 12 mesi.

## **Google reCAPTCHA**

contrasta spam, accessi automatizzati e utilizzi abusivi dei moduli.

**Base giuridica:**legittimo interesse del Titolare alla sicurezza del Sito.

**Periodo di conservazione:**secondo i tempi strettamente necessari alla sicurezza e l’informativa del fornitore.

## **YouTube**

consente la visualizzazione di video incorporati nelle pagine del Sito.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca; ulteriori periodi sono stabiliti da Google.

## **Spotify**

consente la riproduzione di contenuti audio incorporati.

**Base giuridica:**consenso.

**Periodo di conservazione:**fino alla revoca; ulteriori periodi sono stabiliti da Spotify.

## **Piattaforme esterne di acquisto e affiliazione**

I collegamenti a Hotmart e FastSpring conducono a piattaforme esterne utilizzate per il checkout e il pagamento. I link di affiliazione, tra cui quelli verso Amazon o AppSumo quando presenti, possono consentire alla piattaforma di attribuire l’eventuale acquisto al Sito. I trattamenti effettuati dopo l’apertura della piattaforma esterna sono disciplinati anche dalle informative del relativo fornitore.

**Base giuridica:**esecuzione del contratto per il checkout e il pagamento; consenso quando sono utilizzati strumenti di tracciamento affiliato o pubblicitario non necessari.

**Periodo di conservazione:**i dati amministrativi e fiscali conservati dal Titolare sono trattati per 10 anni; i cookie e i dati gestiti dalle piattaforme sono conservati secondo le rispettive informative e le preferenze dell’Interessato.

# **Trasferimenti verso Paesi terzi**

Alcuni fornitori possono trattare i dati fuori dallo Spazio Economico Europeo. In tali casi, il trasferimento avviene nel rispetto degli artt. 44 e seguenti GDPR, sulla base di una decisione di adeguatezza, del Data Privacy Framework UE-USA per i soggetti validamente certificati, delle Clausole Contrattuali Standard approvate dalla Commissione europea o di un altro strumento previsto dalla normativa applicabile.

Ulteriori informazioni sui trasferimenti e sulle garanzie adottate sono disponibili nella Privacy Policy e nelle informative dei singoli fornitori.

# **Gestione modifica e revoca del consenso**

Al primo accesso al Sito, l’Interessato può accettare tutti i cookie, rifiutare tutti gli strumenti non strettamente necessari oppure selezionare le singole categorie che intende autorizzare.

I cookie tecnici e strettamente necessari sono attivati automaticamente. Gli strumenti analitici non assimilabili ai tecnici, di profilazione, marketing e remarketing, i social plugin e gli altri strumenti non necessari restano bloccati fino al consenso.

La chiusura del banner, lo scorrimento della pagina o la prosecuzione della navigazione non comportano l’accettazione dei cookie non necessari.

L’Interessato può modificare o revocare in qualsiasi momento le proprie scelte attraverso il comando “Gestisci preferenze cookie” disponibile sul Sito. La revoca deve poter essere effettuata con la stessa facilità con cui è stato prestato il consenso e non pregiudica la liceità del trattamento effettuato prima della revoca.

Le preferenze vengono registrate mediante un cookie tecnico o un altro identificativo strettamente necessario. In caso di mancato consenso, la richiesta non viene ripresentata prima che siano trascorsi almeno sei mesi, salvo che cambino significativamente le condizioni del trattamento, siano introdotti nuovi strumenti o nuove finalità, non sia possibile verificare la scelta precedente oppure l’Interessato abbia cancellato il cookie che la memorizzava.

Il rifiuto o la revoca non impediscono la normale navigazione. Alcuni contenuti o funzionalità di terze parti potrebbero tuttavia non essere disponibili.

# **Gestione dei cookie attraverso il browser**

L’Interessato può cancellare o bloccare i cookie anche modificando le impostazioni del browser. La disattivazione indiscriminata di tutti i cookie, compresi quelli tecnici, può compromettere il funzionamento del Sito. La cancellazione può inoltre eliminare le preferenze precedentemente espresse e determinare una nuova visualizzazione del banner.

- [Google Chrome](https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it)
- [Mozilla Firefox](https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie)
- [Microsoft Edge](https://support.microsoft.com/it-it/windows/eliminare-e-gestire-i-cookie-168dab11-0753-043d-7c16-ede5947fc64d)
- [Apple Safari per Mac](https://support.apple.com/it-it/guide/safari/sfri11471/mac)
- [Apple Safari per iPhone e iPad](https://support.apple.com/it-it/105082)
- [Opera](https://help.opera.com/en/latest/web-preferences/#cookies)

Le impostazioni operano sullo specifico dispositivo e browser utilizzato e devono quindi essere modificate su ciascun dispositivo dal quale si accede al Sito.

# **Strumenti di opposizione alla pubblicità personalizzata**

L’Interessato può gestire alcune preferenze relative alla pubblicità comportamentale mediante i servizi dei fornitori o attraverso [Your Online Choices](https://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte). Questi strumenti non sostituiscono il pannello del Sito e possono non impedire ogni trattamento effettuato dai fornitori.

# **Registro delle preferenze**

Il Titolare conserva le informazioni necessarie a dimostrare le scelte espresse attraverso il banner, compresi la data, l’ora, le categorie accettate o rifiutate e l’eventuale modifica o revoca.

**Base giuridica:**adempimento degli obblighi legali, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. c), GDPR, e legittimo interesse alla dimostrazione della conformità, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR.

**Periodo di conservazione:**per il tempo necessario a dimostrare la validità della scelta e, in ogni caso, per non oltre cinque anni dalla registrazione o dall’ultima modifica, salvo ulteriore necessità per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto.

# **Log di sistema e sicurezza**

Per esigenze di funzionamento, manutenzione e sicurezza, il Sito e i fornitori possono raccogliere log contenenti indirizzo IP, data e ora della richiesta, pagina visitata, dispositivo e browser, errori tecnici e operazioni compiute.

**Base giuridica:**legittimo interesse del Titolare alla sicurezza e al corretto funzionamento del Sito, ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. f), GDPR, e adempimento degli obblighi di sicurezza previsti dall’art. 32 GDPR.

**Periodo di conservazione:**di regola, massimo 30 giorni, salvo ulteriore necessità per accertare abusi, frodi, violazioni di sicurezza o responsabilità derivanti da illeciti informatici.

# **Ulteriori informazioni sul trattamento**

Per maggiori informazioni sulle modalità del trattamento, sui destinatari, sui trasferimenti internazionali e sui diritti degli Interessati, si invita a consultare la [Privacy Policy](https://www.raffaelegaito.com/privacy-policy/).

L’elenco aggiornato dei cookie e degli altri strumenti concretamente utilizzati, con l’indicazione del fornitore, della finalità, della categoria e della durata, è disponibile nel pannello “Gestisci preferenze cookie”.

# **Esercizio dei diritti dell’Interessato**

L’Interessato può esercitare i diritti previsti dagli artt. 7 e 15-22 GDPR e, in particolare, può:

- ottenere conferma che sia o meno in corso un trattamento e accedere ai Dati Personali e alle relative informazioni;
- chiedere la rettifica, l’aggiornamento o l’integrazione dei dati;
- ottenere la cancellazione o la limitazione del trattamento nei casi previsti dal GDPR;
- ricevere i dati in formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, quando ricorrono le condizioni dell’art. 20 GDPR;
- opporsi al trattamento basato sul legittimo interesse e, in ogni momento, al marketing diretto e alla relativa profilazione;
- revocare in qualsiasi momento il consenso precedentemente prestato;
- proporre reclamo all’autorità di controllo competente ai sensi dell’art. 77 GDPR.

Se l’Interessato si trova in Italia, può proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali secondo le modalità indicate sul sito [www.garanteprivacy.it](https://www.garanteprivacy.it/).

Per esercitare i propri diritti o richiedere informazioni, l’Interessato può contattare il Titolare all’indirizzo e-mail info@raffaelegaito.com.

Il Titolare fornirà riscontro senza ingiustificato ritardo e, comunque, entro un mese dal ricevimento della richiesta. Il termine può essere prorogato di ulteriori due mesi quando necessario, tenuto conto della complessità e del numero delle richieste; in tal caso l’Interessato sarà informato entro un mese.

# **Titolare del Trattamento**

Il Titolare del Trattamento è The Epic Experiment Ltd, con sede in 86-90 Paul Street, London EC2A 4NE, Regno Unito.

E-mail: [info@raffaelegaito.com](mailto:info@raffaelegaito.com)

**_Cookie Policy aggiornata a settembre 2026_**


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# I Podcast

# Raffaele Gaito, i podcast

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## What’s Next con Raffaele Gaito

Il podcast italiano su **tecnologia** e **innovazione** raccontati, con un **tocco umano**, da chi li vive ogni giorno.

In ogni puntata di **What’s Next**, **Raffaele Gaito** (content creator, autore e divulgatore) intervista **esperti** e **professionisti** su come **intelligenza artificiale**, **digitale** e **nuove tecnologie** stanno trasformando **lavoro**, **creatività**, **salute**, **educazione** e **business**. ****

Storie vere, **strumenti pratici** e **riflessioni sul futuro**, **senza hype** e **senza tecnicismi**. Una **nuova puntata ogni settimana**.

[![spotify podcast](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/02/spotify-podcast.jpg)](https://open.spotify.com/show/033YHOQ0H5Jg7gjM51F0iQ?si=e136c8b5697d4dc7)  

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## Il podcast di raffaele gaito

Questo è il mio **podcast principale**, dove puoi ascoltare l’audio di alcuni miei contenuti video.

Consideralo come un modo più comodo di usufruire degli stessi contenuti quando non hai la possibilità di guardare un video: al lavoro, mentre ti alleni, durante la guida e così via.

I contenuti del podcast riguardano il mondo dell’intelligenza artificiale, della crescita, del mindset e di altri argomenti che mi appassionano.

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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ricevi una tecnica di prompting al giorno per migliorare il tuo utilizzo dell'IA. Per 30 giorni. Gratis. Direttamente nella tua email."
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# 30 giorni di prompt, newsletter gratuita

![30giorni prompt Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/30giorni-prompt-1024x1024.png)

# 30 Giorni di  Prompt

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Solo **tecniche pratiche che funzionano davvero**.

Ogni email parte da un errore comune, ti mostra il prompt sbagliato e ti dà il prompt migliorato pronto da usare subito. Con esempi pratici, contesto reale e zero fuffa. Il tutto, come sempre, con un taglio pratico. Come piace a me.

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title: Chi Sono
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Chi è Raffaele Gaito?Content Creator. Speaker. Fondatore di IA360 e Growth Program.
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# Chi Sono

![raffaele gaito chi sono](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/raffaele-gaito-chi-sono.webp)

# Chi è Raffaele Gaito

## Content Creator. Speaker.   
Fondatore di IA360

### alcune aziende con cui ho lavorato

![hp](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/07/hp-logo.png)  

															![treedom logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/12/treedom_logo.png)  

															![bottega verde](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/03/bottega-verde.png)  

															![microsoft logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/microsoft_logo.png)  

															![sella logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/sella_logo.png)  

															![reply raffaele gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/reply_raffaele_gaito.png)  

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															![chiesi raffaele gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/chiesi_raffaele_gaito.png)  

															![24 ore business school](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/07/24-ore-business-school-logo.png)  

															![enel logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/enel_logo.png)  

															![shopify logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/shopify_logo.png)  

															![peg logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/07/peg-logo.png)  

															![con te logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/con-te_logo.png)  

															![università cambridge Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/università_cambridge.png)  

															![sap logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/07/sap-logo.png)  

															![brembo logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/07/brembo-logo.png)  

															![tag logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/07/tag-logo.png)

## Raffaele Gaito, in breve

Ho sempre pensato che “scrivere la pagina chi sono” fosse una delle cose più difficili da fare nella vita di una persona. La metterei al terzo posto, subito dopo “ritrovare i calzini spaiati” e “finire di leggere Guerra e Pace”. Quest’ultimo non ho mai finito di leggerlo e i calzini, a un certo punto della mia vita, ho iniziato a indossarli volutamente spaiati.

Visto che questa pagina non dovrebbe essere una copia del Curriculum Vitae o del proprio [profilo LinkedIn](https://it.linkedin.com/in/raffaelegaito) provo a giocarmi la carta dello _storytelling_.

Si l’ho detto!

Perdonami, ho dovuto usare quella parolina inglese che tanto va di moda, ma che suona molto meglio di “lasciati raccontare una storia”. Sarei sembrato Papà Castoro.

Provo quindi a raccontarti due paroline su di me.

Salernitano, classe ’84. Cresciuto a camille e robottoni giapponesi. Sono un **curioso** e uno **sperimentatore**.

Quando mi chiedevano “cosa vuoi fare da grande?” non sapevo mai cosa rispondere.

Poi col tempo ho capito che dovevo smettere di cercare una risposta.

**È la domanda ad essere sbagliata.**

Secondo la scrittrice Emilie Wapnick, infatti, sono un [multipotenziale](https://raffaelegaito.com/multipotenziale-superpoteri-e-multipotenzialita/): una persona che ha tanti interessi, ha svolto tanti lavori e che grazie a questo intreccio di conoscenze e passioni sviluppa un incredibile potenziale multidisciplinare che riesce ad applicare, con ottimi risultati, in qualsiasi lavoro o sfida quotidiana.

Per dirla in parole povere: ho bisogno di continui stimoli altrimenti mi annoio.

Penso di aver ricevuto la vena imprenditoriale dai miei nonni che erano commercianti. Da piccolo compravo le bustine di calciatori, le aprivo e poi vendevo le singole figurine ai più grandi, basandomi sulla rarità o la fama del calciatore.

Mi è sempre piaciuto pensare che quella sia stata la **scintilla** che abbia fatto iniziare tutto.

Alle superiori frequentavo un istituto tecnico, ma la materia dove ero più bravo era letteratura. E così mentre i miei compagni di classe disegnavano impianti elettrici, io alla maturità portavo un saggio sull’evoluzione del romanzo nel 1900. Mi sa che avevo sbagliato scuola.

Quando ho avuto il mio primo computer e mi sono innamorato della programmazione. A 15 anni ho scritto la mia prima riga di codice, a 17 ho aperto il mio primo blog e **a 20 ho lanciato la mia prima azienda**. Da allora non mi sono più fermato.

Nel frattempo ho preso una **laurea con lode in informatica**, ma non mi sono mai voluto legare ai soli aspetti tecnici della disciplina. Finii per realizzare una tesi sperimentale interdisciplinare tra informatica, psicologia e sociologia sul tema dell’intelligenza artificiale. Si, era molto prima che l’argomento diventasse di moda e quella mia ricerca poi fu pubblicata in un [paper](http://www.angelocafaro.info/files/papers/conferences/IVA09_Cafaro_etal_IdleGaze.pdf) e utilizzata da una delle più grosse [multinazionali](https://www.ccpgames.com/) di videogiochi al mondo.

Ho sempre adorato viaggiare e questo spirito nomade mi ha portato a vivere in tanti posti diversi: Italia, Francia, Islanda, Inghilterra, California più tante piccole tappe in giro per l’Italia.

Al momento vivo in Inghilterra. A Londra, di preciso. Che è a tutti gli effetti _the place to be_in_ _Europa per ciò che riguarda digitale e innovazione. Un contesto del genere è un uragano di stimoli. Una continua provocazione a migliorare e a crescere.

Credo nell’importanza della multidisciplinarità, di un approccio olistico al business, e nella sperimentazione come unica strada per l’innovazione e il mio percorso rappresenta in pieno questi miei valori.

Mentre mi dividevo tra gli studi e il fare i siti web (per pagarmi gli studi) mi sono presto reso conto che mi mancavano le basi del business e del marketing. Così mentre molti coetanei sceglievano come esami a scelta libera quelli che avevano la nomea di essere facili, io decisi di girare le altre facoltà per acquisire conoscenze che non avevo: marketing, economia, diritto, e così via.

Poi anni dopo ho scoperto che è una cosa che fece anche Steve Jobs ai suoi tempi.

In quegli anni ho lanciato [diversi prodotti](https://www.androidworld.it/2014/07/21/dengen-chronicles-android-disponibile-239453/), anche con [milioni di utenti](https://www.faceyourmanga.com/), avuto [copertura mediatica internazionale](https://thenextweb.com/apps/2014/09/18/download-instagram-photos-to-computer/), appreso [diverse lezioni](https://www.raffaelegaito.com/instatake-terremoto-instagram-privacy/) e **vinto premi di ogni tipo**.

Quello di cui vado sicuramente più orgoglioso è il [Premio Nazionale per l’Innovazione](https://www.webnews.it/2012/12/10/mangatar-la-startup-che-ha-vinto-su-tutte/), vinto nel 2012 con un progetto che riguardava il mondo dei videogiochi. Poi sono cresciuto e ho capito che i premi non pagano gli stipendi.

Mi ritengo fortunato ad aver incrociato sulla mia strada il [Growth Hacking](https://amzn.to/42VasOk). È stata la sintesi perfetta del mio background tecnico, e della mia propensione alla sperimentazione.

Scoprirlo fu una sorta di epifania. Era la disciplina perfetta per me, che faceva leva sulle competenze che avevo acquisito negli anni e mi permetteva di mettere a frutto quella **multidisciplinarità**, che a volte vedevo come un ostacolo.

Hai in mente il detto “_se sai fare un po’ di tutto non sai fare niente_“?

Beh, ho scoperto sulla mia pelle che è una cazzata, soprattutto nell’epoca veloce e dinamica che ci troviamo a vivere oggi. E ho capito che se sei in grado di trovare **la giusta intersezione** tra le mille passioni e competenze puoi avere una marcia in più degli altri.

Così ho deciso di trasformare quello che pensavo fosse un mio handicap in un mio punto di forza e caratteristica distintiva.

Oggi aiuto centinaia di aziende e professionisti a far crescere il loro business, migliorare i loro prodotti e cambiare il loro mindset con un approccio sperimentale.

Faccio divulgazione sui temi della crescita, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, attraverso un [blog](https://www.raffaelegaito.com/blog/), un [canale YouTube](https://www.youtube.com/user/duplikey), un [podcast](https://www.raffaelegaito.com/podcast/) e una [newsletter](https://www.raffaelegaito.com/newsletter/).

Ho scritto diversi [libri](https://www.raffaelegaito.com/libri/) sui temi di cui mi occupo, che sono diventati dei punti di riferimento del settore. 

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel,  Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

E poi, visto che oggi **chi non si forma di continuo è perduto**, ho fondato due academy.

[IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/) è la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Nel Growth Program si sono formati, in sei anni, oltre 300 aziende e professionisti **su digital skill e soft skill**.

Credo fortemente nel concetto di _giveback_. Ricordo bene le difficoltà che ho attraversato quando muovevo i primi passi e oggi cerco di dare una mano ai più giovani che vogliono avviare un loro progetto facendo attività di mentoring pro bono.

Poi nel tempo libero **mi alleno per diventare Batman**, ma questa è tutta un’altra storia…

## Vuoi saperne di più? Dai un’occhiata a:

[![social raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/social-raffaele-gaito.webp)](https://www.raffaelegaito.com/social/)

Dove puoi trovarmi

[![recensioni raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/recensioni-raffaele-gaito.webp)](https://www.raffaelegaito.com/dicono-di-me/)

Dicono di me

[![rassegna stampa raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/rassegna-stampa-raffaele-gaito.webp)](https://www.raffaelegaito.com/rassegna-stampa/)

Rassegna stampa

## Vuoi saperne di più sul mio approccio e la mia filosofia?   
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### Contattami


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title: Umani – L’evento che mette le persone al centro
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Cinque professionisti salgono sul palco per svelare il loro lato umano rispondendo, senza filtri, alle domande del pubblico. Questo è UMANI."
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# Umani – L’evento che mette le persone al centro

![umani logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/umani-logo.svg)

# Cinque professionisti salgono sul palco per  

svelare il loro lato umano rispondendo, senza filtri, alle domande del pubblico.

15.02.2024

MILANO | FABBRICA DI LAMPADINE  

			[ACQUISTA IL BIGLIETTO](#acquista)  

															![occhi umani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/occhi-umani.png)

L’evento che mette le persone al centro.

https://vimeo.com/891113870?share=copyPensiamo che il mondo del digital abbia bisogno di un momento di  

introspezione. Partecipiamo e organizziamo ogni anno eventi di valore  

che però ci hanno saturato di presentazioni strutturate e contenuti  

preconfezionati.  

															![andrea ciraolo quote](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/andrea-ciraolo-quote.svg)

Questo non è il solito evento.

Immagina un talk show intimo, lento e improvvisato, dove  
cinque professionisti diversi tra loro, ma accomunati dal  
loro essere umani, salgono sul palco e si rivelano.

![rossella pivanti quote](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/rossella-pivanti-quote.svg)

Lo Show sarà preceduto da un’apericena. Uno spazio in cui la parte “social” è faccia a faccia.

Negli anni abbiamo capito che i momenti migliori degli eventi sono proprio “le pause”, le chiacchierate fuori le porte, le strette di mano, i nuovi incontri e tutto ciò che avviene giù dal palco.

È un’occasione per aprirsi e scoprire che ci facciamo tutti le stesse seghe mentali.

![micol ronchi quote](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/micol-ronchi-quote.svg)

L’evento zero.

Il primo evento di questo genere si terrà a Milano alla Fabbrica di Lampadine. Ogni spettacolo è un’esperienza unica, costruita in collaborazione con il pubblico. Creeremo un ambiente in cui gli spettatori non sono semplici osservatori, ma attivi partecipanti che danno vita allo spettacolo.

Una sola domanda scatena cinque diversi punti di vista, offrendo così un’esperienza coinvolgente e dinamica.

15.02

[ACQUISTA IL BIGLIETTO](#acquista)

I protagonisti

Cinque professionisti sono pronti a salire sul palco  

per svelare il lato umano della loro competenza.  

															![mario moroni speaker Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/mario-moroni-speaker.png)

#### Mario Moroni

Moderatore eventi   
Podcaster  

															![raffaele gaito speaker](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/raffaele-gaito-speaker.png)

#### Raffaele Gaito

Content Creator  
Autore

![andrea ciraolo speaker Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/andrea-ciraolo-speaker.png)

#### Andrea Ciraolo

Content Creator  

															![rossella pivanti speaker](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/rossella-pivanti-speaker.png)

#### Rossella Pivanti

Branded Podcast producer  

															![micol ronchi speaker Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/micol-ronchi-speaker.png)

#### Micol Ronchi

Creator digitale  

  
Speaker radiofonica

Niente slide, niente cellulari, niente programma prestabilito.  
Tutto ciò che succede sul palco rimane sul palco.

Orari e Location

- ORE 18:30 | Apericena
- ORE 20:00 | Inizio show
- ORE 22:00 | Saluti e baci

![la fabbrica delle lampadine sala](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/la-fabbrica-delle-lampadine-sala.jpg)  

															![la abbrica delle lampadin-lampadine insieme](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/la-fabbrica-delle-lampadin-lampadine-insieme.jpg)

- [La Fabbrica delle Lampadine | Via Pescantina, 8, 20162 Milano (MI)](https://maps.app.goo.gl/wWwnSc1AQ94MqFVWA)

![ticket umani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/ticket-umani.jpg)

Prendi il biglietto… ora!

I biglietti Early Bird sono limitati, quindi non aspettare oltre! Prendi il tuo posto e preparati per un’esperienza che ti lascerà senza fiato.

EARLY BIRD

€89

€49

CON CENA  

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15.02.2024

MILANO | FABBRICA DI LAMPADINEEARLY BIRD – SENZA CENA

€39

[ACQUISTA ORA](https://pay.hotmart.com/F88766940C?off=1p4slw5g)

I creatori

![mario moroni speaker Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/mario-moroni-speaker.png)

#### Mario Moroni

Sono nato in una famiglia artigiana in un mulino ad acqua poco fuori Milano. Qui non ci sono scorciatoie o fuffa-guru che ti danno la soluzione magica per ottenere un risultato concreto. Ho aperto la mia Startup a 15 anni, OkMusik uno dei primi portali musicali con community social.

Dal 2017 dopo diverse esperienze nel mondo delle aziende, corporate e trasformazioni digitali mi sono messo a raccontare l’innovazione con sguardo critico cercando di sfatare miti e preconcetti.

L’ho fatto con il libro “Startup di Merda” e ultimamente con “La fine dei social. E dopo che succede?”. Ogni giorno lo faccio con “Il Caffettino”, il podcast nativo con più puntate in Italia che parla di innovazione, 7 puntate la settimana, 365 giorni l’anno.

![raffaele gaito speaker](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/raffaele-gaito-speaker.png)

#### Raffale Gaito

Sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale.

Insegno alla 24Ore Business School.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, sperimentazione e crescita attraverso un blog, un canale YouTube, un podcast e diversi libri.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, SAP, Enel, Poste, Chiesi, Sella, Brembo e tante altre.

Credo nella sperimentazione come unica chiave per l’innovazione.

P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman.

![umani logo footer](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/11/umani-logo-footer.svg)

15.02.2024

MILANO | FABBRICA DI LAMPADINE

FAQ

Perché non c’è un programma?

Perché questo non è un evento come tutti gli altri. È un talk show intimo, lento e improvvisato dove chi è sul palco si rivela al pubblico, senza filtri, in totale improvvisazione.

Ci saranno registrazioni dell’evento?

Non ci sarà nessuna registrazione durante l’evento e verrà chiesto a tutti i partecipanti di non effettuare riprese audio-visive dell’evento. Lo scopo è quello di creare un’atmosfera intima, unica e irripetibile, prodotta dall’incontro “umano” delle persone che partecipano.

Per chi è indicato questo evento?

Questo evento è per tutti, non a caso si chiama umani. Non si affronteranno tematiche tecniche ma tutto quello che c’è dietro la professionalità dei 5 protagonisti sul palco.

Pensiamo possa essere un evento adatto a te se:

**Ami la sperimentazione**

UMANI è un vero e proprio esperimento nel modo in cui il pubblico interagisce con i professionisti, aprendo nuove opportunità di coinvolgimento e apprendimento.

**Credi nel valore della condivisione**

La condivisione autentica e la creazione di connessioni significative sono al centro di questo evento. Se credi nel potere delle storie umane e nell’importanza di condividere esperienze, UMANI è un’opportunità unica di entrare in connessione con altre persone simili a te.

Le persone **sono al centro**

Se il lato umano delle cose è la tua priorità, questa è l’occasione di dare spazio alla persona che c’è dietro ogni professionista e di trovare maggiore umanità nel mondo digitale.

**Tieni al Futuro del Digitale**

Il futuro del digitale richiede più etica. Se pensi di avere un ruolo nel futuro di questo settore e sei interessato a plasmare il futuro del digitale in un modo più autentico e coinvolgente, il nostro evento è un modo concreto per iniziare a farlo.

Posso partecipare all’evento senza fare la cena?

Certo! Hai la possibilità di acquistare il [biglietto senza cena](https://pay.hotmart.com/F88766940C?off=1p4slw5g) e venire direttamente alle 20:00 quando inizia lo show.

Sono un’azienda, posso propormi come sponsor?

Certo! Per proporre la tua azienda come sponsor dell’evento e participare con il tuo team o una parte del tuo team puoi inviare una e-mail a: info@raffaelegaito.com

Come posso pagare?

Puoi pagare con carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e altri sistemi di pagamento.

Posso ricevere fattura?

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart, il sistema che uso per i pagamenti. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e la fattura.

Sono un’azienda o un professionista che non deve pagare l’IVA, come faccio?

Nella schermata di pagamento c’è un box per inserire la tua Partita IVA. Se quel campo viene compilato il sistema toglie automaticamente l’IVA dal prezzo finale, così non dovrai pagarla.

Se non posso più venire é previsto il rimborso?

No i biglietti non sono rimborsabili. Ma puoi cedere il tuo biglietto a un’altra persona.

15.02.2024 | MILANO | FABBRICA DI LAMPADINE

EARLY BIRD | €89 **€49**

[ACQUISTA IL BIGLIETTO](#acquista)  

		Copyright 2023 © Raffaele Gaito  

| The Epic Experiment Ltd, Londra, VAT GB341625420

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title: "Corso online: Come Trovare idee per i Contenuti"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: In questo corso su Come trovare idee per i Contenuti ti mostro delle tecniche evergreen per generare infinite idee per i tuoi contenuti.
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# Corso online: Come Trovare idee per i Contenuti

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che sommati valgono più del corso!

![extra bonus gratis idee per i contenuti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/extra-bonus-gratis-idee-per-i-contenuti-23.png)

Ebook _Introduzione al Growth Hacking_ 🚀

Un ebook di **40 pagine** per avvicinarti al mondo del Growth Hacking e all’**approccio della sperimentazione** che ti sarà utile quando lavorerai con i contenuti.

Ebook _Il marketing accessibile a tutti_ 📢

Un ebook di **100 pagine** strutturato come **un piccolo glossario del marketing** da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Ebook _Guida ai bias cognitivi_ 🧠

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a capire tutte le **scorciatoie che usa la nostra mente** per prendere decisioni. Cosa fondamentale da conoscere per chi comunica o vende.

Ebook _Come creare una startup_ 💰

Un ebook di 40 pagine che ti aiuta a trasformare la tua idea in un’azienda. Contiene consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e le risorse indispensabili per chi inizia.

Slide del corso 🖥

Il PDF con le slide usate durante il corso per poterle consultare con calma quando vuoi.

Cosa otterrai alla fine del corso 😎

- Avrai nuove tecniche per generare idee per i contenuti
- Imparerai a sfruttare i vecchi contenuti e a ridargli vita
- Passerai dal mindset di chi consuma contenuti a quello di chi crea contenuti

- Capirai come organizzare bene le idee con strumenti semplici
- Avrai una lista di idee evergreen che puoi usare in ogni occasione
- Potrai generare decine di idee in una singola sessione di brainstorming

## Cosa dicono del corso

Il corso stimola vari punti per ricavare delle idee riguardo i contenuti. È strutturato molto bene, e ti fa comprendere il potenziale enorme che hanno anche con i contenuti realizzati prima.  

							![edoardo scivoletto](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/edoardo-scivoletto.jpg)  

														Edoardo Scivoletto  

																						Artista  

							Corso con un taglio molto pratico. Raffaele è una una persona estremamente generosa, non così scontato trovarne di questi tempi. Parla agli imprenditori, ai freelance a chi con i social e non solo ci lavora. Io riesco a declinare i suoi contenuti nelle mie attività, dal blog alle altre cose che faccio.  

							![silva giromini](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/silva-giromini.jpg)  

														Silva Giromini  

																						Blogger

#### Ora tocca a te!

Fai il salto di qualità nella tua strategia di contenuti e usali per **far crescere il tuo business**.

Acquista oggi il corso e risparmia 50€

 

Il pacchetto contiene:

- Video corso su come generare idee per i contenuti di 1h15m
- Slide del corso scaricabili
- Ebook Introduzione al growth hacking
- Ebook Il marketing accessibile a tutti
- Ebook Guida ai bias cognitivi
- Ebook Come creare una startup
- Letture consigliate di approfondimento
- Attestato di partecipazione

149€

Voglio accedere al corso

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 2 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolto il corso?

- Alle aziende che hanno **difficoltà a creare contenuti** sempre nuovi, freschi e sul pezzo
- A professionisti e freelance che pensano che la creazione contenuti **sia solo per le aziende**
- A chi crea contenuti **ogni tanto**, senza una strategia
- A chi **vorrebbe fare content marketing in maniera professionale**, ma gli manca un piano
- A startup e PMI che con poco personale hanno **bisogno di velocizzare il content marketing** 
- Per chi ha bisogno di **nuove idee per rinfrescare canali ormai vecchi **

Posso rivedere il corso?

Sì, il corso è _on-demand._ Significa che dopo averlo acquistato puoi rivederlo quando vuoi e quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello intermedio. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza con i contenuti, ma vuole fare il salto di qualità.

![raffaele gaito chi sono corsi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/raffaele-gaito-chi-sono-corsi.png)

### Chi sono

Mi chiamo Raffaele Gaito, sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale.

Insegno alla Business School del Sole 24 Ore.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questo corso? Scrivimi subito!  

			[](#tornasu)  

		Copyright 2022 © Raffaele Gaito – The Epic Experiment Ltd, Londra, VAT GB341625420  

			[Privacy Policy |](https://www.raffaelegaito.com/privacy-policy/)  

			[Cookie Policy](https://www.raffaelegaito.com/cookie-policy/)


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excerpt: "Sperimentare, studiare e confrontarsi sono l’unica chiave per una crescita costante. Scopri come farlo insieme a me."
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# Raffaele Gaito

![raffaele gaito tecnologia e innovazione con un tocco umano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/11/raffaele-gaito-tecnologia-e-innovazione-con-un-tocco-umano.webp)

# Raffaele Gaito

## Tecnologia e innovazione con un tocco umano.

### HO LAVORATO CON

![enel logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/enel_logo.webp)  

															![hp logo bianco](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/10/hp-logo-bianco.svg)  

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															![sella ogo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/10/sella-logo.svg)  

															![sap logo bianco Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/10/sap-logo-bianco.svg)

Stiamo vivendo la stagione più incredibile della storia dal punto di vista tecnologico. L’intelligenza artificiale va alla **velocità della luce** e l’innovazione è un’onda che se non la sai cavalcare ti travolge.

Scoprire, sperimentare e condividere è **il mio metodo** per trasformare questa occasione in **valore**. Questo è quello che faccio ogni giorno con i miei **contenuti**, la **formazione** e il mio **lavoro** nelle aziende.

[Youtube](https://www.youtube.com/user/duplikey)  

					[Instagram](https://www.instagram.com/duplikey/)  

					[Tiktok](https://www.tiktok.com/@duplikey)  

					[Linkedin-in](https://it.linkedin.com/in/raffaelegaito)  

					[Spotify](https://open.spotify.com/show/033YHOQ0H5Jg7gjM51F0iQ?si=dc6ab72b9c7845b9)

#### contenuti gratuiti

#### formazione

#### collabora con me

#### scopri di più


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author: Raffaele Gaito
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# Corso online: Come Trovare Nuovi Clienti

![come trovare clienti raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/come-trovare-clienti-raffaele-gaito.png)

# TROVA NUOVI CLIENTI SPENDENDO POCO

## Metti in piedi una macchina per **trovare clienti** usando canali a **basso costo**, sia nel B2C che nel B2B ![📈](https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/svg/1f4c8.svg)

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COME TROVARE NUOVI CLIENTI

[ACQUISTA ORA](#acquista)

# Corso online su Come trovare nuovi clienti

**I primi clienti devi prenderteli con le unghie e con i denti**. Non basta creare un prodotto o servizio e aspettare che i clienti arrivino.

La speranza non è mai stata una buona strategia.

Troppe aziende si concentrando solo sul prodotto e tralasciano la parte di ricerca clienti. È il modo migliore per **far morire un business**.

Fortunatamente viviamo un’epoca nella quale abbiamo a disposizione tantissimi canali e tecniche per trovare nuovi clienti, anche a **basso costo**.

Con questo corso ti aiuterò a **far crescere il tuo business**, trovando sempre nuovi clienti.

Programma del corso 📓

- I diversi canali di acquisizione
- Acquisire clienti con i canali pull
- Acquisire clienti con i canali push
- Come testare vari canali di acquisizione

- Crescere sfruttando il prodotto
- Strumenti utili per acquisire clienti
- Suggerimenti per ogni canale di acquisizione

#### Bonus aggiuntivi GRATIS 📚

Comprando questo corso hai accesso a una VALANGA di bonus extra ![🤩](https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/svg/1f929.svg)  
che sommati valgono più del corso!

![extra bonus gratis trovare nuovi clienti 2023](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/extra-bonus-gratis-trovare-nuovi-clienti-2023.png)

Elenco dei tool 🛠

Un comodo PDF con l’elenco di tutti gli strumenti per fare acquisizione clienti suggeriti durante il corso.

Ebook _Introduzione al Growth Hacking_ 🚀

Un ebook di **40 pagine** per avvicinarti al mondo del Growth Hacking e all’**approccio della sperimentazione** che ti sarà utile quando acquisire nuovi clienti.

Ebook _Il marketing accessibile a tutti_ 📢

Un ebook di **100 pagine** strutturato come **un piccolo glossario del marketing** da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Ebook _Guida ai bias cognitivi_ 🧠

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a capire tutte le **scorciatoie che usa la nostra mente** per prendere decisioni. Cosa fondamentale da conoscere per chi comunica o vende.

Ebook _Come creare una startup_ 💰

Un ebook di 40 pagine che ti aiuta a trasformare la tua idea in un’azienda. Contiene consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e le risorse indispensabili per chi inizia.

Slide del corso 🖥

Il PDF con le slide usate durante il corso per poterle consultare con calma quando vuoi.

Cosa otterrai alla fine del corso

- Riuscirai a mettere in piedi una strategia di acquisizione clienti a basso costo
- Conoscerai nuovi canali per trovare clienti online e offline
- Capirai come combinare tra di loro canali digitali e tradizionali per ottenere un effetto esponenziale

- Sarai in grado di valutare i diversi canali in base alle esigenze del tuo business
- Scoprirai tattiche, strumenti, libri e metodi per trovare clienti che non conoscevi
- Utilizzerai i diversi tool in circolazione che ti consentono di risparmiare tempo e automatizzare alcuni passaggi

## Cosa dicono del corso

Non esiste una formula magica per trovare i clienti, e non la troverete nel corso di Raffaele. Piuttosto, occorre studiare le tecniche e i concetti come funnel AAARRR, i canali di acquisizione, le relazione pubbliche per poter affrontare continuamente e costantemente un’attività che va curata fin nei minimi particolari, tutti i giorni. Questo è il primo corso che ho comprato da Raffaele, ne sono uscito molto più consapevole ed entusiasta. Dopo averlo seguito, ho comprato due suoi libri e mi sono iscritto al GrowthProgram. Occorre sapere altro?  

							![ezio sperduto](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/01/ezio-sperduto.jpg)  

														Ezio Sperduto  

																						CEO @ Turing  

							Il corso è costituito da due video, dalle slide e da altri bonus molto utili. I contenuti sono molto esaustivi con esempi pratici e molti spunti su cui poter lavorare da subito. Utile anche il poter tornare sulla piattaforma in seguito per rivedere i video. Consiglio a chi sta per iniziare e vuole avere una base con cui partire.  

							![edmondo battista](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/01/edmondo-battista.jpg)  

														 Edmondo Battista  

																						Cofounder mycibus  

							Seguo Raffaele Gaito già da un po’ su tutti i suoi canali, grazie ai suoi consigli ed al suo modo diretto e chiaro di comunicare mi sono decisa di fare il grande salto e iniziare la libera professione con una marcia in più. Questo è stato il motivo principale per cui ho acquistato il corso “Come trovare nuovi clienti”. È stato come aprire una finestra su realtà che fino a quel momento conoscevo poco o ritenevo troppo complicate e che invece, alla fine del corso, ho iniziato ad esplorare con maggiore fiducia e sicurezza. Una serie infinita di risorse per sperimentare e migliorare la propria esperienza di business. Lo consiglio al 100% Grazie!!  

							![titty mauriello](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/01/titty-mauriello.jpg)  

														Titty Mauriello  

																						Instructional Designer & Content Developer  

							Seguo da tempo i suoi contenuti, leggo i suoi libri e sono nel suo fantastico programma Growth Program. “Come trovare clienti” non è un corso. È un tool. È una delle perle da guardare, ascoltare fino in fondo e poi ricominciare; è come uno di quei “libri da scrivania” che ogni tanto li si rilegge, scarabocchia, appunta per rinfrescarsi la memoria.  

							![luca recchia](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/01/luca-recchia.jpg)  

														 Luca Recchia  

																						Marketing Strategist  

							Ho frequentato diversi corsi di formazione, seminari e master con Raffaele Gaito e, in ognuno di essi, ho potuto apprezzare non solo le sue ampie competenze in ambito di digital marketing, ma soprattutto la sua capacità di fondere in un perfetto amalgama il mondo della vendita off line con quello dell’online. Posso confermare a buon diritto che i suoi corsi sono efficaci, in quanto li applico tutti i giorni nel mio settore commerciale con ottimi risultati.  

							![francesco la manno Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/francesco-la-manno.jpg)  

														Francesco La Manno  

																						Agente di commercio  

							Corso stimolante e dal taglio molto pratico. Efficace ed applicabile a tutti i modelli di business. Il corso è stato un boost per dare un taglio davvero pratico agli esperimenti di marketing che eseguo a lavoro. Avere la conoscenza di tutti i canali più tradizionali e non, applicando tutte le strategie per rompere i soliti schemi della vendita mordi e fuggi. Ma fare vendita a valore.  

							![leonardo messina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/02/leonardo-messina.jpg)  

														Leonardo Messina  

																						Marketing & Sales Development

#### Ora tocca a te!

Crea una strategia di acquisizione clienti degna di questo nome e fai **crescere il tuo business.**

Acquista oggi il corso e risparmia 50€

 

Il pacchetto contiene:

- Video corso di 2h30m sul trovare clienti
- Slide del corso scaricabili
- Elenco dei tool per la trovare clienti
- Ebook Introduzione al growth hacking
- Ebook Il marketing accessibile a tutti
- Ebook Guida ai bias cognitivi
- Ebook Come creare una startup
- Letture consigliate di approfondimento
- Attestato di partecipazione

149€

Voglio accedere al corso

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 2 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolto il corso?

- **Chi ha un proprio business** digitale o tradizionale e vuole aumentare il numero di clienti
- **Chi sta per lanciare un proprio business** o un proprio progetto e vuole trovare i primi clienti
- **Professionisti e freelance** che si occupano di consulenza, formazione, coaching e altro e vogliono far crescere il proprio parco clienti
- **Chi lavora in agenzia** e vuole utilizzare queste conoscenze per i business e i progetti dei propri clienti
- **Manager** che vogliono utilizzare queste conoscenze per l’azienda in cui lavorano

Posso rivedere il corso?

Sì, il corso è _on-demand._ Significa che dopo averlo acquistato puoi rivederlo quando vuoi e quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di  livello intermedio. Quindi ideale per chi ha già esperienza con l’acquisizione clienti, ma vuole fare un salto di qualità.

![raffaele gaito chi sono corsi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/raffaele-gaito-chi-sono-corsi.png)

### Chi sono

Mi chiamo Raffaele Gaito, sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale.

Insegno alla Business School del Sole 24 Ore.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questo corso? Scrivimi subito!  

			[](#tornasu)  

		Copyright 2022 © Raffaele Gaito – The Epic Experiment Ltd, Londra, VAT GB341625420  

			[Privacy Policy |](https://www.raffaelegaito.com/privacy-policy/)  

			[Cookie Policy](https://www.raffaelegaito.com/cookie-policy/)


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title: Masterclass Usa i Dati per far Crescere il tuo Business
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questa masterclass imparerai ad accelerare la crescita del tuo business con l'utilizzo dei micro-dati e delle interviste ai clienti."
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# Masterclass Usa i Dati per far Crescere il tuo Business

# Usare i dati per far crescere il tuo business

## Accelera la crescita del tuo business con l’utilizzo dei micro-dati e delle interviste ai clienti

[ACQUISTA ORA](#acquista)  

													![dati crescita business raffaele gaito massimo giacchino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/dati-crescita-business-raffaele-gaito-massimo-giacchino.png)

USA I DATI PER FAR CRESCERE IL TUO BUSINESS

[ACQUISTA ORA](#acquista)

# Masterclass Come usare i dati per far crescere il tuo business

Negli ultimi anni si parla tantissimo di mettere**il cliente al centro**. Ma quante aziende lo fanno veramente?

E soprattutto, come si fa? Come si sposta l’attenzione dal prodotto al cliente?

In questa masterclass fatta da me e Massimo Giacchino ti mostreremo praticamente come cambiare l’approccio della tua azienda e sfruttare i dati per **capire i tuoi clienti**. Capirli sul serio.

L’analisi dei dati che mostreremo nella masterclass **impatta il business a 360 gradi**: dalla produzione dei contenuti alla pubblicità, dai funnel di vendita all’assistenza clienti, e tanto altro.

Capire i clienti significa: comunicare meglio, anticipare le loro paure ed obiezioni, prendere decisioni migliori. E di conseguenza **vendere di più**.

Questa masterclass ha un **taglio estremamente pratico** ed approfondito. Dopo una breve introduzione ai micro-dati e alle interviste, passeremo direttamente a esempi, applicazioni pratiche, strumenti e casi d’uso.

Il flusso di lavoro che mostreremo è quello che da anni, sia io che Massimo **utilizziamo sul campo** nelle nostre attività di consulenza.

https://vimeo.com/805311470

Programma della masterclass

- Introduzione alla masterclass
- L’importanza dei dati qualitativi e quantitativi
- Introduzione ai microdati
- Com fare analisi dei microdati
- Utilizzo pratico dei dati raccolti
- Anticipare le obiezioni dei clienti

- Introduzione alle interviste ai clienti
- Simulazione di un’intervista
- Ottimizzare le domande per risposte migliori
- Migliorare le landing page con i dati raccolti
- Migliorare le ads con i dati raccolti
- Conclusioni

#### Bonus aggiuntivi GRATIS

Comprando questa masterclass hai accesso a una VALANGA di bonus extra  

													![bonus usa i dati per far crescere il tuo business](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/bonus-usa-i-dati-per-far-crescere-il-tuo-business.png)

Slide della masterclass

Il PDF delle slide usate durante la masterclass per poterle consultare con calma quando vuoi.

Ebook _Guida ai bias cognitivi_

Un ebook di **40 pagine** che riepiloga e spiega i bias cognitivi più comuni.

Ebook _Il marketing accessibile a tutti_

Un ebook di **100 pagine** strutturato come **un piccolo glossario del marketing** da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Ebook _Come creare una startup_

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a **trasformare la tua idea in un’azienda**. Contiene consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e le risorse indispensabili per chi inizia.

Ebook _Introduzione al Growth Hacking_

Un ebook di **40 pagine** per avvicinarti al mondo del Growth Hacking e all’**approccio della sperimentazione** che ti sarà utile quando lavorerai con i dati.

Cosa otterrai alla fine della masterclass

- Avrai cambiato l’approccio da prodotto-centrico a cliente-centrico
- Sarai in grado di individuare in autonomia i microdati che servono al tuo business
- Avrai individuato le vere esigenze dei tuoi clienti, le loro paure e obiezioni verso i tuoi prodotti
- Sarai in grado di realizzare delle interviste con i tuoi clienti e potenziali tali

- Potrai ottimizzare tutti i tuoi contenuti e i touchpoint che utilizzi
- Scriverai testi migliori per le tue pubblicità, il tuo sito web e il tuo piano editoriale
- Vedrai esempi pratici di utilizzo dei dati per le landing page e le pubblicità
- Sarai in grado di prendere decisioni veramente basate sui dati

#### Cosa dicono della masterclass

Le Masterclass di Raffaele sono sempre all’altezza di tutti i profili: quelli junior, che hanno bisogno di competenze specifiche e quelli senior che invece hanno bisogno di rinfrescarle e tenersi al passo con l’evoluzione di strumenti e approcci. Quella sui dati mi è piaciuta molto poiché mi ha permesso di riprendere concetti che avevo abbondonato con il lavoro quotidiano e quindi mi ha riportato “alla base” di ogni approccio di comunicazione o marketing: partire dai dati in modo veloce e funzionale.  

							![giovanni cavaliere](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/03/giovanni-cavaliere.jpg)  

														Giovanni Cavaliere  

																						Autore e Docente  

							Questa masterclass mi è piaciuta molto, perché ha avuto un taglio pratico, non solo teorico.  

Sia il caso studio trattato da Massimo che la video intervista live con commento strategico subito dopo, mi hanno permesso di capire fino in fondo il perché è importante lavorare con questi strumenti di analisi.  

La consiglierei? Certo che si, sopratutto per chi lavora nel web marketing, come me e ha qualche difficoltà a livello di contenuti, sia organici che a pagamento. La chiave è proprio l’analisi dei dati.  

							![stefania samaha](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/03/stefania-samaha.jpg)  

														stefania samaha  

																						Social media manager  

							È stato molto utile vedere applicato il metodo e alcuni dei suoi strumenti a un caso studio, a parer mio è servito molto per avvicinare lo studio alla pratica di tutti i giorni. Grazie a questa modalità sono riuscito ad applicare subito alcune nozioni a un progetto che sto costruendo in questo periodo.  

							![alessio abdolahian Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/03/alessio-abdolahian.jpg)  

														Alessio Abdolahian  

																						Head of design

#### Ora tocca a te!

Conosci il tuo pubblico. Comunica meglio. Vendi di più.

il contenuto del pacchetto

- 4 ore di video della masterclass
- Slide della masterclass scaricabili
- Template di domande per le interviste
- Template per l’analisi del pubblico
- Ebook Introduzione al growth hacking

- Ebook Il marketing accessibile a tutti
- Ebook Guida ai bias cognitivi
- Ebook Come creare una startup
- Letture consigliate di approfondimento
- Attestato di partecipazione

Voglio accedere alla masterclass

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 3 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolta la masterclass?

La masterclass è pensata per startup, PMI, professionisti, agenzie e organizzazioni che vogliono:

- Comprendere meglio i loro clienti attuali e futuri
- Fare il salto di qualità con i loro contenuti
- Migliorare la loro comunicazione e il loro piano editoriale
- Ottimizzare creatività e testi della loro pubblicità
- Creare prodotti e servizi migliori
- Introdurre la cultura dei dati in azienda
- Passare da un approccio orientato al prodotto a uno orientato al cliente

Posso rivedere la masterclass?

Assolutamente sì. Puoi vederla tutte le volte che vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal e bonifico bancario. Puoi anche pagare a rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, puoi scaricare l’attestato  di partecipazione direttamente dall’area utente.

Qual è il livello della masterclass?

Questa è una masterclass di livello intermedio. Quindi perfetta per chi già comunica e vende, ma vuole fare un salto di qualità.

### Chi siamo

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

#### Raffaele Gaito

Sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale. Insegno alla 24 Ore Business School. 

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast. Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

![massimo giacchino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/massimo-giacchino.png)

#### Massimo Giacchino

Innamorato del marketing. Dal 2012 mi occupo di analizzare i micro-dati al fine comprendere il mercato per testare e scalare strategie di mercato.  

Con grande passione svolgo attività di mentorship e docenza per le startup dell’Università di Bologna. Sono autore del libro Metodo Design Marketing; le copie vendute sono oltre 7.000.  

A febbraio 2023 è uscito il secondo libro “Audience Personas” che aiuta a definire e convertire il cliente potenziale grazie all’analisi dei micro-dati.

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questa masterclass? Scrivimi subito!

[](#tornasu)


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title: Masterclass IA Pratica
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author: Marco Autuori
excerpt: "Trasforma il tuo business grazie all'intelligenza artificiale generativa, senza essere un tecnico."
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# Masterclass IA Pratica




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title: Masterclass Crea Contenuti come un Trattore
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author: Marco Autuori
excerpt: "In questa masterclass imparerai a creare tanti contenuti, di qualità, in poco tempo."
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# Masterclass Crea Contenuti come un Trattore

# Crea contenuti come un trattore

## Non devi essere per forza un content creator per creare tanti contenuti, di qualità, in poco tempo

[ACQUISTA ORA](#acquista)  

													![raffaele gaito andrea ciraolo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/05/raffaele-gaito-andrea-ciraolo.png)

CREA CONTENUTI COME UN TRATTORE

[ACQUISTA ORA](#acquista)  

			  

			  

			“Il miglior corso che abbia mai seguito!” – Valentina F.

# Masterclass: Crea contenuti come un trattore

Nella creazione di contenuti è necessario **bilanciare quantità e qualità**. Fare tanti post scadenti serve a poco. Ma pubblicare un bellissimo contenuto ogni sei mesi è altrettanto inutile.

Il problema è che trovare questo bilanciamento è facile in teoria, ma molto complesso in pratica.

Soprattutto se sei un professionista, un’azienda di piccole dimensioni, un’agenzia o qualcuno che si approccia per la prima volta alla creazione di contenuti.

La chiave è nel **mettere in piedi un sistema**.

Devi avere **un processo agile**, efficace e automatizzato che ti consenta di creare un botto di contenuti senza impazzire.

Per raggiungere la vera qualità, **la quantità è fondamentale** perché ci consente di sperimentare, raccogliere dati e quindi capire **cosa funziona veramente**.

Andrea e Raffaele hanno oltre **15 anni di esperienza** nella creazione di contenuti: video, blog, newsletter, podcast e chi più ne ha più ne metta.

Hanno accumulato centinaia di migliaia di follower sui propri social e raggiunto milioni di persone con i loro contenuti.

In questa masterclass mostreranno dalla A alla Z come mettere in piedi **una macchina da contenuti** che ti consenta di creare tanti contenuti, di qualità, in poco tempo. E non c’è bisogno di essere un content creator professionista per farlo.

È una masterclass dal **taglio estremamente pratico**. Zero chiacchiere. Zero fuffa. Andrea e Raffaele condivideranno con te strumenti, tattiche, strategie e consigli concreti.

Se non riesci ad essere costante, se vuoi fare il salto di qualità o se stai iniziando adesso, **questa è la masterclass che fa per te**!

https://vimeo.com/832905299

Programma della masterclass

- Introduzione alla masterclass
- Le fasi della creazione contenuti
- Generare e raccogliere le idee per i contenuti
- Il calendario editoriale infinito
- Dall’idea allo scheletro del contenuto
- Realizzare contenuti video e audio

- Realizzare contenuti testo e immagini
- Approccio multicanale e multiformato
- Programmare i contenuti al meglio
- Riutilizzare i contenuti e ridargli vita
- Conclusioni
- Sessione di domande e risposte

#### Bonus aggiuntivi GRATIS

Comprando questa masterclass hai accesso a una VALANGA di bonus extra che **già da soli valgono il prezzo**  

													![bonus creazione contenuti andrea ciraolo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/05/bonus-creazione-contenuti-andrea-ciraolo.png)

Slide della masterclass

Il PDF delle slide usate durante la masterclass per poterle consultare con calma quando vuoi.

Ebook _Guida ai bias cognitivi_

Un ebook di **40 pagine** che riepiloga e spiega i bias cognitivi più comuni.

Ebook _Il marketing accessibile a tutti_

Un ebook di **100 pagine** strutturato come **un piccolo glossario del marketing** da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Ebook _Come creare una startup_

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a **trasformare la tua idea in un’azienda**. Contiene consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e le risorse indispensabili per chi inizia.

Ebook _Introduzione al Growth Hacking_

Un ebook di **40 pagine** per avvicinarti al mondo del Growth Hacking e all’**approccio della sperimentazione** che ti sarà utile quando lavorerai con i contenuti.

Ebook _Siamo tutti impostori_

Un ebook di **40 pagine** sulla sindrome dell’impostore. Capirai che **non sentirsi all’altezza** è normale e che certe paure ce le hanno tutti. Fanno parte del processo di creazione contenuti.

Lista di libri consigliati

Una lista dei **libri preferiti** di Raffaele e Andrea sul tema dei contenuti.

Lista di tool consigliati

Una lista con gli **strumenti** che Raffaele e Andrea usano da anni per lavorare con i loro contenuti.

Corso OBS Studio

Un corso completo (da 20 ore) di Andrea per usare al meglio OBS Studio, **uno dei migliori software in circolazione** per fare live e video.

Corso Un video al giorno

Un corso completo (da 6 ore) di Andrea su come **mantenere alta la produttività** e riuscire a pubblicare video in maniera costante.

Corso Come automatizzare qualsiasi cosa

Un corso di Andrea dove mostra in che modo possiamo **automatizzare** (quasi) ogni aspetto del nostro business.

Corso Come scrivere un bestseller

Un corso di Raffaele dove mostra tutto il **processo di creazione del suo libro** 365 giorni di crescita, più volte bestseller Amazon.

Raccolta di checklist per la creazione contenuti

Una serie di checklist da tenere sempre a portata di mano, per non dimenticare **gli step più importanti** quando crei i tuoi contenuti.

Raccolta di template

Una serie di template che Raffaele e Andrea usano per **gestire il loro piano editoriale** e che usano anche con i loro clienti e studenti.

Mappa mentale della Masterclass

Un PDF di 15 pagine, realizzato da Simona (una delle partecipanti alla Masterclass), con una comoda mappa mentale con i **concetti principali** che abbiamo spiegato.

Cosa otterrai alla fine della masterclass

- Avrai messo in piedi un processo facile e agile di creazione contenuti
- Potrai pubblicare tantissimi contenuti anche se sei da solo o in un piccolo team
- Avrai sempre idee nuove, utili e di valore per il tuo pubblico
- Riuscirai ad essere presente su tanti canali in contemporanea col minimo sforzo

- Saprai approcciare i contenuti in maniera professionale
- Avrai sviluppato un tuo personale framework di lavoro
- Imparerai come avere un calendario editoriale perfetto
- Sarai in grado di riutilizzare i tuoi contenuti migliori e ridargli vita

## Cosa dicono della masterclass

Il corso di maggior valore a cui abbia mai partecipato: chiaro , denso di contenuti concreti, ricco di stimoli.  

La generosità di Raffaele e Andrea nel concedersi e raccontarsi è stata immensa .  

Per me che sono all’inizio è stato illuminante e mi ha dato un grandissimo aiuto ad orientarmi e mettere a fuoco ciò che mi aspetta.  

Molto professionali senza mai diventare noiosi o perdersi in tecnicismi, davvero utilissima.  

							![valentina fato](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/valentina-fato.jpg)  

														Valentina Fato  

																						Fotografa  

							Passione, coinvolgimento, condivisione di competenze e valori, queste le parole che mi vengono in mente ripensando alla Masterclass “Crea contenuti come un trattore”.  

Andrea e Raffaele sono due professionisti eccezionali, instancabili e generosi; e le oltre 8 ore di corso ne sono una tangibile dimostrazione.  

							![alessandro veliconi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/alessandro-veliconi.jpg)  

														alessandro veliconi  

																						Bancario  

							Al di là dei contenuti, che non c’è manco bisogno di dirlo che sono sempre super. Ormai seguo Raffaele e Andrea assiduamente, eppure c’è sempre qualche cosa di nuovo, mai scontata. Questo corso è stato come leggere un libro che ti sta piacendo da impazzire e che non vuoi finisca.  

							![clelia ragosta](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/clelia-ragosta.jpg)  

														clelia ragosta  

																						Copywriter  

							Una marea di contenuti veri, anche mostrati direttamente dagli account di Andrea e Raffaele, esposti in modo super esaustivo con focus massimo alle motivazioni oggettive che rallentano o  bloccano le persone nel percorso di Content Creator.  

La dualità di vedute dei due oratori che spazia a 360 gradi ritengo sia il valore aggiunto più grande di questa masterclass.  

							![roberto noe](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/roberto-noe.jpg)  

														roberto noè  

																						Imprenditore  

							Seguo da tempo sia Raffaele che Andrea, ero convinta fin dall’acquisto della validità del corso ma ha superato davvero di molto le aspettative!  

La loro competenza è validata da anni di lavoro e dalle tante risorse che diffondono sul web, la disponibilità con la quale si sono prestati a rispondere a domande e dubbi, a dare suggerimenti semplici per superare timori e imbarazzi raccontando anche esperienze proprie è un grandissimo valore aggiunto rispetto ad altri corsi che ho seguito.  

È stato come se mi avessero presa per mano, accompagnata e spronata a FARE.  

Consiglio vivamente questo corso soprattutto a chi aspetta il momento giusto per iniziare ma non riesce ad iniziare.  

							![emanuela di santo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/emanuela-di-santo.jpg)  

														emanuela di santo  

																						Event manager  

							Ottima Masterclass. Andrea e Raffaele sono una fonte inesauribile di idee e suggerimenti. Tanta esperienza ed estremo controllo e dimestichezza dei contenuti. Quanta energia, quanta passione! Due veri e propri trattori! Insomma due fenomeni, due fuoriclasse. Assolutamente consigliato a tutti da principiante ad esperto. Complimenti.  

							![salvatore la barbera](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/salvatore-la-barbera.jpg)  

														salvatore la barbera  

																						Insegnante  

							Un modo innovativo, creativo, ma soprattutto davvero utile e molto ben organizzato a livello logico per poter trovare nuove idee e capire come procedere in maniera più spedita e produttiva col lavoro. In questo settore, sono tantissimi quelli che vendono solo “fumo negli occhi”. Oceani di parole, ma quando si arriva al dunque, tutto fumo e niente arrosto. All’opposto, Andrea e Raffaele sono stati più che all’altezza delle mie aspettative. Grazie ragazzi! Ottimo lavoro.  

							![manuela solerio](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/manuela-solerio.jpg)  

														Manuela Solerio  

																						Responsabile comunicazione  

							Raffaele e Andrea ci mettono il cuore e la passione in quello che fanno e sono stati fortissimi fino alla fine. Una masterclass dove si ragiona di Bias, Sindrome dell’impostore, primi passi da fare per iniziare a produrre contenuti. Entrambi hanno svelato come lavorano senza veli e segreti. Meglio di cosÌ cosa si può volere? Ho tantissima voglia di intensificare la mia attività da Content Creator  

							![roberto nardini Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/roberto-nardini.jpg)  

														roberto nardini  

																						Proprietario di agenzia  

							Non ho avuto alcun dubbio al momento dell’acquisto. Andrea e Raffaele sono trasparenti, disponibili, esperti ma sopratutto complementari. Hanno saputo trasmettere un enorme valore proprio per questo: le due esperienze, unite, forniscono un incredibile valore.  

In questa Masterclass hanno fatto molto più di quanto promesso.  

Un imprescindibile punto di partenza se vuoi iniziare a generare valore sottoforma di contenuti.  

							![antonio pesacane](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/antonio-pesacane.jpg)  

														antonio pesacane  

																						Imprenditore  

							Questa è stata la migliore Masterclass seguita sull’argomento!  

Raffaele e Andrea hanno condiviso con totale trasparenza i loro processi, ma (cosa più importante) hanno parlato apertamente delle loro paure, bias e percorsi di crescita, passati e futuri.  

Più che un tutorial sul processo per produrre contenuti è stato un viaggio per raggiungere il giusto mindset ed essere autonomi, anche nello sperimentare secondo le nostre necessità.  

La consiglio a tutti quelli che sono bloccati e non iniziano per paura o perché non ancora strutturati: vedrete il vero dietro le quinte di chi fa questo per lavoro, ottimizzato da anni di esperienza e avrete le risposte ai dubbi che spesso ci attanagliano.  

							![nicola costantino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/nicola-costantino.jpg)  

														nicola costantino  

																						Agile Coach

#### Ora tocca a te!

Inizia a creare tanti contenuti, di qualità, in poco tempo.

il contenuto del pacchetto

- Registrazione video della masterclass 8+ ore
- Slide della masterclass scaricabili
- Ebook Introduzione al growth hacking
- Ebook Il marketing accessibile a tutti
- Ebook Guida ai bias cognitivi
- Ebook Come creare una startup
- Ebook Siamo tutti impostori
- Letture consigliate di approfondimento
- Strumenti consigliati per i contenuti

- Corso OBS Studio
- Corso Come fare un video al giorno
- Corso Come automatizzare qualsiasi cosa
- Corso Come scrivere un bestseller
- Raccolta di checklist per i contenuti
- Raccolta di template in excel
- Mappa mentale della masterclass
- Attestato di partecipazione

Voglio accedere alla masterclass

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 3 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolta la masterclass?

La masterclass è pensata per:

- Professionisti che vogliono iniziare a creare contenuti
- Piccole aziende che hanno difficoltà ad essere costanti con la creazione contenuti
- Agenzie che vogliono avere una strategia chiara e un metodo agile
- Persone che sognano di diventare content creator ma non sanno da dove partire
- Chi già pubblica contenuti, ma vogliono fare il salto di qualità
- Chi rimanda da sempre perché non ha tempo o non ha il coraggio di iniziare

Posso rivedere la masterclass?

Assolutamente sì. Puoi vedere i video quando vuoi e quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal e bonifico bancario. Puoi anche pagare a rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, puoi scaricare l’attestato  di partecipazione direttamente dall’area utente.

Qual è il livello della masterclass?

Questa è una masterclass che copre il tema della creazione di contenuti dalla A alla Z. È adatta sia a chi ha esperienza che a chi inizia da zero e vuole saperne di più.

### Chi siamo

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

#### Raffaele Gaito

Sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale. Insegno alla 24 Ore Business School. 

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast. Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

![andrea ciraolo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/05/andrea-ciraolo.png)

#### Massimo Giacchino

Sono Andrea Ciraolo e sono un Content Creator. Faccio video per chi vuole creare contenuti, organizzarsi meglio ed essere efficace nella sua professione.

Quasi per caso ho cominciato a fare tutorial su YouTube e il canale ha cominciato a crescere guadagnando autorevolezza agli occhi degli utenti e della piattaforma: sono ai primi posti dei risultati di ricerca per la maggior parte dei programmi per la creazione di contenuti.

Oggi ho una community fedele e appassionata, e offro con passione contenuti gratuiti quasi ogni giorno. Aiuto professionisti e aziende a crescere online tramite corsi, formazione e consulenze.

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questa masterclass? Scrivimi subito!

[](#tornasu)


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title: Le masterclass
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Qui trovi tutte le informazioni sulle mie masterclass. Sono dei corsi estremamente approfonditi su un tema, realizzati insieme ad altri esperti."
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# Le masterclass

# Raffaele Gaito, le masterclass

## Percorsi di studio verticali, approfonditi e realizzati con altri esperti.

Le mie masterclass sono delle full immersion **lunghe, pratiche e verticali** su un argomento, fatte a quattro mani insieme a un altro esperto. Sono pensate per:

- Professionisti che vogliono perfezionare le loro competenze su argomenti verticali
- Piccole aziende che vogliono ottenere il massimo per il loro business ed essere sempre al passo con le novità del panorama digitale
- Agenzie che vogliono migliorare strategie per i clienti e confrontarsi con i migliori esperti del settore
- Persone che amano avere competenze trasversali e vogliono, in poco tempo, formarsi da chi ha già esperienza

 

Le masterclass sono un ulteriore** tassello nel tuo percorso di crescita,** un passo in più per **approfondire argomenti in modo più specifico**.

Come sempre il taglio è estremamente pratico e potrai da subito mettere in pratica quello che hai imparato e confrontarti con ospiti, tra i più influenti del panorama digitale.

Tutte le masterclass **possono essere pagate anche a rate**. Al momento del pagamento scegli l’opzione “a rate”.

![masterclass ia pratica gaito cosenza](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/masterclass-ia-pratica-gaito-cosenza-1.png)

NOVITà

### [Masterclass: IA Pratica, il copilota per la tua azienda](https://www.raffaelegaito.com/masterclass-intelligenza-artificiale/?c=)

Trasforma il tuo business grazie all’intelligenza artificiale generativa, senza essere un tecnico.

- Con: Vincenzo Cosenza |
- Durata: 8 ore |
- Livello: Avanzato

Scopri di più  

													![raffaele gaito andrea ciraolo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/05/raffaele-gaito-andrea-ciraolo.png)

### Masterclass: Crea Contenuti come un Trattore

Crea tanti contenuti, di qualità, in poco tempo, con il nostro metodo di lavoro.

- Con: Andrea Ciraolo |
- Durata: 8 ore |
- Livello: Avanzato

Scopri di più  

													![dati crescita business raffaele gaito massimo giacchino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/dati-crescita-business-raffaele-gaito-massimo-giacchino.png)

### Masterclass: Conoscere per crescere

Impara ad ascoltare i dati, per conoscere veramente i tuoi clienti e far decollare il tuo business.

- Con: Massimo Giacchino |
- Durata: 4 ore |
- Livello: Avanzato

Scopri di più


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title: In cosa posso esserti utile?
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Scopri il mio nuovo libro \"In cosa posso esserti utile\". Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale."
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# In cosa posso esserti utile?

# In cosa posso esserti utile?

### Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale

![cosa posso fare per te](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/02/cosa-posso-fare-per-te.webp)  

							“Non è un manuale tecnico, ma nemmeno un saggio teorico. È un libro che prova a costruire un metodo per orientarsi.”  

														Valentina Pasotti  

																						Manager  

							“Gaito non vuole impressionare il lettore, ma accompagnarlo dentro un tema complesso con semplicità, senza mai renderlo banale.”  

														Davide Giansolcati  

																						Formatore

### Leggi un’anteprima gratis

Hai comprato il libro, ma non ti è ancora arrivato? O semplicemente vuoi dare una sbirciatina prima dell’acquisto? Nessun problema, da qui puoi scaricare un’**anteprima gratuita** con le prime pagine del libro.

[SCARICA L’ANTEPRIMA](https://www.raffaelegaito.com/download/75046/?tmstv=1772630750)

### ACQUISTALO SU

[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://amzn.to/4aMZrUX)  

																[![mondadori logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/02/mondadori-logo.webp)](https://www.mondadoristore.it/in-cosa-posso-esserti-utile-raffaele-gaito/p/9788835749141)

### E in tutti gli store online e librerie d’Italia.

### Cosa troverai in “In cosa posso esserti utile?”

Tutte le domande che ti sei posto sull’**IA** affrontate attraverso **esempi pratici**, **modelli utili** e **consigli concreti**, per conoscere davvero l’**intelligenza artificiale** e utilizzarla con **consapevolezza** senza lasciarsi travolgere.

Il libro è organizzato in 5 capitoli: sono i temi su cui si concentrano i principali timori e le domande più frequenti sull’intelligenza artificiale.

Se prima di comprarlo vuoi leggere la recensione di qualcuno che l’ha già letto, ti consiglio quella di [Davide Giansoldati](https://davidegiansoldati.substack.com/p/in-cosa-posso-esserti-utile) e quella di [Valentina Pasotti](https://libridimarketing.blog/raffaele-gaito-come-restare-rilevanti-in-un-mondo-dove-lai-produce-tutto/).

**Creatività**

Il primo capitolo del libro è dedicato alla creatività. La nostra creatività è minacciata? Cosa resta a noi esseri umani se l’intelligenza artificiale generativa può produrre in pochi secondi un quadro o una foto? Ma, soprattutto, come teniamo viva la nostra creatività? 

**Produttività**

Il secondo capitolo è dedicato alla produttività, il grande tema della nostra epoca: come risparmiare tempo durante la giornata, come ottimizzare al secondo ogni nostra singola attività, come diventare iperefficienti fino al midollo. Ma siamo proprio sicuri che ne valga la pena? 

**Bias**

Il terzo capitolo è dedicato ai bias. La nostra mente “ci frega” di continuo nelle piccole e grandi decisioni che prendiamo quotidianamente. A volte ne siamo consapevoli, ma quasi sempre non ce ne accorgiamo. Per sua natura l’intelligenza artificiale è una tecnologia che presenta bias al suo interno.

**Studio**

Il quarto capitolo è dedicato allo studio. Urlare allo scandalo serve a poco, provare a vietare l’uso dell’IA agli studenti ancora meno. La cosa più importante da fare è impegnarsi sul serio per capire come questa nuova frontiera tecnologica sta impattando e impatterà sui metodi di studio.

**Domande**

Il quinto e ultimo capitolo è dedicato alle domande. Quando abbiamo di fronte uno strumento che può potenzialmente fornirci qualsiasi risposta, allora la cosa veramente importante è saper fare le giuste domande e saperle porre nel modo corretto.

### Scarica gratis la lista dei prompt contenuti nel libro

Questa lista raccoglie tutti i prompt che mostro nei vari capitoli del libro. Sono tutti in un unico documento per comodità, per averli a portata di mano quando servono. Ma, attenzione, questa lista è un compagno di viaggio, non un sostituto. Il viaggio vero è nel libro.

### Vuoi saperne di più? Guarda il video di presentazione!

### Visto su

![rai radio 1 logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/rai-radio-1-logo.jpg)  

															![logo tgcom 24](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/03/logo-tgcom-24.jpg)  

															![huffpost Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/huffpost.jpg)  

															![la repubblica Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/la-repubblica.jpg)  

															![la stampa Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/la-stampa.png)  

															![radio 2 logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/radio-2-logo.png)  

															![il mattino logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/il-mattino-logo.webp)  

															![il messaggero logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/il-messaggero-logo.webp)  

															![radio 105 logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/radio-105-logo.webp)  

															![startup italia logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/startup-italia-logo.webp)  

															![radio deejay logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/radio-deejay-logo.webp)

### Dicono del libro

Viviamo in un’era che ogni giorno rilascia modelli di intelligenza artificiale capaci di fare in pochi istanti cose che a noi umani richiedevano tempi lunghissimi: scrivere, tradurre, creare foto e video, adesso persino agire al posto nostro. Cosa rimane della nostra unicità e come difenderci dal rischio di delegare alle macchine anche la fatica del pensiero? Il libro di Raffaele Gaito prova  offrirci una palestra per rafforzare il muscolo della nostra mente. Con tante idee ed esercizi pratici. Per renderla più creativa, più capace di studiare e aggiornarci, più attenta a fare le domande giuste, senza scadere in una produttività priva di direzione e di senso.  

							![massimo cerofolini](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/12/massimo-cerofolini.jpg)  

														Massimo cerofolini  

																						GIORNALISTA RAI RADIO1  

							La vera sfida, quando si scrive di intelligenza artificiale, è prendere un tema che cambia ogni giorno e renderlo comprensibile senza tradirne la complessità. Questo libro ci riesce: concreto, accessibile, pensato per chi vuole capire davvero cosa fare con l’AI.  

							![adele sarno](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/03/adele-sarno.jpg)  

														adele sarno  

																						GIORNALISTA HUFFINGTON POST

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8804816562) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

[![recensioni amazon Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/recensioni_amazon.png)](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8804816562%20)

## Domande frequenti

Di cosa parla il libro “In cosa posso esserti utile?”

_In cosa posso esserti utile?_ di Raffaele Gaito è una **guida pratica** e divulgativa all’intelligenza artificiale generativa, pubblicata da Mondadori nel 2026.  
Il sottotitolo dice tutto: è una guida “molto pratica e poco emotiva” all’intelligenza artificiale. Un testo che non è un manuale tecnico né un saggio filosofico, ma qualcosa di diverso: **concreto**, **divulgativo**, scritto per chiunque voglia capire davvero cosa sta succedendo con l’IA,  senza farsi travolgere dall’ansia né dall’entusiasmo acritico.

A chi è rivolto questo libro sull’intelligenza artificiale?

Non serve nessuna preparazione tecnica. È pensato per te se **stai cercando di orientarti nell’IA**senza dover diventare un tecnico, ma anche se la usi già ogni giorno e vuoi capirla meglio e andare al cuore della questione, non fermarti alla superficie.

In concreto, il libro è utile se sei un **professionista** o **lavoratore** che vuole integrare l’IA nel proprio flusso di lavoro in modo consapevole, uno **studente** o **formatore** che si interroga sull’impatto di questi strumenti sullo studio, un **creativo** che teme di perdere originalità delegando troppo all’IA, o semplicemente qualcuno che vuole **smettere di subire la tecnologia** e iniziare a usarla con intelligenza.

Quante pagine ha il libro e com’è strutturato?

**216 pagine**, pubblicato da Mondadori nella collana Gaia (ISBN 978-88-04-81665-9). Trovi un’introduzione, cinque capitoli tematici e una conclusione, seguiti da note e bibliografia.

I cinque capitoli sono Creatività (pag. 23), Produttività (pag. 63), Bias (pag. 99), Studio (pag. 133) e Domande (pag. 163). 

Ogni capitolo parte da un’emozione concreta (frustrazione, ansia, sospetto, diffidenza, cinismo) e la trasforma in qualcosa di costruttivo attraverso **esempi pratici** e riflessioni fondate su ricerche e **casi reali**.

Bisogna avere competenze tecniche per leggere questo libro?

No, per niente. Ho scritto questo libro proprio perché troppi testi sull’IA sono inaccessibili al grande pubblico: pieni di tecnicismi, acronimi e inglesismi che li rendono perfetti per un pubblico specialistico, ma lontani da chiunque altro. In queste pagine ho fatto di tutto per usare un **linguaggio accessibile**, spiegare i termini quando serviva e **non dare nulla per scontato**.

L’obiettivo è che tu possa leggere questo libro anche se non hai mai scritto una riga di codice né conosci il funzionamento interno dei modelli linguistici. Semplificare non vuol dire banalizzare: vuol dire includere invece di escludere.

Non ho basi tecniche sull’IA: questo libro fa davvero per me?

Sì, è esattamente per te. Ho scritto questo libro con in mente chi non è un tecnico, chi sente parlare di IA ovunque, magari si sente un po’ spaventato o sopraffatto e vuole capire davvero cosa sta succedendo senza dover imparare a programmare.

Il linguaggio è accessibile, i tecnicismi vengono spiegati quando servono, ogni concetto è accompagnato da **esempi pratici** presi dalla vita reale. Non troverai formule matematiche né spiegazioni su come funzionano i modelli linguistici a livello tecnico: troverai **strumenti concreti per usare l’IA** con più consapevolezza, qualunque sia il tuo punto di partenza.

Cosa imparerò concretamente leggendo questo libro?

Imparerai come usare l’intelligenza artificiale per:

- migliorare la produttività
- stimolare la creatività
- studiare meglio
- fare domande più efficaci
- sviluppare pensiero critico

Il tutto con applicazioni pratiche e subito utilizzabili

Vale la pena leggerlo anche se già uso l’IA ogni giorno?

Chi usa già l’IA quotidianamente spesso lo fa in modo efficiente, ma non sempre in modo efficace: sa come ottenere risposte, ma non sempre si chiede se sta facendo le**domande giuste** o se sta delegando le cose giuste.

I capitoli sui **bias** e sulle **domande** sono pensati esattamente per chi è già utilizzatore dell’IA. Offrono una **prospettiva critica**su meccanismi che chi usa l’IA tutti i giorni tende a dare per scontati o a ignorare.

Il libro spiega come usare tool specifici di AI come ChatGPT?

No, il libro non è una guida passo-passo a singoli strumenti. _In cosa posso esserti utile?_ ti insegna **come ragionare e lavorare**con l’intelligenza artificiale, così da poter applicare gli stessi principi a qualsiasi tool, anche a quelli che verranno in futuro. 

Anzi, mi sento di sconsigliare fortemente i libri che si concentrano su app specifiche, perché invecchiano troppo velocemente. Il mio libro ha invece un **taglio evergreen** con suggerimenti che durano nel tempo, indipendentemente dall’avanzare di questa tecnologia.

Il libro parla anche dei rischi dell’intelligenza artificiale?

Sì, affronta sia opportunità che criticità. Vengono evidenziati limiti, errori e bias dell’AI. Ti aiuta a **sviluppare maggiore consapevolezza** nell’uso dell’intelligenza artificiale per il lavoro e per la vita quotidiana.

Cosa rende questo libro diverso dagli altri sull’intelligenza artificiale?

A differenza di molti libri sull’IA, questo non ti spiega solo come funziona la tecnologia, ma **come usarla davvero**. Non è una raccolta di prompt né un testo filosofico. _In cosa posso esserti utile?_ è una **guida pratica**, senza tecnicismi inutili, che unisce esempi concreti e riflessioni per aiutarti a sfruttare l’intelligenza artificiale senza subirla.

Il libro contiene esempi pratici di utilizzo dell’AI?

Sì, il libro è ricco di **esempi concreti**, simulazioni e casi d’uso reali. Utilizzo situazioni quotidiane per mostrare **come applicare l’AI** in modo pratico.

Dove posso acquistare il libro “In cosa posso esserti utile?”

Lo trovi su [Amazon](https://amzn.to/4aMZrUX), su [Mondadori Store](https://www.mondadoristore.it/in-cosa-posso-esserti-utile-raffaele-gaito/p/9788835749141) e in tutte le librerie d’Italia, fisiche e online. È pubblicato da Mondadori Libri nella collana Gaia.

Da questa pagina puoi accedere direttamente ai link di acquisto. Se vuoi dare prima una sbirciatina, puoi [scaricare gratuitamente l’anteprima](https://www.raffaelegaito.com/download/75046/?tmstv=1772630750) con le prime pagine del libro  nessun problema, è lì apposta.

Il libro è disponibile anche in formato digitale?

Sì, _In cosa posso esserti utile?_ è disponibile anche in formato digitale (ebook), oltre alla versione cartacea. Questo ti permette di leggerlo su dispositivi come Kindle, tablet o smartphone.

Come posso avere i prompt utilizzati nel libro?

Puoi scaricare la **lista di prompt** gratuitamente [qui](https://www.raffaelegaito.com/in-cosa-posso-esserti-utile-libro/). 

La lista di prompt scaricabile gratuitamente è una compagna di viaggio pensata proprio per affinare il metodo di interazione, non per sostituire la lettura.

Posso leggere un’anteprima del libro?

Puoi **scaricare gratuitamente l’anteprima** _In cosa posso esserti utile?_ e leggere subito le prime pagine del libro  [qui](https://www.raffaelegaito.com/download/75046/?tmstv=1772630750).

Quanto tempo serve per leggere il libro?

Il libro può essere letto in modo flessibile, anche a blocchi. È pensato per essere consultato in base alle tue esigenze, senza necessità di lettura lineare.

L’intelligenza artificiale danneggia la nostra creatività?

È una delle paure che sento più spesso. La risposta breve è: no, ma dipende da come la usi. L’IA **non atrofizza la creatività** di per sé. Può farlo se la usi in modo passivo e acritico, lasciando che faccia il lavoro al posto tuo invece di usarla come trampolino.

Nel primo capitolo introduco una distinzione fondamentale tra creatività come processo mentale e creatività come risultato finale: una differenza che la psicologia cognitiva ha chiarito decenni fa e che diventa cruciale nell’era dell’IA. La frase che mi ritrovo a ripetere spesso è questa: “L’IA è un trampolino, ma il salto lo devi fare tu.” Usarla per **potenziare il processo creativo**, raccogliere stimoli, esplorare varianti, superare i blocchi è una scelta. Delegare completamente è un’altra scelta. Il libro ti aiuta a capire la differenza e a scegliere consapevolmente.

Usare l’IA rende davvero più produttivi? O stiamo ottimizzando le cose sbagliate?

Non automaticamente. Ed è qui che si nasconde la trappola più sottile: l’IA può farti fare di più, ma non necessariamente farti fare le cose giuste. Nel secondo capitolo introduco una distinzione che ritengo fondamentale: quella tra efficienza ed efficacia. L’efficienza misura quanto bene fai le cose. L’efficacia misura se stai facendo le cose giuste. Sono due domande completamente diverse.

Il rischio concreto è **usare l’IA come moltiplicatore di mediocrità**: produrre più email, più presentazioni, più contenuti, senza chiedersi se vale davvero la pena farlo. L’invito del libro è sostituire l’ansia da prestazione con la calma di chi lavora con intenzione. Fare di meglio vale più di fare di più  e questa differenza cambia radicalmente il modo in cui ha senso usare questi strumenti.

Cosa sono i bias dell’intelligenza artificiale e perché contano?

I bias dell’IA sono distorsioni sistematiche nei risultati prodotti dai modelli  e derivano direttamente dai **pregiudizi umani** di chi li ha progettati e dai testi su cui sono stati addestrati. L’IA non è uno strumento neutro né super partes. È importante saperlo, perché usarla come se lo fosse è una delle cose più pericolose che si possa fare.

Nel terzo capitolo parto dai **bias cognitivi umani**: meccanismi ben documentati dalla psicologia cognitiva dagli anni Cinquanta in poi per mostrare come questi si trasferiscano nei sistemi di IA. Un esempio concreto: i chatbot tendono a dare ragione all’utente anche quando ha torto, amplificando il confirmation bias anziché correggerlo. Conoscere questi meccanismi non serve a smettere di usare l’IA: serve a **usarla con lo spirito critico**giusto, trasformando il sospetto in attenzione consapevole.

Si può usare l’IA per studiare e formarsi?

Sì, ed è uno degli usi più sottovalutati di questa tecnologia. Te lo dico perché lo faccio io stesso: uso l’IA per studiare, per **approfondire**, per **imparare più velocemente**e meglio rispetto a prima. E ogni volta che lo racconto, vedo le stesse reazioni di sorpresa.

Nel quarto capitolo parto da una distinzione fondamentale: quella tra apprendimento passivo e apprendimento attivo. L’IA può diventare un tutor personalizzato e sempre disponibile, non nel senso che ti dà risposte preconfezionate, ma perché si adatta al tuo stile, al tuo ritmo, ai tuoi interessi. A patto di usarla con disciplina. Chiedere all’IA di riassumere tutto senza elaborare produce solo un’illusione di apprendimento. Il libro mostra la differenza con esempi pratici e casi d’uso concreti.

Perché è importante saper fare le domande giuste all’IA?

Perché viviamo in una **società ossessionata dalle risposte**, e l’IA ha amplificato questa ossessione al massimo. Adesso pretendiamo che sia la macchina a darci le risposte  subito, impeccabili, su tutto. Il problema è che questo approccio è poco lungimirante: una domanda superficiale genera una risposta superficiale. Una domanda sbagliata genera una risposta che rinforza l’errore.

Nel quinto capitolo mi concentro su questo paradosso: più l’IA diventa brava a rispondere, più **diventa cruciale la nostra capacità di fare domande.**Il collo di bottiglia si è spostato. 

Analizzo gli ostacoli principali che ci impediscono di fare domande efficaci, dalla paura di sembrare ignoranti alla trappola della competenza, e **propongo strumenti pratici**per sviluppare una curiosità più utile, sia con l’IA che nelle relazioni quotidiane.


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author: Martina Autuori
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title: "Test – Corso AI online: ChatGPT dalla A alla Z"
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author: Martina Autuori
excerpt: "Corso su ChatGPT con Raffaele Gaito: 5 ore, intensive e pratiche, per imparare tutte le potenzialità di ChatGPT - corso base."
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Corso intensivo – ChatGPT dalla A alla Z

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- 💻 Lista dei prompt utilizzati
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- 10 moduli
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#### ti guido in un corso dalle basi, ai prompt avanzati

- Introduzione a ChatGPT e le varie funzionalità
- Come scrivere prompt davvero efficaci
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- Lavorare con i file (PDF, Excel, CSV, immagini, ecc.)
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Per chi è questo corso:

- Freelance e professionisti che vogliono velocizzare il lavoro
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- Creator, marketer e social media manager sempre in cerca di idee
- Chi vuole sfruttare l’AI ogni giorno in modo pratico, semplice e produttivo
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Per chi NON è questo corso?

- Chi ha già molta esperienza con ChatGPT
- Chi cerca dettagli su funzionalità avanzate: GPTs, API, Deep Research, ecc.
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Uso ChatGPT da ottobre 2023, ho creato decine di GPTs personali, uso AI tutti i giorni per lavoro e personal life, e comunque ho imparato un sacco di cose utili!!  

														GABRIELE  

							Complimenti, un corso di qualità eccezionale! Non vedo l’ora di seguire i prossimi 2! Grazie Raf!  

														MArio  

							Una miniera questo corso!  

grazie mille 🙏  

														Laura  

							Devo rivederlo almeno altre 10 volte🤣  

														Manuel  

							Grande raffo , grazie. Altro che corso base se riesco a metabolizzare solo il 50% di quello che ho visto faccio un salto quantico…  

														Riccardo  

							Non sapevo se acquistarlo, dicevi che era di base, dopo 2 anni di uso di ChatGPT pensavo di sapere già tutto.  

Non vedo l’ora di affrontare i prossimi che ho già acquistato  

														Barbara  

							Sei stato davvero generoso!  

														Dora  

							Bravo Raf, come sempre iperprofessional ed umanissimo al tempo stesso  

														Stefano  

							Grazie Raf, mi congratulo specie per la “tenuta” di queste quasi 5 ore, mai un cedimento e sempre lo stesso entusiasmo nel donarci così tanta conoscenza. GRAZIE  

														Patrizia  

							Non vedo l’ora di applicare tutto con i clienti ma anche con me stessa, vorrei non dover lavorare per 15 giorni e aver tempo di testare tutto!  

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							Chat GPT mi ha consigliato bene (tu e il tuo corso)! Sei super e imbattibile 👀🎶  

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- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci, carta di credito e debito, Paypal Google Pay e bonifico bancario.
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![ChatGpt dalla a alla z mockup Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/07/ChatGpt-dalla-a-alla-z-mockup-1024x1024.webp)

## Domande frequenti

Dove trovo il corso?

Accedi all’area riservata Hotmart. Potrai guardare il corso, quando vuoi e quante volte vuoi.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Il corso è tuo per sempre. Puoi rivederlo dalla tua area riservata Hotmart quando vuoi e quante volte vuoi!

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di **base**. Quindi perfetto per chi vuole iniziare ad usare ChatGPT o per chi già usa ChatGPT ma vuole fare un salto di qualità nei risultati che ottiene.

Il corso è aggiornato a ChatGPT5?

Sì, nel corso ci sarà un approfondimento dedicato alle novità di ChatGPT5, con tecniche e trucchi specifici per migliorare le performance di questo modello.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento a rate.

Acquistando più di un corso posso risparmiare?

Certo. Utilizzando i Bundle puoi acquistare 2 o 3 corsi sull’AI e risparmiare sul totale.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

### Hai ancora domande?

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#### Chi sono

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

Ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/), la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e intelligenza artificiale attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

 


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title: "Test – Corso AI online: Usare Deep Research al massimo"
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author: Martina Autuori
excerpt: "Corso di 4 ore per usare Deep Research, trovare fonti di qualità e fare ricerche strategiche con ChatGPT, Perplexity, Gemini coon Raffaele Gaito"
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# Test – Corso AI online: Usare Deep Research al massimo

Imapra a usare I’AI per la ricerca avanzata

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- **INTENSIVO**: 8 moduli – 4 ore
- **PRATICO**: Casi d’uso in cui usare Deep Research
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Impara a usare la funzionalità più importante dell’AI

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- **INTENSIVO**: 4 ore in 7 moduli
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Video registrazione del corso subito disponibile.

Inizia a usare l’AI per la ricerca avanzata.

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Corso intensivo 4 h – Usare Deep Research al massimo

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⚡ Capire le differenze tra ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude

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👉 In questo corso ti mostro **passo dopo passo** come fare tutte queste cose.

Se vuoi ottenere **risultati potenziati** dall’AI con DeepResearch, **questo è il corso che fa per te**!

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#### 🤖 PROGRAMMA DEL CORSO

#### Perché imparare usare Deep Research cambierà il tuo lavoro

- Introduzione a Deep Research
- Confronto tra i vari Deep Research: ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude
- Prompting avanzato per usarlo al massimo
- Ricerche con fonti di qualità

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- Usare Deep Research per le presentazioni
- Trasformazione avanzata dei risultati di ricerca
- Sessione finale di domande e risposte

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- 🎬  Videoregistrazione del corso
- 👨‍🏫  Slide utilizzate durante il corso
- 💻 GPT per creare prompt pronti per Deep Resarch
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- 7 moduli
- LIVELLO: Avanzato

#### ✅ Accesso illimitato

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Per chi è questo corso:

- Aziende (grandi o piccole) che vogliono introdurlo nei processi
- Freelancer che vogliono automatizzare le ricerche avanzate
- Creatori di contenuti che vogliono usarlo per idee e fonti di qualità
- Consulenti e formatori che fanno analisi, report e presentazioni
- Chiunque ne ha capito l’importanza, ma non riesce a sfruttarlo al massimo

Per chi NON è questo corso?

- Per chi pensa che faccia tutto l’AI
- Per chi si accontenta del primo risultato su Google
- Per chi usa solo le versioni gratuite dei tool AI e non è disposto a investire

- 

### Alcuni dei commenti Da chi ha seguito il corso “USa Deep Research al massimo”

corso super, Raf è fenomenale. Avevo fatto quello base, faro’ anche il prossimo sui contenuti  

														EUGENio  

							Corso super interessante, grazie!  

														GIULIANO  

							Complementi corso bellissimo e utilissimo!  

grazie mille 🙏  

														STEFANO  

							Devo rivederlo almeno altre 10 volte🤣  

														Manuel  

							Che funzionalità potente! Non la conoscevo  

														MARIARITA  

							Mai visto prima! Impressionante.  

														MATTEO  

							Pazzesco! Sto pensando a quello che posso fare partendo semplicemente partendo da un excel!  

														DAVIDE  

							Bravo Raf, come sempre professionale ed umano al tempo stesso  

														Stefano  

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														MARIARITA  

							Con il GPT che ci hai regalato mi hai fatto felice!!!  

														Maria Carla  

							davvero molto interessante! I tuoi corsi vanno contro la legge che dopo i 10 minuti l’attenzione cala. L’attenzione nel tuo caso dura 4 ore con pausa forzata (quasi)  

														DORA  

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- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci, carta di credito e debito, Paypal Google Pay e bonifico bancario.
- Accedi a video e risorse in un unico spazio dedicato all’apprendimento
- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

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## Domande frequenti

Dove trovo il corso?

Riceverai il link per accedere all’area riservata Hotmart dove potrai guardare le registrazioni del corso, quando vuoi e quante volte vuoi.

Si può avere la registrazione?

Sì, alla fine del corso sarà disponibile la registrazione_._ Significa che puoi rivederlo quando vuoi e quante volte vuoi.

Posso fare domande durante la diretta?

Certo! È previsto uno spazio _Q&A live_ per dubbi, esempi personalizzati e confronto diretto.

 

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello **avanzato**. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza con gli strumenti di AI generativa ma non sfrutta a pieno il potenziale di Deep Research.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 3 rate.

Acquistando più di un corso posso risparmiare?

Certo. Utilizzando i Bundle puoi acquistare 2 o 3 corsi sull’ai e risparmiare sul totale.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

### Hai ancora domande?

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#### Chi sono

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

Ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/), la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e intelligenza artificiale attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

 


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title: "Corso AI online: Creare contenuti con l’AI"
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author: Martina Autuori
excerpt: "Corso intensivo con Raffaele Gaito. 4 ore per creare testi, immagini e video con l’AI e rivoluzionare il tuo processo creativo."
---

# Corso AI online: Creare contenuti con l’AI

[CORSO INTENSIVO](#corso)

# Crea contenuti con l’AI

imparerai a:

- Usare l’AI per testi, immagini e video
- Padroneggiare i migliori strumenti AI
- Riutilizzare i contenuti con l’AI
- Ottimizzare l’intero processo creativo con l’AI

[Voglio partecipare](#acquista)  

															![raffaele gaito chi sono](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/04/raffaele-gaito-chi-sono.webp)

Corso intensivo 4 h – Crea contenuti con l’AI

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Se crei contenuti, ma non stai sfruttando l’AI generativa ti stai perdendo una enorme **rivoluzione**.

Oggi abbiamo strumenti che grazie all’intelligenza artificiale ci permettono di rendere il processo di creazione contenuti più **ottimizzato ed efficiente**.

Questo corso è perfetto sia se crei contenuti per te, sia se li realizzi per i tuoi clienti.

Non importa che tu sia **content creator, freelance o un’agenzia**.

Scopri come l’AI può rivoluzionare il tuo modo di creare contenuti.

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Una **full immersion di 4 ore** dove imparerai a usare l’AI generativa per la creazione di contenuti: dal brainstorming e generazione di idee alla creazione di immagini, post social, slide, youtube ecc.

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- 4 h
- 7 moduli
- LIVELLO: Intermedio

Cosa è incluso:

- Videoregistrazione del corso da rivedere quando vuoi 🎬
- Tutti i prompt usati nel corso da riutilizzare 💻
- File riutilizzo dei contenuti: idee e suggerimenti 📝
- Attestato di partecipazione scaricabile 🎖️

#### 🤖 Programma del corso

- Brainstorming e generazione di idee
- L’AI per la generazione testi
- L’AI per la generazione immagini
- L’AI per la generazione di grafici e infografiche

- Creare slide e caroselli con l’AI
- Riutilizzo dei contenuti con l’AI
- L’AI per il mondo YouTube
- Sessione finale di domande e risposte

Per chi è questo corso?

- Content creator che vogliono velocizzare e ottimizzare il lavoro
- Agenzie e freelance che creano contenuti per terzi
- Marketer e social media manager che gestiscono calendari editoriali
- Copywriter che vogliono migliorare produttività e creatività
- Formatori e coach che devono produrre contenuti con regolarità

Per chi NON è questo corso?

- Per chi vuole creare contenuti senza metterci del suo
- Per chi vuole creare canali YT faceless, cash cow o cose del genere
- Per chi cerca soluzioni magiche senza impegno e creatività

#### Fai fare il salto di qualità ai tuoi contenuti

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- Usa Deep Research al massimo
- Crea contenuti con l’AI
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### Alcuni dei commenti Da chi ha seguito il corso “CREA CONTENUTI CON L’AI”

Grazie Raf, è qualche anno che ti segue e faccio i tuoi corsi e tutte le vuole, tutte le volte generi sempre l’effetto WOW ..  secondo me l’iA guarda a te come obbiettivo irraggiungibile 😂💪🏻💣  

														PAOLO  

								Grazie a tutti e congratulazioni Raffaele per l’ottimo corso! 3 su 3… voto 10 e lode!  

														MArio  

							Ho imparato tantissime cose  

grazie mille 🙏  

														ELIGIO  

							In questi tre corsi Raffaele ci ha mostrato cose che noi umani potevamo solo immaginare…è tempo di ampliare il budget  

														MAURO  

							Grazie molto interessante! Da rivedere perchè ci sono cose nuove  da studiare!  

														DORE  

							Interessantissimo come sempre e sempre contenuti di grande valore!  

														ViNCENZO  

							Fantastico! Corso completo e approfondito, Raffaele sempre un passo avanti!!!  

														MARVI  

							ADORO! Superlativo. Come sempre mi aiuta a fare ordine in ciò che so e aggiunge insieme nuove competenze e conoscenza di tool  

														MARIA LETIZIA  

							E’ un botto di roba!alla fine del corso arrivo Stanco, confuso e felice!  

														SIMONE  

							Chiarissimo grazie Raffaele  

														FABIO

## Accedi al corso e alle risorse dove vuoi e quante volte vuoi

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#### Chi sono

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Ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/), la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e intelligenza artificiale attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

 

## Domande frequenti

Dove trovo il corso?

Accedi all’area riservata Hotmart. Potrai guardare il corso, quando vuoi e quante volte vuoi.

 

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Il corso è tuo per sempre. Puoi rivederlo dalla tua area riservata Hotmart quando vuoi e quante volte vuoi!

 

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello **intermedio**. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza gli strumenti AI più utilizzati, ma vuole fare il salto di qualità e il passo successivo.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 3 rate.

Acquistando più di un corso posso risparmiare?

Certo. Utilizzando i Bundle puoi acquistare 2 o 3 corsi sull’ai e risparmiare sul totale.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

### Hai ancora domande?

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title: "Corso AI online: Deep Research"
url: "https://www.raffaelegaito.com/corso-ai-online-deep-research-chatgpt-perplexity-gemini/"
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author: Martina Autuori
excerpt: "Corso intensivo con Raffaele Gaito: 4 ore per usare Deep Research, trovare fonti di qualità e fare ricerche strategiche con ChatGPT, Perplexity, Gemini."
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# Corso AI online: Deep Research

[CORSO INTENSIVO](#corso)

# Usa Deep Research al massimo

imparerai a:

- Integrare Deep Research nel tuo lavoro
- Scrivere prompt efficaci per ottenere risposte esatte e approfondite
- Capire le differenze tra i vari Deep Research in giro
- Trovare fonti di qualità grazie alle ricerche avanzate

[Voglio partecipare](#acquista)  

															![raffaele gaito growth coach autore speaker blogger](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-growth-coach-autore-speaker-blogger.webp)

Corso intensivo 4 h – Usa Deep Research al massimo

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## La funzionalità più utile e potente in circolazione.

Il modo in cui cerchiamo informazioni è **cambiato per sempre**. Google non basta più. Le fonti si moltiplicano, i dati crescono, il tempo è poco.

Deep Research è senza dubbio la funzionalità dell’AI generativa più **potente** che abbiamo oggi a disposizione. Un vero e proprio **agente** per la ricerca di informazioni che trova, analizza e organizza le informazioni al posto tuo.

Un vero e proprio asset nel lavoro di ogni giorno e non solo per fare ricerche di mercato. Con Deep Research puoi cercare tool e app, analizzare trend di mercato, confrontare competitor, raccogliere fonti per qualsiasi tipo di ricerca, preparare riunioni e presentazioni, raccogliere idee per i tuoi contenuti e tanto altro ancora.

Ti guido in un **corso intensivo** per imparare a fare tutto questo.

Un mix di tecniche, strumenti pratici ed esempi reali indispensabili chi vuole portare questo potente strumento nel proprio lavoro.

Non ti darò solo una lista di tool (quella la trovi ovunque). Ti insegnerò **un processo.** Un approccio pratico, sperimentato sul campo, con cui puoi aumentare il tuo valore in ogni progetto.

## Un corso intensivo, pratico e aggiornato

Una **full immersion di 4 ore** dove imparerai a sfruttare al massimo la potenza di Deep Research.

[Voglio partecipare](#acquista)

- 4 h
- 7 moduli
- LIVELLO: Avanzato

Cosa è incluso:

- Videoregistrazione del corso da rivedere quando vuoi 🎬
- Slide usate durante il corso 👨‍🏫
- GPT per creare prompt pronti per Deep Resarch 💻
- Attestato di partecipazione da scaricare 🎖️

#### 🤖 Programma del corso

- Introduzione a Deep Research
- Confronto tra i vari Deep Research: ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude
- Prompting avanzato per usarlo al massimo
- Ricerche con fonti di qualità

- Casi d’uso in cui usare Deep Research (non solo ricerche di mercato!)
- Usare Deep Research per le presentazioni
- Trasformazione avanzata dei risultati di ricerca
- Sessione finale di domande e risposte

Per chi è questo corso?

- Aziende (grandi o piccole) che vogliono introdurlo nei processi
- Freelancer che vogliono automatizzare le ricerche avanzate
- Creatori di contenuti che vogliono usarlo per idee e fonti di qualità
- Consulenti e formatori che fanno analisi, report e presentazioni
- Chiunque ne ha capito l’importanza, ma non riesce a sfruttarlo al massimo

Per chi NON è questo corso?

- Per chi pensa che faccia tutto l’AI
- Per chi si accontenta del primo risultato su Google
- Per chi usa solo le versioni gratuite dei tool AI e non è disposto a investire

#### Fai il salto di qualità con Deep Research

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## CORSO SINGOLO IN OFFERTA

74€

Invece di 249€

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### 🔥 Bundle

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## Bundle 2 CORSI

89€

Corsi inclusi nel Bundle:

- Usa Deep Research al massimo
- ChatGPT dalla A alla Z (Registrato)

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## Bundle 2 COrSI

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Corsi inclusi nel Bundle:

- Usa Deep Research al massimo
- Crea contenuti con l’IA

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## Bundle 3 CORSI

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Corsi inclusi nel Bundle:

- Usa Deep Research al massimo
- Crea contenuti con l’IA*
- ChatGPT dalla A alla Z (Registrato)

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### Alcuni dei commenti Da chi ha seguito il corso “USa Deep Research al massimo”

corso super, Raf è fenomenale. Avevo fatto quello base, faro’ anche il prossimo sui contenuti  

														EUGENio  

							Corso super interessante, grazie!  

														GIULIANO  

							Complementi corso bellissimo e utilissimo!  

grazie mille 🙏  

														STEFANO  

							Raf sei il nuovo Super Eroe del IA 😄  

														Antonio  

							Che funzionalità potente! Non la conoscevo  

														MARIARITA  

							Mai visto prima! Impressionante.  

														MATTEO  

							Pazzesco! Sto pensando a quello che posso fare partendo semplicemente partendo da un excel!  

														DAVIDE  

							Bravo Raf, come sempre professionale ed umano al tempo stesso  

														Stefano  

								Super questo corso…dall’inizio alla fine  

														MARIARITA  

							Con il GPT che ci hai regalato mi hai fatto felice!!!  

														Maria Carla  

							davvero molto interessante! I tuoi corsi vanno contro la legge che dopo i 10 minuti l’attenzione cala. L’attenzione nel tuo caso dura 4 ore con pausa forzata (quasi)  

														DORA  

							Nonostante la mia conoscenza avanzata e approfondita degli strumenti text-to-text questo corso è uno scrigno pieno di tesori: decine di casi d’uso spiegati in maniera approfondita e dettagliata, uso avanzatissimo della Deep Research insieme ad altri strumenti per la creazione di qualsiasi tipo di report e output.  

Un corso di questo tipo è una vera perla rara: consigliatissimo!  

⭐⭐⭐⭐⭐  

														VALERIO

## Accedi alla registrazione e alle risorse  
 dove vuoi e quante volte vuoi

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
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- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
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![Usa deep research al massimo mockup Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/07/Usa-deep-research-al-massimo-mockup-1024x1024.webp)

#### Chi sono

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

Ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/), la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e intelligenza artificiale attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

 

## Domande frequenti

Dove trovo il corso?

Accedi all’area riservata Hotmart. Potrai guardare il corso, quando vuoi e quante volte vuoi.

 

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Il corso è tuo per sempre. Puoi rivederlo dalla tua area riservata Hotmart quando vuoi e quante volte vuoi!

 

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello **avanzato**. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza con gli strumenti di AI generativa ma non sfrutta a pieno il potenziale di Deep Research.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 3 rate.

Acquistando più di un corso posso risparmiare?

Certo. Utilizzando i Bundle puoi acquistare 2 o 3 corsi sull’ai e risparmiare sul totale.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

### Hai ancora domande?

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title: "Corso AI online: ChatGPT dalla A alla Z"
url: "https://www.raffaelegaito.com/corso-chat-gpt-prompt/"
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date: "2025-07-14T15:38:14+00:00"
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slug: corso-chat-gpt-prompt
author: Martina Autuori
excerpt: "Corso su ChatGPT con Raffaele Gaito: 5 ore, intensive e pratiche, per imparare tutte le potenzialità di ChatGPT - corso base."
---

# Corso AI online: ChatGPT dalla A alla Z

[CORSO INTENSIVO](#corso)

[Subito disponibile](#corso)

# ChatGPT dalla A alla Z

imparerai a:

- Usare ChatGPT al meglio per il tuo lavoro e non solo
- Padroneggiare tutte le funzionalità più importanti
- Scrivere prompt ottimizzati ed efficaci
- Sfruttare l’AI per essere più efficace e produttivo

[Voglio partecipare](#acquista)  

															![Chat GPT dalla A alla Z](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/vendi-di-piu-grazie-ai-bias-cognitivi.png)

Corso intensivo 5 h – ChatGPT dalla A alla Z

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## Porta il tuo lavoro al livello successivo con ChatGPT.

L’AI generativa non è solo per sviluppatori e smanettoni.

Oggi **ogni professionista può usarla** per risparmiare tempo, aumentare la produttività e lavorare meglio.

Ma c’è un enorme divario tra chi si diverte un pò e chi sa davvero **come usare ChatGPT in modo strategico e professionale.**

L’AI generativa non è solo per sviluppatori e smanettoni.

Oggi **ogni professionista può usarla** per risparmiare tempo, aumentare la produttività e lavorare meglio.

Ma c’è un enorme divario tra chi si diverte un pò e chi sa davvero **come usare ChatGPT in modo strategico e professionale.**

Hai mai pensato di poter:

- Scrivere in metà tempo?
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- 5 h
- 10 moduli
- LIVELLO: Base

Cosa è incluso:

- Videoregistrazione del corso 🎬
- Lista dei prompt utilizzati 💻
- Attestato di partecipazione 🎖️

#### 🤖 Programma del corso

- Introduzione a ChatGPT e le varie funzionalità
- Come scrivere prompt davvero efficaci
- Suggerimenti e trucchi per generare testi
- Suggerimenti e trucchi per generare immagini

- Analizzare testi, fare sintesi e traduzioni
- Lavorare con i file (PDF, Excel, CSV, immagini, ecc.)
- Generare idee infinite e fare brainstorming
- Sessione finale di domande e risposte live

#### Approfondimento extra

- Un approfondimento su ChatGPT5
- Strategie e tattiche per migliorare le performance
- Prompt engineering

Per chi è questo corso?

- Freelance e professionisti che vogliono velocizzare il lavoro
- Manager che vogliono aumentare efficienza e produttività
- Creator, marketer e social media manager sempre in cerca di idee
- Chi vuole sfruttare l’AI ogni giorno in modo pratico, semplice e produttivo
- Chi ha usato poco ChatGPT o sente di non riescire a sfruttarlo al massimo
- Chi vuole capire meglio cosa è cambiato con ChatGPT5 e sfruttarlo al meglio

Per chi NON è questo corso?

- Chi ha già molta esperienza con ChatGPT
- Chi cerca dettagli su funzionalità avanzate: GPTs, API, Deep Research, ecc.
- Chi vuole realizzare agenti autonomi

- 

#### Inizia a usare ChatGPT (davvero)

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## CORSO SINGOLO in OFFERTA

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Corsi inclusi nel Bundle:

- ChatGPT dalla A alla Z (registrazione)
- Crea Contenuti con l’AI

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- ChatGPT dalla A alla Z (registrazione)
- Usa Deep Research al massimo

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- ChatGPT dalla A alla Z (registrazione)
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### Alcuni dei commenti Da chi ha seguito il corso “ChatGPT Dalla A alla Z”

Uso ChatGPT da ottobre 2023, ho creato decine di GPTs personali, uso AI tutti i giorni per lavoro e personal life, e comunque ho imparato un sacco di cose utili!!  

														GABRIELE  

							Complimenti, un corso di qualità eccezionale! Non vedo l’ora di seguire i prossimi 2! Grazie Raf!  

														MArio  

							Una miniera questo corso!  

grazie mille 🙏  

														Laura  

							Devo rivederlo almeno altre 10 volte🤣  

														Manuel  

							Grande raffo , grazie. Altro che corso base se riesco a metabolizzare solo il 50% di quello che ho visto faccio un salto quantico…  

														Riccardo  

							Non sapevo se acquistarlo, dicevi che era di base, dopo 2 anni di uso di ChatGPT pensavo di sapere già tutto.  

Non vedo l’ora di affrontare i prossimi che ho già acquistato  

														Barbara  

							Sei stato davvero generoso!  

														Dora  

							Bravo Raf, come sempre iperprofessional ed umanissimo al tempo stesso  

														Stefano  

							Grazie Raf, mi congratulo specie per la “tenuta” di queste quasi 5 ore, mai un cedimento e sempre lo stesso entusiasmo nel donarci così tanta conoscenza. GRAZIE  

														Patrizia  

							Non vedo l’ora di applicare tutto con i clienti ma anche con me stessa, vorrei non dover lavorare per 15 giorni e aver tempo di testare tutto!  

														Maria Letizia  

							Chat GPT mi ha consigliato bene (tu e il tuo corso)! Sei super e imbattibile 👀🎶  

														Roberta  

							Ormai so che sei una garanzia, SEMPRE! Non riuscirò a essere mai grata abbastanza!  

														Ilaria

## Accedi al corso e alle risorse dove vuoi e quante volte vuoi

- Tutti i miei corsi sono su un’unica piattaforma
- Scegli il metodo di pagamento che preferisci, carta di credito e debito, Paypal Google Pay e bonifico bancario.
- Accedi a video e risorse in un unico spazio dedicato all’apprendimento
- Scarica la app per la versione mobile
- Gestisci e scarica la fattura dalla tua area utente
- Alla fine del corso scarica il tuo attestato di partecipazione

![ChatGpt dalla a alla z mockup Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/07/ChatGpt-dalla-a-alla-z-mockup-1024x1024.webp)

#### Chi sono

![raffaele gaito chi sono corsi 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/raffaele-gaito-chi-sono-corsi-1.png)

Ho fondato [IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/), la mia academy per chi vuole rimanere al passo sul mondo dell’**intelligenza artificiale** studiando con me e i migliori esperti d’Italia.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e intelligenza artificiale attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

 

## Domande frequenti

Dove trovo il corso?

Accedi all’area riservata Hotmart. Potrai guardare il corso, quando vuoi e quante volte vuoi.

Per quanto tempo sarà disponibile il corso?

Il corso è tuo per sempre. Puoi rivederlo dalla tua area riservata Hotmart quando vuoi e quante volte vuoi!

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di **base**. Quindi perfetto per chi vuole iniziare ad usare ChatGPT o per chi già usa ChatGPT ma vuole fare un salto di qualità nei risultati che ottiene.

Il corso è aggiornato a ChatGPT5?

Sì, nel corso ci sarà un approfondimento dedicato alle novità di ChatGPT5, con tecniche e trucchi specifici per migliorare le performance di questo modello.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento a rate.

Acquistando più di un corso posso risparmiare?

Certo. Utilizzando i Bundle puoi acquistare 2 o 3 corsi sull’AI e risparmiare sul totale.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Posso acquistare il corso tramite la mia azienda?

Certo. Basta inserire la P. IVA prima di procedere al pagamento. L’IVA sarà detratta direttamente dall’importo finale.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

### Hai ancora domande?

Scrivimi qui


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author: Raffaele Gaito
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# 30 giorni di crescita, conferma

30 giorni di crescita

## Iscrizione completata 🎉

https://vimeo.com/866037696

Registrazione completata… yeaaaaaaah!

Ti do ufficialmente il benvenuto a bordo.

Tra pochissimo riceverai la prima riflessione e poi da domani mattina ne riceverai una al giorno per i prossimi 30 giorni.

Nota: Se usi Gmail, sposta la prima email che ti arriverà nella sezione “Principale”, altrimenti rischi di perderti le successive email e noi non vogliamo che questo succeda, vero?!


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title: Le Newsletter
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# Le Newsletter

# Raffaele Gaito, le newsletter

## Iscriviti alle mie newsletter e rimani sempre un passo avanti.

RG

### La newsletter di raffaele gaito

Ne invio una al mese e contiene una super selezione di contenuti prodotti da me (video, articoli e altro) e di cose interessanti che trovo in rete come libri, tool, notizie e tanto altro.  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/newsletter/)  

															![30prompt Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/30prompt-1024x1024.webp)

### 30 GIORNI DI ProMPT

Ricevi una tecnica di prompting al giorno per migliorare il tuo utilizzo dell’IA.

Per 30 giorni. Completamente gratis. Direttamente nella tua inbox.

Scopri di più

30

### 30 GIORNI DI CRESCITA

Ricevi una mail ogni mattina con una riflessione su crescita professionale, personale e aziendale.

Per 30 giorni. Completamente gratis. Direttamente nella tua inbox.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/30-giorni-di-crescita/)

365

### 365 giorni di crescita

365 giorni di crescita è l’estensione (a pagamento) di 30 giorni di crescita. Voglio farti compagnia per un intero anno con delle riflessioni, per ragionare con calma su argomenti disparati, per la tua crescita professionale e personale.  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/365-giorni-di-crescita/)


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author: Martina Autuori
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# 30 giorni di prompt, conferma

![30giorni prompt Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/04/30giorni-prompt-1024x1024.png)

30 giorni di Prompt

## Iscrizione completata 🎉

🤖 Il tuo percorso di 30 giorni di prompt inizia qui!

Nei prossimi **30 giorni** ti invierò ogni mattina una tecnica di prompting che ho testato sul campo: sui miei progetti, su quelli dei miei clienti e nei miei corsi.

Non è teoria o roba da manuale. Sono tecniche che  funziona davvero.

Nelle email troverai:

- Un concetto chiaro e diretto
- Una tecnica avanzata da utilizzare 
- Il prompt sbagliato (l’errore comune che molti fanno)
- Il prompt migliorato (quello che devi usare tu)
- Un esempio pratico applicabile subito

Il mio obiettivo? Farti dire alla fine di ogni email: questa roba la posso applicare subito.

Alcune tecniche saranno semplici, quasi ovvie, ma indispensabili! Altre ti faranno ricalibrare tutto il tuo modo di interagire con l’IA.

Iniziamo subito. 

Tra pochissimo riceverai la prima riflessione e poi da domani mattina ne riceverai una al giorno per i prossimi 30 giorni.

Nota: Se usi Gmail, sposta la prima email che ti arriverà nella sezione “Principale”, altrimenti rischi di perderti le successive email e noi non vogliamo che questo succeda, vero?!


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title: Cancellazione dalla mailing list
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author: Raffaele Gaito
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# Cancellazione dalla mailing list

## Cancellazione dalla mailing list

È fatta, **non ci vedremo mai più**. Batman è molto triste 🙁

Sono sicuro di averne combinata una grossa per aver perso una persona come te!

**Attenzione**: se hai fatto la cancellazione per sbaglio, usa il modulo sotto per iscriverti di nuovo alla lista/liste in cui eri e tutto tornerà come prima 🙂

### Studia con me

[![Le academy raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/le-academy-raffaele-gaito.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/academy/)

Academy

[![masterclass cover](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/12/masterclass-cover.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/raffaele-gaito-le-masterclass/)

Le masterclass

[![i corsi raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/12/i-corsi-raffaele-gaito.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/corsi/)

Corsi online

### DOVE PUOI TROVARMI

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### I miei ultimi post


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author: Raffaele Gaito
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# I Libri

# Raffaele Gaito, i libri

## Esplora, Apprendi, Cresci. Scopri i miei libri.

[![cosa posso fare per te](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/02/cosa-posso-fare-per-te.webp)](https://www.raffaelegaito.com/in-cosa-posso-esserti-utile-libro/)

### [🔥NUOVO: In cosa posso esserti utile?](https://www.raffaelegaito.com/in-cosa-posso-esserti-utile-libro/)

Guida molto  

pratica e poco  

emotiva all’  

intelligenza  

artificiale

L’avvento dell’**intelligenza artificiale** è come l’arrivo di una **grande onda** dalla quale, se rimaniamo passivi e impauriti, ci possiamo far travolgere, o che, se conosciuta e usata bene, possiamo **cavalcare** per divertirci e migliorare le nostre competenze.

È successo anche con i computer, internet e gli smartphone che in pochi anni hanno letteralmente stravolto i nostri usi quotidiani. È normale, davanti a cambiamenti così epocali, provare **emozioni negative** come la paura o l’ansia di essere sostituiti, ma queste rischiano di diventare una barriera per comprendere la **vera realtà dell’IA**.

_In cosa posso esserti utile?_, viceversa, adotta un **approccio razionale e concreto** per imparare a conoscere davvero l’intelligenza artificiale. Attraverso **modelli utili**, **esempi pratici** e **semplici consigli**, **Raffaele Gaito** affronta tutti i campi in cui questa tecnologia può aiutarci: dalla **creatività** alla **produttività**, dallo studio al nostro modo di vedere il mondo.

Non è un manuale complicato per programmatori, ma una **guida semplice, chiara e trasparente** per chiunque voglia cavalcare con **fiducia e consapevolezza** quest’onda gigante senza lasciarsi travolgere.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/in-cosa-posso-esserti-utile-libro/)

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															![Guida pratica marketing della generosità libro](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/02/guida-pratica-marketing-della-generosita-libro.webp)

### Guida Pratica al Marketing della Generosità

Coccolare le persone in un mondo in cui tutti urlano

“Quella è solo una trovata di marketing!”

Quante volte abbiamo sentito questa frase? O quante volte siamo stati noi stessi a dirla?

Il marketing, negli anni, si è fatto una cattiva fama perché spesso manca di etica, autenticità e generosità. Ma se invece fosse uno strumento per creare relazioni vere?

Questo libro ti guida alla scoperta del marketing gentile, un approccio che mette le persone al centro. E lo fa per davvero. Niente strategie manipolative. Ma empatia, fiducia e cura reciproca.

Un viaggio per trasformare la comunicazione in un legame sincero e duraturo.

Il libro contiene decine e decine di esempi pratici, scenari, e situazioni per tutte le esigenze: aziende e professionisti, mondo B2B e B2C.

Come sempre, con il linguaggio chiaro, semplice e diretto che da anni mi contraddistingue.

Scopri di più

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																[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/guida-pratica-al-marketing-della-libro-raffaele-gaito/e/9788835163909?inventoryId=142798223&queryId=83c46114502441711fb3e097c7a1ea45)  

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																[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/guida-pratica-al-marketing-della-libro-raffaele-gaito/e/9788835163909)  

																[![365 giorni di crescita libro 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/365-giorni-di-crescita-libro-1.png)](https://www.raffaelegaito.com/365-giorni-di-crescita/)

### 365 giorni di crescita

Un anno di riflessioni per chi fa impresa e la libera professione

E se non esistesse una vera “ricetta”, ma una serie di piccoli passi da fare per migliorarsi, come professionisti ma anche come persone, godendosi un percorso di evoluzione e di scoperta?

Con questo libro voglio accompagnarti lungo tutto un anno con una serie di riflessioni, fatte per essere lette una alla volta, per ragionare con calma su argomenti disparati, ma utili a costruire il giusto mindset per far crescere il tuo business.

Prenditi 5 minuti e lasciati ispirare dalla riflessione del giorno.  
Ogni pagina è unica, parte da una citazione famosa e sviluppa l’argomento con consigli pratici, risorse di approfondimento, riflessioni e utili domande.

Troverai sia argomenti più tecnici – marketing, comunicazione, obietti, strategia, e altri – che argomenti più legati alle soft skill come creatività, fallimento, pazienza, tempo, e tanto altro.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/365-giorni-di-crescita/)

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																[![raffaele gaito l'arte della pazienza](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/12/raffaele-gaito-larte-della-pazienza-768x746.webp)](https://www.raffaelegaito.com/larte-della-pazienza-libro/)

### L’arte della pazienza

Come essere perseverante in un mondo frenetico

Nell’immaginario comune spesso la pazienza è associata alla pigrizia e all’immobilità. Niente di più sbagliato. La pazienza è quel mix di costanza, perseveranza e capacità di attendere che da sempre ha contraddistinto le grandi donne e i grandi uomini.

In un’epoca come quella che stiamo vivendo, dove la frenesia e l’instabilità la fanno da padrone, sviluppare l’arte della pazienza non è solo importante, ma fondamentale. La pazienza impatta in modo concreto ogni ambito della nostra vita.

In questo libro ti mostro chiaramente che non è necessario nascere pazienti, ma che tutti lo possono diventare. Attraverso consigli concreti, approfondimenti e storie illuminanti provo a raccontarti sia il come che il perché farlo. Il tutto con un taglio pratico e ispirazionale allo stesso tempo.

Un libro perfetto se senti la necessità di trovare un equilibrio nella tua vita privata o lavorativa.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/larte-della-pazienza-libro/)

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[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://www.amazon.it/Larte-della-pazienza-Raffaele-Gaito/dp/8835109639?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=l%27arte+della+pazienza&qid=1615402694&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=eb50457d0143de65439d6335d6bd47e9&language=it_IT&ref_=as_li_ss_tl)  

																[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/libri/l-arte-pazienza/9788835109631)  

																[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?id=26793)  

																[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/arte-della-pazienza-come-essere-libro-raffaele-gaito/e/9788835109631)  

																[![diario della crescita copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/08/diario-della-crescita-copertina-768x768.png)](https://www.raffaelegaito.com/diario-della-crescita/)

### Diario della crescita

Dedicati 5 minuti al giorno.  

Tieni traccia dei tuoi progressi. Impara dai tuoi errori.

Un diario rende concreti i pensieri, aiuta a tenere traccia dei progressi, a elaborare informazioni complesse e a sviluppare buone abitudini.

Tenere un diario ha effetti positivi per la memoria, riduce lo stress e l’ansia e aiuta nella gestione delle paure e dei problemi.

Il Diario della crescita ti aiuterà a fare un resoconto della giornata appena trascorsa in maniera guidata, attraverso domande che, toccando diversi aspetti, ti aiuteranno a mettere a fuoco le informazioni principali.

Con le giuste domande riusciamo a riflettere e a mettere in discussione anche quei concetti che solitamente ci sembrano scontati, scardinando e superando i pregiudizi infondati.

Dedicati 5 minuti al giorno. Tieni traccia dei tuoi progressi. Impara dai tuoi errori.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/diario-della-crescita/)

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[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://www.amazon.it/dp/B08GFPM7X9/ref=as_li_ss_tl?ref_=pe_3052080_397514860&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=9ae8542dc027f61971c52ba42b418519&language=it_IT)  

																[![growth hacker mindset copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/08/growth-hacker-mindset-copertina.png)](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/)

### Growth Hacking Mindset

Non esiste innovazione senza sperimentazione

Ho scritto questo libro perché volevo riportare l’attenzione sulle origini di questa metodologia e volevo farlo raccontando storie italiane.

Negli anni mi sono passati davanti agli occhi centinaia di progetti (di ogni mercato e dimensione) e ho trovato degli elementi in comune tra quelli avevano una marcia in più.

C’era un differenza di _mindset_sostanziale.

In questo libro troverai questo _mindset_ descritto nel dettaglio in tutte le sue sfumature e lo farò toccando temi apparentemente passati di moda (come visione, strategia, approccio, e altri), ma che mai come oggi sono fondamentali.

Nel libro ho intervistato 25 aziende italiane per portare finalmente dei casi studio che non fossero americani

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking-mindset-libro/)

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																[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/libri/raffaele-gaito/growth-hacking-mindset-non-esiste/9788891782663)  

																[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.aspx?ID=25694&Tipo=Libro&strRicercaTesto=25694&lingua=it&titolo=growth+hacking+mindset.+non+esiste+innovazione+senza+sperimentazione)  

																[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/growth-hacking-mindset-non-esiste-libro-raffaele-gaito/e/9788891782663)  

																[![growth hacker copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/08/growth-hacker-copertina-768x768.png)](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/)

### Growth Hacker

Mindset e strumenti per far  

crescere il tuo business

Il Growth Hacking non serve a darti risposte, ma a farti porre le giuste domande.

È così che mi piace descrivere questa piccola grande rivoluzione in atto nel mondo del marketing che ha il focus assoluto sulla crescita e si basa solo ed esclusivamente sui dati.

Tutte le imprese hanno bisogno di crescere, ma ovviamente “crescita” ha diversi significati a seconda della fase in cui si trova l’azienda.

In questo libro scoprirai come far lavorare insieme marketing, prodotto e dati per il tuo business.

Il tutto grazie a un metodo completamente nuovo che ha portato al successo le più grandi aziende della Silicon Valley e non solo.

[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/)

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[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://www.amazon.it/hacker-Mindset-strumenti-crescere-business/dp/8891753599/ref=as_li_ss_tl?s=books&ie=UTF8&qid=1509971954&sr=1-1&keywords=gaito&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=58b7c5414885057acc941add712fb51c)  

																[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/libri/raffaele-gaito/growth-hacker-mindset-e-strumenti/9788891753595)  

																[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=24413&Tipo=55)  

																[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/growth-hacker-mindset-strumenti-per-ebook-raffaele-gaito/e/9788891763990)


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title: IA360 – Prova 30 giorni
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author: Martina Autuori
excerpt: "Studia l'intelligenza artificiale con me e altri esperti italiani. Da ChatGPT all'etica: tutto quello che ti serve per stare al passo con l'AI."
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# IA360 – Prova 30 giorni

# Stai al passo con l’AI

## Studia **l’intelligenza artificiale** con me

- Migliaia di persone sono già entrate in IA360
- Ogni mese nuovi contenuti a tema AI, sempre aggiornati
- Diventa un AI Enthusiast della mia esclusiva community

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															![raffaele gaito ia 360 academy](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-ia-360-academy.png)

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															![ia 360 logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/09/ia-360-logo.svg)

Porta l’AI nel tuo lavoro, qualunque esso sia!

Una competenza sempre più richiesta nel mondo del lavoro. Stare al passo con le novità del mondo AI ti aiuterà a saper cogliere nuove opportunità lavorative.

Apri gli occhi,  

il mondo sta cambiando velocemente

Indipendentemente dal tuo lavoro, dal tuo ruolo e dal tuo settore, è importante capire cosa sta succedendo e come puoi usare l’AI nel tuo ambito. L’innovazione è nelle tue mani.

Fai la differenza, se non vuoi essere travolto dall’AI

Molte delle operazioni lavorative che fai ogni giorno sono ripetitive e time consuming, con l’aiuto dell’IA possono essere semplificate. Risparmia tempo e investilo in tutto ciò che può differenziarti dagli altri.

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## Studia l’AI con me

Qui trovi i miei webinar esclusivi, che non sono sul mio canale YouTube. Webinar pratici, come sempre, ma più approfonditi dei video che trovi sul mio canale.  

															![6 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/6-1-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Scopri come usare Deep Research

In questo webinar ti mostro **10 usi di Deep Research** a cui (forse) non hai ancora pensato per migliorare, potenziare e velocizzare il tuo lavoro.

[Entra ora](#)  

															![4 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/4-1-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Base

Crea un tuo GPT

In questo webinar ti porto **dietro le quinte** della creazione del mio GPT, con spunti e suggerimenti per creare un GPT personalizzato o per la tua azienda e clienti.

[Entra ora](#)  

															![2 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x1024.jpg)

- Corso
- Marketing
- Avanzato

Usa l’AI per fare lead generation

In questo webinar ti mostro come **ho ottenuto 4000 contatti creando un ebook da zero**con l’aiuto di ChatGPT.

[Entra ora](#)  

															![3 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/3-1024x1024.jpg)

- Corso
- Strategia
- Intermedio

Generare idee e fare Brainstorming

In questo webinar ti rivelo alcune delle **tecniche**, trucchi e accorgimenti per fare **brainstorming** bene **con l’AI** e ChatGPT.

[Entra ora](#)  

															![5 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/5-1024x1024.jpg)

- Corso
- Strategia
- Intermedio

Realizza contenuti con l’AI

In questo webinar ti spiego come progettare il riutilizzo dei tuoi contenuti grazi all’utilizzo dei **principali tool AI.**

[Entra ora](#)  

															![Immagini con Ideogram Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/Immagini-con-Ideogram-1024x1024.webp)

- Corso
- Tool
- Intermedio

Immagini con Ideogram

In questo webinar  vedremo** Ideogram AI per generare immagini ad alto impatto visivo,** anche partendo da zero competenze grafiche. 

[Entra ora](#)  

															![Presentazioni Gamma Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/Presentazioni-Gamma-1024x1024.webp)

- Corso
- Tool
- Intermedio

Crea presentazioni con Gamma

In questo webinar ti spiego **come usare Gamma.app**per creare presentazioni, documenti e contenuti visuali partendo da prompt testuali.

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Chiedimi tutto   
quello che vuoi.

All’inizio di ogni mese puoi partecipare a una **live esclusiva** per la community di IA360 in cui fare domande e ricevere risposte da me.

Se non ti accontenti di commentare i mie video di YouTube, questo è il posto giusto per **entrare in contatto direttamente con me**.

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con me.

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															![IA360 Webinar Raf Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/IA360-Webinar-Raf--1024x1024.jpg)

## Ogni mese nuovi ospiti

## Studia l’AI con i principali esperti del panorama italiano.

Hai a disposizione tutto il mio **network** per imparare a usare l’AI**da chi la usa ogni giorno** e ascoltare opinioni e riflessioni di **esperti** in diversi ambiti: dall’etica, alla regolamentazione.

![Veronica Gentili Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/Veronica-Gentili-1024x1024.webp)

- Corso
- Strategia
- Avanzato

Fare Ads nell’era dell’AI

![Pasquale Viscanti Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/Pasquale-Viscanti-1024x1024.webp)

- Webinar
- Riflessioni
- Base

Trend AI 2026

![Massimo Giacchino Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimo-Giacchino-1024x1024.webp)

- Corso
- Strategia
- Avanzato

Analisi AI di mercato

![Ivano di Blasi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/11/IA360-Webinar-Landing-1024x1024.jpg)

- Webinar
- Strategia
- Avanzato

AI per la SEO

![pomaro Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/pomaro-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Sperimentare con l’AI: dai tool alle strategie  

															![bisogno Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/bisogno-1024x1024.jpg)

- Webinar
- Riflessioni
- Base

AI tra pensiero critico e fake news  

															![franceschini Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/franceschini-1024x1024.jpg)

- Corso
- Automazioni
- Avanzato

Claude Code: il tuo agente AI per il coding  

															![zagarini Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/zagarini-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Video iper-realistici con VEO3.  

															![4 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x1024.jpg)

- Corso
- Automazioni
- Avanzato

L’apporto dell’AI nell’intero flusso di analisi dati  

															![6 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Un’AI tutta italiana: Vitruvian-1  

															![Davide Giansoldati](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Microsoft Copilot: il tuo nuovo collega AI  

															![8 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x1024.jpg)

- Corso
- Automazioni
- Avanzato

Analizzare i dati con i custom GPTs  

															![Igor Papo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/9-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Base

Produrre contenuti in massa con ChatGPT e Canva  

															![11 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/11-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Avanzato

Creatività e AI con Midjourney

![12 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/12-1024x1024.jpg)

- Corso
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Automatizzare la creazione di contenuti con l’AI

![Guido Callegari](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/13-1024x1024.jpg)

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Creare video fantastici con Runway

![Manuela Stranges](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/14-1024x1024.jpg)

- Corso
- Riflessioni
- Base

Stereotipi di genere e bias nell’AI

![Andrea Colamedici](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/16-1024x1024.jpg)

- Webinar
- Riflessioni
- Base

Storie e miti dell’intelligenza artificiale

![Lucia Cenetiempo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/17-1024x1024.jpg)

- Corso
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- Base

Usare ChatGPT per la produttività

![Linda ROmani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/25-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Base

Email marketing con l’AI: numeri e KPI

![Giovanna Panucci](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/24-1024x1024.jpg)

- Corso
- Strategia
- Base

AI e Privacy, tutto quello che devi sapere

![Luca Olovrap](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/23-1024x1024.jpg)

- Corso
- Tool
- Base

Scrivere articoli con l’AI in modo automatico

![Alessandro Vercellotti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/10/26-1024x1024.jpg)

- Corso
- Strategia
- Base

AI Act spiegato semplice

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Se non stai usando l’intelligenza artificiale, stai perdendo la più grande opportunità della nostra epoca.

Raffaele Gaito

## Unisciti a una community che sta già usando l’AI

Social media manager

Seo Specialist

Developer

Ristoratore

Copywriter

Agente immobiliare

Studente

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Imprenditore

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Tutte queste persone sono accomunate dalla stessa esigenza, **capire come utilizzare l’intelligenza artificiale** nel loro lavoro e nella loro vita.

Entrando in IA360 **imparerai a integrare l’AI nei tuoi processi quotidiani.**

Condividerò con te tutto quello che sto sperimentando con l’intelligenza artificiale e **ti mostrerò il metodo** che io stesso utilizzo, oltre tool e risorse.

Potrai **confrontarti con altre persone** del tuo settore o di altri settori, chiedere feedback e suggerimenti a chi ha già testato soluzioni con l’intelligenza artificiale.

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															![raffaele gaito unisciti alla community](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-unisciti-alla-community.png)

## Cosa ne pensa chi è già dentro IA360

Anche da “non nerd” è fondamentale sapere e conoscere, a maggior ragione per chi come me lavora in comunicazione e soprattutto in consulenza. (…) Il confronto con gli “altri” è davvero molto utile, anche solo leggendo ciò che si raccontano. IA360 è dunque a tutti gli effetti un tool nel tool e avere Raffaele sempre a portata di mano, non può che aiutare a rimanere al passo con questo cambiamento.  

						![Aldo Lavezzo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/aldo-lavezzo-1.jpg)  

								Aldo LavezzoMarketing & Communication Advisor  

						L’academy è davvero ben strutturata, facile la fruizione dei contenuti perché guidata e pensata sia per chi è alle prime armi con la rivoluzione IA sia per chi si è già tuffato. Taglio doppiamente pratico: come usare i singoli tool e come sfruttarli al meglio. E infine…Raffaele e i suoi ospiti sono davvero generosi nella condivisione di tutto quello che sanno e sanno fare.  

						![Monia Guarino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/monia-guarini-1.jpg)  

								Monia GuarinoCo-Designer  

						La mia esperienza con Raffaele è stata eccezionale, superando le aspettative sia sul piano pratico che teorico. La sua abilità nel trasmettere concetti complessi in modo chiaro e coinvolgente è notevole. Ho acquisito conoscenze preziose. Il valore aggiunto è stato il dinamico scambio di idee con un network di professionisti del settore, rendendo questa esperienza non solo formativa ma anche estremamente stimolante. Un percorso formativo di alto livello, assolutamente raccomandato.  

						![Daniela Mus](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/daniela-mus-1.jpg)  

								Daniela MusMarketing Manager  

						IA360 è un’academy che mantiene le promesse.  

Da follower dei contenuti di Raffaele Gaito sui vari profili social, mi sono sempre trovato arricchito professionalmente. La mia curiosità mi ha portato a iscrivermi a IA360, una piattaforma dedicata all’intelligenza artificiale, un tema più attuale che mai. Sono felice di dire che le mie aspettative iniziali sono state soddisfatte.  

La piattaforma è chiara, diretta e ricca di contenuti utili che spaziano dalla teoria alla pratica. Ho già iniziato ad applicare alcune delle conoscenze acquisite nel mio lavoro quotidiano.  

						![Massimo Bucci](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/massimo-bucci-1.jpg)  

								Massimo BucciGraphic Designer  

						IA360 è veramente utilissimo, aiuta a stare al passo con tutte le notizie su questa tecnologia che rivoluzionerà il mondo del lavoro.  

Consiglio l’iscrizione a tutti per restare aggiornati su uno degli argomenti più in trend del momento e di cui sentiremo sicuramente parlare sempre di più nei prossimi anni. Per tutto il valore che da il prezzo è veramente irrisorio.  

						![Christian Perico](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/christian-perico-1.jpg)  

								Christian PericoDigital Marketing Specialist  

						Mi piace che Raffaele abbia creato uno spazio di confronto sull’AI senza specularci sopra, e l’iscrizione diventa un dovere davanti all’onestà di chi tratta la sua audience così… chi si somiglia si piglia e noi ci siamo ritrovati in tanti in IA360!  

						![Elda Marchigiano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/elda-marchigiano-1.jpg)  

								Elda MarchigianoProgettista d’Impresa  

						IA360 è un modo per apprendere, conoscere e interagire su tematiche relative all’intelligenza artificiale. Una experience efficace per tenere i radar accessi su una tecnologia che evolve rapidamente e per capire come sfruttarne le potenzialità in diversi ambiti di business e di vita quotidiana. Ottimo format per acquisire in fretta un nuovo mindset che sarà necessario per percorrere il cambiamento del modo di lavorare!  

						![Luca Vanzulli](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/luca-vanzulli-1.jpg)  

								Luca VanzulliBusiness Analyst  

						Quello che mi piace moltissimo, e trovo oltremodo coinvolgente e formativo, sono le dirette con i professionisti. Per quanto riguarda Raffaele apprezzo da tempo la professionalità e a lucidità con cui tratta tutti gli argomenti e, sopra a tutti, con cui ci permette di affrontare la rivoluzione IA liberi da inutili paranoie ed, al contrario, forti di consapevolezza.  

L’academy è anche uno spazio per nutrire sinergie e contatti.  

Credo che l’iscrizione ad IA360 sia la scelta migliore se voglio essere viva nel cambiamento anziché subirlo o rincorrerlo.  

						![Barbara Mongiorgi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/barbara-bongiorni-1.jpg)  

								Barbara MongiorgiDocente  

						IA360 è l’accademia che cercavo per approfondire la tematica dell’intelligenza artificiale e delle sue molteplici potenzialità di utilizzo. Raffaele Gaito è un professionista davvero preparato e competente, al punto che riesce nella sua accademia a rendere fruibili e di facile comprensione anche argomenti piuttosto complessi e articolati. L’academy è anche uno spazio per nutrire sinergie e contatti.  

						![Salvatore Iozzo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/salvatore-iozzo-1.jpg)  

								Salvatore IozzoDocente  

						Sono veramente entusiasta di essere parte di Ai360. Nella piattaforma ci sono moltissimi contenuti di alta qualità per entrare nel mondo dell’AI e capire bene di cosa si tratta e come poter sfruttare al meglio le sue potenzialità. La possibilità di interagire con altre persone che sperimentano e mettono a disposizione le loro esperienze, oppure ti possono indirizzare nella risoluzione di un problema, é un valore aggiunto immenso.  

						![Paola Piani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/paola-piani-1.jpg)  

								Paola PianiOperatrice museale

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### Usare l’intelligenza artificiale per   

				Fare ricerche di mercato  

				Scrivere testi più efficaci  

				Ideare contenuti per il blog  

				Trovare parole chiave  

				Elaborare immagini per le ads  

				Migliorare una landing page  

				Scrivere contenuti  

				Fare una Swot Analysis  

				Analizzare dati  

				Creare automazioni potenti  

				Tradurre contenuti in altre lingue  

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L’Intelligenza Artificiale è una rivoluzione che interessa interi reparti dell’azienda:

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Condividere un approccio comune all’intelligenza artificiale è il primo passo per implementare questa tecnologia nei processi aziendali.

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															![ia 360 raffaele gaito mobile Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/ia-360-raffaele-gaito-mobile.png)

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title: Il marketing accessibile a tutti – Ebook gratuito di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Ti regalo un ebook gratuito di quasi 100 pagine sul Marketing. Consideralo come un piccolo glossario da tenere a portata di mano ogni volta che ti serve.
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# Il marketing accessibile a tutti – Ebook gratuito di Raffaele Gaito

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# Il Marketing    
accessibile a tutti

![marketing accessibile a tutti nuova versione](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/11/marketing-accessibile-a-tutti-nuova-versione.webp)

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Consideralo come un piccolo (e sicuramente incompleto) glossario del marketing da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Inserisci la tua mail qui sotto per iscriverti alla newsletter e ricevere gratuitamente l’ebook.

# VERSIONE CARTACEA 📙

Se invece preferisci averlo su carta, non stampare il PDF. Su Amazon ho caricato la **versione cartacea**, impaginata per bene, con la copertina completa, l’indice e tutto il resto. Clicca il pulsante qui sotto per prenderlo su Amazon (c’è anche la versione Kindle).

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# Perché questo ebook

In un mondo in cui spesso gli esperti complicano volutamente il linguaggio, rendendo il marketing un campo distante e quasi esclusivo, questo breve volume nasce per **semplificare, ma senza mai banalizzare**.

Con un approccio diretto e chiaro, spiegheremo termini, concetti e strategie del marketing con l’obiettivo di rendere questa materia **comprensibile e alla portata di chiunque**, senza barriere.

Pensiamo che il marketing, per essere veramente **efficace**, debba essere accessibile a tutti.

Sono orgoglioso di dire che questa seconda edizione esce a 4 mani grazie al sempre prezioso supporto di [Clelia Ragosta](https://www.linkedin.com/in/cleliaragosta/) 🤩

_P.S. Questo non è il mio unico ebook gratuito. Scarica anche [gli altri](https://www.raffaelegaito.com/ebook/)!_


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title: Gli eBook
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Esplora i miei ebook gratuiti per acquisire competenze, strategie e ispirazione."
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# Gli eBook

# Raffaele Gaito, gli eBook

## Esplora i miei ebook gratuiti per acquisire competenze, strategie e ispirazione.

[![i falsi miti del marketing ebook raffaele gaito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2026/02/i-falsi-miti-del-marketing-ebook-raffaele-gaito.webp)](https://www.raffaelegaito.com/ebook-siamo-tutti-impostori/)

### I Falsi Miti del Marketing

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### 🆕 Il Marketing accessibile  

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																[![siamo tutti impostori](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/mockup-siamo-tutti-impostori.png)](https://www.raffaelegaito.com/ebook-siamo-tutti-impostori/)

### Siamo Tutti Impostori

Ti regalo un **ebook gratuito** di 30 pagine sulla **Sindrome dell’impostore**. Se hai provato la sensazione di non essere all’altezza delle tue mansioni, se pensi che prima o poi **scopriranno che sei un impostore**, se nonostante l’impegno provi il timore di fallire allora hai la sindrome dell’impostore. Ti capisco. Ci sono passato anche io, più di una volta. Se ti rivedi in questa descrizione e in queste domande, allora questo ebook è perfetto per te! Buona lettura!  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/ebook-siamo-tutti-impostori/)  

																[![come creare una startup anteprima](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/03/come-creare-una-startup-anteprima.png)](https://www.raffaelegaito.com/ebook-come-creare-una-startup/)

### Come Creare una Startup

Ti regalo un **ebook gratuito** di circa 40 pagine sul **come creare una startup**. Consideralo come una piccola guida introduttiva per chi ha un’idea e vuole trasformarla in un’azienda, ma non sa da dove partire. Questo testo è il risultato di connessioni e contaminazioni, anni di contenuti, di interviste, riflessioni ed esperienze fatte in prima persona che spero possano rappresentare uno stimolo e un faro. Buona lettura!  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/ebook-come-creare-una-startup/)  

																[![guida bias cognitivi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/08/guida-bias-cognitivi.png)](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/)

### Guida ai Bias Cognitivi

Ti regalo un **ebook gratuito** di 40 pagine sui **Bias Cognitivi**. Il nostro cervello innesca i bias per contrastare problemi che si verificano di continuo, conseguenza delle circa 35.000 decisioni quotidiane alle quali è chiamato a rispondere. Credo che studiare i bias cognitivi sia una delle cose più importanti. Per chi si occupa di marketing, business o comunicazione è fondamentale capire come la nostra mente ci inganna. Buona lettura!  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/ebook-guida-bias-cognitivi/)  

																[![introduzione al growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/05/introduzione-al-growth-hacking.png)](https://www.raffaelegaito.com/ebook-introduzione-growth-hacking/)

### Introduzione al Growth Hacking

Ti regalo un **ebook gratuito** di 40 pagine sul **Growth Hacking**. L’argomento è vasto quindi considera questo ebook come **un punto di partenza**, non come un punto di arrivo. Non ha la pretesa di essere esaustivo ma di farti fare un primo passo in questo mondo. Se hai qualche curiosità o vuoi saperne di più sul Growth Hacking  questo è l’ebook che fa per te. Buona lettura!  

					[Scopri di più](https://www.raffaelegaito.com/ebook-introduzione-growth-hacking/)  

																[![50gpts pronti uso raffaele gaito gratuito](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/03/50gpts-pronti-uso-raffaele-gaito-gratuito.webp)](https://raffaelegaito.gumroad.com/l/chatgptsuper/lancio)

### CHATGPT SUPER

Ti regalo un**pacchetto di 4 ebook**pensati per aiutarti a usare **ChatGPT in modo efficace**, anche se parti da zero o lo stai già usando ma senti di non sfruttarne tutto il potenziale.

All’interno trovi **GPT pronti all’uso, custom instructions, prompt “Agisci come” e oltre 500 domande** per ottenere risposte più chiare, utili e mirate in ogni situazione.  
Non sai cosa scrivere per farti capire davvero da ChatGPT? Ottieni spesso risposte vaghe o poco utili? Hai la sensazione che potrebbe fare molto di più?

Allora questo è il pacchetto che fa per te. Consideralo come una **cassetta degli attrezzi** da consultare ogni volta che vuoi risultati migliori, più veloci e più precisi con ChatGPT.

[Scopri di più](https://raffaelegaito.gumroad.com/l/chatgptsuper/lancio)  

																[![100 task chargpt raffaele gaito gratis](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/03/100-task-chargpt-raffaele-gaito-gratis.webp)](https://raffaelegaito.activehosted.com/f/23)

### 100 task per ChatGPT

Ti regalo **100 task pronti all’uso** da copiare, incollare e personalizzare per usare ChatGPT in decine di situazioni diverse: lavoro, business, creatività, studio e produttività personale.

Ogni task è pensato per farti risparmiare tempo e stimolare idee, anche quando non sai da dove iniziare. Ti blocchi davanti a una pagina bianca? Non sai come spiegare bene cosa vuoi a ChatGPT? Vorresti esempi pratici invece delle solite risposte generiche?

Questa raccolta è la soluzione: **prompt chiari, testati e adattabili**, da usare come base o come ispirazione ogni volta che ne hai bisogno.  
Un vero e proprio **collega pronto all’uso** per rendere ChatGPT uno strumento utile e immediato. Usali, modificali, sperimentali.

[Scopri di più](https://raffaelegaito.activehosted.com/f/23)


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author: Marco Autuori
excerpt: "Studia l'intelligenza artificiale con me e altri esperti italiani. Da ChatGPT all'etica: tutto quello che ti serve per stare al passo con l'AI."
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# IA360

# IA360

## Studia **l’intelligenza artificiale** con Raffaele Gaito

- Stai al passo con le ultime novità e tendenze dell’intelligenza artificiale
- Impara a sfruttare al massimo gli strumenti
- Sperimenta in una community con cui condividere e applicare le tue conoscenze

[con €19,99 al mese](#acquista)  

													![raffaele gaito ia 360 academy](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-ia-360-academy.png)

⏳ Entra in IA360

[entra subito](#acquista)

## L’Intelligenza artificiale riguarda tutti

https://vimeo.com/885191954

L’**intelligenza artificiale** è senza dubbio una delle più grandi_rivoluzioni della storia dell’uomo_.

Possiamo paragonare il suo impatto sul nostro lavoro e la nostra vita a poche altre cose:_l’elettricità, il personal computer, internet…_

**Cambierà tutto!**

Anzi, sta già cambiando tutto e forse tu non te ne stai accorgendo.

Devi iniziare a formarti e informarti. E devi farlo oggi, perché l’intelligenza artificiale **va alla velocità della luce**. Come mai nulla prima nella storia.

Una novità, un prodotto o uno strumento annunciato oggi, rischia di essere già vecchio tra una manciata di mesi, a volte anche di settimane.

### Ecco perché ho deciso di creare IA360.  

Perché ce n’è bisogno, e ce n’è bisogno oggi.

Crescita   
professionale

Una competenza sempre più richiesta nel mondo del lavoro. Stare al passo con le novità del mondo AI ti aiuterà a saper cogliere nuove opportunità lavorative.

Innovazione   
continua

Indipendentemente dal tuo lavoro, dal tuo ruolo e dal tuo settore, è importante capire cosa sta succedendo e come puoi usare l’AI nel tuo ambito. L’innovazione è nelle tue mani.

Semplificazione   
del lavoro

Molte delle operazioni lavorative che fai ogni giorno sono ripetitive e time consuming, con l’aiuto dell’IA possono essere semplificate. Risparmia tempo e investilo in tutto ciò che può differenziarti dagli altri.  

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		19,99 EURO AL MESE

IA360  non è   
un corso

Ogni mese nuovi contenuti

- Una live al mese con me dove puoi chiedermi quello che vuoi
- Webinar con esperti italiani sull’intelligenza artificiale
- L’archivio con la registrazione video di tutte le live precedenti
- Notizie, aggiornamenti, rilasci e novità dal mondo dell’IA
- Tutorial esclusivi che non sono pubblicati da nessun’altra parte

![academy ia 360 raffaele gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/academy-ia-360-raffaele-gaito.jpg)

##### Dai un’occhiata alle prossime lezioni in calendario:

## 

Dettagli evento

## Alcuni ospiti di IA360

![edoardo vigo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/edoardo-vigo.jpg)  

								Gianluca MauroIA nel 2024: previsione e trend  

						![vincenzo cosenza masterclass](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/vincenzo-cosenza-masterclass.png)  

								Vincenzo CosenzaCome usare al massimo MidJourney  

						![luca olovrap](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/luca-olovrap.jpg)  

								Luca OlovrapAutomatizzare la creazione di un articolo  

						![giorgio taverniti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/01/giorgio-taverniti.png)  

								Giorgio TavernitiCome l’IA può aiutarti nella creazione dei contenuti  

						![Alessio Pomaro](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/alessio-pomaro-1.jpg)  

								Alessio PomaroAlla scoperta dell’AI  

						![alessandro vercelotti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/alessandro-vercelotti.jpg)  

								Alessandro VercelottiIntelligenza artificiale e legislazione  

						![Federico Favot](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/federico-favot-1.jpg)  

								Federico FavotLa creatività ai tempi del prompt design  

						![Jacopo Perfetti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/jacopo-perfetti-1.jpg)  

								Jacopo PerfettiLa creatività ai tempi del prompt design  

														Precedente  

														Successivo

Se non stai usando l’intelligenza artificiale, stai perdendo la più grande opportunità della nostra epoca.

Raffaele Gaito

Unisciti a una community con  
 professionalità di ogni tipo

Social media manager

Seo Specialist

Developer

Ristoratore

Copywriter

Agente immobiliare

Studente

Marketing manager

Agenzie

Imprenditore

Docente

Pensionato

Content creator

Freelance

Avvocato

Commercialista

Neuropsichiatra

Manager

Altro…

Tutte queste persone sono accomunate dalla stessa esigenza, **capire come utilizzare l’intelligenza artificiale** nel loro lavoro e nella loro vita.

Entrando in IA360 **imparerai ad approcciarti a questi nuovi strumenti.**

Condividerò con te tutto quello che sto sperimentando con l’intelligenza artificiale e **ti mostrerò il metodo** che io stesso utilizzo, oltre tool e risorse.

Potrai **confrontarti con altre persone** del tuo settore o di altri settori, chiedere feedback e suggerimenti a chi ha già testato soluzioni con l’intelligenza artificiale.

![raffaele gaito unisciti alla community](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-unisciti-alla-community.png)

#### Ora tocca a te!

Investi su di te. Investi sul tuo futuro.

Entra oggi in IA360 e impara a 

### Usare l’intelligenza artificiale per   

				Fare ricerche di mercato  

				Scrivere testi più efficaci  

				Ideare contenuti per il blog  

				Trovare parole chiave  

				Elaborare immagini per le ads  

				Migliorare una landing page  

				Scrivere contenuti  

				Fare una Swot Analysis  

				Analizzare dati  

				Creare automazioni potenti  

				Tradurre contenuti in altre lingue  

				Potenziare la tua creatività  

				Creare un chatbot  

				Fare brainstorming

- Fare ricerche di mercato
- Scrivere testi più efficaci
- Ideare contenuti per il blog
- Migliorare le performance delle ADS
- Fare keyword research
- Elaborare immagini per le ads
- Migliorare una Landing page
- Scrivere contenuti
- Fare una Swot Analysis
- Analizzare dati
- Creare automazioni potenti
- Tradurre contenuti in altre lingue
- Potenziare la tua creatività
- Creare un chatbot
- Fare brainstorming
- E molto altro…

19,99€

al mese

Voglio entrare in IA360  

		Puoi annullare l’abbonamento in qualsiasi momento.

Formazione + Community

## Su un’unica  piattaforma interamente dedicata all’academy

![raffaele gaito ai 360 academy](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-ai-360-academy.png)

Un’app mobile per portare l’academy ovunque con te!

- Calendario dei webinar programmati
- Archivio live
- Spazio di discussione
- Accesso a una library con tutti i miei contenuti YouTube, comodamente organizzati in playlist

Condividi le tue scoperte

Uno spazio di conversazione interamente dedicato alla community, in cui confrontarti sulla sperimentazione che stai facendo in questo ambito e trovare nuove idee su come utilizzare l’intelligenza artificiale.

Chiedi feedback e suggerimenti

Puoi contare su una community di persone a cui chiedere suggerimenti e feedback in qualsiasi momento creando un nuovo post.

Interagisci sotto ogni post

Partecipa alla conversazione interagendo, commentando e facendo domande. Sotto ogni post e contenuto puoi interagire e taggare altre persone della community, come su un social network.

Rivedi i contenuti quante volte vuoi

Le live sono su zoom, ma puoi accedere alle registrazioni e rivedere il video quante volte vuoi da desktop o da mobile. Entrando oggi potrai anche rivedere tutte i webinar già fatti fino ad ora.

Sincronizza gli eventi live con il tuo calendario

Tutti gli eventi live vengono programmati con largo anticipo, li trovi tutti in questo [calendario](#calendario) e puoi sincronizzarlo con il tuo per non perdertene nemmeno uno!

Crea contatti di valore grazie alla chat

La community di IA360 è un ottimo posto dove creare opportunità e iniziare nuovi progetti, puoi direttamente con altri utenti usando la chat. 

![profilo utente ia 360](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/profilo-utente-ia-360.jpg)

##### Cosa ne pensa chi è già dentro IA360

Anche da “non nerd” è fondamentale sapere e conoscere, a maggior ragione per chi come me lavora in comunicazione e soprattutto in consulenza. (…) Il confronto con gli “altri” è davvero molto utile, anche solo leggendo ciò che si raccontano. IA360 è dunque a tutti gli effetti un tool nel tool e avere Raffaele sempre a portata di mano, non può che aiutare a rimanere al passo con questo cambiamento.  

						![Aldo Lavezzo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/aldo-lavezzo-1.jpg)  

								Aldo LavezzoMarketing & Communication Advisor  

						L’academy è davvero ben strutturata, facile la fruizione dei contenuti perché guidata e pensata sia per chi è alle prime armi con la rivoluzione IA sia per chi si è già tuffato. Taglio doppiamente pratico: come usare i singoli tool e come sfruttarli al meglio. E infine…Raffaele e i suoi ospiti sono davvero generosi nella condivisione di tutto quello che sanno e sanno fare.  

						![Monia Guarino](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/monia-guarini-1.jpg)  

								Monia GuarinoCo-Designer  

						La mia esperienza con Raffaele è stata eccezionale, superando le aspettative sia sul piano pratico che teorico. La sua abilità nel trasmettere concetti complessi in modo chiaro e coinvolgente è notevole. Ho acquisito conoscenze preziose. Il valore aggiunto è stato il dinamico scambio di idee con un network di professionisti del settore, rendendo questa esperienza non solo formativa ma anche estremamente stimolante. Un percorso formativo di alto livello, assolutamente raccomandato.  

						![Daniela Mus](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/daniela-mus-1.jpg)  

								Daniela MusMarketing Manager  

						IA360 è un’academy che mantiene le promesse.  

Da follower dei contenuti di Raffaele Gaito sui vari profili social, mi sono sempre trovato arricchito professionalmente. La mia curiosità mi ha portato a iscrivermi a IA360, una piattaforma dedicata all’intelligenza artificiale, un tema più attuale che mai. Sono felice di dire che le mie aspettative iniziali sono state soddisfatte.  

La piattaforma è chiara, diretta e ricca di contenuti utili che spaziano dalla teoria alla pratica. Ho già iniziato ad applicare alcune delle conoscenze acquisite nel mio lavoro quotidiano.  

						![Massimo Bucci](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/massimo-bucci-1.jpg)  

								Massimo BucciGraphic Designer  

						IA360 è veramente utilissimo, aiuta a stare al passo con tutte le notizie su questa tecnologia che rivoluzionerà il mondo del lavoro.  

Consiglio l’iscrizione a tutti per restare aggiornati su uno degli argomenti più in trend del momento e di cui sentiremo sicuramente parlare sempre di più nei prossimi anni. Per tutto il valore che da il prezzo è veramente irrisorio.  

						![Christian Perico](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/christian-perico-1.jpg)  

								Christian PericoDigital Marketing Specialist  

						Mi piace che Raffaele abbia creato uno spazio di confronto sull’AI senza specularci sopra, e l’iscrizione diventa un dovere davanti all’onestà di chi tratta la sua audience così… chi si somiglia si piglia e noi ci siamo ritrovati in tanti in IA360!  

						![Elda Marchigiano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/elda-marchigiano-1.jpg)  

								Elda MarchigianoProgettista d’Impresa  

						IA360 è un modo per apprendere, conoscere e interagire su tematiche relative all’intelligenza artificiale. Una experience efficace per tenere i radar accessi su una tecnologia che evolve rapidamente e per capire come sfruttarne le potenzialità in diversi ambiti di business e di vita quotidiana. Ottimo format per acquisire in fretta un nuovo mindset che sarà necessario per percorrere il cambiamento del modo di lavorare!  

						![Luca Vanzulli](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/luca-vanzulli-1.jpg)  

								Luca VanzulliBusiness Analyst  

						Quello che mi piace moltissimo, e trovo oltremodo coinvolgente e formativo, sono le dirette con i professionisti. Per quanto riguarda Raffaele apprezzo da tempo la professionalità e a lucidità con cui tratta tutti gli argomenti e, sopra a tutti, con cui ci permette di affrontare la rivoluzione IA liberi da inutili paranoie ed, al contrario, forti di consapevolezza.  

L’academy è anche uno spazio per nutrire sinergie e contatti.  

Credo che l’iscrizione ad IA360 sia la scelta migliore se voglio essere viva nel cambiamento anziché subirlo o rincorrerlo.  

						![Barbara Mongiorgi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/barbara-bongiorni-1.jpg)  

								Barbara MongiorgiDocente  

						IA360 è l’accademia che cercavo per approfondire la tematica dell’intelligenza artificiale e delle sue molteplici potenzialità di utilizzo. Raffaele Gaito è un professionista davvero preparato e competente, al punto che riesce nella sua accademia a rendere fruibili e di facile comprensione anche argomenti piuttosto complessi e articolati. L’academy è anche uno spazio per nutrire sinergie e contatti.  

Credo che l’iscrizione ad IA360 sia la scelta migliore se voglio essere viva nel cambiamento anziché subirlo o rincorrerlo.  

						![Salvatore Iozzo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/salvatore-iozzo-1.jpg)  

								Salvatore IozzoDocente  

						Sono veramente entusiasta di essere parte di Ai360. Nella piattaforma ci sono moltissimi contenuti di alta qualità per entrare nel mondo dell’AI e capire bene di cosa si tratta e come poter sfruttare al meglio le sue potenzialità. La possibilità di interagire con altre persone che sperimentano e mettono a disposizione le loro esperienze, oppure ti possono indirizzare nella risoluzione di un problema, é un valore aggiunto immenso.  

Credo che l’iscrizione ad IA360 sia la scelta migliore se voglio essere viva nel cambiamento anziché subirlo o rincorrerlo.  

						![Paola Piani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/paola-piani-1.jpg)  

								Paola PianiOperatrice museale  

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##### Vuoi portare il tuo team in IA360?

## Puoi attivare un account aziendale a partire da 3 utenti.

L’Intelligenza Artificiale è una rivoluzione che interessa interi reparti dell’azienda:

- Marketing
- Sales
- HR 
- Sviluppo Prodotto
- Crescita
- Customer Care

Condividere un approccio comune all’intelligenza artificiale è il primo passo per implementare questa tecnologia nei processi aziendali.

Ecco perché IA360 è il posto giusto per la formazione di tutto il team.

Per iscrivere il tuo team e ricevere un preventivo personalizzato invia una richiesta utilizzando il form in basso.

[VAI AL FORM](#form)  

													![ia 360 raffaele gaito mobile Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/ia-360-raffaele-gaito-mobile.png)

##### Domande frequenti

Vorrei vedere una demo di quello che c’è dentro, come faccio?

Nessun problema, puoi prenotarti una [call gratuita di demo](https://tidycal.com/gaito/ia360-domande) dove qualcuno del team ti mostrerà IA360 e risponderà a tutti i tuoi dubbi e domande.

IA360 è un corso?

No, non si tratta di un corso con un inizio e una fine. È un’academy in cui ci sono **sempre contenuti nuovi** sul mondo dell’intelligenza artificiale. Solo in questo modo potrai essere sempre sul pezzo.

Io parto da zero, ci sono requisiti per entrare?

Non ci sono requisiti di nessun tipo per entrare in IA360. Al suo interno troverai persone che, proprio come te, muovono i primi passi con l’AI, e persone che invece sono a uno stadio più avanzato. All’interno dell’academy troverai contenuto per ogni livello: iniziale, intermedio e avanzato.

Quindi, indipendentemente dalla tua conoscenza di base, potrai avere formazione utile a farti fare il passo successivo.

E non dimenticare che hai accesso anche a una community di persone con cui poterti confrontare quotidianamente.

I contenuti sono sempre disponibili?

Certo! Puoi rivedere i contenuti quando vuoi e quante volte vuoi.

Posso imparare uno strumento specifico (ChatGPT, Midjourney, Copilot, ecc)?

No, IA360 non si focalizza su uno strumento specifico, ma sulla comprensione dell’intelligenza artificiale in maniera più ampia. Ovviamente all’interno troverai dei video dedicati a uno strumento in particolare, ma il nostro obiettivo è darti una visione della materia che sia, come dice il nome, a 360 gradi.

Quando entro ho accesso anche al materiale precedente?

Certo che sì! Appena entri in IA360 hai subito a disposizione l’archivio di tutto il materiale: tutorial, webinar, interviste, Q&A, e tanto altro

Dove si terrano le live?

Le live le faremo su Zoom. Pochi minuti prima dell’inizio riceverai via mail il link a cui collegarti.

E se non posso essere in live?

Tutte le live sono registrate e archiviate all’interno di IA360. Quindi non preoccuparti se non riesci a collegarti alla diretta. Potrai rivederla in qualsiasi momento.

Posso annullare l’abbonamento?

Certo, puoi annullarlo quando vuoi, in totale autonomia dal tuo account di pagamento. Considera però che perderai per sempre l’accesso ai contenuti e alla community.

Posso fare un periodo di prova?

Al momento questa possibilità non è prevista. Ma puoi annullare il tuo abbonamento in qualsiasi momento, proprio come fai con Netflix o Spotify.

C’è anche un affiancamento personalizzato one-to-one?

No, non è un servizio che offriamo al momento. Ma avrai diversi momenti di confronto, sia con la community che con me. In particolare durante le sessioni mensili di domande e risposte potrai chiedermi quello che vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo una piattaforma di vendita che accetta carta di credito e debito, Paypal, e altro.

Sono un’azienda e non devo pagare l’IVA, come faccio?

Nella schermata di pagamento che si apre c’è un link in alto (Inserisci P. IVA). Cliccalo, inserisci la tua partita IVA e il prezzo si aggiornerà in automatico.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente la piattaforma di vendita. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

Ho appena pagato, e ora?

Subito dopo il pagamento ti arriverà una mail con il link per creare il tuo account. Clicca quello e sei dentro! A volte ci vuole qualche minuto prima che la mail arrivi.

Rilasciate certificati alla fine?

No, per due motivi. Innazitutto perché non c’è una fine, IA360 non è un corso, ma una piattaforma di formazione continua. Finché decidi di rimanere dentro ci sarà sempre del nuovo materiale di studio. E, secondo motivo, l’AI è una materia che va alla velocità della luce, qualsiasi attestato o certificato sarebbe inutile dopo pochi mesi dal suo rilascio.

Noi crediamo nelle competenze più che nei “pezzi di carta”.

Sono un’azienda interessata a promuovere un prodotto in IA360, come fare?

Contattami utilizzando il form qui sotto e ti mostrerò le varie attività che possiamo fare insieme.

Sono uno studente, c’è uno sconto per me?

Certo che sì! Se hai meno di 25 anni e studi ancora per te IA360 costa solo 4,99€ al mese. Contattami usando il form qui sotto e ti invio il codice sconto. Ovviamente dovrai dimostrare di essere studente.

##### Hai ancora domande?

Scrivimi qui  

			[](#tornasu)


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title: "Corso AI online: Creare contenuti con l’AI"
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author: Martina Autuori
excerpt: "Live il 22 ottobre: corso intensivo con Raffaele Gaito. 4 ore per creare testi, immagini e video con l’AI e rivoluzionare il tuo processo creativo."
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# Corso AI online: Creare contenuti con l’AI

![come trasformare i contatti in clienti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/come-trasformare-i-contatti-in-clienti.png)

# TRASFORMA I CONTATTI IN CLIENTI FEDELI

## Crea un processo automatico per **convertire i contatti** acquisiti in clienti paganti **il prima possibile** 🚀

[ACQUISTA ORA](#acquista)

COME TRASFORMARE I CONTATTI IN CLIENTI

[ACQUISTA ORA](#acquista)

# Corso online su Come trasformare i contatti in clienti

Chiariamo subito una cosa: accumulare tanti contatti (_lead_) senza avere **un piano per trasformarli in clienti** non serve assolutamente a nulla. Quando fai acquisizione contatti devi già avere in mente quello che viene dopo.

Questa attività si chiama _lead nurturing_ ed è fondamentale per la crescita di un business. Anzi, è fondamentale anche per la sua sopravvivenza.

**Convertire i contatti in clienti è una cosa seria e importante** e va gestita come un vero processo aziendale. Troppe aziende lo lasciano al caso, sprecando una valanga di soldi.

Grazie agli strumenti avanzati che abbiamo oggi, molte di queste attività possono (e devono) essere automatizzate. Significa che i contatti si convertono in clienti mentre tu puoi concentrarti su altre attività.

Se stai sprecando un sacco di soldi in lead generation o **se hai difficoltà a convertire i contatti in clienti**, questo è il corso che fa per te.

Programma del corso 📓

- Introduzione sulla lead nurturing
- L’importanza delle automazioni
- Come svegliare i contatti “morti”
- Capire i tipi di lead

- Esempi pratici presi dalla mia strategia
- Le 3 fasi della lead nurturing
- I 6 passi per convertire un contatto
- Suggerimenti e ottimizzazioni varie

#### Bonus aggiuntivi GRATIS 📚

Comprando questo corso hai accesso a una VALANGA di bonus extra ![🤩](https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/svg/1f929.svg)  
che sommati valgono più del corso!

![extra bonus gratis trasformare contatti in clienti 2023](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/extra-bonus-gratis-trasformare-contatti-clienti-2023-raffaele-gaito.png)

Ebook _Introduzione al Growth Hacking_ 🚀

Un ebook di **40 pagine** per avvicinarti al mondo del Growth Hacking e all’**approccio della sperimentazione** che ti sarà utile quando lavorerai con la lead nurturing.

Ebook _Il marketing accessibile a tutti_ 📢

Un ebook di **100 pagine** strutturato come **un piccolo glossario del marketing** da tenere a portata di mano ogni volta che qualcuno usa un termine a te poco chiaro.

Ebook _Guida ai bias cognitivi_ 🧠

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a capire tutte le **scorciatoie che usa la nostra mente** per prendere decisioni. Cosa fondamentale da conoscere per chi comunica o vende.

Ebook _Come creare una startup_ 💰

Un ebook di **40 pagine** che ti aiuta a **trasformare la tua idea in un’azienda**. Contiene consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e le risorse indispensabili per chi inizia.

Slide del corso 🖥

Il PDF con le slide usate durante il corso per poterle consultare con calma quando vuoi.

Cosa otterrai alla fine del corso

- Saprai mettere in piedi da zero una strategia di lead nurturing
- Sarai in grado di convertire più facilmente contatti in clienti
- Capirai come automatizzare alcuni passaggi della strategia

- Imparerai a inviare il contenuto giusto nel momento giusto
- Saprai riconoscere i diversi tipi di contatti (lead) e capire cosa fare
- Imparerai a creare delle email che convertono

## Cosa dicono del corso 🤩

L’offerta sul Lead Nurturing di Raffaele al tema, per noi è stata decisiva, ci ha aiutato a riportare la visione dal prodotto alle persone al centro sino ai comportamenti. Una mia collega dice ai nostri clienti “che noi ci prendiamo cura dei nostri comportamenti”, ecco il corso di lead nurturing ci ha aiutato al 200% a capire questo concetto fondamentale. Molto consigliato ed apprezzato!  

							![luca de sanctis](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/08/luca-de-sanctis.jpg)  

														Luca De Sanctis  

																						Maker  

							In questo corso, si vede la passione di Raffaele e mi piace soprattutto il suo approccio pratico.  

Finalmente qualcuno che fa vedere anche qualche tool per poter lavorare praticamente sulle cose, insomma non solo teoria e videocorsi ma anche pratica e condivisione di risorse utili.  

							![giuseppe patriotta](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/02/giuseppe-patriotta.jpg)  

														Giuseppe Patriotta  

																						Project manager  

							La lead nurturing spiegata nel corso di Raffaele, mi ha aperto un mondo. E non solo, tecnicamente, quanto strategicamente. Grazie mille!  

							![domenico iapello](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/02/domenico-iapello.jpg)  

														Domenico Iapello  

																						Love e life coach  

							Consiglio il corso di Lead Nurturing a chi ha acquisito una buona base di contatti email e vuole valorizzarli. Il corso ha un taglio pratico e Raffaele, dopo una buona introduzione, mostra a schermo esattamente quello che fa proprio lui in questo ambito. Quindi direi che è ottimale per chi vuole implementarlo fin da subito. Preciso che è incernierato sulla gestione delle email, sebbene vengano fornite nozioni generali.  

							![angelo rizzo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/02/angelo-rizzo.jpg)  

														Angelo Rizzo  

																						Ingegnere progettista  

							I corsi di Raffaele sono un viaggio, un viaggio attraverso le tecniche e le best practices per trasformare in progetto concreto una tua idea. Le capacità comunicative di Raffaele sono incredibili: sono rimasta incollata al video per tutto il tempo come se non ci fosse uno schermo, ma lui  li accanto a me a spiegarmi qualcosa, una verità un segreto per fare quel passettino in più verso la meta. I contenuti sono interessanti, estremamente pratici ( ma non banali) e resi fruibili attraverso la presentazione di case study concreti che ti permettono di metabolizzare il concetto trasformandolo in una risorsa.  

Non ho potuto fare a meno di comprarne anche un altro.  

							![chiara marrazzo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/12/chiara-marrazzo.jpg)  

														Chiara Marrazzo  

																						Digital Sales Manager

#### Ora tocca a te!

Ti serve una strategia chiara per convertire quei contatti in clienti e **far crescere il tuo business**.

Acquista oggi il corso e **risparmia 50€**

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**Il pacchetto contiene:**

- Video corso sulla lead nurturing di 1h10m
- Slide del corso scaricabili
- Ebook Introduzione al growth hacking
- Ebook Il marketing accessibile a tutti
- Ebook Guida ai bias cognitivi
- Ebook Come creare una startup
- Letture consigliate di approfondimento
- Attestato di partecipazione

149€

Voglio accedere al corso

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 2 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolto il corso?

- Alle aziende che non hanno una chiara **strategia per trasformare i contatti in clienti**
- A professionisti e freelance che pensano che l’attività di lead nurturing **sia solo per le aziende**
- A chi invia email **ogni tanto**, senza un vero piano
- A chi **investe tanto sulla lead generation**, ma gli manca lo step dopo
- A startup e PMI che con poco personale hanno **bisogno di automatizzare** molto
- A chi ha **sprecato un botto di soldi** in lead generation in passato

Posso rivedere il corso?

Sì, il corso è _on-demand._ Significa che dopo averlo acquistato puoi rivederlo quando vuoi e quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello intermedio. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza con la lead generation, ma vuole fare il salto di qualità e il passo successivo.

![raffaele gaito chi sono corsi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/raffaele-gaito-chi-sono-corsi.png)

### Chi sono

Mi chiamo Raffaele Gaito, sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale.

Insegno alla Business School del Sole 24 Ore.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questo corso? Scrivimi subito!  

			[](#tornasu)  

		Copyright 2022 © Raffaele Gaito – The Epic Experiment Ltd, Londra, VAT GB341625420  

			[Privacy Policy |](https://www.raffaelegaito.com/privacy-policy/)  

			[Cookie Policy](https://www.raffaelegaito.com/cookie-policy/)


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title: Le academy
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Formazione continua per la tua crescita professionale e personale nelle mie academy IA360 e Growth Program.
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# Le academy

# Raffaele Gaito, le Academy

## Formazione continua per la tua crescita professionale e personale.

Growth Program

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title: Guida pratica al marketing della generosità
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author: Marco Autuori
excerpt: "Scopri di più sul libro L'arte della pazienza di Raffaele Gaito. Leggi un anteprima gratuita e accedi alle risorse extra."
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# Guida pratica al marketing della generosità

# Guida Pratica al Marketing della Generosità

### Coccolare le persone in un mondo in cui tutti urlano

![Guida pratica marketing della generosità libro](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/02/guida-pratica-marketing-della-generosita-libro.webp)  

							“Non si tratta di comunicare e vendere in modo insistente e noioso, ma di raccontare la tua storia al mondo”  

														Riccardo Scandellari  

																						Autore  

							“Questo libro ci ricorda che la creazione di contenuti ha valore solo se è utile per le altre persone”  

														Rudi Bandiera  

																						Autore

### Leggi un’anteprima gratis

Hai comprato il libro, ma non ti è ancora arrivato? O semplicemente vuoi dare una sbirciatina prima dell’acquisto? Nessun problema, da qui puoi scaricare un’**anteprima gratuita** con le prime 30 pagine del libro.

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																[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/guida-pratica-al-marketing-della-libro-raffaele-gaito/e/9788835163909?inventoryId=142798223&queryId=83c46114502441711fb3e097c7a1ea45)  

																[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://francoangeli.it/Libro/Guida-pratica-al-marketing-della-generosit%C3%A0-Coccolare-le-persone-in-un-mondo-in-cui-tutti-urlano?Id=29631)  

																[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/guida-pratica-al-marketing-della-libro-raffaele-gaito/e/9788835163909)

### E in tutti i principali store online e librerie d’Italia

### Cosa troverai in “Guida pratica al marketing della generosità”

“Quella è solo una **trovata di marketing**!”

Quante volte abbiamo sentito questa frase? O quante volte siamo stati noi stessi a dirla?

Il marketing, negli anni, si è fatto una **cattiva fama** perché spesso manca di etica, autenticità e generosità. Ma se invece fosse uno strumento per **creare relazioni** vere?

Questo libro ti guida alla scoperta del marketing gentile, un approccio che **mette le persone al centro**. E lo fa per davvero. Niente strategie manipolative. Ma empatia, fiducia e cura reciproca.

Un viaggio per trasformare la comunicazione in un legame sincero e duraturo.

Il libro contiene **decine e decine di esempi pratici**, scenari, e situazioni per tutte le esigenze: aziende e professionisti, mondo B2B e B2C.

Come sempre, con il **linguaggio chiaro, semplice e diretto** che da anni mi contraddistingue.

Il libro è perfetto per:

- professionisti
- manager
- content creator
- imprenditori
- sperimentatori

e per chiunque voglia **comunicare in modo autentico** ascoltando il proprio pubblico.

P.S. Se hai ancora dubbi, leggi la [recensione](https://libridimarketing.blog/guida-pratica-al-marketing-della-generosita/) fatta dal blog “Libri di Marketing”

**Perché**

Il primo capitolo del libro risponde alla domanda “perché c’è bisogno di un marketing generoso?”. Parto subito con alcune provocazioni importanti per provare a scardinare tutto ciò che sai su marketing e comunicazione.

**Come**

Il secondo capitolo si concentra su come essere veramente generosi con il proprio modo di comunicare. Qui ti spiego come entrare in sintonia con le persone e come ascoltare veramente i loro bisogni ed esigenze.

**Cosa**

Il terzo capitolo chiude il cerchio mostrandoti cosa utilizzare nella tua strategia di comunicazione e marketing. Un concentrato di tutto quello che ho imparto in 20+ anni a creare contenuti e comunicare online.

### Vuoi saperne di più? Guarda il video!

### Visto su

![donna-moderna-logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/donna-moderna-logo.jpg)  

															![rai radio 1 logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/rai-radio-1-logo.jpg)  

															![radio deejay logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/08/radio-deejay-logo.jpg)  

															![startup italia Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/startup-italia.jpg)  

															![agi logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/agi-logo.jpg)  

															![vanity fair logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/08/vanity-fair-logo.jpg)

### Dicono del libro

Non si tratta di comunicare e vendere in modo insistente e noioso, ma di raccontare la tua storia al mondo. E, nel farlo, condividere qualcosa di autentico e prezioso, che ha il potere di ispirare e connettere le persone giuste con te […] Il tuo compito è dimostrare che comprendi le loro esigenze e il libro di Raffaele ti sarà di grande supporto.  

							![riccardo scandellari Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/02/riccardo-scandellari.jpg)  

														Riccardo scandellari  

																						Consulente e Docente  

							Questo libro ci ricorda che la creazione di contenuti ha valore solo se è utile per le altre persone. E per utilità intendo sia pratica che di intrattenimento […] Come ha detto più volte Raffaele, il contenuto è la sola cosa che possiamo fare, in mille declinazioni e in mille luoghi diversi ma è tutto quello che abbiamo.  

							![rudy bandiera](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/02/rudy-bandiera.jpg)  

														Rudy Bandiera  

																						Autore e Speaker

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8835163900) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

[![recensioni amazon Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/recensioni_amazon.png)](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8835163900)


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title: Contenuti sponsorizzati
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Promuovi i tuoi prodotti e servizi sui miei canali con campagne di sponsored content di qualità.
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# Contenuti sponsorizzati

# Contenuti sponsorizzati

## Promuovi i tuoi prodotti e servizi sui miei canali.

Se ti interessa **sponsorizzare la tua azienda** o il tuo prodotto/servizio sui miei canali puoi farlo.

Faccio in maniera stabile campagne di **_sponsored content,_** con realtà aziendali di vario tipo, sul mio canale YouTube e altri miei canali.

Hai la possibilità di avere sia dei **contenuti dedicati** che delle semplici menzioni al tuo prodotto all’interno di miei contenuti

Ci sono **tre requisiti importanti** per me prima di accettare una collaborazione:

1. deve essere un prodotto sensato per il mio pubblico e argomenti

2. devo avere la libertà di comunicarlo nel mio stile e tono

3. deve esserci qualcosa di vantaggioso per la mia community.

Insomma, deve essere uno scenario win-win-win e non una marketta.

Se vuoi propormi una campagna di _sponsored content_ contattami usando [la mail in basso](#contattami).

### alcune aziende con cui ho lavorato

![shopify logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/shopify_logo.png)  

															![mailup raffaele gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/mailup_raffaele_gaito.png)  

															![reply raffaele gaito Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/reply_raffaele_gaito.png)  

															![treedom logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/12/treedom_logo.png)  

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															![get response logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/get-response-logo.png)  

															![qonto logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/qonto-logo.png)

### Contattami per sponsorizzare un tuo prodotto o servizio

Per info, richieste e preventivi, contatta Nicolò Caporale di  **Flatmates Agency** all’indirizzo email [raffaele.gaito@flatmatesagency.com](mailto:raffaele.gaito@flatmatesagency.com). Loro seguono queste mie attività e ti daranno tutti i dettagli.

![flatmates](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/04/flatmates.png)


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title: Formazione aziendale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Contattami se hai bisogno di fare un workshop, un seminario o un'attività di formazione con il tuo team."
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# Formazione aziendale

# Formazione aziendale

## Organizza un corso o un workshop con me nella tua azienda.

Da anni ormai **mi occupo di formazione a tutti i livelli**: dalle startup alle grandi corporate, passando per le PMI e le aule universitarie. Workshop, full immersion, seminari, lezioni frontali e chi più ne ha più ne metta.

Le aziende apprezzano il **taglio pratico** delle mie sessioni di formazione, e la possibilità di affrontare con i collaboratori e dipendenti, nel loro contesto, gli argomenti di cui mi occupo.

Usa [la mail in basso](#contattami) per richiedere una soluzione personalizzata per la tua azienda e le tue esigenze.

### HO FATTO FORMAZIONE PER

![hp](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/07/hp-logo.png)  

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### E TANTE ALTE AZIENDE E ORGANIZZAZIONI…

### Contattami per fare formazione con me

Per info, richieste e preventivi, contattare Manuela Ronchi di  **Action Agency** all’indirizzo email [m.ronchi@action-agency.com](mailto:m.ronchi@action-agency.com). Loro seguono le mie attività e ti daranno tutti i dettagli.

![action agency](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/03/action-agency-logo.png)


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title: Speaker a evento
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ingaggiami come speaker, moderatore o presentatore per una conferenza o un tuo evento aziendale."
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# Speaker a evento

# Ingaggiami come speaker

## Ingaggiami per una conferenza o un tuo evento aziendale.

Mi occupo di innovazione da ormai oltre 20 anni e sempre più spesso sono coinvolto come speaker su tematiche di **innovazione,** **crescita e sperimentazione**. Negli ultimi anni con un focus specifico sul mondo dell’**intelligenza artificiale**.

Intervengo nei maggiori eventi italiani che trattano questi temi e in numerosi eventi privati aziendali.

Se stai organizzando un evento, sia fisico che digitale, e vorresti avermi come **speaker, moderatore o presentatore** sei nel posto giusto, contattami usando [la mail in basso](#contattami) e ricordati di scrivere in dettaglio il tipo di evento e il tipo di intervento.

## Sono stato speaker per

![Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/tedx_logo.png)  

															![microsoft logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/10/microsoft_logo.png)  

															![p&g logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/12/peg-logo.png)  

															![postepay logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/01/postepay_logo.png)  

															![rotary logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/12/rotary-logo.png)  

															![ai festival](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/ai-festival.png)  

															![salone del libro](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/salone-del-libro.png)  

															![unicef Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/unicef.png)  

															![eh](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/eh.png)  

															![we make a future](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/01/we-make-a-future.png)  

															![ambrosetti logo 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/10/ambrosetti-logo-1.webp)  

															![toyota logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/12/toyota-logo.webp)

## E tante altre aziende e organizzazioni…

### IL SEGRETO DEL SUCCESSO è LA PAZIENZA

Guarda il mio TEDx Talk

https://www.youtube.com/watch?v=J3CaQrg4ON0

Se oltre al talk sopra vuoi **vedermi all’opera** in altri contesti, dai un’occhiata a [questa playlist su YouTube](https://www.youtube.com/playlist?list=PLNQjSVfdskFnYH3VuOwsdbnStrrvuKjkV) dove trovi qualche mio intervento.

## Contattami per avermi come speaker

Per info, richieste e preventivi, contattare Manuela Ronchi di  **Action Agency** all’indirizzo email [m.ronchi@action-agency.com](mailto:m.ronchi@action-agency.com). Loro seguono le mie attività e ti daranno tutti i dettagli.

![action agency](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2025/03/action-agency-logo.png)


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title: La newsletter di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ne invio una al mese e contiene una super selezione di contenuti prodotti da me e di cose interessanti che trovo in rete come libri, tool, notizie e tanto altro."
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# La newsletter di Raffaele Gaito

# La newsletter di Raffaele Gaito

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										Silvio GuliziaGiornalista					Leggi Tutto  

						“Raffaele è una delle poche persone in Italia a cui ho visto fare una crescita significativa nel digitale. Gli ho dato fiducia iscrivendomi alla newsletter.  

Ne leggo parecchie, fidatevi, ne vale la pena.”  

							![Giovanni Cavaliere](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/giovanni-cavaliere.jpg)  

										Giovanni CavaliereDocente di marketing					Leggi Tutto  

						“C’è poco tempo, sempre. Quindi doso bene come spendere il mio. Leggo la newsletter di Raffaele e c’è sempre qualcosa da imparare e di cui prendere nota. Leggera, semplice, poche parole e tanta sostanza. Una delle migliori newsletter in lingua italiana senza ombra di dubbio.”  

							![Danilo Mirabile](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/danilo-mirabile.jpeg)  

										Danilo MirabileImprenditore					Leggi Tutto  

						“Ho trovato eccezionale il modo in cui Raffaele ha impostata la sua newsletter. Ha trasformato una delle operazioni più noiose al mondo in un’esperienza, fantastico!”  

							![Sante Alagia](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/sante-alagia.jpeg)  

										Sante AlagiaDigital Marketing Analyst					Leggi Tutto  

						“Questa newsletter mi piace perché trovo sempre spunti interessanti da applicare nel mio lavoro. Molto spesso mi accorgo di avere sotto il naso soluzioni alle quali non avevo mai pensato.”  

							![Antonello Reho](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/antonello-reho.jpeg)  

										Antonello RehoImprenditore					Leggi Tutto  

						“La newsletter di Raffaele è utile perché non ti bombarda, ma arriva con cadenze accettabili; ci sono un sacco di link e riflessioni utili; è ben strutturata a livello visivo”  

							![Giuseppe Coppola](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/giuseppe-coppola.jpeg)  

										Giuseppe CoppolaBusiness Development Manager					Leggi Tutto  

						“Utile e figa questa newsletter. Ben organizzata e strutturata, permette facilmente di individuare i contenuti che più interessano.”  

							![Pasquale Sacco](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/pasquale-sacco.jpeg)  

										Pasquale SaccoDeveloper					Leggi Tutto  

						“Grazie alla proprietà di scrittura di Raffaele, questa newsletter è il giusto compromesso tra qualità dei contenuti e velocità di lettura”  

							![Elena Prola](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/elena-prola.jpeg)  

										Elena ProlaOnline Sales Manager					Leggi Tutto  

						“Sono 2 le ragioni che mi portano a leggere una newsletter fino alla fine: mi serve e mi piace. Un connubio raro ma possibile grazie alla newsletter di Raffaele”  

							![Andrea Capuano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/andrea-capuano.jpeg)  

										Andrea CapuanoCopywriter					Leggi Tutto  

						“Chiara, semplice, interessante, ben strutturata e ricca di contenuti di valore. Una vera bomba!”  

							![Luigi Nigro](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/luigi-nigro.jpg)  

										Luigi NigroMarketer					Leggi Tutto  

						“Una newsletter rilassante, è come parlare di marketing/business mentre prendi un caffe con un amico! Appena vedo il faccione di Raf nella casella mail so già che dovró mettermi a lavoro per studiarmi bene tutte le robe utili che mi gira! Per il mio lavoro è oro.”


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title: Come creare una startup – Ebook gratuito di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ti regalo un ebook gratuito sul come creare una startup. Una mini guida iniziale per chi vuole trasformare un'idea in un'azienda."
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# Come creare una startup – Ebook gratuito di Raffaele Gaito

# Come creare una startup

![come creare una startup anteprima](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/03/come-creare-una-startup-anteprima.png)

Ti regalo un **ebook gratuito** di circa 40 pagine sul **come creare una startup**.

Consideralo come una piccola guida introduttiva per chi ha un’idea e vuole trasformarla in un’azienda, ma non sa da dove partire.

Inserisci la tua mail qui sotto per iscriverti alla newsletter e ricevere gratuitamente l’ebook.

Se invece preferisci averlo su carta clicca qui sotto per la **versione cartacea**  

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# Perché questo ebook

So perfettamente perché ti trovi qui, davanti a questo ebook: ti balena in mente lo stuzzicante pensiero di realizzare un progetto, perfino di creare una startup.

Hai avuto un’idea e vuoi trasformarla in un business, sei alla ricerca di consigli e di conferme, vuoi programmare ogni passo per non fallire con il tuo progetto.

Sono anni che mi sento dire: **“ho avuto un’idea perfetta per una startup. Da dove parto?”**

Per cercare di dare una risposta a chi sta pensando di avviare una startup ho deciso di raccogliere i consigli utili, elaborati dalla mia esperienza diretta in questo mondo, e condividere le risorse indispensabili per aiutarti a lanciare una startup sul mercato e trasformare la tua idea in un’impresa.

Questo testo è il risultato di connessioni e contaminazioni, anni di contenuti, di interviste, riflessioni ed esperienze fatte in prima persona che spero possano rappresentare uno stimolo e un faro. 

Una **guida introduttiva** alla creazione di una startup può essere utile non solo ai più giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del business, ma anche a chi ha avuto già a che fare con l’ecosistema delle startup e vuole rivedere alcuni step fondamentali nella vita della propria impresa.

Se ti rivedi in questa descrizione allora questo è l’ebook che fa per te! Buona lettura 🙂

_P.S. Questo non è il mio unico ebook gratuito. Scarica anche [gli altri](https://www.raffaelegaito.com/ebook/)!_


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title: Guida ai bias cognitivi – Ebook gratuito di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Ti regalo un ebook sui Bias Cognitivi. Se ti occupi di marketing o business conoscere come la nostra mente ci inganna è fondamentale.
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# Guida ai bias cognitivi – Ebook gratuito di Raffaele Gaito

# Guida ai bias cognitivi

![guida bias cognitivi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/08/guida-bias-cognitivi.png)

Ti regalo un **ebook gratuito** di circa 40 pagine sui **Bias Cognitivi**.

Se ti occupi di business, marketing o comunicazione è fondamentale conoscere **come la nostra mente ci inganna** con scorciatoie, pregiudizi ed euristiche.

Inserisci la tua mail qui sotto per iscriverti alla newsletter e **ricevere gratuitamente l’ebook**.

Se invece preferisci averlo su carta clicca qui sotto per la **versione cartacea**  

			[Compra su Amazon](https://amzn.to/3DQNsTY)

# Perché questo ebook

Il termine **bias** deriva da una parola di origine francese, _biais_, che significa obliquo. Oggi è una parola utilizzata per indicare **i pregiudizi o le inclinazioni errate della mente**.

In sostanza il bias è una **scorciatoia mentale**, ma che porta all’errore.

La mente umana lavora di continuo in modalità risparmio energetico ed è facile cadere nell’errore. Alcuni bias sono continui, ripetuti e innocui. Altri, invece, possono portarci ad errori di valutazione ben più grandi.

Il nostro cervello innesca i bias per contrastare problemi che si verificano di continuo, conseguenza delle circa **35.000 decisioni quotidiane** alle quali è chiamato a rispondere.

Troppo spesso i bias cognitivi vengono associati ad argomenti un po’ borderline come la persuasione occulta, la manipolazione mentale, il controllo e così via.

Io invece credo che studiare i bias cognitivi sia **una delle cose più importanti** che ho fatto negli ultimi anni. Per chi si occupa di marketing, business o comunicazione è fondamentale capire come la nostra mente ci inganna.

Perché il bello è che capita a tutti, sempre. La nostra mente ci frega per la maggior parte del tempo.

Ecco perché ho deciso di pubblicare questo ebook. Spero che studiare i bias cognitivi possa esserti d’aiuto così come lo è stato per me.

_P.S. Questo non è il mio unico ebook gratuito. Scarica anche [gli altri](https://www.raffaelegaito.com/ebook/)!_


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title: Siamo tutti impostori – Ebook gratuito di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ti regalo un ebook sulla sindrome dell'impostore. Ti aiuterà a capirla e a superarla."
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# Siamo tutti impostori – Ebook gratuito di Raffaele Gaito

# Siamo tutti impostori

![siamo tutti impostori](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/mockup-siamo-tutti-impostori.png)

Ti regalo un **ebook gratuito** di 30 pagine sulla **Sindrome dell’impostore**.

Se hai provato la sensazione di non essere all’altezza delle tue mansioni, se pensi che prima o poi **scopriranno che sei un impostore**, se nonostante l’impegno provi il timore di fallire… questo è l’ebook che fa per te!

Inserisci la tua mail qui sotto per iscriverti alla newsletter e **ricevere gratuitamente l’ebook**.

Se invece preferisci averlo su carta clicca qui sotto per la **versione cartacea**  

			[Compra su Amazon](https://amzn.to/3NLehhB)

# Perché questo ebook

Se sei qui probabilmente avrai sentito parlare di questa espressione: **sindrome dell’impostore**.

Se sei qui ti è capitato, sul lavoro probabilmente, di non sentirti abbastanza brava o bravo. Sei qui se hai provato la sensazione di **non essere all’altezza** delle tue mansioni. Sei qui se, nonostante l’impegno, hai provato o provi tuttora il timore di fallire e se i complimenti degli altri ti fanno sentire in una posizione scomoda.

Queste sono solo alcune delle sensazioni legate ad un fenomeno così comune da essere considerato una piaga sociale diffusa. Non si tratta di una patologia, ma di un atteggiamento **alimentato da una società che si fonda sulle alte performance individuali, che nasce in un contesto ultracompetitivo**.

Ti capisco. Ci sono passato anche io, più di una volta.

Durante tutto il tempo che ho dedicato a questo argomento, approfondendo con quella voglia di saperne di più, mi sono reso conto di **quanto il tema sia comune e diffuso**, tanto da farci sentire meno soli in questo viaggio alla ricerca di cause e soprattutto rimedi.

Mi sono imbattuto in tante persone che mi hanno confidato di sentirsi spesso inadeguate, tante volte senza nemmeno riuscire a dare una definizione e un nome alla sensazione che provavano, e ai miei occhi, e in maniera oggettiva, quelle stesse persone avevano creato grandi cose, erano e sono impeccabili nel loro lavoro.

Da dove deriva tutto ciò? Cosa causa la sindrome dell’impostore? E, soprattutto, come si supera la sindrome dell’impostore?

Se ti rivedi in questa descrizione e in queste domande, allora questo ebook è perfetto per te!

_P.S. Questo non è il mio unico ebook gratuito. Scarica anche [gli altri](https://www.raffaelegaito.com/ebook/)!_


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title: Introduzione al Growth Hacking – Ebook gratuito di Raffaele Gaito
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ti regalo un ebook di 40 pagine sul Growth Hacking. Non c’è bisogno di iscriverti alla newsletter, ti basta cliccare il pulsante e l’ebook sarà tuo."
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# Introduzione al Growth Hacking – Ebook gratuito di Raffaele Gaito

# Introduzione al   
 Growth Hacking

![introduzione al growth hacking](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/05/introduzione-al-growth-hacking.png)

Ti regalo un **ebook gratuito** di 40 pagine sulla metodologia **Growth Hacking, **se ti iscrivi alla mia newsletter.

Se hai qualche curiosità, vuoi saperne di più su questo trend che hai sentito nominare spesso o magari vuoi solo “sbirciare sotto il cofano” prima comprare libri e corsi… questo è l’ebook che fa per te.

Inserisci la tua mail qui sotto per iscriverti alla newsletter e ricevere gratuitamente l’ebook.

# Perché questo ebook

Se hai qualche curiosità, vuoi saperne di più su questo trend che hai sentito nominare spesso o magari vuoi “sbirciare sotto il cofano” prima di comprare uno dei [miei libri sul tema](https://www.raffaelegaito.com/libri/), questo ebook è perfetto.

È qualcosa di più tangibile e di più facile fruizione rispetto a un post su un blog, ma introduce in maniera esaustiva il mondo del Growth Hacking.

Ovviamente l’argomento è vasto, complesso e ricco di sfumature. Quindi considera questo ebook come **un punto di partenza**, non come un punto di arrivo. Non ha la pretesa di essere completo quanto, piuttosto, di farti fare un primo passo in questo mondo.

Proprio per questo motivo al suo interno troverai centinaia di riferimenti esterni a risorse di ogni tipo. Se hai l’esigenza di approfondire l’argomento ti saranno utili i link ai vari post (sia miei che di autori americani), a decine di libri che trattano il tema da diversi punti di vista, video, presentazioni e chi più ne ha più ne metta.

Buona lettura 😉

_P.S. Questo non è il mio unico ebook gratuito. Scarica anche [gli altri](https://www.raffaelegaito.com/ebook/)!_


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title: "30 giorni di crescita, newsletter gratuita"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ricevi ogni mattina una riflessione su crescita professionale, personale e aziendale. Per 30 giorni. Gratis. Direttamente nella tua email."
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# 30 giorni di crescita, newsletter gratuita

![30 giorni icon](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/02/30-giorni-icon.svg)

# 30 Giorni di crescita

Ricevi una mail ogni mattina con una riflessione su crescita professionale, personale e aziendale.  

Per 30 giorni. Completamente gratis. Direttamente nella tua inbox.

Prenditi 5 minuti e lasciati ispirare dalla riflessione del giorno.

Ogni email è unica, parte da una citazione famosa e sviluppa l’argomento con consigli pratici, risorse di approfondimento, riflessioni e utili domande. Parlerò **di creatività, fallimento, tempo, obiettivi, strategia, sperimentazione, curiosità** e tanto altro.

Il tutto, come sempre, con un taglio ispirazionale, ma pratico allo stesso tempo. Come piace a me.

Se vuoi farti un’idea di quello che ti aspetta dai un’occhiata agli esempi qui sotto.

[![30 giorni crescita esempio 1](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-1-252x300.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-1.jpg)  

														[![30 giorni crescita esempio 2](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-2-281x300.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-2.jpg)  

														[![30 giorni crescita esempio 3](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-3-280x300.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/06/30-giorni-crescita-esempio-3.jpg)

COSA NE PENSANO GLI ISCRITTI

Le email di 30 giorni di crescita rispecchiano tutti gli altri contenuti di Raffaele: stimolanti, dritti al sodo, cristallini.  

Prima di iscrivermi avevo il dubbio che mi assale ogni secondo prima di una nuova iscrizione ad un canale/newsletter o altro: dove troverò il tempo per seguirlo? Se cercate di selezionare con cura i canali presso cui informarvi non esitate mai con quelli di Raffaele, sono sempre super interessanti e soprattutto estremamente concreti  

Ogni pillola, ogni email mi ha dato qualcosa, in più di un’occasioni mi sono segnato qualcosa da fare o qualcosa da ricordare.  

Un contenuto da non perdere.  

							![antonio pesacane](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/06/antonio-pesacane.jpg)  

														Antonio Pesacane  

																						Founder, Ideab  

							Una delle pochissime newsletter che aspetti di leggere! Cosa mi piace? Lo stile stringato ma non troppo, semplice e diretto. Pochi tecnicismi da professorone, ma la chiarezza dell’esposizione di chi c’è passato in prima persona e ci è riuscito.  

Esperienza al servizio del prossimo.  

Simpatia. Tanti spunti sui quali riflettere che vanno oltre il marketing.  

							![federica colonna](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/federica-colonna.jpg)  

														Federica Colonna  

																						Assistente Virtuale  

							Mi piace questo format perché è semplice, sintetico e di rapida fruizione. Io controllo le mail la mattina quindi è diventata una sorta di abitudine leggere la pillola giornaliera.  

Questo mi permette di avere molte meno distrazioni rispetto a un social per esempio, che risulta più dispersivo e meno intimo e dal quale sto cercando di “disintossicarmi”.  

							![federico vacca](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/federico-vacca.jpg)  

														Federico Vacca  

																						Growth Marketer  

							Di “30 Giorni di crescita” adoro la praticità degli argomenti trattati, l’esposizione semplice e coinvolgente che contraddistingue Raffaele.  

La riflessione di metà mattina che preferisco, semplicemente imperdibile!  

							![sara venturi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/sara-venturi.jpg)  

														Sara Venturi  

																						Blogger  

							“30 giorni di crescita” è la rubrica che ti allieta la giornata. Ogni giorno una riflessione nuova su una tematica di business e crescita personale. La cosa bella di queste riflessioni è la brevità sicuramente, si leggono nella pausa caffè e il fatto che sono piene di citazioni, esperienze e riflessioni che sono molto utili. Inoltre l’aspetto importante è proprio il poter ragionare su pochi aspetti al giorno senza sforzarsi, alla lunga ti formano.  

							![bruno interlandi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/bruno-interlandi.jpg)  

														Bruno Interlandi  

																						Tecnico Helpdesk  

							Raffaele è una fonte d’ispirazione continua e le pillole sui 30 giorni di crescita sono un condensato di idee, riflessioni e spunti di enorme valore. Il taglio delle mail è estremamente educativo e formativo ma al contempo pratico, pragmatico.  Raffaele arriva sempre dritto al punto!  

							![simone fabris](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/simone-fabris.jpg)  

														Simone Fabris  

																						Senior Area Manager

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title: "IA360: offerta abbonamento annuale"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "La mia academy sull'intelligenza artificiale per aiutarti a sfruttare al massimo la rivoluzione in corso."
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# IA360: offerta abbonamento annuale

![come trovare idee per i contenuti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/come-trovare-idee-per-i-contenuti.png)

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COME GENERARE IDEE PER I CONTENUTI

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generare idee per i contenuti

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Il PDF con le slide usate durante il corso per poterle consultare con calma quando vuoi.

Cosa otterrai alla fine del corso 😎

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## Cosa dicono del corso

Il corso stimola vari punti per ricavare delle idee riguardo i contenuti. È strutturato molto bene, e ti fa comprendere il potenziale enorme che hanno anche con i contenuti realizzati prima.  

![edoardo scivoletto](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/edoardo-scivoletto.jpg)  

Edoardo Scivoletto  

Artista  

Corso con un taglio molto pratico. Raffaele è una una persona estremamente generosa, non così scontato trovarne di questi tempi. Parla agli imprenditori, ai freelance a chi con i social e non solo ci lavora. Io riesco a declinare i suoi contenuti nelle mie attività, dal blog alle altre cose che faccio.  

![silva giromini](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/11/silva-giromini.jpg)  

Silva Giromini  

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Il pacchetto contiene:

- Video corso su come generare idee per i contenuti di 1h15m
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- Ebook Introduzione al growth hacking
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- Ebook Guida ai bias cognitivi
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Voglio accedere al corso

Al momento del pagamento puoi scegliere anche di **pagare in 2 rate**.

## Domande frequenti

A chi è rivolto il corso?

- Alle aziende che hanno **difficoltà a creare contenuti** sempre nuovi, freschi e sul pezzo
- A professionisti e freelance che pensano che la creazione contenuti **sia solo per le aziende**
- A chi crea contenuti **ogni tanto**, senza una strategia
- A chi **vorrebbe fare content marketing in maniera professionale**, ma gli manca un piano
- A startup e PMI che con poco personale hanno **bisogno di velocizzare il content marketing**
- Per chi ha bisogno di **nuove idee per rinfrescare canali ormai vecchi **

Posso rivedere il corso?

Sì, il corso è _on-demand._ Significa che dopo averlo acquistato puoi rivederlo quando vuoi e quante volte vuoi.

Come posso pagare?​

Per la gestione dei pagamenti utilizzo il sistema Hotmart che accetta tutti i sistemi di pagamento: carta di credito e debito, Paypal, bonifico bancario e anche pagamento in 2 rate.

Posso ricevere fattura?​

Assolutamente sì. Ad emettere la fattura sarà direttamente Hotmart. Al momento del pagamento ti arriverà una mail con la conferma e il link per scaricare la fattura.

C’è un attestato di partecipazione?

Sì, quando hai finito il corso puoi scaricare l’attestato dall’area utente.

Qual è il livello del corso?

Questo è un corso di livello intermedio. Quindi perfetto per chi ha già un po’ di dimestichezza con i contenuti, ma vuole fare il salto di qualità.

![raffaele gaito chi sono corsi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/raffaele-gaito-chi-sono-corsi.png)

### Chi sono

Mi chiamo Raffaele Gaito, sono un Growth Coach e guido le aziende e i professionisti a migliorare i loro prodotti e i loro processi con un approccio sperimentale.

Insegno alla Business School del Sole 24 Ore.

Faccio divulgazione sui temi del marketing, business e crescita attraverso un blog, un canale YouTube e un podcast.

Ho portato i miei workshop e talk in aziende del calibro di Vodafone, HP, Microsoft, Enel, Poste, Chiesi, Sella e tante altre.

Credo nella **sperimentazione** come unica chiave per l’innovazione.

_P.S. In segreto mi alleno per diventare Batman._

### Vuoi saperne di più? Scrivimi!

Hai domande su questo corso? Scrivimi subito!  

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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Un anno di riflessioni per chi fa impresa e la libera professione. Scegli se leggere il libro, ricevere la newsletter, o entrambi."
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# 365 giorni di crescita: libro e newsletter

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# 365 Giorni di crescita

Un anno di riflessioni per chi fa impresa e la libera professione.

Con **365 giorni di crescita** voglio farti compagnia lungo tutto un anno con delle “riflessioni”, fatte per essere lette una alla volta, per ragionare con calma su argomenti disparati, ma utili a costruire il giusto mindset per far crescere il tuo business e non solo.

Perché ogni cambiamento parte da noi e il vero successo sta nel riscoprirsi migliori ogni giorno.

Prenditi 5 minuti e lasciati ispirare dalla riflessione del giorno.

Scegli se farlo tramite una newsletter, un libro o entrambi.

Ogni email e pagina è unica, parte da una citazione famosa e sviluppa l’argomento con consigli pratici, risorse di approfondimento, riflessioni e utili domande.

Troverai sia **argomenti più tecnici** (marketing, comunicazione, obietti, strategia, e altri) che argomenti più legati alle **soft skill** (creatività, fallimento, pazienza, tempo, e tanto altro).

Il tutto, come sempre, con un taglio ispirazionale, ma pratico allo stesso tempo.

Come piace a me.

![365 giorni di crescita libro 1 Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2022/10/365-giorni-di-crescita-libro-1.png)

LEGGI IL LIBRO

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Se preferisci la carta, compra il libro di 365 giorni di crescita. Da tenere sempre sul comodino.

Perfetto anche come regalo

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Cosa dicono di 365 giorni di crescita

Queste riflessioni rispecchiano tutti gli altri contenuti di Raffaele: stimolanti, dritti al sodo, cristallini. Se cercate di selezionare con cura i canali presso cui informarvi non esitate mai con quelli di Raffaele, sono sempre super interessanti e soprattutto estremamente concreti. Ogni pillola mi ha dato qualcosa, in più di un’occasioni mi sono segnato qualcosa da fare o qualcosa da ricordare. Un contenuto da non perdere.  

							![antonio pesacane](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/09/antonio-pesacane.jpg)  

														Antonio Pesacane  

																						Founder, Ideab  

							Una delle pochissime newsletter che aspetti di leggere! Cosa mi piace? Lo stile stringato ma non troppo, semplice e diretto. Pochi tecnicismi da professorone, ma la chiarezza dell’esposizione di chi c’è passato in prima persona e ci è riuscito.  

Esperienza al servizio del prossimo.  

Simpatia. Tanti spunti sui quali riflettere che vanno oltre il marketing.  

							![federica colonna](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/federica-colonna.jpg)  

														Federica Colonna  

																						Assistente Virtuale  

							Mi piace questo format perché è semplice, sintetico e di rapida fruizione.  

Io controllo le mail la mattina quindi è diventata una sorta di abitudine leggere la pillola giornaliera.  

Questo mi permette di avere molte meno distrazioni rispetto a un social per esempio, che risulta più dispersivo e meno intimo e dal quale sto cercando di “disintossicarmi”.  

							![federico vacca](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/federico-vacca.jpg)  

														Federico Vacca  

																						Growth Marketer  

							È la rubrica che ti allieta la giornata. Ogni giorno una riflessione nuova su una tematica di business e crescita. La cosa bella di queste riflessioni è la brevità sicuramente, si leggono nella pausa caffè e il fatto che sono piene di citazioni, esperienze e riflessioni che sono molto utili. Inoltre l’aspetto importante è proprio il poter ragionare su pochi aspetti al giorno senza sforzarsi, alla lunga ti formano.  

							![bruno interlandi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/bruno-interlandi.jpg)  

														Bruno Interlandi  

																						Tecnico Helpdesk  

							Raffaele è una fonte d’ispirazione continua e queste riflessioni sono un condensato di idee, riflessioni e spunti di enorme valore.  

Il taglio è estremamente educativo e formativo ma al contempo pratico, pragmatico.  

Raffaele arriva sempre dritto al punto!  

							![simone fabris](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/simone-fabris.jpg)  

														Simone Fabris  

																						Senior Area Manager  

							Di questo progetto adoro la praticità degli argomenti trattati, l’esposizione semplice e coinvolgente che contraddistingue Raffaele. Semplicemente imperdibile!  

							![sara venturi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/07/sara-venturi.jpg)  

														Sara Venturi  

																						Blogger


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title: "Pagamento completato, crea il tuo account"
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author: Raffaele Gaito
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# Pagamento completato, crea il tuo account

Prova


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title: "Video AI 3: tutorial brainstorming"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: In questo terzo video vediamo un esempio concreto di come fare brainstorming usando ChatGPT.
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# Video AI 3: tutorial brainstorming

Video 3: tutorial brainstorming

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Se cerchi un posto dove studiare seriamente l’intelligenza artificiale, entra nella mia [academy IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/?landing=true). Ci sono di continuo **nuovi contenuti** da studiare (tutorial, webinar, interviste, ecc.), le **news più recenti** del settore e una **vasta community** di professionisti e appassionati che ogni giorno studiano, si confrontano e si aiutano sull’AI. [Ti aspetto in IA360](https://www.raffaelegaito.com/ia360/?landing=true)!


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title: "Video AI 2: l’approccio prima dei tool"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo secondo video parliamo del perché il mindset e l'approccio sono più importanti degli strumenti di AI."
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# Video AI 2: l’approccio prima dei tool

Video 2: l’approccio prima dei tool

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title: "Video AI 1: oltre l’hype"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo primo video parliamo dell'importanza di andare oltre l'hype e valutare l'impatto concreto dell'AI."
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# Video AI 1: oltre l’hype

Video 1: Oltre l’hype

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title: Il Blog
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Ti do il benvenuto sul mio blog dove trovi i miei consigli, le mie storie e le mie strategie."
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# Il Blog

# Raffaele Gaito, il blog

## I miei consigli, le mie storie e le mie strategie.

## Gli ultimi articoli pubblicati


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title: Rassegna stampa
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Scopri cosa dicono di me: interviste, notizie e recensioni dalla stampa."
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# Rassegna stampa

# La Rassegna stampa

## Scopri cosa dicono di me: interviste, notizie e recensioni dalla stampa.

### Hanno parlato di me

![la repubblica Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/la-repubblica.jpg)  

													![forbes](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/07/forbes-logo.png)  

													![huffpost Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/huffpost.jpg)  

													![il sole 24 ore Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/il-sole-24-ore.png)  

													![la stampa Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/la-stampa.png)  

													![corriere della sera Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/corriere-della-sera.png)  

													![wired Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/wired.png)  

													![il fatto quotidiano Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/10/il-fatto-quotidiano.png)  

													![radio 2 logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/radio-2-logo.png)  

													![rai 3 logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/rai-3-logo.png)  

													![il messaggero logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/il-messaggero-logo.png)  

													![rds logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/02/rds-logo.png)

## LEGGI qualche ARTICOLo

[](https://www.huffingtonpost.it/life/2023/05/09/news/raffaele_gaito_intelligenza_artificiale_lavoro-12057180/)

### [Huffington post](https://www.huffingtonpost.it/life/2023/05/09/news/raffaele_gaito_intelligenza_artificiale_lavoro-12057180/)

L’Huffington Post mi intervista sul tema dell’AI e lavoro.

[](https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/radio-next/puntata/il-lato-buono-dellai-svelato-da-raffaele-gaito-195039-2419319446565746)

### [Radio 24](https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/radio-next/puntata/il-lato-buono-dellai-svelato-da-raffaele-gaito-195039-2419319446565746)

Radio 24 mi intervista per parlare del lato buono dell’AI.

[](https://www.youtube.com/watch?v=xozOcybbJ8g)

### [Rai 2](https://www.youtube.com/watch?v=xozOcybbJ8g)

TG2 mi intervista sulle competenze necessarie in epoca AI.

[](https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2020/04/18/classifica-migliori-guru-italiani-digitale-web)

### [VanityFair](https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2020/04/18/classifica-migliori-guru-italiani-digitale-web)

VanityFair mi inserisce tra gli esperti di digital da seguire.

[](https://www.donnamoderna.com/news/societa/l-arte-della-pazienza-benefici)

### [Donna Moderna](https://www.donnamoderna.com/news/societa/l-arte-della-pazienza-benefici)

Donna Moderna parla del mio libro L’arte della pazienza.

## Vuoi saperne di più sul mio approccio e la mia filosofia?   
Guarda questa intervista


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title: Dicono di me
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Ecco cosa pensano di me le aziende e i professionisti con cui ho lavorato.
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# Dicono di me

# Dicono di me

## Ecco cosa pensano di me le aziende e i professionisti con cui ho lavorato.

“Io e i miei soci ci siamo rivolti a Raffaele per curare la landing page con l’obiettivo di migliorare le conversioni. Contentissimi di aver lavorato con Raffaele!“  

							![andrea muzii growth program](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/01/andrea-muzii-growth-program.jpg)  

														Andrea Muzii  

																						Campione mondiale di memoria  

							“Mi ha portato il 90% del mio fatturato. Avrei avuto ancora debiti a quest’ora.“  

							![paolo furini growth program](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/01/paolo-furini-growth-program.jpg)  

														Paolo Furini  

																						Innovation Manager  

							“Avevamo 60 clienti e nel giro di un anno ce ne siamo ritrovati 400. Lavorativamente parlando Raffaele ci ha cambiato la vita.”  

							![daniele biancardi](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/01/daniele-biancardi.jpg)  

														Daniele Biancardi  

																						CEO, Kedea  

							“Raffaele è stato in grado di metterci a terra tutto il business. Dai processi aziendali alle relazioni con i clienti, passando per la comunicazione.”  

							![fabiana surace](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/01/fabiana-surace.jpg)  

														Fabiana Surace  

																						Co-founder, Cynomys  

							“Raffaele porta equilibrio nelle pratiche, prospettive del settore e la comprensione dei trend della Digital Economy. Ha la capacità di individuare problemi prima che nascano.”  

							![jacopo mele](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-mele.jpg)  

														Jacopo Mele  

																						Advisory board member, Jaguar Land Rover Italia  

							“Non potrei essere più soddisfatto. Un vero professionista in un campo in cui tanti (troppi) si dimostrano alla prova dei fatti dei dilettanti.“  

							![alessandro de concini growth program](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2023/01/alessandro-de-concini-growth-program.jpg)  

														Alessandro De Concini  

																						Imprenditore, content creator  

							“Quando abbiamo chiesto a Raffaele di farci una piccola consulenza, non immaginavo l’impatto che il suo tempo potesse avere sul nostro business. Ci ha aiutato a evidenziare debolezze del nostro approccio che oggi sono invece nostri punti di forza sul mercato.”  

							![paolomeaola Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/paolomeaola.jpeg)  

														Paolo Meola  

																						Co-founder, Forest valley institute  

							“Raffaele è la miglior cosa che sia successa alla nostra azienda e a me come imprenditore. La persona più competente e professionale che abbia mai conosciuto.”  

							![marco cesaro Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/marco-cesaro.jpeg)  

														Marco Cesaro  

																						Consulente di digital marketing  

							“La proattività, la disponibilità, la capacità di restare umile mentre in realtà si sta guidando qualcuno e la voglia di fare sempre il massimo possibile che possiede Raffaele dovrebbero essere esposte al Louvre.”  

							![cesare mazza](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/cesare-mazza.jpeg)  

														Cesare Mazza  

																						Channel Manager, Enel  

							“Grazie a Raffaele abbiamo avuto dei risultati spiazzanti per la loro importanza. Ho trovato in lui grande professionalità e soprattutto pragmaticità smart.”  

							![cristian iobbi Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/cristian-iobbi.jpeg)  

														Cristian lobbi  

																						CEO, WIB  

							“Raffaele è una delle figure più originali del panorama innovativo italiano.”  

							![massimo cerofolini](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/12/massimo-cerofolini.jpg)  

														MASSIMO CEROFOLINI  

																						Giornalista, Radio1 Rai  

							“Sono poche le volte in cui si può realmente dire di essere entrati in contatto con un professionista che ti lascia il segno, ancora meno quelle in cui il segno va oltre le aspettative. Questa è la migliore descrizione dell’esperienza che abbiamo vissuto con Raffaele”  

							![massimo brandellero Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/massimo-brandellero.jpeg)  

														Massimo Brandellero  

																						Founder, The ID Factory  

							“Raffaele ha un cervello immenso e una capacità nel vedere quello che gli altri non vedono, di trovare spunti e soluzioni che gli altri non riescono a scorgere! Un consulente come Raffaele per un azienda può valere immensamente.”  

							![Renato Mascolo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/renato-mascolo.jpeg)  

														Renato mascolo  

																						CEO, ilovecomm  

							“In un mondo sempre più pieno di tuttologi, Raffaele risponde con l’efficacia nel suo senso più profondo. Smonta concetti e problemi difficili lasciandosi guidare da princìpi, domande, dati e punti di vista delle persone. Auguro a chiunque di confrontarsi con lui anche solo una volta!”  

							![Adriano Ercolani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/adriano-ercolani.jpeg)  

														Adriano ercolani  

																						Head of Growth, Treedom  

							“Raffaele è un professionista di un altro pianeta, dotato di una mente brillante e straordinaria. Ha una visone d’insieme delle sue conoscenze che gli permette di “unire i puntini” e passare da un argomento all’altro con una facilità disarmante per chi lo ascolta. Per dirlo con una sola parola: un genio!”  

							![valerio treviso](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/valerio-treviso.jpg)  

														Valerio Treviso  

																						UX designer  

							“Raffaele è un uragano di idee e consigli su come migliorare ogni tipo di attività online. Se avete bisogno di un supporto per dare uno slancio al vostro business, lui è il vostro uomo.”  

							![federico garcea](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/federico-garcea.jpeg)  

														Federico Garcea  

																						Co-founder, Treedom

Se vuoi leggere altre recensioni su di me, dai un’occhiata a quelle che trovi sul mio profilo Linkedin

[Linkedin](https://www.linkedin.com/in/raffaelegaito/#recommendations)


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title: Dove puoi trovarmi
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Se vuoi saperne di più qui trovi tutti i canali in cui faccio divulgazione.
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# Dove puoi trovarmi

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## Qui trovi tutti i canali dove faccio divulgazione.

Quello che mi smuove, mi anima e mi spinge a fare quello che faccio è **la voglia e passione di raccontare e condividere la conoscenza**. Se vogliamo usare un termine famoso, questo è il mio _why_, **il mio perché**.

La mia attività di divulgazione si concentra principalmente su **YouTube, blog e newsletter**. Ma come puoi vedere sono molto presente e attivo su quasi ogni canale social.

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Puoi seguirmi solo su alcuni o su tutti per non perdere nessun contenuto e stare al passo con tutti gli aggiornamenti su intelligenza artificiale, crescita, e digital attraverso il mio punto di vista.

Amo **condividere con la mia community** ogni nuova scoperta  che faccio (libri, tool, novità, annunci e altro) e  gli esperimenti che porto avanti sul mio business.

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title: Growth Hacker
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Scopri di più sul libro Growth Hacker di Raffaele Gaito. Leggi un anteprima gratuita e accedi alle risorse extra.
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# Growth Hacker

# Growth Hacker

### Mindset e strumenti per far crescere il tuo business.

![growth hacker copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/growth-hacker-copertina.png)  

							“Raffaele in questo libro ti spiega il “dietro le quinte” per scalare esponenzialmente il tuo business”  

														Jacopo Mele  

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[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://www.amazon.it/hacker-Mindset-strumenti-crescere-business/dp/8891753599/ref=as_li_ss_tl?s=books&ie=UTF8&qid=1509971954&sr=1-1&keywords=gaito&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=58b7c5414885057acc941add712fb51c)  

														[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/libri/raffaele-gaito/growth-hacker-mindset-e-strumenti/9788891753595)  

														[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=24413&Tipo=55)  

														[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/growth-hacker-mindset-strumenti-per-ebook-raffaele-gaito/e/9788891763990)

### E in tutti i principali store online e librerie d’Italia

### Cosa troverai in Growth Hacker

Il Growth Hacking non serve a darti risposte, ma a farti porre le giuste domande.

È così che mi piace descrivere questa piccola grande rivoluzione in atto nel mondo del marketing che ha il focus assoluto sulla crescita e si basa solo ed esclusivamente sui dati.

Tutte le imprese hanno bisogno di crescere, ma ovviamente “crescita” ha diversi significati a seconda della fase in cui si trova l’azienda.

In questo libro scoprirai come far lavorare insieme marketing, prodotto e dati per il tuo business.

Il tutto grazie a un metodo completamente nuovo che ha portato al successo le più grandi aziende della Silicon Valley e non solo.

**Introduzione**

Dopo un’incredibile prefazione di Raffaele Mauro, il libro inizia con una breve **introduzione** che illustra come è strutturato il libro, a chi è rivolto e, soprattutto, come andrebbe utilizzato nella quotidianità in azienda.

**Capitolo 1: Dal marketing tradizionale al growth hacking**

 Il primo capitolo è introduzione al mondo del _growth hacking._ Vedremo dove è nato, come è nato e soprattutto perché è nato. Comprendere le origini e li contesto dove questa disciplina è sbocciata è fondamentale per comprenderne in pieno il **mindset**.

**Capitolo 2: Il profilo di un growth hacker**

Passeremo poi a vedere com’è il profilo di un _growth hacker._ Quali sono le **competenze** necessarie per esserlo e, soprattutto, come fare per acquisire queste competenze.

**Capitolo 3: Un growth hacker all’opera**

Dopo aver descritto in dettaglio la figura del _growth hacker_ passeremo a vedere le **attività** quotidiane che questa figura svolge. Una quotidianità fatta di numeri: analisi, metriche, analytics e tanto altro

**Capitolo 4: Processi ed esperimenti**

Il quarto capitolo unisce i puntini e mostre come applicare concretamente il _growth hacking_ nella propria azienda o sul proprio prodotto. Per fare ciò è importante comprendere il **processo** alla base di questa disciplina.

**Capitolo 5: L’acquisizione utenti**

Ottenere nuovi clienti è una delle problematiche principali di tutte le aziende, grandi o piccole, digitali e non. In questo ultimo capitolo vedremo come mettere in piedi una strategia di **acquisizione** utenti a basso costo utilizzando tutti i canali a disposizione e facendo leva sulla risorsa più grande che abbiamo: i nostri competitor.

### Tantissimi Tools, Case History e Interviste

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							Testimonianze  

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							Casi studio  

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							Risorse extra

### il libro è composto da:  

				204 pagine

### Dicono del libro

Questo libro unisce i puntini tra questi due mondi: l’approccio ma anche la pratica giornaliera del fare marketing e far crescere un’azienda. Lo fa in modo molto diretto, riportando esempi, dati, e casi pratici per impostare il lavoro proprio come farebbe un growth hacker navigato.  

							![luca barboni Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/11/luca-barboni.jpg)  

														 Luca Barboni  

																						Growth Hacker. Fondatore di 247x  

							“Il libro di Raffaele è un concentrato di pratiche per ottenere il massimo con il minor tempo e la minor spesa.”  

							![riccardo scandellari](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/03/riccardo-scandellari.jpg)  

														Riccardo Scandellari  

																						Blogger e Autore  

							Raffaele è un autore naturale per questo testo. La sua esperienza lo posiziona al meglio per analizzare un tema del genere. Non parliamo del solito “guru del marketing”, ma di una persona con capacità tecniche, esperienza sul campo ed eccellenti doti di comunicazione.  

							![raffaele mauro Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/raffaele-mauro.jpg)  

														 Raffaele Mauro  

																						Managing Director, Endeavor Italia.  

							Fallimento e successo sono entrambi positivi se riesci a decifrarli nella loro complessità. Raffaele in questo libro ti spiega il “dietro le quinte” per scalare esponenzialmente il tuo business  

							![jacopo mele](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-mele.jpg)  

														Jacopo Mele  

																						Managing Partner di yourDigital. Forbes 30 under 30  

							All’interno delle attività di Growth Hacking troviamo le migliori best practice per costruire una strategia digitale di successo. Raffaele è riuscito a metterle nero su bianco e a renderle accessibili a chiunque in modo semplice, ma mai banale.  

							![giuliano ambrosio Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/11/giuliano-ambrosio.jpg)  

														 Giuliano Ambrosio  

																						Creative Strategist, AQuest. Docente Master, Ninja Academy

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8891753599) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

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**Libri**

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[Amplitude](http://amplitude.com)

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**Risorse**

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[4 Growth Hacking Strategies That Work Like Magic](https://www.entrepreneur.com/article/276641)

[5 Predictions For Online Advertising](https://www.fastcompany.com/3004173/5-predictions-online-advertising)

[App Store to reach 5 million apps by 2020, with games leading the way](https://techcrunch.com/2016/08/10/app-store-to-reach-5-million-apps-by-2020-with-games-leading-the-way/)

[Box (company)](https://en.wikipedia.org/wiki/Box_(company))

[Chartboos Insights](https://www.chartboost.com/insights/)

[Coca-Cola and the rise of the chief growth officer](https://www.marketingweek.com/2017/03/29/chief-growth-officer-coca-cola/)

[Come avere SUCCESSO? Smetti di cercare scorciatoie!](https://www.raffaelegaito.com/come-avere-successo/)

[Come si fanno i video più visti al mondo, dopo il porno e la musica](http://www.ilpost.it/2017/07/29/tasty-video-ricette/)

[Dave McClure: Startups & Investors Are Incredibly Bad At Internet Marketing](https://www.webbroi.com/blog/dave-mcclure-startups-investors-are-incredibly-bad-at-intern)

[Dropbox’s Referral Program](https://www.referralcandy.com/blog/dropbox-referral-program/)

[Ehsan Jahandarpour official website](https://jahandarpour.com/)

[Every Company Needs a Growth Manager](https://hbr.org/2016/02/every-company-needs-a-growth-manager)

[Everything Is Marketing: How Growth Hackers Redefine The Game](https://www.fastcompany.com/3003888/everything-marketing-how-growth-hackers-redefine-game)

[Find a Growth Hacker for Your Startup](http://www.startup-marketing.com/where-are-all-the-growth-hackers/)

[From 0 To $1 Billion In Two Years: Instagram’s Rose-Tinted Ride To Glory](https://techcrunch.com/2012/04/09/instagram-story-facebook-acquisition/)

[Growth Hacker Marketing: The Course](http://learn.ryanholiday.net)

[Growth Hacker is the new VP Marketing](http://andrewchen.co/how-to-be-a-growth-hacker-an-airbnbcraigslist-case-study/)

[Growth Hackers And The Marketing Wake Up Call](https://marketinginsidergroup.com/strategy/growth-hackers-marketing-wake-call/)

[Growth Hacking BS: Fixing Marketing One Truth at a Time](https://www.slideshare.net/peeplaja1/cxl-live-16-growth-hacking-bs-fixing-marketing-one-truth-at-a-time-by-morgan-brown)

[Growth Hacking Masterclass](http://raffaele.link/growthhacking-masterclass)

[Growth Hacking: Data and Product Driven Marketing](https://www.youtube.com/watch?v=ajccEoAhfmc)

[Growth Tribe](http://growthtribe.io)

[Growth University](https://growthhackers.com/growth-university)

[How to get a job as a growth hacker](https://venturebeat.com/2015/11/01/how-to-get-a-job-as-a-growth-hacker/)

[Il CMO è morto, lunga vita al CGO: il caso Coca-Cola](http://www.ninjamarketing.it/2017/04/06/coca-cola-cmo-chief-growth-officer/)

[It’s time your business hired a growth hacker – here’s why](https://www.theguardian.com/small-business-network/2015/may/29/hire-growth-hacker-silicon-valley)

[Nobody Cares About Your Products (Except You)](http://www.webinknow.com/marketing-basics-nobody-cares-about-your-products-except-you)

[PayPal’s $60m Referral Program: A Legendary Growth Hack](https://www.referralcandy.com/blog/paypal-referrals)

[Smartphone owners are using 9 apps per day, 30 per month](https://techcrunch.com/2017/05/04/report-smartphone-owners-are-using-9-apps-per-day-30-per-month/)

[Sono Un Multipotenziale… E Ho I Superpoteri](https://www.raffaelegaito.com/sono-multipotenziale-e-ho-superpoteri/)

[Startup Metrics for Pirates](https://www.slideshare.net/dmc500hats/startup-metrics-for-pirates-long-version)

[Steve Blank On Why Most Startups Fail, And It’s Got Nothing To Do With Technology](https://www.forbes.com/sites/eilenezimmerman/2015/04/20/steve-blank-on-why-most-startups-fail-and-its-got-nothing-to-do-with-technology/)

[Takeru Kobayashi](https://en.wikipedia.org/wiki/Takeru_Kobayashi)

[The Definitive Guide to Growth Hacking](https://www.quicksprout.com/the-definitive-guide-to-growth-hacking/)

[The Real Reason Why Startups Fail (And it’s Not What You Think)](https://growthhit.com/growth/startups-fail/)

[The Upside Down Apple Logo: A Steve Jobs Mistake](https://www.cultofmac.com/168377/the-upside-down-apple-logo-a-steve-jobs-mistake)

[T-shaped profile](https://en.wikipedia.org/wiki/T-shaped_skills)

[Viral advertising spreads through marketing plans](https://usatoday30.usatoday.com/money/advertising/2005-06-22-viral-usat_x.htm)

[W. Edwards Deming Quotes](https://www.goodreads.com/author/quotes/310261.W_Edwards_Deming)

[What exactly is growth hacking](https://www.userconversion.com/ideas/what-exactly-is-growth-hacking/)

[What Happened to the Ice Bucket Challenge?](http://www.newyorker.com/magazine/2016/07/25/als-and-the-ice-bucket-challenge)

[What is a North Star Metric?](https://blog.growthhackers.com/what-is-a-north-star-metric-b31a8512923f)

[Why All Marketers Should Be Growth Hackers](https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2013/09/16/ryan-holiday-why-all-marketers-should-be-growth-hackers/)

[Why I got Fired from Facebook (a $100 Million dollar lesson)](http://okdork.com/why-i-got-fired-from-facebook-a-100-million-dollar-lesson/)

[Why some of us don’t have one true calling](https://www.ted.com/talks/emilie_wapnick_why_some_of_us_don_t_have_one_true_calling)

[Will it blend](http://www.willitblend.com/)

### Visto su

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title: Growth Hacking Mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Scopri di più sul libro Growth Hacker Mindset di Raffaele Gaito. Leggi un anteprima gratuita e accedi alle risorse extra.
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# Growth Hacking Mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione

# Growth Hacking Mindset

### Non esiste innovazione senza sperimentazione.

![growth hacking mindset cover](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/growth-hacking-mindset-cover.png)  

							“Davvero un bel testo, scritto con semplicità e passione da una delle figure più originali del panorama innovativo italiano”  

														Massimo Cerofolini  

																						Giornalista Radio1 RAI

### Leggi un’anteprima gratis!

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### Cosa troverai in Growth Hacking Mindset

Ho scritto questo libro perché volevo riportare l’attenzione sulle origini di questa metodologia e volevo farlo raccontando storie italiane. Negli anni mi sono passati davanti agli occhi centinaia di progetti (di ogni mercato e dimensione) e ho trovato degli elementi in comune tra quelli avevano una marcia in più.

C’era un differenza di _mindset_sostanziale.

In questo libro troverai questo _mindset_ descritto nel dettaglio in tutte le sue sfumature e lo farò toccando temi apparentemente passati di moda (come visione, strategia, approccio, e altri), ma che mai come oggi sono fondamentali.

**Introduzione**

Il libro inizia con una breve **introduzione** che illustra come è strutturato il Growth Hacking Mindset, cosa è e come sarà illustrato nel corso del volume.

**Premessa: Tornare alle origini**

Segue una **premessa** che ha l’obiettivo di contestualizzare storicamente il Growth Hacking. Si parla di come sia nata questa metodologia e l’influenza che ha subito dai movimenti _lean_ e _agile_.

**Capitolo 1: Esperimenti da condurre**

Il libro entra nel vivo descrivendo il primo elemento del _mindset_: gli **esperimenti**. Viene analizzato nel dettaglio il processo di sperimentazione nei suoi 4 step tipici.

**Capitolo 2: Dati da osservare**

Si passa poi ad analizzare il secondo elemento del _mindset_: l’approccio orientato ai **dati**. Viene approfondito sia il tema dei dati quantitativi che quello dei dati qualitativi. Particolare focus viene dato all’importanza delle interviste.

**Capitolo 3: Creatività da alimentare**

Viene poi introdotto il tema della **creatività**, elemento fondamentale del Growth Hacking Mindset. Vengono sfatati alcuni miti sulla creatività (tipo che non è qualcosa di riservato ai creativi) e viene dedicato ampio spazio al come alimentare la creatività.

**Capitolo 4: Domande da porre**

Il quarto e ultimo capitolo si concentra su un tema importante, ma troppo spesso sottovalutato: le **domande**. Questo tipo di _mindset_ è caratterizzato dal porsi continuamente domande e qui il tema viene sviscerato fornendo numerose domande guida da cui partire.

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### Tantissimi strumenti, libri, interviste e risorse extra

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							Risorse extra

### Dicono del libro

Davvero un bel testo, scritto con semplicità e passione da una delle figure più originali del panorama innovativo italiano.  

Non importa se siate piccoli imprenditori, manager, professionisti o lavoratori comunque preoccupati del vostro futuro. Non importa neppure se un lavoro ancora non ce lo avete o se lo avete perso. Questo libro dovrebbe far parte in ogni caso del vostro bagaglio per capire come proporvi sul mercato del lavoro.  

							![massimo cerofolini](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/12/massimo-cerofolini.jpg)  

														Massimo Cerofolini  

																						Giornalista, Radio1 Rai  

							Ho apprezzato moltissimo Growth Hacking Mindset, è una guida perfetta su un tema oggi molto discusso e spesso poco compreso fino in fondo.  

Mi è piaciuto l’approccio di Raffaele, questo libro può essere letto dai più esperti ma anche da chi si è avvicinato da poco al mondo del Growth Hacking. La sua struttura permette a tutti i lettori di accedere ad ogni approfondimento liberamente, senza essere costretto in uno schema vincolante, e di consultarlo ogni qualvolta ne senta bisogno e necessità.  

È un piccolo manuale ma un’ottima guida.  

							![jacopo mele](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-mele.jpg)  

														Jacopo Mele  

																						Managing Partner, yourDigital  

							In un periodo storico in cui le aziende hanno così grande bisogno di sperimentazione, questo volume ed i principi che contiene arrivano come una boccata di ossigeno: racconta in modo pratico e brillante come aziende e professionisti (italiani!) abbiano implementato strategia e processi growth con successo.  

							![matteo aliotta](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/matteo-aliotta.jpg)  

														Matteo Aliotta  

																						Growth Marketing Manager, LVenture Group spa  

							Per evolversi a volte è necessario “rompere” gli schemi, cambiando approccio e metodo.  

Il nuovo libro di Raffaele Gaito fa questo e lo fa con una consapevolezza unica.  

Semplice. Strategico. Concreto  

							![matteo pogliani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/matteo-pogliani.jpg)  

														Matteo Pogliani  

																						Digital Strategist, Open-Box  

							Se dovessi dare un aggettivo a questo libro lo definirei elegante, come elegante è il modo con cui vengono forniti tantissimi concetti al suo interno, cosa mai banale quando parliamo di un argomento di questo tipo.  

Ma soprattutto, è un libro che lascia spazio al lettore per porsi domande costruttive, di approccio. E le domande di approccio sono quelle che si pongono coloro che vogliono diventare “grandi”.  

E Raffaele è un grande e lo dimostra una pagina per volta, un concetto per volta, con casi studio concreti, nozioni, strumenti, frameworks e chi più ne ha, più ne metta.  

							![adriano ercolani](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/adriano-ercolani.jpg)  

														Adriano Ercolani  

																						Head of Growth, Treedom  

							Qui siamo su un altro livello.  

Se c’erano altre 100 pagine di riflessioni e concetti le avrei consumate senza problemi. Resta comunque una lettura molto piacevole e confortevole. Piacevolissima la redazione. I casi studio potevano essere ancora di più senza problemi per aggiungere ancora più valore e referenze. I riferimenti bibliografici restano sempre tantissimi ma la sintesi degli argomenti trattati è forse uno dei valori più alti di questa edizione di Raffaele.  

Una parte davvero incredibilmente interessante è stata data al mondo delle “domande”. Un concetto che va a toccare quasi il coaching insieme ai massimi livelli dell’area marketing professionale moderna.  

							![daniel casarin](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/daniel-casarin.jpg)  

														Daniel Casarin  

																						Founder, ADV Media Lab  

							Come dice l’autore non è un libro da leggere una sola volta: è un libro da tenere sulla scrivania e da utilizzare in ogni circostanza. Così come il suo primo libro, si è fatto amare dalla prima pagina.  

Il capitolo sulla creatività penso sia uno dei meglio scritti, i tool menzionati sono fantastici e le tecniche per sviluppare ulteriormente la tua creatività sono davvero efficaci!  

							![felice gennatiempo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/felice-gennatiempo.jpg)  

														Felice Gennatiempo  

																						Senior Manager, Postepay

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8891782661) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

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### Guarda le interviste complete

[Fabio Bin di WeRoad](https://www.youtube.com/watch?v=xpvgZ-mIgQk)

[Yari Brugnoni di Ninjalitics](https://www.youtube.com/watch?v=9HtILSfuoQo)

[Luca Micheli di Customerly](https://www.youtube.com/watch?v=cKhtPQ96JTQ)

[Renato Mascolo di Ilovecomm](https://www.youtube.com/watch?v=ykkG1RY02yU)

[Andrea Gattini di Filo](https://www.raffaelegaito.com/intervista-andrea-gattini-filo/) (testo)

[Raffaele Boiano di FifthBeat](https://www.youtube.com/watch?v=OsGsjQ6XRVE)

[Adriano Ercolani e Federico Garcea di Treedom](https://www.youtube.com/watch?v=xbjHKe0fyhA)

[Vincenzo Cosenza di Buzoole](https://www.youtube.com/watch?v=l1XK9yyI4mM)

[Danilo Costa di Coderblock](https://www.youtube.com/watch?v=Ji0is3DqUIo)

[Daniele Ratti di Fatture In Cloud](https://www.youtube.com/watch?v=6q-DxxCnzPI) (audio)

[Antonio Rotolo di Ludwig](https://www.raffaelegaito.com/intervista-antonio-rotolo-ludwig/) (testo)

[Michele Di Blasio di Lacerba](https://www.youtube.com/watch?v=z-8WYs1dGAc)

[Daniele Di Fausto di eFM](https://www.youtube.com/watch?v=6MMCtmSy-QE)

[Paolo Confortini di 7Hype](https://www.youtube.com/watch?v=0626AE6arDU)

[Daniele Biancardi di Kedea](https://www.youtube.com/watch?v=fEFyVOrpiqs&list=PLNQjSVfdskFmutuguKDBAejeA_niRRWrW&index=5&t=0s)

[Cristian Iobbi di Wib](https://www.youtube.com/watch?v=MSlC1NMKm9s&list=PLNQjSVfdskFmutuguKDBAejeA_niRRWrW&index=4)

[Vittorio Scarano di UniSA](https://www.raffaelegaito.com/intervista-vittorio-scarano-unisa/) (testo)

[Daniel Casarin di Adv Media Lab](https://www.youtube.com/watch?v=hCqIv6ZXj_c&list=PLNQjSVfdskFmutuguKDBAejeA_niRRWrW&index=3&t=0s)

[Matteo Aliotta di LVenture](https://www.youtube.com/watch?v=Tkm9D2pWVmY&list=PLNQjSVfdskFmutuguKDBAejeA_niRRWrW&index=2&t=0s)

[Massimo Brandellero di The ID Factory](https://www.raffaelegaito.com/intervista-massimo-brandellero/) (testo)

### Tutti i link presenti nel libro

**Libri**

L’elenco dei libri presenti in bibliografia

Mostra i Iibri

[Growth Hacker Marketing – R. Holiday](https://amzn.to/2VjvKCA)

[Growth Hacker. Minset e strumenti per far crescere il tuo business – R. Gaito](https://amzn.to/2Iw0wDc)

[Come un romanzo – D. Pennac](https://amzn.to/31Ycdde)

[Agile Analytics: A Value-Driven Approach to Business Intelligence and Data Warehousing – K. Collier](https://amzn.to/333uw0W)

[Partire leggeri. Il metodo Lean Startup: innovazione senza sprechi per nuovi business di successo – E. Ries](https://amzn.to/2ollXzG)

[The Four Steps to the Epiphany: Successful Strategies for Products That Win – S. Blank](https://amzn.to/2APtPMv)

[Lean UX: Designing Great Products With Agile Teams – J. Gothelf](https://amzn.to/2MjSE8U)

[Motivation and Personality – A. H. Maslow](https://amzn.to/30WoY6K)

[Business Model Generation: A Handbook for Visionaries, Game Changers, and Challengers – A. Osterwalder](https://amzn.to/2pMeSsi)

[Value Proposition Design: How to Create Products and Services Customers Want – A. Osterwalder](https://amzn.to/2Vne1dB)

[Applied Imagination – Principles and Procedures of Creative Writing – A. Osborn](https://amzn.to/2MpeHuz)

[Gamestorming: A Playbook for Innovators, Rulebreakers, and Changemakers – D. Gray, S. Brown, J. Macanufo](https://amzn.to/33c8VU8)

[Hacking Growth: How Today’s Fastest-Growing Companies Drive Breakout Success – M. Brown, S. Ellis](https://amzn.to/2Iuyh7y)

[The Paradox Of Choice: Why More Is Less – B. Schwartz](https://amzn.to/333wWg2)

[Il dilemma dell’innovatore. Come le nuove tecnologie possono estromettere dal mercato le grandi aziende – C. M. Christensen](https://amzn.to/30W80W8)

[Lean Analytics: Use Data to Build a Better Startup Faster – A. Croll, B. Yoskovitz](https://amzn.to/2om4V4A)

[Electronic Commerce 2018: A Managerial and Social Networks Perspective – E. Turban](https://amzn.to/31X6jJt)

[Strategic Customer Service: Managing the Customer Experience to Increase Positive Word of Mouth, Build Loyalty, and Maximize Profits – J. Goodman](https://amzn.to/35e9bUr)

[Lean Customer Development: Building Products Your Customers Will Buy – C. Alvarez](https://amzn.to/2ASMkjm)

[Lateral Thinking: Creativity Step-By-Step – E. De Bono](https://amzn.to/2VkybVi)

[Smartcuts: The Breakthrough Power of Lateral Thinking – S. Snow](https://amzn.to/2APLHHl)

[The Act of Creation – A. Koestler](https://amzn.to/31WRwOS)

[Diventa chi sei. Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi – E. Wapnick](https://amzn.to/30QwPTD)

[InGenius: A Crash Course on Creativity – T. Seeling](https://amzn.to/2ooSSmZ)

[Il potere delle abitudini. Come si formano, quanto ci condizionano, come cambiarle – C. Duhigg](https://amzn.to/30T05Je)

[Accendi le tue idee. Il diario creativo dell’autore di Ruba come un artista – A. Kleon](https://amzn.to/2IxWaLw)

[Ruba come un artista. Impara a copiare idee per essere più creativo nel lavoro e nella vita – A. Kleon](https://amzn.to/2AS516A)

[Semina come un artista. 10 idee per condividere la tua creatività e far conoscere il tuo lavoro – A. Kleon](https://amzn.to/30Yhct3)

[Scamper: Creative Games and Activities for Imagination Development – B. Eberle](https://amzn.to/31WNXrU)

[Six Thinking Hats – E. De Bono](https://amzn.to/2VkgPIn)

[Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo – C. Dweck](https://amzn.to/2nphviX)

[Glimmer: How design can transform your business, your life, and maybe even the world – W. Berger](https://amzn.to/2nmgR5M)

[Trusting What You’re Told – P. L. Harris](https://amzn.to/30W9qA5)

[Creativity and the brain – K. M. Heilman](https://amzn.to/2p5JEfl)

[The Book of Beautiful Questions – W. Berger](https://amzn.to/31VIJwM)

[The Opportunity Analysis Canvas – J. V. Green](https://amzn.to/2nqNmjr)

[Reframe: How to Solve the World’s Trickiest Problems – E. Knight](https://amzn.to/2AOLFiM)

[A More Beautiful Question: The Power of Inquiry to Spark Breakthrough Ideas – W. Berger](https://amzn.to/2Iz5Tl0)

[Da zero a uno. I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro – P. Thiel](https://amzn.to/2AR6PNh)

[The Ultimate Sales Letter: Attract New Customers. Boost Your Sales – D. Kennedy](https://amzn.to/2nmhYlY)

[No B.S. Business Success for the New Economy – D. Kennedy](https://amzn.to/325Blz7)

**Tool**

Tutti gli strumenti citati all’interno del libro

Mostra i tool

[Make My Persona](http://www.makemypersona.com)

[Xtensio User Persona](http://xtensio.com/user-persona/)

[UXpressia Personas Online](http://uxpressia.com/personas-online-tool)

[Owler](http://www.owler.com)

[SiteAlerts](http://www.sitealerts.com)

[CrunchBase](http://www.crunchbase.com)

[ProductHunt](http://www.producthunt.com)

[Strategyzer](http://www.strategyzer.com)

[Canvanizer](http://www.canvanizer.com)

[Visualizer](http://www.visualyzer.de)

[Trello](http://www.trello.com)

[Google Drive](http://drive.google.com)

[Asana](http://www.asana.com)

[Jira](http://www.jira.com)

[Pipefy](http://www.pipefy.com)

[Amplitude](http://www.amplitude.com)

[Heap](http://www.heap.io)

[Clicktale](http://www.clicktale.com)

[Pendo](http://www.pendo.io)

[Matomo](http://www.matomo.org)

[Piwik](http://piwik.pro)

[CXmap](http://cxmap.io)

[Hubspot CRM](http://www.hubspot.com/products/crm)

[Pipedrive](http://www.pipedrive.com)

[ZohoCRM](http://www.zoho.com/crm/)

[Streak](http://www.streak.com)

[UserVoice](http://www.uservoice.com)

[Intercom](http://www.intercom.com)

[Survicate](http://www.survicate.com)

[Emojics](http://www.emojics.com)

[Appear/Whereby](http://appear.in)

[Typeform](http://typeform.com)

[Trint](http://trint.com)

[Gotranscript](http://gotranscript.com)

[Whatusersdo](http://www.whatusersdo.com)

[Usabilityhub](http://usabilityhub.com)

[Notion](http://www.notion.so)

[Coda](http://coda.io)

[Airtable](http://airtable.com)

[TED](http://www.ted.com)

[Wikipedia](http://it.wikipedia.org)

[Peak](http://www.peak.net)

[Elevate](http://www.elevateapp.com)

[Meetup](http://www.meetup.com)

[Brainsparker](http://www.brainsparker.com)

[Zest](http://zest.is)

[Anderspink](http://anderspink.com)

[ThinkPak](http://www.creativethinking.net)

[Miro](http://www.miro.com)

[Draw](http://draw.io)

[Stormboard](http://www.stormboard.com)

[Portent’s Content Idea Generator](http://portent.com/tools/title-maker)

[Shiritori](http://shiritorigame.com)

[Oblique Strategies](http://stoney.sb.org/eno/oblique.html)

**Risorse**

I post e gli articoli usati come fonti

Mostra le risorse

[What is a Growth Hacker](https://www.aginnt.com/growth-hacker)

[Giovani, ecco la top 20 dei lavori con gli stipendi più alti in Italia](https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2019-03-01/giovani-ecco-top-20-lavori-gli-stipendi-piu-alti-italia-142913.shtml)

[Agile Manifesto](https://agilemanifesto.org/)

[Find a growth hacker for your startup](http://www.startup-marketing.com/where-are-all-the-growth-hackers/)

[We Don’t Believe in Digital Marketing …[But] Marketing in a Digital World](https://adage.com/article/cmo-strategy/kimberly-clark-elevates-clive-sirkin-top-marketing-post/233451)

[Il segreto del successo è la pazienza](https://www.youtube.com/watch?v=J3CaQrg4ON0)

[Il blog di Ehsan Jahandarpour](https://jahandarpour.com/)

[The Law of Shitty Clickthroughs](https://andrewchen.co/the-law-of-shitty-clickthroughs/)

[Happy Birthday, Digital Advertising!](https://adage.com/article/digitalnext/happy-birthday-digital-advertising/139964)

[Grow fast or die slow](https://www.mckinsey.com/industries/high-tech/our-insights/grow-fast-or-die-slow)

[Il processo è già il risultato](https://www.raffaelegaito.com/processo/)

[The Lean Canvas](https://leanstack.com/leancanvas)

[The Value Proposition Canvas](https://www.strategyzer.com/canvas/value-proposition-canvas)

[The Pomodoro Technique](https://francescocirillo.com/pages/pomodoro-technique)

[Template Pipefy per processo Growth Hacking](https://www.pipefy.com/templates/growth-hacking-experiments/)

[Why All Marketers Should Embrace Data](https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2013/05/08/dan-zarrella-why-all-marketers-should-embrace-data/)

[Data Informed, Not Data Driven](https://www.youtube.com/watch?v=bKZiXAFeBeY)

[Know the difference between data-informed and versus data-driven](https://andrewchen.co/know-the-difference-between-data-informed-and-versus-data-driven/)

[DoD News Briefing – Secretary Rumsfeld and Gen. Myers](https://archive.defense.gov/Transcripts/Transcript.aspx?TranscriptID=2636)

[Renovate Before You Innovate: An Interview with Sergio Zyman](http://zibs.com/zyman.shtml)

[Anche la tua azienda utilizza “l’approccio sticazzi”?](https://www.raffaelegaito.com/sticazzi/)

[The Retention Lifecycle Framework: A Process for Improving User Retention](https://amplitude.com/blog/2016/11/02/retention-lifecycle-framework)

[The Real Cost of Context Switching](https://www.forbes.com/sites/timfrancis/2017/06/12/the-real-cost-of-context-switching/)

[Stop Using Your Inbox as a To-Do List](https://hbr.org/2014/03/stop-using-your-inbox-as-a-to-do-list)

[Email Marketing Benchmarks](https://mailchimp.com/resources/email-marketing-benchmarks/)

[Google Ads Benchmarks for YOUR Industry](https://www.wordstream.com/blog/ws/2016/02/29/google-adwords-industry-benchmarks)

[How Long Do Users Stay on Web Pages?](https://www.nngroup.com/articles/how-long-do-users-stay-on-web-pages/)

[Fosbury Flop](https://en.wikipedia.org/wiki/Fosbury_Flop)

[Definizione di Creatività sulla Treccani](http://www.treccani.it/enciclopedia/creativita/)

[The Creative Method v2](https://www.slideshare.net/jted/the-creative-method-v2)

[Why choosing the right workout could fine-tune your brain](http://med-fom-cogmob.sites.olt.ubc.ca/files/2015/08/Why-choosing-the-right-workout-could-fine-tune-your-brain-New-Scientist.pdf)

[Compilation Of Chess And Education Research Studies](https://www.chess.com/article/view/compilation-of-chess-and-education-research-studies)

[Is Music the Key to Success?](https://www.nytimes.com/2013/10/13/opinion/sunday/is-music-the-key-to-success.html)

[We are born creative geniuses and the education system dumbs us down, according to NASA scientists](https://ideapod.com/born-creative-geniuses-education-system-dumbs-us-according-nasa-scientists/)

[32 Easy Exercises to Boost Your Creativity Everyday](https://www.inc.com/ayse-birsel/32-easy-exercises-to-boost-your-creativity-everyday.html)

[Stanford study finds walking improves creativity](https://news.stanford.edu/news/2014/april/walking-vs-sitting-042414.html)

[Expressive writing can increase working memory capacity](https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11561925)

[Writing and long-term memory: Evidence for a “translation” hypothesis](https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/14640749008401235)

[The Health Benefits of Journaling](https://psychcentral.com/lib/the-health-benefits-of-journaling/)

[How Habits Make You Less Creative](https://www.fastcompany.com/3010268/how-habits-make-you-less-creative)

[Your daily routine is making you less creative—here’s how to fix it](https://blog.dropbox.com/topics/work-culture/why-change-your-routine)

[Sometimes the Best Ideas Come from Outside Your Industry](https://hbr.org/2014/11/sometimes-the-best-ideas-come-from-outside-your-industry)

[Definizione di Cross-fertilization](https://dictionary.cambridge.org/it/dizionario/inglese/cross-fertilization)

[Cultivating a Risk Intelligent Culture](https://www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/us/Documents/center-for-corporate-governance/us-ccg-cultivating-a-risk-intelligent-culture-050212.pdf)

[Shimpei Takahashi: Play this game to come up with original ideas](https://www.youtube.com/watch?v=RovaUZY3e8k)

[Wales hospital uses F1 pit stop tactics for newborn resuscitation](https://www.ft.com/content/35f34152-1695-11e6-9d98-00386a18e39d)

[How Ignorance Fuels Science and the Evolution of Knowledge](https://www.brainpickings.org/2012/04/02/stuart-firestein-ignorance-science/)

[Sugata Mitra: Build a School in the Cloud](https://www.youtube.com/watch?v=y3jYVe1RGaU)

[Mothers asked nearly 300 questions a day, study finds](https://www.telegraph.co.uk/news/uknews/9959026/Mothers-asked-nearly-300-questions-a-day-study-finds.html)

[Why you think you’re right — even if you’re wrong](https://www.youtube.com/watch?v=w4RLfVxTGH4)

[L’arte di rubare](https://www.raffaelegaito.com/rubare/)

[The single biggest reason why start-ups succeed](https://www.youtube.com/watch?v=bNpx7gpSqbY)


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title: Diario della crescita
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author: Raffaele Gaito
excerpt: Scopri di più sul libro Diario della crescita di Raffaele Gaito. Leggi un anteprima gratuita e accedi alle risorse extra.
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# Diario della crescita

# Diario della crescita

### Dedicati 5 minuti al giorno. Tieni traccia dei tuoi progressi.   
 Impara dai tuoi errori.

![diario della crescita copertina](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/08/diario-della-crescita-copertina.png)  

							“Il Diario è un ferro da tenere nella cassetta degli attrezzi, come qualcosa da usare ogni giorno per ripensarci su”  

														Vincenzo Moretti  

																						Sociologo e Autore

### Inizia oggi il diario della crescita

Un diario rende concreti i pensieri, aiuta a tenere traccia dei progressi, a elaborare informazioni complesse e a sviluppare buone abitudini. Tenere un diario ha effetti positivi per la memoria, riduce lo stress e l’ansia e aiuta nella gestione delle paure e dei problemi.

[Acquistalo su Amazon](https://www.amazon.it/dp/B08GFPM7X9/ref=as_li_ss_tl?ref_=pe_3052080_397514860&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=9ae8542dc027f61971c52ba42b418519&language=it_IT)

### Cosa è il Diario della crescita

Credo molto nella **maieutica** come approccio e come metodo e nel tempo ho fatto delle **domande** un pilastro della mia vita personale e lavorativa. Penso che il ruolo di consulenti, formatori, coach ed educatori debba essere quello di **guidare gli altri attraverso le domande**.

Con le giuste domande riusciamo a riflettere e a mettere in discussione anche quei concetti che solitamente ci sembrano scontati, scardinando e superando i pregiudizi infondati. Le domande, infatti, devono aiutarci ad **andare al cuore delle questioni**, a fare pulizia delle informazioni inutili e superflue e a mettere a fuoco le cose importanti in un orizzonte strapieno di stimoli.

Proprio da qui nasce l’idea di questo diario.

Sette domande negli anni sono diventate per me delle linee guida. Le uso come **bussola** per capire se sto andando nella giusta direzione e periodicamente mi aiutano a **fare il punto della situazione**. Il passo successivo è stato quello di rendere disponibili queste domande sotto forma di diario.

Il Diario della crescita ti aiuterà a fare un resoconto della giornata appena trascorsa in maniera guidata, attraverso domande che, toccando diversi aspetti, ti aiuteranno a mettere a fuoco le informazioni principali.

Ecco come sono le pagine interne del Diario della crescita:

[![pagina diario della crescita](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/11/pagina-diario-della-crescita-188x300.jpg)](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/11/pagina-diario-della-crescita.jpg)

### Per chi è il Diario della crescita

Quando ho scritto queste righe avevo in mente:

- il giovane startupper entusiasta che vuole spaccare il mondo, ma allo stesso tempo deve tenere sotto controllo tutti i numeri;
- la manager con un team da gestire e un progetto da supervisionare che non deve perdere di vista l’obiettivo e collegare continuamente i puntini;
- lo studente che per smanettare sul web ha deciso di aprire il canale YouTube o il blog o il podcast perché vuole urlare al mondo le sue passioni, facendolo in modo professionale e duraturo;
- l’imprenditrice che ha un’azienda di famiglia da generazioni da mandare avanti in un mondo che va alla velocità della luce e si evolve di continuo;
- la freelance che ha da poco lasciato il lavoro da dipendente per riprendere in mano il suo tempo e che deve far quadrare i conti per fare il salto di qualità.

Ecco, se ti rivedi in uno di questi scenari allora il Diario della crescita è perfetto per te!

https://www.youtube.com/watch?v=ZX9KIWL1NTM

### Dicono del libro

Il Vuoto è il Pieno e viceversa. Questo Diario ti fa scrivere il tuo libro, quindi, per certi versi, per quanto mi riguarda potrebbe essere anche più stimolante di un libro già bello e fatto. Un libro da scrivere, un libro con le domande.  

I libri sono i maggiori portatori di domande. Un diario vuoto è una grande opportunità, di lettura e di scrittura. Di se stessi nel mondo. Un libro che non ti racconta una promessa di valore ma ti guida verso l’individuazione, la lettura e la traccia del tuo valore. Il vuoto da riempire è la chiave. Il vuoto che ci permette di diventare quello che ancora non siamo.  

							![giuseppe rivello Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/09/giuseppe-rivello.jpg)  

														Giuseppe Rivello  

																						Artigiano e Narratore  

							Non è un libro, è un diario, una guida che ti aiuta nel quotidiano a porti domande.  

insomma se cerchi risposte le leggerai solo dopo averle date e scritte di tua mano. Utile a chi ha voglia di porsi le stesse domande tutti i giorni ed ogni giorno dimostrare una tendenza positiva di crescita!  

							![jacopo mele](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-mele.jpg)  

														Jacopo Mele  

																						Managing Partner, yourDIGITAL  

							A Napoli si dice “song ‘e fierr ca fanno ‘o mast” sono i ferri che fanno il maestro, la loro precisione, il modo in cui li usi e a volte anche il modo in cui te li costruisci. Ecco, io il Diario di Raffaele Gaito l’ ho visto subito così, come un ferro da tenere nella mia cassetta degli attrezzi, come qualcosa da usare ogni giorno per “ripensarci su”, che è una cosa che aiuta sempre. E poi amo le citazioni, e l’idea di lasciare alla fine di ogni pagina e di ogni giorno un pensiero su cui riflettere mi è piaciuta assai. Infine la possibilità, perché sì, il vuoto è sempre una possibilità e in molti casi una necessità, come ci ricorda Lao Zi: “Trenta raggi convergono nel mozzo, ma è proprio dove non c’è nulla che sta l’utilità della ruota. Si plasma l’argilla per farne un recipiente, ma è proprio dove non c’è nulla che sta l’utilità del recipiente. Si aprono porte e finestre per fare una stanza, ma è dove non c’è nulla che sta l’utilità della stanza. Così il «c’è» presenta delle opportunità, che il «non c’è» trasforma in utilità.” Ve l’ho detto, citare mi piace.  

							![vincenzo moretti](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/09/vincenzo-moretti.jpg)  

														Vincenzo Moretti  

																						Sociologo e Autore  

							Ringrazio Raffaele per avermi reso co-autore della mia edizione di questo libro.  

Probabilmente, in ambito business, sarà uno dei mie preferiti per i prossimi anni.  

Il libro ha un piccolo limite, fisiologico: per leggerlo e apprezzarlo appieno è meglio aspettare un paio di mesi: il tempo necessario a popolarne le pagine.  

Il co-autore per godere del libro, devi rispettare la regola scritta in copertina: “Dedicati 5 minuti al giorno. Tieni traccia dei tuoi progressi. Impara dai tuoi errori.”  

La mia prima nota risale al 15 settembre, ero a Palermo, ho messo il libro nel trolley e l’ho scritto nella quiete di una camera d’albergo. Da quel giorno ho scritto una trentina di pagine, dunque non tante, mi riprometto di usarlo di più, adesso che ne ho potuto verificare l’utilità.  

							![stefano stravato](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2020/11/stefano-stravato.jpg)  

														Stefano Stravato  

																						Founder, Fifth Beat

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=B08GFPM7X9) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

![recensioni amazon Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/recensioni_amazon.png)


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title: L’arte della pazienza. Come essere perseverante in un mondo frenetico
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Scopri di più sul libro L'arte della pazienza di Raffaele Gaito. Leggi un anteprima gratuita e accedi alle risorse extra."
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# L’arte della pazienza. Come essere perseverante in un mondo frenetico

# L’arte della pazienza

### Come essere perseverante in un mondo frenetico.

![l'arte della pazienza](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/03/larte-della-pazienza.png)  

							“Un libro illuminante e affascinante per tutti noi”  

														Luca Mazzucchelli  

																						Psicologo, autore e divulgatore

### Leggi un’anteprima gratis

Hai comprato il libro, ma non ti è ancora arrivato? O semplicemente vuoi dare una sbirciatina prima dell’acquisto? Nessun problema, da qui puoi scaricare un’**anteprima gratuita** con le prime pagine del libro.

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			[COMUNICATO STAMPA](https://gaito.link/pazienza-comunicato)  

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[![amazon logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/amazon_logo.png)](https://www.amazon.it/Larte-della-pazienza-Raffaele-Gaito/dp/8835109639?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=l%27arte+della+pazienza&qid=1615402694&sr=8-1&linkCode=sl1&tag=rgblog-21&linkId=eb50457d0143de65439d6335d6bd47e9&language=it_IT&ref_=as_li_ss_tl)  

														[![feltrinelli logo Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/feltrinelli_logo.png)](https://www.lafeltrinelli.it/libri/l-arte-pazienza/9788835109631)  

														[![francoangeli logo ok Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/francoangeli_logo_ok.png)](https://francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?id=26793)  

														[![ibs logo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/ibs_logo.png)](https://www.ibs.it/arte-della-pazienza-come-essere-libro-raffaele-gaito/e/9788835109631)

### E in tutti i principali store online e librerie d’Italia

### Cosa troverai in L’arte della pazienza

Nell’immaginario comune spesso la pazienza è associata alla pigrizia e all’immobilità. Niente di più sbagliato. La pazienza è quel mix di **costanza**, **perseveranza** e **capacità di attendere** che da sempre ha contraddistinto le grandi donne e i grandi uomini.

In un’epoca come quella che stiamo vivendo, dove la frenesia e l’instabilità la fanno da padrone, sviluppare l’arte della pazienza non è solo importante, ma fondamentale. La pazienza impatta in modo concreto ogni ambito della nostra vita.

In questo libro ti mostro chiaramente che non è necessario nascere pazienti, ma che **tutti lo possono diventare**. Attraverso consigli concreti, approfondimenti e storie illuminanti provo a raccontarti sia il come che il perché farlo. Il tutto con un taglio pratico e ispirazionale allo stesso tempo.

Un libro perfetto se senti la necessità di **trovare un equilibrio** nella tua vita privata o lavorativa.

**La società del tutto e subito**

La prima parte del libro è formata da due capitoli. Il primo capitolo descrive lo scenario contemporaneo e quella che io chiamo la “società del tutto e subito”.

**L’importanza della pazienza**

Il secondo capitolo introduce il concetto di pazienza spiegando perché è importante. Qui vengono presentati i vari vantaggi della pazienza nella vita quotidiana.

**Abitudini**

La seconda parte del libro è formata da quattro capitoli e descrive il Ciclo della pazienza. Il terzo capitolo è sulle abitudini e al ruolo che hanno nell’essere pazienti.

**Obiettivi**

Il quarto capitolo è dedicato agli obiettivi. Descrive in che modo definire obiettivi nella vita lavorativa e privata e, soprattutto, in che modo raggiungerli.

**Sperimentazione**

Il quinto capitolo si concentra sul tema della sperimentazione nella sua accezione più ampia. Un elemento fondamentale per chi decide di allenare la pazienza.

**Fallimento**

Il sesto capitolo chiude il Ciclo della pazienza trattando il fallimento. Viene illustrato in che modo accettare il fallimento e renderlo un punto di forza nella propria vita.

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### Dicono del libro

Questo libro mi ha davvero sorpreso per la sua densità e profondità: tante storie, consigli, idee e punti di vista, attingendo al meglio della letteratura sulla crescita personale e professionale.  

Le note e la bibliografia sono una miniera di informazioni: una vera guida per la crescita consapevole nel business.  

La profondità e l’onestà intellettuale usate da Raffaele nel mettere in pratica l’impianto teorico testandolo sulle proprie esperienze professionali lo rendono un volume non solo ispirante, ma anche realmente utile nel contesto italiano.  

Consigliatisismo!  

							![giulio gaudiano](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/04/giulio-gaudiano.jpg)  

														Giulio Gaudiano  

																						Imprenditore e podcaster  

							Essere perseveranti e pazienti in un mondo frenetico è una delle grandi sfide dei nostri giorni.  

Un libro scorrevole e ben scritto che affronta la questione da un punto di vista storico e sociologico, mostrando anche una serie di soluzioni e framework per migliorare la propria vita e raggiungere risultati senza rincorrere sempre il mito del “successo” e della performance.  

							![matteo aliotta](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/matteo-aliotta.jpg)  

														Matteo Aliotta  

																						Growth Marketing Manager, LVenture Group spa  

							Fra le storie che ho potuto leggere nel libro ci sono vite “rivoluzionarie”, donne che hanno superato ogni stereotipo anche con tempi molto lunghi. Storie fatte di perseveranza e pazienza. Anche loro, ne sono sicura, qualche volta si sono sentite come me, ma non hanno smesso di crederci, hanno avuto la pazienza di continuare a costruire il proprio percorso.  

							![giusy manzella](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/giusy-manzella.jpg)  

														Giusy Manzella  

																						Instructional designer, Cervellotik Education  

							Raffaele ha scritto un libro meraviglioso che spiega, per davvero, cosa perseverare in un mondo sempre più frenetico e lo fa attraverso dei consigli pratici e raccontandoci storie di sportivi, imprenditori, creativi che hanno perseverato a lungo prima di raggiungere traguardi incredibile.  

							![jacopo mele](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/11/jacopo-mele.jpg)  

														Jacopo Mele  

																						Managing Partner, yourDigital  

							È un bel libro.  

Raffaele è riuscito nell’arduo compito di mettere insieme molti concetti, molti libri e molti racconti.  

In un percorso semplice e molto utile troverai consigli utili e buon senso per chi, come me, ha riorganizzato la propria vita qualche anno fa.  

Chiaro e semplice. Consigliato.  

							![mario moroni](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/04/mario_moroni.jpg)  

														Mario Moroni  

																						Autore e speaker radiofonico  

							Ho già letto gli altri libri di Raffaele Gaito e visto il livello di questo professionista, le mie aspettative su questo testo erano ancora più alte: visto il modo e l’intensità con cui nei giorni prima del lancio se ne è parlato in rete, doveva essere qualcosa di eccezionale.  

Lo è: dalla prima all’ultima pagina.  

E’ un libro che da una parte racconta tutta l’esperienza dell’autore, tutto il suo vissuto, tutto il suo impegno, i suoi successi, i suoi fallimenti e il suo essersi rialzato ogni volta.  

E’ un libro ricco di storie, di esempi, di spunti di riflessione.  

E’ un libro ricco di forza e umiltà.  

							![davide giansoldati](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/04/davide_giansoldati.jpg)  

														Davide Giansoldati  

																						Autore, speaker e storyteller  

							Leggere il terzo libro di Raffaele Gaito, per me, è la riconferma di ciò che già pensavo: non sono Raffaele conosce molto bene le cose di cui parla ma è sorprendente come una persona con un grosso bagaglio culturale (tecnico) riesca a tirar fuori un libro scritto bene bene. Un filo rosso che che passa per le 180 pagine e ti coinvolge, aiutando il lettore a riflettere, fermarsi. E’ un viaggio questo libro, un viaggio veloce (perché scorre bene) ma profondo. E’ il libro che cercavo, è il libro che consiglierò a TUTTI, indistintamente. Va di diritto tra i migliori libri del 2020/2021. La differenza rispetto a tutti “gli esperti” è che Raffaele Gaito crea davvero un impatto sulle persone e sì, anche su persone “navigate” ed “esperte”. Top player.  

							![giovanni cavaliere](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/05/giovanni-cavaliere.jpg)  

														Giovanni Cavaliere  

																						Responsabile Marketing Digitale, LuissX

Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, [**CLICCA QUI**](https://www.amazon.it/review/create-review?asin=8835109639) per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^

![recensioni amazon Agentic AI: quando il tool lavora al posto tuo](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2018/09/recensioni_amazon.png)

### Bibliografia e approfondimenti

**Libri**

L’elenco dei libri presenti in bibliografia

Mostra i Iibri

[The Marshmallow Test – Walter Mischel](https://amzn.to/2MtgYZO)

[Creare prodotti e servizi per catturare i clienti – Eyal Nir](https://amzn.to/3rk1hDe)

[Pensieri – Marco Aurelio](https://amzn.to/3atB2DA)

[Marcus Aurelius – McLynn Frank](https://amzn.to/2YIrmQa)

[Il vicolo cieco – Seth Godin](https://amzn.to/39Hnh50)

[Partire dal perché – Sinek Simon](https://amzn.to/2YMQuVD)

[La società della performance – Gancitano Maura e Colamedici Andrea](https://amzn.to/3cDEaQ0)

[Riconquista il tuo tempo – Andrea Giuliodori](https://amzn.to/3riHeF1)

[Growth hacking mindset – Raffaele Gaito](https://amzn.to/3cBkAUr)

[Trusting What You’re Told – Harris Paul L.](https://amzn.to/2O6Ljy5)

[Creativity and the Brain – Heilman Kenneth M.](https://amzn.to/39M6HB3)

[Mindset – Carol Dweck](https://amzn.to/3rpb1w5)

[Il potere delle abitudini – Duhigg Charles](https://amzn.to/3oOKIxs)

[Vinci le tue paure – Webb Brandon e Mann John David](https://amzn.to/39K7baP)

[Fattore 1% – Luca Mazzucchelli](https://amzn.to/2YI14gU)

[Una cosa sola – Keller Gary e Papasan Jay](https://amzn.to/3tqSiBM)

[La pratica – Silvio Gulizia](https://amzn.to/3azi3qW)

[Metodo mindfulness – Williams Mark e Penman Danny](https://amzn.to/39OElWV)

[Diario della crescita – Raffaele Gaito](https://amzn.to/36E0K6Z)

[Hundred Percenters – Murphy Mark](https://amzn.to/36E57PC)

[High Output Management – Grove Andrew S.](https://amzn.to/3jfbE8D)

[Rivoluzione OKR – Doerr John](https://amzn.to/3aq2uly)

[Il gioco infinito – Simon Sinek](https://amzn.to/36En1lg)

[Il genio non esiste – Barbascura X](https://amzn.to/39MX4Sp)

[Il cigno nero – Taleb Nassim Nicholas](https://amzn.to/2YGJ4Dl)

[Antifragile – Taleb Nassim Nicholas](https://amzn.to/39KUHzr)

[Lettere morali a Lucilio – Seneca](https://amzn.to/3rqav0P)

[Il fallimento è rivoluzione – Francesca Corrado](https://amzn.to/39Nd9ry)

[Lezioni di meraviglia – Gancitano Maura e Colamedici Andrea](https://amzn.to/3av8eKV)

[L’importanza di osare – Case Jean](https://amzn.to/3cGc728)

[Addiction. A Behavioral Economic Perspective – Heshmat Shahram](https://amzn.to/2O7SLc7)

[Viaggi e avventure della Serendipity – Merton Robert K. e Barber Elinor G.](https://amzn.to/3oP1dtg)

**Fonti**

Tutte le altre fonti citati all’interno del libro

Mostra le fonti

[This is how much it costs to wake up looking like an influencer](https://fashionista.com/2018/02/instagram-influencers-beauty-cost-treatments)

[Social media use and adolescent sleep patterns: cross-sectional findings from the UK millennium cohort study](http://eprints.gla.ac.uk/190611/1/190611.pdf)

[Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0747563213000800)

[Social media and young people’s mental health and wellbeing](https://www.rsph.org.uk/static/uploaded/d125b27c-0b62-41c5-a2c0155a8887cd01.pdf)

[Facebook makes you #unhappy and #lonely](https://news.ku.dk/all_news/2016/12/facebook-makes-you-unhappy-and-lonely/)

[Just One More: Modeling Binge Watching Behavior](https://dl.acm.org/doi/10.1145/2939672.2939792)

[Binge-watching motivates change: Uses and gratifications of streaming video viewers challenge traditional TV research](https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/1354856517750365)

[Feelings of loneliness, depression linked to binge-watching television](https://www.sciencedaily.com/releases/2015/01/150129094341.htm)

[Binge Viewing, Sleep, and the Role of Pre-Sleep Arousal](https://jcsm.aasm.org/doi/10.5664/jcsm.6704)

[Ramesh Sitaraman’s research shows how poor online video quality impacts viewers](https://www.cics.umass.edu/news/latest-news/research-online-videos)

[How Little Do Users Read?](https://www.nngroup.com/articles/how-little-do-users-read/)

[Chamath Palihapitiya, Founder and CEO Social Capital, on Money as an Instrument of Change](https://www.youtube.com/watch?v=PMotykw0SIk)

[Smartphone Restriction and Its Effect on Subjective Withdrawal Related Scores](https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6099124/)

[The phantom in my pocket: Determinants of phantom phone sensations](https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/2050157914562656)

[Have Smartphones](https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2017/09/has-the-smartphone-destroyed-a-generation/534198/)

[Destroyed a Generation?](https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2017/09/has-the-smartphone-destroyed-a-generation/534198/)

[Steve Jobs’ 2005 Stanford Commencement Address](https://www.youtube.com/watch?v=UF8uR6Z6KLc)

[Pazienza: significato e definizione](https://dizionari.repubblica.it/Italiano/P/pazienza.html)

[Alibaba founder Jack Ma: ‘Harvard rejected me 10 times’](https://www.businessinsider.com/jack-ma-harvard-rejected-me-10-times-2015-9)

[[Startup Asia Jakarta 2014] Fireside Chat: Rovio – Full of Anger but High in the Sky in Indonesia](https://www.youtube.com/watch?v=0JD7khGtzoE)

[He Wanted A Job; Facebook Said ‘No’ – In A $3 Billion Mistake](https://www.forbes.com/sites/georgeanders/2014/02/19/he-wanted-a-job-facebook-said-no-in-a-3-billion-mistake/)

[Entrepreneur Leah Busque on How TaskRabbit Came to Life](https://www.americanexpress.com/en-us/business/trends-and-insights/articles/interview-wi-th-leah-busque-of-taskrabbit/)

[Astrid Lindgren – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Astrid_Lindgren)

[Start with why – How great leaders inspire action | Simon Sinek | TEDxPu- getSound](https://www.youtube.com/watch?v=u4ZoJKF_VuA)

[Developing Time Management Skills](https://www.psychologytoday.com/us/blog/understand-other-people/201507/developing-time-management-skills)

[Occupational burnout – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Occupational_burnout)

[The Maslach Burnout Inventory Manual](https://www.researchgate.net/publication/277816643_The_Maslach_Burnout_Inventory_Manual)

[StanislavPetrov – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Stanislav_Petrov)

[How Cristiano Ronaldo keeps in shape at 35 with diet plan featuring sword- fish, magic chicken and five naps per day](https://www.thesun.co.uk/sport/football/10725570/cristiano-ronaldo-diet-juventus/)

[Mad Men – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Mad_Men)

[Ashley Fiolek – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Ashley_Fiolek)

[Waiting for Merlot: Anticipatory Consumption of Experiential and Material Purchases](https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0956797614546556)

[Mindfulness training reduces the severity of irritable bowel syndrome in women: results of a randomized controlled trial](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21691341/)

[Effects of Mindfulness-Based Stress Reduction vs Cognitive-Behavioral Therapy and Usual Care on Back Pain and Functional Limitations among Adults with Chronic Low Back Pain](https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4914381/)

[Specific Transcriptome Changes Associated with Blood Pressure Reduction in Hypertensive Patients After Relaxation Response Training](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29616846/)

[Seven-year follow-up shows lasting cognitive gains from meditation](https://www.sciencedaily.com/releases/2018/04/180405093257.htm)

[The Health Benefits of Journaling](https://psychcentral.com/lib/the-health-benefits-of-journaling)

[Mary Kom – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Mary_Kom)

[New Directions in Goal-Setting Theory](https://journals.sagepub.com/doi/10.1111/j.1467-8721.2006.00449.x)

[The Effect of Goal Setting on Group Performance: A Meta-Analysis](https://www.researchgate.net/publication/51482445_The_Effect_of_Goal_Setting_on_Group_Performance_A_Meta-Analysis)

[Study focuses on strategies for achieving goals, resolutions](https://scholar.dominican.edu/news-releases/266/)

[There’s a S.M.A.R.T. Way to Write Management’s Goals and Objectives](https://community.mis.temple.edu/mis0855002fall2015/files/2015/10/S.M.A.R.T-Way-Management-Review.pdf)

[WOOP my file](https://woopmylife.org/)

[Physical Activity in Women. Effects of a Self-Regulation Intervention](https://www.researchgate.net/publication/23444650_Physical_Activity_in_Women_Effects_of_a_Self-Regulation_Intervention)

[When planning is not enough: Fighting unhealthy snacking habits by mental contrasting with implementation intentions](https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/ejsp.730)

[Facilitating successful behavior change: beyond goal setting to goal flourishing](https://icfsverige.se/wp-content/uploads/2018/11/Facilitating-successful-beha-vior-change-Beyond-goal-setting-to-goal-flourishing-by-Nowack-2017.pdf)

[Come ci è finito il ghiaccio nei cocktail?](https://www.ilpost.it/2020/07/18/ghiaccio-cocktail/)

[The importance of speed in business](https://www.garyvaynerchuk.com/importance-speed-business/)

[Keep your goals to yourself](https://www.ted.com/talks/derek_sivers_keep_your_goals_to_yourself/)

[When goals are known: The effects of audience relative status on goal commitment and performance](https://psycnet.apa.org/record/2019-45131-001)

[Surveillant intentions and intrinsic motivation](https://psycnet.apa.org/record/1993-21535-001)

[Effects of person versus process praise on student motivation: stability and change in emerging adulthood](https://www.reed.edu/motivation/docs/Haimovitz_Corpus_2011.pdf)

[Accounting for the Effects of Accountability](https://projects.iq.harvard.edu/files/lernerlab/files/lerner_tetlock_1999.pdf)

[Perché i ciclisti britannici sono così forti](https://www.ilpost.it/2018/09/23/froome-thomas-yates-grandi-giri/)

[From George Washington to Anthony Whitting, 21 April 1793](https://founders.archives.gov/documents/Washington/05-12-02-0368)

[50 convinzioni errate](https://www.ilpost.it/2016/10/12/convinzioni-errate/)

[How Resilience Works](https://hbr.org/2002/05/how-resilience-works)

[Wilma Rudolph – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Wilma_Rudolph)

[How Netflix Became a $100 Billion Company in 20 Years](https://producthabits.com/how-netflix-became-a-100-billion-company-in-20-years/)

[Johari window – Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Johari_window)

[Kerri Strug](https://sports.jrank.org/pages/4676/Strug-Kerri-Historic-Vault.html)

[Spencer Silver, post-it notes](https://www.invent.org/inductees/spencer-silver)

[12 Famous People Who Failed Before Succeeding](https://www.wanderlustworker.com/12-famous-people-who-failed-before-succeeding/)

[Da figlia di schiavi a imprenditrice milionaria. Storia (dimenticata) della prima self-made woman, Madam C. J. Walker](https://smartmoney.startupitalia.eu/economy/smart-people/60080-20170129-self-made-woman-madam-c-j-walker-storia)

[Dalle vendite porta a porta fino al miliardo di dollari, storia di Sara Blakely](https://forbes.it/2019/11/04/dalle-vendite-porta-a-porta-fino-al-miliardo-di-dollari-storia-di-sara-blakely/)

[How James Dyson Makes the Ordinary Extraordinary](https://www.wired.com/2012/11/mf-james-dyson/)

[Scuola di Fallimento](https://www.scuoladifallimento.com/)

[Dovremmo leggere la storia di Jk Rowling ogni volta che ci sentiamo dei falliti](https://www.marieclaire.com/it/magazine/a19557735/jk-rowling-storia/)

### Errata Corrige

Capitolo 2, paragrafo “La costanza è la chiave”  
A pagina 39 dell’edizione cartacea, i 100-120 kilometri percorsi erano su base settimanale.

**Capitolo 4, paragrafo “Condividi gli obiettivi”**A pagina 114 dell’edizione cartacea, le ricerche a cui fa riferimento Derek Sivers sono 4: una del 1926, una del 1933, una del 1982 e una del 2009.


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title: "Bonus numero 3: Come affrontare il fallimento"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: In questo terzo e ultimo video bonus parliamo di come affrontare il fallimento.
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# Bonus numero 3: Come affrontare il fallimento

Bonus numero 3: Come affrontare il fallimento

Nei primi due video ho parlato di studio e di obiettivi. Questo è dedicato al fallimento.

Voglio prendermi qualche minuto per fare una riflessione sull’importante ruolo del fallimento nel nostro lavoro e nelle nostre vite.

Spero possa esserti d’ispirazione per tutte le tue attività, piccole o grandi che siano.

Ti ricordo che hai uno **sconto esclusivo del 15%** per i miei studenti con il quale potrai acquistare qualsiasi altro mio corso.

Vai alla [pagina dei corsi da questo link](https://www.raffaelegaito.com/corsi/?c=secondocorso), e tutti i corsi saranno scontati del 15%.

https://vimeo.com/768565066

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title: "Bonus numero 2: Come definire gli obiettivi"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: In questo secondo bonus video parliamo di obiettivi e di come definirli bene.
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# Bonus numero 2: Come definire gli obiettivi

Bonus numero 2: Come definire gli obiettivi

Dopo aver parlato di studio nel primo video, voglio condividere con te qualche riflessione utile su come definire i propri obiettivi.

Spero possa esserti utile nel tuo lavoro, attività o progetto che stai portando avanti.

Tieni d’occhio la posta, tra due giorni ti arriverà il terzo video bonus in una mail dal titolo “_Bonus non pubblicizzato numero 3: come affrontare il fallimento”_.https://vimeo.com/768564065

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author: Raffaele Gaito
excerpt: In questo bonus video parliamo di come studiare al meglio. Può esserti utile per il corso appena acquistato.
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# Bonus numero 1: Come studiare bene

Bonus numero 1: Come studiare bene

In questo primo video sullo studio voglio condividere con te qualche riflessione utile su come formarsi e come approcciarsi allo studio.

Spero possa esserti utile nel percorso di studio che hai intrapreso.

Tieni d’occhio la posta, tra due giorni ti arriverà il secondo video bonus in una mail dal titolo “_Bonus non pubblicizzato numero 2: come definire gli obiettivi”._

https://vimeo.com/766977893

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title: Questa pagina non esiste
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author: Raffaele Gaito
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# Questa pagina non esiste

![raffaele gaito 404](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2024/03/raffaele-gaito-404.png)

## Questa pagina non esiste

Oh cavolo, per qualche e assurdo strano motivo sei su una pagina che non esiste!

Potrebbe significare che: hai aperto una pagina che prima esisteva e poi è stata cancellata; hai digitato un indirizzo sbagliato; hai cliccato su un link vecchio o malfunzionante; degli hacker russi cercano di sabotarmi cancellando i miei contenuti migliori.

Ormai però il pasticcio è fatto, sei qui su una pagina che non esiste e non voglio farti andare via dal mio sito.

Quindi se non hai trovato quello che cercavi prova a usare la barra di ricerca in alto oppure, se vuoi dare un’occhiata a qualche altro mio contenuto, butta un occhio qui sotto agli ultimi post che ho pubblicato.

### Puoi seguirmi qui

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title: Acquisto completato
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author: Raffaele Gaito
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# Acquisto completato

Acquisto completato

**Grazie mille per aver acquistato questo corso.**

Ritengo fondamentale ringraziare le persone che acquistano i miei prodotti. È una bella iniezione di fiducia per me e non posso farla passare inosservata.

Spero di ricambiarla con questo corso.

Se ti va, alla fine del corso mandami un feedback, mi fa piacere sapere cosa ne pensi e se ti ha aiutato nel tuo lavoro.

Ti ricordo che, se ti serve, posso anche inviarti un attestato di completamento.

_Buono studio 🙂_


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## Optional

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